Qui Europa

Tag: against information

  • L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    Sabato, Dicembre 15th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino – 

    Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno 

    Nella Morsa del Rating Sovrano – La

    Costituzione ora la scrive Moody's

    Il tempo della democrazia Formale e della

    Dittatura Reale

    L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"

    Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona  – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.

     La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più 

    L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono? 

     L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali" 

    "Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali  iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.

     Organi Ue – le Sentinelle del Sistema 

    Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano  conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo.  Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.

     Democrazia Formale, Dittatura Reale 

    Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55  contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!

     Due ultime osservazioni 

    Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

    ____________________________________________________________________________________

     Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno 

    Domenica, Luglio  1st/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – 

    Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda 

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo   

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".  

      La Morsa dei padroni 

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero   

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread  

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista  

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread  

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato 

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI  

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali  

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria  

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa   

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari  

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche 

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile 

    _______________________________________________________________________________

     Leggi gli articoli correlati – Approfondimenti                              

     

    Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

    Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

    Sabato, Dicembre 1st/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni  Rating e Speculazione – Da […]

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Venerdì, Novembre 30th/ 2012  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Grecia / Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

    Trani inguaia Moody’s.  Gli Scheletri nell’armadio di Monti

    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    Clamoroso – Mario Monti & Moody’s: premier responsabile del declassamento dell’Italia?

    Clamoroso – Mario Monti & Moody’s: premier responsabile del declassamento dell’Italia?

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Roma / Consiglio dei Ministri / Palazzo Chigi / Moody’s / Agenzie di rating / Libero / Declassamento Italia / Paese a rischio debito / Presidente Bocconi / Consulenze / Procura Trani / Procura Milano / Mario Monti / […]

    La “Grande Balla” dello spread – Lo squalo che divora l’Europa

    La “Grande Balla” dello spread – Lo squalo che divora l’Europa

    Domenica, Marzo 25th / 2012 Italia / Unione Europea / Economia / Riforma del Lavoro / Finanza / Spread / Rating / Agenzie di rating / Bugie / Speculazione / Tasse / Squali / Indebiti arricchimenti / Riforma dell’articolo 18 / Precarietà / Dominio delle banche / Lobbies / Monti / Tecnocrati / Standard & […]

     

  • Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

    Lunedì, Luglio 9th/ 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – 

    Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti vengono che fatti con il sistema Target2 sono illegittimi / Contro informazione / Sistema Target 2 / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Schiavi di un Debito illegale  

    Schiavi di un debito illegale – Terza Parte:

    Banche e Sistema TARGET 2 

    Come l'Euro-Sistema crea Dipendenza e

    Debito Fittizio

    Quello che i media ed i politici non dicono sulla 

    Nuova Dittatura Euro-Tedesca

    Schiavi di un Debito Illegare, PARTE TERZA – Il Sistema Target, l’Eurogabbia e il Predominio della Germania

    Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Stamane è in programma l'ennesimo Euroertice tra i leader dell'Ue, un summit decisivo – tra l'altro – in merito all'entrata in funzione del dittatoriale ed antidemocratico Fondo Salva Stati Permanente (MES o Meccanismo Europeo di Stabilità), al quale abbiamo dedicato molto spazio nelle scorse settimane, illustrandone per filo e per segno tutti i punti più distruttivi ed i lati oscuri. Un Eurovertice, questo, orientato verso l'accelerazione della formazione di un Super-stato  europeo che porterà alla definitiva e strategica disintegrazione degli Stati-Nazione europei e che sarà dominato dal cartello dei banchieri e da una casta rigorosamente selezionata all'interno di ambienti élitari molto (per così dire) particolari, e da sempre votati al potere. Giuseppe Mazzini probabilmente avrebbe parlato,  senza peli sulla lingua, della nascita e definitiva affermazione del suo Impero della cosiddetta "Terza Roma": ovvero – come definita dallo stesso – della Nuova Roma Imperiale  degli "Illuminati". Ma a questo dedicheremo altre pagine nei prossimi editoriali.  

      Lotta di Classe e Pretesto del Debito Pubblico  

    Il pretesto che ha portato a questa "rivoluzione anti-democratica" giocata non dalle "classi povere" verso i potenti, ma bensì dalla "classe degli eletti" (o vincitori storici) nei confronti di "media borghesia"  e "proletariato", è – come noto – quello dell'esplosione e conseguente  contenimento (o meglio "falso contenimento") del Debito Pubblico. Un debito che – come ampliamente dimostrato finora – è in realtà per un buon 80-90% fittizio ed artifizioso. Oggi, dunque, la "Terza Parte" di questo "Dossier di Qui Europa" sul "Debito Pubblico Illegale" (poiché artificiale e condizionato) sarà protesa ad analizzare il ruolo delle banche e del sistema europeo dei pagamenti nella subdola creazione del debito dell'Eurozona ad esclusivo vantaggio della Germania: il cosiddetto "SISTEMA TARGET 2". 

     Terza Parte – Il Sistema TARGET 2 

    Eurozona – TARGET 2, Un Sistema Speculativo in Esclusivo Favore della Germania

    Come noto, tutti gli stati misurano il livello della loro economia, della loro ricchezza e dei loro commerci con gli altri paesi con l'indicatore detto PIL (Prodotto Interno Lordo) e con la cosiddetta "Bilancia Commerciale". Ovviamente più alto sarà il livello delle esportazioni più questo enorme registro che contabilizza tutti i movimenti commerciali di uno stato (in termini di IMPORT ed EXPORT) riporterà saldi attivi. Quello che in gergo economico si dice "Surplus".

      Gli indicatori della ricchezza  

    La Ricchezza Totale di uno Stato ( Y ) è data dal PIL, che può essere definito anche – tra l'altro – come la somma di tutti i beni e servizi prodotti in un anno da uno stato. Un'altra misura della ricchezza "Y" è poi data dalla seguente relazione:

     Y = C + I + G + X  

      C  = Livello dei Consumi 

      I  = Livello degli Investimenti 

      G  = Livello della Spesa Pubblica  

      X  = Esportazioni Nette ( Export – Import ) 

    La prospettiva che vi proponiamo quest'oggi riguarda proprio la "X" della suddetta relazione, che afferisce proprio alla cosiddetta "Bilancia Commerciale". Di seguito vi dimostreremo come nell'Eurozona il sistema import/export dei pagamenti (creato ad arte) finisca per "premiare" sempre e solo la Germania, a discapito degli altri 16 paesi dell'Eurozona. Ricordiamo che oggi tra i 27 paesi aderenti all'Ue, solo 17 hanno adottato l'euro, mentre i restanti 10 hanno preferito tenersi stretta la propria moneta nazionale. E ne capiremo anche il logico perchè.  

      Cos'è TARGET 2  

    Dopo gli assurdi accordi intergovernativi sul Fiscal Compact e sulle conseguenti sanzioni amministrative del Six Pack, (totalmente sbilanciati in favore della Germania che, avendo il saldo della bilancia dei pagamenti in attivo, sarà l’unico paese ad avvantaggiarsi dall’obbligo di austerità e rigore di bilancio in Europa) Il sistema TARGET2 è il modo più diretto e immediato per capire come si è formato questo vantaggio spropositato nella bilancia dei pagamenti dei tedeschi. TARGET 2, è il sistema automatico di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche centrali e commerciali dei 17 stati membri dell’Eurozona ed è stato introdotto il 19 novembre 2007 in sostituzione della precedente piattaforma TARGET (Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System) e delle varie stanze di compensazione private (clearing house) che ancora collegavano alcune delle principali banche fra di loro.

      TARGET 2 – Meccanismo di Funzionamento  

    Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice: tutte le principali banche commerciali che operano all’interno di una data nazione sono obbligate a mantenere un particolare conto corrente presso la rispettiva banca centrale nazionale, attraverso cui vengono regolamentati i pagamenti interni fra le banche di uno stesso stato. A loro volta le 17 Banche Centrali dei paesi dell’Eurozona sono collegate fra di loro per compensare i pagamenti che avvengono fra le banche che operano in due differenti nazioni.

     Premessa Tecnica 

    Prima di andare oltre è opportuno ricordare che i depositi dei clienti (in moneta corrente commerciale – euro) presso le banche commerciali nelle quali risultano accesi dei conti correnti rappresentano contabilmente "Debiti" per la banca commerciale; in egual modo i depositi della banca commerciale (es.: Intesa) presso la Banca Centrale ( es.: Banca d'Italia ) appresentano voci di debito per la Banca Centrale.

     Riserva Obbligatoria e  Moneta Elettronica  

    Il conto corrente che le banche commerciali detengono presso la Banca Centrale è formato dalla riserva obbligatoria (il cui livello di giacenza minima viene fissato periodicamente dalla banca centrale europea BCE e nello specifico, in base alle ultime disposizioni di Mario Draghi, è stato abbassato all’1% dei depositi e dei titoli di debito emessi dalla banca) e da una certa quota di riserve libere, che la banca può autonomamente decidere di mantenere per agevolare appunto le operazioni di compensazione dei pagamenti con le altre banche. Il saldo del conto corrente viene remunerato secondo il tasso medio di "interesse overnight" (tasso estremamente variabile dipendente dalle quantità di riserve depositate giornalmente dalle varie banche presso la banca centrale). Trattandosi di riserve detenute presso la Banca Centrale, la moneta che viene utilizzata all’interno del sistema di regolamento dei pagamenti TARGET 2 è esclusivamente la moneta di banca centrale (Moneta Elettronica), mentre non è ammesso l’utilizzo di moneta di banca commerciale ( euro ) che si origina tramite l’apertura dei prestiti ai clienti.

     Un semplice esempio / Acquisto internazionale 

    Ora, per comprendere facilmente il meccanismo "TARGET 2" facciamo un semplice esempio: un imprenditore italiano ( A ), di Catanzaro, decide di acquistare un camion di fabbricazione tedesca (es.: Mercedes) del costo di 80.000 euro da un rivenditore tedesco ( B ), di Berlino , che ha il conto corrente presso la Deutske Bank. Contestualmente Banca Intesa, la banca dell'acquirente ( A ) scalerà dal conto corrente del cliente di Catanzaro ( A )  80.000 euro e disporrà il bonifico nei confronti del rivenditore tedesco ( B ), avente il conto – come detto – presso una banca commerciale estera ( Deutske Bank ). Di conseguenza  Deutske Bank dovrà ampliare i depositi del suo cliente di Berlino ( B ) di 80.000 euro.

     I Depositi dei Clienti sono "Debiti"  

    il meccanismo ( come detto sopra ) prevede che contestualmente Deutske Banck s’indebiti della stessa cifra, perché ricordiamo che per la banca i depositi dei clienti rappresentano dei debiti da inserire nel passivo patrimoniale di bilancio.

     Banca Intesa ( A ) distrugge "Moneta Elettronica" 

    Contemporaneamente però il sistema TARGET 2 manderà pure un segnale a Banca Intesa, che distruggerà fisicamente 80.000 euro di moneta di banca centrale (ovviamente moneta elettronica) dal conto di riserve ( di A ) di Banca Intesa. Ciò inviando – contestualmente – una segnalazione alla Banca Centrale tedesca Bundesbank di accreditare le riserve della Deutzsche Bank di 80.000 euro (però in moneta elettronica).

     La Banca Centrale tedesca crea dal nulla 80.000 euro  

    Quindi il bilancio della Banca Centrale tedesca (Bundesbank) ritorna in pareggio: -80.000 euro di depositi a favore del cliente ( B ) di Berlino e +80.000 di riserve nel suo attivo di bilancio (ma in moneta elettronica). La Bundesbank a questo punto creerà dal nulla 80.000 euro e li depositerà sul conto di riserve della Deutzsche Bank. Pertanto, La scomparsa di 80.000 euro di riserve dal circuito interbancario italiano ha comportato la creazione dal nulla di 80.000 euro nel circuito interbancario tedesco.

     Un Gioco a favore della Germania 

    Però a livello finanziario la Deutzsche Bank (la banca commerciale del venditore tedesco – B ) si è indebitata nei confronti del suo cliente di Berlino, mentre quella italiana (Banca Intesa, filiale di Catanzaro – A ) si è liberata di una passività: questo gioco  tramite il sistema TARGET 2, porta il sistema finanziario della Germania a vantare un credito di 80.000 euro nei confronti del sistema finanziario italiano: credito rappresentato dal camion che si è trasferito da Berlino a Catanzaro.

     Analizziamo i Bilanci – Un gioco di numeri 

    Analizzando i bilanci delle due Banche Centrali – Bankitalia ( Banca d'Italia ) e Bundesbank ( Banca di Germania ) – vedremo che a fronte della creazione dal nulla di un +1 nelle riserve complessive delle banche tedesche (-1, perché per la Banca Centrale Bundesbank: le riserve detenute dalle banche commerciali sono  – come detto – delle passività, o liabilities), la stessa Bundesbank vanta adesso un credito TARGET di +1 (attività, assets) nei confronti dell’Eurosistema, mentre al contrario la Banca Centrale Italiana (Bankitalia) ha dovuto distruggere un -1 dalle riserve delle banche italiane (per lei corrisponde ad un +1: perché ha ridotto il saldo complessivo delle sue passività).

      Ecco dove sta la fregatura  

    Nel bilancio della Banca Centrale Italiana ( Bankitalia) è – però – spuntato un debito TARGET di -1, che nello specifico è stato contratto con la Germania, ma in pratica viene spalmato e ripartito su tutto l’Eurosistema.

      Lo stesso meccanismo degli Eurobond  

    Il sistema TARGET 2, quindi, non è altro che l’anticipazione del meccanismo di condivisione dei debiti voluto con gli Eurobond: per cui si capisce il motivo di antipatia ed ostacolo della Merkel nei confronti degli stessi eurobond.

      Un Aumento di Credito Fittizio pro-Germania 

    Pertanto la Germania ha concesso un suo bene fisico, (il camion) all’Italia, in cambio di una serie di impulsi elettronici che, ovviamente, non varrebbero nulla – perché sono elettronici – ma che tuttavia rimangono all’interno del circuito interbancario come se fossero una maggiore possibilità della banca tedesca di investire ed estendere il credito ai propri clienti.

      Un Gioco al Massacro  

    Target 2, quindi, oltre a facilitare la compensazione reciproca dei pagamenti, crea dal nulla dei veri e propri potenziali crediti in forma elettronica. Ovviamente in un gioco tra acquisti e vendite, al fine di riequilibrare lo scambio commerciale (bilancia commerciale) l’Italia dovrebbe vendere, ad esempio, una imbarcazione alla Germania. Tuttavia vista la crisi (indotta attraverso gli attacchi dei mercati) la Germania resta invano in attesa che l’Italia “ricambi il favore”. Dunque, vista la “crisi di produzione” in Italia e la recessione, dall’Italia non arriva nulla. Intanto un altro cliente di Catanzaro acquista un’auto tedesca, e la Germania continua a vendere i suoi beni, aumentando il saldo dei crediti commerciali tedeschi, nonché il saldo dei debiti finanziari italiani.

      L'Eurosistema costringe a paragoni impari  

    Ma l’Italia (dove la crisi costringe alla chiusura oltre 1.600 aziende al giorno)  presenta una struttura economica diversa da quella della Germania; stesso dicasi per gli altri paesi “cosiddetti Piigs” dell’Eurozona, come la stessa Grecia. Qui l’esempio è ancora più evidente: l’economia greca è basata prodotti e servizi agricoli e turistici: più economicamente “poveri” rispetto a quelli tedeschi (per lo più industriali) ciò di fatto impedisce alla Grecia di riequilibrare nel tempo la bilancia commerciale rispetto alla Germania.

      Un Sistema Nato nello Squilibrio per Esplodere   

    Allora ci accorgiamo come Target 2 sia un sistema di regolamento dei pagamenti ambiguo e proteso alla sperequazione economica ed alla speculazione. I geni di Bruxelles (animati dalla superficialità o dalla mala fede) non hanno dunque tenuto conto degli squilibri macroeconomici esistenti fra i diversi paesi dell’Eurozona. L’euro, in tal senso, diventa una moneta protesa a creare squilibri.

      Italia – Ingabbiata e  costretta a "non svalutare"  

    Prima infatti l’Italia poteva svalutare la lira ed attirare nuovi acquirenti tedeschi (il saldo commerciale italiano era positivo; mentre quello tedesco negativo: la Germania non riusciva a creare surplus). All’origine del passivo commerciale, dobbiamo poi aggiungere gli attacchi del rating e l’aumento dello spread: situazione che ha fatto esplodere i conti in favore della Germania  dal 2008 in poi.

      "Maiali" sotto attacco  

    La situazione si è aggravata per i Piigs in maniera “indotta”, perché le banche greche, spagnole ed italiane sono state costrette a rifinanziarsi presso il mercato interbancario (per integrare le rispettive riserve ridotte all'osso);

      Vantaggi solo per i Tedeschi   

    D'altro canto, invece, la banca commerciale tedesca si è trovata con un saldo enorme e spropositato, rispetto alle sue riserve, fornendo – tra l’altro – maggiore surplus di moneta di banca centrale (moneta virtuale o elettronica) utilizzabile a scopi direttamente o indirettamente speculativi:

     1 – Investimenti in titoli   

    A) investendo in titoli: soprattutto quelli che garantiscono interessi più remunerativi (grazie agli alti spreads: finanziarizzazione dell’economia);

     2 – Investimenti in Nuovi Prestiti   

    B) Facendo nuovi prestiti ai suoi clienti. Ciò spiega perché la Germania vuole fare di tutto per salvare l’euro e conservare lo status quo. Intanto le banche dei Piigs vengono rifinanziate dalla BCE ed i cittadini dell’Eurozona del Sud (compresa l’Italia) devono indebitarsi per rifinanziare le banche, aumentando il proprio stato di prostrazione e schiavitù.

      TARGET 2 – Riequilibrio dei Conti Fittizio    

    Questi acquisti di titoli finanziari da parte delle banche tedesche riequilibrano i saldi TARGET dei paesi dell’Eurozona. Nel sistema economico della zona euro si creano due flussi opposti e complementari di capitali, X e Y. Nel flusso X transitano i beni industriali dalla Germania alla periferia (es.: camion e auto); nel flusso Y viaggiano i titoli finanziari (BTO, Bonos, ecc..) dai “malcapitati” paesi Piigs alla Germania. Un circuito commerciale pazzesco, vizioso e viziato da pesantissimi squilibri in favore della sola Germania che “rifinanzia” in automatico la sua stessa macchina da guerra industriale, finendo anno dopo anno per indebitare sempre di più i Piigs, costretti ad accettare gli aiuti “da usura” della Troika o a cedere agli inganni degli Eurobond, Project Bond e Fondo Salva Stati Permanente (MES).

      Una bilancia che non sarà mai in Pareggio  

    Dal 2008 le stesse banche tedesche stanno vendendo in massa i titoli dei Piigs, ottenendo lauti profitti. Al contrario gli acquisti di titoli si sono ridotti, ma i Piigs stanno continuando ad acquistare beni e prodotti industriali tedeschi (es.: automobili tedesche) e in assenza di finanziamenti esterni, sono costrette ad indebitarsi a livelli vertiginosi. (Ecco perchè le crisi bancarie sono indiotte e fittizie, frutto di meccanismi speculativi).

      Credito Germania = Debito totale dei Piigs  

    Tale situazione risulta chiaramente anche dall’analisi della distrubuzione dei crediti e dei debiti “Target”, misurata in miliardi di euro, fra i 17 paesi dell’Eurozona. Ad oggi la Germania presenta un saldo positivo di +450 miliardi di euro (surplus) pressappoco equivalente ai debiti accumulati dai paesi Piigs . Ne risulta un quadro chiaro quanto drammatico: i debiti di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna sono il risvolto negativo dei crediti dei tedeschi.

      Il Pretesto del Debito e La creazione di un Super-Stato 

    Da notare che egli Usa, pur esistendo una rete di distretti di banche centrali della Federal Reserve, diffusa nei vari stati della confederazione,  simile a quella dell’Eurozona, non sono mai accaduti eventi così catastrofici.  Ma evidentemente questa crisi indotta e pilotata, ha anche come obiettivo quello di proporre (quale panacea) anziché la de-finanziarizzazione dell'economia, l'accentramento dei pieni poteri nelle mani della stessa casta che ha ingenerato (come dimostrato) questa crisi.

      Conclusioni  

    I debiti si pagano, ma se i debiti vengono fatti con un sistema palesemente squilibrato e speculativo come TARGET 2 allora sono illegittimi e pertranto illegali. E pertanto non onorabili! Fatto reso ancor più grave dall’immobilismo  “interessato” dell’Unione europea (Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo) e della stessa Bce di Mario Draghi. Quindi attenzione prima di concordare con gli stessi artefici di questo sistema che ora ci propinano Eurobond, Project Bond, MES e Stati Uniti d'Europa. Potrebbe essere – come dimostrato – tutta una montatura. Ciò, tuttavia, dimostra anche la palese disinformazione ( frutto di ignoranza o mala fede ) che regna nei media italiani e nelle interviste dei politici in tv e sui giornali: tutte protese a legittimare un debito illegittimo per natura e concezione (quanto auto-rigenerante) ed a legittimate le distruttive manovre di Mario Monti protese a "fingere di pagarlo". Manovre che serviranno solo a peggiorare la situazione ed a renderci sempre più precari e schiavi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

    ________________________________________

     

      Sintesi Schematica

      Riassunto Breve – Prima e Seconda Parte:  

      Perchè siamo "Schiavi di un Debito Illegale "   

    Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini dell'Eurozona, ed in particolarre – come noto – del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista.  Ciò – come visto – mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Riassumiamone assieme le fasi:

      1 – Incontrovertibilità della Moneta in Oro  

    Nel 1933 si va verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea.

      2 – Trasformazione degli Stati in Società  

    Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.

      3 – Banconote: Strumenti di controllo di massa 

    Abbiamo visto, inoltre,  che dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro, la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.

      4 – La Privatizzazione delle Banche Centrali  

    Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale.  

      5 – BCE: Morte della Sovranità Monetaria Statale  

    Oggi la sovranità monetaria è esercitata non più dai cittadini, ma essa è nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa fin dalla sua nascita iniziò a “regalare” alle banche europee private (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati. Banche private che poi, ancora oggi, rivendono lo stesso denaro agli stati europei e quindi ai cittadini al 6% . Con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito.

      6 – Obbligo di Dipendenza dai Privati   

    A legittimare questo status ci ha pensato l'Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbonache “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!

      7 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico  

    Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala e ad interesse. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private).

      8 – Privati "Padroni" degli Stati 

    Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo Stato Italiano, privandolo della facoltà di investire in economia(Vedi Fiscal Compact) vietando  con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione. Vedi tra l'altro Eurobond e Project Bond.

      9 – La trappola del Rating   

    Oggi le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) non giudicano più la “salute” delle sole società private ma – grazie al "permesso" accordato dai politici europei – anche gli stessi stati sovrani (trattati al pari di burattini) causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani ma assoggettati al giudizio delle lobby). Per la cronaca ricordiamo, inoltre,  che Mario Monti fu – curiosamente – consulente dell'agenzia di rating Moody's in qualità di membro del Senior European Advisory Council dal luglio del 2005 fino al gennaio del 2009. Dopo qualche tempo Moody's declassò l'Italia e contribuì al passaggio di testimone tra Silvio Berlusconi e Mario Monti.

      10 – L'Eurogabbia e lo Spread  

    Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spreadfavorendo l'esplosione della speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi (spesso immotivati ed illegittimi) delle famigerate agenzie di rating. Effetti collaterali dell'aumento dello spread (premio per il "Rischio Paese" o "Differenziale d'interesse rispetto ai bund tedeschi"):

    A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare  

    B) Aumenta la Tassazione  

    C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori  

    D) Destabilizzazione del Sistema economico  

    E) Creazione di uno Stato di Schiavitù  

    F) Spostamento della Ricchezza Reale  

    G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

     

      Conclusioni – Prima, Seconda e Terza Parte  

    1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati  

    2) Il Debito è creato in maniera da favorire la Germania 

    3)Il Debito è in gran parte illegale  

    4) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile" 

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

    ________________________________________

     

      Approfondimenti  – Leggi in Archivio "Qui Europa"   

    Schiavi di un Debito Illegale – Prima Parte

    ("Qui Europa" 26 Giugno 2012)

    https://www.quieuropa.it/2012/06/schiavi-di-un-debito-illegale-2a-parte-il-grande-inganno-di-mario-monti/

    Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte 

    ("Qui Europa" 21 Giugno 2012)

    https://www.quieuropa.it/2012/06/il-federlalismo-applicabile-alleuropa-la-proposta-di-luca-zaia-puo-funzionare-su-scala-europea/

  • Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima )

    Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

     

    di Sergio Basile

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda                                                                          

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo                            

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".

      La Morza dei padroni                                                                                                     

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero                                                                                          

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread                                                                                   

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista                                                                                                 

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread                                                                                      

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato                                                                        

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby                                                                                  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI                                                                                    

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali                                                                      

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria                                                                                                               

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa                                                                 

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari                                                                     

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche                              

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

    Lunedì, Giugno 18th / 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – 

    Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo / Rating / Moody's  / Commissariamento / Schiavitù del sistema finanziario / Mercati e banche / Rinazionalizzazione della Banca Centrale cipriota / Panicos / The Wall Street Journal / Financial Times / Neocolonialismo europeo / Mediterraneo / Economia drogata / Fallimento intrinseco dell'Eurozona / Guerra mediatica / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa 

    Eurozona – Moody's ora attacca Cipro

    L'Isola affoga nel mare del Debito privato

    e si appresta a diventare un "colonia Ue"

    Rating, Banche, Mercati e Neo-colonialismo

    La guerra mediatica è aperta

    Cipro – Isola Stato a Est del Mediterraneo – Il Nuovo bersaglio del Rating e della Speculazione

    Bruxelles, Nicosia A ridosso del fine settimana, con i cannoni del rating ancora fumanti per gli ennesimi attacchi alla penisola iberica, nuovi venti di guerra – finanziaria, s'intende – sono soffiati ad Est del Mediterraneo, sulla piccola isola di Cipro – stato dell'Ue e dell'Eurozona ospitante poco più di un milione di abitanti, con capitale Nicosia. Ciò ad opera della solita agenzia privata Moody's che ha deciso di tagliare il rating dello "stato sovrano" da Ba1 a Ba3, bollandolo ufficialmente come "inaffidabile", e causando un repentino e contestuale innalzamento dei tassi d'interesse sui titoli del debito. Moody's ha inoltre delineato nella sua relazione  un outlook negativo per l'economia cipriota: giudizio che apre le porte ad ulteriori molto probabili declassamenti, così come avvenuto per la vicina Grecia. Il taglio del rating operato, deriverebbe anche – spiega a modo suo Moody's . "dalle nuove considerazioni su quanto la Repubblica di Cipro dovrà mettere sul piatto per sostenere il proprio settore bancario: le nuove stime indicano un impegno superiore a quello previsto, inizialmente valutato tra il 5 e il 10% del Pil".

     Un tempismo perfetto! 

    Tempismo perfetto – Dagli States la scure del Rating si abbatte su Cipro

    Tempismo perfetto dunque! Infatti l'attacco strategico di Moody's giunge a pochi giorni dalla decisione annunciata da governo – che dal primo luglio avrà la presidenza di turno dell'Unione e dunque la responsabilità dell'agenda europea  – e presa d'intesa con la Banca Centrale,  di intraprendere negoziati con Mosca e Pechino al fine di ottenere crediti per – pare – circa 4 miliardi di euro.  Ciò mentre oltreoceano, negli States di Obama, si vocifera – sulle colonne di quotidiani da sempre vicini a lobbisti e speculatori: quali "The Wall Street Journal" e "Financial Times" – che Cipro potrebbe ben presto diventare il quinto paese dell'Eurozona "commissariato" dalla Troika: cioè il 5° Paese dell'Ue a chiedere "l'assistenza finanziaria dell'Unione europea": dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna.  Allora ecco spuntare i soliti annunci allarmistici su "pseudo-salvataggi" a banche e mercati. Ma in fondo qual'è il problema fondamentale di Cipro?

     Il problema fondamentale di Cipro? 

    Ufficialmente il governo – allineato perfettamente con i diktat del Consiglio Ue e della Troika – vede all'origine dei mali dello stato cipriota il fatto che il bilancio dello Stato non sia sufficiente per salvare le banche attraverso "ricapitalizzazioni automatiche". Già di recente, infatti,  il secondo istituto bancario del Paese,  la "Cipro Popular Bank", ha chiesto e ottenuto la fiducia e il "nulla-osta" del Parlamento al sostegno finanziario governativo per una ricapitalizzazione statale di diversi miliardi di euro.

     Wall Street Journal – Financial Times: la propaganda incalza 

    The Wall Street Journal, nei giorni immediatamente successivi all'evento, giudicava l'operazione di "salvataggio" come "qualcosa che amplificherà le finanze dell'isola in profondo deficit, inducendo il Paese a raggiungere più facilmente il consolidamento dei suoi obiettivi di bilancio per l'anno in corso". Stessa musica – più o meno – dal "Financial Times", che da giorni da molto spazio alla vicenda cipriota, pubblicando anche un'intervista al governatore della Banca Centrale di Cipro. Un certo signor "Panicos": cui nome è letteralmente "tutto un programma!". Secondo Panicos "Nicosia non escluderebbe il ricorso ai meccanismi europei di sostegno, qualora non disponga in garanzia una quantità di fondi necessari a tal scopo".  

     Cipro: dal 2002 un'economia drogata 

    2002 – Welcone to Eurozona – Il Declino di Cipro e della sua economia

    Secondo ultimi dispacci Ansa, l'esposizione di Cipro verso le banche greche si assesterebbe sui 23 miliardi di euro: una cifra che a ben vedere, ad oggi, sormonta e di molto il valore dell'intera economia nazionale, pari ad appena 17 miliardi di euro. Le banche cipriote navigherebbero dunque in cattive acque, ed avrebbero urgente bisogno di "un'iniezione di capitali freschi".  Cioè, in pratica – ed in parole povere – è come dire che lo stato centrale (cioè i cittadini con i propri contributi erariali) non riesce a corrispondere più interessi "speculativi" sugli interessi del debito pubblico alle maggiori banche nazionali. Pertanto non è Cipro ad essere in "pseudo-difficoltà", ma gli stessi speculatori che non riescono più a spremere a dovere le mammelle di madre patria. I capitali guadagnati in maniera fittizia ed immorale della speculazione, dunque, avrebbero sormontato e di molto i capitali prodotti dall'economia "reale" (cioè quella produttiva) del Paese.

     Euro – Fattore di fallimento intrinseco del sistema Eurozona 

    Tale paradosso giustificherebbe, dunque, il salvataggio delle banche cipriote (così come avvenuto nella scorsa settimana per la Spagna). Ma visto il perverso meccanismo sopra-illustrato, vediamo come tutto scorra sull'uso appropriato o meno dei vocaboli e delle espressioni. Il filo della disinformazione è molto sottile, quasi impercettibile. La verità che viene fuori da questo paradigma, allora, è naturalmente e completamente diversa. Il fattore di fallimento sperimentato da Cipro oggi è la stessa moneta unica: con l'adozione dell'euro, il fabbisogno di liquidità dell'economia cipriota è stato trasformato – come visto – automaticamente in speculazione, indebitamento ed indispensabile (vitale) ossigeno  per le banche. Lo dimostra il fatto che nei decenni pre-euro – quando cioè  i Ciprioti potevano esercitare di fatto la propria sovranità monetaria legata all'uso "antispeculativo" della sterlina locale – l'economia era in crescita. Poi d'improvviso essa finì per affondare e (ora) affogare nel mare del debito bancario. Sono i dati dell'economia reale a confermare questa conclusione. "Qui Europa", analizzando gli indici economici dell'economia cipriota dal 2000 ad oggi si è accorta di una involuzione molto eloquente e rivelatoria su quelle che sono le reali dinamiche di questa crisi. Nel 2000 – prima cioè dell'ingresso nell'Eurozona – il debito privato a Cipro non superava il 60% del PIL;  nel 2007 – a 5 anni dall'ingresso in scena dell'euro che ha surrogato la sterlina cipriota – esso aveva già raggiunto la soglia record 200% del PIL; nel 2011 esso è poi "scoppiato", addirittura, al 308,7% del PIL. Ma come si può dire, dunque, con onestà intellettuale e serietà che l'euro sia stato la "fortuna" dei 17 Paesi che l'hanno sposato?

     Euro – Una manna dal cielo per la Germania 

    L'unico Paese ad aver avuto vantaggi concreti dall'ingresso nell'Eurzona – anche e soprattutto grazie ai lusinghieri giudizi delle agenzie di ratinge ed allo spread – è stata la Germania. La stessa Germania che prima del 2002 non riusciva a creare ed accumulare surplus economico, ed era un paese in un imbarazzante stallo.Un nano se rapportato alla vicina "Pianura Padana": la regione più ricca d'Europa: oggi trasformata dai vampiri della speculazione privata in una landa semi-desolata.

     Alcune domande lecite  

    Analizzate e comprese le dinamiche di questa "euro-fregatura", a questo punto la domanda è: perché non porre – come provò a fare nei mesi scorsi l'Ungheria di Orban – il sistema bancario nazionale sotto il controllo del Parlamento cipriota, eleggendo una équipe di esperti indipendenti – plurirappresentativi e provenienti da diversi schieramenti – che possano gestire la situazione difendendo davvero l'interesse pubblico? Perchè non permettere loro di analizzare i reali movimenti di flusso del denaro depositato nel sistema bancario? Ed inoltre: Perché la Banca Centrale di Cipro – o a questo punto la stessa Bce – non  assume in prima persona l'onere della liquidazione pubblica delle banche? Così si avrebbe una netta distinzione tra il "debito onorabile" (quello proveniente dalla sottoscrizione "normale" di bond pubblici) da quello "immorale" ed "incontrollabile", scaturente dalle speculazioni bancarie sullo spread.

     Cipro, nuovo protettorato europeo?  L'ombra nera del Colonialismo 

    Cipro, i Mercati, la Speculazione Privata e il Neocolonialismo Imperialistico Europeo

    A tentare di normalizzare i contorni di questa immorale "economia della truffa", ci hanno pensato nelle ultime ore i rappresentanti dell'Ue, per bocca di Amadeu Altafaj ( portavoce del commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Mr. Olli Rehn) che si è limitato a constatare che: "Per ora le autorità di Cipro non hanno sottoposto all'Europa nessuna richiesta di aiuti" . Sui negoziati di Nicosia con Mosca e Pechino, poi,  Altafaj si è limitato a dire che la Commissione "non interferisce in alcun modo nei rapporti commerciali di uno stato membro". Anche l'Fmi di Christine Lagarde ha escluso che Cipro abbia ufficialmente chiesto aiuti alla Troika. Ma secondo  il ministro cipriota agli Affari Europei,  Andreas Mavroyiannis, sarebbe solo qustione di giorni. Mavroyiannis ha poi anche aperto alla possibilità di richiedere "finanziamenti misti": provenienti cioè da Ue, Fmi, Bce, Cina e Russia insieme. Dunque il governo cipriota – per nulla disposto ad assecondare le richieste di rinazionalizzazione della Banca Centrale e di "sprivatizzazione del debito pubblico" provenienti da gran parte dei cittadini isolani – sembra stranamente compiaciuto nel trasformare l'isola-stato in una sorta di protettorato europeo: fenomeno per la verità – storicamente – peculiare delle isole atlantiche, spesso e volentieri divenute colonie di magnati dei mercati con il bene placido dei governanti locali, sempre lautamente ricompensati per i loro servizi alla casta dominante. Il naturale epilogo della questione cipriota pare dunque volgere verso la consegna completa e "celere" della sovranità nazionale ad un vecchio sistema coloniale redivivo. 

     La "guerra mediatica" per la libertà  o la schiavitù  

    Ciò grazie proprio all'euro e ad un impunito regime finanziario, controllato su due fronti da banche e mercati, come sempre del tutto indifferenti alle sorti del popolo cipriota, legato ad un destino univoco ai cugini Greci. La sopravvivenza di entrambi i popoli del Mediterraneo, in tal senso,  è inestricabilmente legata alla loro fuoriuscita dall'euro e dall'Eurozona. Ma l'altra "guerra" imminente da vincere è quella mediatica: contro cioè la propaganda ufficiale dei media filo-governativi di Cipro che tentano quotidianamente – così come in Italia e nel resto dei Paesi Piigs – di annebiare il buon senso dei Ciprioti: ultimo baluardo rimasto a difesa della "vita dell'isola" ad un passo da una "definitiva schiavitù".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / Crescita /  Investimenti / Incentivi / Punti forti dell'Italia / Paese ricco / Giardino d'Europa / Svendita del patrimonio pubblico / Piano verso la dittatura bancaria /  Tessuto imprenditoriale / Indici economici / G20 del Messico / Mario Monti / Corrado Passera / Voto della popolazione ellenica / Permanenza nell'Eurozona / Mercato Interno / Complotto / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa / Rinascita 

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo 

    distruggendo il Giardino

    d'Europa –  Sveglia!

    Da Bruxelles, al G20 a  Roma si sussegue

    la propaganda dell'euro-casta

    Saldi – E' iniziata la svendita del Patrimonio

    Storico Nazionale: il Giardino d'Europa

    trasformato in un arido deserto

    E i "Magnifici Tre" Stanno a Guardare!

    Fermiamoli, stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mentre in Italia le famiglie si apprestano a pagare la prima rata (in scadenza domani) dell'iniqua ed assurda IMU ; mentre Mario Monti e Corrado Passera propagandano il loro "Decreto Sviluppo" che riverserà fiumi di euro nelle tasche di palazzinari italiani (restituendo loro in pratica, di sottobanco ed in maniera subdola, il mal tolto dovuto al versamento della stessa IMU da parte dei re dell'impero dell'edilizia italiana) da "reinvestire" – a interesse s'intende – in strutture pubbliche (togliendo allo stato ogni iniziativa di sorta, e snaturandone il suo ruolo fondamentale); mentre la Grecia è alle prese con un voto "storico" che potrebbe scardinare la gabbia dell'Eurozona, nella quale la Troika sta lentamente dissanguando i poveri paesi del Sud Europa sotto attacco dei mercati (i cosiddetti Piigs); sul fronte dell'Ue incalza forte la propaganda "pro-crescita" di Barroso e compagni. Il cerchio dunque si chiude proprio a Bruxelles.

    L'annientamento del Mercato del Lavoro e

    l'assurdo "pizzino" della Commissione Ue 

    "L'azione messa in campo dalla Ue per fare fronte alla crisi dei debiti sovrani ha contenuto la crisi, ma non l'ha domata e tantomeno l'ha superata''. A dichiararlo – con faccia di marmo e senza alcuna vergogna di sorta – nelle scorse ore Olli Rehn – Commissario Ue, "non eletto",  agli Affari Economici e Monetari della "Banda Barroso" –  che ha bollato come ''insufficienti'' le azioni messe in campo rispetto alle sfide della crisi (e lo credo bene!). Rehn ha inviato un "pizzino" ideale al governo Monti, per  spianare la strada  dell'opinione pubblica verso un "consenso illusorio", ed al fine di garantire nella maniera più indolore possibile l'approvazione della proposta di riforma del lavoro (disoccupazione diffusa) da parte della casta-parlamentare di maggioranza che permette a Monti  di continuare le sue insensate manovre di distruzione dello stato e dello stesso Paese. "E' questione di grande urgenza" – ha dichiarato Rehn –  invitando Monti (che di certo non aveva bisogno di tali pretestuosi proclami) a portare a termine il suo lavoro (sporco lavoro) sulla riforma del mercato del lavoro nel Bel Paese. 

     Barroso-Monti – Bugie e Disinformazione  

    Secondo la Commissione europea, l'Italia affronterebbe, dunque, ''seri squilibri dovuti alla perdita di competitività nell'ultimo decennio", pertanto – secondo Rehn – ''tutte le misure prese finora dal governo per affrontare questo problema devono essere applicate in pieno e in modo rigoroso''. Ma i limiti e la pretestuosità di tali affermazioni (malgrado tv e giornali sostengano in gran parte la bontà di tali "fantasiose quanto false" ed antistoriche ricostruzioni) sono ormai ben palesi e ben comprensibili in una fetta sempre maggiore di Italiani, che hanno compreso la vastità e lo spessore della "rete del grande imbroglio" nella quale l'Italia – suo malgrado – è stata gettata. Non è vero, infatti, che da dieci anni a questa parte l'Italia attraversa un trend economico negativo.

     Tutti gli indicatori  economici smentiscono Monti,

    Bersani, Alfano, Casini e l'Ue  

    Più volte in questi mesi "Qui Europa" ha pubblicato i numeri che confutano le ricostruzioni della Commissione europea, del governo Monti e dei suoi impresentabili spalleggiatori: Bersani, Alfano (Berlusconi) e Casini. La scorsa estate l'Italia era un Paese in salute e in moderata crescita: 1) bassissimo debito privato d'impresa (appena 40 miliardi di euro, contro i ben 8000 miliardi di debito d'impresa privato delle aziende francesi – Come mai la Francia non ha subito dunque la sorte dell'Italia e il suo vergognoso declassamento?); 2) Terza riserva aurea del mondo; 3) Livello dei risparmi delle famiglie da record in Europa, e non solo; 4) Il miglior tessuto imprenditoriale d'Europa, sia per numero di attori commerciali, che per efficienza e produtività; 5) Paese leader al mondo in settori come la cantieristica navale, la metalmeccanica, l'ingegneria aereospaziale,  l'alta moda, l'impresa manifatturiera, l'industria dei servizi turistici; l'industria vitivinicola ed alimentare. Solo per citare alcuni esempi; 6) In più il Paese con il primo patrimonio artistico del mondo (il 70% delle opere d'arte sono conservate nei musei italiani: che oggi vanno verso una probabile e vergognosa privatizzazione); 7) Un Paese dalle bellezze territoriali e paesaggistiche invidiate nel mondo: non a caso prima dell'avvento del distruttivo governo dei banchieri eravamo ancora noti come gli abitanti del "Giardino d'Europa". Ciò nonostante i disastri provocati dal governo Berlusconi. A dare un quadro preciso della situazione – prima dell'invio della celeberrima letterina della (privata) Bce e dell'avvio delle ingerenze da parte dei "privati"  negli affari nazionali – fu lo stesso governo Berlusconi, come confermato (ricorderete) dallo stesso ex-ministro dell'Economia Giulio Tremonti: che nella scorsa estate fotografò nel suo rapporto semestrale la solida situazione dell'Italia, malgrado il debito pubblico di 1900 miliardi di euro. Debito – che come spiegato in decine di articoli – è stato "provocato in maniera fittizia" in seguito alla privatizzazione della Banca d'Italia e della conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, regalata ai banchieri privati che siedono nel board della Bce. (vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa").  

     Il gioco sporco della "Banda Barroso"  

    Ma lo smemorato Rehn – finto tonto –  ha continuato a fare il  gioco di questa cerchia di eletti – o parassiti: dipende dai punti di vista – rimettendo la salvezza della baracca allo stesso artefice del disastro: Mario Monti. ''La dimostrazione di un impegno politico degli stati membri – secondo Rehn – sarà (infatti)  il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro''. Il commissario ha indicato nelle ultime ore quattro tasselli per la cosiddetta "crescita": 1) standard unico per i requisiti patrimoniali (cioè neutralizzazione del ruolo e delle funzioni tipiche degli stati); 2) supervisione finanziaria integrata (Risorse statali nelle mani dell'Ue); 3) autorità unica per la risoluzione delle crisi (cioè accentramento imperialistico) ; schema unico di garanzia dei depositi bancari (cioè dittatura bancaria); 5)  Mutualizzazione del debito (debito – come detto – fatto non dai popoli ma dalle stesse banche) con strette regole di bilancio (cioè comprimendo i servizi pubblici essenziali elargiti ai cittadini). Tutto sommato un bel modo per affrontare una crisi provocata da loro stessi.

     Barroso decise di non bloccare la speculazione  

    Il suggello di tali scelte "dittatoriali" quanto "anti-democratiche" la "Banda Barroso" – per ammissione dello stesso presidente – lo metterà al prossimo G20 del Messico. Secondo il "Re" – non eletto – della Commissione europea, infatti, al vertice mondiale "l'Ue non lascerà alcun dubbio ai partner internazionali sulla propria determinazione a prendere ogni azione necessaria contro la crisi, difendendo la stabilità e promuovendo la crescita. Siamo determinati – continua Barroso – a mostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''.

     In attesa del Voto greco e del G20 del Messico  

    Ma, in attesa dell'esito del voto della popolazione ellenica – che in queste ore sta affollando le urne – una domanda ci viene spontanea: se l'Ue dice di star facendo di tutto per bloccare questa "pseudo-crisi" perchè ha fatto di tutto per "non approvare" il pacchetto di misure presentato nei mesi scorsi in Commissione dallo stesso commissario al Mercato interno Michel Barnier? Perchè non si è scelti di metter fine "all'impero del rating" ed alle contestuali ingerenze dei privati e delle multinazionali (che affollano i consigli direttivi delle stesse agenzie di rating responsabili dei declassamenti all'Italia ed agli alri paesi Piigs) una volta per tutte. Appare dunque chiarissima la volontà dell'Unione europea di continuare un doppiogioco al fine di alimentare questa crisi indotta e mettere le grinfie sulla ricchezza degli stati più appetibili. E il giardino d'Europa (oggi deserto d'Europa)  è tra questi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Spagna – La truffa del “salvataggio”

    Spagna – La truffa del “salvataggio”

    Martedì, Giugno 12th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / Falsi salvataggi / Povertà / Disoccupazione da record / 50% di disoccupazione / Aziende fallite / Mariano Rajoy / Bugie / Disinformazione / Manifestazioni di protesta / Sdegno della popolazione / Contro informazione / Qui Europa  / Sergio Basile 

    Spagna – La truffa del "salvataggio" bancario e

    le bugie di Mariano Rajoy

    Spagnoli in fermento in tutto il Paese contro Rajoy e l'Ue

    Indignados sul piede di guerra, al grido: “Non salvate

    le banche, salvate noi”

    Madrid – Proteste per gli Aiuti alle Banche e contro il Governo di Mariano Rajoy

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Madrid  – Nelle scorse ore, mentre gli Spagnoli restano sempre più abbandonati a sé stessi, ed alle prese con una disoccupazione vicina al 50%, stremati dal precariato e dalla povertà – una pioggia dorata ha bagnato le banche spagnole, beneficiarie di un “aiutino” da 100 miliardi favorito dall’Ue di Barroso e Van Rompuy, sotto la stretta regia della Troika. Dinnanzi all’ennesima euro-beffa  twitter è letteralmente impazzito e in poche ore sono piovuti migliaia di post di protesta di cittadini spagnoli  contro il governo Rajoy: ribattezzato per l’occasione come il governo delle banche che avrebbe venduto la Spagna all’alta finanza, celandosi dietro la parola “salvataggio”. Il “presunto” aiutino da 100 miliardi è invero la più grande operazione di salvataggio-truffa nella storia dell’Europa.

      Rajoy – Le solite bugie, la solita disinformazione  

    Molte le bugie: stesso copione anche in Spagna, come per l’Italia e per tutti i Paesi dell’Eurozona attaccati dalla speculazione e dai cosiddetti "banksters”. Ma il premier non si è scomposto, e per evitare i principi di una “rivoluzione popolare” ha minimizzato dando prova di una gran bella faccia di marmo, e gettando acqua sul fuoco, tentando – senza successo alcuno – di smorzare i toni. Rajoy si è “difeso” parlando di una “semplice linea di credito” in favore delle “banche in crisi”. Ma a crederci sono ormai solo gli ignoranti, o i cittadini travolti dall’onda della disinformazione. Più che di aiuto la verità è che si è fatto un ennesimo vergognoso regalino alla casta bancaria che domina l’Europa e ai suoi improponibili governanti piazzati ad arte da logge e gruppi d’interesse deviati e segreti. Questi sono i risultati. L’importante – per la casta – è conservare un sentore diffuso di normalità e democrazia per bocca di improponibili giornalisti venduti al potere e senza alcuna personalità. Almeno qualcosa ci accomuna in questo tempo ai cugini Spagnoli.

      Lo scaricabarile – European style  

    Si difende ancora Rajoy, che nelle scorse ore avrebbe dichiarato – a vana difesa della sua posizione scomoda – che in realtà si tratterebbe “di un’iniziativa delle istituzioni finanziarie europee per evitare il commissariamento della Troika (aggiungiamo dei sovrani assoluti Draghi, Van Rompuy e Lagarde)”. Scarica barile indegno, che ci ricorda tanto l’operato deleterio e la strategia “difensiva” di un professorino di casa nostra! Il Premier ha poi esaltato la soddisfazione palpabile degli "dei minori ed onnipotenti" del mercato: i veri padroni dei popoli . Soddisfazione, che – a suo dire – “dimostra quanto la Spagna sia credibile agli occhi dei mercati, per aiuti che serviranno solo a ricapitalizzare le banche, solo quelle in difficoltà, e che non avranno alcuna conseguenza sulle persone”. Ciò, secondo il premier iberico, “garantirebbe l’indipendenza della Spagna dalla Troika che ha già messo all’angolo Grecia, Irlanda e Portogallo”. Ma Rajoy, rosso in volto e teso come una corda di violino, ha  poi continuato in perfetto “tecnocratic Style”  – copiando evidentemente dagli appunti di Mario Monti – asserendo: “Facciamo quello che avrebbe dovuto fare già tre anni fa chi ci governava. La situazione era e resta grave. Siamo obbligati ad un grosso sforzo per risanare il nostro debito”. Peccato che il debito nell’Eurozona sia un pacco confezionato dalle stesse banche e votato all’autorigenerazione perenne. Balle colossali, dunque,  e non commentabili che lasciamo al vostro buon gusto ed all’analisi critica della vostra intelligenza.

      L’incredulità e lo sdegno degli Spagnoli  

    Le pretestuose e vuote parole del premier si sono diffuse rapidamente in tutti i locali pubblici del Paese – quelli ancora aperti e non falliti –  gli uffici, le case, in diretta Tv. Unanime lo sdegno ed il disgusto. Incredulità mista a rabbia dipinta in egual misura sui volti di padri di famiglia senza meta, vecchi e giovani per le vie di Barcellona, Valencia, Toledo e nella periferia della periferia dell’Europa dei tecnocrati.

    Nasce un nuovo fronte di protesta e lotta di classe

    E’ dittatura, ed ora anche gli Spagnoli ne hanno acquisito piena e definitiva consapevolezza. Spagnoli sempre più vicini agli indignados: gli stessi che Sabato scorso hanno occupato la city come la sede della stessa Bankia (la Bankia degli scandali finanziari e “calcistici” – vedi articolo pubblicato ieri 11 giugno in “Qui Europa”) al grido: “Non salvate le banche, salvate noi”. Intanto nuove occupazioni e nuove veementi proteste si profilano all’orizzonte. Siamo nell’anticamera di una nuova rivoluzione popolare?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • I Nuovi Padroni del Mondo

    I Nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Giugno 11th / 2012

    – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile –

    i nuovi padroni del mondo / Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia P2 / Licio Gelli / Pierluigi Bersani / Poteri occulti / Tav / Massoneria / Morte del Bipartitismo / Caduta di consensi / Porcellum / Banche / Mes / Euro / La bambina che fece tremare la casta / Canada / Lotta di classe / Rinazionalizzazione della Banca d'Italia / Giuliano Amato / Sergio Basile / Qui Europa / Controinformazione 

    I "Nuovi Padroni del Mondo" e la bambina

    che fece tremare la casta 

    Una verità scomoda che tutti devono conoscere

    Intanto i politici  fingono di non capire: recitano 

    squallidi copioni in tv e sui giornali "amici"

    Ricette anticrisi? Solo vuoti giri di parole: la verità,

    farebbe venir giù tutto – Smarrimento tra gli elettori

    Bocciati i partiti di maggioranza pro-Monti, fischi per Bersani

    I Nuovi Padroni del Mondo e la Bambina che fece Tremare la Casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Nel bel Paese, le recenti elezioni amministrative – come noto – hanno frammentarizzato la politica, facendo cadere in picchiata i consensi dei partiti di maggioranza che sostengono Mario Monti, incapaci di dare risposte concrete a questa "crisi indotta", ma anzi responsabili indiretti del suo acuirsi. Una buona dose di fischi per tutti, dunque! Anche, a quanto pare – nella sua ultima uscita pubblica – per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, apparso come un leader sulla via del declino, confuso ed imbarazzato dinnanzi alle urla di disapprovazione dei suoi elettori che gli contestavano l'indifferenza dimostrata nell'appoggiare la riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che lo stesso avrebbe giustificato come "un necessario compromesso per la crescita". "Indifferenza" – si fa per dire – dimostrata anche in Val Di Susa, dove – tuttavia – non tutti conoscono le imbarazzanti connessioni tra appalti Tav "Torino-Lione" e Coop Rosse.  Ma questa è un'altra "triste" storia. Dunque addio al bipartitismo – sostenuto fortemente dalla massoneria e dallo stesso Licio Gelli, ai tempi della loggia P2, nel suo celeberrimo "Piano di Rinascita Democratica" – e via libera all'avanzata di formazioni "antipolitiche", movimenti popolari e liste civiche. Non c'è da stupirsi dunque! Bocciatura senza appello per caste partitiche recalcitranti a porsi di traverso agli interessi delle banche padrone: a loro volta legate a doppio filo con tv e quotidiani "vicini" ai partiti di cui sopra.

      Figli di…. "Porcellum"  

    Caste partitiche figlie del "porcellum"  incapaci di offrire risposte concrete ed alternative ad elettori sempre più stanchi, incavolati, disoccupati e disillusi . Ma davvero non è possibile avere ricette alternative? "Qui Europa da mesi smentisce tale ipotesi di stallo": ciò nello stesso modo in cui prende le distanze da misure pazzesche suggerite insistentemente da "professori" della politica: vedi la "panacea" eurobond (nuovi debiti in circuito) o l'altrettanto assurda vendita sul mercato di tutti gli assets pubblici e del fiore all'occhiello del patromonio immobiliare nazionale. Giù le mani dall'Italia insomma! Piuttosto si alla rinazionalizzazione delle banche centrali, alla modifica del Trattato di Lisbona ed alla riconquista della nostra sovranità monetaria: ciò – come detto in varie salse fin da quattro mesi a questa parte – eviterebbe la formazione di un debito autorigenerante, a vantaggio di tutti i cittadini europei.

      … tra mala fede ed ottusità mentale  

    Tuttavia, vista la malafede o l'estrema ottusità mentale dei nostri politici nazionali di prima fascia, che si celano ancora sotto uno spesso velo di disinformazione giornalistica – prendendo gli Italiani tutti per emeriti imbecilli – non resta che "raderli al suolo", cioè rimandarli in massa a "lavorare" vista  la loro inettitudine e la loro codardia travestita da obbedienza, o la loro religiosa reverenza verso un sistema di classe deciso a mettere i tentacoli su quanto possa avere un valore economico, con il "debolissimo" alibi della crisi economica. Un alibi al quale ormai fingono di credere soltanto loro ed il loro "guru" Mario Monti. Anche i bambini – e non è un eufemismo – hanno compreso la fregatura che Rai, Sky Tg24, Mediaset, La7, Repubblica, Il Sole 24Ore, Il Corriere delle Banche, Europa, Avvenire, ecc… vorrebbero continuare a "somministrarci" come cicuta o arsenico, parlandoci vergognosamente di "Spending review", in un Paese che è il primo al mondo per tassazione fiscale.

      Lo hanno capito anche i bambini  

    Quando diciamo che la gravità della situazione è compresa ormai anche dai bambini è la pura e semplice verità. A provarlo, ad esempio, negli ultimi giorni, un video su Youtube che sta facendo letteralmente il giro del mondo. Durante una conferenza della "Public banking of America" una bambina di appena 12 anni ha spiegato, a parole semplici questo "piano mondialista" – che oggi travolge l'Eurozona – suggerito e pianificato nel dettaglio dai poteri forti ed occulti che dominano il globo. Ciò spiegando con disarmante candore quanto sta accadendo nel suo paese, il Canada, dove le banche creano giorno dopo giorno denaro dal nulla, chiedendo alla "plebe" sotto scacco anche interessi d'oro. E' un pò come riascoltare la storia dei Pigs e della nostra Italia. La fanciulla – Victoria – ha monito gli illustri cattedratici e lobbisti, semplicemente dicendo che "se gli stati prendessero questa quantità di denaro direttamente dalle proprie banche risparmierebbero una quantità di denaro enorme e questo, non solo abbasserebbe la pressione fiscale, ma farebbe sì che l'economia ricominci a girare." Già, è proprio così. Grazie a leggi inique, da riscrivere, il denaro che esce dalle banche lo fa sotto forma di prestito.

      Plebei di Debtocracy – La città globale degli Illuminati  

    Quindi il denaro è debito, e noi – grazie al cosiddetto "signoraggio bancario" siamo tutti cittadini di un villaggio globale chiamato "Debtocracy", nel quale i reali sovrani si chiamano Fed e Bce: banche centrali e "private" legittimate da leggi dettate dalle stesse banche. Vedi ad esempio – per quanto attiene all'Ue – l'art. 123 del Trattato di Lisbona, che obbliga gli stati – come spiegato – a rifinanziarsi "a interesse" presso le banche private ed a tassi da usura. Che vi piaccia o no, che ci crediate o no, siamo in una dittatura! Siamo in un regime! Il problema è che si tratta di un sistema continuo tra uscite (prestiti) ed entrate (prestiti ad interesse) e queste entrate vengono nuovamente "prestate" (reinvestite) in un meccanismo perverso, concatenato e continuo. E ciò non solo verso privati cittadini e imprese, ma anche verso gli stessi stati sovrani.

      I pilastri del regime – MES ed Euro  

    Poi nell'Eurozona, l'euro e il MES hanno chiuso il giro. Il primo creando – anche grazie alle agenzie di rating ed allo spread – destabilizzanti divergenze economiche recessive e – di conseguenza – finanziarie tra gli stati dell'Eurozona, a vantaggio della Germania e dei paesi europei provvidenzialmente fuori dall'Eurozona. Il secondo, il MES ("Meccanismo Europeo di Stabilita'"  o Nuovo Fondo "Salva Stati") ha poi immesso di prepotenza in questo circuito vizioso la speculazione privata: ricchi lobbisti ammessi come contribuenti e difesi da una sorta di immunità legislativa – già approvata dai leader Ue: con in testa il caro Mario Monti – che saranno i nuovi creditori diretti degli stati soggiogandone l'autonomia e la sovranità.  E' lo stesso meccanismo dei mutui casa: così come le banche che concedono un mutuo "posseggono di fatto la casa" fino a mancata estinzione del debito o in caso di inadempimento del debitore; ambigui personaggi privati saranno i nuovi "padroni" degli stati. L'aggravante questa volta però e che gli stessi stati non sono debitori per loro "natura" o "volontà" ma lo sono diventati in maniera indotta, forzosa e fraudolenta per imposizione degli stessi ambigui personaggi di cui sopra. Gli stessi che – in una struttura di potere rigidamente piramidale e "ritualistica" detengono le fila dei burattini delle logge-partitiche. Per timore di fallire il loro sporco piano i "nuovi padroni del mondo" vogliono ora anticipare l'entrata in vigore dello stesso MES – inizialmente prevista per il 2013 – al prossimo luglio 2012.  Tra un mese, cioè, sarà pieno regime! Gli Italiani, per volontà di uno "scandaloso" professor Mario Monti, contribuiranno alla formazione di questo "Fondo" – dotato di personalità giuridica e diritti equiparabili a quelli degli stessi stati – con la "modica cifra" di circa 150 miliardi di euro. Alla faccia del "bicarbonato di sodio!": come direbbe Totò!

      E allora che fare?  

    Come direbbe un improponibile "Cavaliere Mascarato": "Cribbio! E' Ora di finirla e di scendere in campo!"  I tempi sono ormai più che maturi, ed è giunta l'ora di affinare le armi della democrazia "vera" in vista delle prossime elezioni politiche. 1) Liberandoci di questa classe politica di maggiordomi falsi ed inetti: 2) Uscendo al più presto dall'euro attraverso un processo non immediato, bensì graduale ma deciso; 3) Chiedendo a gran voce ai nostri rappresentanti in Parlamento la delegittimazione della Bce del "Drago"  Draghi e la contestuale "rinazionalizzazione" delle banche centrali (cioè di Bankitalia: svenduta ai privati da Giuliano Amato nel 1992); 4) Sfuggendo alla disinformativa propaganda mediatica di regime. E ciò semplicemente evitando di acquistare alcuni giornali e spegnendo la tv. Il web resta uno dei pochissimi bacini d'acqua non inquinata cui dissetarsi. L'unico grande tranello dal quale guardarsi bene per non cadere, è quello di non credere più – ed in maniera "assoluta" – agli ennesimi vuoti proclami di  ristrutturazione partitica della casta: si tratta infatti di un "cantiere politico" in corso d'opera da troppo tempo, paragonabile – per capirci – alla vergognosa Odissea della Salerno-Reggio Calabria. Rivotare per la casta "pro-Monti" equivarrebbe ad un vero e proprio disastro, ad un suididio economico e sociale senza remissione e precedenti.  

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)