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  • Giacinto Auriti: in atto un criminale attentato all’agricoltura italiana (oggi come nel ’73)

    Giacinto Auriti: in atto un criminale attentato all’agricoltura italiana (oggi come nel ’73)

    Domenica, 22 ottobre / 2017 

    – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –

     Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, mercati organici, mercati disorganici, Agricoltura 

    Giacinto Auriti: in atto un criminale attentato

    all'agricoltura italiana (oggi come nel '73)

    Usura bancaria, mercati organici e disorganici: smantellamento

    del settore agricolo e colonizzazione della finanza internazionale

     

    di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 7 – 1 novembre 1973 

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    GIACINTO AURITI - GRANDE USURA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Usura bancaria, mercati organici e disorganici   

    Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti – Nella strutturazione dei mercati vi sono due interessi fondamentali in conflitto: da una parte i produttori di beni reali (industria, commercio, agricoltura, artigianato), dall'altra parte i gruppi finanziari che regolano la funzione monetaria. I primi hanno interesse alla organicità del mercato in cui i settori produttivi sono armonicamente coordinati; i secondi, invece, hanno interesse a realizzare mercati disorganici

                                           in cui le attività produttive

                                        sono limitate ad alcuni settori.

    Questo principio può essere spiegato con un esempio: se si considera un mercato che produce solamente caffè (o cotone, o arachidi, ecc.) sarà necessario che i produttori vendano gran parte del loro prodotto per acquistare altri beni di cui necessitano. In quel momento, dovendo realizzare l'integrazione del mercato mediante atti di scambio con altri mercati,

                le transazioni di compera e di vendita saranno realizzabili

                               solo mediante lo strumento monetario;

           cioé indebitando il mercato nei confronti del sistema bancario,

                cosicché i produttori vedono gravare sulle proprie spalle

                                  un incremento di costo monetario,

    mentre i banchieri vedono aumentare per l'equivalente il proprio utile,

                       in quanto, è noto ormai, essi si arricchiscono

        della moneta che creano dal nulla e che emettono sul mercato

                                 con la tecnica dell'indebitamento.

    Quando invece il mercato è organico, perché opera in una gamma completa di prodotti, è come se avesse moneta perché viene meno alle propria esigenza di scambio con altri mercati.

     Il boicottaggio dell'agricoltura                                 

    Le linee di politica scelte dal governo italiano sono chiaramente finalizzate a potenziare gli interessi finanziari e a scoraggiare quelli produttivi; la prova migliore sta appunto nel fatto che il boicottaggio in agricoltura mira a rendere il nostro mercato monocorde, ossia caratterizzato solo dalla produzione industrialeE' una vecchia regola politica internazionale quella che afferma che

                     un popolo che perde la propria agricoltura

                   perde anche la propria indipendenza politica.

    Si può vivere senza orologio, senza cravatta o anche senza automobile, ma non certo senza generi alimentari. Il crimine all'attentato contro l'agricoltura italiana, quindi, è la prova che oggi siamo comandati da agenti dello straniero e ridotti a livello di bassa coloniaE' importante che il popolo italiano assuma almeno questa consapevolezza, perché perderebbe persino la speranza di riconquistare un giorno la propria indipendenza qualora continuasse a illudersi di essere libero pur essendo schiavo. Non fa oramai più meraviglia la vergognosa rivoluzione del ministro La Malfa (era il 1973 – Ndr) il quale, con la fredda tecnica dello strozzino, ha proposto di revocare i crediti agli agricoltori per costringere a vendere il grano a prezzi d'ammasso che sono fissati al disotto della metà dei prezzi internazionali.

     Oggi come nel '73: politici burattini della finanza 

    Si ha oggi (1973 – Ndr) l'impudenza di offrire agli agricoltori come prezzo quintale-grano la somma di Lire 10-11 mila, mentre sui mercati americani la quotazione media è di Lire 23-24 mila il quintale. E come se ciò non bastasse, gran parte del mondo politico, La Malfa in testa, pretende di far passare gli agricoltori come speculatori, quando il prezzo d'ammasso loro offerto non copre nemmeno i prezzi di produzione. Forse l'onorevole La Malfa ha preso insegnamenti specialistici in materia, dal momento che proviene (così come il suo collega di parte liberale Giovanni Malagodi) dall'ufficio studi della Banca Commerciale Italiana. Poiché non possiamo pensare che l'insipienza e l'inettitudine superano certi livelli, non possiamo concludere altro che ritenendo il nostro vertice politico formato di esecutori d'ordini al servizio della finanza internazionale.

    Giacinto Auriti / L'Alternativa n. 7 – 1 novembre 1973 

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  • Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Giovedì,  Giugno 13rd/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –

        Strasburgo, 13 Giugno 2013 – Comunicato di M. Borghezio

       e Interrogazione alla Commissione Europea

    Interrogazione alla Commissione europea, Unione europea, Mario Borghezio, Strasburgo, Agricoltura, Turchia, Erdogan, Siria, Iran, Iraq, Finanziarizzazione dell'Economia, Speculazioni sul mercato delle derrate agricole, Capitali fittizi, Nuovo Ordine Mondiale, Primavere Arabe, Nuovo Ordine Mondiale, Geopolitica, Deregulation 

    Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e

    Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Un sistema ideato per Accentrare ancor di più: la

    finanziarizzazione del mercato delle derrate

    – L'Interrogazione alla Commissione Europea

    L'Analisi e i Dubbi della redazione di Qui Europa

    sull'involuzione e la possibile strumentalizzazione

    delle legittime proteste del popolo turco in chiave di

    Nuovo Ordine Mondiale. Come mai questo improvviso

    voltagabbana dell'élite atlantista verso Erdogan?

    Ci sarà anche stavolta l'intervento strumentale di Otpor?

     

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Interrogazione alla Commisione Europea

    Regime Ue - Derrate Agricole e Geopolitica, altre Strategie per l'Accentramento totale - Interrogazione di Borghezio

      Turchia-UE – L'Implementazione del Sistema Erdogan in Europa          

    Strasburgo, Ankara – La crisi del regime di Erdogan non rappresenta solo il probabile epilogo di uno tanti satrapi del mondo arabo-musulmano: è la fine di un sistema, quello di un partito-Stato caratterizzato dall’occupazione totalitaria del potere, dalla corruzione diffusa, dall’asservimento delle più importanti reti di comunicazione e dalla sistematica violazione delle libertà, a cominciare da quella di manifestare. Per non parlare dell’elemento più caratterizzante e pericoloso di questo regime e cioè l’utilizzazione dei simboli religiosi islamici a fini politiciE questa Turchia, oggi fortemente contestata dai giovani che si battono nel parco di Gezi, è esattamente quella che gli imbecilli che comandano oggi nell’UE, volevano, irresponsabilmente, portare all’interno dell’Europa. Per ottenere, fra l’altro, un bel risultato geopolitico, quello di farci confinare direttamente con Siria, Iran e Iraq… Ma in queste ore oltre alle strategie geopolitiche per l'accentramento un occhio particolare va gettato su quello che accade sul mercato dei prodotti agricoli. Evidentemente è tutto correlato. Vediamo! 

     Osservazione della Redazione di Qui Europa al Comunicato di Borghezio 

    Osservazione: come mai  tale preoccupazione sulla situazione turca (espressa nelle ultime ore anche attraverso una risoluzione votata dall'Europarlamento a Strasburgo) non è stata espressa per la situazione greca e per ciò che accade in Italia e nei restanti Paesi Ue dell'Eurozona dall'élite europea? Ci viene un dubbio: Erdogan è stato forse mollato dall'élite mondialista e dai suoi "fedeli partner" che finora ha affinacato portato avanti i crimini in Siria? Si tratta di una rivoluzione nazionale autentica, oppure qualcuno sta cercando di strumentalizzare le proteste legittime dei Turchi contro l'imperialismo di Erdogan ed il suo appoggio alla NATO per portare acqua al "suo mulino", in chiave di New World Order? Come mai d'improvviso l'élite filo-NATO di Bruxelles sembra scaricare Erdogan, l'atlantista Erdogan? Ci sarà anche stavolta l'involuzione dello zampino mondialista di Otpor e di george Soros? Mah! Vedremo!

      Dalla geopolitica all'Agricoltura – Speculazioni e strategie d'accentramento          

    Nelle scorse ore sono intervenuto sul tema delle speculazioni sui prodotti agricoli con un’interrogazione nella quale ho fatto osservare che “la banca tedesca DZ Bank, quarta per volume d'affari in Germania, ha annunciato che non offrirà più prodotti finanziari legati alla speculazione sulle derrate alimentari. Lars Hille, presidente dell'istituto, domanda inoltre che i mercati delle materie prime agricole siano regolamentati in modo più severo. Quanto emerso con chiarezza in un recente rapporto di Oxfam France, ovvero che la finanza basata sui mercati delle commodities agricole specula in realtà sulla fame dei ceti meno abbienti ha fatto sì che i primi gruppi bancari europei abbiano iniziato a ritirarsi da questo tipo di speculazioni".

    Regime Ue - Derrate Agricole e Geopolitica, altre Strategie per l'Accentramento totale - Interrogazione di Borghezio

     Deregulation, Geopolitica, Agricoltura e Finanza                                            

    Come noto – anche se probabilmente a pochi – alcuni strumenti finanziari in agricoltura avevano, in origine, un significato non meramente speculativo come i cosiddetti “futures”, che potevano di fatto assicurare i diversi operatori (agricoltori da un lato, mangimisti, molini, industrie dall’altro) rispetto ai rischi di sbalzi dei listini al di sopra o al di sotto di determinate soglie. Ma la completa de-regolamentazione ha favorito la proliferazione di strumenti complessi, sempre più lontani dal mercato reale e difficili da verificare (quanto a funzionamento e garanzie).

      Un Crimine – La Finanziarizzazione dell'Economia e le Derrate              

    Infatti negli ultimi dieci anni si è innescato un pericoloso sistema di scommesse sull’andamento dei listini delle derrate agricole di base. Questa crescita esponenziale del mercato finanziario non corrisponde però alla realtà degli scambi il cui incremento è per lo più lineare essendo collegato all’andamento demografico e dei consumi nei paesi emergenti: su un bushel di grano (unità di misura) gravitano capitali fittizi sino a 80 volte il suo prezzo, e basta una pur modesta diminuzione dei raccolti, a causa di alluvioni o siccità o incendi, per fare volare i prezzi delle materie prime. Alla Commissione Europea nelle scorse ore tramite interrogazione ho chiesto: ”la Commissione ha intenzione di proporre la regolamentazione degli strumenti finanziari sulle derrate alimentari? La Commissione, alla luce delle recenti scelte di BNP Paribas, Crédit Agricole, Landesbank Berlin, Landesbank Baden-Württemberg e Commerzbank e Österreichische Volksbanken di abbandonare le speculazioni  di fondi d’investimento basati sulle commodities agricole, non intende rendere tali fondi illegali nell'Unione europea?”. (D'altra parte – aggiungiamo come redazione di "Qui Europa" – l'accentramento del Nuovo Ordine Mondiale, passa anche e soprattutto tramite la speculazione agricola e la finanziarizzazione dell'economia. Non solo attraverso False Primavere Arabe, Debiti fittizi, Signoraggio Bancario e bombe!)

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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     Disordini in Turchia – Comunicato – Lavori dell'Europarlamento – Strasburgo                  

    Strasburgo – Intanto nelle scorse ore da Strasburgo i deputati europei hanno preso posizione verso i disordini della cosiddetta "Rivoluzione Turca". Ecco il testo prodotto: "I deputati hanno espresso preoccupazione per l'uso sproporzionato ed eccessivo della forza da parte della polizia turca in reazione alle proteste pacifiche e legittime al Gezi Park di Istanbul. In una risoluzione votata giovedì, il Parlamento mette in guardia contro l'uso di misure severe contro i manifestanti pacifici e chiede al primo ministro Recep Tayyip Erdogan di adottare " una posizione unificante e conciliante". I deputati chiedono che i responsabili delle azioni violente della polizia siano assicurati alla giustizia, i manifestanti pacifici arrestati rilasciati immediatamente e le vittime risarcite. Pur accogliendo con favore la risposta moderata alle proteste del presidente Abdullah Gül e le scuse del vice primo ministro Bulent Arinc, i deputati criticano la mancanza di volontà del governo turco e del premier Erdogan di compiere passi verso la riconciliazione, di scusarsi e di comprendere le ragioni di una parte della popolazione turca. Per i deputati, i manifestanti sono sempre più preoccupati che le voci della loro minoranza non siano rappresentate nel paese e una parte della popolazione turca si dice insoddisfatta della recente regolamentazione dello stile di vita. Pertanto ricordano che in una democrazia pluralista e inclusiva la maggioranza ha la responsabilità di includere l'opposizione e la società civile nel processo decisionale. L'organizzazione di manifestazioni legittime e pacifiche dimostra la vitalità della società civile turca, ma la Turchia, si legge nel testo approvato, deve migliorare ulteriormente le sue istituzioni democratiche, lo Stato di diritto e il rispetto delle libertà fondamentali. I deputati sono anche preoccupati per il deterioramento della libertà di stampa e per gli atti di censura e autocensura nei media turchi. I media turchi principali non hanno dato risalto alle manifestazioni e le autorità hanno arrestato utenti di Twitter. Garantire libertà d'espressione e dei media – Il Parlamento sottolinea, citando l'alto numero di giornalisti in carcere e sotto processo, l'importanza di una stampa indipendente in una società democratica e il ruolo della magistratura nel garantire la libertà di stampa". 

     Osservazione della Redazione di Qui Europa                                                               

    Osservazione: come mai  tale preoccupazione non è stata espressa per la situazione greca e per ciò che accade in Italia e nei restanti Paesi Ue dell'Eurozona? Ci viene un dubbio: Erdogan è stato forse mollato dall'élite mondialista e dai suoi "fedeli partner" che finora ha affinacato portato avanti i crimini in Siria?

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    La Rivoluzione del Popolo Turco contro Sionismo e Regime Erdogan – Morti e Feriti

    La Rivoluzione del Popolo Turco contro Sionismo e Regime Erdogan – Morti e Feriti

    Mertedì, Giugno 4th/ 2013 – di Angelo Iervolino e Sergio Basile – Turchia, Erdogan, Europa, Rivoluzione, proteste, Guerra, sionismo, libertà di stampa, Siria, Regime liberticida, Popolo turco in Piazza, Istanbul, Arresti e feriti, Morti, Rivoluzione popolare in Turchia, Silenzio dei media di regime italiani, Imperialismo Usa-Nato, Angelo Iervolino, Qui Europa  La Rivoluzione del Popolo Turco contro […]

    F35: Dispensatori di Morte

    F35: Dispensatori di Morte

    Martedì, Giugno 11st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Caccia, Stati Uniti d’Europa, Stati Uniti d’America, Terrore e morte, Mediterraneo, Sicilia, Sardegna, Se vuoi la pace preparati alla guerra, Italia, Guerre di pace, Nato, Africa, Mondo arabo    Dibattito sugli F35: Dispensatori di Morte Torna in voga il vecchio motto romano ''Se vuoi la pace […]

    City of London Corporation – La Denuncia di Borghezio

    City of London Corporation – La Denuncia di Borghezio

    Martedì,  Giugno 11st/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Strasburgo, 11 Giugno 2013 – Comunicato di M. Borghezio City of London, Commissione europea, Unione europea, Mario Borghezio, Strasburgo, Riciclaggio, Paradisi fiscali Ue, Emissione di Bonds, Emissione di obbligazioni, Commissione CRIM, Sonia Alfano, Ue, City of London Corporation  Borghezio: City of […]

    La Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie del Granducato di Lussemburgo

    La Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie del Granducato di Lussemburgo

    Martedì,  Maggio 7th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 7 Maggio 2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Granducato di Lussemburgo, Riciclaggio, Paradisi fiscali Ue, Emissione di Bonds, Emissione di obbligazioni  Crim, la Mafia dei […]

    7 Italiani al Bilderberg 2013 – Proteste contro il Nuovo Ordine Mondiale

    7 Italiani al Bilderberg 2013 – Proteste contro il Nuovo Ordine Mondiale

    Martedì, Giugno 11st/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Europa, Unione Europea, Londra, Bilderberg, Nuovo ordine mondiale, Distruzione dei popoli e delle nazioni, Finanza Mondiale, Riunioni segrete, The Grove Hotel, Protesta attivisti e blogger, Controinformazione, Silenzio mediatico, Elites europee, Multinazionali, gruppi di interesse, Denis Haerley, Mario Monti,  Gruber, Bernabè, Cucchiani, Rocca, Nagel, Ottolenghi Bilderberg: anche la […]

    I Saggi della Terza Repubblica, nella Terza Roma Mazziniana

    I Saggi della Terza Repubblica, nella Terza Roma Mazziniana

    Domenica,  Giugno 9th/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Presidente del Consiglio, Enrico Letta, saggi, Emma Bonino, Parlamento, Francesco D’Onofrio, Mario Monti, Camera dei Deputati, riforme istituzionali, Nadia Urbinati  I Saggi della Terza Repubblica, nella Terza Roma Mazziniana L'Apologia del Tecnicismo… dietro la scusa che la Democrazia è inaffidabile – Così Governo e Parlamento si sono definitivamente […]

    Accordi di Schengen: le Accuse della Svizzera all’Italia

    Accordi di Schengen: le Accuse della Svizzera all’Italia

    Sabato,  Giugno 8th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato  Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Svizzera, Trattati di Schengeh e Dublino, Aumento del passaggio di immigrati, Lombardia, Canton Ticino,  Accordi di Schengen: le Accuse della Svizzera all'Italia Aumento incontrollato dell'afflusso di […]

    Banche Tedesche a Rischio?

    Banche Tedesche a Rischio?

    Giovedì,  Maggio 2nd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 29/4/2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Banche Tedesche, Deutsche Bank, 12 miliardi di perdite in derivati, Soffin, Violazioni del Libero Mercato, Commerz, […]

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota. Cipro è un Test

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota.  Cipro è un Test

    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bce, Mario Draghi, Cipro, Modello Cipriota, Banche e Finanza, BRI, Banca dei regolamenti Internazionali, Financial Stability Board, Direttiva sulla Liquidazione Bancaria, FBS, BCE, Risparmiatori, espropriazioni, tranelli, Consiglio […]

    Stratagemma Cipro – I Tatticismi dell’Ue

    Stratagemma Cipro – I Tatticismi dell’Ue

    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – di Sergio Basile –   Parlamento europeo, Martin Schulz, Consiglio europeo, Presidente del Consiglio europeo, Herman Van ompuy, Eurogruppo, Conferenza dei Presidenti, Cipro, Bruxelles, Nicosia, Accentramento del Sistema Bancario, stratagemma Cipro, Joseph Daul, popolari, PPE, Hannes Swoboda, Social Democratici, Guy Verhofstadt, Liberal Democratici, ADLE, ALDE, Rebecca Harms, Daniel Cohn-Bendit, Verdi, Martin Callanan, […]

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, […]

  • L’Ue Commissiona l’Orticello – La Morte dei Piccoli Agricoltori e dell’intera Creazione

    L’Ue Commissiona l’Orticello – La Morte dei Piccoli Agricoltori e dell’intera Creazione

    Mercoledì,  Maggio 15th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia – 

    Unione Europea, Commissione Europea, Bruxelles, Agricoltura, Piccoli coltivatori, Nuovo Ordine mondiale, Settore alimentare, Registrazione semi, Agenzia delle Varietà Vegetali, Ortaggi, Burocrazia europea, Proposta di legge sull'omologazione dei semi, Petizione online, Contadini, Multinazionali, Registrazione semi, Ben Gabel 

    Il progetto Verde dell'Ue: monopolio sui semi

    degli ortaggi e "morte" dell'Agricoltura

    La nuova proposta di legge che aumenterebbe lo strapotere

    delle multinazionali del settore ed il controllo sulla vita dei

    cittadini in virtù di un Nuovo Ordine Mondiale

    Rischi anche sulla salute: chi ci garantirà dalla diffusione e

    proliferazione di OGM e altre diaboliche novità?

    Il nostro appello: "Non restiamo fermi a guardare!".

    Firmiamo la petizione e informiamo!

     

    di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia

    Petition Ue - Agricolture

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – L’Unione Europea ha inaugurato la nuova settimana puntando il dito contro i piccoli coltivatori e dipingendoli – in un anacronistico e strambo quadretto – addirittura come potenziali criminali: infatti, una nuova legge, proposta dalla Commissione europea, renderebbe completamente illegale la coltura, la riproduzione e il commercio di tutti i semi di ortaggi che non risultino “analizzati, approvati ed accettati” dall’Agenzia della Varietà Vegetali Europee.  Altro commissariamento stalinista, questa volta non in campo economico o bancario, ma agricolo.

     Registro dell'Unione – L'Ultima "buffonata verde" dell'euro-casta         

    Scacco matto ai coltivatori, insomma, in virtù di un nuovo ordine mondiale (continentale) che accentri anche questo settore, probabilmente il più importante (ricordiamo che il primario assorbe oltre il 40% del budget Ue oltre ad essere il settore più nobile e prezioso per la sopravvivenza e la crescita di oltre 500 milioni di europei) nelle mani dei vari governi  europeisti o comunque – quel che è peggio – nelle mani di una cerchia ristretta di dirigenti delle solite e celeberrime multinazionali, permettendo ai vertici Ue e del potere mondialista occulto, di regolamentare ancor più sistematicamente e ferocemente le abitudini alimentari di ogni singolo cittadino. Magari sovvertendole in maniera pressocché indisturbata come già accade con i cancerogeni e destabilizzanti (per il DNA umano) OGM e con le altre perle targate Ue.

    Monsanto-OGM-557x360

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Commissariamento dell'Orticello                                                                     

    Sarà, pertanto, illegale coltivare qualcosa all’interno del proprio orticello, sarà illegale provvedere da soli al proprio sostentamento o nutrirsi con i propri prodotti. Dovrà tutto essere regolarmente registrato, secondo quanto contenuto nel titolo IV della proposta di legge, in cui viene specificato che “Le varietà, per essere disponibili sul mercato in tutta l’Unione, devono essere incluse nel registro nazionale o nel registro dell’Unione e dovranno essere registrate con procedura da indirizzare all’Ufficio Comunitario della Varietà delle Piante”. Ma non finisce qui: infatti, senza troppe sorprese da parte dell’Ue, per i contadini della domenica, oltre al danno arriva  anche la beffa.

     Confusione strategica e linguaggio politichese                                                

    I piccoli coltivatori saranno costretti a pagare una tassa per la burocrazia europea per la registrazione dei propri semi. L’Ue, insomma, protagonista di assurdità continue e  trovate sempre più folli, non si smentisce mai e si nasconde dietro un linguaggio ambiguo e poco chiaro, tipico dei politici europeisti: nel documento redatto, infatti, inizialmente viene solo riportata una sorta di sintesi dei punti principali stabiliti dalla legge in questione che non corrisponde, però, a quello che effettivamente sarà determinato. Questa sintesi non ha alcun valore legale ma inquadra esclusivamente il contesto della proposta e serve come presentazione al pubblico ed ai legislatori. Cavilli burocratici che servono a rendere la pillola meno amara all’apparenza ma non nella sostanza.

    Commissione Ue - Monopolio sui semi in Agricoltura - Genocidio verde

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Denuncia di Ben Gabel                                                                                       

    E’ tutto ben studiato ed organizzato per mettere in ginocchio gli agricoltori e aumentare in modo determinante – ribadiamo – lo strapotere delle grandi multinazionali che operano nel settore nel tentativo di creare, un pò alla volta, un regime globale che annulli le libertà dei singoli cittadini e dei singoli lavoratori.  “I piccoli coltivatori – ha spiegato nelle scorse ore Ben Gabel, coltivatore di verdure e direttore del The Real Seed Catalogue –  hanno esigenze completamente diverse da quelle delle multinazionali. Coltivano senza usare macchine e non possono o non vogliono utilizzare spray chimici. Assistiamo ad un esempio di burocrazia folle e fuori controllo. La legge produrrà solo una serie di (inutili)  nuovi funzionari Ue ed ucciderà il diritto dei contadini di coltivare ciò che vogliono”. Per noi di Qui Europa, per come trattato e riportato in dozzine di articoli – non c’è nulla di tanto “sorprendente”: pensiamo che faccia tutto parte di un progetto che l’Ue sta concretizzando passo passo e che consiste nell’ottenere il controllo totale su ogni settore della vita economica, sociale e personale di ogni singolo cittadino. Questa amici – per chi non l'avesse ancora capito – si chiama dittatura! Ditelo a tutti quei ferventi europeisti "a prescindere" che vivono ancpora nel mondo delle favole. Svegliateli, date loro il famoso pizzicotto che li desti dall'amorevole ed idealistico coma. 

     C'è una Petizione da Firmare!                                                                                

    Svegliamoci e non lasciamoci incatenare passivamente dai burocrati che pensano di potersi nascondere dietro un dito. On-line è disponibile una petizione (VEDI ALLEGATO) che ha già raccolto oltre 26.000 firme, la cui sottoscrizione è importantissima per salvare i diritti degli agricoltori ma anche il diritto dei singoli cittadini di poter mangiare ciò che vogliono e non ciò che viene proposto dalle grandi corporazioni.

     C'è un Pianeta da Salvare! Un Futuro da Difendere!                                     

    C’è bisogno che la nostra voce di protesta arrivi a Bruxelles perché nel caso in cui la proposta in questione dovesse trasformarsi in legge l’unica speranza che ci rimarrebbe sarebbe quella che “i prodotti dell’orto” vadano di traverso ai nostri politici… ma noi speriamo in qualcosa di molto di più per la società e per la nostra vita. Facciamo presto, prima che la maggior parte dei semi tradizionali diventi "fuorilegge", e prima che la Monsanto e le  sue altre "nobili sorelle" non ci stermini tutti con una delle sue mosse da "soluzione finale", controllando in maniera totale ed arbitraria tutte le coltivazioni del pianeta che Dio nella Sua immensa misericordia ha creato per l'uomo. Ma ci chiediamo: non bastavano già signoraggio, vaccini, scie chimiche, pandemie artefatte, Codex A, RFID, euro, OGM Monsanto, HAARP, Eurogendfor, Eugenetica, Land-grabbing, Alfatossine, Aspartame, Estrogeni, Diossina, dentifrici, detergenti e profumi velenosi, Pedofilia, Ideologia gender, Attentati e rivolte false, Immigrazione di disperati, Guerre, persecuzioni e colonizzazioni a distruggere la serenità ed il futuro dei nostri figli e dell'intera umanità? Evidentemente no! E l'ultimo attacco al Creato lo dimostra! Una cosa pare inequivocabile: tutto concorre alla nostra angosciosa estinzione, salvo Provvidenziali Interventi. Inutile negarlo: siamo in mano a satanisti di alto rango. Che ci crediate o no!

    Maria Laura Barbuto, Jack Gioia (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Petizione, Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                          

    Qui Europa 

     

     

    FIRMA E INVIA LA PETIZIONE ON-LINE PER SALVARE IL FUTURO DELL'AGRICOLTURA IN EUROPA E IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI… VOGLIONO BANDIRE I SEMI NATURALI… L'ULTIMA MOSTRUOSITA' DELL'UNIONE EUROPEA – http://seedpolicy.arche-noah.at/en/eu-seed-law/take-action/unterschreiben

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    OGM
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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    Ue – Carne tossica nei supermercati: chi ci vuole togliere di mezzo?

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013 – di Giuseppe Sacco –  Carne tossica nei supermercati / Carne contaminata / Carne di Cavallo / Londra / Parigi / Bucarest / Cortisone dannoso all'uomo / Gran Bretagna / Findus / Romania / Francia / Unione europea / Commissione europea / Parlamento europeo / Supermercati di 16 Paesi / Salute umana / […]

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Africa / comunità europea / Siccità / Povertà / Nilo / Malattie / Egitto / Acqua / Sudan / Nilo / Mediterraneo / Nordafrica / Fiume / Land Grabbing / Nestlé / Sahara / Deserto del Sahara / Protocollo di Kyoto / BRICS […]

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    Mercoledì,  Gennaio 23rd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Unione Europea / Parlamento europeo / Strasburgo / Biopirateria / Proprietà intellettuale / Paesi in via di sviluppo / Proprietà curative delle piante / Oro verde / Multinazionali / Rimedi naturali / Catherine Grèze  Ue – Eurocamera contro la Biopirateria: una Risoluzione che convince […]

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    Giovedì,  Marzo 28Th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazioni alla Commissione europea  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Agcom, Violazioni dei Diritti dei Consumatori, National Institutes, Aspartame, Unione europea, Commissione europea, Ue, Cancro, Tumore, Edulcorante […]

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

    Sabato, Ottobre 20th/ 2012 –  di Silvia Laporta e Sergio Basile – Commissione Europea / Ogm/ prodotti alimentari industriali / Efsa / mais transgenico/ trasparenza/ interventi legislativi Ue/ Mara Bizzotto / appello / John Dalli / clausola di salvaguardia / Syngenta / Brasile / Valmir mota de oliveira / pistoleiros / Aspartame / coca cola […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania    Agricoltura […]

  • Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Mercoledì, Febbraio 6th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza / Riforma della Pac / Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione agricoltura / Bruxelles / Politica Agricola Comune / Pac / Agricoltori / Agricoltura / Finanziamenti / Trasparenza / Socialisti & Democratici / Conservatori / Pdl / PPe / Ciolos / Capoulas Santos / La Via 

    Pac-Ue: "Valorizziamo lavoro e imprese": 

    eppure si vota contro la trasparenza 

    Polemica tra Socialisti & Democratici e conservatori

    nel giorno del voto sulla riforma della Pac:

    un teatrino tutto made in Ue che favorisce

    la criminalità e gli inciuci

    European Parliament - PAC

    Bruxelles- Il Parlamento europeo nella settimana appena conclusasi ha approvato  la proposta di riforma della politica agricola comune, Pac post-2014. L’obiettivo che la Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Eurocamera si è proposta di raggiungere – alemo stando a quanto dichiarato – consiste nel tentativo di rendere protagonisti il lavoro e l’impresa.  “l’Approvazione dei quattro testi di cui si compone la riforma rappresenta una tappa importante – sostiene il commissario europeo alla politca agricola , Dacian Ciolos – in quanto essa prevede una distribuzione più equa degli aiuti diretti ai produttori, l’introduzione di un tetto sull’ammontare dei contributi per agricoltore, la nozione di agricoltore attivo, e l’aver collegato il 30% degli aiuti all’attuazione di misure ambientali”. Maggiore razionalizzazione delle risorse, dunque, nei confronti dell'agricoltura europea, anche se questo non basta per cantare vittoria. Il problema è infatti a monte: non si può continuare a parlare di liberalizzazione del settore puntando solo sulle sovvenzioni. E poi perchè nessuno parla dei gravissimi danni che gli OGM stanno causando all'umanità? (vedi allegati)

     PAC – Un Problema di Trasparenza Sostanziale  

    Ma in questo frangente a far storcere il naso è soprattutto la trasparenza. Dagli eurodeputati conservatori, infatti, è arrivato il rigetto della proposta della Commissione europea che prevedeva di rendere pubblici i nomi di tutti i beneficiari  delle sovvenzioni Ue  alle aziende agricole e l’importo ricevuto: come avveniva fino a qualche tempo fa. “Nessuno può invocare privacy quando si tratta di denaro pubblico” – ha affermato il relatore della riforma sulla Pac e portavoce del gruppo Socialisti e Democratici, S&D, Louis Capoulas Santos – “Si tratta di una mossa scandalosa che va contro la trasparenza e l’equità e che danneggia la stessa agricoltura e non dimentichiamo che la sicurezza avvantaggerebbe, probabilmente, le organizzazioni criminali”.

     La Responsabilità del PPE  

    Le parole di Copoulas Santos hanno tuttavia generato un'eco negativa e fastidiosa alle orecchie dei conservatori e del Partito Popolare Europeo (PPE) che sono considerati i primi responsabili della mancata trasparenza a seguito del voto espresso e fanno sentire la propria voce attraverso le dichiarazioni rilasciate dall’eurodeputato italiano per il gruppo del Pdl, Giovanni La Via. “Questo attacco gratuito contribuisce a rendere una visione distorta della realtà e l’articolo 35 del Regolamento finanziario dell’Unione Europea prevede già specifiche indicazioni  riguardanti la pubblicazione delle informazioni sui destinatari di tutti i finanziamenti Ue”.

     Un Regalo alla Criminalità Organizzata  

    E quindi, alla luce di ciò, perché rigettare la proposta? L’unione Europea continua a riempirsi la bocca di belle parole, ma scivola continuamente su bucce di banana facilmente evitabili. Eppure parlano della valorizzazione di imprese e lavoro. Con quale coraggio? Queste sono cose serie che non meritano di essere ridotte a fenomeni da circo o barzellette. Eppure, non si rendono conto, questi nostri rappresentanti, che ormai fanno davvero ridere. E pensare che il 40% dei fondi del budget complessivo dell'Ue ogni anno va proprio all'agricoltura. Sarebbe interessante, a questo punto, sapere la percentuale che finisce nelle tasche della criminalità organizzata. Ma qualcuno a Bruxelles vuole abbassare il sipario anche su quest'ennesimo atto.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Riforme Ue – Gli Orizzonti di Agricoltura e Pesca

    Riforme Ue – Gli Orizzonti di Agricoltura e Pesca

    Mercoledi, Luglio 11th/  2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Politica Agricola Comune / Italia / Riforma della PAC / Mario Catania / Dacian Ciolos / Agricoltura / Campagne / Paolo De Castro / Giuseppe Politi / Feamp / PCP / Pesca / Alain Cadec / Fep 

    Riforma PAC e PCP – Agricoltura e Pesca tutte

    le incognite per il futuro di settori strategici

    L'Ue va avanti malgrado le palesi divergenze con

    l'Italia e con i Paesi Mediterranei

    Ogni anno la PAC assorbe oltre al 40% del Bilancio Ue

    Riforma Pac e Fondo Europeo Pesca – Le Riforme Ue Remano contro i Paesi Mediterranei

    Bruxelles, Roma, Lecce –  In occasione della sesta Conferenza economica della Cia, tenutasi a Lecce il 28 e 29 giugno, è tornata alla ribalta la questione relativa alla riforma della PAC (Politica Agricola Comune). Ma, prima di addentrarci nella notizia, facciamo prima una breve premessa storica.

      PAC – Una doverosa premessa storica    

    Fin dai tempi del MEC, il problema più spinoso nella costruzione di un mercato comune  riguardò i prodotti dell’agricoltura; fin dai primi regolamenti della PAC, concordati all’inizio del 1962, passando per una “politica dei prezzi” e per una “europeizzazione delle pratiche produttive”. Tale politica si è rivelata non solo estremamente complessa – e quasi priva di risultati soddisfacenti, saccheggiando le casse del palazzo europeo assorbendo circa il 40% del bilancio Ue – ma è anche stata, troppo spesso, espressione dei diversi interessi nazionali e strettamente connessi il più delle volte agli interessi privatistici della ricca borghesia terriera, che ne è stata una sorta di occulta ispiratrice. Così, nel tempo, si sono succeduti diversi tentativi volti a “riformare” la Politica Agricola Comune: basti pensare al processo subito dalla PAC negli anni ‘70/80, stimolato in particolar modo da Margaret Tatcher, ed ai diversi piani “agricoltura” finanziati negli anni dalle diverse istituzioni europee. Perciò, il progetto di una “nuova” Riforma PAC 2014-2020, voluta e proposta da Dacian Ciolos, dal 2010 commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (all’interno della seconda Commissione Barroso) certamente non è una novità, anzi, nel lungo periodo, rappresenta un indicatore della inadeguatezza dei decisori europei nell’affrontare i problemi legati al settore agricolo.

      Ciolos: "senza l'Italia niente riforma PAC"   

    Dopo mesi di veti e disaccordi circa tale riforma, in occasione della Conferenza di Lecce, Dacian Ciolos, in una "bilaterale" con il ministro delle Politiche agricole Mario Catania,  ha sostenuto che il negoziato in corso procede nella direzione auspicata anche dai paesi mediterranei e che, "senza l’Italia a bordo la riforma non si farà". Ciolos ha spiegato che, "al di là di alcune politiche settoriali, non possiamo dimenticare che la riforma deve rivolgersi a 27 paesi e se non risponde in modo equilibrato a tutti perdiamo credibilità. L’obiettivo della Pac e sostenere gli agricoltori, non solo in una prospettiva di breve e medio periodo, ma per i prossimi decenni. Si tratta di coniugare gli aspetti finanziari con quelli relativi alla sopravvivenza stessa dell’agricoltura, come la tutela dei suoli agricoli, la biodiversità e la conservazione delle acque".

      Una Riforma che non soddisfa l'Italia   

    Ha affermato anche che la prima funzione della Pac è quella di favorire la permanenza di “agricoltori attivi” nelle campagne, e per quanto riguarda la nuova distribuzione degli aiuti ha aggiunto che "l’uguaglianza non è possibile. L’obiettivo della Commissione non è arrivare allo stesso pagamento per ettaro ovunque". Purtroppo, però, la credibilità di cui parla il commissario Ciolos (non solo in questo settore), è stata da tempo messa in secondo piano, così come i veri bisogni di contadini, agricoltori, imprese agricole più o meno grandi, fino a giungere ai problemi relativi alla manodopera e a quelli riguardanti la tutela ecologica dell’ambiente.  “Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a lottare”. Un’espressione famosa, certo, ma forse non è venuta alla mente del ministro Catania quando, nella fase più calda del negoziato, ha affermato che "anche se non è la riforma che avremmo scritto noi" (ovvero, potremmo dire, anche se non difende gli interessi dell’agricoltura italiana nel suo complesso), "alla fine sono sicuro che la condivideremo". Il ministro Catania ha affermato che "gli aiuti completamente disaccoppiati (previsti dalla riforma in questione) sono una risposta sbagliata alle sfide che ci troviamo davanti. Certo, essere riusciti ad evitare il “flat rate” è stato sicuramente positivo, ma non vogliamo una Pac che abbia questo come punto finale, come prospettiva storica successiva. L’attuale distribuzione degli aiuti diretti si deve snodare su un lasso temporale che impedisca uno strappo repentino che avrebbe conseguenze traumatiche su molte produzioni". Ma nonostante tutto questo, il ministro Catania ha parlato di un segnale forte, riferendosi alla presunta apertura politica del commissario europeo Dacian Ciolos, rispetto "all’atteggiamento dogmatico" mostrato inizialmente su certi temi, come per esempio a proposito del contestatissimo “greening” (il riferimento è a una nuova forma di pagamenti diretti, i “pagamenti all’agricoltura verde” o componente “ecologica”, che rientra nel cosiddetto processo di inverdimento o greening della Pac), o del  meccanismo di gestione dello sviluppo rurale, ed ha garantito il suo appoggio alla riforma, andando nella direzione di un patto Roma-Bruxelles. Peccato che solo pochi giorni fa lo stesso Ciolos sosteneva che "non c’è nessun “piano b”, perché il “piano a” sulla riforma della PAC  è credibile". Ma allora, di che apertura stiamo parlando? Di certo non riguarda la direzione auspicata dai paesi mediterranei, come le parole delle ultime ore vorrebbero farci credere, e la paura è che lo slogan della Conferenza, “Far crescere l’agricoltura per far crescere l’Italia”, rimanga solo uno specchio per le allodole.

      Il "Criterio della Superficie" è iniquo   

    Alla conferenza è intervenuto anche il presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Giuseppe Politi, il quale, con maggiore franchezza, invece, ha chiesto "più equilibrio nella distribuzione delle risorse fra Stati membri", ed ha sostenuto che il criterio non può essere solo la superficie, in quanto questo si traduce in un privilegio per i Paesi e le produzioni continentali, a scapito delle produzioni caratteristiche delle agricolture mediterranee. "Noi chiediamo – continua – che la ripartizione tenga conto delle specificità e del valore delle produzioni, ma anche della disparità del costo della vita nei diversi stati" (per informazioni a riguardo, rivolgersi a mister spread). L’agricoltura resta uno dei comparti fondamentali dell’economia dentro e fuori i confini nazionali. Un settore prioritario perché, come ha affermato Politi, produce beni irrinunciabili, indispensabile per la sicurezza alimentare globale (già per altro pesantemente minata dalla diffusione per mano della stessa Ue di produzioni OGM) un settore ricco di potenzialità che però vanno sostenute e valorizzate. Per questo abbiamo bisogno di politiche mirate che riportino l’agricoltura al centro dell’agenda del Paese, per un futuro di crescita e sviluppo. Però, come ha sottolineato lo stesso Politi, la proposta dell’esecutivo di Bruxelles "non va nella giusta direzione (…) ecco perché chiediamo sostanziali modifiche"La scadenza prevista per adottare le nuove regole è fissata per la fine del 2013. Una scadenza che il presidente della commissione Agricoltura dell’Europarlamento Paolo De Castro, anch’egli intervenuto alla Conferenza della Cia, non assicura possa essere rispettata. Quest’ultimo infatti, il 18 giugno scorso ha presentato una sorta di controriforma (con una raffica di emendamenti "aperti" fino al 13 luglio) a sostegno delle politiche agricole mediterranee, ed ha ribadito la necessità di riflettere su come riuscire a completare l’intero iter istituzionale entro la data prevista, e su come, per far ciò, sia necessario che le decisioni del Consiglio e quelle della Commissione vengano prese di comune accordo.

      Il nuovo FEP: nuove regole, nuovo stallo  

    Ma c’è anche un altro settore in cui si avverte una forte tensione, quello della pesca nel suo complesso, dove tra nuove regole FEAMP (nuovo Fondo per gli Affari Marittimi e della Pesca) e riforma PCP (riforma della Politica Comune della Pesca), il futuro sembra tutt’altro che roseo. A testimoniarlo sono le parole di Alain Cadec, europarlamentare francese e vicepresidente della Commissione pesca del Parlamento europeo, oltre che  relatore per quanto riguarda la “proposta di regolamento della Commissione per il Feamp”. Quando si parla di certi argomenti, bisogna sempre tener presente che il mare rappresenta uno dei beni comuni fondamentali,  un patrimonio da tutelare stando attendi alla sua biodiversità e alla sua fondamentale importanza ecologica. Come nel caso della riforma della PAC, anche nel caso della riforma della PCP e del nuovo FEP (il Fondo europeo per la pesca), il tempo a disposizione per la sua attuazione (dovrebbe essere operativo a partire dal primo gennaio 2014) non è detto sia sufficiente, visto il duro scontro che si profila tra le istituzioni. Secondo la Commissione esiste un eccesso di capacità di pesca della flotta comunitaria, e bisogna prenderne atto.

     L'eliminazione degli aiuti di rottamazione delle barche  

    Sarà anche vero, ma come precisa Cadec, un’affermazione del genere è difficile da provare, pertanto, "è necessario valutarla con precisione, prima di agire su tale fattore in modo indifferenziato". Senza una modifica della PCP, "il Feamp sarà solo uno strumento destinato ad accompagnare l’uscita dei pescatori dal settore, nel quadro di una riconversione che non vogliono". Cadec, inoltre, si è mostrato apertamente contrario, sia alla prevista eliminazione degli aiuti pubblici per la “rottamazione” delle imbarcazioni, sia alla dotazione che la Commissione intende assegnare alla politica marittima integrata. Una previsione di spese, circa 430 milioni di euro in media all’anno, che appare eccessiva, visto che corrisponde a più di quattro volte dell’attuale bilancio della politica stessa. In più, nel documento di riforma della Pcp non ci sono commenti circa i criteri di ripartizione dei fondi comunitari tra gli Stati membri che, diversamente dalla situazione odierna, dovrebbero tener maggiormente conto delle “differenze nazionali” e della dimensione e dislocazione delle flotte a livello nazionale. Come sostiene Federcoopesca, bisogna insistere sulla necessità di avere un quadro giuridico di riferimento chiaro per quanto riguarda i rigetti in mare, ma anche per gli altri punti chiave di questa riforma; bisogna rivendicare una maggiore autonomia degli Stati membri nelle scelte di gestione degli stock, e bisogna anche attuare scelte nette e coraggiose in tema di “tracciabilità” del prodotto.

    Vincenzo Folino (Qui Europa)

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  • Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Venerdì, Maggio 25th / 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania 
     
    Agricoltura – Il valore del Biologico
    e il pericolo degli Ogm
     
    Le biotecnologie al servizio del territorio
     

    Agricoltura biologica

    Verona – In un articolo di Gianni Bertaglin, pubblicato nei giorni scorsi su “L’Arena” di Verona – che abbiamo voluto riprendere e segnalare, per la rilevanza della notizia, e visto lo sfacelo provocato dai micidiali Ogm: vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa" – si parla di un recente riconoscimento speciale assegnato a tre giovani veronesi neolaureati, che propongono significative innovazioni nel campo della bonifica del suolo attraverso metodi biologici. I tre neodottori sono Paolo Campostrini, Alberto Ferrarese e Andrea Zerminiani, laureati in biotecnologie agroindustriali all'Università di Verona, i quali si sono distinti con la loro "idea di impresa" non solo a livello locale, ma anche in due concorsi a carattere nazionale, tra cui il 1° premio Agristartup, lanciato da Agriventure, società del gruppo Intesa San Paolo, dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale e agroenergetico. Il riconoscimento è stato attribuito in occasione del convegno tenutosi a Firenze nel marzo scorso, sul tema "L'agribusiness per il rilancio economico del paese", che ha avuto fra i relatori il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania; il presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro; il presidente di Ismea Arturo Semerari; il coordinatore della commissione Politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni.
     
      La rivoluzionaria Bio-idea Anti-Ogm  
     
    Per partecipare al concorso Agristartup i giovani dovevano presentare un'idea imprenditoriale innovativa nel settore agricolo e agroindustriale. Tra le cento proposte imprenditoriali pervenute, un comitato ha selezionato le venti migliori idee. Il primo progetto è stato proprio "Fitobiorimedio", presentato dai tre veronesi.  I tre hanno di recente fondato una nuova azienda, la Bio Soil Expert, che si occupa di trattamenti di bonifica del suolo, con metodi biologici, in particolare con piante e microorganismi. L’azienda si occuperà di prevenzione del rischio idrogeologico, bonifica di aree industriali e di terreni inquinati. La proposta è rivolta sia agli enti pubblici che si occupano di gestione del territorio, sia a soggetti privati, per gli interventi in agricoltura.   
     
      Un preziosissimo consiglio  
     
    Finalmente qualcuno che premia chi va contro gli Ogm e le poitiche di sconvolgimento agricolo degli ecosistemi. Un consiglio a tutti i lettori: guadagnamoci anche noi un premio. Iniziamo a chiedere solo semi biologici e a boicottare quei consorzi che acquistano cereali, soia e grano geneticamente modificati. I nostri figli ci ringrazieranno! (Vedi video in galleria Multimediale)
     
    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
     
  • Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

    Martedì, Maggio 15th / 2012 

    – di Sergio Basile – 

    Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio De Vincenti / Provvedimenti urgenti / Speculazione / Morte del settore agricolo / Qui Europa / Corrado Passera / Giorgio Napolitano / Sergio Basile    

    Gli aumenti stratosferici del carburante

    annientano anche l'agricoltura

    Italia – Cosa si cela dietro gli aumenti?

    Speculazione, accise e guerre: sui cittadini il

    peso di errori ed orrori dei governanti

    Roma – Dinnanzi agli sconcertanti aumenti del carburante in Italia, è ora di prendere drastici provvedimenti, prima che fallisca l'intero "sistema paese". Oggi, infatti, a rischio default non solo le casse familiari – con padri e madri di famiglia costretti a vendere oro ed a rompre tutti i maialini di terracotta per arrivare a fine mese –  non sono solo le aziende operanti nell'industria e nei servizi, ma anche gli stessi agricoltori del settore primario: illusi con la politica dei contributi all'agricoltura, ma poi beffati alle spalle con rincari del gasolio agricolo da record (oggi vicino quota 1,30, con aumenti del 130% in 24 mesi) al fine di finanziare i soliti progetti speculativi e rimpinguare le casse di avidi feudatari. Quindi, mentre il prezzo della benzina sfiora i 2,00 a litro – e pensare che il brevetto della macchina ad idrogeno, che avrebbe garantito prosperità e benessere per tutti, fu accantonato dagli stessi fautori dell'attuale dittatura economico-finanziaria – lo stesso prezzo del gasolio agricolo, in pochi emsi, è cresciuto dell’11,35% e, in due anni, addirittura del 130%, con ricadute che lasciamo alla vostra immaginazione. Intanto il governo, in questa Repubblica delle banane – dove tra l'altro i giornalisti seri sono sempre più  un ricordo del passato – vocifera su eventuali provvedimenti volti  a sterilizzare l’Iva sui carburanti, almeno a sentire le dichiarazioni fatte nelle scorse ore da Claudio De Vincentil, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, intervenuto su pressione di vari associazioni di categoria – letteralmente assediate da migliaia di lamentele degli operatori di settore –  in merito all'adozione di urgenti provvedimenti per il caro-carburanti.

      La protesta degli agricoltori   

    Confagricoltura, in merito, nei giorni scorsi aveva amplificato anche le legittime richieste degli operatori tecnici di settore, quali trattoristi ed utilizzatori di  macchine e veicoli agricoli: tutte attrezzature azionate con sistemi a gasolio, divenute in pratica inutilizzabili, ed antieconomiche, specie al Mezzogiorno, dove le politiche neoliberiste dell'Ue hanno favorito – in aggiunta – una concorrenza iniqua e sleale all'interno dei mercati e nei settori agricoli più disparati, affossando i prezzi delle primizie agricole: dall'olio di oliva alle arance, ai pomodori. Frutti spontanei di prima qualità svenduti o lasciati marcire sugli alberi, poichè surclassati da specie analoghe provenienti dai mercati africani a prezzi stracciati. Agrumi ed ortaggi raccolti da schiavi per pochi centesimi l'ora ed immessi nei mercati con effetti devastanti. Come competere con un esportatore africano che vende un chilo di arance a trenta centesimi? Improponibile! Ma, evidentemente, non per l'Unione europea.

      Addio Agricoltura – 5.000 euro in più all'anno!  

    Ma ad essere colpiti, grazie al governo Monti, non sono solo i prodotti sui mercati (impossibilitati a trovare sbocchi economici) ma anche le stesse attività di produzione, trasformazione e quelle complementari legate alla conservazione o al trasporto: cioè l'intero ciclo produttivo, dal produttore al magazzino del grossista. Si pensi ad esempio a settori come la trasformazione dei foraggi e dei cereali; alla conservazione dei prodotti ortofrutticoli (refrigerazione); all’orto-florovivaismo (produzione agricola tramite il riscaldamento delle serre); alla stessa zootecnia. Confagricoltura, e la stessa Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) incrociando vari dati Istat, hanno calcolato che ogni azienda agricola spende in media circa 5 mila euro in più all'anno. E pensare che intere regioni come la Calabria – ad esempio – sopravvivono oggi in gran parte grazie proprio all'agricoltura, con un peso  insopportabile soprattutto per le serre del crotonese o del vibonese: tra le province, in assoluto, più povere d'Italia e d'Europa. La Cia, ha dunque invocato urgentissimi rimedi, con agevolazioni che, dopo le durissime proteste ed i blocchi intervenuti nei mesi scorsi, sono stati in parte varati per gli autotrasportatori. Ma anche in questo sfacelo l'Ue ci ha messo del suo: ricordiamo, infatti, che nel novembre del 2009, Bruxelles decise – clamorosamente e tra il silenzio assenso di molti eurodeputati – di abolire  la cosiddetta accisa zero’, cioè l’agevolazione per l’acquisto del carburante da parte delle serre, e per la gioia delle lobbies del petrolio, che videro piovere dal cielo, come manna, lauti incrementi dei loro guadagni netti. Anomalia però calmierata in altri Paesi Ue con politiche sociali ed economiche ad hoc.

      Il mercato impazzito  

    In Italia invece, evidentemente qualcuno ci considera troppo ricchi (constatazione vera solo fino a qualche mese fa: quando i tassi di risparmio delle famiglie erano ancora da record) e disposti a pagare come nessun altro (vicini in questo solo a Danimarca e Malta) prezzi completamente fuori mercato. Anche fino a 6/7 volte maggiori a tariffe praticate in altri paesi del mondo: eppure la benzina è sempre la stessa! Infatti, comparando i prezzi medi praticati dalle compagnie operanti nell'ex Bel Paese, con quelli praticati all’estero, ci si accorge che l'identico carburante venduto in Italia costa fino ad un quinto in più, grazie al caro professore ed alle sue famigerate accise ed all speculazione, lasciata a briglia sciolta tra l'indifferenza generale e di authority completamente scoppiate e da chiudere immediatamente. Carrozzoni succhia-soldi senza alcuna utilità e coscienza civile. 

      Lo scandalo delle accise  

    Ma a chi giovano queste maledette accise? Presto detto!  Queste tasse micidiali, introdotte nel corso degli anni sotto diversi governi (tecnici e non) per affrontare calamità e situazioni "provvisorie", con il passare del tempo – come accade solo in Italia –  sono state di fatto istituzionalizzate, ed utilizzate per finanziare anche campagne e "questioni nazionali" di dubbia moralità, tra le quali primeggisano molti conflitti bellici evitabili ed inutili, se non addirittura deleteri ed immorali. Insomma queste tasse "occulte" che quotidianamente affamano le famiglie e dimezzano la già risicatissima – con l'euro – capacità di acquisto dei nostri portafogli, sono state decise e via via aumentate in maniera iniqua. Ciò, negli utlimi mesi a questa parte (in maniera ancor più incisiva e subdola) anche e soprattutto grazie al salvatore della patria Mario Monti, che politici scoppiati come Pier Ferdinando Casini, Angelino Alfano e Pierluigi Bersani continuano ad adulare e servire sotto uno spesso velo di ipocrisia (malgrado finte prese di posizione e perentorie prediche). E ciò – colpa di molti Italiani – grazie alla mancanza di una coscienza critica dell'elettorato, in gran parte rinchiuso nell'angustiante recinto dell'ignoranza e dell'ideologia (che ormai non esiste più: almeno all'interno di queste mega caste-partitiche). Un corpo elettorale  rimbambito e rintronato da vuoti slogan propagandistici televisivi: degni del più becero e volgare avanspettacolo. Allora, giusto per svegliarci un pò – eccezion fatta per operazioni lodevoli come: disastro del Vajont del 1963; alluvione di Firenze del 1966; terremoto del Belice del 1968; terremoto del Friuli del 1976; terremoto dell’Irpinia del 1980 (e già più discutibile) rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: che tuttavia stranamente continueremmo a pagare – ecco, di seguito, un eclatante esempio del meschino, immorale e dambiguo utilizzo delle accise sul carburante fatto dai governi negli anni, utilizzate spesso per finanziare vere e proprie guerre mascherate, spesso, da "Missione di Pace" o "Operazioni svolte nell'interesse nazionale":

    Guerra di Etiopia (1935 – 1,90 lire )

    Crisi di Suez (1956 – 14 lire)

    Guerra del Libano (1983 – 205 lire)

    Missione in Bosnia (1996 – 22 lire)

    Acquisto di autobus ecologici  (2005 – 0,005 euro);

    Finanziamento alla cultura (2011 – da 0,0071 a 0,0055 euro);

    Emergenza immigrati dovuta alla crisi libica (2011 – 0,04 euro);

    Alluvione Liguria e la Toscana (novembre 2011 – 0,0089 euro);

     Decreto Monti, "Salva Italia" (dicembre 2011.0,082 euro).

      Le "Missioni di Pace"   

    Per non scordare poi le ultime cosiddette "Missioni di Pace" in Iraq e Afghanistan (dove, tra l'altro, la pace regna a tal punto che, per chi non lo sapesse, in pochi anni la produzione di oppio è quadruplicata. Come mai? Mistero! ).  Importi, oggi maggiorati anche dell'Iva al 21%: applicata, ovviamente non al prezzo netto del carburante, ma "giustamente" al prezzo lordo, comprensivo di accise. Ciò, in aggiunta all' accisa regionale sui carburanti che varia da regione a regione, ed all'imposta di fabbricazione sui carburanti. E pensare che a pochi chilometri da casa nostra, in Lussemburgo o in Francia – ad esempio – la benzina costa rispettivamente 1,26 euro e 1,40 euro circa. E intanto, mentre da noi la quota 2,00 eurosembra ormai prossima,  i controllori della Costituzione ed i garanti della "Democrazia" continuano a dormire sonni tranquilli.

      Il "letargo dorato" dei garanti della Costituzione  

    Tra tutti, il "sempre più amato" Re Giorgio Napolitano I, che (dopo aver nominato il professore del "miracolo italiano") continua a spassarsela nel suo bel Quirinale con 200o dipendenti a servizio, ed assunti – rigorosamente – su chiamata diretta (consigliamo di leggere in merito – per i pochi che non lo avessero fatto – il libro "La Casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: vedi capitolo "Quattro regine al prezzo di un Napolitano" ). Chi rinsavirà prima? Per fronteggiare il continuo aumento dei carburanti nelle ultime ore, la palla sarebbe passata addirittira nelle mani di un banchiere! Che fortuna! E il Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, che ha resa nota la decisione di istituire la Commissione Dinamiche Prezzi, della quale faranno parte – oltre allo stesso banchiere prestato alla tecnocrazia – anche  “Mister Prezzi", le associazioni dei Consumatori e i rappresentanti del comparto carburanti. Beh! Ora che le nuove poltrone sono state assegnate – ovviamente paga la comunità – staremo a vedere se i nuovi controllori oseranno sfidare lorpo stessi, i signorotti dell'oro nero e la speculazione internazionale! E sperisamo pure che non si riduca il tutto alla solita agghiacciante proposta di svendita e liberalizzazione dell'intero settore. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) –

    N.B.:

    Firma anche tu, la petizione per eliminare le accisehttp://www.petizioni24.com/eliminiamo_le_accise

     

  • L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di soggiorno

    L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di soggiorno

    Lunedì, Maggio 7th / 2012

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Italia / Bruxelles / Coldiretti / Permessi di soggiorno / Relazione Moraes / Prestazioni lavorative / Immigrati / Agricoltura /Lavoro stagionale  

    L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di

    soggiorno da 9 a 6 mesi.

    In Italia a rischio i raccolti. Protesta la Coldiretti

    Bruxelles, Roma – Per gli immigrati non più permessi di soggiorno di nove mesi, ma solo di sei: questa la proposta dell’Unione Europea contro la quale si schiera in prima linea la Coldiretti che denuncia il fatto asserendo che, seguendo questa linea, si metteranno a rischio i raccolti in Italia, dove si registra il 15% di lavoratori stranieri. Il taglio del tempo previsto per la permanenza degli extracomunitari nei territori dell’Ue è il frutto dell’approvazione della relazione Moraes, da parte della Commissione Libe del Parlamento Europeo, sulla proposta di  direttiva del lavoro stagionale. La Coldiretti, però, non ci sta e fa valere le sue ragioni, specificando che nell’agricoltura, in particolare, il lavoro si svolge a fasi, alcune delle quali alternate da periodi di inattività condizionata. In generale, è previsto che l’autorizzazione per la permanenza di un lavoratore “straniero” in Italia, abbia una validità anche pari all’intera durata della prestazione lavorativa, mentre per il settore agricolo coincide con la durata temporale del rapporto e, pertanto, è necessario che il permesso di ingresso sia riconosciuto per nove mesi. E noi ci chiediamo come sia possibile che l’Unione Europea riesca a complicarsi la vita anche nelle cose buone che sono previste dalla politica comunitaria.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • E’ corsa all’accaparramento delle terre

    E’ corsa all’accaparramento delle terre

    Martedì, Febbraio 21th / 2012 

    – di Mirella Fuccella –

    Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing 

    E’ corsa all’accaparramento delle terre

    La condivisione dei beni come

    unica risposta possibile?

     

    Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove miliardi di persone. Queste previsioni, in realtà, non sono mai attendibili fino in fondo, perché il futuro riserva sempre sorprese impossibili da prevedere. In ogni caso, è un dato di fatto che per adesso la popolazione mondiale sia in costante aumento. E questo pone il problema dell’approvvigionamento delle risorse alimentari, che diventerebbero sempre più scarse. Il condizionale è d’obbligo, perché in verità, nel mondo occidentale gli sprechi alimentari sono tali che quasi la metà del cibo prodotto finisce direttamente nella spazzatura (in quanto scade prima di riuscire ad essere venduto). Nel frattempo il pesò dell' impatto-umano sul pianeta è sempre più forte. Tra il 1970 e il 2003 le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28%, quelle marine del 27%, quelle tropicali sono diminuite del 55%. Ogni anno nel mondo vengono distrutti molte migliaia di milioni di ettari di terreno e di verde. È la corsa alle terre, all’agricoltura, anche con la nuova scoperta del mercato biologico, che attira le aziende come mosche. Si tratta del “land grabbing”, fenomeno di cui si parla nel libro di Paolo De Castro – presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e docente di economia agraria a Bologna – dal titolo “Corsa alla terra.

      L'egoismo umano ed il "falso alibi" della "scarsità delle risorse"  

    Cibo e agricoltura nell’era della nuova scarsità”.  In pratica il patrimonio fondiario mondiale è stato preso d’assalto al fine di produrre cibo per gli allevamenti di bestiame destinati al consumo di carne nei paesi sviluppati ed in via di sviluppo o al fine di destinare sconfinati appezzamenti di terra alla coltura intensiva di mais o soia geneticamente modificati. Causando, Insomma, non pochi problemi alla pacifica e beata esistenza delle poplazioni autoctone africane (specie etiopi: vedi precedente articolo di "Qui Europa" sul fenomeno del land-grabbing). Senza dubbio in tutto questo c’è qualcosa che non va… e la risposta non sta nel cercare di accaparrarsi la terra per primi, ai danni del nostro prossimo, quanto piuttosto nel cercare di comprendere quale sia la strada giusta per riuscire a condividere i beni che la terra ci offre. D'altra parte il Buon Dio, nella Sua immensa saggezza ha creato spazio, terra e frutti per tutti. Il problema è l'egoismo: un qualcosa che fin dai tempi dell'adamitico Eden ha creato e crea ancor oggi grandi scompigli sul pianeta Terra.

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)