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  • Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Giovedì,  Giugno 13rd/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –

        Strasburgo, 13 Giugno 2013 – Comunicato di M. Borghezio

       e Interrogazione alla Commissione Europea

    Interrogazione alla Commissione europea, Unione europea, Mario Borghezio, Strasburgo, Agricoltura, Turchia, Erdogan, Siria, Iran, Iraq, Finanziarizzazione dell'Economia, Speculazioni sul mercato delle derrate agricole, Capitali fittizi, Nuovo Ordine Mondiale, Primavere Arabe, Nuovo Ordine Mondiale, Geopolitica, Deregulation 

    Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e

    Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Un sistema ideato per Accentrare ancor di più: la

    finanziarizzazione del mercato delle derrate

    – L'Interrogazione alla Commissione Europea

    L'Analisi e i Dubbi della redazione di Qui Europa

    sull'involuzione e la possibile strumentalizzazione

    delle legittime proteste del popolo turco in chiave di

    Nuovo Ordine Mondiale. Come mai questo improvviso

    voltagabbana dell'élite atlantista verso Erdogan?

    Ci sarà anche stavolta l'intervento strumentale di Otpor?

     

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Interrogazione alla Commisione Europea

    Regime Ue - Derrate Agricole e Geopolitica, altre Strategie per l'Accentramento totale - Interrogazione di Borghezio

      Turchia-UE – L'Implementazione del Sistema Erdogan in Europa          

    Strasburgo, Ankara – La crisi del regime di Erdogan non rappresenta solo il probabile epilogo di uno tanti satrapi del mondo arabo-musulmano: è la fine di un sistema, quello di un partito-Stato caratterizzato dall’occupazione totalitaria del potere, dalla corruzione diffusa, dall’asservimento delle più importanti reti di comunicazione e dalla sistematica violazione delle libertà, a cominciare da quella di manifestare. Per non parlare dell’elemento più caratterizzante e pericoloso di questo regime e cioè l’utilizzazione dei simboli religiosi islamici a fini politiciE questa Turchia, oggi fortemente contestata dai giovani che si battono nel parco di Gezi, è esattamente quella che gli imbecilli che comandano oggi nell’UE, volevano, irresponsabilmente, portare all’interno dell’Europa. Per ottenere, fra l’altro, un bel risultato geopolitico, quello di farci confinare direttamente con Siria, Iran e Iraq… Ma in queste ore oltre alle strategie geopolitiche per l'accentramento un occhio particolare va gettato su quello che accade sul mercato dei prodotti agricoli. Evidentemente è tutto correlato. Vediamo! 

     Osservazione della Redazione di Qui Europa al Comunicato di Borghezio 

    Osservazione: come mai  tale preoccupazione sulla situazione turca (espressa nelle ultime ore anche attraverso una risoluzione votata dall'Europarlamento a Strasburgo) non è stata espressa per la situazione greca e per ciò che accade in Italia e nei restanti Paesi Ue dell'Eurozona dall'élite europea? Ci viene un dubbio: Erdogan è stato forse mollato dall'élite mondialista e dai suoi "fedeli partner" che finora ha affinacato portato avanti i crimini in Siria? Si tratta di una rivoluzione nazionale autentica, oppure qualcuno sta cercando di strumentalizzare le proteste legittime dei Turchi contro l'imperialismo di Erdogan ed il suo appoggio alla NATO per portare acqua al "suo mulino", in chiave di New World Order? Come mai d'improvviso l'élite filo-NATO di Bruxelles sembra scaricare Erdogan, l'atlantista Erdogan? Ci sarà anche stavolta l'involuzione dello zampino mondialista di Otpor e di george Soros? Mah! Vedremo!

      Dalla geopolitica all'Agricoltura – Speculazioni e strategie d'accentramento          

    Nelle scorse ore sono intervenuto sul tema delle speculazioni sui prodotti agricoli con un’interrogazione nella quale ho fatto osservare che “la banca tedesca DZ Bank, quarta per volume d'affari in Germania, ha annunciato che non offrirà più prodotti finanziari legati alla speculazione sulle derrate alimentari. Lars Hille, presidente dell'istituto, domanda inoltre che i mercati delle materie prime agricole siano regolamentati in modo più severo. Quanto emerso con chiarezza in un recente rapporto di Oxfam France, ovvero che la finanza basata sui mercati delle commodities agricole specula in realtà sulla fame dei ceti meno abbienti ha fatto sì che i primi gruppi bancari europei abbiano iniziato a ritirarsi da questo tipo di speculazioni".

    Regime Ue - Derrate Agricole e Geopolitica, altre Strategie per l'Accentramento totale - Interrogazione di Borghezio

     Deregulation, Geopolitica, Agricoltura e Finanza                                            

    Come noto – anche se probabilmente a pochi – alcuni strumenti finanziari in agricoltura avevano, in origine, un significato non meramente speculativo come i cosiddetti “futures”, che potevano di fatto assicurare i diversi operatori (agricoltori da un lato, mangimisti, molini, industrie dall’altro) rispetto ai rischi di sbalzi dei listini al di sopra o al di sotto di determinate soglie. Ma la completa de-regolamentazione ha favorito la proliferazione di strumenti complessi, sempre più lontani dal mercato reale e difficili da verificare (quanto a funzionamento e garanzie).

      Un Crimine – La Finanziarizzazione dell'Economia e le Derrate              

    Infatti negli ultimi dieci anni si è innescato un pericoloso sistema di scommesse sull’andamento dei listini delle derrate agricole di base. Questa crescita esponenziale del mercato finanziario non corrisponde però alla realtà degli scambi il cui incremento è per lo più lineare essendo collegato all’andamento demografico e dei consumi nei paesi emergenti: su un bushel di grano (unità di misura) gravitano capitali fittizi sino a 80 volte il suo prezzo, e basta una pur modesta diminuzione dei raccolti, a causa di alluvioni o siccità o incendi, per fare volare i prezzi delle materie prime. Alla Commissione Europea nelle scorse ore tramite interrogazione ho chiesto: ”la Commissione ha intenzione di proporre la regolamentazione degli strumenti finanziari sulle derrate alimentari? La Commissione, alla luce delle recenti scelte di BNP Paribas, Crédit Agricole, Landesbank Berlin, Landesbank Baden-Württemberg e Commerzbank e Österreichische Volksbanken di abbandonare le speculazioni  di fondi d’investimento basati sulle commodities agricole, non intende rendere tali fondi illegali nell'Unione europea?”. (D'altra parte – aggiungiamo come redazione di "Qui Europa" – l'accentramento del Nuovo Ordine Mondiale, passa anche e soprattutto tramite la speculazione agricola e la finanziarizzazione dell'economia. Non solo attraverso False Primavere Arabe, Debiti fittizi, Signoraggio Bancario e bombe!)

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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     Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                                                        

     Disordini in Turchia – Comunicato – Lavori dell'Europarlamento – Strasburgo                  

    Strasburgo – Intanto nelle scorse ore da Strasburgo i deputati europei hanno preso posizione verso i disordini della cosiddetta "Rivoluzione Turca". Ecco il testo prodotto: "I deputati hanno espresso preoccupazione per l'uso sproporzionato ed eccessivo della forza da parte della polizia turca in reazione alle proteste pacifiche e legittime al Gezi Park di Istanbul. In una risoluzione votata giovedì, il Parlamento mette in guardia contro l'uso di misure severe contro i manifestanti pacifici e chiede al primo ministro Recep Tayyip Erdogan di adottare " una posizione unificante e conciliante". I deputati chiedono che i responsabili delle azioni violente della polizia siano assicurati alla giustizia, i manifestanti pacifici arrestati rilasciati immediatamente e le vittime risarcite. Pur accogliendo con favore la risposta moderata alle proteste del presidente Abdullah Gül e le scuse del vice primo ministro Bulent Arinc, i deputati criticano la mancanza di volontà del governo turco e del premier Erdogan di compiere passi verso la riconciliazione, di scusarsi e di comprendere le ragioni di una parte della popolazione turca. Per i deputati, i manifestanti sono sempre più preoccupati che le voci della loro minoranza non siano rappresentate nel paese e una parte della popolazione turca si dice insoddisfatta della recente regolamentazione dello stile di vita. Pertanto ricordano che in una democrazia pluralista e inclusiva la maggioranza ha la responsabilità di includere l'opposizione e la società civile nel processo decisionale. L'organizzazione di manifestazioni legittime e pacifiche dimostra la vitalità della società civile turca, ma la Turchia, si legge nel testo approvato, deve migliorare ulteriormente le sue istituzioni democratiche, lo Stato di diritto e il rispetto delle libertà fondamentali. I deputati sono anche preoccupati per il deterioramento della libertà di stampa e per gli atti di censura e autocensura nei media turchi. I media turchi principali non hanno dato risalto alle manifestazioni e le autorità hanno arrestato utenti di Twitter. Garantire libertà d'espressione e dei media – Il Parlamento sottolinea, citando l'alto numero di giornalisti in carcere e sotto processo, l'importanza di una stampa indipendente in una società democratica e il ruolo della magistratura nel garantire la libertà di stampa". 

     Osservazione della Redazione di Qui Europa                                                               

    Osservazione: come mai  tale preoccupazione non è stata espressa per la situazione greca e per ciò che accade in Italia e nei restanti Paesi Ue dell'Eurozona? Ci viene un dubbio: Erdogan è stato forse mollato dall'élite mondialista e dai suoi "fedeli partner" che finora ha affinacato portato avanti i crimini in Siria?

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  • Rivoluzione Turca – Ecco cosa c’è dietro

    Rivoluzione Turca – Ecco cosa c’è dietro

    Mercoledì, Giugno 5th/ 2013

    – L'Inchiesta di Sergio Basile e Angelo Iervolino  

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    Rivoluzione Turca – Ecco cosa c'è dietro 

    La deriva integralista-islamica e sionista 

    del Governo Erdogan e la folle strategia 

    contro la pacifica Siria per compiacere

    l'imperialismo Usa-Nato

    Altro che centro commerciale nel Taksim Gezi Park!

    In atto una iper-islamizzazione del Paese

     
    L'Inchiesta di Sergio Basile e Angelo Iervolino 
     
    La Deriva Turca - Morti e Repressione - Governo Erdogan
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Turchia – Quello che i media italiani non dicono                                           
     

    Istanbul, Ankara – In queste ore (come raccontato ieri da "Qui Europa" nello speciale con una ricca ed inoppugnabile documentazione di foto e video – vedi allegato) la Turchia è scossa da una furiosa rivoluzione, stanca di un regime opprimente ed asfissiante. La stragrande maggioranza dei media occidentali (e praticamente tutti i media italiani di bandiera) stanno ignorando strategicamente i fatti di Ankara, Istanbul e del resto del Paese. Perchè? Altri hanno ingenerosamente e subdolamente strumentalizzato la protesta parlando di premier fascista e di rinascita del comunismo, o di "protesta comunista". Beh, non è proprio così… Anzi, per nulla! La questione è molto più complessa, subdola e profonda e richiede un doveroso approfondimento. I fatti di Istanbul infatti riguardano l'Italia e le sue alleanze più di quanto possiate immaginare. Per capire bisogna leggere i fatti politici che hanno travolto la Turchia targata Erdogan negli ultimi due anni, ed in particolare il repentino precipitare della questione siriana, che i signori della guerra (tra i quali anche il premier turco Erdogan e gli ultimi governi italiani, a quanto pare… ) vorrebbero traghettare verso i bassifondi di una guerra. probabilmente di una Terza Guerra Mondiale. Di una bestiale guerra contro un popolo ed un governo sovrano e pacifico: quello di Damasco e della vicina Siria. Ma c'è di più. Vediamo, ricostruendo brevemente gli ultimi fatti.

    Rivoluzione Turca - l'Imbarazzante e Vergognosa silenzio dei Media Italiani

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Turchia – Deriva integralista filo-islamica e filo-sionista                            

    l premier turco Erdogan in queste ore è in viaggio nei paesi del Maghreb mentre in patria infuriano le proteste contro la svolta filo-islamica e filo-sionista del suo governo, coinvolto in prima persona per l'instaurazione di un disumano e liberticida New World Order in Medioriente. Un nuovo equilibrio incentrato sulla condivisione – no accettata dal popolo turco – dei valori più estremisti di un radicalismo-islamico intriso di satanismo (e le macabre, continue e spietate esecuzioni documentate da "Qui Europa" degli ultimi tempi, non lasciano davvero nessun dubbio in merito. Chi ha occhi per vedere, veda!). Integralismo che prorpio in queste ore continua a mostrare il proprio vero volto in Siria. Oggi, alla luce di ciò, l'esecutivo turco comincia a scricchiolare, sotto i colpi di una protesta apparentemente nata in opposizione alla costruzione di un centro commerciale nel parco sito a fianco della centralissima Taksim Square (vedi foto sotto).

    Taksim Gezi Park - Erdogan's Project

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Taksim Gezi Park e non solo – Ecco cosa c'è dietro                                        

    Infatti, la motivazione ufficiale fornita da alcuni organi di stampa turchi parla di proteste nate per impedire la distruzione di uno dei parchi più importanti della città, il Taksim Gezi park, per fare posto – almeno secondo alcune indiscrezioni trapelate dalla TV di stato turca – ad una caserma militare e/o ad un centro commerciale. Ma la motivazione che avrebbe acceso la miccia della protesta sarebbe un'altra: il parco di piazza Taksim (che oggi spita circa 600 alberi in una delle aree verdi storiche più antiche e belle della città di Istanbul, la più grande della Turchia) secondo il progetto di Erdogan (o "il Sultano", come ribattezzato recentemente) sarebbe stato destinato alla costruzione di una gigantesca moschea, in un progetto di iper-islamizzazione del Paese, che risponde pienamente alle strategie seguite con il Medioriente e la stessa Siria. Come dimenticare le ingerenze governative di Ankara contro Damasco e Mosca? (vedi articoli in allegato per approfondimenti). Per la cronaca ricordiamo che il parco, costruito sulla base del piano dell’architetto francese Henri Prost, è stato aperto al pubblico per la prima volta nel 1943 con il nome di Inonu park, in onore del secondo presidente turco Ismet Inonu: guida del Paese dal 1938 al 1950. Il Gezi park – posto a fianco di piazza Taksim – nel distretto di Beyoglu fu edificato dal padre della Repubblica e primo presidente, Mustafa Kemal Ataturk. Un'istituzione che sfiora il sacro in Turchia. Il Grande Padre della Nazione, per intenderci! Quello di Erdogan rappresenta quindi un gravissimo affronto contro il cuore delle tradizioni turche e della sua stessa storia. Inoltre nel corso degli anni l'estensione del parco fu ridotta più volte per fare spazio a diverse strutture alberghiere. Cosa già mal tollerata dall'intera cittadinanza di Istanbul, – e dell'intera Nazione – che ha da sempre mantenuto alta la guardia.

    Turkey Insurrection - Freedom

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Crepe nel Governo Erdogan – Le scuse ufficiali del Vice-Premier            

    Ciò spiega perchè alcuni esponenti del governo Erdogan non serabbero d’accordo con la scelta repressiva del primo ministro. A renderlo noto lo stesso vicepremier Arinc, in un intervento concordato, ma comunque forte, nel quale il politico ha fatto un deciso passo indietro, chiedendo scusa alla popolazione per l’uso eccessivo della forza e per i 3 morti e le migliaia di feriti, anche gravi. “A nome del governo – ha dichiarato nelle scorse ore Arinc – posso dire che l’uso della forza contro persone che inizialmente hanno protestato per motivi ecologisti è stato certamente sbagliato. Chiedo dunque scusa ai cittadini. Lo dico liberamente". Senza dubbio parole inusuali ed emblematiche nella storia politica turca. Per molti ciò rappresenta il segnale di una crepa nel monolitico sostegno al premier Erdogan e negli equilibri di palazzo. Ma di certo i Turchi non si accontenteranno si semplici e strategiche scuse. C'è da giurarci…

    La Deriva Turca - Morti e Repressione - Governo Erdogan

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Una Calma precaria – Nazione scossa per Abdullah e gli altri martiri…   

    Stamane a Istanbul ed in tutto il Paese è tornata una calma precaria segnata – tra l'altro – dallo sciopero (strategico?) dei dipendenti pubblici e di molti mezzi pubblici. Scioperi di 48 ore anche per i sindacati del pubblico impiego. Ma il Paese – malgrado la calma da fuoco sotto cenere che si respira per le strade – è ancora profondamente scosso per la morte di tre dei suoi figli, diventati loro malgrado eroi involontari e simbolo di questa protesta. Anzi di questa rivoluzione! Tre – dicevamo – sono state le vittime delle proteste antigovernative: un manifestante di 22 anni, membro di un partito dell’opposizione, è deceduto per delle ferite alla testa nella provincia di Hatay. Secondo i testimoni, è stato ucciso da un proiettile. Circostanza negata dagli inquirenti. Lunedì, un altro manifestante aveva perso la vita a Istanbul. Per un terzo giovane, raggiunto da un colpo di pistola ad Ankara, è stata dichiarata la morte cerebrale. 

    Scontri e Morti in Turchia - Turkey Revolution

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Ultimo post di Abdullah                                                                                        

    Tra di essi il giovanissimo Abdullah Comert (Vedi foto sopra e video in allegato). Il suo ultimo post su facebook recitava così: "I slept 5 hours in 3 days. I have been exposed to tear gas countless times and had 3 near death experiences. They say, "Give up, you can't save the country". I say, "Yes, we will and we'll die if we have to". (I'm so exhausted, in 3 days I drank 7 energy drink and 9 painkiller pills. I have a hoarse voice but I will be in the square at 6, just in time for revolution)". Ho dormito 5 ore in 3 giorni. Sono stato esposto a gas lacrimogeni innumerevoli volte e ha avuto tre esperienze di premorte. Essi dicono: "rinunciate! Non è possibile salvare il Paese". Io dico: "Sì, lo faremo e moriremo se dobbiamo". (Sono così esausto, in 3 giorni ho bevuto 7 energy drink e 9 pillole di antidolorifico. Ho una voce rauca ma sarò in piazza alle 6, giusto in tempo per la rivoluzione) ". Mentre scriviamo un brivido ci assale e ci sconvolge. Ma perchè – ci chiediamo – questa pazzia ci chiediamo? Perchè destabilizzare dei popoli, delle nazioni. Perchè fomentare guerre contro stati sovrani e pacifici. Perchè odiare il prossimo? A chi potrà mai giovare la realizzazione di progetti tanto oscuri? 

    Morti e Feriti in Turchia - Rivoluzione contro Erdogan

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Maltrattamenti e abusi – Quello che i media italiani non dicono              

    Frattanto, l'ufficio di Amnesty International a Istanbul, nei pressi di piazza Taksim, negli ultimi tre giorni è stato letteralmente trasformato in un pronto soccorso. Secondo una dichiarazione rilasciata all'ANSA nelle ultime ore dal portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. "molti sono stati i maltrattamenti e gli abusi della polizia nei confronti degli arrestati. I manifestanti fermati – continua Noury – sono stati tenuti in massa, fino a 12 ore, nei blindati della polizia senza acqua, cibo e senza servizi igienici (…) inoltre lacrimogeni sono stati lanciati anche all'ingresso degli ospedali" e la polizia ha arrestato feriti che necessitavano di cure". Pazzesco amici lettori!

    Scontri in Turchia - Morti e Feriti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'esplosione degli scontri – Assaliti anche giornalisti e fotografi              

    Le proteste – ricordiamo – si erano intensificate nella giornata di venerdì 31 maggio dopo che la polizia aveva ricevuto l'ordine dal governo di usare la forza per sgomberare le tende dei manifestanti: atti di dissenso per la maggior parte pacifici, e assolutamente non-violenti, come invece vorrebbero smentire molte fonti governative. Ma una volta innescata la miccia, si sa, è impossibile prevedere e prevenire azioni violente e di difesa. Il "la" è stato dunque dato dalle stesse forze dell'ordine che al fine di costringere i manifestanti ad abbandonare il parco (vedi video in allegato postati nell'articolo di ieri 4 Giugno 2013) anche attraverso l’utilizzo di idranti, lacrimogeni e spray al peperoncino e urticanti. Tra i feriti anche giornalisti, fotografi e due deputati dell’opposizione al governo guidato da Erdogan. Come detto, dopo le prime notizie arrivate da Istanbul, cortei di solidarietà si sono sviluppati a macchia d'olio in tutto il Paese. Tra i motivi della protesta anche l'atteggiamento di Ergogan tenuto nei confronti della vicina Siria, divenuta improvvisamente terra di conquista, e la Turchia di Erdogan sembra essere diventata la prima complice dell'imperialismo Usa-Nato. Questo la popolazione lo ha capito fin troppo bene, e – come detto – non ci sta.

    Scontri e Morti in Turchia - Turkey Revolution

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Turchia – Media Italiani e scomode verità da occultare                               

    La totalità dei media di regime italiani – dicevamo in apertura – ha censurato – ovviamente… – la notizia. Troppo scomoda per l'attuale dittatura Bilderberg e Made in Usa. Un'altra parte di media – ribadiamo – ha parlato esclusivamente di protesta per il parco adiacente a Piazza Taksim (Gezi Park) che Erdogan vorrebbe smantellare in virtù – si è detto – di un centro commerciale… ma le notizie che ci giungono nell'ultim'ora da Istanbul – è bene ricordarlo ancora una volta – fanno cenno all'opposizione della popolazione turca alla costruzione di una mega moschea che Erdogan vorrebbe edificare al posto del Parco, ed all'alleanza con la Lega Araba, l'integralismo islamico e le forze Usa-Nato per distruggere la Siria, ora che anche l'ONU sembra aver trovato le prove (ridicole) delle presunte armi chimiche usate da Assad contro un popolo che lo ama e che l'ha sempre amato…. Non ci sono davvero parole. Non ci resta che gridare: Forza Turchia! Forza Siria! Liberta!

    Sergio Basile, Angelo Iervolino  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Qui Europa – I FAMILIARI DI ABDULLAH apprendono la notizia della morte del giovane… La repressione del Governo Filo-Sionista e filo-integralista islamico Erdogan… ha causato 3 vittime… http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=AnK0cQtJt1M
    Qui Europa – I CRIMINI DI ERDOGAN CHE RAIFININVEST ECC… FINGONO DI NON VEDERE… ECCO LA DEMOCRAZIA DEL GOVERNO ERDOGAN, GRANDE ALLEATO USA…https://www.facebook.com/photo.php?v=546806192054026&set=vb.217514361649879&type=2&theater

     

    1. Qui Europa – L'ORGOGLIO DELA POPOLO TURCO, STANCO DI SUBIRE PASSIVAMENTE GUERRE CONTRO POPOLI SOVRANI (VEDI SIRIA E MEDIORIENTE)… STANCO DELL'IMPERIALISMO USA-NATO CHE STA ANNIENTANDO I POPOLI – ANCHE SE LA TV DI REGIME IN ITALIA NON DICE NULLA 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Mertedì, Giugno 4th/ 2013 – di Angelo Iervolino e Sergio Basile – Turchia, Erdogan, Europa, Rivoluzione, proteste, Guerra, sionismo, libertà di stampa, Siria, Regime liberticida, Popolo turco in Piazza, Istanbul, Arresti e feriti, Morti, Rivoluzione popolare in Turchia, Silenzio dei media di regime italiani, Imperialismo Usa-Nato, Angelo Iervolino, Qui Europa  La Rivoluzione del Popolo Turco contro […]

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  • Caso ENI-Cipro: Le Ingerenze turche e la flebile risposta della Commissione Ue

    Caso ENI-Cipro: Le Ingerenze turche e la flebile risposta della Commissione Ue

    Giovedì, Maggio 30th/2013

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio –

      Risposta  della Commissione Ue a Interrogazione Parlamentare

       Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" 

    Commissione europea, Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Comunicato Stampa, Commissario all'Allargamento, Stefan Fule, Cipro, Turchia, Erdogan, Taner Yildiz, Nicosia, Ankara, Governo turco, Gas, Trivellazioni nel Mediterraneo 

     

    Caso ENI-Cipro: Le Ingerenze turche e la

    flebile risposta della Commissione Ue

    Il Commissario Ue per l'Allargamento risponde

    all'interrogazione scritta di Borghezio

     

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio

    Risposta scritta della Commissione Ue – Caso ENI/Cipro/Turchia

    Ingerenze Turchia a Cipro - Caso ENI - Commissione europea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Rassicurazione scritta della Commissione europea                                 

    Bruxelles, Roma – Rispondendo stamane ad una interrogazione dell'Europarlamentare Mario Borghezio, il Commissario Stefan Füle (Commissario Ue per l'Allargamento e le politiche di Vicinato) ha rassicurato che "sta seguendo il caso" segnalato. Borghezio rilevava che "il ministro dell'Energia Taner Yildiz ha annunciato che il governo turco ha deciso di sospendere i progetti avviati con l'Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) a causa della partecipazione del gruppo petrolifero italiano al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro, che Ankara contesta in una disputa sulle acque territoriali", sottolineando, inoltre che "a gennaio l'Eni aveva annunciato la firma di un accordo con il governo di Nicosia per l'esplorazione e lo sfruttamento di tre zone del giacimento di gas al largo delle coste dell'isola, in consorzio con il gruppo coreano Kogas, e la Turchia contesta al governo di Nicosia il diritto di gestire autonomamente le risorse energetiche al largo dell'isola.

     La Minaccia e la Diffida di Ankara a Nicosia                                                           

    Inoltre, Ankara ha minacciato più volte di sospendere ogni collaborazione con i gruppi petroliferi internazionali che concludano accordi con il governo cipriota e ha diffidato il governo cipriota negli ultimi giorni dall'usare le riserve di gas quale garanzia per superare l'attuale crisi finanziaria".

     Ingerenze Turche – La flebile Ammonizione del Commissario Füle              

    Il Commissario Füle in risposta ha ribadito che "gli Stati membri hanno la facoltà di stipulare accordi bilaterali e di esplorare e sfruttare le loro risorse naturali in conformità del diritto dell'UE e internazionale". Inoltre ammonisce la Turchia a "impegnarsi in maniera inequivocabile a intrattenere rapporti di buon vicinato nonché a risolvere pacificamente le controversie nel rispetto del diritto internazionale", concludendo infine con l'assicurazione che "la Commissione affronterà il problema, se del caso, con le autorità turche". La risposta della Commissione segue ad una interrogazione scritta dell'eurodeputato Borghezio – datata Giovedì 28 Marzo 2013 – che riportiamo di seguito, preceduta da una ricostruzione dei fatti.

    Risposta della Commissione europea - ENI, Turchia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Interrogazione Scritta di Mario Borghezio alla Commissione Ue             

    Bruxelles, Ankara, Nicosia – Interrogazione alla Commissione europea / Esteri – "L'intervento gravissimo della Turchia, in funzione anti-Cipro, costituisce, secondo un atto inconcepibile, a danno di due Pesi membri, da parte di un Paese che bussa alla porta dell'Europa. Stamane ho fatto presente alla Commissione Barroso – chiedendo sollecito intervento – il fatto che ministro dell'Energia Taner Yildiz ha annunciato che il governo turco ha deciso di sospendere i progetti avviati con l'Eni a causa della partecipazione del gruppo petrolifero italiano al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro, che Ankara contesta in una disputa sulle acque territoriali".

     ENI – A rischio l'Accordo Italia-Cipro per Illegittime Ingerenze Turchia    

    A gennaio l'Eni aveva annunciato la firma di un accordo con il governo di Nicosia per l'esplorazione e lo sfruttamento di tre zone del giacimento di gas al largo delle coste dell'isola in consorzio con il gruppo coreano Kogas e la Turchia contesta al governo di Nicosia il diritto di gestire autonomamente le risorse energetiche al largo dell'isola. Inoltre, Ankara ha minacciato più volte di sospendere ogni collaborazione con i gruppi petroliferi internazionali che concludano accordi con il governo cipriota e ha diffidato il governo cipriota negli ultimi giorni dall'usare le riserve di gas quale garanzia per superare l'attuale crisi finanziaria".

     Il Quesito alla Commissione europea                                                                       

    "Pertanto stamane, Giovedì 28 Marzo, ho chiesto ufficialmente alla Commissione Europa– su interrogazione – quanto segue: "Come valuta la Commissione Europea questo atteggiamento della Turchia, anche in relazione ai gravi danni che può arrecare all'economia di due Paesi Membri – Cipro e Italia – e quali iniziative intende intraprendere in merito?". Attendo sollecita risposta".

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Eurodeputato  Parlamento Europeo, Bruxelles

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    Cipro e le Inammissibili Ingerenze Turche – A rischio l’Accordo ENI con l’Italia – Interrogazione alla Commissione europea

    Cipro e le Inammissibili Ingerenze Turche – A rischio l’Accordo ENI con l’Italia – Interrogazione alla Commissione europea

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazione alla Commissione Europea, Esteri  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Esteri, Cipro, Turchia, Ingerenze del Gonerno di Ankara, Ankara, Nicosia, Taner Yldiz, Ministro dell'Energia Turco, Sospensione […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

  • Speciale Siria

    Speciale Siria

    Mercoledì, Aprile 24th/2013

     Speciale Siria, di Pierangela Zanzottera e Sergio Basile 

     Siria, Damasco, cristianesimo, ebrei, musulmani, America, Israele, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, cristiano, Vescovi rapiti, Ansa, Zenit.org, Lakhdar Brahimi, Aleppo, Moschea di Al-Hassan, Sibialiria, Brigate Farouk, Pierangela Zanzottera, Bande estremiste di Homs, Al-Zahra, Al-Arman, Mulham Masoud, Lattakia, L'Europa sta a guardare, Crudeltà che supera ogni immaginazione, Testa dell'Iman appesa al minareto, Testa del pilota appesa ad una griglia da campeggio, Biabolica Furia omicida anche sui Bambini, Il Video del terribile massacro di Al-Borj, Padre e Figlio di 10 Anni maccasrati e decapitati, L'Europa del Premio Nobel per la Pace sta a guardare, L'Europa sostiene le bande armate,  Gregorio III, Patriarca di Antochia

    Siria – Crimini Scomodi al di là della Follia.

    Gregorio III incontra Papa Francesco

    l'Europa del "Premio Nobel" che fa? 

    Gregorio III: far la Pace in Siria vuol dire far la Pace

    in tutto il Medioriente

    Liberati nelle ultime ore i vescovi ortodossi rapiti, ma

    la furia omicida delle bande di criminali spalleggiate 

    dall'Occidente e dalle Petrolmonanrchie supera ogni 

    immaginanzione e limite

    Il nostro impegno? Pregare, combattere la disinformazione e 

    diffondere a tutti sul Web. Parlarne con vescovi e sacerdoti,

    svegliare l'opinione pubblica senza stare a guardare

     

    di Pierangela Zanzottera e Sergio Basile

    Crimes against Humanity - Syria - Papa Francesco meet Gregorious III

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Siria – Roma: Gregorio III incontra Papa Francesco                                           

    Roma, Damasco, Aleppo, Homs. Siria – Nei giorni scorsi, in data 18 Aprile come noto si è tenuto l'atteso incontro tra il patriarca di Antiochia, Sua Beatitidune Gregorio III Laham e Papa Francesco, sulla delicatissima situazione Siriana: un eccidio che sembra non conoscere sosta, ai danni dei Cristiani (finora oltre 85/90.000 i morti ammazzati) ed i musulmani moderati. Al centro del colloquio, il fatto che – come dichiarato dallo stesso patriarca a radio vaticana, lo scorso 18 Aprile – "in Europa, in Francia, in Inghilterra, in America non si parla che di “armare” o “non armare”: è veramente un peccato, un grande peccato, non pensare in termini diversi che “armare” o “non armare”. Non si parla di sforzi più seri e più realistici e più efficaci per la pace".

     Gregorio III a Radio Vaticana: è mai possibile che la gente non capisca?                  

    E’ veramente incredibile che le persone se ne rendano conto! “Armare” o “non armare”: non è questo il punto! Noi siamo le vittime della vostra esitazione. In questo momento, abbiamo moltissimi cristiani tra le vittime. Tutto questo come se fosse successo niente! C’è una palese ingiustizia nella considerazione, nella valutazione della situazione. Noi moriamo, tutti i giorni siamo vittime del caos, corriamo il rischio di essere rapiti, di rimanere vittime di qualche esplosione, e questa esplosione potrebbe riguardare una scuola, una fabbrica, un’università, semplici passanti, una chiesa …Il problema non è “armare” o “non armare”.

     Il problema non è Armare o non Armare, ma è come portare Pace              

    "Il problemacontinua Gregorio III a Radio Vaticanaè “come fare la pace” in questa terra che, come ho detto al Santo Padre, sta soffrendo. Sono già due anni di Via Crucis … Le nostre speranze sono riposte in questo incontro che, come si dice, si svolgerà a giugno tra Putin e Obama. Speriamo che i due Paesi possano accordarsi su come uscire dalla crisi e non su come “armare” o “non armare”. Se si rimane nella dialettica di “armare” o “non armare” e “chi armare”, ci saranno soltanto ancora più vittime, ancora più disgrazie, ancora più sofferenza in tutto il Medio Oriente, e anche più combattimenti.

     Libano – La Nuova Siria?  Beirut brucia ogni giorno                                            

    "Credetemi – ha continuato il Patriarca di Antiochia – in questo momento il Libano corre pericoli maggiori della Siria, perché è più fragile, più diviso, è un Paese piccolo ed i suoi problemi sono gravi. Beirut “brucia” ogni giorno, siamo sempre minacciati. La Giordania ancora si salva, la Palestina soffre comunque, Gaza soffre, sono divisi; l’Iraq è sempre traumatizzato, sempre vittima di esplosioni, di attentati, di divisioni interne. Ed è proprio per questo che, credetemi, fare la pace in Siria significa fare la pace in tutto il Medio Oriente, è il passo migliore verso la pace in Palestina e verso la soluzione del conflitto israelo-palestinese. I rapporti tra Oriente e Occidente sono condizionati da una soluzione dei problemi della Siria giusta ed equa".

     Siria – Liberati i due vescovi rapiti ieri                                                                      

    Una buona notizia intanto è ginta dalla Siria, in un mare di menzogne e morte: sono stati liberati poco fa i due vescovi ortodossi siriani rapiti ieri nel nord del Paese. Lo riferisce la versione in arabo del sito di informazione vaticana Zenit.org. La notizia non e' stata ancora confermata ufficialmente. Il sito Zenit.org non cita alcuna fonte ma afferma che sin da ieri, quando i due alti prelati sono stati rapiti a nord-est di Aleppo, sono stati compiuti ''intensi sforzi'' per liberare i vescovi. E nella mediazione – si legge in un'ANSA – sono intervenuti anche ''i vertici della chiesa russa ortodossa, il ministro degli esteri greco e l'inviato speciale Onu per la Siria'' Lakhdar Brahimi.

     Crudeltà che supera ogni immaginazione, sotto gli Occhi dell'Europa          

    Intanto, negli ultimi giorni – tuttavia – mentre l'Occidente si affannava a stabilire se armare ufficialmente le bande d'opposizione in Siria e quanto, sul terreno si continuava (e si continua) a morire nel silenzio e indifferenza generale. Il numero di morti innocenti cresce e in parallelo aumentano le crudeltà e le atrocità dei modi scelti per assassinarliE alcuni dei più eclatanti, chissà come mai, non sono stati ritenuti "degni" di venire denunciati sulla maggior parte dei nostri media. Ad esempio, si è parlato del gravissimo attentato – sia in termini di vite umane (49 morti) che dal punto di vista simbolico (essendo avvenuto all'interno di una moschea) – del 21 marzo scorso, costato la vita, tra gli altri, allo sheikh ultranovantenne Mohammad Said Ramadan al-Bouti, uomo di cultura, di religione e di pace. Eppure non si trattava né della prima violenza compiuta in un luogo sacro in questi mesi (basti ricordare sheikh Abdel Latif Al-Shami, torturato davanti alle videocamere e assassinato dopo essere stato rapito mentre si trovava in preghiera nella moschea di Aleppo insieme a una folla di fedeli all'inizio del mese di Ramadan) né tantomeno dell'unico caso di religioso assassinato in Siria (finora se ne contano almeno 13, 2 dei quali di fede cattolica, oltre ai numerosi rapiti o aggrediti).

     Testa dell'Iman appesa al minareto                                                                              

    Pochi giorni più tardi, il 29 marzo, una sorte simile è toccata all'imam della moschea di Al-Hassan, nella zona di Sheikh Maksoud ad Aleppo. Sheikh Hassan Saif-Eddin, non solo è stato prelevato con la forza e malmenato (come testimoniato nel primo video in allegato), ma dopo la morte il suo corpo è stato trascinato per le vie del quartiere e la sua testa appesa al minareto della moschea, a fare da monito per la popolazione. Raccontano testimonianze locali, che miliziani del cosiddetto "libero esercito" avevano invaso le vie di Sheikh Maksoud (zona a maggioranza curda, ma abitata anche da alawiti) e avevano ordinato a dipendenti pubblici, alawiti e tutti i filogovernativi di lasciare immediatamente la zona; "in caso contrario, sapremo dove trovarvi", avevano minacciato dagli altoparlanti. Uno di loro si è avvicinato al settantenne imam chiedendogli "chi è il tuo leader?" "Dio onnipotente", ha risposto l'imam; a quel punto l'armato ha replicato "il mio è sheikh Arour" e lo ha colpito e costretto a baciargli le scarpe, chiedendogli di dar loro enormi somme di denaro. Da tempo, sembra che queste bande non si accontentino di assassinare, ma che vogliano ledere profondamente anche la dignità umana. Una sorte, questa, purtroppo simile a molte altre, oggi in Siria.

     Testa del pilota posta su una griglia da campeggio                                                   

    Come quanto accaduto il 13 aprile nella zona di Idleb: un elicottero militare stava sorvolando la zona di Marat al-Numa'an quando è stato abbattuto da un gruppo ribelle (quelli sempre descritti scarsamente armati con mezzi di fortuna, per intenderci!). Gli 8 tra ufficiali e militari a bordo sono stati immediatamente catturati, assassinati e decapitati (per giorni in rete è circolata l'immagine agghiacciante di uno di questi criminali fiero con in mano la testa del pilota posta sopra una griglia da campeggio). Nei video dell'opposizione, ripresi anche dalla rete Orient Tv (vedi allegato) si sostiene che l'elicottero trasportava "shabbiha nordcoreani" (che non vengono mai mostrati) e che è stato colpito perché intenzionato a bombardare la zona da tempo posta sotto assedio (anche se immediatamente dopo si precisa – come dimostrano anche le immagini – che era carico di viveri e pane). Più realistica sembra essere la versione diffusa da fonti filogovernative: ovvero che il veicolo è stato colpito mentre sorvolava una zona assediata con l'intenzione di far arrivare alla popolazione quanto necessario per la sopravvivenza. Per aggiungere, poi, crimine a crimine, le bande hanno pensato di diffondere le immagini delle teste sulla graticola in alcune delle città e villaggi sotto il controllo dei "combattenti per la libertà" per creare ulteriore panico tra la popolazione.

     La Diabolica Furia omicida anche sui Bambini                                                          

    Ma non sono solo religiosi e militari, come più volte ricordato, le vittime predestinate dei "pacifici rivoltosi". Il 17 marzo le "brigate Farouk", una delle più note bande estremiste di Homs (gli stessi che per mesi avevano assediato il quartiere di Bab Amr), hanno diffuso un avviso per i cittadini di Homs (vedi allegato): da quel momento i colpi della loro artiglieria sarebbero caduti sui quartieri abitati dagli alawiti (non che fossero una novità, dal momento che sono mesi che questi quartieri vengono colpiti, ma è la prima volta che si prendono la briga di "preallertarli"). In effetti, il giorno seguente le zone di al-Zahra e al-Arman (entrambe tradizionalmente abitate da minoranze cristiane e alavate filogovernative) sono state colpite da razzi lanciati da proprio queste bande: 3 morti e 5 feriti solo nel ristretto quartiere di al-Arman (tra cui anche un bambino di 10 anni e un giovane diciassattenne). Il razzo, caduto a poca distanza dalla scuola elementare della zona residenziale densamente popolata, avrebbe potuto provocare una strage se fosse arrivato solo pochi minuti prima, nell'orario dell'uscita degli studenti. Commovente la reazione degli abitanti del quartiere che si sono stretti intorno alle famiglie colpite con la solidarietà innata dei Siriani, tra genitori che non riuscivano a capacitarsi della morte dell'unico figlio e non sapevano come staccarsi dai suoi indumenti fatti a brandelli dall'esplosione e vicini smarriti dall'afflizione improvvisa arrivata a spezzare un giorno di apparente quotidianità.

     Il Video del Terribile Massacro di Al-Borj                                                                    

    Il 4 aprile gli abitanti di al-Arman sono stati nuovamente terrorizzati da una pioggia di colpi di mortaio caduti sulle abitazioni intorno a mezzogiorno. I residenti, disperati, sono fuggiti alla ricerca di rifugi di fortuna e le scuole hanno terminato in anticipo le lezioni. Tre civili sono rimasti uccisi, decine feriti e molti i danni materiali. Poco distante da Homs, nel villaggio di Tal Kalakh, nei pressi del confine libanese, pochi giorni dopo, l'8 aprile, invece si è consumato un terribile massacro nel quartiere di al-Borj operanti sempre dalle bande jihadiste (vedi  video in allegato)Qualche giorno prima, era stata organizzata una manifestazione con la bandiera siriana per chiedere soccorso: "Salva Tal Kalakh" era scritto su uno degli striscioni dagli abitanti che chiedevano l'allontanamento dei gruppi armati dalla loro città. Sembra che le 19 vite spezzate siano state vittima di una spedizione punitiva a causa delle posizioni favorevoli al governo siriano. Tra le vittime, di cui molti donne e bambini (la vittima più giovane aveva solo 3 anni), otto donne e tre uomini sono stati assassinati a distanza ravvicinataE la carrellata di crimini agghiaccianti contro innocenti potrebbe proseguire a lungo.

      Padre e Figlio di 10 anni, massacrati e decapitati                                                    

    Un degli ultimi, in ordine di tempo, è quello che si è consumato a Lattakia per mano dei "combattenti per la libertà". Mercoledì 10 aprile, Saeed Masoud si era recato, come ogni giorno, a prendere suo figlio, Mulham Masoud, di 10 anni, a scuola, quando un gruppo armato ha fermato e rapito entrambi. Il figlio è stato impiccato, mentre il padre è stato massacrato. Entrambi i corpi sono poi stati riposti nel bagagliaio dell'auto avvolti dalla bandiera del governatorato francese (quella scelta a simbolo dai criminali "rivoltosi"). Altri due innocenti che hanno pagato con la vita il loro mancato supporto alla "rivolta pacifica", preferendo il sostegno al legittimo governo siriano, nel silenzio e indifferenza generale.

    Pierangela Zanzottera, Sergio Basile  

    Si Ringraziano Sibialiria.org e RadioVaticana

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    http://www.almanar.com.lb/french/adetails.php?eid=104879&st=talkalakh&cid=30&fromval=3&frid=18&seccatid=37 – LE PROVE DEGLI ORRORI IN RIRIA DA PARTE DEGLI SQUADRONI DELLA MORTE SPALLEGGIATI DA MOLTI PAESI EUROPEI E NATO

     

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    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – di Marinella Correggia – ONU, New York, Ginevra, Consiglio dei Diritti Umani ONU, Geopolitica, Francia, Regno Unito, Cameron, Hollande, Francia, Siria, Bani Walid, Libia, Damasco, Primavera Araba, Democratizzazione del Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Embarghi economici, Manuel Barroso, Commissione europea, Guerra in Siria, Decimo anniversario della Guerra in Iraq, Iraq, Qatar, Turchia, Venezuela, […]

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    Sabato,  Marzo 16th/ 2013  –  di Jean Pierre Fattal – Siria, Occidente, Aleppo, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Governi Occidentali, Nuovo Ordine Mondiale, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein, San Francesco, Primavere, Strategia Occidentale, Distruzione dei Cristiani, Mondialismo Massonico, Miracolo, Genocidio, Crisi di Valori, Crisi Umanitaria, Jean-Pierre Fattal, Ora Pro Siria, Sibialiria, Manca l'energia elettica, Manca il latte, […]

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    Martedì, Gennaio 15th/ 2013 – Comunicato Stampa del Comitato Italia-Siria – syrian parliament /  Siria – Il Parlamento approva il Piano Politico del Presidente Bashar Al-Assad / Piano di Pace di Assad  / Bashar Al-Assad / Discorso / Damasco / Pace / Terrorismo / Siria / Profughi / Sovranità Popolare / Parlamento Europeo / Disordini in Siria […]

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    Giovedì,  Marzo 14th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile  – Siria, Usa, Giordania, Armamenti dalla Croazia, Guardian, Amman, Damasco, Washington, New York Times, Der Spiegel, Al Quds al Arabi, Sacra alleanza del male, Der Spiegel, Al Quds Al Arabi, Times, Arabia Saudita, Jutarnji List, Croazia, turchia, Assad, Sibialiria, Ora Pro Siria, Qui Europa, Giuseppe […]

    Siria – La Guerra di Cameron il “Pacifinto”

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    Giovedì,  Marzo 14th/ 2013   – Redazione "Qui Europa" – Siria, David Cameron, Regno Unito, Damasco, Fondamentalismo islamico, Guerra in Siria, Pace, Fornitura di armi, oasi di Pace, Bashar Al Assad, Lupi travestiti da Agnelli  Siria – La Guerra di Cameron il "Pacifinto" Il premier Britannico sbatte le porte in faccia alla Pace Armi di morte ai […]

     

  • Che cosa dovrebbe fare l’Europa in Siria – Lettera aperta a Herman Van Rompuy

    Che cosa dovrebbe fare l’Europa in Siria – Lettera aperta a Herman Van Rompuy

    Lunedì, Aprile 22nd/2013

     di Padre Daniel Maes 

    Europa,  Qui Europa, Robert Schumann,  Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi, unione europea, Siria, Francia, Germania, Damasco, Al Jazeera, consiglio europeo, presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy, Daniel Maes, Damasco, cristianesimo, ebrei, musulmani, America, Israele, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, cristiano, Padre Daniel Maes,

    Che cosa dovrebbe fare l'Ue in Siria?

    Lettera aperta a Herman Van Rompuy,

    presidente del Consiglio europeo

     

    di Padre Daniel Maes,

    Monastero dell'Ordine dell'Unità di Antiochia, Qara, Siria

    Eu - Van Rompuy

     Lettera Aperta a Van Rompuy                                                                          

    Eccellenza, oggi è più che mai difficile ottenere il sostegno dei capi di Stato e di governo. Lei è, per così dire, sulla sedia di Robert Schumann, il padre dell'Europa. (…)  politico cui preoccupazione principale constava nella riconciliazione, nel dialogo, nella cooperazione, nella solidarietà e nella pace dei popoli, con un grande rispetto per l'individualità di ogni nazione, verso la creazione di un'Europa solidale con tutti i paesi e i popoli. Lei sa tutto questo meglio di chiunque altro. In merito a ciò che sta realmente accadendo in Siria, mi permetta di condividere con Lei qualche esperienza personale. Io sono un semplice cittadino, un cittadino europeo che da alcuni anni vive e lavora in Siria. Qui ho pienamente apprezzato l'ospitalità della gente e il suo considerevole patrimonio umano: libertà,  pace e soprattutto  una profonda e radicata volontà di vivere in pace e sintonia con tutti i diversi gruppi etnici e religiosi per vivere insieme in concordia. A Damasco, Qara e altrove sono stato ospite in molte famiglie, sia musulmane che cristiane. Non ho mai incontrato alcuna differenza in termini di generosità e ospitalità. Nessuna forma di ostilità. Nel frattempo Qara è divenuta oggi un covo di terroristi e uno dei posti più pericolosi in Siria.

     Dietro la cosiddetta "Primavera Siriana"                                                                 

    Ho visto nascere su iniziativa dell'Occidente e dei suoi alleati arabi la cosiddetta "rivolta". Come al solito abbiamo camminato attraverso Qara, visitato qua e là malati nelle famiglie, fatto un pò di shopping e poi insieme ad alcuni ragazzi  ed al parroco abbiamo pranzato nella ridente città bizantina. Questo dopo la preghiera del Venerdì presso la moschea centrale, insolitamente affollata. Quindi è accaduto che giovani uomini dall'atteggiamento circospetto d'improvviso hanno cominciato ad agitarsi ed a gridare slogan contro il presidente della Siria al fine di scattare foto e filmare video. Il sacerdote ha poi rivelato come negli ultimi tempi tali pratiche siano divenute una buona attività per guadagnare un pò di soldi vendendo le foto e i video realizzati su Al Jazeera. E si sa come Al Jazeera fino ad oggi abbia influito sulla manipolazione dell'informazione occidentale. La realtà è che in Siria non è mai scoppiata alcuna "sollevazione popolare" e non c'è mai stata una "guerra civile" fomentata dalla popolazione.

     Il Complotto – Vittime Sacrificali Predestinate da tempo                                  

    In realtà il Governo, il popolo e il territorio siriano erano da tempo le vittime sacrificali predestinate nell'ambito di un complotto (cospirazione) preparato e ben pianificato dall'esterno. D'altra parte fortissimi ed occulti interessi spingerebbero le azioni dell'America, Israele, Europa, Turchia, Arabia Saudita e Qatar: il modo in cui essi presentano e trattano il popolo sovrano siriano ed il suo territorio è un crimine contro l'umanità.

     La Responsabilità dell'Europa                                                                                    

    La responsabilità dell'Europa è evidente ed implica la negazione più radicale di tutti i suoi principi. Probabilmente la Siria dal punto di vista strategico è uno dei luoghi più importanti per i governanti del mondo, nonché una delle poche roccaforti a resistere contro il distruttivo imperialismo occidentale (che – aggiungiamo – ha già fatto piazzapulita in Medioriente ed Africa). 

     Il Ruolo della Turchia                                                                                                    

    Il presidente siriano si è sempre dimostrato pronto al dialogo ed all'amicizia verso la vicina Turchia. Nel frattempo, l'Europa ha posto un suo quartier generale militare lì sul confine settentrionale con la Siria, provvedendo ad allestire campi per l'addestramento militare dei terroristi. Infine, la Turchia ha messo le mani su tutte le fabbriche di Aleppo – il cuore economico della Siria – smantellandole, saccheggiandole e distruggendole, dimostrandosi un fedele partner europeo, con tanto di pugnale nascosto dietro le spalle, e proteso a perseguire il suo sogno: ripristinare l'impero ottomano.

     Il Ruolo di Arabia Saudita e Qatar                                                                             

    La Siria è infine l'ultimo baluardo contro l'Islam fondamentalista radicale ed è quindi una spina nel fianco di Arabia Saudita e Qatar: anch'essi buoni amici dell'Occidente, amici ricchi e potenti, nonché i più grandi finanziatori del terrorismo a livello internazionale. Anche se la loro società rappresenta una vergogna per la famiglia umana, essi vogliono creare a tutti i costi uno stato laicale in Siria (cancellando definitivamente – aggiungiamo – la presenza del Cristianesimo) sostituendo  all'attuale credo una dittatura islamica radicale. In effetti essi stanno facendo il "lavoro sporco" nell'interesse degli amici occidentali, che un domani (a lavoro finito) potranno mettere le mani sulle risorse energetiche del Paese e quindi stabilizzare nella regione il proprio potere.

     L'Asse del Male e la Nuova Norimberga                                                                 

    I cittadini siriani saranno spazzati via, il Paese – come accaduto già in tanti altri paesi –  sarà lasciato in balia di queste forze esterne e della fazione collusa con le forze occidentali (e con l'integralismo islamico) auto-proclamatasi col curioso appellativo di "Amici della Siria". Fazione che a sua voltà avrà la sua parte la ricchezza ergendosi contro le altre potenze regionali. Ma una volta cadute tutte queste maschere, quanto accaduto sarà probabilmente ricordato attraverso una nuova Norimberga. Ciò dimostrerà il fatto che il famoso "asse del male" in realtà non  riguardava affatto Damasco, ma bensì Washington, New York, Bruxelles e Londra.

     Il Ruolo dei Cristiani nella rinascita della Società Siriana                                 

    Come cristiano, io appartengo al gruppo più imparziale in Siria: i cristiani nella storia della Siria hanno avuto un ruolo importante nel Rinascimento arabo, fornendo tra l'altro il loro contributo particolare alla cultura araba. Ma i cristiani non hanno mai avuto alcuna ambizione nel diventare un gruppo di potere, supportano tutte le riforme in maniera assolutamente equilibrata e non partigiana. I cristiani sono il gruppo più povero, ma restano testimoni della loro fede in Gesù Cristo e del Regno di Dio sulla terra. Quindi, finora, in tale prospettiva, abbiamo operato al fine di aiutare le famiglie bisognose di tutte le etnie e religioni, ricevendo nel contempo aiuto e sostegno da loro. Vuole davvero sapere cosa sta accadendo in Siria? Ascolti allora le grida ripetute dei nostri patriarchi: i testimoni più attendibili e imparziali.

     L'Europa non deve contribuire alla distruzione della Siria!                             

    Signore, non è compito dell'Europa quello di rovesciare il governo siriano e il suo Presidente, contribuendo ad uccidere e a distruggere il Paese. Nel frattempo, lo stesso Presidente, il Governo e il Popolo hanno espresso il proprio desiderio di continuare a vivere in unità, nonostante il terribile complotto straniero. Questa è la vera grandezza del popolo. Ci sono certamente molte lacune e carenze nella gestione amministrativa e nella società, tuttavia il modo vigliacco con il quale  l'Occidente ed i suoi alleati cercano costantemente di boicottare i naturali processi di cambiamento è  inaccettabile e indegno d'Europa. (vedi discorso del Presidente Assad in allegato: discordo censurato da tutti i media occidentali).

     Basta alle Menzogne mediatiche ed alle azioni sovversive                               

    Che cosa può fare l'Europa? Cessare l'attività di diffusione sistematica di menzogne sulla realtà siriana; cessate ogni azione di sostegno e collaborazionismo protesa al rovesciamento del governo e del capo dello Stato; arrestare tutte le azioni che direttamente o indirettamente, stanno causando continue e cruente uccisioni, seminando il caos nel Paese; cessare di supportare il sedicente  "Esercito Libero Siriano", il quale a ben vedere non è né libero, né siriano, né un esercito, ma è in realtà costituito da bande di criminali operanti con la vocazione e l'ordine di distruggere il Paese.

     L'Asse Euro-Anglo-Stutunitense – Stesso copione di Iraq e Libia                 

    Stessa logica seguita dai droni senza pilota degli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno ucciso migliaia di civili innocenti  in diverse regioni del mondo. Ciò mentre l'Occidente ed i suoi alleati Continuano a confezionare falsi filmati e false testimonianze inerenti a presunti attacchi  con armi chimiche,  protesi a mettere in cattiva luce il Governo Assad,  incuranti verso le migliaia di vittime  – per lo più soldati e giovani – che in questa guerra hanno dato la propria vita per proteggere il loro popolo. In tutto ciò le ricordo che in Iraq, dopo 2000 anni, una delle più antiche comunità cristiane è stata distrutta grazie alla coalizione anglo-americana con lo slogan "Libertà per l'Iraq" e con il supporto della menzogna sulle inesistenti armi di distruzione di massa. Stesso copione seguito per la distruzione disumana della Libia da parte dell'imperialismo occidentale, con il sostegno attivo dell'Europa.

     No al Terrorismo. Si al Dialogo ed alla Ricostruzione                                         

    Che cosa può fare l'Europa? Difendere la sovranità del popolo siriano razziato dalla Turchia, contribuendo alla ricostruzione di tutti mulini distrutti e rubati. Chi distrugge un Paese deve anche Ricostruirlo. Deve essere uno statista e non un leader terrorista: ciò entrando in dialogo con il governo e il Presidente della Siria, faccia a faccia. (…)

     Fermate questa follia! Senza Valori di Pace l'Europa non ha futuro              

    Eccellenza, l'attacco in corso contro la Siria da parte dell'Europa è degradante. La sofferenza del popolo siriano è espressa da un grido di aiuto che sale sempre più forte: fermate questa follia! È troppo, è davvero troppo! L'Europa deve essere costituita su fondamenti autentici e valori umani universali. Senza questi valori, l'Europa non ha alcun significato: essa è senza futuro. (…) Eccellenza, Se desidererà contribuire a svolgere una positiva inversione di tendenza all'attuale status quo e quindi  deciderà di venire incontro alla sofferenza del popolo siriano, allora meriterà il nome di "secondo padre dell'Europa" o quello di "ri-fondatore dell'Europa", cosa che io sinceramente le auguro, in caso contrario, non si potrà definire un politico e cristiano degno di tale nome.

    Padre Daniel Maes – Monastero dell'Ordine dell'Unità di Antoichia, Siria

    Traduzione a cura di Sergio Basile e della Redazione di "Qui Europa"

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    Venerdì, Gennaio 11th/ 2013 – Discorso in Forma integrale del Presidente Bashar Al-Assad –  – President Bashar Al-Assad's Speech in Full Form – – Traduzione di Sergio Basile – Qui Europa (www.quieuropa.it) Cristiani / Bashar Al-Assad / Discorso in Forma Integrale / Traduzione in Italiano / Damasco / Teatro dell'Opera di Damasco / Desiderio di Pace […]

    La Siria La Implora – Lettera a Papa Francesco da Gregorios III, Patriarca d’Oriente

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    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – Damasco, dalla Redazione di "Ora Pro Siria" – Siria, Lettera a Papa Francesco, Gregorios III, Gregorio III, Patriarca di Antiochia, Chiesa Siriana, Preghiera, Aiuto, Venerdì Santo, Colosseo, Via Crucis, Resurrezione, Popolosiriano, Appello a cattolici di tutto il Mondo, Armi, Violenza, Terrore, Ostaggi, Ora Pro Siria, Pace, Imperialismo Occidentale, Nuovo Ordine Mondiale, Indifferenza […]

    Siria – Una Mail Può Salvare Migliaia di Vite – Campagna di Solidarietà col Popolo Siriano

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    Giovedì,  Marzo 21st/ 2013  – di Rete No War e Redazione "Qui Europa" –   Esteri, Siria, Dublico, Italia, Governo Tecnico, Francia, Gran gretagna, Regno Unito, Parigi, Londra, Roma, Damasco, Nato, Unione Europea, Qatar, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Terroristi,  Jihadisti, Fornitura Armi, Legge 185 del 1990, Dignità, Interessi occidentali, Giulio Terzi, Rete No War, Redazione Qui Europa, […]

    Siria: La Guerra delle Falsità Occidentali e dell’Indifferenza – Muoviamoci!

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    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Esteri, Siria, Aleppo, Guerra Civile, Bambini soldato, Persecuzioni, il volto della guerra, Povertà, Morte, Distruzion, Caritas Siria, Agenzia vaticana Fides, Cristiani perseguitati, Monsignor Antoine Audo  Aleppo: Bambini Soldato e Cristiani in Fuga. Una città sfigurata La denuncia straziante del vescovo della città: "Qui si muore di […]

    Siria – L’Appello dei Vescovi: Forze Oscure Operano per Disarticolare Stati e Istituzioni. Non Siate Indifferenti

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    Mercoledì,  Aprile 10th/ 2013  – di Fady Noun e Sergio Basile –  Siria, Primavera Araba, Nuovo Ordine Mondiale, Inganni, Bechara Rai, Patrice Paoli, Desertificazione della presenza cristiana in oriente,  ONU, New York, Ginevra, Patriarca Maronita, Francia, italia, Parigi, Roma, Damasco, Monsignor Issam John Darwish, Dialogo, Pericolo per l'Europa, Indiffernza pilotata degli Europei, Deriva islamista, Pericoli dell'integralismo […]

    Un Inganno Chiamato “Primavera Araba” – Seconda Parte

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro Siria, Un […]

    Un Inganno chiamato “Primavera Araba” – Prima Parte

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro […]

    2012: Ucciso un Cristiano ogni 5 minuti – La Forza della Fede nella Croce: il Perdono e la Resurrezione

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    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società / Cristianesimo / Nigeria / Egitto / Mali / Pakistan / Corea del Nord / India / Fede / Vittime / Persecuzioni / Fedeli / Perdono / Vendetta / Santo Stefano / Martiri / Cammino […]

    Noi italiani, complici del disastro siriano – Ecco come Terzi Fomenta la Guerra in Siria

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    Venerdì,  Febbraio 22nd/ 2013  – di Marinella Correggia –   Esteri / Siria / Unione Europea / Qatar / Guerra / Negoziati / Crisi siriana / Amici della Siria / Coalizione di Doha / Attentati / Aiuti militari / Terroristi / Jihadisti / Embargo commerciale / Forniture Armi / Legge 185 del 1990 / Dignità […]

    Siria – Massacri Quotidiani, Massacri Manipolati, Massacri Occultati dal Mostro Occidentale

    Siria – Massacri Quotidiani, Massacri Manipolati, Massacri Occultati dal Mostro Occidentale

    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Marinella Correggia e Pierangela Zanzottera –  Siria / Due massacri Manipolati e altri due occultati / Aleppo / Damasco / Homs / Kamikaze / Lahdar Brahimi / Onu / Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite / Osservatorio Siriano per i Diritti Umani / Londra / Fiume Queiq / Mohammad al-Halabi […]

    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Viaggio tra le Primavere Arabe  / Esteri / Mondo arabo / Primavere arabe / Tunisia / Medio Oriente / Nord Africa / Rivoluzioni / Proteste / Ribelli / Avere vent'anni a Tunisi e al Cairo / Europa / Occidente / Libertà individuali / Diritti […]

    Barbarie e Crimini Contro l’Umanità: L’Imperialismo francese in Africa

    Barbarie e Crimini Contro l’Umanità:  L’Imperialismo francese in Africa

    Giovedì, Gennaio 31th/ 2013 – Mère Agnès-Mariam – Una testimonianza contro le barbarie – Comunicato Stampa –  Barbarie e Crimini Contro l'Umanità:  L'Imperialismo francese in Africa / Colonialismo / Nuovo Ordine Mondiale / Francia / Onu / Nato / Bugie dei Media / Terrorismo / Signori della Guerra / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Imperialismo Usa / […]

    Siria – I Guerrafondai della Nato a Roma. Ascoltino la Voce della Chiesa Siriana

    Siria – I Guerrafondai della Nato a Roma. Ascoltino la Voce della Chiesa Siriana

    Giovedì,  Febbraio 28th/ 2013  – di Sergio Basile e Fraternità Maria Gabriella –     in collaborazione con "Asianews" e "Ora Pro Siria"  Siria, Roma, Italia, Ribelli, Usa, Nato, John Kerry, Esteri, Unione Europea, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Embargo commerciale, Forniture Armi, Terrorismo internazionale, Interessi occidentali, Giulio Terzi, Mario Monti, […]

    Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta Ancora Guerre e Ingerenze – Un gruppo di Stati Lotta per la Pace

    Siria – Il Consiglio Diritti Umani ONU Fomenta Ancora Guerre e Ingerenze – Un gruppo di Stati Lotta per la Pace

    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – di Marinella Correggia – ONU, New York, Ginevra, Consiglio dei Diritti Umani ONU, Geopolitica, Francia, Regno Unito, Cameron, Hollande, Francia, Siria, Bani Walid, Libia, Damasco, Primavera Araba, Democratizzazione del Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Embarghi economici, Manuel Barroso, Commissione europea, Guerra in Siria, Decimo anniversario della Guerra in Iraq, Iraq, Qatar, Turchia, Venezuela, […]

    La Siria e La Vergogna dell’Occidente Coloniale

    La Siria e La Vergogna dell’Occidente Coloniale

    Sabato,  Marzo 16th/ 2013  –  di Jean Pierre Fattal – Siria, Occidente, Aleppo, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Governi Occidentali, Nuovo Ordine Mondiale, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein, San Francesco, Primavere, Strategia Occidentale, Distruzione dei Cristiani, Mondialismo Massonico, Miracolo, Genocidio, Crisi di Valori, Crisi Umanitaria, Jean-Pierre Fattal, Ora Pro Siria, Sibialiria, Manca l'energia elettica, Manca il latte, […]

    SOS Siria – Abbandonati nell’Indifferenza tra le Bugie dei Media

    SOS Siria – Abbandonati nell’Indifferenza tra le Bugie dei Media

    Venerdì, Gennaio 18th/ 2012 – di Mario Villani –  SOS Siria – Abbandonati nell'Indifferenza tra le Bugie dei Media /  Siria / profughi / Damasco / Aleppo / Gelo / Inverno / Intemperie / Terrorismo / Signori della Guerra /Ora Pro Siria / Giordania / Turchia / Libano / Campi Profughi / AVSI / Bugie Propagandistiche / Kossovo […]

    Siria – Il Parlamento approva il Piano Politico del Presidente Bashar Al-Assad

    Siria – Il Parlamento approva il Piano Politico del Presidente Bashar Al-Assad

    Martedì, Gennaio 15th/ 2013 – Comunicato Stampa del Comitato Italia-Siria – syrian parliament /  Siria – Il Parlamento approva il Piano Politico del Presidente Bashar Al-Assad / Piano di Pace di Assad  / Bashar Al-Assad / Discorso / Damasco / Pace / Terrorismo / Siria / Profughi / Sovranità Popolare / Parlamento Europeo / Disordini in Siria […]

    Siria – Iran e Russia appoggiano il Piano di Pace di Assad

    Siria – Iran e Russia appoggiano il Piano di Pace di Assad

    Martedì, Gennaio 15th/ 2013 – Comunicato Stampa Centro Italo-Arabo e del Mediterraneo –  Piano di Pace di Assad  / Cristiani / Bashar Al-Assad / Discorso / Traduzione in Italiano / Damasco / Pace / Terrorismo / Integralismo islamico / Primavera araba / Le False Primavere / Siria / Profughi / Sovranità Popolare / Referendum Popolare / […]

    Siria – Da Giordania e Croazia Armi e Ipocrisia

    Siria – Da Giordania e Croazia Armi e Ipocrisia

    Giovedì,  Marzo 14th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile  – Siria, Usa, Giordania, Armamenti dalla Croazia, Guardian, Amman, Damasco, Washington, New York Times, Der Spiegel, Al Quds al Arabi, Sacra alleanza del male, Der Spiegel, Al Quds Al Arabi, Times, Arabia Saudita, Jutarnji List, Croazia, turchia, Assad, Sibialiria, Ora Pro Siria, Qui Europa, Giuseppe […]

    Siria – La Guerra di Cameron il “Pacifinto”

    Siria – La Guerra di Cameron il “Pacifinto”

    Giovedì,  Marzo 14th/ 2013   – Redazione "Qui Europa" – Siria, David Cameron, Regno Unito, Damasco, Fondamentalismo islamico, Guerra in Siria, Pace, Fornitura di armi, oasi di Pace, Bashar Al Assad, Lupi travestiti da Agnelli  Siria – La Guerra di Cameron il "Pacifinto" Il premier Britannico sbatte le porte in faccia alla Pace Armi di morte ai […]

     

     

  • Siria – Nuovo Appello del Patriarca di Antiochia: “La sofferenza ha superato ogni limite”

    Siria – Nuovo Appello del Patriarca di Antiochia: “La sofferenza ha superato ogni limite”

    Martedì, Aprile 16th/2013

    – Appello di Gregorio III, Patriarca di Antiochia 

    Siria, Europa, Patriarca di Antiochia, Gregorio III, Papa Francesco, Damasco, Aleppo, Integralismo Islamico, Daraja, Libia, Giordania, Egitto, Iraq, Turchia, 

    Siria – Nuovo Appello del Patriarca di

    Antiochia: "La sofferenza ha superato

    ogni limite" 

    Il Futuro del Cristiani in Medioriente è legato alla

    Siria. Preghiamo perchè Dio apra gli occhi e

    converta i cuori dei "Signori della Guerra"

     

    Nuovo Appello di Gregorio III, Patriarca di Antiochia

    Syrian Children

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Nuovo Accorato Appello del Patriarca di Antiochia                                       

    Damasco – Il Venerdì 29 marzo 2013, ho fatto appello a Sua Santità il Papa di Roma Francesco. Oggi, mi appello al mondo, specialmente ai Capi di Stato dei paesi arabi, dell’Europa occidentale e orientale, del Nord e Sud America, così come alle organizzazioni internazionali e ai titolari di Premi Nobel. Questo è lo stesso grido che innalzo come cittadino arabo siriano, come cristiano e come Patriarca cattolico residente in Damasco. La Siria vive un cammino di croce sanguinosa, dolorosa e prolungata, che si estende su tutte le strade del Paese. Tutti i Siriani -cristiani e musulmani, il governo, l'opposizione, gruppi armati di qualsiasi provenienza – tutti portano la stessa croce da più di due anni.

     La Sofferenza ha Superato ogni Limite                                                                  

    La sofferenza ha superato ogni limite. La crisi sta falciando migliaia e migliaia di soldati, di oppositori, di uomini civili, donne e bambini, sceicchi e sacerdoti, cristiani e musulmani. Tutta la Siria è diventata un campo di battaglia. E' diventata anche un luogo di commercio, di scambio di beni solo per il denaro e gli interessi di alcuni. Tutto ciò che è la democrazia, i diritti umani, la libertà, la laicità e la cittadinanza si è perso di vista, e non importa a nessuno. Ovunque, è la manipolazione, menzogna e ipocrisia. E’ una guerra senza volto, con combattenti senza volto. Nessun luogo è più sicuro in Siria. Si crede che vi sia la sicurezza da un lato e l'insicurezza dall'altro, ma in qualsiasi momento si può essere vittima di un'esplosione, di una granata, di un proiettile, oltre ai sequestri e alle prese di ostaggi a scopo di estorsione, gli assassini … Il caos minaccia tutti, ovunque e in ogni momento. I pericoli sono in agguato per tutti i cittadini, soprattutto civili, a causa della destabilizzazione e del caos dei quartieri in molte aree (Homs e dintorni, Aleppo, la periferia di Damasco, la mia città natale Daraya, …); a causa della strumentalizzazione, specialmente dei cristiani, ma anche di diversi gruppi religiosi.

      Scudi Umani e Falsi Scontri Religiosi                                                                   

    C'è anche il pericolo di essere presi come scudi: persone, case, chiese, moschee … E il pericolo di disordini religiosi artificiali, soprattutto tra cristiani, musulmani e drusi. Questi pericoli minacciano tutti i cittadini, ma soprattutto i cristiani, che sono la cellula più debole, la più fragile. Davanti a tutti questi pericoli, a questa sofferenza, a queste disgrazie che affliggono tutti i cittadini, ci chiediamo: Non c’è nessun’ altra voce, altra via che la guerra, le armi, la violenza, l'odio, la vendetta? Abbiamo un disperato bisogno di una soluzione. Mesi fa abbiamo lanciato, nel mese di agosto 2012, la nostra chiamata: "La riconciliazione è l'unica salvezza per la Siria." Non smetteremo di chiamare all’amore, al dialogo, all'armonia e alla pace. Siamo certi che, nonostante tutti i nostri problemi, tutti i siriani – governo, partiti politici, musulmani sunniti e sciiti, alawiti, cristiani e drusi – siamo in grado di comunicare, di ricostruire un clima favorevole alla riconciliazione, per andare avanti insieme. Io, come Patriarca, e tutti noi, come cristiani, siamo chiamati a svolgere questo ruolo. Questo è il motivo per cui vi stiamo scrivendo. Forse è utile presentare, in particolare, la situazione dei nostri cristiani.

     Il Futuro dei Cristiani in Medioriente è legato alla Siria                                   

    Damasco è la sede del nostro Patriarcato melchita greco-cattolico, e anche la sede dei Patriarcati greco ortodosso e siriano ortodosso di Antiochia. La Siria ha tra il milione e mezzo e due milioni di cristiani di tutte le chiese. A parte l'Egitto, è il Paese dove c’è il maggior numero di cristiani, anche più che in Libano. Il futuro dei cristiani in Medio Oriente è legato ai cristiani di Siria. Molti cristiani libanesi sono fuggiti in Siria, dal 1975 al 1992 e nel 2006. Allo stesso modo, i cristiani dell'Iraq si sono per lo più rifugiati in Siria, dove si trovano ancora molti di loro. Il futuro dei cristiani in Siria è minacciato, non dai musulmani, ma dalla crisi attuale, a causa del caos che essa crea e dell'infiltrazione di gruppi islamici fondamentalisti e fanatici, incontrollabili, e sono questi che possono essere la causa di attacchi contro i cristiani. La minaccia del peggio è forse più grave per i musulmani che per i cristiani, a causa dei sanguinosi conflitti secolari tra le fazioni e le sette dell'Islam. La situazione dei cristiani è già un doloroso bilancio: più di mille vittime (militari e civili, sacerdoti, uomini, donne e bambini), e centinaia di migliaia di rifugiati e persone sfollate, all’interno della Siria stessa , e in Libano, Giordania, Egitto, Iraq e Turchia. Altri, un numero relativamente grande (ma non abbiamo le cifre esatte), sono fuggiti in Europa (soprattutto in Svezia), in Canada e negli Stati Uniti …, in tutto, circa da 250.000 a 400.000 persone..

      Interi villaggi svuotati dalla presenza cristiana                                                    

    Le perdite materiali sono molto gravi. Non abbiamo statistiche, ma sappiamo che ci sono una ventina di chiese danneggiate o parzialmente distrutte, e anche le istituzioni sociali (scuole, orfanotrofi, case per anziani), che sono da sempre al servizio di tutti i cittadini, cristiani e musulmani. Tutto ciò senza contare la perdita di posti di lavoro (fabbriche, negozi, edifici) e delle case dei nostri fedeli, che hanno dovuto lasciare le loro città, villaggi, quartieri in fretta, senza essere in grado di prendere con sè poco o nulla. In generale, queste case e proprietà sono state saccheggiate, distrutte o danneggiate. Tutto questo rappresenta perdite per un totale di diversi milioni di dollari. Interi villaggi sono stati svuotati di tutti i loro abitanti cristiani (come la mia città natale Daraya). I nostri concittadini musulmani sono in una situazione simile, con perdite ancora più gravi, perché sono molto più numerosi di quanto siano i nostri fedeli. Ma il fatto più grave, per tutti, è il caos!

     Preghiamo perchè il Mondo ascolti la Voce del Papa                                         

    La Domenica di Pasqua, Papa Francesco, ha lanciato un appello per "l'amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i molti rifugiati che attendono aiuto e conforto. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze devono ancora essere imposte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?” Preghiamo perchè il mondo ascolti la voce del Papa Francesco! Noi preghiamo per tutti voi, Sovrani, Presidenti, Capi di Stato e di Governo dei Paesi di tutto il mondo. Possiate, cari Amici, ascoltare la voce di Cristo: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figlio di Dio". Preghiamo perchè siate degni di questa beatitudine, perchè voi siate operatori di pace.

    + Gregorios III – Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente,

    Alessandria e di Gerusalemme

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    Giovedì,  Marzo 14th/ 2013

    – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile  

    Siria, Usa, Giordania, Armamenti dalla Croazia, Guardian, Amman, Damasco, Washington, New York Times, Der Spiegel, Al Quds al Arabi, Sacra alleanza del male, Der Spiegel, Al Quds Al Arabi, Times, Arabia Saudita, Jutarnji List, Croazia, turchia, Assad, Sibialiria, Ora Pro Siria, Qui Europa, Giuseppe Sacco, Ricolonizzazione dell'Africa e del Medioriente, Francia, Francois Hollande, 

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    di Giuseppe Sacco e Sergio Basile

    Target Sirya

    Amman, Damasco, Washington, Zagabria, Londra – Quando il direttore del giornale panarabo al Quds al Arabi aveva criticato la decisione delle autorità di Amman (Giordania) di accettare l’arrivo di 150 militari degli Stati Uniti affinchè potessero aiutare il regno hascemita nella "gestione dei profughi siriani" (la chiamano così), si erano manifestate già le avvisaglie che qualcosa si stesse muovendo, già fin dallo scorso Ottobre. Infatti secondo il settimanale tedesco Der  Spiegel gruppi armati siriani da introdurre nel Paese confinante sarebbero stati addestrati (e lo sarebbero ancor oggi) da un gruppo di esperti americani. Il direttore del giornale panarabo Al Quds al Arabi infatti recentemente riconosceva come già ad Ottobre questo contingentato evento non facesse altro che gettare ombre sull'autonomia della Giordania: una sorta di burattino occidentale a tutti gli effetti. “Siamo abituati a vedere i soldati giordani impiegati in diversi fronti in Medio Oriente, essendo riconosciuta da tutti la loro alta specializzazione. Per questo i giordani non hanno bisogno di forze speciali statunitensi che li aiutino a gestire i profughi siriani, come ha invece scritto il New York Times. La questione – ha dichiarato il tabloid arabo – pone infatti una serie di interrogativi sul ruolo delle forze giordane nell’attacco alla città libica di Tripoli, così come nella piazza principale di Manama in mano all’opposizione, in appoggio alla missione saudita in Bahrein”. 

     L'Ambiguità Occidentale – Il Ruolo di Francia e Giordania 

    Queste le parole dell’editorialista che vorrebbero indurre l'opinione pubblica a pensare che “la presenza di queste forze misteriose serve come apripista per l’arrivo di altre. Ciò (evidentemente) in previsione di un attacco militare della Siria che potrebbe avere diverse giustificazioni (ovviamente – aggiungiamo – rigorosamente false e pretestuose): dalla scoperta di armi chimiche alla presenza di gruppi terroristici”. La medesima tesi viene confermata dalle rivelazioni di alcuni diplomatici occidentali che concordavano nel sostenere la presenza di soldati britannici in Giordania, in accordo con la notizia riportata dal TimesStando alle fonti sembra che le truppe occidentali includessero anche una partecipazione francese. Francia per altro già sistematicamente impegnata in un'opera di ricolonizzazione dell'Africa. Come già denunciato in diversi articoli dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa", con  in allegato prove documentali, dossier e video inconfutabili. (Vedi articoli in allegato).

     Le Rivelazioni di " Der Spiegel" e "The Guardian" 

    Ecco perché la notizia riportata dal Der Spiegel non stupisce: sembrerebbe ci siano truppe Usa in Giordania preposte all’addestramento di 1200 combattenti di cui 200 sarebbero già pronti per la marcia e lo spargimento di sangue, nrlla terra universalmente considerata come una delle "patrie nobili" del Cristianesimo. Secondo il quotidiano inglese The Guardian infatti, membri dell’intelligence del Regno Unito starebbero  già da tempo fornendo supporto logistico ed altri aiuti ai mercenari, e le ultime dichiarazioni del premier David Cameron in merito non lasciano alcun dubbio. In merito l'ambiguità è pressocché totale: il Ministro della Difesa londinese avrebbe vietato l’addestramento militare ai gruppi da inviare in Siria. Nonostante il divieto però, sempre il Guardian,  fa notare come una guarnigione delle forze di Sua Maestà sia già stato addestrato in Giordania.  Sarebbe quindi vero che Usa e Gran Bretagna starebbero armando  ed addestrando terroristi  che operano in Siria in maniera clandestina.

     Il Ruolo di Croazia, Turchia e Arabia Saudita 

    Ma non finisce qui!  Settimana scorsa è giunta la notizia che 3mila tonnellate di armi provenienti dalla Croazia siano state inviate in Giordania  e Turchia per via aerea perché passassero il confine. Infatti il giornale croato Jutarnji List lo ha rivelato in una inchiesta, secondo la quale veicoli carichi di armamenti per “ribelli” sarebbero decollati da Zagabria. Tutto sembrerebbe organizzato da società da copertura americane che si avvalgono di aziende di trasporto turche e giordane ed il tutto pagato con i petroldollari dell’Arabia Saudita. Ma sono forse queste le reali motivazioni dei continui aumenti del carburante in Italia? Si profila – stando ai documenti prodotti ed ai fatti – una sorta di nuova sacra allenaza del male per mettere sotto scacco la Siria.

    Giuseppe Sacco, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Giovedì,  Febbraio 28th/ 2013  – di Sergio Basile e Fraternità Maria Gabriella –     in collaborazione con "Asianews" e "Ora Pro Siria"  Siria, Roma, Italia, Ribelli, Usa, Nato, John Kerry, Esteri, Unione Europea, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Attentati,  Aiuti militari, Terroristi, Jihadisti, Embargo commerciale, Forniture Armi, Terrorismo internazionale, Interessi occidentali, Giulio Terzi, Mario Monti, […]

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  • Siria – Germania e Olanda i Nuovi “Avengers” dell’Imperialismo

    Siria – Germania e Olanda i Nuovi “Avengers” dell’Imperialismo

    Venerdì, Gennaio 25th/ 2013

    – di Sergio Basile – 

    Siria – Germania e Olanda i Nuovi "Avengers" dell'Imperialismo / SOS Siria / Bugie dei Media /  Siria / profughi / Damasco / Aleppo / Terrorismo / Signori della Guerra / Germania / Olanda / Turchia / Bugie Propagandistiche / Media di Regime / NATO / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Imperialismo Usa / Angela Merkel / Avengers / Vendicatori / Disertori / Alleati della Nato / Damasco / Aleppo / Ankara / Prensa Latina / Rainer Glatz / Leo Beulen / Rostock / Berlino / Amsterdam / Curdi / YPG / Unità di Protezione Curde / Cristiada / Calles / The Guardian / Assad / Dialogo e Pace per la Siria 

     Esteri – Siria     Germania, Olanda                                                                         

    SOS Siria – Germania e Olanda i nuovi 

    "Avengers" dell'Imperialismo

    USA-NATO in Siria

    Armamenti verso la Turchia per la causa NATO 

    Ma in Siria cresce il sostegno dei Cristiani al Presidente

    Bashar Assad, contro il Neocolonialismo Occidentale

    Avengers

    Damasco, Aleppo –  Nei giorni scorsi – secondo l'Agenzia internazionale stampa Prensa Latina – "il primo contingente di soldati tedeschi è andato in Turchia per preparare lo stazionamento di missili del tipo Patriot al confine con la Siria". Ok, dunque, al piano imperialistico di colonizzazione della Siria cristiana e pacifica (coraggiosamente difesa dal Presidente Bashar Al-Assad) anche da parte della Merkel in un festival dell'ipocrisia che di giorno in giorno non cessa di stupirci, quanto a barbarie e contraddizioi, contro ogni diritto umano e contro ogni forma di dialogo pacifico. La controversa missione militare – parte dei piani imperialistici della NATO, braccio armato degli Usa nell'Occidente – contro la sovranità siriana coinvole ora , dunque,  anche i panzer tedeschi e non solo: secondo la stampa tedesca, infatti, "20 soldati dell'esercito federale e 30 delle forze armate olandesi hanno viaggiato dall'aeroporto militare di Eindhoven, nei Paesi Bassi, alla città di Adana, nel sud della Turchia".

     Germania e Olanda –  Altri 2 "Avengers" dell'Imperialismo Usa 
     
    L'obiettivo è quello di creare uno scudo aereo e militare tale da bloccare eventuali tentativi siriani di rappresaglia (o forse sarebbe meglio dire di legittima difesa). In tal senso Germania, Olanda e Usa stabiliranno due sistemi autonomi di difesa aerea in Turchia dispiegando – tra l'altro – 350 soldati. Rainer Glatz – capo delle operazioni delle forze tedesche a Potsdam – nei giorni scorsi ha dichiarato come "questa missione sia un chiaro segnale della solidarietà tra gli stati membri della NATO." Solidarietà criminale (aggiungiamo) ma pur sempre solidarietà: ma nel senso più negativo ed aberrante del termine. Molto più dipomatico il Generale olandese Leo Beulen, secondo il quale la missione sarebbe protesa unicamente  alla protezione della popolazione turca. Ma non erano i Turchi a fomentare la guerra e le cruente incursioni di mercenari in Siria? Malgrado la propaganda di regime – molto attiva anche in germania, e non solo in Italia – una durissima condanna alle operazioni tedesche al confine tra Turchia e Siria è piovuta su Berlino e Rostock dai rappresentanti dell'opposizione e del movimento tedesco per la pace. Numerosi anche i cortei di protesta nelle suddette città ed i tentativi di boicottaggio dei carichi di morte. Dalla città portuale di Rostock – per la cronaca – l'esercito tedesco, infatti, ha inviato ed invia attrezzature belliche verso la Turchia
     
      Intanto tra i mercenari dell'ELS aumentano i Disertori  
     
    Ma intanto ad Aleppo aumentano i disertori dall’Esercito Siriano Libero (cioè dell'esercito formato al 95% da mercenari e terroristi anti-Assad ed anti-cristiani) per aderire alle Unità di Protezione Kurde (YPG) scioccati dal barbaro comportamento dei cosiddetti ribelli. "L’Esercito Siriano Libero – confessa il giovane Mohammed a David Meseguer: giornalista indipendente del quotidiano basco Gara  – ha deviato dal suo iniziale compito (…) Alcuni dei suoi membri rubano e minacciano la popolazione civile”. Ma numerosi sono i curdi che stanno aderendo allo YPG: tra di essi anche donne e giovani di etnia araba o di altre minoranze, desiderosi di ripristinare la normalità in Siria e combattere contro la sanguinosa prepotenza degli invasori occidentali. 
     
     In siria oggi come in Messico Ieri – Uniti per la Fede 
     
    Ma malgrado i rinforzi provenienti dagli alleati europei degli Usa e della Turchia (Germania e Olanda) una notizia fuori dal coro ci viene dal quotidiano britannico "The Guardian", secondo il quale i saccheggi e i crimini commessi da alcuni settori dei guerriglieri ("mercenari") dell'ELS proprio ad Aleppo "abbiano assai indebolito l’efficacia dell’offensiva militare dei ribelli in una città chiave del paese". Insomma, malgrado l'asse dei signori della guerra si rafforzi, cresce tra l'intera popolazione del Paese "culla del Cristianesimo" (per l'appunto la Siria) uno straordinario spirito di resistenza e difesa della fede cristiana così terribilmente minacciata a suon di stragi. Uno spirito di solidarietà, umanità e carità  che abbiamo ritrovato con nostra grande sorpresa nel film appena uscito "Cristiada": stranamente (o forse dovremmo dire ovviamente) censurato nelle sale cinematografiche italiane, poichè parla di un popolo (quello Messicano, negli anni Trenta: gli anni della Grande Crisi Economica, della cosiddetta "Grande Depressione")  capace di resistere e vincere contro lo sterminio dei cristiani avvenuto ad opera del governo massonico di Calles, con l'appoggio dei soliti Usa. Quando si dice i "corsi e ricorsi storici".
     

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

     

  • SOS Siria – Abbandonati nell’Indifferenza tra le Bugie dei Media

    SOS Siria – Abbandonati nell’Indifferenza tra le Bugie dei Media

    Venerdì, Gennaio 18th/ 2012

    – di Mario Villani – 

    SOS Siria – Abbandonati nell'Indifferenza tra le Bugie dei Media /  Siria / profughi / Damasco / Aleppo / Gelo / Inverno / Intemperie / Terrorismo / Signori della Guerra /Ora Pro Siria / Giordania / Turchia / Libano / Campi Profughi / AVSI / Bugie Propagandistiche / Kossovo / Guerra in Serbia / Bugie Mediatiche / Media di Regime / Serbi e Albanesi / Bombe della NATO / NATO / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Solidarietà 

     Esteri – Siria    Profughi e Gelo                                                                                        

    SOS Siria – Abbandonati nell'Indifferenza

    Migliaia di Profughi in fuga dalla Siria, esposti 

    al gelo ed alla crudeltà dei signori della guerra

    Dall'Ex Jugoslavia alla Siria, le Bugie propagandistiche 

    Occidentali per proteggere gli Interessi dei Signori

    della Guerra

    media lie about Syria

    Damasco, Aleppo –  Si susseguono in questi giorni le struggenti notizie relative alle miserevoli condizioni dei rifugiati siriani nei campi profughi in Giordania, in Turchia e in Libano. Ci provoca ad una riflessione la recente testimonianza di un volontario della ONG Italiana AVSI che opera in un campo profughi siriano in Libano, il quale rivela come "i bimbi che fuggono da Assad vanno a scuola nel Sud del Libano" .

     Come nell'ex Jugoslavia 

    Durante la guerra nella ex Jugoslavia mi sono recato diverse volte nelle regioni orientali della Croazia per portare a destinazione aiuti umanitari (medicinali, viveri, generatori elettrici…) che consegnavamo ai parroci di alcuni villaggi posti lungo il fiume Sava, fiume che segna il confine con la Bosnia Erzegovina. Uno dei ricordi più vivi di quei giorni è quello dell'arrivo dei profughi dalla Bosnia che attraversavano il fiume su grossi barconi e sbarcavano in terra croata per fuggire dagli orrori della guerra che, in quei giorni drammatici, infuriava in molte città bosniache.

     Il Silenzio e lo Sguardo dei Vecchi  

    Due particolari mi avevano allora colpito più di tutto. Il primo: il silenzio. Malgrado sui campi a fianco della sponda del fiume si ammassassero centinaia e talvolta migliaia di persone non si sentivano né grida né rumori. Per ore l'unico suono percepibile era lo sciabordio dell'acqua che sbatteva contro il legno dei grossi barconi. Il secondo: lo sguardo dei vecchi. Non vi era odio, come nei giovani, né disperazione come in molte donne, direi che vi era solo stupore. Si intuiva una domanda che però nessuno poneva: “perchè? Perchè mi avete costretto a lasciare la mia casa, i miei campi, le mie abitudini, i ricordi di sessanta, settanta anni di vita? Non sapete che troncando così le mie radici mi avete condannato ad una sorte peggiore della morte?”.

      Profondamente Indignati per una Spaventosa Tragedia Umana 

    A me, legatissimo come sono ai luoghi dove sono nato, alla mia casa, ai miei animali ed al mio orticello, quegli sguardi, quelle interrogazioni mute, ma di una eloquenza impressionante, provocavano un'angoscia che ancora adesso non è svanita. Questa è la ragione per cui mi sento particolarmente coinvolto, anche emotivamente, ogni volta che sento parlare di profughi. Perchè so quale spaventosa tragedia umana si nasconde dietro questa parola che noi pronunciamo con troppa facilità. Per questo mi sento particolarmente indignato quando vedo qualcuno letteralmente sfruttare a scopi politici e propagandistici la tragedia di chi è stato costretto a  fuggire dalle proprie case per cercare rifugio in un'altra città o, peggio, in un Paese straniero.

     Il Paradosso Siriano – Morire di Propaganda Occidentale anti-Assad 

    Purtroppo è quello che invece sta succedendo in Siria. Centinaia di migliaia di persone sono fuggite dai loro villaggi e sono ospitate in approssimativi centri di accoglienza all'interno del Paese o nella nazioni confinanti, in particolare Turchia e Giordania. Le ragioni per cui sono fuggite sono le più diverse: molti sono famigliari dei rivoltosi che temono le vendette delle forze di sicurezza, altri sono Cristiani e Alauiti cacciati dalle loro case dalle bande di integralisti e di salafiti, altri ancora semplicemente fuggono le violenze della guerra.  Per i mass media occidentali però tutti sono utilizzati esclusivamente come argomento di polemica contro il Presidente Assad, come se fosse stato lui a volere la guerra che sta distruggendo la Siria e che forse alla fine segnerà anche la sua sorte.

     La Falsificazione della Realtà di Molti c.d. "Media Cattolici" 

    Questo è il solo aspetto che viene colto da molti organi di informazione, compresi, ma non è una sorpresa, quelli cosiddetti cattolici. Invece di preoccuparsi a come lenire (e soprattutto abbreviare) le sofferenze dei profughi sono invece impegnatissimi a studiare come utilizzarli nella guerra di propaganda scatenata a sostegno di una delle parti in guerra.

     Nato – Di Bufala in Bufala… Dalla Serbia alla Siria  

    Mi ricordo un episodio della guerra in Kossovo. Allora i cattivi per definizione erano i Serbi ed i buoni gli Albanesi, in difesa dei quali gli aerei Nato stavano sganciando tonnellate di bombe su tutto il territorio della Repubblica di Serbia. Un giornalista (mi pare, ma non ci giurerei, di RAI 1) chiese ad alcuni profughi cosa stavano facendo di così tremendo i Serbi per provocare la fuga di tante persone.

     "Gli Aerei della Nato Bombardano le Nostre Case

    Ma quali Serbi” fu la risposta “noi stiamo scappando perchè gli aerei della Nato bombardano le nostre case”. Bisognerebbe imparare, davanti a tragedie come quelle dei profughi, a mettere da parte polemiche e propaganda, ed a pensare ad una sola cosa: aiutarli.

    Mario Villani, Ora Pro Siria

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