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Tag: Adriano Celentano

  • Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

    Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

    Martedì, Ottobre 9th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo Ammazza Stati / Banche / Dittatuta Finanziaria / Tobin Tax / Fitoussì / Adriano Celentano / Gian Antonio Stella / Sergio Rizzo / La Casta / Fiscal Compact / Morgan stanley / Goldman Sachs / Giovanni Monti / Speculazione internazionale / Klaus Regling / Impero europeo / Spread / Rating / Jens Wiedmann / Bundesbank / Licenza bancaria / Schiavi dell'Eurozona 

    Ue – Via al Fondo Ammazza Stati:

    11° Comandamento, Servi il 

    Mercato Dio Tuo 

    Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico

    e la Dittatura Finanziaria: il punto di

    "Qui Europa" su MES, UE e BCE

    Verona: la delusione di Rock Economy e le

    superficiali osservazioni di Fitoussì sulla crisi

    Francoforte, Lussemburgo, Verona – Ieri, a Lussemburgo, in occasione dell'atteso Ecofin (Consiglio europeo dei 27 ministri finanziari dell'Ue) che si è tradotto in un nulla di fatto per la Tobin Tax (soprattutto per l'opposizione del ministro italiano Vittorio Grilli – e in maniera indiretta di Monti – alla tassa sulle transazioni finanziarie) l'Europa, in pompa magna, ha  accolto in passerella , con tanto di foto ricordo, l'entrata in funzione del dittatoriale e liberticida MES (Fondo "Salva Stati" – si fa per dire – Permanente) sul quale abbiamo fatto scorrere ideali "fiumi di inchiostro" (vedi allegati)  allertando gli Italiani ed i nostri non pochi lettori che ci seguono dal resto dell'Europa, come esso sia uno strumento altamente ingannevole e distruttivo per l'economia dei paesi membri Ue rientranti nell'Eurozona, e sul fatto che esso sia in realtà una forma di dittatura mascherata, a tutti gli effetti.

     MES-Media: Ignoranza o Mala Fede sul "Salva-Stati"? 

    Intanto, non troppo confortante è la situazione a Francoforte, malgrado gli ingiustificati toni trionfalistici usati impropriamente dai Tg nazionali di bandiera e dalla  stragrande maggioranza degli amici della carta stampata: cui redazioni evidentemente o non hanno studiato a dovere gli articoli dei nuovi trattati europei nascenti o – gioco forza – sono palesemente in mala fede. Ignoranza o mala fede? A voi la scelta, carissimi lettori!

     BCE – Draghi lascia ivariati i Tassi d'Interesse 

    Infatti nelle scorse ore, e stando alle nostre previsioni, la BCE di Mario Draghi ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse: manovra non concepibile, in un tempo di credit crunch e di imprese strozzate dalla mancanza forzosa di accesso al credito. Nella tradizionale conferenza stampa che segue i consigli del board BCE (cioè la riunione di "banchieri privati"che decide le sorti economiche e monetarie dell'Europa, surrogandosi ai rispettivi ministeri del Tesoro e Banche centrali degli stati nazionali, o di quel che ne resta) Draghi, ha ribadito che la Bce si adopererà nel comprare titoli annuali o triennali  dei Paesi con lo spread alle stelle (es.: BOT italiani e Bonos spagnoli) ma sulla base di un mezzo ricatto concertato con i "compari" di Bruxelles. O meglio di un ricatto bello e buono: gli stati non solo dovranno approvare il Fiscal Compact, il Patto di bilancio, per rafforzare la fiducia dell'onnipotente ed incontrastabile dio mercato; ma anche non permettersi assolutamente di sgarrare nei conti. Detto in soldoni gli europei con l'euro in tasca (ed in particolar modo Italiani, Greci, Spagnoli, Portoghesi ed Irlandesi)  dovranno continuare a pagar tasse folli ed a tapparsi la bocca per decenni.

     La Ricetta Ue di "Fallimonti" e l'ulteriore impennata del Debito Pubblico 

    Davvero un prospettiva rincuorante, non c'è che dire! Soprattutto considerando che dall'estate 2011 ad oggi il debito pubblico – con la ricetta di "FalliMonti": come lo ha giustamente ribattezzato Bobo Maroni – è aumentato di ben 100 miliardi di euro. E malgrado un livello di tassazione record vicina al 50-60% (70% se si considerano le inique accise statali da record del mondo) e senza il corrispettivo di servizi e welfare adeguato: vedi taglio di 7000 posti letto nella sanità, solo per fare un piccolissimo esempio! Da ciò si comprende e "giustifica" l'estrema contentezza di TG e giornali nel dare la provvidenziale notizia dell'entrata in vigore del Fondo "Ammazza Stati" Permanente, per l'appunto. Roba da pazzi! I cittadini degli Stati membri dell’eurogabbia dovranno quindi  prestarsi ad essere ancora cavie sacrificali del sistema, accollandosi la riduzione del debito pubblico creato all'80/90% dalla speculazione bancaria (attraverso l'emssione a debito della moneta: signoraggio bancario) ed al 10/20% dalla mala politica. Ma poco importa! Il prezzo lo dobbiamo pagare noi onesti cittadini! E i furbetti della finanza? Quelli no! La Tobin Tax resta un miraggio! Il preside della Bocconi ha deto no!

     11° Comandamento: Servi il Mercato dio Tuo! 

    Ma ci verrebbe da prendere il primo volo per Francoforte, recarci alla BCE e chiedere al caro Draghi: che vuol dire che tutto dipende dalla fiducia dei mercati? Che senso ha parlare di spread e "fondo anti spread" quando speculatori e multinazionali che controllano i consigli di amministrazione delle private e plurindagate agenzie di rating fanno a loro uso e consumo il bello ed il cattivo tempo, orientando rovinosamente e tenendo sotto scacco l'economia di un intero continente? Non ha davvero nessun senso, carissimo Draghi! Ancora oggi, d'altronde con lo spread "stabile" a quota 350 punti, malgrado gli indicatori economici degli stati registrino ciclopici sforzi in termini di austerity, quella a goderne resta pa speculazione internazionale, che si arricchisce con gli alti tassi d'interesse da usura alle spalle dei cittadini-schiavi. E ciò mentre gli ex uomini di Goldman Sachs e Moody's (tra i quali proprio Draghi e Monti: quest'ultimo addirittura "ex" membro/dipendente di entrambi le società) continuano a reggere il moccolo della speculazione e dei loro amici d'oltreoceano. Per non tacere sul figlio (di papà) del "professore", tale Giovanni Monti, pezzo grosso della "banca d'affari" Morgan Stanley. D'altra parte il noto detto sulla Goldman parla chiaro: "Chi è entrato in Goldman Sachs resta uomo Goldman Sachs a vita". E si vede! 

     Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico e la Dittatura Finanziaria 

    Ma quali sono i prossimi piani di questo folle disegno speculativo e di accentramento totalitaristico? Semplice: l'Unione bancaria e il definitivo smantellamento reale delle Bance Centrali (che sarà in tal modo irreversibile, condannando per sempre i cittadini a pagare a debito il proprio denaro); l'Unione di Bilancio (definitivo svuotamento del ruolo economico e politico-economico degli stati nazionali) e l'Unione Fiscale: possibilità reale di controllare da vicino le cavie da laboratotio (per non dire i sorci) dell'Eurogabbia. Il tutto sotto l'egida della BCE, del Consiglio europeo (nel quale abbondano i leaders  in odore di Trilateral, Bilderberg e Goldman) e della  Commissione europea dei tecnocrati non eletti mai in nessun Parlamento nazionale ed in nessun collegio. Tecnocrati semplicemente chiamati (eletti) per opera e virtù dello "spirito speculativo" del sacro dio mercato. Questo signori è il quadretto che ci aspetta, inaugurato proprio ieri tra foto ricordo e sorrisi a profusione di Grilli, Rehn e combricola bella.

     BCE – L'ultima commedia, nei migliori teatri di Francoforte 

    L'ultima commedia è poi stata inscenata – per aumentare il grado di realismo e magari per non far capire che il copione da seguire era stato già scritto altrove – a Francoforte, all'interno del suddetto board BCE: in esso il prode Draghi, mistificando completamente la realtà dei fatti, ha tenuto un simpatico siparietto con Jens Weidmann (boss della Bundesbank) che aveva votato "no" all’acquisto dei titoli triennali. Ma la verità e ben diversa e – malgrado tutto – senza la rottamazione dello scellerato "Sistema Target 2" (vedi approfondimenti in allegato) la Germania delle banche e dell'industria pesante (cioè Berlino) continuerà sempre a regnare (assieme a Bruxelles, Londra – quanto a speculazioni finanziarie sull'euro – e Francoforte) nel sacro impero europeo, anglo-germanico.

     Klaus Regling e il Regno del MES 

    Ma c'è un'altra fregatura a conclusione della storia: il tanto lodato MES o ESM (Fondo "Ammazza Stati" Permanente) posto sotto il controllo (guardacaso) di un tedesco (tale Klaus Regling) da ieri è entrato in azione e potrà acquistare i titoli degli stati che dovessero avere la sventura di chiederne l'intervento (una sorta di meccanismo Ue stile FMI e Banca Mondiale, per intenderci) attraverso la dotazione di fondi pubblici, sottratti già in partenza agli stessi stati: o meglio agli stessi cittadini. Non sarà la BCE a finanziare il MES (non esiste licenza bancaria) ma bensì gli schiavi ignoranti e creduloni dell'Eurozona.

     Verona – La Delusione di Rock Economy e le Superficiali osservazioni di Fitoussì 

    Questo, a condizione, che – ovviamente – qualcuno non si decida di smontare baracca e burattini, uscendo dall'Eurozona e da questa dittatoriale Ue. Auguri! Certo ci saremmo aspettati nella serata di ieri – nella cornice mozzafiato dell'Arena di Verona – ben altre considerazioni sulla dittatura finanziaria nata. Ben altre considerazioni in merito alla "Crisi" da parte del saggio Fitoussì e di Celentano, Rizzo e Stella, nell'"Arena" di Rock Economy: ma le omissioni su tali drammatiche realtà sono state davvero tante. Troppe! Ed anche per un estimatore, qual sono, del molleggiato: soltanto l'ombra del Celentano "guerriero" apparso a San Remo. Speriamo almeno possa rifarsi nella serata di stasera!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Sergio Basile – 

    Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona 

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova

    macelleria sociale

    Tagli per 13,5 miliardi per pagare gli interessi ai

    falchi della speculazione: una bomba ad orologeria

    destinata ad esplodere

    Quel buco in bilancio da "armamenti" che pesa come un

    macigno sulla coscienza dei potenti d'Europa

    Atene – Ennesima alba davvero triste per la patria di Platone e Socrate. Infatti nelle scorse ore è giunta ufficiale la notizia che Antonio Samaras – leader sostenuto dal centro-destra e dai socialisti – ha accettato i diktat della Troika (Ue, Bce, Fmi) e che di conseguenza si appresterà a completare l'avvio della macelleria sociale già inaugurata dall'uomo (guardacaso) della Trilateral Commission e di Goldman Sachs, Lucas Papademos, ad inizio 2012. I dati parlano da soli: tagli alla spesa pubblica per 13,5 miliardi (un'enormità, considerando anche che la popolazione greca è oggi un sesto di quella italiana); Inizialmente si era parlato di 11,5 miliardi, ma pare che i conti dei macellai non tornassero, e quindi giù con altri 1,5 miliardi di euro. Samaras darà l'ufficialità del nuovo "Pacchetto Salva-Grecia" (?) al presidente dell'Eurogruppo Jean Cloude Junker, oggi in visita ad Atene.

      Macelleria Atene: Ipotesi proroga al 2016  

    L'unica consolazione per i poveri Greci viene dalle parole del Ministro delle Finanze ellenico Stournaras, che ha parlato di una eventuale proroga nell'applicazione dei nuovi tagli, facendo slittare il tutto – con l'eventuale benestare dell'Ue e degli altri padroni dell'Europa – dal 2014 al 2016. Davvero una magrissima consolazione per giovani disoccupati e pensionati, oggi ridotti in stato di estrema povertà. Ma che razza di economia è mai questa, che non riesce (non vuole) a porre l'essere umano al centro dello sviluppo della società. Ma ormai si sà, la soglia della pazzia nell'Eurozona è stata ampliamente superata da un pezzo.

     La bomba è innescata 

    Viviamo in una società completamente disumanizzata ed impazzita. La vera scommessa è quella di comprendere chi sarà il primo dei nostri cari euro-potenti a rinsavire ed a mettersi una mano sulla coscienza. Per il momento, comunque, pare che la decisione di Samaras non abbia ancora suscitato alcuna sommossa o protesta nelle piazze, ma c'è chi giura che sia solo una questione di ore. Una bomba ad orologeria destinata ad una imminente deflagrazione.

      Interessi da speculazione e ….. 

    In tal drammatico contesto, a far riflettere sono – tra l'altro – le dichiarazioni di Norbert Barthle (autorevole membro del Cdu al Bundestag tedesco) che non ha escluso una revisione al ribasso degli interessi passivi di Atene sugli "aiuti" (per così dire) ricevuti. Sarà, ma questa operazione di usura legalizzata sulla pelle di milioni di famiglie, proprio non ci va giù. Ma sentite come ha commentato la notizia il liberale tedesco Christian Lindner: "l'ipotesi di una deroga non deve preoccupare nessuno. Non bisogna lasciare che tutto vada a rotoli per qualche giorno di ritardo". Certo, l'importante – sembra di capire – è tutelare i guadagni della speculazione!

     …buchi in bilancio da "armamenti imposti" 

    Come, d'altra parte, l'importante è aver continuato a perseverare diabilocamente nell'avallare la stipula di ottimi contratti miliardari tra i gerarchi dell'industria bellica tedesca e francese (inutili e costosissimi sottomarini, elicotteri e carri armati) e gli esponenti del governo ateniese, nel nome e per conto del "popolo sovrano". Per la cronaca, era il tempo del "mostro Merkozy". Risorse "rubate" ai cittadini greci ed alle speranze delle nuove generazioni, giusto l'anno scorso. Nel Bel Paese, l'unico ad accennare ad una plateale forma di protesta pubblica ed a cantarle ai tecnocrati – come ricorderete – fu Adriano Celentano a San Remo. Un cantante, per l'appunto! Adriano, snobbato dalla stampa nazional-popolare completamente asservita al potere, fu – come noto – duramente criticato e ammonito dalla stessa Rai. Ma capace comunque, con coraggio, di accendere i riflettori sul terribile scandalo delle risorse sottratte al bilancio pubblico greco – dal potentato franco-tedesco – per miliardi di euro. Risorse che oggi mancano clamorosamente all'appello. Poco importa! Tanto a saldare il conto ci penseranno sempre i soliti noti. Solo un altro piccolo, piccolissimo esempio, su come si eserciti oggi la Democrazia in questo inferno a cielo aperto chiamato Europa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes / patto di stabilità / Piigs / Six Pact / Sigman Gabriel / Euro / Imperialismo Usa / Noam Chomsky / Martin Luther King / Ronald Reagan / Reaganomics / Corriere della Sera / Il Sole 24Ore / Repubblica / Avvenire  / Adriano Celentano  / Sergio Basile / Silvia laporta / Onestà intellettuale / Disonestà intellettuale / Signoraggio bancario / Trattato di Lisbona / Caso Norvegia / Euro / Target 2 / Euribor / Project Bond / Repubblica debitocratica / Lotta di classe  / Stati canaglia / Siria  / Obama / Bush  / Six Pack  / Consiglio europeo  / Svizzera / Scudo fiscale  / Giorgio La Pira 

    Propaganda mediatica fasulla: in realtà

    non esiste alcuna ricetta della casta

    per salvare l’Italia

    Le ipocrisie del Corriere della Sera e le "scandalose"

    ricette di "Mister Sottile"

    Il grande boicottaggio: Giornali e Media italiani asserviti

    all'imperialismo Ue-Usa. Una fucina di bufale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Bruxelles, Berlino, Londra  – E’ possibile alleggerire la situazione del debito pubblico italiano? Come più volte  ribadito in dozzine di articoli dall'Osservatorio indipendente “Qui Europa”, la risposta è “no”.  Sempre (ovvio) stando alle ricette propinateci dall'attuale  sistema corrotto e fasullo che la casta parlamentare "appassionatamente unita" continua a mandare avanti e, tacitamente, a sostenere. Ciò, almeno,  fin quando resteremo inermi spettatori di questo triste, tristissimo spettacolo, senza neppure tentare di liberarci da questa pesante e rovinosa situazione. Una celebre frase di Martin Luther King recita cosi: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”. Parole sante!

     Una fucina di bufale                                                                                                     

    Di fronte a quello che oggi siamo costretti a leggere su molti giornali nazionali di primo piano, come il Corriere della Sera – tanto per citarne uno tra i più noti ed "autorevoli". Il primo di una lunghissima lista di giornali ormai a nostro modestissimo parere illegibili –  fa impressione notare come la manipolazione propagandistica sia ormai totalmente connaturata con il diritto all’informazione dei cittadini. Un diritto che in un paese normale dovrebbe essere garantito dalla trasparenza e dall’imparzialità degli stessi media, ma che troppo spesso, purtroppo, con un'imbarazzante normalità,  si trasforma nell’ennesima pantomima italica, facendo della sacra foce della verità una fasulla fucina di bufale. Assistiamo dunque ad una continua, martellante ed abberrante de-legittimazione della verità storica e scientifica dei fatti e degli eventi che lascia il nostro osservatorio letteralmente basito, giorno dopo giorno. Allora senza alcun pelo sulla lingua, e con piena cognizione di causa, denunciamo un livello di disinformazione che ci ricorda tanto gli anni della "celeberrima Reaganomics" statunitense, legata evidentemente solo al bisogno ed alla spasmodica sete di potere. Una lotta (impari) tra classi, per  dirla in soldoni! Non sembrerebbe esserci altra spiegazione plausibile. Ma entriamo nel merito dei fatti.

     Il Corsera e la Terza Via di "Mister Sottile"                                                          

    Sul Corsera di ieri, in particolare, è apparso un "articolo" nel quale il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, e l'ex "autorevolissimo" premier Giuliano Amato ("Mister Sottile", lo stesso – per intenderci – della privatizzazione della Banca d'Italia e del pluribenedetto prelievo forzoso e diretto dai c/c degli Italiani) proponevano una terza via d'uscita dalla "cosiddetta crisi". Una "Via liberista" che potrebbe dare in chiave di abbaddimento del debito – sempre a loro personalissimo dire,  e secondo lo stesso Corriere che ne sosteneva la tesi) – 150-200 miliardi entro il 2017 e altri 150 nel quinquennio successivo. Fatto che la dice lunga sul futuro segnato  e dipinto di nero delle nuove generazioni e di quelle nate tra gli anni Settanta e Ottanta, costrette – almeno a sentire i tracciati dei nostri "professori del debito" – ad imbarcarsi in una via crucis che durerà almeno 20 anni. Via dolorosa che però andrebbe evidentemente oltre i 20 anni, trasformandosi in una "amara normalità", visto che continuare con l'austerity montiana ed euro-tedesca per un periodo così lungo equivarrebbe a dire che gli ignari Italiani, per risanare il debito (per altro fatto dalle banche ed autorigenerante) dovrebbero volontariamente trasformarsi in docili schiavi a vita, cui unico diritto concesso sarebbe evidentemente quello di respirare. Neanche di bere! dubitiamo, infatti, che la battaglia per la privatizzazione dell'acqua pubblica sia stata definitivamente accantonata dagli attuali "padroni dell'Italia" e dell'Europa.

     il "Venerabile Mister Sottile": oltre la sfera dell'ipocrisia                                 

    Ma la musica per "Mister Sottile" non cambia nemmeno a distanza di 20 anni,dalle sue celeberrime performance e malgrado l'età. Sul piano politico il prode Amato  rivede la sua posizione di sostenitore dell’abbattimento del debito pubblico attraverso il ("solito") prelievo fiscale straordinario di 30mila euro che sarebbe posto a carico – pare – degli italiani abbienti. Le sei mosse "miracolistiche" di "Mister Sottile" sarebbero articolate, nello specifico, nel seguente schema riassuntivo: 1) Cessione di immobili (allegra svendita da Monopoli) per circa 72 miliardi di euro; 2) 30 miliardi verrebbero dalla capitalizzazione delle concessioni; 3) 40 miliardi dalle partecipazioni; 4) 15 miliardi verrebbero dall’imposizione agli enti previdenziali degli ordini professionali di un incremento forzato della quota dei loro investimenti in titoli di stato di lungo periodo (cioè attraverso la creazione di nuovi corposi debiti italiaci a tassi da usura); 5) 16 / 17 miliardi potrebbero provenire dalla tassazione dei capitali clandestinamente costituiti dagli Italiani in Svizzera (con la buona pace degli "eletti" graziati dallo "Scudo Fiscale"); 6) 5 miliardi da incentivi e disincentivi fiscali. Insomma provvedimenti e passi inutili (intellettualmente disonesti) ma soprattutto poco chiari e nel peggiore dei casi addirittura nocivi. Perchè gettare nel calderone della speculazione altri pezzi d'Italia? Perchè continuare con il ricorso "morboso" e dissennato all'arma impropria dei titoli di stato senza prima bloccare lo spread delegittimando le indagate e fraudolente agenzie di rating che ne condizionano impunemente il livello, malgrado le accuse levate loro dalle procure di mezzo mondo?

     Ogni politico italiano…                                                                                                

    Ogni politico italiano degno di tal attributo conosce (o dovrebbe farlo) la situazione; conosce (o dovrebbe conoscere: a pena di immediate dimissioni) la verità del "debito" che si autoalimenta artificiosamente (vedi abominevole art. 123 del Trattato di Lisbona)  ma continua indisturbato a bearsi e a pascersi nella propria malcelata ipocrisia. Certo, potremmo discutere sulla validità di alcuni fra questi 6 step, proposti a Mario Monti da Amato e Bassanini; a limite potremmo decidere di sposarne giusto un paio di essi – anche se ancora aleatori e poco chiari – ma alla fine della nostra analisi, non possiamo che considerarli delle vere e proprie bazzecole (pericolose, demagogiche e distruttive bazzecole) rispetto alla gravità ed ai reali contorni del problema.

     Giuliano Amato: un nome, una garanzia                                                             

    E paradossalmente il nodo del problema passa proprio per la persona di Amato. Infatti ci chiediamo con sconcerto: ma come si fa a salire in cattedra – sullo scranno di quello che dovrebbe essere il più "autorevole" quotidiano nazionale – e proporre regole di tal tenore quando si è stati uno dei principali artefici del furto della sovranità monetaria ai danni del popolo italiano? Come si può sostenere la tesi indiretta della legittimità e dell'onorabilità del debito pubblico quando si sà che gran parte di esso è palesemente illegale e che per anni lo stesso Mario Monti è stato l'occulto suggeritore (in veste di consulente finanziario) dei governi succedutisi nell'ultimo trentennio, sdoganando e facendo esplodere l'arma del collocamento selvaggio dei titoli di stato? Come tassare i capitali clandestinamente costituiti in Svizzera quando si lascia marcire la ferita ancora aperta dello scandalo dei capitali scudati? Ma come, soprattutto, si può pretendere di parlare agli Italiani di tagli e cessioni di immobili (ai falchi della speculazione pronti a banchettare sull'italica carcassa: vedi ad esempio gli amici della Goldman) quando si percepisce – caro Amato – oltre 31 mila euro di pensione al mese come fa lei? Ma questo evidentemente sembra essere sfuggito agli attenti giornalisti del Corriere della Sera, che continuano a prestarsi, a turno, a questi folli giochini al massacro sulla pelle degli Italiani, dimostrando un livello di onestà intellettuale pari a zero, con un andamento asintotico che si proietta drammaticamente nel baratro del "meno infinito".

      Un'altra razza di esseri umani                                                                                 

    Almeno la decenza di eclissarsi definitivamente, o decidere – in un atto "eroico" di lapiriana memoria – di rinunciare pubblicamente a questi vergognosi privilegi da feudatario! D'altra parte c'è chi – come il Buon padre costituente, e verace cattolico, Giorgio La Pira – rinunciava addirittura al suo stipendio da sindaco (di Firenze) in favore dei poveri e dei bisognosi. Ma si trattava – sempre a nostro modestissimo parere – di altri tempi, e – per fare il verso al nostro amico Celentano – di "un'altra razza di esseri umani".

      Un'altra razza di giornalisti                                                                                       

     Ma perchè il Corsera, dall'alto della sua autorevolezza, non propone agli Italiani una seria e sacrosanta riflessione "aperta" sulla modifica del Trattato di Lisbona, sulla neutralizzazione del signoraggio bancario o l'accantonamento della fregatura debitocratica chiamata MES? Perchè continuare ad indebitarci e schiavizzarci per altri, infiniti, anni con inutili e recessive  misure di austerity  spacciandole per panacee; perchè appoggiare l'annientamento dello stato sociale e del deficit spending statale dando, d'altra parte, mano libera alla speculazione privata con gli eurobond ed i project bond? Perchè osteggiare il rilancio dei consumi delle classi medio-basse che rappresentano storicamente il vero, autentico ed unico volano della crescita? Un’ altra buona proposta di discussione potrebbe riguardare anche gli innumerevoli vantaggi dei quali noi Italiani potremmo beneficiare abbandonando l’Eurozona ed i suoi accidenti  (sistema Target 2, spread, Tasso Euribor, sudditanza tedesca, ecc..), nonché delegittimare definitivamente le agenzie di rating. Ma purtroppo pochi giornalisti e "professori" hanno il coraggio di proporre qualcosa che potrebbe giovare al Paese e non al proprio tornaconto personale. Mai una parola del Corsera (come d'altronde di altri autorevolissimi giornali: Il Sole 24ore, Repubblica (del debito), Avvenire (delle banche), Tempo (dei banchieri), ecc…)  sugli effetti straordinari, in chiave di abbattimento del debito pubblico, che avrebbe l'economia del Paese con la rinazionalizzazione della Banca d'Italia per ritornare ad emettere denaro non a debito.  Evitando, in tal modo, di lasciare ai banchieri privati qualcosa come 6 cent  per ogni euro immesso nel sistema dalla Bce. Vedi l'esemplare caso della Norvegia: paese ancorato saldamente alla corona norvegese, ad una solida Banca Centrale nazionale e ad un sistema previdenziale in attivo e tra i più efficienti ed attivi d'Europa. In genere si dice che l'erba del vicino sia sempre più verde! Ma questo – in deroga al saggio proverbio – non sembra essere il caso dei miopi sedicenti giornalisti italiani.

     L'eco del disagio oltremanica e l'eco d'oltreoceano                                          

    Ma l’eco del disagio si sente ormai in tutta Europa. In Inghilterra – e addirittura pur in assenza della zavorra euro – c’è chi pensa a un referendum sulla permanenza nell’Unione europea. Concultazioni che, se si tenessero oggi, sarebbero sicuramente distruttive per le mire imperialistiche dei sostenitori dell'eurogabbia e degli Stati Uniti d’Europa: immagine speculare dell'imperialismo USA più becero ed asfissiante. Un continente di buoni e cattivi, dove i cattivi sarebbero in eterno i Piigs: sventurati stati che ci ricordano molto, quanto a trattamento, i metodi utilizzati (e ben delineati dal un'illustre e limpida mente come quella di Noam Chomsky  in "I rischi del dominio globale americano" ) dinnanzi alla colossale bufala  dell'esportazione della democrazia nei famosi "Stati Canaglia", confezionata ad arte dai media occidentali dietro l'attenta regia della Cia e di uomini del calibro di George Bush, Donald Rumsfeld e  Paul Wolfowitz. Ma anche da Obama ed alleati in Paesi sovrani come la Siria: la regina mediorientale del gas, per capirci! Ma, tornando all'Europa, volete un esempio concreto di ciò: eccovi serviti!

     Le nuove regole imperiali del Patto di "Destabilizzazione e Decrescita     

    I nuovi regolamenti che disciplinano il Patto di Stabilità e Crescita, il Six Pack, introducono (stranamente) il sistema di voto della maggioranza qualificata inversa nel Consiglio europeo. Ciò vuol dire che, ai fini delle sanzioni da imporre a un singolo stato in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità, la proposta della Commissione viene automaticamente adottata: a meno che nel Consiglio non si formi una maggioranza qualificata di Stati contrari (avete capito bene! Stati contrari) a tale proposta. Si inverte, praticamente, l’onere di trovare una maggioranza qualificata per decidere sulle sanzioni. Con quale criterio, cari giornalisti e cari lettori, si può trovare una legittimità democratica a tutto questo? Davvero con nessuno, caro Corriere!

      Stalinismo pratico e Colpi di Coda del Reich                                                      

    Ma evidentemente la guerra è aperta! E lo prova il fatto che  a Berlino, il presidente della Spd, Sigmar Gabriel, nelle scorse ore ha proposto di cambiare la Costituzione della Repubblica Federale, seguita da un referendum popolare per legittimare quei mutamenti necessari al fine di contribuire alla definitiva costruzione di questo aberrante modello di Unione europea made in Usa. Qual'è stata la giustificazione ufficiale formita dal "Reich"? Udite, udite: cambiare il trattato fondamentale dello stato, al fine di uscire dalla crisi dell’Euro, evitando problemi di controllo esterno sui singoli bilanci nazionali. Bella scorciatoia! Complimenti! e bella scusa, onorevole Gabriel! Ma la bizzarra iniziativa, fortunatamente, ha trovato l'opposizione di una cospicua fetta di opinione pubblica tedesca. Per fortuna (e paradossalmente proprio in Germania) qualche "cervello pensante e libero" si rende conto del disegno politico palesemente dittatoriale, che porterà i paesi più virtuosi ad avere il dominio totale su quelli più deboli. Evidentemente, tra un bagno e l'altro, faremmo bene anche noi ad iniziare ad interrogarci profondamente ed a preoccuparci, siccome purtroppo (e, consentiteci, fortunatamente!) non apparteniamo all’élite dei virtuosi! Buona Estate a tutti, Piigs compresi, ed anche al nostro carissimo e simpatico amico Giuliano Amato. "Ad Maiora semper"!

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

  • Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Vergognoso – Ok della casta a riforma dell’articolo 18 – Ipocrisie e profezie in onda su Rai Uno

    Venerdì, Giugno 1st  / 2012 

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Italia / Articolo 18 / lavoro / Mario Monti/ Governo / tecnico / fiducia /votazione / Elsa Fornero/ Parlamento Italiano / Senato /  Anna Finocchiaro / Tradimento dei lavoratori italiani da parte della casta / Raffaele Bonanni / Susanna Camusso / Commissione Ue / Antonio Di Pietro / Adriano Celentano / Bruno Vespa / Dittatura / Nazismo Bianco / Angela Merkel / Nicolà Sarkozy / Industria bellica / Ingerenze sul governo greco / Vera Montanari / Marco Tarquinio / Porta a Porta / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa  

    Vergognoso – Passa la Riforma dell’articolo 18:

    le ipocrisie di Monti e del Parlamento Italiano

    Parlamento – Anna Finocchiaro suona la trombra

    alla casta partitica vicina ai banchieri

    Rai Uno – Fornero-Tarquinio-Vespa-Montanari: spettacolo

    imbarazzante a "Porta a Porta" sull'articolo 18

    La Profezia di Adriano – Sanremo:

    Celentano aveva ragione!

    Porta a Porta – Imbarazzante spettacolo sull’Articolo 18 in onda su Rai Uno

    Roma – E’ così impellente il bisogno del governo tecnico di martellare sui diritti degli Italiani, che per accelerare l’approvazione del Senato del disegno di legge sulla riforma del lavoro, lo ha diviso in 4 maxi emendamenti (flessibilità in entrata, in uscita, ammortizzatori sociali,formazione) e per ciascuno di essi ha chiesto la fiducia. Le prime due votazioni sono già avvenute. Rispettivamente la prima, è passata con 247 sì e 33 no e ha dato via libera alla rimodulazione, o forse è meglio dire allo scempio, dell’articolo 18. La seconda votazione è quasi identica alla prima, 246 sì e 34 no. Le votazioni per le altre due fiducie si sono svolte ieri mattina. La prima votazione è stata interrotta per un lancio di volantini con su scritto “Giù le mani dall’articolo 18! No alla controriforma del governo o e della Bce”. Nel frattempo però , sembra che al Parlamento tutti si siano messi d’accordo, per trovare un gentil modo di parafrasare la bella fregatura che ci stanno propinando.

     Porta a Porta – Articolo 18: L'imbarazzante spettacolo su Rai Uno 

    A partire dall’illustre ministro del Lavoro, Elsa Fornero: improponibile ieri sera dallo splendente salotto di Bruno Vespa, in un festival di imbeccate ipocrite dei vari ospiti (su tutti il direttore di "Grazia", Vera Montanari (prontissima a lodare l'equità e le "conquiste epocali" di Fornero & Co, e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio:  già giustamente e duramente attaccato nei mesi scorsi per la sua politica "accomodante" e "pro-casta" da uno "scomodissimo" quanto criticatissimo Adriano Celentano – dal palcoscenico di Sanremo. 

     Sanremo – Le profezie di Adriano Celentano sull'euro-dittatura 

    Un agguerrito Celentano che denunciava tra l'altro la perdita di sovranità dello stato italiano, a vantaggio dell'Ue e della tecnocrazia dominante; il gravissimo stralcio da Parte della Consulta delle firme pro-referendum raccolte dagli Italiani, in merito alla riforma elettorale; nonché – con grande ed ammirevole coraggio – tra l'altro, la dittatura imposta da Merkel e Sarkozy ai danni dei poveri Greci, costretti ad accettare in tempo di "crisi", aiuti iniqui da parte del Fmi, a tassi d'interesse altissimi, in cambio dell'acquisto di armamenti (carri armati, sottomarini, elicotteri, ecc..) forniti dalle industrie belliche francesi e tedesche (Vedi articolo pubblicato in "Qui Europa" lo scorso 10 Maggio  https://www.quieuropa.it/2012/05/la-grecia-la-merkel-e-lera-del-nazismo-bianco/ ). Un Adriano Celentano, che lamentava, giustamente, la reale e grave cessione di sovranità dei governanti nazionali verso l'élite dei tecnocrati europei – come detto – nonché la totale assenza di critica verso questo che molti osservatori internazionali hanno definito "nazismo bianco" da parte dei principali media ed organi di stampa, tra i quali lo stesso Avvenire: giornale che in realtà dovrebbe rappresentare posizioni cattoliche, terze e vicine ai diseredati, ma che in realtà non fa che compiacere ed avallare le scelte di questo disastroso e "pericoloso" governo Monti. 

     Elsa Fornero, Anna Finocchiaro e Raffaele Bonanni:

      Su Rai Uno il Gran finale del Festival Nazionale delle ipocrisie  

    Già, proprio lei, Elsa Fornero, che nelle scorse ore ha dichiarato: “Ci serve la riforma, non perché ce la chiedono i mercati, ma per riprendere un percorso di crescita da troppo tempo abbandonato”. Un po’ meno ridicolo, (solo nella forma ma non nei contenuti), il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: “Non è una riforma epocale, ma un buon compromesso riformista”. Il segratario della Cisl , Raffaele Bonanni: “è meglio accontentarsi di un compromesso, perché non c’è mai fine al peggio”Ma in questa gara per l’affermazione più ridicola, la Fornero sbaraglia tutti: “L’articolo 18 cambierà e il posto di lavoro a tempo indeterminato non sarà più per sempre. Con la riforma, in futuro il contratto tipico sarà il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A vita? Dipende: attraverso una modifica equilibrata dell’articolo 18 non blindiamo più quel lavoratore a quel posto di lavoro (???) , non è più suo per sempre, ci può essere un distacco (???) ". Si che non tutti gli Italiani sono così svegli da rendersi conto dei provvedimenti inutili del governo dei banchieri ma cercare di millantare la grandezza di questo disegno di legge, ponendo come un “vantaggio” quello di non avere più il diritto di un posto indeterminato, sembra davvero troppo! Per lo meno tra i sindacati qualcuno sembra opporsi.

      Susanna Camusso boccia la "tragica" Riforma  

    Il segretario della Cigl, Susanna Camusso, ha bocciato la riforma, avvertendo che saranno fatte pressioni alla Camera per modificarla. Tuttavia, anche le successive votazioni di ieri hanno confermato il triste atteggiamento della casta parlamentare (Pd, Pdl, Udc) omologando il precedente risultato, seppur due senatori del Pdl, Marcello Pera e l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, hanno deciso di non votare, riservandosi di spiegare alla Camera i motivi della loro scelta.

     Tecnocrazia al lavoro – Le pressioni della Commissione Barroso 

    Anche la Commissione Ue, si dà un gran da fare per promuovere la fiducia il più presto possibile: “Il testo è sufficientemente ambizioso per fronteggiare le rigidità della legislazione sul lavoro, ma l’efficacia dipenderà anche da come i magistrati interpreteranno le nuove regole”. Cosi si pronuncia Bruxelles.

     Caro Monti, le bugie sulla crisi hanno le gambe corte 

    antonio Di Pietro attacca duramente il governo durante le dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sul "Decreto Semplificazioni".: “Mentre il presidente Monti dice le bugie sulla crisi che sarebbe finita ci sono persone che si suicidano. Il presidente Monti ha sulla coscienza quelle persone che si suicidano", ha detto il leader dell'Idv. "I problemi del paese non si risolvono con l’articolo 18 ma con una nuova legge elettorale che cambi questa platea che indegnamente compone il nostro Parlamento". "Siete sobri, per carità – ha aggiunto -. Ma sobriamente state rovinando l’Italia perché fate delle scelte ingiuste, ingiustificate per il Paese. Siete come il chirurgo che esce dalla sala operatoria e dice ai familiari: ‘operazione perfettamente riuscita, il paziente è morto’". Per quanto riguarda le garanzie agli esodati, il governo garantisce solo a 65mila lavoratori. Il presidente della Commissione Moffa, ha incontrato Susanna Camusso e Raffaele Bonani  e con loro ha concordato  “di aprire un tavolo di discussione per trovare una soluzione complessiva a un problema di iniquità”. Prima la casta partitica va a casa meglio è per noi comuni mortali: forse potremo ancora risorgere dalle macerie di questo terremoto, spacciato agli Italiani per "miracolo".

     Un piccolissimo consiglio 

    Un consiglio, spegnete la TV e se proprio non sapete cosa leggere (vista la "fantasiosa imparzialità" della stragrande maggioranza dei giornali vicine alle banche) …. leggete "Qui Europa". Non dipendiamo da nessuno! Da nessuna loggia massonica, da nessuna lobby e da nessuna casta partitica! Siamo solo giovani interessati al nostro futuro, ed al futuro di tutti gli italiani. Amen 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Giovedì, Maggio 10th / 2012

    – di Sergio Basile e Franco De Domenico – 

    Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita di diritti / G20 / Trilateral Commission / Alexis de Tocqueville / La Democrazia in America  / You Tube  / Qui Europa / Adriano Celentano / Wall Street Journal  

    Con l'euro e le armi, la Germania ingrassa

    Il plusvalore tedesco viene dalla moneta unica

    Bene anche l'industria bellica: ai danni della Grecia

    E' l'era del "Nazismo Bianco" o dello "Stalinismo Rosso"?

    Berlino – Lo sapevate che l’aeroporto di Atene sarà per 100 anni di “proprietà” tedesca e che la Germania non pagherà un euro di Iva alla popolazione ellenica? Questa è solo una delle molteplici tristi storie che “Qui Europa” vuole raccontare ai suoi lettori, al fine di creare consapevolezza sulla reale sorte della Democrazia in Europa. Roba che farebbe rivoltare nella tomba lo stesso Alexis de Tocqueville, mitico autore de “La Democrazia in America”. Ma non è finita!Una nuova leggenda metropolitana, diffusa nell'era Monti – ribadita con spudorato coraggio nelle scorse ore dal professore, e rimpallata da firenze a Bruxelles, e da Bruxelles a Berlino – è quella che la Germania ci imporrebbe vincoli, tasse e pareggio del bilancio per farci del bene, e lei stessa non ci guadagnerebbe nulla, ma anzi, ci rimetterebbe. Non è proprio così, e lo dice in un'intervista disponibile su YouTube uno dei padri stessi dell'euro, Romano Prodi. Ci informa, l'ex premier italiano che, ricordiamo con nostro impegno e sacrificio di tutti, ci traghettò nella – ormai possiamo dirlo, perlomeno controversa e criticata, per non dire "fallimentare" e "scellerata" –  moneta unica. Dati alla mano, dunque, ci si accorge che la ricca ed organizzata Germania, udite udite, ha accumulato – da quando l'euro stesso esiste – ben 200 miliardi di surplus.  Mentre l'economia tedesca, prima dell'euro, non riusciva a creare surplus, quindi non era in credito. Dobbiamo noi ringraziare i potenti creditori tedeschi, ormai banchieri d'Europa, o devono loro ringraziare noi, per i lauti guadagni che stanno incamerando? La risposta la lasciamo a voi, ed ai poveri pensionati o disoccupati greci! 

       Grecia: da "patria del diritto" a "terra senza diritti"   

    D’altra parte, a prova di ciò, non dobbiamo dimenticare che la Troika (Bce-Fmi-Ue) in perfetta linea con la "strategia Merkel" sta riducendo la Grecia – come arcinoto letteralmente alla fame, con misure mai viste a memoria d’uomo. Per contro – ed i giornali italiani in questo sembrano essere colpiti da una strana amnesia – abbiamo l’obbligo morale, nonché il dovere civile e cristiano,  di ricordare che entro la fine del 2012 la povera e disperata Grecia, spenderà – come ci racconta il Corsera in un articolo dello scorso 13 febbraio – 7 miliardi di euro (il 3% del suo già risicatissimo Pil) in armi (carri armati, sottomarini, navi da guerra e caccia) gentilmente fornite dalle industrie  tedesche e francesi: prezzo da pagare alla caritatevole e prodigale Angela Merkel ed allo stesso governo francese, per avere in cambio degli "aiuti" inutili e costosissimi.

      Nazismo Bianco o Stalinismo Rosso? 

    Molti osservatori internazionali hanno ribattezzato questo status quo, con il termine di “nazismo bianco”, altri di "Stalinismo Rosso". In effetti, tali barbare ingerenze liberticide di Berlino (e Parigi) su Atene sono state denunciate in tempi non sospetti dalla stessa allibita e sconcertata stampa tedesca, la quale ha puntato il dito sullo smisurato cinismo della Merkel: capace di imporre sacrifici ai cittadini ellenici, favorendo nel contempo l'industria bellica della Germania. Roba che Freddy Krueger al pari è un dilettante! Come ci ricorda Adriano Celentano in uno dei suoi pezzi più belli dell’ultimo album: “Quando ero giovane ho visto altri mondi. Un’altra razza di esseri umani!”. Come dargli torto? In pratica 11 milioni di persone ridotte in schiavitù dall’avvento di organismi parassitari esterni e dall'asse franco-tedesco, le cui banche – ricordiamolo – hanno in portafoglio rispettivamente 47,9 e 18,6 miliardi di dollari di titoli del debito greco. C’è di nuovo che gli esiti delle elezioni europee ed il voto ellenico hanno rispostato il baricentro della questione verso le ansiose istanze democratiche del popolo. Ma di fatto oggi la Grecia è un Paese commissariato dall'Europa: metodo molto simile a quello utilizzato da Stalin nell'Unione Sovietica.

      Nulla di nuovo sotto il sole di Atene  

    Inoltre, andando a spulciare nelle pagine più curiose della recente storia di Grecia e Germania, ci si accorge che fino al 2009 – cioè sino alla fine del mandato del governo Karamanlis (centrodestra) – l’industria bellica tedesca è stata una dei principali motori del Pil germanico. L’industria bellica ha infatti guadagnato miliardi di euro: anche grazie alla dismissione e successiva vendita di armamenti obsoleti. Davvero Nobile! Nel 2008 la Grecia si posizionò al quinto posto – dato facilmente riscontrabile del sito ufficiale della difesa ellenica, o comunque sul web – nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Molto scalpore, in merito, fecero i 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp, che Karamanlis chiese alla Germania quale sorta di ultimo riconoscente regalo. Operazione, poi, comunque bloccata dal governo Papandreou. Ciò, almeno, fino alla scorsa estate, quando il Wall Street Journal pubblicava – tra lo sconcerto generale – la notizia che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy avevano preteso l'acquisto degli armamenti (e non solo i sottomarini: poi ridotti a due, ed acquistati  al modico prezzo di 1,3 miliardi di euro) quale condizione per approvare il piano di “salvataggio” (o sarebbe meglio dire, di affossamento definitivo) della Grecia. Diabolico! Come diabolico è stato il “consiglio di acquisto” dell’ex Re dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy, che convinse il primo ministro greco – per amor di patria – ad acquistare 6 fregate, 15 elicotteri e svariate motovedette, per l’altrettanto irrisorio prezzo di 4,400 miliardi di euro. Ciò in attesa della rapida liquidazione del fastidioso politico, poi – come noto – sostituito da un membro della Trilateral – ed ex Bce – quale Lucas Papademos. Fantastico! Così va la geopolitica in questo pazzo e miserabile mondo delle lobby e senza Dio. Così accade che, mentre milioni di uomini muoiono agni anno di fame e stenti, nel mondo del “disarmo nucleare” e del “G20”, le spese militari crescono come per magia a ritmi assurdi. 1800 miliardi di dollari solo nel 2011: il 50% in più rispetto a dieci anni prima. Ma è davvero questa l’Europa che vogliamo?

    Sergio Basile, Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)