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  • Siamo tutti Argentini – L’ultima mossa del Nuovo Ordine Mondiale targata FMI

    Siamo tutti Argentini – L’ultima mossa del Nuovo Ordine Mondiale targata FMI

    Sabato,  Agosto 2nd/ 2014

     – di Antonio Pimpini e Redazione Quieuropa –

    Redazione Quieuropa, Argentina, Nuovo Ordine Mondiale, FMI, Debito pubblico, grande usura internazionale, schiavitù, grande truffa dell’emissione monetaria, costretti a chiedere in prestito la nostra stessa moneta, diritto a prendere a calci in culo i banchieri,  agenzie di rating, iper immigrazione programmata, Giacinto Auriti, unica chiave di lettura contro l'usura, legalità apparente e di facciata 

    Siamo tutti Argentini – L'ultima mossa del Nuovo

    Ordine Mondiale targata FMI

    Il Tribunale della Grande Usura per condannare e schiavizzare

    definitivamente (?) i popoli del mondo sotto il giogo

    dell'élite bancaria

    Alla base di tutto, sempre la grande truffa dell'emissione monetaria

     

    di Antonio Pimpini e Redazione Quieuropa

    New World Order - FMI - IMF - Argentina - Usura

     Dietro il nuovo crac argentino                                                                                

    Buenos Aires  – Redazione Qui europa – Il nuovo crac programmato e indotto dell’Argentina è ufficiale e questo – analizzando e interpretando le ultime notizie diffuse dalle principali agenzie internazionali – provocherà evidentemente non solo l'assoggettamento dei cittadini della grande nazione sudamericana alla gabbia dell'usura bancaria mondiale, ma anche il pagamento dei cosiddetti «credit default swap», cioè delle coperture che gli investitori hanno comprato per "proteggersi dall’eventuale fallimento di un emittente di bond". Un'operazione, quest'ultima, del valore di oltre un miliardo di dollari.  A sentenziare il nuovo crac (truffa) è stato ieri l’International Swaps and Derivatives Association (Isda), un’istituzione curiosamente composta da banchieri, trader e gestori di fondi.

     

    truffa del rating

     

     Credit Event                                                                                                                  

     

    Il tecnicismo di turno coniato per legittimare e dare una parvenza di legalità all'ennesima truffa bancaria e finanziaria che l’Isda ha tirato fuori dal cilindro del New Worl Order è «credit event»: insomma il passepartout che certifica e legittima il crac indotto. L’istituto ha definito questo fenomeno (cioè il superamento di questa soglia critica) come «l’incapacità del soggetto che ha emesso bond di effetturare, quando e dove è previsto, qualsiasi pagamento in un ammontare aggregato non inferiore al pagamento richiesto in base a uno o più obblighi».

     

    New World Order - FMI - IMF - Argentina - Usura

     

     Il Tribunale della Grande Usura                                                                            

    Buenos Aires  – di Antonio Pimpini – E’ in atto, dunque – letto in termini più realistici e meno fumosi – il colpo definitivo che il Nuovo Ordine Mondiale sta per sferrare per asservire l’intero sistema socio economico all'FMI (Fondo Monetario Internazionale): la creazione di un tribunale che dovrà avere giurisdizione sugli stati indebitati dal cosiddetto "debito sovrano", con l’applicazione di sanzioni che inevitabilmente ricadranno sulla popolazione, così da attuare una più sofisticata forma di schiavitù, perché molto più difficile da combattere rispetto a quella precedente. Sarà il Tribunale della grande usura! Cioè un tribunale ad uso e consumo della finanza bancaria e non – badate bene – istituito per combatterla. L’occasione è data dall’attuale situazione dell'Argentina che, dopo circa tredici anni dall’ultimo fallimento, cadrebbe nuovamente nella spirale della tirannide usuraria della grande finanza bancaria perché non ha saputo ripianare il suo debito pubblico. Di qui l’imminente fallimento, con conseguenze gravissime per la popolazione: rinnovati scenari di povertà e disperazione all'Orizzonte.

    contromassoneria del bene comune - Giacinto Auriti

     La grande truffa dell'emissione monetaria                                                        

    Ma lo strozzino non è contento, vuole costituire un tribunale mondiale per sanzionare gli stati indebitati che non rientrano nel debito, illecito e destabile, cui sono stati sottoposti da un sistema bancario e finanziario perverso che trasforma i creditori in debitori e schiavi. Il debito, tuttavia, è la risultante della grande truffa dell’emissione monetaria. Gli Stati sono costretti a chiedere in prestito moneta (anziché batterla e riconoscerla in proprietà a titolo originario ai singoli cittadini) indebitandosi nei confronti di soggetti che la creano dal nulla senza alcun titolo (FMI, Banca Mondiale, sistema delle banche centrali e via dicendo) per poi richiederla maggiorata finanche degli interessi. Un atto d’usura che si attesta al 215% circa, poiché prestano ciò che non hanno e che anzi è delle singole collettività nazionali (100%) e richiedono ciò che non hanno diritto a ricevere in restituzione (100%), addirittura applicandovi interessi (15% circa), mai messi in circolazione.

    truffa del rating

     Non solo agenzie di rating e iper-immigrazione programmata                 

    Non domi, oltre alle cosiddette agenzie di rating, una sorta gendarmeria usuraia al loro soldo, ora vogliono istituire un tribunale internazionale per sanzionare gli stati indebitati (e, quindi, i popoli) che non restituiscono un debito illecito. In tal modo, dopo aver portato alla miseria e all’etnocidio i Paesi cosiddetti del "Terzo Mondo", programmando anche l’immigrazione non quale espressione di una libera scelta di mobilità ma per necessità e povertà, ora intendono sfruttare il caso Argentina per creare un tribunale internazionale.

    New World Order - FMI - IMF - Argentina - Usura

     Siamo tutti Argentini                                                                                                

    Oggi siamo tutti Argentini e, quindi, al di là delle divisioni, reagiamo a tale sistema e rivendichiamo con fermezza il diritto a prendere a calci in culo i banchieri, la grande finanza parassitaria e i loro complici a vario titolo. Sul piano giuridico ciò vuol dire l’istituzione sì un Tribunale internazionale, ma per i danni prodotti da questi manigoldi che indebitano e sterminano i popoli addirittura con il crisma di una legalità apparente e di facciata.

    contromassoneria del bene comune - Giacinto Auriti

     Moneta come strumento di diritto sociale universale                                   

    La moneta non può essere strumento di dominazione, ma è strumento di diritto sociale universale con contenuto patrimoniale a beneficio dell’uomo che la crea e deve servire a migliorare la sua esistenza, non a condurlo alla morte. L’insegnamento del prof. Giacinto Auriti è, quindi, più che mai attuale ed è l’unica chiave di lettura per svelare la patologia dell’attuale sistema bancario e finanziario.

    Antonio Pimpini (Copyright © 2014 Qui Europa)

     

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Sabato, Aprile 12th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Settima Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, Rothschild, Cavaliere rosa-croce 18° grado, valori spirituali sotto la polvere di musei senza visitatori, Il […]

  • Lo Spread e l’Epoca dei Nuovi Barbari

    Lo Spread e l’Epoca dei Nuovi Barbari

    Sabato,  Ottobre 19th/ 2013

     Redazione Qui Europa  

    Italia, Demoni del danaro, Spread, Rating, Brunetta, Berlusconi, Voltagabbana, Inconsistenza dello spread, bugia, Federico caffè, Mano invisibile, Nuovo Ordine Mondiale, élite dominante, Papa Francesc, Agenzie di Rating, Espropriazione universale 

    Lo Spread e l'Epoca dei Nuovi Barbari

    Inganno Spread – L'Italia muore e lo spread

    scende. Come mai?

    Lo spread non indica nulla, è uno strumento di

    dominio ed espropriazione di massa

    Spread – La curiosa inversione di pensiero di Renato Brunetta

    Spread – La Preziosa analisi del professor Fabrizio Pezzani

     

    Redazione Qui Europa

    SPREAD - Arma di Distruzione di Massa

     I Demoni del Danaro – 2 – L'Inganno Spread e i Nuovi Barbari                 

    RomaL'Italia cade a pezzi e lo spread scende. Non vi pare strano? Se siete tra quelli che accettano questa balla mercatista, dello strumento (spread) che induce ed autorizza lo scoppio del debito e il dissanguamento "provvidenziale" degli Italiani, vi consigliamo di continuare a leggere. Cambierete sicuramente idea! Ma per capire meglio, facciamo un breve salto in un recente passato andando a rivedere quanto scritto in un articolo pubblicato dall'Osservatorio "Qui Europa" in data Mercoledì,  24 Ottobre 2012, quindi giusto un anno fa. Sentite un pò cosa diceva sullo spread il fedele – e nell'occasione "euroscettico" – Renato Brunetta. D'altronde l'evoluzione da x-man del Brunetta pensiero – a distanza di un anno e di qualche poltrona in più… – non ci stupisce più di tanto. Quello era tempo di campagna elettorale e la bagarre per assicurarsi le poltrone dorate dei palazzi del potere era già in fermento. Una sorta di vendemmia dei consensi in piena regola!

     Le tre presunte e aleatorie componenti dello spread                                     

    Nell'occasione l'avvelenato Brunetta (verde di rabbia contro l'Europa delle banche) d'intesa con Berlusconi (all'epoca parimenti intento a svelare gli altarini della Merkel e dell'imperialismo europeo: denuncia che poi svanì magicamente con il levarsi del primo vento europeista) sparava a zero sullo spread criticandone l'ambigua natura e la paradossale composizione. Come forse non tutti sanno l'odiato spread – nella diabolica e perversa fantasia dei mercatisti – si comporrebbe di 3 elementi, o meglio di 3 variabili: 1) il merito di credito dei Paesi; 2) il rischio di implosione della moneta unica (?); 3) l'effetto fuga degli investitori verso il Bund tedesco. 

     Brunetta – Il Finto dissidente che criticava lo spread                                    

    "Il merito di credito dei paesi – notava all'epoca lo stesso Renato Brunetta, dalle pagine de "Il Giornale" – non è stato mai davvero considerato: la Procura di Trani lo riconobbe chiaramente nelle indagini condotte sulle agenzie di rating, indicate quali responsabli di declassamenti iniqui e fraudolenti". Esse infatti declasssarono – in favore della speculazione internazionale e della svendita dell'Italia che sarebbe seguita da lì a poco – il Bel Paese quando esso godeva di fondamentali economici di prima grandezza, tra i quali spiccavano un robustissimo tasso medio di risparmio delle famiglie; una robustissima riserva aurea (la terza del mondo) ed un bassissimo debito privato d'impresa (soli 40 miliardi dieuro, contro gli 8000 miliardi di euro del debito privato d'impresa francese: il 2° migliore d'Europa, quello italiano, dopo quello tedesco). Quanto all'altro parametro di riferimento, cioè il presunto ed ingannevole "rischio d'implosione dell'euro", esso dovrebbe considerarsi – scrivevamo nell'occasione, ribadendo la pelosa bontà dello stessa "Brunetta Pensiero" – "un merito, e non un demerito: lo dimostra il fatto che il debito è ingenerato proprio dall'adesione dell'Italia alla moneta unica, mediante i fenomeni del signoraggio bancario e del sistema di regolamentazione interbancaria Target 2". Pertanto allontanarsi dall'Eurozona – se questo non fosse un complotto (qual era in realtà secondo l'ex tesi dell'ex-ministro voltagabbana) – dovrebbe essere una nota di merito e non di demerito. Non trovate?

     Evoluzione del Brunetta Pensiero                                                                       

    Ma le conclusioni fornite dallo stesso Brunetta, in data 23/24 Ottobre 2012, in merito a questa sia pur in parte denunciata anomalia, portavano già fin da allora – strategicamente – a soluzioni della crisi incongruenti e completamente aliene da ogni forma di provvidenziale liberazione monetaria in chiave sovrana. Brunetta infatti dopo avere denunciato – a modo suo – l'inganno mercatista dello spread (magari per racimolare qualche voto in più, preparando il terreno al dopo-Monti) non propose assolutamente il recupero della sovranità monetaria e la fuoriuscita dall'euro, ma piuttosto l'accelerazione delle ricapitalizzazioni bancarie dirette delle banche, e del contestuale accentramento degli istituti (di "debito") in una super-unione bancariaBuoni o quasi i presupposti, dunque, ma pessimi i suggerimenti e le proiezioni di Brunetta, lo stesso che a distanza di un anno sembra non parlare più dell'inganno spread e magari del fatto che lo stesso oggi scenda misteriosamente malgrado l'Italia stia ormai diventanto un Paese da Terzo Mondo.

      Lo spread con l'economia non ha nulla a che vedere                                   

    Dunque alla luce di queste tragi-comiche inversioni di pensiero, anche i più "europeisti" tra i lettori non potranno non riconoscere il fatto che lo spread con l'economia non abbia nulla a che vedere. Esso, inoltre, non presenta assolutamente alcun fondamento di razionalità. A prescindere dal fatto che – come detto in altre sedi – dietro e dentro i consigli di amministrazione delle famigerate e plurindagate agenzie di rating che alimentano le variazini strategiche dello spread vi sono consigli personaggi chiave di lobby e multinazionali: elemento questo che da solo dovrebbe servire a bloccare per sempre la truffa del debito pubblico. Eppure oggi centinaia di gloriosi gruppi aziendali italiani e migliaia di aziende sono state privatizzate, immolate, cedute all'estero (o sono fallite) proprio grazie a questa mostruosa bugia chiamata spread. E poi non bisogna essere geni per riconoscere il fatto che se veramente lo spread fosse un’indicatore  economico affidabile e reale, correlato cioè all'andamento dell’”economia reale”, allora oggi in Italia, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund non dovrebbe attestarsi sotto la soglia di 250 punti. Come avviene di fatto ora. Come mai, dunque, lo spread migliora? Come mai questi scatti ad orologeria puntuali in occasione di Finanziarie o Privatizzazioni di lusso? Semplice: perchè non conta assolutamente nulla! E' un'altra balla correlata a quella che lo stesso indimenticato professor Federico Caffè svelo sulla famosa e fumosa "Mano invisibile" smithiana che autoregolerebbe i mercati (per Caffè i mercati erano controllati da personaggi non invisibili, ma con precisi nomi e cognomi – vedi qui La Storia non Raccontata – Il grande Caffè e Draghi, il cattivo allievo). Una balla, tuttavia, ben più diabolica e sottile (vedi video in allegato –I demoni del denaro) che rappresenta la cartina tornasole e la bussola delle intenzioni inique e delle manovre della finanza globale che domina e umilia il mondo.

      L'Analisi preziosa del Professor Fabrizio Pezzani                                       

    In un mercato che si muove secondo regole diverse da quelle dell’economia reale – vedi derivati – dunque, «il nostro spread – come notato nei giorni scorsi dal bocconiano Prof. Fabrizio Pezzani rimarrà ancora basso contro ogni ragionevolezza razionale, perché il rischio di un ulteriore attacco al paese, dopo quello del 2011, potrebbe far saltare, con effetto domino, un banco finanziario globale in cui il valore del dollaro è sempre più lontano dal valore dell’economia reale che dovrebbe rappresentare»L’Italia, insomma – secondo Pezzani e come testimonia d'altronde proprio l’andamento dello spread sui Btp italiani oggi – è una pedina nello scacchiere dell'élite, interamente gestito da un oligopolio di potenti. Ciò – aggiunge il professore – in un mercato (completamente fallito ed immorale) nel quale la concorrenza è ormai impossibile, un miraggio». Quel che vale davvero, aggiungiamo, è solo e soltanto il volere dell'élite proteso al conseguimento di due obiettivi primari: 1) la creazione della ricchezza dal nulla; 2) l'espropriazione e contestuale schiavizzazione degli Italiani (nel contro caso) e pian piano dell'intero genere umano, grazie anche alla politica connivente e al controllo sugli apparati militari a suon di denaro… falso! Qual che si dice il "Nuovo Ordine Mondiale". Perciò usando un'espressione del professor Pezzani «C’è poco da fare… per uscire dalla crisi (a condizione necessaria e sufficiente che si voglia farlo davvero…) si deve tornare a mettere al centro l’uomo, i poveri, come suggerisce Papa Francesco e come avviene in una qualsiasi famiglia dove, quando qualcuno sta male, tutti cercano di aiutarlo, come possono".

     Il Tempo dei "Nuovi Barbari"                                                                                

    "Ciò uscendo dall'era dei Nuovi Barbari: un tempo analogo – riconosce il professore – a quello della fine dell’impero romano… un tempo ben lontano dagli splendori del Medioevo". Medioevo che la stessa élite che oggi detta le regole e che "scrive i testi di storia" ha da sempre demonizzato attraverso il cinema, l'arte e la letteratura, perchè ideologicamente scomodo: allora l'uomo era al centro e con esso Dio. P.S.: Avvisate Brunetta!

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2013 Qui Europa)  

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    Giovedì, Gennaio 17th/ 2013

    – Votazioni Europarlamento, Sessione 14/17 Gennaio 2013 –

    Parlamento europeo / Rating / Agenzie di rating / Leonardo Domenici / Mario Monti / Bond / Eurobond / Sylvie Goulard / La Democrazia in Europa / Free-Riding / Inganno / Eurocasta / Eurogabbia / Stati Uniti d'Europa / EURSS / Mutualizzazione del Debito / Michel Barnier / Deditocrazia / Debtocracy / Schiavi / Gregge di poveri / Piano Mondialista / Dittatuta Bancaria / Critica di Qui-Europa 

     Parlamento Europeo / Strasburgo     Votazione – Rating e Debito                            

    Eurocamera – Rating e Debito, in concreto

    non cambia assolutamente nulla. Anzi

    1 – Nuove Regole per il Rating – Cosa cambia? 

    2 – Eurobond e altri Strumenti per la mutualizzazione

          del Debito: Armi efficaci o illusori giochi di regime?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Nuove Regole per il Rating – Cosa cambia?  

    Mercoledì – il Parlamento europeo ha votato nuove regole per ridurre l'eccessivo affidamento ai rating su debito sovrano e operatori finanziari. Secondo la nuova legislazione, le agenzie dovrebbero poter emettere rating non richiesti sul debito sovrano solo in periodi specifici e, per prevenire i conflitti d'interessi, si dovrebbe fissare un tetto alle quote azionarie che le agenzie di rating possono possedere negli enti di cui devono stilare la valutazione. La plenaria del Parlamento europeo ha approvato l'accordo di regolamento raggiunto tra Parlamento e Consiglio – sul testo preparato dal relatore Leonardo Domenici – a stragrande maggioranza (579 si', 58 no, 60 atsenuti). 

     Bocciati gli "Euroscettici" / "Indipendentisti" 

    Purtroppo non è passata la linea del gruppo dei cosiddetti euroscettici di presentare emendamenti che, se approvati, avrebbero rinviato il testo alla 'seconda lettura'. Quello approvato Mercoledì rappresenta il terzo regolamento europeo sulle agenzie di rating, anche se finora i risultati sono stati irrisori ed alquanto inefficaci. Il diktat delle plurindagate e private agenzie ha infatti contribuito e non poco a destabilizzare con i loro "voticini" illegittimi sli stati sovrani (si fa per dire) del Sud Europa. Secondo il commissario Ue al Mercato Interno Michel Barnier (cui pacchetto antirating comne detto più volte fu misteriosamente accantonato giusto un anno fa in un cassetto, mentre l'Italia veniva distrutta dalle manovre del governo Monti sull'alibi del rating e dell'illusorio spread ad esso correlato) si è trattato di un altro passo in avanti, poichè la qualità del rating sarà migliorata. 

     La Critica di "Qui Europa" – Barnier guardi il Film "Inside Job" 

    Al netto della propaganda in effetti non cambia nulla. Le Agenzie private e colluse del rating anziché essere definitivamente legittimate dal mettere voticini anticostituzionali agli stati, quasi fossero scolaretti, sono state ancora una volta "promosse". Le garanzie – alla luce della precedente analisi – rappesentano dunque dei semplici palliativi. Un consiglio a Barnier: che guardi il fil "Inside Job". Tra le riflessioni più importanti del film-documentario si parla proprio della truffa Usa 2007/2008 che trovò proprio nel rating il suo punto di forza. Barnier da Commissario al Mercato Interno dovrebbe conoscerlo!

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    Redazione Qui Europa – (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Eurobond e altri Strumenti per la mutualizzazione del Debito       

      Armi efficaci o giochi illusori di regime?  

    Mercoledì – E' stata votata una risoluzione per reiterare la richiesta a Commissione e Stati membri d'esplorare tutte le strade possibili per introdurre strumenti di mutualizzazione del debito pubblico. I deputati hanno deliberato sul fatto che rischi di "free-riding" potrebbero essere evitati con soluzioni disegnate ad hoc, inclusi gli eurobond. Il testo ha sottolineato la particolarità della zona euro, che ha una moneta comune ma non un mercato obbligazionario comune. I deputanti votanti la risoluzione hanno anche chiesto una tabella di marcia per raggiungere questo obiettivo a Commissione e Consiglio Ue.

     Una curiosità molto emblematica 

    La proposta sulla "mutualizzazione" del debito è stata avanzata dalla liberale francese Sylvie Goulard, coautrice con Mario Monti del libro 'La Democrazia in Europa'. Altro che Democrazia. Siamo in Debitocrazia!

     La Critica di "Qui Europa" 

    Nella risoluzione gli europarlamentari votanti hanno chiesto anche l'istituzione di un fondo europeo di rimborso del debito che potrebbe entrare in vigore subito o nel medio termine. Nel documento si sottolinea che "per far cadere il tabu' della mutualizzazione del debito si potrebbero studiare soluzioni 'ad hoc' per evitare che Eurobond o simili possano spingere singoli Paesi a non rispettare una rigorosa gestione dei conti pubblici". Ma nel loro gioco pro-casta e pro-debito i deputati votanti anziché riconoscere l'inadeguatezza dello strumento "eurobond" – che al netto della propaganda non è altro che una risposta illusoria al problema del debito, al quale i deputati votanti (probabilmente per la gioia di Monti e dei sostenitori del suo ingannevole libro) hanno risposto con la poposta della creazione di altri debiti (cambia solo il nome: eurobond) gettati sulle spalle dei cittadini essi hanno inoltre evidenziato la necessità di un mercato obbligazionario comune all'interno dell'Eurozona.

     L'Inganno Sottile 

    Quindi i furbi di Strasburgo, completamente avvinti nella logica della dittatura bancaria sostenuta senza alcun scrupolo dall'eurocasta, anziché proporre soluzioni a monte contro il signoraggio bancario (troppo lusso) e delegittimare la macchina infernale chiamata BCE, i favore della rinazionalizzazione delle Banche Centrali o della possibilità riconosciuta in seno ai singoli ministeri del Tesoro degli Stati Ue di tornare ad acquistare in proprio i loro bond al tasso dell'1% (come avviene ad esempio in Norvegia o Giappone:  l'unico vero modo per bloccare il debito) hanno poposto la creazione di un mercato per l'emissione in comune delle obbligazioni suddette. Cioè un modo per costringere per sempre 500 milioni di europei in questa gabbia debitocratica di stampo stalinista. E per commissionarla a vita mediante l'azione della "Commissione" e la creazione di una "Debitocrazia" invincibile che ci renderà un enorme, sconfinato gregge di schiavi obbedienti e poveri. E certo cari amici lettori: una mossa subdola e disonesta per procedere a grandi passi verso il vero progetto dell'eurocasta mondialista e colonia degli Usa e dei poteri forti: creare il mostro chiamato Stati Uniti d'Europa, o meglio EURSS. Una follia! una follia che essi tirersanno fuori dal cilindro magico non appena questa situazione del debito sarà diventatata insostenibile oltre ogni umana capacità di sopportazione. Ribelliamoci a tutto ciò! Facciamolo ora mentre va in scena questa commedia chiamata campagna elettorale. 

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  • Botti di Capodanno – L’Idea del Cavaliere

    Botti di Capodanno – L’Idea del Cavaliere

    Mercoledì, Gennaio 2nd/ 2013

    – di Sergio Basile –                                                                                          

    Botti di Capodanno / Silvio Berlusconi / Commissione d'inchiesta / Complotto dei tecnici / Complotto tecnocratico / Giorgio Napolitano / Discorso di fine anno / Bce / Angela Merkel / Sarkozy / Roma / Italia / Declassamenti immotivati / Debito pubblico / signoraggio bancario / Agenzie di rating / Debito privato d'impresa /Ronald  Reagan / Margaret Thathcher / Spread / Mondadori / Fininvest / Procura di Trani / Euro gabbia / Fiscal Compact / Quirinale / 2013 / Auguri d'inizio anno 

     Roma   Italia                                                                                                       

    Botti di Capodanno – L'Idea del Cavaliere

    Berlusconi spara i botti e pensa ad una Commissione

    d'inchiesta sul Complotto dei Tecnici e dell'Ue

    Peccato che tra i principali sostenitori di Monti e

    dell'Eurogabbia ci sia stato proprio lui

    Roma – Digerito a fatica, con un provvidenziale amaro, il discorso di fine anno di Napolitano alla Nazione –  anche se tale era la noia che ho cambiato canale dopo pochi minuti – a tenere banco sulla scena politica romana, dopo i botti di Capodanno, è il solito Cavaliere con i suoi colorati "botti" d'inzio anno. Un Berlusconi che – nel tentativo di raggranellare qualche voto in più – dismessa la maschera di fedele sostenitore del professor Monti, dopo oltre 40 fiducie accordategli, sembra aver dimenticato di essere stato, volente o nolente, il principale complice dei misfatti montiani, trasformandosi per ovvie ragioni di opportunismo nel suo peggior "nemico". Tra le priorità della sua agenda 2013 sulla scrivania di Arcore, infatti, vi sarebbe la  richiesta d'istituzione di una commissione d'inchiesta sui fatti  e sul complotto internazionale che sul finire del 2011 portarono alle sue dimissioi "forzate". Dimissioni, come ricorderete, favorite ed auspicate dallo stesso Napolitano in seguito alla celeberrima letterina firmata Bce; sulla scia di uno spread (arma terroristico-finanziaria impropria) allora salito sorprendentemente ben oltre quota 500; nonché sotto la minaccia di possibili declassamenti in vista paventati allo stesso Silvio dai burattinai dell'alta finanza e delle lobby bancarie, contro alcuni tra i suoi gioielli di famiglia. Fininvest e Mondadori, giusto per fare due nomi.

     Le Ragioni del Cavaliere  Alle radici del complotto 

    Certo, cari lettori, è ormai storia acquisita e scritta – e già denunciata in tempi non sospetti da "Qui Europa" – come le banche tedesche, prima dell'estate del 2011, vendettero d'un colpo miliardi di euro di Btp italiani, innescando un deleterio effetto a catena che finì per destabilizzare il sistema Italia e per creare l'alibi di successivi – quanto inoppotuni e fraudolenti – declassamenti da parte delle sorelle del rating ai danni del  Paese: fin ad allora tra i più robusti e ricchi d'Europa. All'epoca, giusto per ricordare qualche dato, il debito privato delle imprese italiane era di appena 40 miliardi di euro, contro gli 8 mila miliardi di debito delle scombinate imprese private fancesi; per tacere sull'invidiabile livello dell'avanzo primario italiano (differenza tra entrate fiscali ed uscite). Ma questo non sembrò interessare né all'Unione Europea, né alla Bce, né alla Merkel, né al carissimo amico Sarkozy: protesi a giudicare a "senso unico" ed all'unisono la pagliuzza inventata nell'occhio altrui, anziché pensare alle proprie  enormi e putride travi.

     L'alibi imperfetto  e l'imbroglio calcolato 

    I fatti di cui sopra rappresentarono l'alibi perfetto per la realizzazione di un vero e proprio saccheggio – stile Reaganomics Usa, Anni Ottanta – ai danni di oltre 50 milioni di Italiani: fatta eccezione per qualche migliaio di eletti e "protetti". Un sacco – con Equitalia a fare da sponda ideale – cui disastrosi effetti sono sotto gli occhi di tutti. Come cosa nota è il fatto che il debito pubblico italiano – gonfiato dal signoraggio bancario e dallo spread, ed in misura irrisoria dalla "cattiva politica" –  con la cura thathcheriana del professor Monti sia lievitato (come i panettoni di capodanno) di quasi 100 miliardi di euro. Evidentemente – alla luce dei fatti – ha ragione Berlusconi nel dire – come l'Osservatorio "Qui Europa" sostiene da sempre – che dietro lo spread e l'avvento dei tecnici ci sia stato e c'è ad oggi un'enorme macchinazione, un colossale imbroglio internazionale: l'unico "rammarico" per il Cavaliere è quello di aver scoperto questa ovvietà in drammatico ed imperdonabile ritardo. Più credibile Berlusconi sarebbe stato se avesse staccato la spina al professore già fin dalla scorsa estate, magari prima dell'approvazione (e senza neppure confronto in aula)  del recessivo e distruttico "Fiscal Compact". Ma questo probabilmente faceva parte di un preciso copione deciso in qualche élitario club, e nei meandri più nascosti dei palazzi di Bruxelles, Londra, Berlino e Francoforte.

     Il Sacco Neo-liberal  Grinfie sul 1° sistema d'impresa europeo  

    Ma – come accade ai tempi di Reagan e della Thathcher – il vero obiettivo dei compari dello spread e dei loro fedeli alleati anglofoni era quello di allungare le mani sulle aziende italiane indotte in crisi: cioè sul più robusto ed efficiente sistema di rete d'impresa del continente. Una roba che se fosse possibile rivendicare dinnanzi a leader e garanti costituzionali seri e coscenziosi – tirando le giuste conclusioni alle indagini portate avanti nel corso del 2012 dalla Procura di Trani, sugli inciuci del rating – e se su questa Terra esistesse ancora almeno un briciolo di giustizia, dovrebbe valere migliaia di anni di "reclusione con lavori forzati annessi" per l'élite della finanza internazionale e per molti leader. Ma su questo punto, nutro parecchie riserve. 

     Il cruccio dell'Eurogabbia   L'Occidentalizzazione del Medioriente 

    Come riserve (per usare un eufemismo) nutro sul ruolo super-partes e "benevolo" dell'Europa dei tecnocrati (e di Mario Monti) verso quel che resta di un paese chiamato Italia. Un'Europa (o meglio Eurogabbia infernale) a trazione "Trilaterale" e "filo-Usa" protesa esclusivamente a favorie i giochi di Barack Obama nell'area mediorientale ed in Siria – e di quelli del Gasdotto statunitense Nabucco: l'antagonista "povero" del gigante russo Gazprom – piuttosto che aver a cuore le sorti dell'Italia e dei suoi milioni di giovani "schiavi" senza futuro, ma – in compenso – freschi di brindisi e di "auguri" di Capodanno.

     Un buon inizio   L'addio ai discorsi d'inizio anno di Napolitano 

    Ma una cosa è certa amici: l'unica consolazione, per il momento, è quella di non ritrovarci l'anno prossimo a dover ricommentare la patetica scena del discorso di fine anno di Giorgio Napolitano. Per fortuna, infatti, presto il difensore della Costituzione andrà in pensione. Già, senza alcun dubbio, un buon modo di guardare al futuro! Anche se sulla bontà dei nomi che per il momento gravitano attorno al toto-Quirinale non ci giocherei neanche un centesimo! Auguri a tutti! Ne abbiamo bisogno davvero!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti e Schede                                                            

     

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    L’Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

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    Martedì, Novembre  13th/ 2012 –  di Sergio Basile –   Atene / Troika / Italia / Parlamento / DebitoPubblico / Udc / Pd / Pdl / Syriza / Bruxelles / Atene / Roma / Mario Monti / Antonis Samaras / Proteste / Bilancio 2013 / Merkel / Sarkozy / Armamento pesanti / Hitler / Merkel / […]

    Monti Traditore, in Galera! La Denuncia di Estulin su RAI 2

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    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody’s / Declassamento Nuovo ai danni dell’Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

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    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012 – di Sergio Basile e Mario Luongo  – Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione […]

    Renzi, Bersani e il Festival dell’ipocrisia

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    Lunedì, Settembre 17th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Silvia Laporta e Sergio Basile – Bersani/ Renzi / Pd / Casini/ Berlusconi/ tecnocrati/ crisi economica/ festa del Pd / Reggio emilia/ tasse/ austerity/ stipendi dimezzati/ banche/ unione europea/ governo dei banchieri/ finanzieri/ Pdl/ Udc / Capo dello Stato / Mes/ Alcoa / Sardegna / Giampaolo […]

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

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    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / […]

    Gli Ignoranti del Debito

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    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

    Renzi, quei 14 milioni di voti e il futuro di Monti

    Renzi, quei 14 milioni di voti e il futuro di Monti

    Martedì, Ottobre 23th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Primarie Pd / Tony Blair / Mario Monti / Quirinale / Palazzo Chigi / Tg 3 / Beppe Grillo /  Trasparenza finanziamenti / Fondo Algebris / David Serra / Sondaggi pre elettorali / Ipr Marketing   

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

  • L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    Sabato, Dicembre 15th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino – 

    Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno 

    Nella Morsa del Rating Sovrano – La

    Costituzione ora la scrive Moody's

    Il tempo della democrazia Formale e della

    Dittatura Reale

    L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"

    Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona  – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.

     La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più 

    L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono? 

     L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali" 

    "Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali  iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.

     Organi Ue – le Sentinelle del Sistema 

    Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano  conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo.  Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.

     Democrazia Formale, Dittatura Reale 

    Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55  contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!

     Due ultime osservazioni 

    Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno 

    Domenica, Luglio  1st/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – 

    Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda 

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo   

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".  

      La Morsa dei padroni 

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero   

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread  

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista  

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread  

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato 

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI  

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali  

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria  

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa   

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari  

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche 

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile 

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    Sabato, Dicembre 1st/ 2012 

    –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni 

    Rating e Speculazione – Da Bruxelles

    Palliativi o Azioni Concrete?

    Per Ora solo chiacchiere e privatizzazioni:

    i colpi di stato nell'era del Rating Sovrano

    Bruxelles, Roma, Madrid, Atene – Nelle scorse ore a Bruxelles è stato raggiunto un accordo tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito all’attività svolta dalle tanto famose (ormai celeberrime) agenzie di rating. Come preannunciato nell'articolo pubblicato ieri, l'intenzione palesata dagli organi Ue  è quella di conferire maggiore trasparenza al loro operato, ed in particolare in ambiti operativi quali: la valutazione degli Stati; la definizione di nuove regole e responsabilità in caso di errori; il ridimensionamento della dipendenza dal rating, accanto alla regolamentazione dei tempi “tecnici” e dei giudizi sui vari debiti pubblici; nonché una (presunta) riduzione dei conflitti di interesse.  Questo almeno sulla carta. Ma come evidente, malgrado tutto, il terribile nodo scorsoio sulla sovranità e sulla democraticità di quanto si sta consumando sotto gli occhi del mondo, resta a monte, ed è fin troppo palese. Come palesi sono gli impiccati.

     Un Conflitto d'interesse grande quanto un Iceberg 

    Sicuramente quello del "conflitto d'interessi" all'interno delle agenzie di rating è uno dei temi più caldi e spinosi mai affrontati dal nostro Osservatorio, da oltre un anno a questa parte. Ma anche uno dei temi più ipocritamente ignorati nei palazzi del potere. Non va dimenticato infatti che: 1) dinnanzi a crisi senza precedenti come quella dell'Eurozona e ad episodi come quello del fallimento della Lehmann Brothers negli Usa (banca d'affari – ricordiamolo – giudicata da tripla a fino al giorno prima del grande flop) ci sono e c'erano le celeberrime sorelle del rating; 2) Nel caso degli attacchi gratuiti ed ingiustificati all'Italia (primavera/estate 2011) c'era sempre il loro zampino; 3) Dietro le sorelle del rating, poi, a muovere le fila e ad avere (di conseguenza) un potere che supera addirittura quello delle costituzioni e delle  stesse leggi ordinarie degli stati (non si sa perchè e non si sa con quale legittimità e patente di autorità) ci sono di fatto agguerrite lobby, cui membri di spicco siedono nei consigli di amministrazione delle stesse agenzie. Un vero e proprio universo parallelo che sfugge al controllo – complice una buona fetta di politica marcia – di ogni Carta Costituzionale. La solita vergognosa e tristissima storia, che i nostri cari politici (per il vero piuttosto scarsi in economia) fingono di non conoscere e si limitano a scrutare nel silenzio e da lontano, mentre i Paesi ed intere economie continentali vanno giù, sprofondando nella recessione, e tirandosi dietro migliaia di vittime in carne ed ossa.

     La Dittatura del Rating e le Devastanti menzogne dei Mercati 

    Dinnanzi a questo sfacelo – tollerato ed avallato senza ritegno alcuno da leader europei e tecnocrati incravattati, da mesi, da Bruxelles a Roma, da Atene a Madrid, da Lisbona a Londra – ci verrebbe da dire: "Finalmente le agenzie andranno in pensione!”. D'altra parte alcuni dei capi delle varie Fitch, Standard & Poor's e Moody's (come risulta tra l'altro dal prezioso documento video annesso all'interno del film-report "Inside Job") ammisero all'indomani del fallimento della Lehmann, che l'errore era stato quello di prendere i "semplici consigli" delle loro agenzie, come oro colato, come leggi per orientare il mercato e spingere migliaia di risparmiatori in una direzione piuttosto che in un'altra. Dunque, detto per esteso, utilizzare il ratig, evidentemente è stato finora uno straordinario specchietto per le allodole per confondere le acque e mascherare veri e propri colpi di stato e "sacchi finanziari" celandosi ipocritamente e fraudolentamente dietro la parolina "mercati" e "fiducia dei mercati". Ma se tale "fiducia" dei "mercati" è in ultima istanza influenzata dai mercati stessi, l'espressione giusta da usare non è "fiducia" ma piuttosto "imbroglio dei mercati". O diktat. Allora due sono le cose: o stiamo facendo un incubo lungo un anno, e tra un pò ci sveglieremo con un gran mal di testa; oppure qualcuno è impazzito, confondendo per verità inconfutabili grossolane e devastanti menzogne.

     Il senso del Rating, nell'era del grande inganno 

    Ma siccome – purtroppo – questo che stiamo vivendo non è un brutto sogno, ma la cruda realtà dei fatti, che senso ha – ci chiediamo – continuare a tenere in vita mostri arbitrari e destabilizzanti come le agenzie di rating? Non se ne potrebbe fare a meno, come è stato nel passato? Si! Senza alcun dubbio! Almeno comincieremo a smontare un pò di alibi ed a rottamare un'odiata unità di misura come lo spread, che dal rating dipende e si alimenta. Appurato, dunque, che le modalità di sensibilizzazione dei cosiddetti  mercati sono invero palesemente alterate da vizi di forma e sostanza, e sono pertanto illegittime, nell'era del grande inganno globale, dei "fessi in serie", della "distrazione di massa" e degli "ignoranti di massa", tutto è permesso! Tutto è giustificato! Anche a rischio di devastare un'intero continente o quantomeno buona parte di esso, a vantaggio di una cerchia di soliti noti. Vergognoso? Di più!

      Le Repubbliche del Rating Sovrano 

    Consideriamo questa fondamentale premessa, al fine di aiutare i nostri lettori a giudicare con maggior consapevolezza e raziocinio la bontà di quest'ultima comune uscita dei tecnocrati dell'Ue (Commissione, Consiglio Ue ed Europarlamento) sul rating. "Era ora che l’Unione europea si svegliasse e cercasse di mettere una potenziale toppa ad uno dei tanti buchi che essa stessa ha contribuito a creare e rafforzare!"; "Era ora che mettesse in riga agenzie e mercati!", ci siamo detti, leggendo il comunicato di Bruxelles. Ma invece cos'è accaduto davvero? Poco o nulla! Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's continuano ad occupare il palco d'onore che un dì spettava alle costituzioni democratiche. Per il resto, aria fritta, demagogia e retorica!

     La Cura – Chiacchiere e Privatizzazioni 

    Per il resto, e ad onor di cronaca, c'è da dire che la Commissione europea nelle ultime ore ha provveduto – in aggiunta a quanto detto – alla pubblicazione di una relazione sul meccanismo di allerta – in base al rating – che riguarda gli squilibri macroeconomici del 2013. E’ allerta per 14 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Francia, Cipro, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Regno Unito e, naturalmente, Italia.  Per i paesi “inadempienti e negligenti” la Commissione – ovviamente – ha fornito una serie di parametri da seguire (li chiamano così) al fine – dicono – di risanare gli squilibri e dare vita a produzione, crescita e posti di lavoro. In concreto? Chiacchiere, privatizzazioni e liberalizzazioni. La stessa Commissione ha poi approvato il piano di ristrutturazione per 4 banche spagnole:  Bankia, NCG banco, Catalunya Banc e Banco de Valencia riceveranno complessivamente dal Fondo Salva Stati 40 miliardi di euro. Fondo che ovviamente viene e verrà finanziato annualmente anche dai contribuenti italiani.

     All'imbocco della Galleria 

    Ma i danni da spread e rating più gravi, (accanto a quelli ingenerati dall'euro – la devastante moneta imperiale –  dal Sistema Target 2 – vedi allegato – e dall'articolo 123 del Trattato di Lisbona ) sono stati certamente quelli causati alla Grecia, nelle ultime ore presa in giro ancora una volta, nonostante le parole fiduciose del premier conservatore, Antonis Samaras, il quale ha dichiarato che “dopo tanti sacrifici, finalmente inizia un nuovo futuro per il Paese”. Nuovo amici? Non diremmo proprio! Vista l'aria che si respira ad Atene. Riuscirà la patria di Platone e Socrate a pagare i “propri” (si fa per dire) debiti ai sui creditori? O seguirà la via dell'Ecuador di Rafael Correa, il ribelle del debito pubblico fittizio? Certo è che con il rigore e l’austerità non si va proprio da nessuna parte! E lo hanno capito i cittadini greci, in particolar modo, che si mobilitano, giorno dopo giorno, protestando contro un’Ue che si spaccia per ancora di salvataggio pur essendo ormai una pesantissima zavorra da scaricare in mare al più presto. Sempre più responsabile di una crisi organizzata e destinata a durare – a meno che i palliativi non vengano messi da parte – in maniera perenne. Altro che fuoriuscita dal tunnel e fiducia nei mercati! Siamo appena entrati in galleria! 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

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  • Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida al diktat del Rating Europeo

    Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida al diktat del Rating Europeo

    Sabato, ottobre 13th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Unione Europea / Spagna / Grecia / Atene / Madrid / Angela Merkel / Mariano Rajoy / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Anni Podimata / Agenzie di Rating / Dittatura nazi-fascista / Dittatura Comunista / Axesor / Cancellazione del Debito / Danza Macabra / Piano Marshall 

    Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida

    al diktat del Rating Europeo

    Alexis Tsipras propone la cancellazione del debito

    e lo stralcio degli accordi con la Troika, al "collega"

    Samaras

    Intanto a Madrid nasce Axesor: la nuova agenzia di rating

    europea in risposta al monopolio di S&P, Moody's e Fitch

    Madrid, Atene – La tensione ed il malcontento in Europa continuano a crescere in maniera progressiva ed inarrestabile, come un fiume in piena, di giorno in giorno, e non solo in Italia. I principali segnali in questo senso ci arrivano, infatti, da Spagna e Grecia, due dei paesi alla canna del gas e presto destinati a scomparire dalla cartina geografica. Di essi, infatti, tra non molto potrebbe restare solo il nome: a condizione che il governo d'intesa con l'Ue non si decida di mettere in vendita anche quello. Già la dignità di Greci e Spagnoli, pare sia già andata da un pezzo. L'Italia, da parte sua pare anch'essa sulla "buona strada" del "non ritorno".

     La Nuova Trappola del Rating si chiama Axsesor 

    Intanto, nelle scorse ore, in Spagna per rispondere all'ennesima umiliante declassamento subito dalle agenzie di rating americane, si è giunti addirittura verso un "rating fai da te". Infatti, dopo l'ultima beffa di S&P il Paese entro ottobre potrebbe vedere i suoi titoli pubblici ridotti al grado di spazzatura; con rating siderali ed interessi bancari intergalattici. Ed allora ecco nascere Axesor, una nuova agenzia di rating (un qualcosa a metà strada tra una medicina ed una parolaccia) appena legittimata dall'Esma (la Consob europea) per emettere rating. Insomma, la Spagna – secondo alcuni osservatori – proverebbe in tal modo a reagire. Secondo molti cosiddetti esperti (e tra di essi numerosi sono quelli ruotanti nell'orbita di Rajoy e dei seguaci dell'europeismo) ora la cosa da valutare e se i futuri "giudizi" della piccola agenzia di rating iberica potranno essere considerati veritieri e potranno essere presi in considerazione. 

     Madrid e la Danza Macabra 

    Ma consentiteci un'osservazione: per mesi abbiamo sostenuto attraverso il nostro osservatorio come questa crisi sia stata ingenerata anche e soprattutto dai giudizi falsi e tendenziosi delle private agenzie di rating statunitensi (Standard & Poo'r e Moody's) e franco-statunitensi (è il caso di Fitch Ratings), ed ora che si fa?Anziché dire basta alla macabra danza del rating; anziché far calare il sipario su questa insulsa commedia dell'assurdo; anziché mandare al diavolo le agenzie del terrore, se ne crea una nuova di zecca in Europa. Cioè si pongono ancora una volta gli stati sovrani sotto il giogo di un'élite di privati. Come si dice: al cattivo gusto ed al ghigno dei beffardi non c'è mai limite! 

     Atene – La piazza della speranza e la piazza del dolore 

    Per quanto riguarda la Grecia, per contro, lo scorso martedì – come riportato da "Qui Europa" – il premier Samaras ha incontrato la Merkel, ma non si è arrivati a conclusioni diverse da quelle che continuano a prevedere una forte e duratura austerità. Cioè il regime pseudo nazi-fascista-comunista instauratosi non si è allentato di una misura. Non è un caso, infatti, che la popolarità del primo ministro conservatore Samaras continui a scendere, e non è un caso che la soglia della povertà sia decisamente aumentata, e che la disoccupazione abbia raggiunto quota 25% nelle zone più ricche della Grecia, fino ad arrivare al 50-60% nelle regioni più povere e desolate. Anche questo ha contribuito, evidentemente, ad aumentare la popolarità di Alexis Tsipras, leader di Syriza, la coalizione della sinistra radicale, salita dal 4 al 27% nel giro di due anni. Così, mentre Samaras incontrava la Merkel, Tsipras, il più giovane tra i capi di partito greci, manifestava in piazza contro l'austerity, davanti al Parlamento, insieme a decine e decine di migliaia di manifestanti. Tsipras, in un'intervista rilasciata al "Corriere della sera", ha poi spiegato  come in Grecia sia cresciuto un sentimento anti-tedesco dovuto anche e soprattutto ai tagli imposti dalla Merkel, la quale "non vuole costruire una Germania europea, ma un'Europa germanizzata".

     Tsipras: al posto di Samaras straccerei gli accordi con la Troika 

    "Se diventassi primo ministro – ha dichiarato Tsipras – straccerei l'intesa tra il governo greco e la Troika, in quanto non ha senso proseguire una strategia che ha dimostrato di essere un totale fallimento, insomma – ha ribadito –  bisogna cancellare il memorandum perchè non funziona. (…) la soluzione – ha concluso – deve essere comune a tutti i paesi europei". Posizione, questa, condivisa anche dal dirigente socialista del Pasok, Anni Podimata, secondo la quale "la Grecia e l'Europa hanno bisogno di stringere un patto per la crescita e l'occupazione che salvaguardi e rafforzi il nostro modello sociale, quello del welfare".

     La Cancellazione del Debito 

    Ma Tsipras si è spinto molto oltre: "andrebbe convocato un vertice sulla linea di quello di Londra del 1953 – ha aggiunto – quando venne cancellata una gran parte di debito tedesco e venne concesso alla Germania un rinvio sul pagamento degli interessi". Secondo il numero uno di Syriza, in particolare, dopo aver estinto il debito delle nazioni in difficoltà, bisognerebbe lanciare un Piano Marshall, immettendo liquidità nel sistema per far ripartire la produttività e la crescita. Ma per ora le sue parole sono solo un chiaro ma debole sussurro nel vento di Atene. Un vento che, però, da qui a Natale potrebbe trasformarsi in un ciclone.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012

    – di Max Cittadino –

    Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira / Sovranità monetaria / Legge sulla Tutela del Risparmio del 2005 / Banche centrali / Agenzie di rating / Lehman Brothers / Usa / Crisi dei Mutui Sub Prime 

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

    L'humus dell'accentramnento bancario Ue: un sistema 

    criminogeno e fuori controllo

    Ecco perchè urge rinazionalizzare le Banche Centrali

    ed i maggiori istituti di Credito nazionali

    Bruxelles, Francoforte, Roma – Continuo a leggere e rileggere notizie ed a sentire trionfalistici annunci piovere fitti da Bruxelles a Francoforte, su imminenti controlli e processi di riforma degli istituti di credito, e su "provvidenziali" unioni bancarie, dietro la "sapiente" regia dell'Ue e della Bce. Però purtroppo, analizzando la questione nel profondo, ci si accorge come la realtà sia tutta diversa da quel che appare. Ci si accorge come non vengano mai posti in essere reali controlli; e questo perchè alla fine le banche – per una scusa o per l'altra –  finiscono per non avere mai responsabilità su nulla, su nessun disastro; e tutto come al solito ricade sempre sui cittadini. Un copione già ampliamente acquisito e noto, in Europa come negli Usa, dove in occasione degli scandali legati al "caso Lehman Brothers" molte banche sull'orlo del fallimento vennero salvate  (per forza) con ciclopiche iniezioni di liquidità per trilioni di dollari, sulla base del motto "Too Big To Fail": troppo grandi per poter fallire! Cioè si preferì finanziare banche speculatrici "fallite e cotte" e corresponsabili della stessa crisi dei mutui sub-prime – con la scusante che eventuali fallimenti di tali colossi avrebbero finito col ripercuotersi negativamente su altre banche e su grandi holding e multinazionali, in un incontrollabile effetto domino – anziché aiutare migliaia di famiglie che persero casa, lavoro e finirono sui marciapiedi in ventiquattr'ore.

     Banche: carnefici spacciati per "salvatori" 

    Stesso copione per l'Italia, un paese solidissimo fino alla primavera 2011, ma poi improvvisamente risucchiato in un vortice recessivo e speculativo per volontà di una stretta cerchia di eminenze grigie, facenti capo alla grande  massoneria internazionale ed a logge mondialiste. Allora una domanda sorge spontanea: com'è possibile controllare le banche  e garantire la loro trasparenza e legalità? Vedi – in merito – i vergognosi casi dei tassi Libor ed Euribor manipolati e gonfiati dalle stesse banche (vedi articolo in allegato), in frode ai correntisti. Come ci si può fidare ciecamente dei nostri stessi carnefici, visto che addirittura gli stessi media – i cosiddetti "baluardi" della democrazia – oggi sfuggono al controllo democratico, ed è difficile tenere sotto controllo, a livello nazionale, perfino un problema cruciale tipo l’evasione fiscale? 

     L'Era delle banche Sovrane 

    Mi piace essere chiaro: i controlli, evidentemente, non si vogliono fare perchè siamo infondo nell'era delle banche sovrane. Un'era costellata di paradossi ed eccessi, dove le banche private controllano le banche nazionali centrali; le banche private controllano la Bce. Di conseguenza il signoraggio bancario, che una volta era in mano del sovrano o dello stato, è esercitato a piene mani dai banchieri privati, che utilizzano la stessa BCE per accaparrarsi liquidità al tasso dell'1%, ripiazzandola agli stessi stati a tassi vicini al 4-6%. Questa è una spirale perversa. D'altro canto, nel commerciale, le stesse società di certificazione dei bilanci lasciano spesso e volentieri il tempo che trovano. Spesso e volentieri i controllori si scoprono essere gli stessi controllati travestiti. E ciò non solo in materia di sovranità monetaria – dove molte leggi provvidenzialmente varate ed entrate in vigore per bloccare la speculazione, sono poi rimaste nei cassetti a marcire: vedi ad esempio la Legge italiana sulla Tutela del Risparmio del 2005 – ma anche nel settore strettamente commerciale. Questo grazie a scatole cinesi ed a partecipazioni societarie trasversali che in genere sfuggono agli occhi dell'italiano medio. E' un pò come la questione dei project bond gestiti dall'Ue: i privati sostituiranno gli stati nella realizzazione dei pubblici investimenti. Ciò vale a dire che il rischio che molte opere vengano finanziate da lobby poi a loro volta "obbligate" verso gli stessi politici commissionari è molto alto. Troppo alto. Anche più di quello attuale. Lo stesso assurdo errore che l'eurocrazia sta perseverando a fare con il mantenimento di questo "status quo", da "pax romana", del rating. Barroso & Co, dmenticano troppo in fretta che la stessa crisi Usa, la balla colossale della crisi Usa, fu ingenerata dalla piena fiducia data alle agenzie di rating, che fino al giorno prima del fallimento consideravano (strategicamente e con cinico opportunismo) Lehman Brothers alla stregua di una nave inaffondabile, e degna addirittura della "Tripla A". Una nave dal nome "Titanic". Troppi pesci abboccarono, troppi morirono in un mare di debiti.

     Un contesto criminogeno e truffaldino: l'humus dell'Unione Bancaria Ue  

    Allora è inutile sforzarsi a discutere sulla trasparenza dei tassi di interesse o sulla profondità e meticolosità dei controlli sui bilanci bancari. Inutile farlo in un contesto criminogeno che ci danneggia, e che passa – ad esempio – quasi sempre da aiuti di stato  (le celeberrime "ricapitalizzazioni bancarie") quando si decide di aumentare il capitale di una banca in presunta difficoltà. Le stesse banche che fanno incetta di bonos spagnoli, titoli greci o Bot italiani, per speculare magari sugli esorbitanti tassi di interesse da essi garantiti. A che serve allora la tanto decantata "unione bancaria europea" in un clima di tale e tanta illegalità? Che senso ha accentrare ancor di più il potere delle banche nelle mani di questa BCE? Ciò non ha nulla di razionale e democratico! Ma, probabilmente, un senso ce l'ha: realizzare la disfatta finale delle banche centrali e garantire la perdita finale ed irreversibile della nostra sovranità monetaria: la vera radice di tutti i mali dell'Eurozona. La verità che nessun Mentana, Gruber o Vespa vi dirà! Almeno ad oggi!

     Altro che accentramento bancario! 

    Senza il recupero della nostra sovranità montaria, non avremmo alcun futuro. Pertanto anziché accentrare ancor di più il potere nelle mani della BCE, bisognerebbe suggerire ai nostri politicanti ciechi ed asserviti all'eurocrazia di Bruxelles, specie oggi in tempo di campagna elettorale, che sarebbe meglio proporre soluzioni razionali e fondamentali, come la rinazionalizzazione della Banca d'Italia (rispettanto la Legge sulla Tutela del Risparmio del 2005, della quale abbiamo accennato più volte) e finanche nazionalizzare (e strappare dalle mani degli onnipotenti speculatori) i gruppi bancari italiani più grandi ed influenti. Chi dice il contrario mente, sapendo di mentire!

    Max Cittadino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Ecofin – stallo su ricapitalizzazioni bancarie

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    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Mario Draghi e la doppia anima della Bce

    Mario Draghi e la doppia anima della Bce

    Martedì, Marzo 13th / 2012 – di Franco De Domenico –  Unione Europea / Bce / Banche e Finanza / Politica fiscale / Draghi Mario Draghi e la doppia anima della Bce Draghi con una mano presta, con l’altra bacchetta Francoforte – Il presidente della Bce, Mario Draghi, fa marciare la Banca Centrale con due […]

    Dimmissioni vertice Abi: dissenso o colpo teatrale?

    Dimmissioni vertice Abi: dissenso o colpo teatrale?

    Martedì, Marzo 6th / 2012 Italia / Banche / Abi / Bce / Dimissioni / Credit crunch / Avvenire  Dimmissioni vertice Abi: dissenso o colpo teatrale? La Bce aiuta le banche, ma la stretta verso cittadini e imprese continua Bruxelles – Quest’oggi il quotidiano “Avvenire” si occupa, tra l’altro, della rivolta delle banche, che sarebbe […]

    Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce

    Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce

    Martedì, Marzo 6th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Crisi Ue / Aste / Dimissioni Abi / Pignoramenti / Pensionati / Crescita   Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce Stranezze bancarie targate Bce: record dei “depositi overnight”, “pseudo-aste”, signoraggio e strette creditizie. Francoforte, Roma – […]

    Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa

    Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa

    Martedì, Marzo 6th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Consiglio d’Europa / Banche / Ceb / Cdm / Aumenti di capitale  Monti e lo “sviluppo” della Banca del Consiglio d’Europa Roma: il Cdm Monti decide per l’aumento di capitale della Ceb Roma – Quest’oggi nella capitale, Mario Monti, e il suo Consiglio […]

    La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight”

    La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight”

    Martedì, Marzo 6th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Speculazioni / Depositi over-night / Stretta sul credito / Famiglie  La morale delle banche sullo scoglio dei “depositi overnight” Di notte: Le banche ingrassano, le famiglie dormono sonni agitati Bruxelles – Si sa! La notte porta consiglio. Ma ci sono delle eccezioni. E’ […]

    Banche: l’eurodeputato Pallone (Pdl), chiede all’Ue la “riallocazione delle banche senza rating”

    Banche: l’eurodeputato Pallone (Pdl), chiede all’Ue la “riallocazione delle banche senza rating”

    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Italia /  Roma / Banche / Rating / Garanzie / Finanziamenti Bce / Pallone Banche: l’eurodeputato Pallone (Pdl), chiede all’Ue “riallocazione istituti out-rating” Le attuali regole Ue favoriscono i grandi gruppi bancari. Out piccole banche e correntisti Roma – Stamane il deputato (in forza al Pdl) Alfredo Pallone – membro della commissione […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

     

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / […]

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

    Giovedì,  Giugno 14th / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Spagna / Eurozona / Declassamento / Rating / Fitch / Commissione Ue / Speculazione / Sistema perverso / Strategie mercatiste dittatoriali / Italia / Debito fittizio / Pozzo senza fondo / Il pozzo senza fondo della speculazione / Il debito senza fine  Spagna: i […]

    100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

    100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

    Martedì, Giugno 12th / 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Spagna / Banche e Finanza / Frode Ue / Frob / Stratagemma del governo spagnolo / Mariano Rajoy / Anche l'Italia paga per le banche spagnole / Piigs / Grecia / Irlanda / Italia / Mario Monti / Governo servo dei banchieri / Dittatura […]

    Spagna – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Spagna  – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – di Sergio Basile –  Unione europea / Parlamento europeo / Mario Borghezio / Mara Bizzotto / Spagna / Ucraina / Polonia / Euro 2012 / Sistema bancario europeo / Banche / Commissione europea / Finanziamento ai clubs iberici / Finanziamenti miliardari / Debiti miliardari / Paradossi / Euforia per Euro […]

    Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

    Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

    Domenica, Giugno 10th / 2012 –  di Sergio Basile e Silvia Laporta – Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile […]

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

    Sabato, Giugno 9th / 2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / […]

    Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e fa “scaricabarile”

    Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e fa “scaricabarile”

    Giovedì, Giugno 7th / 2012  – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea / Francoforte / Crisi / Economia / Finanza / Inflazione / Eurozona / Austerity / Crescita economica / Mario Draghi   / Scaricabarile   Bce: Draghi mantiene all’1% i tassi e accusa: La colpa della crisi non è […]

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

    L’Appello di “Qui Europa” – Cara casta gli Italiani pagano troppe Tasse, è ora di Finirla!

    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]