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  • Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

    Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

    Martedì, Luglio 24th/ 2012 

    – di Mario Luongo –

    Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra investimenti esteri e investimenti all’estero  

    Spagna – I nodi di Rajoy: Accentramento e

    Pareggio di Bilancio

    Ma le regioni insorgono alla "Macelleria Sociale"

    Euribor e Target 2: "l'insostenibile pesantezza dell'essere"

    Madrid, Bruxelles – Il sistema amministrativo iberico basato sul decentramento dell’autonomia regionale sta conoscendo in questi giorni una crisi che ne metterà probabilmente in discussione il futuro. Il Partito Popolare di Mariano Rajoy, conservatore e di centro destra, già dagli inizi del suo governo puntava ad una centralizzazione più marcata nell’amministrazione statale, contrassegnata da un forte regionalismo fin dalla fine del franchismo. Questa volontà accentratrice ha spaccato in due il Paese, contrapponendo i favorevoli al progetto (o quanto meno chi invocasse l'accentramento come panacea ai mali sia nazionali che europei) e chi invece non accettava un cambio di rotta nell’andamento della politica. Fatto sta che le regioni storicamente estranee all’ala conservatrice ed “europeista”, come la socialista Andalusia ( da marzo con un governo formato da socialisti e Izquierda Unida ) i Paesi Baschi o la Catalogna – liberal democratica – sono rimasti nella loro politica basata su una forte autonomia e decentramento, facendo accantonare parzialmente i propositi di Rajoy.

       La sorpresa di Mariano   

    Ma questa non è stata una vera e propria batosta per il Presidente del Governo spagnolo, la sorpresa è arrivata qualche mese più tardi, con i risultati del Consiglio di Politica fiscale e finanziaria avente come oggetto i tagli alla spesa pubblica per limitare il deficit all’1,5 %. Paradossalmente le brutte notizie sono arrivate più dalle zone che Rajoy non si aspettava: Madrid e Valencia, roccaforti del Partito Popolare hanno presentato documenti nei quali i conti dei loro bilanci erano ben più gravi di quanto dichiarato in precedenza. In pratica le “prime della classe” di Rajoy hanno imbrogliato durante l’esame e neanche di poco stando ai dati: la Comunidad de Madrid aveva un debito pari quasi al doppio di quanto dichiarato, 2,2%  invece di 1,13%, mentre per Valencia si attestava al 4,5% invece che a 3,68%.

       Agevolazioni a senso unico    

    La situazione spagnola si è aggravata maggiormente con l’acuirsi della crisi che ha portato il governo centrale a prendere una decisione molto discussa; Rajoy ha deciso di non estendere a tutte le regioni le "condizioni agevolate” proposta da Bruxelles alla capitale, scatenando proteste da parte delle restanti regioni. Ora, che le condizioni dell’Ue siano oggetto di discordia non è certo per invidia o per eccessiva convenienza, ma il motivo è più radicato e va ricercato appunto nel carattere fortemente regionale del sistema amministrativo spagnolo che come già spiegato lascia molta autonomia alle singole regioni. L’Andalusia, ad esempio, da tempo sta attuando una spending review, senza però toccare settori importanti come istruzione e sanità, sempre in cima alla lista delle voci da tagliare in ogni governo, secondo un’ottica miope e alla lunga controproducente.

       Catalogna – Ricorso contro Rajoy    

    Caso ancora più importante è quello della Catalogna, che al Consiglio di Politica fiscale e finanziaria ha presentato un documento nel quale puntualizzava di essere sulla via dell’austerità già da tempo e di aver attuato tagli importanti e (non solo simbolicamente) rilevanti come quelli sugli stipendi pubblici, unico esempio spagnolo finora. Ed è stata la Catalogna stessa ad impugnare un ricorso alla Corte costituzionale in merito alle decisioni prese dal governo centrale da Luglio, ritenendo che invadano le stesscompetenze regionali.

       Le anomalie di "Target 2" ed "Euribor"   

    In un momento storico in cui i mercati obbligazionari, stando ai dati, stanno provocando una frattura in Europa tra le regioni a seconda del loro debito e dei tassi più o meno bassi dei titoli di Stato, le ulteriori fratture interne nei singoli stati (la Spagna è solo uno dei tanti esempi ) non giovano certamente, soprattutto nel breve termine. La solidità interna di un paese è uno dei fattori principali che attira eventuali investimenti esteri, specie in un’Europa ancora incerta su molte questioni e su un ritorno alle valute nazionali sempre dietro l’angolo. Generalmente, in condizioni "normali", dovrebbe essere così, ma non di certo in questa Europa: quando cioè la "macelleria sociale" è pianificata e creata ad hoc dall'euro-gabbia e dai suoi iniqui sistemi bancari e finanziari. Vedi Sistema Target 2 e vedi iniquo tasso "Euribor". Questo spiega come uno Stato come la Germania attira più capitali esteri rispetto all’Italia o alla Spagna: perchè avvantaggiata in maniera sostanziale dal sistema "Target 2". (Vedi articoli correlati). Anche il Belgio, che di certo non si trova in una situazione interna più rosea della nostra ( anzi ha un deficit di bilancio del 3%, maggiore del nostro 2% ed un debito pubblico che supera di poco il 100% del Pil nel 2012) è premiato da questa serie di contingenze, in primis il movimento dei capitali che ha una buona percentuale tra gli investimenti finanziari all’estero e quelli esteri al proprio interno. In questo modo l’afflusso di capitali esteri nel Belgio supera il deflusso, comportando un aumento negli acquisti dei titoli di Stato. Ma anche in questo caso determinante appare il sistema "Target 2" del quale abbiamo abbondantemente parlato nell'editoriale dal titolo "Schiavi di un Debito Illegale: Parte Terza: "Il Sistema Target 2". A completare la frittata, poi, ci pensa lo schizzofrenico e discrezionalissimo rating, che ha finito per "graziare" paesi come il Belgio o la Francia (Paese con un Debito privato d'impresa pari a 8000 miliardi di euro: contro gli appenna 40 delle imprese italiane) e penalizzare inpiegabilmente un Paese solido come l'Italia. 

       Le Rinascita che non si vuole  

    Questo sistema (Target 2) dunque, fa la differenza rispetto a stati come Spagna ed Italia che, nonostante una situazione abbastanza similare, non compensano la fuoriuscita di capitali con l’ingresso di altri. Situazione evidentemente voluta e favorita dai governi, dall'Ue e dalle maggioranze parlamentari inermi e protese a spalleggiare l'euro-casta. Forse è il caso che anche nella classe di Rajoy  (come anche in quella di Mario Monti beninteso) i maestri smettano di fare i ciechi leader della classe e bluffare, ma inizino a rendere la situazione un pò più stabile per il bene del Paese e per i poveri scolari delle regioni più svantaggiate. D'altra parte il "debito" non è un dogma: vedi Giappone e Usa.

    Mario Luongo  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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      Approfondimenti – Leggi gli Articoli Correlati  

     

     

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  • La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    Venerdì,  Giugno 29th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea 

    Il vertice a Bruxelles è iniziato: La

    catastrofe MES si abbatte

    sull’Europa

    Intanto la vice-presidente della Commissione Ue,

    Vivian Reding manda messaggi falsi e

    propagandistici ai popoli europei

    Viviane Reding – Vicepresidente della Commissione europea – Tra le artefici della Propaganda del Superstato Ue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Ore decisive per il futuro dell'Europa e per la sua involuzione. Ed ecco che la campagna propagandistica dell'Ue, con precisione (però) svizzera, si attiva tempestivamente, e addirittura dalle pagine del "cattolico" – si fa per dire – quotidiano "Avvenire". Dalle colonne del quotidiano di stamane parla nientepopodimenoché il vicepresidente della Commissione Europea Vivian Reding. Ciò mentre i  leader europei, sono riuniti nella capitale belga per sancire il nostro futuro economico, finanziarion e non solo. La Reding  pensa bene allora di mandare un messaggio fasullo; il solito appello ricco di ipocrisie, bugie, castronerie e chi più ne ha più ne metta.

      Gli Usa – Un Modello antistorico ed Improponibile  

    Ma esaminiamola nei passaggi più "fantasiosi". Il vicepresidente esordisce definendo la grave recessione economica come “una crisi di fiducia”, portando ad esempio da seguire per migliorare la situazione europea, guardacaso, la Federazione degli Stati Uniti. Cioè lo stato massonico per eccellenza che esiste sul pianeta Terra! Un modello improponibile quanto antistorico da tutti i punti di vista. "L’Europa, deve seguire il modello di unione fiscale e politica americana, che a partire dal 1970,  a seguito della recessione avvenuta dopo la Guerra d’Indipendenza, permise di ripartire il debito degli Stati ed emettere nuovi bond garantiti dal tesoro americano, che tuttora ne finanziano il dollaro, come il sistema bancario ed economico degli Stati Uniti". Davvero sconcertante: soprattutto se si pensa – come largamente dimostrato da "Qui Europa" – che gran parte di questo debito è fittizio ed atifizioso! Creato dai mercati in complicità con le istituzioni europee e le agenzie di rating.

      L'inaccettabile proposta di chi ha contribuito al disastro del Debito 

    Seconda la Reding, dunque, nei prossimi anni l’Europa dovrebbe arrivare a un risultato simile. Ma è bene ricordare ai nostri lettori che è stata proprio la signora Reding – rimembriamolo con sconcerto – tra le artefici dell'accantonamento del "Pacchetto Barnier" anti-rating presentato alla Commissione europea circa 6 mesi fa, ma completamente ignorato da Manuel Barroso – assente per altri impegni – & Co. Il pacchetto di misure "urgentissime" la cui inattuazione ha permesso alle agenzie di rating di mettere sotto scacco e declassare completamente indisturbate gli stati, ingigantendo "artificialmente" il loro debito pubblico.

      Anziché rinazionalizzare le Banche Centrali …  

    "I leader europei – continua dalle pagine di "Avvenire" la Reding – stanno lavorando a questo progetto con un’autorità di sorveglianza bancaria unica e un sistema europeo di garanzia dei depositi.  Il modo più efficace per arrivarci, sarebbe trasferire alla Banca Centrale europea, le competenze di sorveglianza si tutte le banche rilevanti per il sistema. I trattati attuali lo consentono". Il cammino che si prospetta è chiaro: nei prossimi anni, bisogna arrivare alla costruzione di un’Unione economica e monetaria in una federazione politica forte; passo dopo passo, seguire questo progetto,  per arrivare al raggiungimento del risultato del 2020. Ovvero al predominio della finanza privata (perchè la BCE è controllata di fatto da banche private) anziché la restituzione monetaria agli stati sovrani ed ai popoli.

      Cara Reding, ci vuol tanta faccia tosta!  

    Ci vuol davvero coraggio e tanta faccia tosta! Tanta faccia tosta al fine di indorare e zuccherare un veleno atroce e potentissimo da farci mandar giù con estrema disinvoltura. Farci bere cioè la storia di una provvidenziale confederazione di stati sotto il pieno controllo delle banche (private) e della tecnocrazia illuminata e non eletta; la storiella di  un vero e proprio regime dittatoriale mascherato, quale panacea a tutti i nostri mali. Ma fino a che punto – ci chiediamo – può essere messa alla prova l'intelligenza (o la stupidità) umana?

      Un affronto all'intelligenza umana  

    Vi siete mai chiesti perché l’Italia da uno dei paesi economicamente più floridi si è trasformato in un paese sull’orlo della forte recessione economica, nonché sociale e valoriale? Sono state le politiche di austerity dettate dall’Unione e il suo riflesso sui cittadini; accompagnate dalla fine dello Stato Sociale, che fin dal dopo guerra, si era contraddistinto per aver rappresentato la garanzia di benessere sociale ed economico europeo. Se il Welfare è morto, i trattati appena approvati ossia  il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), e quello Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact), ne decretano la tumulazione.  La messa  in comune il debito, e l’emissione di nuovi bond, sono la mossa più sbagliata da adottare in questo momento. Certo perché, come vi ripetiamo da tempo, l’emissione di "Nuovo Debito" da destinare ai Piigs, non  è una salvezza, ma il contrario! Certo! Perchè saremo sempre noi a pagare, e perchè il rubinetto del debito è rotto, e qualcuno a Bruxelles ha pensato bene di spanarlo, per farlo defluire a più non posso. Non trovate che sia un vero affronto all'intelligenza umana?

      Un Super-Stato Dittatoriale e non eletto nel cuore dell'Europa  

    Una volta che l’Unione Europea, elargirà un prestito nei confronti, per esempio dell’Italia, come potremmo ripagarlo, se non abbiamo soldi? Saremo costretti a emettere titoli di debito pubblico e quindi farci prestare “gli euro necessari” dalla Banca Europea, a un tasso di interesse altissimo; mentre a loro, quello stesso denaro, è stato fornito a interessi bassissimi, precisamente dell’ 1%. Quindi il debito – come detto e ridetto – continuerà a perpetuarsi all’infinito. Con la creazione degli Stati Uniti d’Europa, saremo obbligati a ripagare questo debito e sottoposti a sanzioni, in caso di remissione. Inoltre avremmo l’obbligo di rimanere nell’Unione Fiscale e Monetaria a vita. E quel che è peggio ci rimarranno anche i nostri figli ed i figli dei nostri figli. Intanto, invece, gli euro-dittatori, godranno di qualsiasi immunità giudiziaria e dell’insidacabilità dei loro documenti.  E saranno anche ben protetti: La Gendarmeria europea (con sede europea a Vicenza, nei pressi dell'altra base Usa di Camp Ederle) riconosciuta in Italia dalla Camera il 14 maggio 2010 (con 442 voti su 442 votanti) assumerà tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi. 

      Cosa fare nel concreto?  

    Una catastrofe taciuta da tutti i mezzi di comunicazione, che malgrado il nostro disaccordo, si abbatterà su di noi. Cosa possiamo fare? Mettere sotto pressione i nostri politici e mutare questo sfacelo mandando a casa chi sostiene questo impresentabile governo. Auguri! Ne avremmo davvero bisogno.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Banche italiane: incetta di Bot – interessi d’oro

    Banche italiane: incetta di Bot – interessi d’oro

    Venerdì, Aprile 13th/ 2012

    – di Alessandro Pavanati e Sergio Basile – 

    Italia / Crisi Unione europea / Long Term Refinancing Operation / Titoli di stato / Banche / Vittorio Grilli / Lega Nord / Bce  / Speculazione bancaria / Agenzie di rating / Spread / Interessi dorati 

    Italia – La corsa ai Bot e alla speculazione

    Il Viceministro Grilli: banche italiane

    fanno incetta  di titoli di Stato, dopo mosse Bce

    Ma immettere liquidità non servirà a nulla!

    Crescita bloccata: economia reale al palo. Speculazione su

    Roma – Le Long Term Refinancing Operation della Bce sono arrivate in due tranche, a dicembre e a febbraio col presunto e dichiarato scopo di "ridar linfa all’economia reale". Come per miracolo scopriamo che 57 miliardi e 719 milioni di euro di titoli di Stato italiani sono stati comprati dalle nostre banche nel giro dei primi due mesi dell’anno, quando in tutto il 2011 non si sono superati gli 80 miliardi. I dati sono stati forniti dal Viceministro all’Economia Vittorio Grilli, rispondendo ad un interrogazione presentata dal capogruppo leghista alla Camera, Gianpaolo Dozzo.

      La critica del leghista Dozzo a Mario Draghi  

    L’osservazione sorge spontanea: se le Ltro dovevano servire per allentare la stretta creditizia nei confronti di privati, famiglie e imprese, il dubbio sull’effettivo rispetto dell’utilizzo del prestito rimane. A questo punto, la speranza è che l’acquisto dei Bot porti la cosa pubblica ad un maggior grado di stabilità, allentando la presa fiscale sui cittadini. Nel cappio di questo trade-off rischia sempre di finire il vero motore della nostra economia e, cioè, le migliaia di artigiani e piccole e medie imprese che fanno la nostra storia, antica e recente. Ma secondo gli osservatori di "Qui Europa", in linea e sulla scia di studi e moniti fatti nelle ultime settimane da economisti e nobel critici verso la politica Bce, l'acquisto di titoli server solo a spostare ricchezza nelle casse delle banche, grazie allo spread che ricopre d'oro i tassi d'interesse calcolati sui titoli del debito pubblico da rimborsare. Perciò finche continua il diktat delle agenzie di rating, lo spread continuerà a far ingrassare la speculazione bancaria, e le nuove immissioni di liquidità della Bce avranno solo l'effetto di drogare il sistema economico, aumentandone l'instabilità.

    Alessandro Pavanati, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)