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  • Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Ungheria Vs Commissione Ue: Secondo Round – Intanto a Budapest va in scena il Congresso Ebraico Mondiale

    Martedì, Maggio 7th/2013

    – di Rosario Giglio e Sergio Basile 

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    Ungheria Vs Commissione: Secondo round

    Commissione Ue avvia seconda procedura di infrazione: 

    tra i punti più caldi, l'indipendenza della Banca Centrale Magiara

    Budapest – Congresso Ebraico Mondiale, tra le proteste

    Vona: "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei sionisti!"

     

    di Rosario Giglio e Sergio Basile

    Indipendenza in Ungheria - Viktor Orban e le Lettere della Commissione europea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Budapest, Bruxelles – Dopo la riforma approvata l’11 marzo 2013 in Ungheria e la relativa risposta dell’Ue, ora siamo al secondo round di questo scontro politico. Come visto  (https://www.quieuropa.it/bruxelles-per-i-media-europeisti-la-difesa-della-democrazia-in-ungheria-fa-rima-con-dittatura/ – vedi allegato) la riforma approvata dal premier ungherese Viktor Orban, non è stata presa di buon grado dall’Unione europea viste le modifiche sostanziali apportate alla Costituzione magiara e – soprattutto – il tentativo di svincolarsi dalla morsa dell'usura internazionale mediante l'affermazione dell'indipendenza della Banca Centrale Ungherese. Dopo il primo botta è risposta, c’è stato un ulteriore passo da parte della Commissione Barroso e nelle scorse ore sono state inviate tre lettere amministrative verso Budapest, in modo da aumentare le pressioni su Orban, dichiarando espressamente come “la Commissione si aspetti che l'Ungheria prenda in debita considerazione il rapporto che questa sta preparando insieme alla commissione Venezia del Consiglio d'Europa, e quello in preparazione all'Europarlamento”. Per la precisione, per seguire il secondo stadio della procedure di infrazione, sono stati inviati due pareri motivati e due lettere amministrative. Siccome è stata applicata una procedura accelerata, ora invece dei classici due mesi, una risposta ungherese è attesa entro un mese.

     Indipendenza Banca Centrale Magiara: la spina nel fianco dell'Ue         

    Per quanto riguarda la questione dell’indipendenza della Banca Centrale Ungherese, invece, la Commissione ha manifestato la propria disponibilità a non proseguire oltre nella procedura, a condizione che l’Ungheria adotti effettivamente le modifiche da quest’ultima prospettate. Una sorta di ultimatum senza condizioni!

    Viktor-Orban-Magyar-Nemzety-Bank-Budapest-556x360

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il possibile terzo stadio della procedura                                                                                                                                                            

    Prima dell’estate, la Vice-presidente Reding convocherà un meeting con il Network dei Presidenti delle Corti Supreme degli Stati membri, dove i rappresentanti ungheresi saranno invitati a spiegare la situazione dell’Ungheria. Se la risposta magiara non sarà di gradimento, la Commissione europea procederà al terzo stadio della procedura d’inchiesta e quindi il governo ungherese potrebbe andare incontro a gravi conseguenze, come  previsto dall'attuazione delle disposizioni dell’articolo 7 che limitano anche – addirittura – il diritto di voto in consiglio. Alla faccia dell'indipendenza e della sovranità dei popoli e delle nazioni! Ma il cristiano Orban non sembra intenzionato a mollare. Per fortuna!

      Attacchi Esterni – La questione del presunto antisemitismo                    

    Frattanto continuano gli attacchi al fastidioso governo, e proprio ieri l'esecutivo magiaro di Orban è stato invitato a sostenere la propria linea di "tolleranza zero" verso un presunto risveglio di spirali di anti-semitismo nella società ungherese: anche se a ben vedere si tratta di attacchi gratuiti tendenti a minare la credibilità della voglia di cambiamento e liberta della società ungherese. In tal senso Viktor Orban ha ribadito la linea pacifica e tollerante del suo governo, aprendo i lavori del Congresso ebraico mondiale, a Budapest. Nell'occhio del cilone,  nello specifico, negli ultimi mesi era finito il partito Jobbik, accusato di posizioni "anti-semite", probabilmente per la sua dichiarata antipatia verso il sionismo ebraico. Per la cronaca va ricordato come oggi l'Ungheria ospiti la prima (a livello numerico) comunità ebraica dell'Europa dell'est, formata da circa 100mila ebrei.

     La Denuncia – "Gli Ungheresi non devono leccare i piedi agli Ebrei"       

    Frattanto, proprio ieri, i leader di Jobbik avevano denunciato il Congresso ebraico mondiale, sostenendo come "la decisione di tenere la riunione in Ungheria sia un'aperta provocazione". Infatti va detto che curiosamente la sessione plenaria del Congresso si sta tenendo fuori da Israele solo per la seconda volta dal 1966. Seplice coincidenza?  "Il nostro Paese – ha dichiarato Marton Gyongyosi, deputato di Jobbik – è vittima della sottomissione sionista, una colonia presa di mira dal sionismo dove noi, cittadini locali, giochiamo solo una piccola parte. Solo una dimostrazione di forza è efficace contro l'avanzata sionista". Dal canto suo, il presidente del partito, Gabor Vona, ha rincarato la dose, sostenendo come "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei. Ma al contrario – ha aggiunto – I conquistatori, gli investitori e gli espansionisti israeliani dovrebbero cercare un Paese in un'altra parte del mondo perché l'Ungheria non è in vendita".

    Rosario Giglio, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Bruxelles – Per i Media europeisti la Difesa della Democrazia in Ungheria fa rima con Dittatura

    Bruxelles – Per i Media europeisti la Difesa della Democrazia in Ungheria fa rima con Dittatura

    Venerdì, Maggio 3rd/2013

    – di Rosario Giglio 

    Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria,  Josè Manuel Barroso, Unione Europea, partito comunista, Costituzione, Corte costituzionale, Thomas Hammarberg, Thorbjorn Jagland, presidente commission europea, commissione europea,  Consiglio d'Europa, Trattati Ue, Fidesz, Rosario Giglio 

    Bruxelles – Per i Media europeisti  "Democrazia

    in Ungheria" fa rima con Dittatura 

    Campagna mediatica vergognosa contro Viktor Orban

    dopo l'approvazione delle riforme costituzionali del

    Parlamento ungherese

    Dio, Famiglia e Nazione al Centro: L’Ue insorge! Come mai?

     

    di Rosario Giglio

    The Victor Orban's Revoltion

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il "Golpe di Orban" che tanto paura all'Ue                                                         

    Budapest, Bruxelles – Lo scorso 11 marzo 2013 – come detto – sono state approvate dal Parlamento ungherese tutte le riforme alla Costituzione volute dal premier Viktor Orban. Diverse le manifestazioni contro queste riforme, tra cui quella del 15 marzo, in Ungheria giorno di festa nazionale. "Muore la libertà in Ungheria!". O almeno così dicono Josè Manuel Barroso e l’Unione Europea. A quasi due mesi dalla delicata questione, dunque, torniamo sull'argomento al fine di illustrare un quadro completo delle novità che hanno fatto infuriare l'euro-casta, tutta concentrata a distruggere il senso di nazione, prospettando la nascita degli "Stati Uniti d'Europa" come soluzione finale di una crisi voluta, indotta e supportata ad hoc. Ed al fine di stemperare e far vedere sotto liucre diversa i termini della vergognosa campagna mediatica occidentale levatasi attorno alla figura del coraggioso premier magiaro. Vediamo.

     Le Principali Riforme                                                                                                                                                      

    1) La Corte Costituzionale potrà esaminare cambiamenti della Costituzione solo da un punto di vista formale, non sui contenuti. Oltretutto non potranno più essere richiamate le sentenze della corte stessa emanate prima del 2012; 2) La libertà di opinione verrà limitata se dovesse ferire la "dignità della nazione ungherese". 3) Gli studenti laureati non potranno espatriare subito dopo la laurea per un tempo minimo che va dalla durata del corso di laurea fino a dieci anni, pena il pagamento degli studi superiori sostenuti (tentativo evidente di salvaguardare l'integrità della cultura e delle tradizioni magiare); 4) Nessuno, nemmeno i senzatetto, potranno dormire sul suolo pubblico; 5) I dibattiti elettorali sono vietati su tv e radio private (se vediamo quel che accaduto in Italia durante il ventennio berlusconiano o quel che accade ancora oggi sulle reti pubbliche grazie a profeti pseudo-sinistroidi sedicenti "difensori dei popoli", probabilmente capiamo perchè); 6) Saranno considerate famiglie e avranno diritto ad agevolazioni solamente le coppie sposate con figli. (finalmente un leader che difende la cellula fondamentale della società). Per coppie omosessuali, non sposate o senza figli, nessuna agevolazione. (Ci sembra sacrosanto!) 7) Il vecchio partito comunista è considerato organizzazione criminale. (una netta rottura con la radice dello stalinismo? Probabilmente si!)  8) Tutte le confessioni religiose dovranno essere approvate dal Parlamento: probabilmente un tentativo di limitare la nascita di movimenti settari protesi a destabilizzare la società.

     Opinioni europee                                                                                                                                                                                                      

    Il Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nelle ultime settimane ha rilascito pesanti dichiarazioni in merito: “La democrazia è in pericolo in Ungheria. Dopo le recenti riforme costituzionali, che non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani, è in pericolo la libertà di espressione, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Persino la libertà di culto è messa in discussione. Il quadro è molto preoccupante e suscita viva inquietudine”. Il Presidente della Commissione europea,  Jose Manuel Barroso, insieme al segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, hanno emanato un comunicato congiunto nel quale affermavano che “le modifiche della legge fondamentale ungherese sollevano preoccupazioni per quanto riguarda il principio del primato del Diritto, il Diritto dell'Unione europea e lo spirito dei suoi trattati, e le norme del Consiglio d'Europa". Ma finora ad essersi beccati una sflilsa di denuncie per "crimini contro l'umanità" per il "trattamento di favore" riservato ai Greci, sono stati Van Rompuy e il resto dell'eurocasta. Non dimentichiamolo, al fine di dare a tutto il giusto peso e la giusta gradazione di colori, al fine di non abboccare alle solite balle mediatiche che tendono sempre a criminalizzare coloro i quali tentano di prendere le distanze dall'attuale vergognoso status-quo filo-europeista.

     Possibili sanzioni Ue e Abolizione del Diritto di Voto in Consiglio                      

    Ora – come noto (?) – l’Ungheria potrebbe essere sottoposta alle disposizioni dell’articolo 7 dei Trattati Ue. Cosa comporterebbe questo? beh, un qualcosa che non ha precedenti storici nel vecchio Continente: la concreta possibilità che al Paese dei Magiari vengano applicate sanzioni economiche e politiche come la sospensione del diritto di voto in Consiglio Ue. La risposta ungherese? Alcuni responsabili della Fidesz (partito di cui il premier Orban fa parte) hanno dichiarato: “E' assurdo pretendere che noi accettiamo ordini dall'estero, che non si facciano nessuna speranza!". Ora ci viene da chiedere: è dittatura quella ungherese o anche quella che impone l’Unione europea? A voi "l’ardua sentenza". 

    Rosario Giglio (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    In Europa la casta invoca l'intervento di Napolitano

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    Grillo - Napolitano - Obama

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Berlino, Bruxelles, Washington  A Roma è stata dichiarata l’ingovernabilità. Il prevedibile responso scaturito dalle urne in Italia, ha spaventato strategicamente – almeno a parole – gli Stati Uniti e la colonia Usa chiamata Ue, tornando a rendere ancor più precari i mercati. Ma a godere a piene mani dell'instabilità italiana a ben vedere sono proprio le grandi banche d'affari ed i falsi profeti della speculazione internazionale che orientano e dettano le regole agli stati occidentali, guadagando miliardi di euro dai ribassi di borsa e dallo spread. Altro che apprensione!

     Gli speculatori e la salute del dio spread  

    Negli ultimi giorni l'ingannevole dio spread è tornato a volare ed a dettare i suoi voleri sulle costituzioni e le leggi, sfiorando i 350 punti base. Solo oggi si è registrato un lieve ribasso. Ieri Piazza Affari ha ceduto il 4,89%, bruciando 17 miliardi. Cifre esorbitanti. Meglio nella giornata odierna. Una cosa è certa, se tali bruschi sbalzi dovessero continuare pure nei prossimi giorni potrebbe prospettarsi per l’Italia una richiesta di aiuto all’Europa. Cioè grazie agli effetti postumi del porcellum ed all'indecisionismo (pilotato) della politica, l'Italia potrebbe finire ancor di più tra le amorevoli braccia dell'usura internazionale. Questi pessimi segnali fanno temere in tutta l’Eurozona una ovvia e netta riesplosione della crisi indotta del debito a livelli mai raggiunti finora. Anche  i colonizzatori di Washington fingono di preoccuparsi per le sorti dell'Euro-colonia, parlando ingannevolmente di "rischio contagio". Quasi come se si trattasse di una forma di lebbra. Quando invece l'unica vera l'ebbra si chiama "euro". Il vero ago della "bilancia del disastro", in qualità di alibi del caos da austerity.

     La Saggezza dell'Occidente Mercatista  

    D'altro canto anche la stampa occidentale di regime regge il gioco. Per conoscere le reazioni dei partner stranieri all’esito del voto italiano è bastato leggere i titoli della stampa estera: il Guardian prospetta il rischio “paralisi” che potrebbe “infiammare una crisi finanziaria globale”. Ma non dice assolutamente nulla sul ruolo della moneta unica. Il Wall street Journal sottolinea il “voto anti rigore” con uno “stallo politico che sciocca i mercati finanziari europei”. Ma ovviamente non dice nulla sulla moneta unicaGli occhi di tutta l’Europa sono puntati, dunque, su Roma, ma nessun dottore indica il vero male e la vera cura da seguire. L’incertezza italiana ieri ha fatto tremare anche gli altri listini con Madrid a -3,2%, Parigi a -2,67% e Francoforte a -2,27%. La Commissione Europea ha ammonito contro il populismo e sul rispetto degli impegni assunti in Europa, invitando tutti ad andare avanti sulla strada delle riforme (al massacro). 

     I Consigli di Angela, Barack e Olli 

    Angela Merkel, dal canto suo, si è detta più che certa che “il voto italiano non è stato contro le politiche di rigore”. Ma come si fa a sostenere tali bestialità? Anche dalla Casa Bianca – in aggiunta – è piovuto un provvidenziale rincaro di dose: ”ci aspettiamo – ha dichiarato Obama – che sia formata una nuova coalizione con cui lavorare in maniera stabile”. Ma – ironia della sorte – il profeta della "stabilità" sembra coincidere in  tutta l'élite ebraico-statunitense (dalla White House a Goldman Sachs) ancora una volta – così come accadde lo scorso anno, prima dell'insediamento di Mario Monti – nella figura del "caro e fedelissimo" Giorgio Napolitano: l’unico accreditato al delicato compito di sbrogliare la situazione. Proprio lui! Colui che si fece complice primo dell'Ue e di Mario Draghi nell'instaurazione di un governo tecnico di razziatori e mercenari. Una sviolinata pro-Napolitano è giunta nelle ultime ore anche dal commissario europeo Olli Rehn: "abbiamo fiducia nelle istituzioni e nelle abilità del presidente Napolitano di trovare una soluzione rapida che assicuri all’Italia di affrontare le sfide che ha di fronte”.  Nel caos post elettorale che non accenna a trovare soluzione,  la figura del Presidente della Repubblica (ri)diventa – dunque – quanto mai centrale e importante per garantire "l’equilibrio del Paese" (si fa per dire). E ciò tra le indecisioni riguardanti un “governissimo” Pd-Pdl; le probabili aperture al Movimento 5 Stelle; una legge elettorale da modificare il prima possibile (se ne sono accorti solo ora) e maggioranze in equilibrio precario.  Sul fronte teutonico ed europeo – tuttavia – si è evitato  categoricamente di colpevolizzare e sottolineare l’insuccesso elettorale di Monti e dello stesso Bersani: quest'utimo in netta caduta di consensi, malgrado la maggioranza relativa. 

      Il Paradosso – La Casta Bancaria internazionale eloggia Grillo  

    Ma Europa d’altro canto, nelle ultime ore abbiamo assistito ad un altro curioso paradosso: il Movimento 5 Stelle è stato promosso quale nuova speranza contro l’austerity addirittura da Goldman Sachs, una delle banche che negli ultimi anni ha più lucrato sulle disgrazie italiche. Non vi pare alquanto strano? Ma Grillo ha incassato il benestare de il plauso anche da un altro mega gruppo bancario:  Credit Suisse. Un endorsement quantomeno improbabile, se si pensa all'ex comico come ad uno tra i più infervorati politici a scagliarsi contro lo strapotere delle banche e delle agenzie di rating. Ciò mentre lo stesso leader del M5S nelle ultime ore ha escluso qualsiasi possibilità di appoggiare la formazione di un nuovo governo tecnico. Come leggere tali dati?

    Mario Luongo, Giuseppe Sacco (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Nuovo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Biologiche False

    Nuovo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Biologiche False

    Lunedì,  Marzo 4th/ 2013

    – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –

     – Comunicato Stampa di Mario Borghezio – 

       Deputato al Parlamento Europeo

    Bruxelles, Uova biologiche false, Commissione europea, Der Spiegel, Uova dichiarate Biologiche, Violazioni, Ministero Agricoltura tedesco, Bassa Sassonia, Inchiesta, Laender, Nord Reno, Westfalia, Macklenburg-Vorpommern, 

    Nuovo Scandalo Alimentare in Europa:

    Uova Biologiche False 

    Il Settimanale "Der Spiegel" ha rivelato come 150

    imprese produttrici siano sotto inchiesta

    Interrogazione alla Commissione europea

    Der Spiegel - Mario Borghezio - Qui Europa

    Bruxelles, Berlino  Nuovo scandalo alimentare in Europa: quello delle uova "biologiche" falseNella mia interrogazione alla Commissione Europea, ho scritto come "il settimanale tedesco 'Der Spiegel' abbia rivelato che 150 imprese produttrici di uova siano sotto inchiesta, accusate di produrre uova "bio" false. Infatti, sul mercato venivano immesse uova dichiarate biologiche ma abusivamente, poiché i parametri produttivi indispensabili per fregiarsi della ricercatissima 'etichetta' non sarebbero stati rispettati. Fra le violazioni del protocollo per ottenere uova biologiche, il numero degli animali raccolti insieme nei pollai e il trattamento stesso delle galline da uova". Inoltre, il portavoce del ministero dell'Agricoltura tedesco ha confermato che "l'autorità giudiziaria della Bassa Sassonia ha aperto un'inchiesta su un sospetto di frode da parte dei produttori che vendono le uova dichiarandole biologiche alla vendita", ipotizzando una truffa ai danni dei consumatori, che colpisce però anche molti agricoltori onesti, che lavorano ai prodotti biologici. Secondo la stampa tedesca, inoltre, "le indagini coinvolgerebbero anche altri Laender del Paese, come il Nordreno-Westfalia e il Mecklenburg-Vorpommern. Lo scandalo potrebbe estendersi ad altri Paesi europei". Ho chiesto quindi come "la Commissione Europea intenda intervenire per prevenire che questo ennesimo caso scandaloso non contagi altri Stati membri, con riferimento alla tutela dei consumatori e dei produttori che rispettano le regole"

    On. Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo                               

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    Lunedì, Febbraio 18th/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois – 

    OGM, Bomba ecoogica, Tumoti, Topi, Veleno Verde, Free trade area, Unione europea , Liberismo Ue, Accordo Usa-Ue, State of Union, Commissione europea, Stati Uniti, Barack Obama, Manuel Barroso, Pil europeo, Organismi Geneticamente Modificati 

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    Bruxelles, Washington – Un nuovo e temibile pericolo sta per abbattersi sulle sorti dei popoli europei. Nella settimana appena conclusasi – tra i silenzi pressocché totali dell'asservita stampa italiana – il presidente USA Barack Obama, durante il discorso tenuto a Washington DC, lo State of Union, ha annunciato l'intenzione di instaurare un'unione di libero scambio tra Stati Uniti ed UE. ''Annuncio – ha dichiarato Obama – che lanceremo colloqui per creare una partnership transatlantica su commercio e investimenti con l’Ue. L'accordo – ha continuato – può portare a creare milioni di posti di lavoro ben remunerati per gli Americani''. A poche ore da queste dichiarazioni, il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, senza batter ciglio, aveva già tirato le proprie somme, accogliendo festosamente le intenzioni americane e annunciando una prospettiva d'incremento del PIL europeo dello 0,5 %, qualora il piano andasse in porto.  Nonostante i ''buoni propositi'' espressi dai grandi capi internazionali, l'apertura di una ''free trade area'' tra i due grandi blocchi comporta numerosi motivi di preoccupazione.

     Colonia europea – Un'altro passo strategico di Obama                                 

    Il mondo mediatico, come suo solito, ha trattato l'argomento solo superficialmente, sottovalutando la rilevanza della notizia, in quanto, secondo le grandi testate, si tratterebbe, dopotutto, soltanto d'una dichiarazione ufficiosa. Eppure resta il fatto che i rappresentanti politici dei due titanici poli finanziari si siano praticamente già stretti la mano al riguardo. Ebbene, quel misero 0,5%, messo su in quattro e quattr'otto dal presidente Barroso, rappresenterebbe il taglio sui dazi doganali, già di per sè basso, attestabile sul 3%. Ma chi ne usufruirebbe? Non certo le piccole e medie imprese – reale motore propulsivo della ripresa per tutti i popoli europei – bensì, ancora una volta, le grandi multinazionali, principali (se non uniche) interessate a questi accordi planetari, dei quali i singoli contribuenti non sono nè partecipi, nè – a quanto pare – informati. Tuttavia anche le classi meno abbienti risentiranno dell'iniziativa transatlantica, ma in negativo. L'Europa, sugli OGM, tra l'altro, dovrebbe necessariamente adeguarsi al mercato americano, superando l'attuale fase di diffusione "sperimentale" del veleno verde.

     OGM – Vogliono innescare la bomba ecologica?                                             

    Ma d'altronde, in Europa i semi geneticamente modificati (semi OGM) già proliferano in tutti i consorzi. Secondo un'indagine di mercato posta in essere nello scorso Aprile proprio dall'Osservatorio "Qui Europa" – infatti – su un campione di 10 sacchi di granaglie per la semina, 9 erano OGM. Sapete qual è stata la motivazione dei grossisti e deidettaglianti intervistati? Semplice!

     OGM – L'intervista ai gestori dei consorsi agrari                                             

    "La produzione OGM costa meno e in periodo di crisi la gente vuol spendere il meno possibile, anche a discapito della stessa qualità e genuinità dei prodotti. Già i costi dell'agricoltura imposti dal sistema sono insostenibili, e le politiche di libero scambio imposte dall'Unione europea degenerano il fenomeno.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     OGM Free – Il Pretesto della Crisi per Contaminare tutta la Natura        

    In effetti – hanno notato molti degli intervistati – le crisi sono il pretesto giusto per far proliferare questi prodotti innuturali e frutto di esperimenti di laboratorio, e per fare – ancora una volta – gli esclusivi interessi delle multinazionali e dei politici che mangiano su questi business alle spalle dei contribuenti e dei nostri figli. Quanto a noi, non resta che chiudere l'attività o adattarci a questo schifo!".

     OGM – Non restiamo a guardare, informiamo e protestiamo                     

    Perciò questo vuol dire che già il veleno verde è finito nei nostri piatti e sulle nostre mense con conseguenze devastanti:  tumori; mutazioni genetiche sul Dna umano; inibizione della fertilità natutrale dei terreni proliferazione di parassiti inattaccabili e contaminazione dilagante di terreni e corsi d'acqua. In una parola: il completamento di un diabolico piano delle organizzazioni mondialioste e delle logge internazionali contro l'uomo e il Creato.  Ovviamente questo nuovo accordo di libero mercato finirebbe per pervertire ancor di più la natura e gli equilibri biologici, mischiando sempre più il nostro DNA con quello di topi, maiali ed altri orrori da laboratorio. Inoltre dovremo abituarci – ed in maniera sempre più selvaggia – a mangiare carni di animali allevati con ormoni della crescita o di pollame trattato con cloro per abbassarne la carica batterica! Con questa le abbiamo sentite veramente tutte. Risulta palese il fatto che dovrebbe essere il mercato americano ad adeguarsi, qualora veramente intenzionato ad esportare questo tipo di prodotti. Le leggi europee e dei singoli governi, invece, sono da oggi nuovamente in discussione, sia in campo alimentare, quanto in quello farmacologico. Il mostro a stelle e strisce ha fatto nuovamente sentire il proprio peso verso il burattino europeo, assicurandosi i prodotti mediterranei senza costi aggiuntivi, e rifilandoci le loro porcherie, garantendo nuovi posti di lavoro per gli americani, nuovi casi di obesità e malessere generale in Europa. Sono politiche di esportazione e di laissez faire che non condividiamo (quale uomo sano di mente lo farebbe?) ribadendo la ferma volontà, da parte nostra, di mantenere vive le nostre tradizioni, continuando a goderci i nostri prodotti – almeno quei pochi rimasti sani – che rappresentano poi quel poco di buono ereditato dai nostri padri. Teniamo a sottolineare, invece, le vere intenzioni del governo americano che, stringendo un'alleanza finanziaria con i paesi UE, affronterebbe con maggiore incisività i mercati asiatici e quelli sudamericani, ormai altamente competitivi e sempre più diffidenti verso il mostro statunitense. A questo punto non ci resta che farci sentire con i nostri eurodeputati, chiedendo loro di difenderci da questo nuovo attacco. Anche se l'Europarlamento, come noto non conta quasi nulla nell'UE. A decidere sono i "non eletti" della Commissione. Questa amici è davvero l'ultima goccia che fa trabboccare il vaso: non ci resta che salvare la pelle ed auspicare una rapidissima uscita da questo manicomio criminale chiamato "Unione Europea". Magari raccogliendo le firme per un referendum, visto che per ora nessun politicante ne parla.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì,  Febbraio 6th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –  Import di Suini dall'Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare /  Suini Usa, stomatite vescicolare / Mario Borghezio / Unione Europea / Suini /Usa / Commissione europea / Parlamento europeo / Controlli / Pericoli / Mercato Europeo / Importazioni / Stomatite Vescicolare / Autorizzazioni all'ingresso nel mercato comunitatio […]

    Eurocamera contro la Biopirateria: Una Risoluzione che Convince a Metà

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    Mercoledì,  Gennaio 23rd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Unione Europea / Parlamento europeo / Strasburgo / Biopirateria / Proprietà intellettuale / Paesi in via di sviluppo / Proprietà curative delle piante / Oro verde / Multinazionali / Rimedi naturali / Catherine Grèze  Ue – Eurocamera contro la Biopirateria: una Risoluzione che convince […]

    Barbarie e Crimini Contro l’Umanità: L’Imperialismo francese in Africa

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    Giovedì, Gennaio 31th/ 2013 – Mère Agnès-Mariam – Una testimonianza contro le barbarie – Comunicato Stampa –  Barbarie e Crimini Contro l'Umanità:  L'Imperialismo francese in Africa / Colonialismo / Nuovo Ordine Mondiale / Francia / Onu / Nato / Bugie dei Media / Terrorismo / Signori della Guerra / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Imperialismo Usa / […]

    Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino  –  Commissione europea / Made in Italy / Confindustria / Roberto Snaidero / Marchio di Qualità / Contraffazione / WTO / OMC / World Trade Organization / Morte dell'economia italiana / Cina / Contraffazione /  L'Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy Via libera alle merci […]

    Pomodoro Rosso Sangue

    Pomodoro Rosso Sangue

    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

    “Land grabbing”: l’inciucio dei potenti che annienta l’Africa – La denuncia di Survival International

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    Venerdì, Marzo 23th / 2012 Europa / Africa / Etiopia / Corno d’Africa / Siccità / Carburante / Profitti / Land Grabbing / Morte / Siccità / Fame / Carestia / Denuncia / Survival International  L’Etiopia vende l’Etiopia: l'Europa sta a guardare e pensa ai profitti – "Land grabbing": l'inciucio dei potenti che annienta l'Africa […]

    E’ corsa all’accaparramento delle terre

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012  – di Mirella Fuccella – Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing  E’ corsa all’accaparramento delle terre La condivisione dei beni come unica risposta possibile? Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove […]

     

  • Italia – Truffati e Commissariati a Vita: Quello che non si dice sull’Ue

    Italia – Truffati e Commissariati a Vita: Quello che non si dice sull’Ue

    Sabato, Febbraio 16th/ 2013

    – di Alessandro Mauceri –

    Unione europea , Colonialismo euro-tedesco , Influenza anglofona , rapporto Debito/PIL, Unione Europea, Regioni Obiettivo 1, Fondi Comunitari, Eurispes, Parlamento Europeo contributi, Italia, Monti, commissario europeo, Caucaso, Asia centrale, repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan IVA, Gran Bretagna, Irlanda, Germania MPS, Commissione Europea, ERF, European Redemption Fund, governance, WallStreetItalia, Mediobanca Securities, Alessandro Mauceri 

    Truffati e Commissariati a Vita: Quello

    che non si dice sull'Ue 

    Dai Fondi Ue alle spese folli dell'Eurocasta. 

    Dalle Truffe Bancarie al colonialismo euro-tedesco. 

    Dal Commissariamento al Furto dell'Oro Italiano

    Ancora convinti di voler restare in questa gabbia di ladri?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – Che I’Italia stia attraversando forse la peggiore crisi economica e politica dal dopoguerra è innegabile. Pochi, però, di quelli che ci governano o che hanno gestito la “cosa comune” nel recente passato, si prendono la briga di spiegare cosa realmente sta avvenendo nel nostro Paese e in Europa. Forse sarà perché sono tutti presi a ricandidarsi e raccontare ai propri potenziali  elettori quali danni hanno provocato sarebbe controproducente. Sta  di fatto che, mentre si litiga su bazzecole mediatiche e si pensa se andare in onda con in braccio un  cagnolino oppure con un gatto, la situazione dell’Italia sta precipitando. Non è mai bello fare allarmismi, ma neanche aspettare che la crisi che attraversa il nostro Paese raggiunga un livello tale da rendere impossibile prendere la via del ritornoEppure, per comprendere quale sia lo stato del nostro Paese e per decidere cosa fare basterebbe dare un’occhiata ai “numeri”, invece che alle parole pronunciate nei discorsi preelettorali. Ebbene i numeri  ci dicono che le scelte adottate da chi ci ha governato nel corso degli ultimi vent’anni anni  (indipendentemente dalla compagine politica di appartenenza) non sono servite a risolvere i problemi del nostro Paese, punto e basta. E di ciò i cittadini non sono mai stati informati. Il rapporto Debito/PIL, negli ultimi decenni, è cresciuto in maniera quasi costante. Il debito pubblico ha raggiunto livelli spaventosi e far parte dell’Unione Europea non è servito a niente, anzi, ha peggiorato le cose. Molti insorgeranno dicendo che, in realtà, l’Italia (e le Regioni Obiettivo 1) vive grazie ai Fondi Comunitari. In realtà, a guardare i “numeri”,  è esattamente il contrario

     Il Grande Bluff  – Lo Sfacelo dei Fondi Comunitari 

    L’Italia da quasi un ventennio ha un bilancio negativo relativo agli aiuti comunitari. Da uno studio dell'Eurispes, a seguito di una interrogazione al Parlamento Europeo relativa ai contributi versati e ricevuti dall'Italia nel 2008, nel periodo compreso tra 1995 e il 2006 (ovvero nel periodo in cui il Prof. Monti ricopriva l’incarico di commissario europeo), emerge come l'Italia abbia ricevuto dall’Unione Europea, meno soldi di quanti ne abbia dati (135 miliardi di contributi versati al bilancio UE e 105 miliardi riavuti in finanziamenti). Tale situazione si è poi ripetuta nel 2007 e poi ancora nel 2008, (risorse versate  dall'Italia 15.144,5 milioni di euro, contro i 10.306,4 ricevuti) e nel 2009 e così via.

     Regaliamo il Frutto del Nostro Lavoro all'Eurocasta 

    La verità è che ogni anno il nostro Paese “regala” all’Unione Europea quasi 5 miliardi di Euro. Soldi prelevati dalle tasche degli Italiani che vengono utilizzati per gli scopi più strani. Come i 6milioni di Euro dell’ultimo bilancio destinati a interventi volti a ridurre  le scorte di pesticidi obsoleti in alcuni Paesi dell’Europa Orientale, del Caucaso e dell’Asia centrale: le repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, cioè Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan riceveranno dall’Unione Europea “un supporto tecnico e politico” per la riduzione dei pesticidi. Cosa voglia dire poi “supporto politico” per la riduzione dei pesticidi è un misteroI soldi che l’Unione Europea riceve – provenienti dalle tasse pagate dagli Italiani, inclusa la parte di IVA che va all’UE – giorno dopo giorno, vengono sperperati senza ritegno e senza che chi paga venga informato di quanto sta accadendo.

     L'Altro Scandalo Taciuto – Quello Bancario 

    Nessuno dice agli italiani che “tra il 1° ottobre 2008 e il 1° ottobre 2012, la Commissione Europea ha approvato aiuti al settore finanziario, cioè a banche e istituti finanziari, per un importo complessivo di 5,0589 trilioni di Euro, vale a dire il 40,3% del PIL” dell'intera UE! (dati RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Aggiornamento 2012 del quadro di valutazione degli aiuti di Stato Relazione sugli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri dell'UE). E che i tre Stati con maggiori problemi bancari in Europa sono la Gran Bretagna (che pure non ha aderito all’Euro), l’Irlanda e la Germania (che vorrebbe fregiarsi del titolo di colonna portante dell’economia europea, ma non dice di farlo con i soldi di tutti i cittadini europei – Per non parlare della Truffa Target2 fatta dall'Ue per far lievitare il surplus tedesco a discapito dei Piigs – Vedi Articolo in Allegato). Eppure si concentra l’attenzione dei media sul MPS….

     La Faccia Oscura e Subdola della Colonizzazione  

    E nessuno si azzarda ad informare gli Italiani che, mentre le banche di alcuni Paesi europei  godono di un “momento di prosperità” che dovrebbe lasciare a bocca aperta altri Paesi (tra cui l’Italia) vengono piano piano colonizzati. Il tutto, silenziosamente, senza grandi clamori, senza che i più ne parlino e sotto i nostri occhi. Chi da molto tempo aspira a governare l’Europa (che di Unione non sembra avere proprio niente a questo punto, salvo il dominio economico di alcuni Stati e di chi li governa) lo fa  ricorrendo a strategie finanziarie che chi ci ha governato negli ultimi vent’anni avrebbe  dovuto conoscere bene (in quanto ex presidente della Commissione Europea o in quanto imprenditore  di livello internazionale o in quanto professore presso la più rinomata università di studi economici d’Italia) oppure facendo sì che l’Unione Europea adotti regolamenti che permetteranno a soggetti esterni di governarci (facendo sì che anche gli stati più deboli e quindi esposti a rischio le adottino).

     Sai Cos'è l'ERF?  

    I vari candidati alle prossime elezioni si guardano bene dal parlare ai propri elettori dell’ERF, l’European Redemption Fund, e delle conseguenze che comporterà, per gli Italiani, che loro abbiano sottoscritto questo accordo. Il 13 giugno scorso il Parlamento Europeo ha approvato, con voto su due risoluzioni, il regolamento per il rafforzamento della governance dell’UE. Belle parole, ma cosa significherà questo per gli Italiani? L’European Redemption Fund  farà confluire i debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona (tra cui quelli dell’Italia) per la parte eccedente il 60% del PIL (in Italia il rapporto debito /PIL, in questo momento, è superiore al 127%, quindi la misura ci riguarda per più del 60%) in un apposito fondo che sarà “garantito  dagli Stati nazionali membri attraverso i loro asset pubblici e da almeno una percentuale di tasse riscosse a livello nazionale”.

     Una Truffa Chiamata ERF – 950 Miliardi solo dall'Italia 

    Per l'Italia si tratterà di conferire al Fondo appena creato circa 950 miliardi di Euro, per un ammontare annuo di 24 miliardi Euro (dati WallStreetItalia e Mediobanca Securities).  E come dovranno essere pagati questi soldi? E qui viene il bello (ora si spiega perché i nostri parlamentari, che promettono di ridurre le tasse, si sono guardati bene dal parlarne agli Italiani). La norma approvata dal Parlamento UE e recepita dall’Italia, prevede “l’assoggettamento a tutela giuridica di uno Stato membro”. Cioè “le autorità dello Stato membro interessato attuano le misure raccomandate (dalle istituzioni europee, NdA) relative all’assistenza tecnica (…) e presentano alla Commissione un piano di ripresa e di liquidazione dei debiti per approvazione”. Tradotto in parole povere (ed è meglio che ci si abitui a questo termine perché a questo ci ridurranno con questa ultima trovata) il governo nazionale cederà all’UE buona parte del proprio potere decisionale e operativo.

     Italia – Commissariati e Schiavizzati a vita – Come i Greci, per Copione 

    Morale della storia: uno Stato sovrano come il nostro verrà privato totalmente della propria sovranità e sarà “commissariato”. Ma non basta, per garantire il proprio debito, gli Stati in peggiori condizioni (indovinate chi?) dovranno tirare fuori le proprie riserve di oro (proposta già avanzata duranre la scorsa estate da due geni assoluti: Romano prodi e il professor Quadrio Curzio – Vedi articoli in allegato) se, come è avvenuto negli ultimi anni (con rapporto debito/PIL in crescita nonostante l’austerity imposta dai governi nazionali che si sono succeduti), le tasse non basteranno a raggiungere le performance imposte dall’Unione Europea, questa avrà titolo per prelevare, dalle casse dello Stato, l’oro posto a garanzia (questa volta in modo non virtuale, ma reale) e “pignorarci” le entrate tributarie per i prossimi vent’anni o giù di lì. Ma di questo in vista delle elezioni non parla nessuno……

    Alessandro Mauceri 

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013

    – di Giuseppe Sacco – 

    Carne tossica nei supermercati / Carne contaminata / Carne di Cavallo / Londra / Parigi / Bucarest / Cortisone dannoso all'uomo / Gran Bretagna / Findus / Romania / Francia / Unione europea / Commissione europea / Parlamento europeo / Supermercati di 16 Paesi / Salute umana / Mercato Interno / Liberismo economico / Michel Barnier / Owen Paterson / Cospirazione / Comigel / Carne d'asino / Parlamento romeno / Phenylbutazone / Dame Sally Davies / Anne McIntosh / Benoit Amon / Tonio Borg / Josè Bovè / Spanghero / Nucleo anti frodi / Michel Barnier / Buisson / Mario Borghezio / Giuseppe Sacco 

    Ue – Carne tossica nei supermercati:

    chi ci vuole togliere di mezzo?

    Carne rumena contenente un farmaco tossico:

    l'ultima perla del libero mercato Ue

    Hamburger Ue

    Londra, Parigi, Bucasest – Nelle utlime ore l'Ue si sta trovando nell'occhio del ciclone per l'ennesimo scandalo liberista: questa volta legato alla libera circolazione di carne contaminata sulle nostre tavole. Avete capito bene, e non è uno squallido scherzo carnevalesco di cattivo gusto. La carne in questione, d'importazione rumena, conterrebbe un farmaco tossico.  Come emerso e denunciato la scorsa settimana in Gran Bretagna. Si sta dunque espandendo a macchia d'olio lo scandalo per la carne di cavallo tossica, spacciata per carne di manzo sano. Owen Paterson, ministro britannico dell’Ambiente, facendo riferimento all’azienda Comigel i cui prodotti sono distribuiti in 16 Paesi europei sostiene come “questa cospirazione sia estesa”.

     Hamburger al Phenylbutazone 

    Infatti i laboratori pubblici hanno scoperto come negli hamburger tarocchi ci sia del phenylbutazone, un cortisone vietato all'uomo in quanto dannoso e quindi potenzialmente letale alla salute come ha ammesso lo stesso criticatissimo Paterson. Il dirigente medico per la Sanità, Dame Sally Davies, dal canto suo ha tranquillizzato il pubblico nella serata di lunedì, sostenendo come “il rischio per la salute delle persone sia estremamente limitato". Ma questo, come capirete, non vuol dire assolutamente nulla. In ogni caso sono in corso nuovi test per verificare la presenza dell’antinfiammatorio veterinario nei cibi, anche se i risultati saranno resi noti al vasto pubblico solo venerdì. Intanto, a scanso di equivoci, la parlamentare conservatrice Anne McIntosh – presidente della Commissione della Camera per il cibo e i prodotti agricoli – ha comunque chiesto una moratoria in Bretagna per la carne europea. Ma Paterson sostiene che le attuali leggi comunitarie non lo permettono. Vi rendete conto amici della gabbia di matti che ci governa? 

     Lo scambio di battute tra Londra e Parigi 

    Sempre nelle scorse ore il ministro francese Benoit Amon ha controbattuto indirettamente ai colleghi inglesi:"Londra si lamenta per le carenze delle ispezioni comunitarie – ha denunciato il ministro – proprio mentre taglia il budget dell’Ue per il controlli sui cibi”. Intanto è in corso a Bruxelles una riunione tra il commissario della Sanità Tonio Borg e i ministri dell’Agricoltura dei paesi interessati alla vicenda. L’Indipendent, citando fonti della polizia francese sostiene che nelle polpette adulterate potrebbe esserci non soltanto carne di cavallo ma anche di asino.

     Dalla Patria di Dracula la carne "al sangue" 

    Tutto sarebbe nato in Romania da una legge passata sei anni fa ma fatta rispettare solo di recente. Tale legge impediva il transito lungo le strade del paese di cavalli e altri animali, finiti quindi alla macellazione. Di ciò ne è convinto anche l’ex contadino Josè Bovè, vicepresidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo.”Milioni di animali sono stati spediti ai macelli dopo questa legge”, ha ammonito preoccupato.

      La Replica del Commissario Ue Barnier 

    In Francia, frattanto, è entrato in azione il nucleo della polizia anti-frodi e gli agenti stanno perquisendo varie aziende tra cui la sede della Comigel a Mets e della Spanghero. Anche il commissario al Mercato Interno Ue (Michel Barnier) è intervenuto nella vicenda sottolineando la necessità di migliorare la tracciabilità degli alimenti in Europa. Francamente pare un pò poco!  Che io sappia non c’è un problema di sicurezza alimentare, dunque non parliamo di scandalo sanitario. Ma la giustizia deve essere spietata con coloro che hanno perpetuato la frode” ha dichiarato Barnier, aggiungendo  come necessiti investigare “non solo sulla natura di ciò che consumano, ma anche sull'origine dei piatti preparati” Anche secondo Buisson, presidente dell’Associazione nazionale delle industrie agro-alimentari francesi, gli industriali del settore devono intensificare i controlli e quelli presso i fornitori. Ma in un mercato che non conosce barriere e sempre più in preda alla deregulation e del laissez faire esasperato queste stanno diventando eccezioni che confermano la regola. 

     L'Assurda Odissea liberista della carne tossica  

    La carne di origine rumena infatti sarebbe transitata da un intermediario olandese, poi da uno cipriota prima di arrivare al fornitore francese – la citata Spaghero –  per  poi essere rispedita al preparatore Comigel, che a sua volta ha fornito il prodotto della Findus. Dopodicché – in una Odissea infinita – la carne in questione sarebbe stata ri-inviata a una ditta di proprietà francese in territorio  lussemburghese: azienda dedita al congelamento ed alla distribuzione presso i supermercati in sedici paesi europei. Mi chiedo allora cosa si celi davvero dietro tutto ciò.  Cosa se non il dio denaro ed il disprezzo per l'uomo e per la sua dignità? Appare utile ed illuminante – in tal senso – sapere come le carni di cavallo e di asino costino dal 30% al 40% in meno di quella di manzo. Ma alla luce di questi imbrogli ed alla luce della celeberrima risoluzione votata dall'Europarlamento nei mesi scorsi (che vi invito a leggere in allegato – dall'emblematico titolo: "Schiavi Europei, da domani attenti a quello che mangiate") credete ancora che il mercato libero sia conveniente? Credete ancora ai falsi profeti del liberismo? Io francamente no! E per mille ragioni tra cui questa. Intanto, dopo le proteste levatesi da mezza Europa anche Bucarest nelle ultime ore ha finalmente aperto un'inchiesta sulla carne tossica di cavallo (e asino) macellata in Romania e rivenduta come manzo. Staremo a vedere cosa accadrà ora. 

     L'eurodeputato Borghezio scrive alla Commissione europea 

    Frattanto, una tempestiva interrogazione in merito alla spinosa e vergognosa faccenda è giunta nelle ultime ore alla Commissione europea da parte dell'On. Mario Borghezio."Lo scandalo delle lasagne alla bolognese a base di carne di cavallo – ha scritto Borghezio  nella sua interrogazione di stamane alla Commissione Ue –  ha fatto emergere un'ulteriore violazione delle regole igienico-sanitarie, in quanto è ormai emerso molto chiaramente che, oltre alle lasagne alla carne di cavallo, risultano essere stata massicciamente utilizzata anche carne d'asino proveniente dalla Romania". Ciò è tanto più preoccupante – continua l'eurodeputato – in quanto, come oggi ben documenta il quotidiano belga 'Le Soir', nelle confezioni di "lasagne alla bolognese" è assolutamente impossibile reperire la minima tracciabilità dell'origine reale dei componenti carnei del prodotto che viene commercializzato sui banchi dei supermercati europei, per di più con l'accattivamente e fuorviante denominazione di "lasagne alla bolognese". "L'UE – conclude Borghezio – dovrebbe con l'indagine da me chiesta in particolare anche su questo traffico di carne d'asino di provenienza romena veicolata a seguito di un processo di macellazione in grande di tali animali, a suo tempo largamente utilizzati nell'agricoltura romena". 

    Giuseppe Sacco  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     1) Test da effettuarsi prima dell'importazione 

    La Commissione può specificare dettagliatamente quali sono i test ai quali saranno sottoposti i suini, si presume prima della loro importazione nell'UE, per verificare la presenza di stomatite vescicolare?

     2) Autorizzazione all'ingresso nel Mercato Europeo 

    La Commissione può comunicare per quale motivo è stata autorizzata l'importazione di questi animali in Europa e perchè, per la loro destinazione nei Paesi extra-UE, i suini devono transitare dall'Europa?"

    On. Mario Borghezio – Eurodeputato                               

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  • Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce / Imperialismo anglofono / Transazioni finanziarie / Direttive europee / Wall Street / Paradisi fiscali / Silvia Laporta / Sergio Basile / Tecnocrazia / Consiglio europeo / Euro / Masochismo dei popoli europei / Muro di Berlino 

    Finanza – L'Egemonia Anglofona sull'Europa

    E' giusto che Londra rimanga nell'Ue? Il parere di Delors

    L'analisi dettagliata del socialista francese, già presidente

    della Commissione Europea e la truffa finanziaria e

    mercatista che rende l'Europa schiava dei Paesi anglofoni

    L'Analisi di "Qui Europa": la gabbia europea ci sta portando

    all'autodistruzione! Uscirne al più presto la priorità dei popoli!

    Cosa si nasconde dietro la strategia di accentramento continentale:

    Il Piano Delors

     

    di Silvia Laporta e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Finanza   L'egemonia anglofona sull'Europa                                   

    Parigi, Londra – Mentre i Francesi sono alle prese con il caso Depardieu (Putin ha offerto cittadinanza russa all'attore) e con la fuga dei super-ricchi dalle grinfie del nuovo "fisco all'austerity" imposto dal governo di Francois Hollande, Jacques Delors, socialista francese e già Presidente della Commissione Europea (nonchè membro della celeberrima Commissione Tilaterale) ha inscenato una sorta di polemica (o pseudo-tale) nei confronti della Gran Bretagna. Ma a ben vedere le argomentazioni poste  sono venute da un tecnocrate, ossia da una delle persone che vorrebbe vedere i 27 abbandonare pian piano la propria sovranità  politica ed economica per sottostare ai diktat pieni della Commissione Europea e alla scure della Bce.  Le sue obiezioni di primo acchitto sono apparse apparentemente condivisibili, ma da un'analisi più dettagliata, come vedremo, in larga parte totalmente pive di senso. L'interpetazione del "Delors pensiero" potrebe aprire, infatti, ad ancor più pericolose derive colonialistiche. Vediamo perchè!

     Le ragioni di Delors  La Gran Bretagna fuori dall'Ue                      

    In una intervista ad un quotidiano tedesco, l'ex-politico ha esposto le sue ragioni:  "la Gran Bretagna dovrebbe uscire dall'Ue ed optare per un'altra forma di legame privilegiato politico ed economico". Il motivo? "Gli Inglesi – nota Delors – vivono in una situazione di estrema comodità". Bella scoperta, caro Delors! "Troppo semplice – ha sostenuto ancora Delors – appartenere all'Unione Europea, senza però prendersi le responsabilità di questo legame!". Considerazione inoppugnabile! In parole spicciole – come ampliamente dimostrato da "Qui Europa" finora –  i britannici fanno i propri interessi, sia politici che economici, mantenendo però saldamente la loro posizione di appartenenza condizionata ai 27 paesi. La posizione di Delors risalirebbe – secondo l'intepretazione ufficiale manifestata da molti tabloid europei – al lontano 1972, quando il socialista francese era consigliere del primo ministro gollista, Jacques Chaban Delmas. Delors sarebbe stato totalmente contrario all'entrata di Londra nell' Unione Europea e  l’allora Presidente della Repubblica, Georges Pompidou,  – secondo l'interpretazione che va per la maggiore – avrebbe salvato la City definendo "senza senso" un'Unione Europea senza Londra.

     L'egemonia anglofona   UK complice Usa                                          

    Ma nel tempo molte sono rimaste le anomalie intorno al rapporto "privilegiato" tra Londra e Bruxelles. Aggiungiamo per dovere di cronaca, per completezza, che la stessa Banca d'Inghilterra (in assoluta autonomia rispetto a Bce ed Eurozona) detiene ancor oggi la maggioranza relativa delle quote bancarie della stessa Bce. Pazzesco ma vero!  Pertanto non solo predominio finanziario indiretto della City (predominio recentemente rafforzato dalla stessa tecnocazia del Consigio Europeo, nel quale Monti è stato determinante, con l'adozione di una Tobin Tax non estesa a tutti ma estesa a soli 11 Paesi (fessi): manovra autolesionista tale da favorire  (vedi allegato) la controproducente fuga dei capitali di tali Paesi proprio verso la City di Londra) ma anche altre forme di sottile e strategico controllo. 

     Dietro le ovvietà   Il sottile gioco dei tecnocrati                                

    Delors si è detto altresì convinto – in un festival delle ovvietà e delle mezze verità – come d'altra parte anche lo stesso Charles De Gaulle (presidente francese dal 1958 al 1969) che la  Gran Bretagna fosse solo un escamotage che gli Usa volevano utilizzare per tenere sotto controllo  un’Europa che era forte politicamente, militarmente ed economicamente e non perdere la propria supremazia. E su questo c'è piena identità di vedute. Cosa diversa, invece, sulle conclusioni poi tirate da Delors. La Gran Bertagna – inutile negarlo – ha sempre privilegiato (per motivi linguistici, legami storici ma, soprattutto, interessi finanziari) gli Stati Uniti, trincerandosi fittiziamente dietro sentimenti europeisti (a corrente alternata): un lavoro certosino e sistematico di disgregazione dell'Europa e della sua economia

     Il Liberismo europeo?   Una bomba per distruggere l'Europa!       

    Delors è parso apparentemente indignato davanti ad un'apertura dei mercati realizzata solamente per aiutare le banche e le multinazionali. Un'apertura che – come evidente a tutti – ha provocato l'abbassamento del costo del lavoro provocando nel contempo il fallimento di decine di migliaia di piccole imprese.  Ad oggi lo stato delle cose è dunque davvero pessimo. Ma le conclusioni alle quali è giunto l'ex Presidente della Commissione Europea  non sono per nulla  condivisibili. In tali condizioni di disordine economico-finanziaio e di disagio – ci viene da obiettare – caro "presidente" lei propone il modello di un'Europa più "continentale",  e "che non abbia bisogno dell'Inghilterra e degli Usa per andare avanti".  Ma lasciando tutto invariato e consentendo la definitiva fuga dalla gabbia della sola Gran Bretagna, la situazione giocherebbe ancora una volta a solo vantaggio del colonialismo anglofono. Non trova caro Delors?

     Un'osservazione fondamentale   Il nocciolo del cancro mercatista 

    Permettere ora la sola fuoriuscita dell'UK di Cameron dall'Ue, senza prima porre fine a questo distruttivo liberismo e senza invertire il processo di distruzione e disintegrazione degli stati in effetti farebbe proprio il gioco del colonialismo anglofono sulla stessa Europa, rafforzando ancor più tale tendenza. D'altronde il caso lapalissiano dell'anomala presenza di Londra nell'Unione è la non partecipazione al sistema dell’euro va proprio letta in tal direzione. Un rappoto storico di pura convenienza! Allora ci chiediamo: Perchè Londra ha un peso determinante nella Bce – banca a carattere privatistico che stampa le banconote dell'euro senza  adeguata copertura in oro – senza aver adottato l'euro stesso come propria moneta? Gli inglesi, dal canto loro, pensano bene a mantenere la sterlina, garanzia ed espressione del suddetto colonialismo, senza incorrere  nei disastrosi effetti collaterali dell'iniquo euro. Ciò mentre il 70% delle transazioni di titoli emessi in euro passa sempre  per la piazza di Londra, tanto che – come denunciato in più occasioni da "Qui Europa" – la City of London si è trasformata nel maggior centro finanziario continentale (il secondo al mondo dopo Wall Street) fornendo nel contempo servizi finanziari all’intera unione economica europea, ma traendo dall'Unione soli vantaggi. Una sorta di secondo "Sacco del Britannia" (vedi allegato) però di dimensioni ancora maggiori: per l'appunto continentali.

     La priorità   Porre fine al colonialismo Commonwealth                   

    Al tempo stesso la City è rimasta una piazza finanziaria che risponde in minima parte alle direttive europee. Il risultato – riepilogando – è che  la Gran Bretagna non fa parte dell'Eurozona, ma condiziona pesantemente la nostra moneta unica e lo stesso spread  tra i titoli pubblici più forti, i tedeschi Bund, e quelli sottoposti ad attacchi speculativi: come Bonos spagnoli e Btp. Una speculazione che inizia da Wall Street, dalla City e dai paradisi fiscali posti sotto la sovranità anglo-americana: iIl che testimonia non solo l’approccio autolesionista  dei Paesi europei – incapaci non soltanto di tutelare i propri interessi ma anche di individuare i propri nemici reali – ma anche il loro tentativo, per mezzo della tecnocrazia dominante, di salvaguardare per copione gli interessi anglofoni contro gli interessi degli stessi popoli europei. Stesso dicasi sul piano "prettamente industriale" con il predominio delle lobby tedesche. Basta! O questa dittatuta cambia o è meglio uscire tutti da questa gabbia di matti chiamata Unione europea, che ci costa miliardi di euro l'anno a fronte di lacrime e sangue, e zero vantaggi. E' l'ora di capirlo, cari lettori! Ma gli europei – ci chiediamo – sono davvero un popolo di masochisti o eterni illusi? 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Schede e Approfondimenti                                                                                    

     Il Piano Delors e il Mondialismo                                                    

    Il Piano Delors – Nel 1989, quasi contestualmente alla caduta del Muro di Berlino, il Rapporto Delors (allora Presidente della Commissione della CEE) delineava i tre passaggi chiave verso la realizzazione dell'unione economica e monetaria europea. Il primo fu sancito nel luglio 1990, attraverso lo SME (Sistema Monetario Europeo) proteso a rafforzare il raccordo tra le monete dei Paesi comunitari, e la creazione del SEE (mercato interno europeo): il secondo fu proteso alla creazione del SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali) a carattere sostanzialmente privatistico (con pieni poteri di signoraggio, a discapito della sovranità monetaria e finanziaria degli stati nazionali) e con poteri di controllo enormi.

     Il Piano – Le strategie eseguite in Italia                                          

    In Italia contestualmente Draghi & C. sul panfilo della Regina Elisabetta (Britannia) davano luogo all'ominimo "sacco", iniziando un programma di privatizzazioni senza precedenti. Nel 1992 il Decreto Carli-Amato portò alla privatizzazione della Banca d'Italia, che divenne succube delle scelte dei banchieri privati (che ottennero di fatto il 96% delle quote azionarie); Il terzo passaggio verso l'accentramento portò alla ceazione di tassi di cambio fissi e alla moneta unica: la cosiddetta "moneta imperiale" del nuovo super-stato accentratore chiamato Unione europea, l'euro.

     Il trattato di Maastricht                                                                     

    Fondamentale fu poi il Trattato di Maastricht, firmato anch'esso nel 1992 (in una strategia ben studiata e pianificata) con lo scopo di dare agli organismi Ue (specie consiglio e Commissione) più poteri in campo politico e organizzativo, favorendo unione monetaria e di politica estera (e di sicurezza) comune (ma ovviamente filo Nato). 

     Il vincolo del 3%, la BCE e l'ingresso nell'euro-gabbia                

    Il trattato stabiliva inoltre le condizioni per entrare nell'UEM: tra l'altro fu stabilito che il tasso di sconto non avrebbe dovuto essere superiore al 2% rispetto a quello dei tre Paesi a più bassa inflazione. Infine, e qui ricasca l'asino, fu stabilito che le finanze pubbliche avrebbero dovuto contenere le spese correnti entro il 3% del PIL e il debito pubblico complessivo doveva dimostrare di scendere verso il 60% del PIL. Pur sapendo che a lingo temine – vista la futura ceazione del sistematarget 2 di regolamentazione interbancariatra banche centrali – ciò sarebbe stato semplicemente impossibile ed implosivo per l'intera Unione, visto la profonda differenza tra le economie dei diversi stati dell'Unione. Porli sullo stesso piano equivalse dunque ad un vero e proprio suicidio. Nel 1994 fu poi la volta dell'Istituto Monetario Europeo (IME) – preparatorio alla transizione verso l'euro – e la Banca Centrale Europea (BCE) che lo sostituì. 

     Delors e la Commissione Trilaterale                                               

    Curioso è notare come lo stesso Delors – cui posizioni ufficiali in merita ai problemi di sovranità si mostrarono da sempre vicine ad un ridimensionamento reale della democrazia dei paesi comunitari, a vantaggio di una cerchia ristretta di personaggi – provenisse dalla Commissione Trilaterale – come d'altronde altri autorevoli personaggi del mondo politico e bancario come Robert D. Hormats, anche membro del Bilderberg Group e vicepresidente della banca ebraica Goldman Sachs. La molti sono i personaggi vicini ai progetti di accentramento europeo e provevienti dagli ambienti della Trilaterale. Tra di essi Henry Kissinger, Helmut Schmidt, il giapponese Ogata e Richard Gardner (esponente di punta della comunità ebraica americana) giusto per fare qualche nome. Senza ovviamente dimenticare gli italiani Giorgio La Malfa (Bilderberg Group, Commissione Trilaterale, Istituto Affari Internazionali italiano); lo stesso Silvio Berlusconi (anche come noto ex membro della P2); Luciano Benetton; Gianni e Umberto Agnelli e Giorgio Benvenuto (sindacalista della U.I.L.). Ma la lista è lunga e corposa, da destra a sinistra, al centro. Il trasversalismo politico è sempre stato la principale costante. Ciò dimostra anche come la politica di oggi sia diventata per lunghi tratti una sorta di segreteria del mondialismo dominante e lontanissima dal considerare l'uomo e la sua dignità (e sacralità) quali epicentri dello sviluppo della società civile, contrariamente a quanto sostenuto da Papa Leone XIII nella sua Rerum Novarum: enciclica oggi di fatto ridotta a carta straccia. E le conseguenze si vedono!

    Redazione Qui Europa

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