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  • Seconda Lettera Aperta di un Cittadino Ungherese al Popolo Italiano

    Seconda Lettera Aperta di un Cittadino Ungherese al Popolo Italiano

    Martedì, Luglio 23rd/ 2013

    – Nuova Lettera Aperta agli Italiani di Kovacs Andras, Cittadino Ungherese  

    – Iniziativa di Libero Confronto – "Pensa e Scrivi" di Qui Europa –

    Kovacs Andras, Viktor Orban, Cittadino Ungherese, Lettera Aperta al popolo italiano, Ungheria, Italia, Roma, Budapest, Christine Lagarde, Fonfo Monetario Internazionale, FMI, Prestiti da usura,  Bruxelles e il Documento fasullo di Tavares – Il Giorno delle Menzogne,  I Magheggi della Sinistra Ungherese con la Mafia,  I Magheggi dei Liberali e i Prestiti Allegri dell'FMI, La Schiacciante vittoria di Orban, Le Bugie dell'Agenzia Bloomberg,  La Nuova Costituzione Ungherese e i meriti di Viktor Orban, taciuti,  Un Governo per la gente e non per le banche, Rui Tavares, Strasburgo, Bruxelles, Unione Europea, Farkas Flórián, beneficio fiscale per le famiglie numerose, sostegno finanziaria dei figli, incremento delle nascite, copertuta dei costi per le vacanze dei bambini provenienti da famiglie bisognose, pensione; abbassate le bollette di luce e gas, Gyürcsány, Matolcsy György, Bajnai Gordon, Jacek Olgierd Kurski , lettera di scuse 

    Seconda Lettera Aperta di un Cittadino

    Ungherese al Popolo Italiano

    Ungheria – Nel nostro Paese ancora una volta socialisti e

    liberali passano all'attacco

    I Grandissimi meriti di Orban e le trappole dei governi 

    socialisti e liberali. Dall'ipertassazione agli inciuci con

    il Fondo Monetario Internazionale.

    Dove sta andando l'Europa? 

     

    di Kovacs Andras 

    Seconda Lettera di un Cittadino Ungherese agli Italiani

     Seconda Lettera Aperta agli Italiani – di un cittadino ungherese               

    Budapest, Bruxelles, Roma – Cari Italiani, a noi Cngheresi non piace l’Unione Europea che c’é adesso e come funziona, noi siamo sopravissuti alla dittatura nazista e comunista, perché oggi una grande forza prova ad interferire in una nazione?! Oggi purtroppo i cittadini ungheresi sentono ancora una volta che la dittatura pian piano avanza, si fa sentire ancora una volta. Ciò perché ci sembra che a Bruxelles decidano tutto, si sente la pressione socialista e dei liberali che a ogni costo vuole spazzare via dalla strada il governo di Viktor Orbán. Io penso che chi ha fondato l’Unione Europea (Konrad Adenauer) oggi si rigiri nella tomba. (aggiungiamo: ma ne siamo davvero sicuri?…)

     Bruxelles e il Documento fasullo di Tavares – Il Giorno delle Menzogne 

    Lo scorso 3 luglio a Strasburgo c’é stata uno nuovo scontro sull'Ungheria e quindi sul governo Orbán. Un politico portoghese di sinistra Rui Tavares ha redatto un documento fasullo riguardante l’Ungheria. Per il gruppo della sinistra e dei liberali questo giorno é stato il giorno delle menzogne riguardanti l’Ungheria. (…) Il documento di Tavares sembra che sia stato confezionato proprio con lo scopo di mettere in cattiva luce il governo ungherese. Per esempio il parlamentare rappresentante della minoranza etnica rom in Ungheria Farkas Flórián ha screditato tutto quello che era stato scritto riguardo ai rom, incontrando di persona l’autore (Tavares) di tutte quelle menzogne scritte dicendogli che era tutta una falsitá perché in Ungheria non esiste la discriminazione razziale. Nel Parlamento Ungherese lavorano 3 rappresentanti parlamentari rom e in qualità di rappresentante  al Parlamentare Europeo c'è un rom ungherese. Come vedremo di seguito.

    Lettera Aperta di un Ungherese al popolo Italiano - Non Diventeremo una Colonia Ue

     I Magheggi della Sinistra Ungherese con la Mafia                                         

    Quí in Ungheria il prossimo aprile ci saranno le elezioni parlamentari. Sono iniziate le campagne elettorali politiche della sinistra e questo non sarebbe un problema se si svolgessero regolarmente e in modo corretto. La sinistra ungherese non ha paura di comportarsi in maniera non pulita ed é capace di fare azioni non corrette in preparazione delle elezioni politiche. Prima delle elezioni del 2010 il ministro socialista dei servizi segreti Szilvásy György ha ordinato ad un collega dalla posizione molto elevata di incontrarsi piú volte con la peggior mafia ungherese e cosí é stato. Il compito della mafia era quello di creare false situazioni sempre per sfavorire Orbán Viktor e per i politici di destra, favorendo i socialisti e i liberalisti. Adesso questi personaggi sono in giudizio di tribunale. L’ex capo del governo ungherese socialista Gyurcsány Ferenc ad un’incontro chiuso solo per i socialisti ha riferito a chi era presente che loro hanno mentito a tanta gente, hanno imbrogliato i propri simpatizzanti. Ma hanno imbrogliato anche a Bruxelles perché Gyurcsány ha mandato dei documenti falsi nei quali riportava dati non reali con l’andamento dello stato attuale e di allora. Tutto questo é stato fatto solo per poter vincere le elezioni.

     I Magheggi dei Liberali e i Prestiti Allegri dell'FMI                                          

    Nel 2006 quando sono emersi questi fatti la popolazione ungherese si é rivoltata nelle strade manifestando pacificamente per intervenire affinché Gyürcsány si dimettese ma lui ha comandato alla polizia di intervenire brutalmente contro i manifestanti usando mezzi come pallottole di gomma e manganelli. Tante persone giovani, anziane ed anche straniere sono finite all’ospedale gravemete ferite: esistono video e foto dell’accaduto. L’ex capo del governo Gyurcsány un anno prima che scadesse il suo incarico si é dimesso spontaneamente proprio perché la pressione di tutto quello che era stato scorrettamente fatto era cosí forte che non ci sono state altre alternative per lui se non quella di dimettersi. Purtroppo in questo anno di vuoto politico subentrò un personaggio simile a Gyurcsány che si chiama Bajnai Gordon. Loro due hanno preso dall’IMF (Fondo Monetario Internazionale) e dall’Unione Europea piú miliardi di prestito quando sapevano perfettamente che avrebbero perso le elezioni politiche e purtroppo il contratto del prestito prevedeva, in maniera davvero curiosa e singolare, che la quota maggiore di "prestito" da restituire sarebbe stata corrisposta tra il 2010 e il 2014. (nell'attuale amministrazione Orban). Adesso la banca nazionale Matolcsy György ha inviato una lettera alla direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, scrivendo che l’Ungheria prima del tempo vuole pagare di ritorno questo prestito che nel 2008 il governo socialista e liberale aveva preso ed ha sperperato. Matolcsy György ha anche chiesto ed auspicato alla direttrice Christine Lagarde la chiusura dell’ufficio del Fondo Monetario di Budapest. L’Ungheria sta in piedi con le proprie gambe e non chiede piú prestiti al Fondo Monetario Internazionale perché questo prestito crea solo danni alla popolazione e di questo ci sono esempi concreti. Questo debito da restituire ora grava sulle spalle di Orbán. Gordon aveva grandi imprese tra cui una dove venivano lavorate grandi quantitá di oche da macello acquistate da privati. Nel tempo poi è emerso il fatto che Gordon avesse contratto enormi debiti con i propri dipendenti (non pagati) creando loro, in tal senso, gravi danni finanziari e inducendo molti di loro al suicidio poiché soffocati dai debiti e dal fallimento indotto conseguente ai mancati pagamenti da parte di Gordon per il bestiame acquistato. Questi grossi danni provocati da Gordon oggi vengono pagati da Orbán come quando Orbán all’inizio del suo incarico dovette pagare ai vigili del fuoco le ore di straordinario non pagate dall'ex capo del governo precedente, Gyurcsány. 

    Seconda Lettera di un Cittadino Ungherese agli Italiani

     2012 – La Schiacciante vittoria di Orban                                                             

    Il breve periodo di Gordon ha portato tanti disagi ai cittadini. Diversi sono gli esempi: la cancellato la tredicesima mensilitá ai lavoratori ed ai pensionati; l'abbassamento da tre a due anni del sostegno finanziario per il mantenimento dei figli, del quale ogni famiglia poteva usufruire, e tanto altro. E nonostante tutto questo ancora provano a ritornare al comando! Il Governo di Viktor Orbán nel 2010 non a caso ha vinto con i 2/3 e ai socialisti e liberali europei si sono ''drizzati i peli sulla schiena”. Dopo questa esaltante vittoria subito Orbán edil suo governo sono stati fatti oggetto di numerosi attacchi da parte dei socialisti e dei liberali ungheresi ed europei e ancora adesso è attaccato. Nel 2012 éèstata tale la pressione dei socialisti e liberali, che essi hanno provato adirittura ad intromettersi nell’economia.

      Le Bugie dell'Agenzia Bloomberg                                                                         

    Per esempio l’agenzia di stampa Bloomberg piú volte ha redatto servizi sull’economia ungherese non veritieri creando danni anche alla valutazione del fiorino. Nel tempo queste notizie sono state smentite e l’agenzia Bloomberg ha dovuto chiedere scusa al governo ungherese. Questi avvenimenti alla popolazione ungherese non sono piaciuti e cosí spontaneamente piú di 500.000 persone (bambini, famiglie, anziani e stranieri) si sono nuovamente riversati in massa nelle strade di Budapest dimostrando in maniera tranquilla, pacifica e tangibile il loro appoggio e la propria solidarietá per Viktor Orban.

    Lettera Aperta di un Ungherese al popolo Italiano - Non Diventeremo una Colonia Ue

     La Nuova Costituzione Ungherese e i meriti di Viktor Orban, taciuti      

    Oggi, la popolazione ungherese in qualsiasi momento – se necesario – è pronta a riversarsi nelle strade per dimostrare il suo appoggio e non solo nelle strade di Budapest ma in qualsiasi parte dell’Ungheria. La Nuova Legge Costituzionale ungherese é una buona legge che piú politici stranieri l'hanno riconosciuta come tale; solo che bisognerebbe leggerla per sapere esattemente cosa contiene. Il governo Orbán prova sempre a mettersi dalla parte del cittadino, tante cose positive ha portato agli Ungheresi. Per esempio per le famiglie numerose esiste il benificio fiscale; Orban ha allungato il periodo per il sostegno finanziaria dei figli (mantenimento); Egli sostiene l’incremento delle nascite; Provvede alla copertuta dei costi per le vacanze dei bambini prevenienti da famiglie bisognose; agli anziani é stata alzata la pensione; sono state abbassate le bollette di luce, acqua, gas, spese per lo spazzacamino, immondizie, fognature. In particolare da gennaio 2013 è stata ridotta del 10% e ancora si abbasserá del 10% in autunno. Il governo Orban lavora ancora per poter abbassare ulteriormente la percentuale. (da notare per contro – aggiungiamo – come in italia questo "stalinismo" del partito unico imperante e filo-europeista costringe gli Italiani a pagare le bollette energetiche ed a sostenere costi per carburanti da record del mondo, ed afronte di zero servizi). In più Orban sostiene chi nel tempo ha chiesto prestiti in valuta straniera: prestiti che nel tempo si sono triplicati in maniera davvero preoccupante ("grazie" ai giudizi dei mercati che remano contro ed ai tentativi esterni di destabilizzazione indotta – Cfr. Scandalo del rating e dello spread in Italia); Orban, inoltre, sostiene chi in tragedie ambientali (es.: terremoti o nubifragi) ha perso casa e si potrebbe ancora scrivere a riguardo di quanta solidarietà da parte del governo ci sia ancora oggi in Ungheria.

     Un Governo per la gente e non per le banche                                                  

    Si vede che questo governo di Orbán é un governo a favore delle persone e non delle banche. Questo governo in modo duro ha tassato le banche, le multinazionali e per questi avvenimenti il governo Orbán é stato attaccatto ed è attaccato tutt'oggi. Ora, tuttavia, il debito pubblico si abbassa: cosa che non é accaduta col governo di sinistra. I miliardi di debiti che il vecchio governo della sinistra aveva chiesto alle banche globali adesso il governo di Orbán si ritrova ad estinguerlo e cerca di farlo il prima possibile chiudendo ogni rapporto con l'FMI. Il goveno Orbán per ogni decisione importante chiede il parere della popolazione (…).

    Seconda Lettera di un Cittadino Ungherese agli Italiani

     Il Gentile Signor Tavares…  e il Gruppo Bilderberg                                        

    Adesso riprendiamo il discorso su Tavares. Gentile signor Tavares la prossima volta che scrive un documento sull’Ungheria la prego di scrivere la veritá e non cose inventate. Viktor Orbán  e tanti altri importanti politici stranieri ritengono che il contenuto del suo documento abbia creato gravi danni all’Ungheria! Orbán ha chiuso l’incontro a Strasburgo affermando: ''noi ungheresi combatteremo queste persone che vogliono comandare e dirigere tutti!''. Non vorrei essere al posto del capo del governo Orbán, perché in giro ci sono tanti nemici mortali (non a caso in questo anno il famoso gruppo Bilderberg ha parlato dell’Ungheria).

     Cari italiani – Attenti alla Macchina del fango di Socialisti e Liberali       

    Cari Italiani, io, ancora una volta, ho provato a mettere in luce la veritá. Non sono una persona importante o che lavora in politica ma una persona semplice che lavora come autista di camion. Purtroppo i socialisti e liberali provano in ogni modo e con qualsiasi mezzo a spargere fango ed a diffondere falsitá attraverso i massmedia (notiziari cartacei e televisivi). Vorrei ringraziare i politici italiani e stranieri (per il vero – aggiungiamo come Redazione di Qui Europa – davvero pochi) che hanno appoggiato, sostenuto e difeso Viktor Orbán e il suo governo e che hanno votato contro il documento Tavares e appoggiato l’Ungheria. Posso proporre a quelli che parlano male dell’Ungheria di venire nel nostro paese e di conoscere cosa c’é e come funziona la vita quí. Sarò disponibile ad aiutarli a capire, se occorre. Vi ringrazio come sempre per aver letto il mio articolo e ci sentiremo presto per rispondere ad altri falsi articoli. Vi auguro ogni bene per l’Italia. Vi giro di seguito – come allegato – il documento Tavares scritto da un rappresentante del parlamento europeo polacco. 

    di Kovacs Andras Cittadino Ungherese

    E-Mail Kovacs Andras – bundi01@vipmail.hu

    E-Mail Redazione Qui Europa – infounicz.europa@gmail.com

     Allegato – Lettera di Scuse di un eurodeputato polacco a Viktor Orban   
     

    Bruxelles – ''Spettabile On. Viktor Orbán, le chiedo scusa per quello che é accaduto in aula. Chi ha fondato l’Unione Europea sicuramente oggi si rigira nella tomba. Quello che è successo in aula è stata una vendetta contro il suo governo. Signor Orbán lei non è amato dal capitalismo internazionale, perché lei ha introdotto la tassazione (contro le multinazionali). La sinistra la odia perché lei ha inserito il cristianesimo nella legge fondamentale (Costituzione). I socialisti la odiano perché lei definitivamente ha condannato il socialismo come una dittatura. Ma lei che viene attaccato non muore… ma solo si rafforza. Le auguro ogni bene e viva l’Ungheria libera. (Jacek Olgierd Kurski rappresentante del parlamento europeo – Strasburgo, luglio 2013'').

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

  • Borghezio: rispetto Kienge ma come Ministro deve condannare la Poligamia

    Borghezio: rispetto Kienge ma come Ministro deve condannare la Poligamia

    Mercoledì,  Maggio 29th/ 2013

    – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" –

    Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles

    Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Poligamia, Cecile Kienge, Ministro per l'Integrazione, Lucia Annunziata 

    Borghezio: rispetto la Kienge ma come

    Ministro ha il dovere di condannare

    la Poligamia 

    L'attacco di Borghezio alle clamorose dichiarazioni del

    Ministro per l'Integrazione del Governo Letta

     

    Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato, Bruxelles

    Kyenge e Poligamia - L'Ultima del Ministro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Kyenge e la Poligamia – Comunicato Stampa di Mario Borghezio            

    Bruxelles, Roma – Le dichiarazioni rese ieri dal Ministro Kyenge sulla poligamia sono assolutamente sfuggenti e non chiariscono assolutamente se il Ministro voglia o non voglia ritirare le dichiarazioni sul tema precedentemente rilasciate nel corso della nota intervista rilasciata a Lucia Annunziata. Rivendicare, come fa la Dott.ssa Kyenge, le proprie origini è certamente legittimo e, dal punto di vista di chi come noi difende la propria identità, anche lodevole. Ma come Ministro del Governo italiano e cioè di un Paese membro dell'UE, la Sig.ra Kyenge non può esimersi dal condannare a chiare lettere la poligamia, dopo averla incautamente giustificata.

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo    

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

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    Venerdì,  Maggio 17th/ 2013  – Redazione Qui Europa – Commissione europea, Unione europea, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Commissione Punitiva, Martin Schulz, Socialisti e Democratici Europei, ADLE, Guy Verhofstadt, Hannes Swoboda, Siria, Grecia, Iran, Embargo, crimini contro l'umanità, La Zanzara, Legge Mancino, Lega Araba, Estremisti, Crimini in Grecia, Crimini in Siria, Embargo in Iran, Sergio Basile, […]

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    Giovedì, Maggio 9th/ 2013 – di Sergio Basile – Europa, Paneuropeizzazione del Continente, Terzomondializzazione dell'Europa, Unione europea, Bruxelles, Europa, Italia, Roma, Governo Letta, Ministro dell'Integrazione, Ilaria Leone, Cecile Kienge, Mario Borghezio, Cristiano Magdi Allam, Banca, Costituzione Italiana, CIE, Accoglienza, Lega Nord, Piano Kalergi, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Primavera Araba, Illuminati, Popolo bastardo, Popolo senza tradizioni, Distruzione programmata […]

    Borghezio: Cécilie, il Ministro che libera i Delinquenti Clandestini! – La Replica del PD

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    Mercoledì,  Maggio 1st/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 30/4/2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Governo Letta, Cécilie Kyenge, CIE di Modena, Sedan Seferovic, Partito Democratico, Reazione scomposta, Ministro dell'Integrazione,  Borghezio:  "Cécilie, il Ministro che libera i delinquenti clandestini" […]

    Super-Immigrazione – Borghezio attacca la Boldrini: ma in che Paese Vive?

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    Mercoledì,  Aprile 10th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Torino, Marche, Mario Borghezio, Immigrazione, Boldrini, Primavera Araba, Bomba islamica, Sud Europa, Richiedenti asilo, Immigrazione incontrollata, Pericolo Islamico, Nuovo Ordine Mondiale  Super-Immigrazione – Borghezio attacca la Boldrini: ma in […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Super TBC – Un grave pericolo per l’Europa Favorito dalla Super-Immigrazione

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    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato –   – Interrogazione alla Commissione europea del 21 Marzo 2013 – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Super Tubercolosi, TBC, Immigrazione, Fenomeni migratori, Europa, Unione europea, Ufficio Rerionale OMS per l'Europa, Ecdc, European Centre for Disease Prevention and Control, tubercolosi Multi Resistente, […]

    La Verità su Al Qaeda e la “Rivoluzione” Libica

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa – – Dossier-Inchiesta di John Rosenthal, Giornalista esperto di Politiche Nato –   La verità su Al-Qaeda e la Rivoluzione libica, Libia, Al Qaeda, terrorismo, Nuovo Ordine Mondiale, Usa, Nato, Unione Europea, Strategia Occidentale, Mondialismo Massonico, Neocolonialismo mondialista, Ingerenze coloniali in Libia, Gheddafi, […]

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

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    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Sergio Basile –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, Qatar, Isole Greche, colonialismo, Europa sotto attacco, La Distruzionedella grecia e dei popoli europei, Atene, Emiro del Qatar, Troika, Ue, FMI, Bce, Mafiosi, Cancellazione della cultura cristiana. Il Piano di Stalin, Schiavi Greci, Porto del pireo, Cinesi, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras  Il Piano […]

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – Testimonianza/Dossier – Redazione Ora Pro Siria, Damasco, Aleppo – Siria, Via Crucis, Venerdì Santo, Cristo in Croce, Dramma Siriano, Via Crucis della Siria, Terrorismo, Omicidio, odio, Violenza, Persecuzioni dei cristiani di Siria, Culla della Civiltà, Culla del Cristianesimo, Terra Santa, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Homs, Papa Bergoglio, Papa Francesco, Giovani Libanesi, Ora Pro […]

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    La Siria La Implora – Lettera a Papa Francesco da Gregorios III, Patriarca d’Oriente

    La Siria La Implora – Lettera a Papa Francesco da Gregorios III, Patriarca d’Oriente

    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – Damasco, dalla Redazione di "Ora Pro Siria" – Siria, Lettera a Papa Francesco, Gregorios III, Gregorio III, Patriarca di Antiochia, Chiesa Siriana, Preghiera, Aiuto, Venerdì Santo, Colosseo, Via Crucis, Resurrezione, Popolosiriano, Appello a cattolici di tutto il Mondo, Armi, Violenza, Terrore, Ostaggi, Ora Pro Siria, Pace, Imperialismo Occidentale, Nuovo Ordine Mondiale, Indifferenza […]

  • Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

    Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta 

    Francia, Unione europea, Ue, Parigi, Roma, Italia, Francois Hollande, Recessione, Colonie Africane, Bruxelles, Francoforte, eurozona, Paesi membri dell'euro zona, Insee, Istituto Nazionale di Statistica Francese, Record, Debito Pubblico, Pierre Moscovici, Colonialismo in Africa, Gerard Depardieu, Napoleone Bonaparte, Italia, Italia capro espiatorio dell'Eurozona 

     
    Cricche Francesi Straricche, Cittadini
     
    Francesi in Recessione: Debito al 90%
     

    Le 14 colonie di schiavi in Africa servono gli interessi

    delle cricche. Intanto gli Africani e la plebe francese

    fanno la fame

    Masso-Paradossi: Hollande alza la voce contro l'Italia.

    Tutti i fallimenti e le contraddizioni del novello

    Napoleone

     

    di Sergio Basile e Silvia Laporta

    Hollande - Napoleone Bonaparte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Parigi – Cricche Francesi Straricche, Plebe alla fame 

    Parigi – La situazione europea peggiora a vista d'occhio. Se molti si chiedevano chi sarebbe stata “la prossima Cipro” – indecisi tra Spagna e Italia – giorno dopo giorno, i “candidati” al tracollo economico aumentano sempre di più. Il gruppo dei cosiddetti “Piigs” è destinato ad aggiungere un posto a tavola per molti altri paesi europei nei prossimi mesi, se la dittatura reale – cui siamo quotidianamente assoggettati – non accennerà a cambiare (cosa finora molto improbabile). Una candidata insolita si è fatta spazio, nell’ultimo anno, nella lista nera dell’economia europea, malgrado le illusorie promesse lanciate in campagna elettorale dal suo Presidente: la Francia.  Deficit e debito pubblico indotto sono infatti diventati un tasto dolente nel bilancio del Paese. Ma d'altronde il destino dei Paesi membri dell'Eurozona non può che essere questo, visti e considerati i presupposti di partenza della creatura concepita ad hoc nei "laboratoti" dell'Alta finanza di Bruxelles e Francoforte. Rispetto alle stime del governo francese previste nel 2012, i dati diffusi dell’Insee (Istituto Nazionale di Statistica francese) negli ultimi giorni, sono infatti molto diversi. Peggiori! Il disavanzo si è attestato l’anno scorso al 4,8% del Pil rispetto al 4,5% previsto dal governo e al 5,3% del 2011, mentre il debito pubblico ha raggiunto il nuovo record del 90,2% del Pil rispetto all’89,9% stimato dall’esecutivo francese e all’85,8% del 2011. Stiamo parlando di un debito pubblico che ammonta addirittura a 1800 miliardi di euro.

     Eurozona – Tutti uniti appassionatamente in un unico abbraccio mortale 

    Di fronte alle pressioni di Bruxelles, e alle incitazioni di Berlino a stringere la cinghia per far "rientrare il deficit" (ipotesi ovviamente illusoria), la Francia aveva promesso di ridurlo al 3% del Pil nazionale nel 2013, anche se il governo, più realisticamente, prevede ora di non poter raggiungere pienamente l’obiettivo, promettendo una riduzione fino al 3,7%. Un "traguardo" considerato dall'Eliseo "importante" per il popolo francese, che già – ricordiamo – ha dovuto pagare le misure correttive adottate quest’anno: un piano risolutivo del deficit senza il quale “questo avrebbe superato il 5,5% del Prodotto Interno Lordo”. Questo almeno è quel che sostiene il ministro dell’Economia filo-europeista, Pierre Moscovici per giustificare la pesantissima manovra finanziaria transalpina. “Abbiamo fatto lo sforzo strutturale atteso dalla Commissione europea, siamo sulla strada giusta”, ha commentato entusiasta il ministro nelle ultime ore. Anche se con queste cifre, ci permettiamo di avere qualche dubbio. Infatti, la Francia – come detto – ha visto l’incidenza del debito pubblico sul Pil lievitare malgrado tutto fino 90,2%. Il governo – da parte sua – ha chiesto  ed ottenuto da Bruxelles (a differenza dell'Italia) più tempo per ridurre il deficit delle finanze pubbliche. Ma dopo la privatizzazione delle banche centrali dell'Eurozona e la perdita della sovranità monetaria in favore della "privata BCE" la ripresa e la crescita del Paese – ovviamente – in questo regime debitocratico che accomuna in un unico abbraccio mortale tutta l'Eurozona restano una pura illusione, vittime della grande crisi indotta (o meglio sarebbe dire della "grande truffa") che sta devastando l’Europa.

     l'ingeneroso e strategico attacco all'Italia del "Nuovo Napoleone" 

    Intanto, già dalle prossime settimane entreranno in vigore – anche in Francia – nuovi tagli e piani di emergenza per fingere di porre rimedio al deficit, ma sarà l'ennesimo salto nel vuoto, se qualcuno non si deciderà a tappare il buco del debito alla base della vasca. Il paradigma italiano insegna: cittadini più tassati al mondo e debito in progressivo ed inesorabile aumento. Una situazione identica a quella dell'Italia, dunque, anche se il capo dell’Eliseo negli ultimi giorni non ci ha dimostrato alcuna forma di solidarietà, attaccando l’Italia, forse per dimostrare che il Bel Paese si trova in condizioni peggiori della Francia, rassicurando in tal modo l'inferocita opinione pubblica del proprio Paese. Acquistare credibilità agli occhi dell'opinione pubblica transalpina è dunque per ora l'obiettiva primario dell'alter ego di Sarkozy, anche per continuare – tuttosommato – indisturbato il suo sporco lavoro in Siria, Medioriente ed Africa

    Hollande - Napoleone Bonaparte
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Il nuovo capro espiatorio dell'Eurozona 

    L'Italia sembra essere diventata – alla luce di ciò – il nuovo capro espiatorio in negativo dell'intera Eurozona: un sistema evidentemente in via di frantumazione. “Abbiamo risolto la crisi dell’euro, ma alcuni Paesi, come l’Italia – ha lamentato un ingeneroso e contraddittorio Hollande – sono sempre fragili”. Quindi ora Hollande se la prende addirittura con la devastata Italia, definendo il Paese come il problema maggiore dell’Eurozona. Come si dice: "dopo il danno la beffa! “In Europa vedo montare i populismi, gli egoismi nazionali – ha poi aggiunto ingenerosamente con sarcasmo l'impresentabile Napoleone Avete visto ciò che è successo in Italia?”. Ma frattanto la popolarità del socialista è in caduta libera, come il tasso di occupazione del Paese e l'umore dei cittadini.

     Hollande e le colonia africane – Un'altra tristissima storia 

    Hollande, dunque, appare in questo momento come un totale fallimento agli occhi del suo popolo e di tutti gli elettori, soprattutto quelli di sinistra, che avevano creduto in lui dopo l'altrettanto traumatica esperienza "Sarkozy". Egkli appare oggi quel che è: un falso profeta completamente ripiegato su se stesso e sugli interessi dell'eurocasta di Bruxelles. Aveva visto bene Gerard Depardieu, quando – nei mesi scorsi – aveva deciso di rinnegare la propria cittadinanza francese (al fine di non pagare un prezzo iniquo per colpe di cui né lui, né il  popolo francese si erano mai macchiati) evadendo dall'eurogabbia ad est, verso Mosca e verso lidi più quieti. Ma la cosa che lascia più perplessi e desta più sconcerto è quella di vedere come l'economia e le sorti del popolo  francese, malgrado le ricchezze ascrivibili alle ben 14 colonie (denunciate da "Qui Europa") ad oggi sotto il vergognoso controllo degli sfruttatori francesi dell'Eliseo, non trovino alcun beneficio da tal contesto imperialistico. Ricchezze evidentemente protese ad arricchire – sia piu illegittimamente ed in maniera deplorevole – una stretta cerchia di parassitari personaggi, facenti capo a lobby e multinazionali evidentemente molto, tropo vicine all'Eliseo. Ma questa è un'altra triste, tristissima storia (vedi primi articoli in allegato).

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Assenteismo: All’Eurocamera l’Italia è Quart’ultima – Bene Mara Bizzotto, nella Top Ten Ue

    Assenteismo: All’Eurocamera l’Italia è Quart’ultima – Bene Mara Bizzotto, nella Top Ten Ue

    Lunedì, Gennaio 14th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Eurocamera / Parlamento europeo / Mara Bizzotto / Cristiano Magdi Allam / Bruxelles / Strasburgo / Licenziamento / Eurodeputati / Cattivo tempo / Anima demnocratica / Inattività / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Mepranking.eu 

     Assenteismo     Parlamento Europeo                                                                                    

    Assenteismo Medio – All'Eurocamera

    l'Italia è quart'ultima 

    L'eurodeputata Mara Bizzotto la più prolifica e

    presente. Maglia nera per Magdi Allam

    Eurocamera: assenze non penalizzanti in sede retributiva

    Strasburgo – Come sappiamo, ogni linguaggio proprio di ogni popolo è in costante cambiamento, seguendo un'evoluzione naturale o forzata (a volte involuzione) che va al di là della mera adozione di nuovi vocaboli, di "prestiti", di semplici significati lessicali o espressioni  linguistiche. Si tratta infatti di un'evoluzione nella quale si riflette il mutamento della società, la trasformazione di coloro che quella lingua la utilizzano tutti i giorni. Un processo, vale la pena sottolinearlo, estremamente lento e arbitrario. Arriviamo così alla parola “Assenteismo”. Questo termine è diventato col passare del tempo di così largo uso che non lo si riferisce più al mondo dell’istruzione, all’immagine dello studente che “marina” la scuola. Ormai esso evoca nell'immaginario di ciascuno, immediatamente ed in maniera crescente – oggi come mai – la figura del politico ozioso e incurante, privo di stimoli e ancor prima – spesso e volentieri – di etica. L'mmagine speculare della nostra società insomma!

     Eurodeputati italiani – Primi per interrogazioni, ma… 

    Utilizziamo questo incipit per illustrarvi i dati raccolti ed alaborati dai colleghi del sito Mepranking.eu – e confermati dall'Osservatorio Nazionale sulle politiche Ue, "Qui Europa", in seguito ad accurato riesame – il quale ha proceduto a compilare una serie di classifiche in base alle presenze ed alle iniziative degli europarlamentari a Strasburgo. Così abbiamo potuto constatare in prima persona come gli europarlamentari italiani –  malgrado risultino primi per numero di interrogazioni e dichiarazioni di voto; secondi in merito alle relazioni e ai provvedimenti legislativi presentati; quarti per mozioni – siano solo ventiquattresimi in quanto al numero di presenze medie registrate in occasione delle sedute plenarie.

     Assenteismo Medio – Italia quart'ultima in Europa 

    La media delle loro presenze si è infatti fermata a fine 2012 ad una quota poco superiore all'86%, collocando l’Italia nella parte più bassa (il ventiquattresimo posto) della graduatoria dei Paesi UeNiente di nuovo, ma tanto, tanto sconcerto: specie se si considera la posizione drammatica dell'Italia in seno all'Eurozona – specie nel corso dell'anno appena conclusosi – ed i necessari correttivi – finora piuttosto evanescenti – necessari al caso, ma mai davvero adottati con incisività. Si pensi ad esempio alla mancata delegittimazione delle agenzie di rating, che continuano a fare il bello e cattivo tempo (pur essendo semplici aziende private e controllate più o meno direttamente da lobby) alle spalle degli stati cosiddetti  "sovrani" (si fa per dire) e sulla pelle dei rispettivi cittadini. Ma lo sconcerto s'allarga anche se consideriamo il fatto che l'Europarlamento dovrebbe essere – così dicono – la cosiddetta "anima democratica" dell'Ue, l'anello di congiunzione tra la fredda tecnocrazia dominante (non eletta) e l'elettorato attivo. Bah! Finora non se n'è accorto quasi nessuno: non a caso il sentimento "europeista" è oggi – a ragione – in  caduta libera. A dirlo sono tutte le statistiche.

     Italia – Maglia Rosa per Mara Bizzotto, carbone per Allam 

    Per onor di cronaca aggiungiamo che, tra i 73 eurodeputati che compongono la "brigata tricolore", la leghista vicentina Mara Bizzotto ha conquistato la maglia rosa risultando la più attiva e  prolifica, e piazzandosi – buon per lei – al settimo posto nella graduatoria generale europea. La "maglia nera" è toccata invece a Cristiano Magdi Allam, il quale si è collocato al posto numero 678 sui 752 eurodeputati esaminati in base ai suddetti parametri (a fronte dei 754 membri totali). Insomma, che bella vita quella dell’europarlamentare! Almeno  quella dei cosiddetti "assenteisti". A pensarci bene deve essere proprio una bella sensazione. Un giorno ti alzi, magari piove e allora decidi che a lavoro non vai. Fai al massimo un paio di telefonate, disdici ristorante e albergo e poi via, di nuovo sotto il piumone. Ma guarda un pò. A saperlo prima!

     Eurocamera – Assenze non penalizzanti in sede retributiva 

    Il problema vero è che questa regola del gioco – tra l'altro – non  vale per la cassiera del supermercato sotto casa; per l’impiegato "medio"; per l'imbianchino, il muratore o la maestra d'asilo. Anzi! Mentre un comune lavoratore è tenuto a giustificare la propria assenza che, peraltro, implica effetti riduttivi e detrattivi sul proprio stipendio – e può addirittura causarne il licenziamento – il mondo ovattato della politica – e quella "europea" non è assolutamente da meno – gode anche in questo caso di inspiegabili privilegi. Per gli eurodeputati, infatti, le assenze non sono penalizzanti in sede retributiva, ovvero, non vanno ad intaccare il loro ricco stipendio, ma soltanto alcune indennità accessorie come l’indennità di soggiorno e quella per le spese generali. L'unica speranza è che questo trend possa invertirsi nel 2013, almeno per due ragioni: la prima (essenziale) aiutare l'Italia a venir fuori da questa gabbia chiamata Eurozona o a mutarne radicalmente i caratteri; la seconda (accessoria) evitare di finire nuovamente sulla lista nera di "Qui Europa". Parlamentare avvisato, mezzo salvato!

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Bruxelles Affama Teheran – Nuova Stretta

    Bruxelles Affama Teheran – Nuova Stretta

    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012 

    – di Sergio Basile – 

    Bruxelles Affama Teheran – Nuova Stretta / Nuova Cruenta e Iniqua Stretta di Sanzioni Contro Teheran / Iran / Bruxelles / Teheran / Eurss / Ue / Embargo petrolifero / Blocco dei visti / Congelamento beni  societari / Divieto di transazioni bancarie / Piano nucleare / Manuel Barroso / Uscire dall'Unione europea / Premio Nobel per la Pace  / Povertà estrema  

     Bruxelles   Teheran                                                                                         

    Iran – l'EURSS di Barroso ci va giù pesante!

    E' questa l'UE del Nobel? Cui Prodest?

    Il Soviet Barroso dopo l'Eurozona impone nuove misure 

    lacrime e sangue anche all'Iran, per costringerlo a 

    rivedere il suo piano nucleare 

    Dopo l'embargo petrolifero, ora colpite banche, società e 

    persone fisiche: economia iraniana in ginocchio!

    Bruxelles, Teheran – Ci risiamo, l'EURSS all'attacco! Nella settimana appena conclusasi la Commissione europea di stampo old-soviet – fresca di "Nobel per la Pace" – ha approvato le misure per l'applicazione di una nuova cruenta e iniqua stretta di sanzioni contro l'Iran, reo evidentemente di non piegarsi alla volontà neo-colonialista della Nato & C. Le restrizioni in oggetto erano – per il vero – già state decise a metà ottobre, con l'obiettivo di andare a mortificare ancor più di quanto già previsto finora le attività finanziarie del Paese. Prese di mira, in particolare, le importazioni di idrocarburi in Ue e le esportazioni. Paralisi gravissima che andrà a peggiorare le condizioni di vita di milioni di iraniani. Così, per altro, come sta avvenendo per la martoriata Siria.

     Blocco dei visti  e congelamento totale dei beni di 490 società  

    La barbara azione punitiva implica anche il blocco dei visti e il congelamento dei beni ad altre 18 società: in totale sono 490 le società siriane e 105 le persone fisiche sottoposte al congelamento dei beni e al blocco dei visti. L'obiettivo dichiarato da Barroso e company sarebbe quello di far pressione su Teheran affinché l'Iran riprenda i negoziati sul programma nucleare: ovvero rinunci al suo legittimo piano nucleare senza condizioni. Ma perchè non vi rinunciano allora anche gli altri Paesi Nato e gli Usa? Due pesi, due misure, evidentemente. E poi l'Iran rimane un Paese sovrano! Avrà pur diritto – in condizioni di non aggressione – di mandare avanti le proprie strategie, o no? Perchè i soliti gendarmi del mondo devono fare il bello e cattivo tempo sulla pelle di milioni di vite umane, creando disagi paragonabili a quelli creati dalle commissioni staliniste nell'ex URSS

     Pesanti ingerenze sui rapporti bancari ed  embargo petrolifero  

    Le nuove sanzioni – come detto – decise lo scorso 15 ottobre, sono già entrate in vigore tra la pressocché totale indifferenza dei media di regime occidentali. Ciò vorra dire nuovi disagi negli approviggionamenti essenziali e nuovi gravissimi handicap per l'intera – già fin troppo provata – economia iraniana, già distrutta dallo tsunami economico e finanziario causato dall'embargo petrolifero adottato a luglio. Senza scordare che la dittatoriale Ue ha finanche vietato le transazioni tra le banche europee e quelle iraniane, con fortissime limitazioni ed ingerenze anche nei rapporti con la stessa Banca Centrale di Teheran. Una situazione davvero gravissima ed intollerabile.

     L'Embargo dell'Ue contro l'Iran –  Una mossa di Pace? 

    Riprendendo un articolo pubblicato dall'Osservatoio Nazionale "Qui Europa", possiamo pertanto ribadie nuovamente come l'unica certezza per il momento è che l'embargo economico deciso contro l'Iran il 1° luglio a seguito di pressioni dirette esercitate dagli Stati Uniti non depone sicuramente in favore della causa della pace e della giustizia. Anzi! Davvero il ruolo di servo obbediente e fedele degli Usa – come detto – non è un qualcosa di cui andar fieri e non è una cosa del quale sarebbe andato fiero – ad esempio – un uomo come Giorgio La Pira, che di pace e dialogo interculturale ne sapeva  sicuramente molto, avendo contribuito in maniera decisiva alla risoluzione di conflitti internazionali di non facile soluzione come il conflitto franco-algerino e la stessa guerra in Vietnam.
     
     La politica del servo obbediente e gli  effetti dell'embargo 
     
    Oggi l'Ue appare tutta protesa a paralizzare il programma nucleare iraniano, tollerando invece la politica imperialistica ed espansionistica degli Usa in Medioriente e non solo. Come mai? Si può essere così parziali e mantenere l'onestà intellettuale e la credibilità necessaria per poter parlare di pace e farsene promotori nel mondo attraverso un riconoscimento come il Premio Nobel? Davvero ci sono troppe contraddizioni, amici!  A seguito di tali sanzioni – dimenticarlo sarebbe un vero crimine – il valore della moneta iraniana, rial, è scesa al livello più basso contro il dollaro, in tre decenni; il paese è stato colpito da una iperinflazione sconcertante e travolgente, che porta di fatto ad un aumento del prezzo dei beni elle materie prime del 70% ogni mese da quando le suddette sanzioni hanno cominciato a prendere piede.  Inoltre, l'esportazione di petrolio iraniano è diminuita di circa 800.000 barili al giorno: il che significa una riduzione del 50% delle vendite. Inoltre, diverse compagnie di assicurazione internazionali, aerei di linea e compagnie di navigazione hanno cessato la propria cooperazione con l'Iran a causa della crisi economica che ha riguardato il paese. L'embargo del petrolio e le altre restrizioni finanziarie imposte e volute contro l'Iran da parte dell'Unione europea, stanno letteralmente tagliando le gambe e le speranze alle famiglie iraniane, che ad oggi sono più in grado di coprire le spese scolastiche dei propri figli all'estero. Ciò per non parlare degli enormi disagi causati a migliaia di pazienti iraniani oggi disperatamente bisognosi di farmaci per malattie come la talassemia, l'epatite, il diabete, il cancro, le malattie cardiache.  
     
     Il Dramma dei giovani  Europei e Mediorientali 
     
    In tal apocalittico e cruento scenario, i leader dell'Unione europea (Barroso e Van Rompuy tra tutti)  si stanno dimostrando insensibili e completamente irriguardosi verso la salute, i diritti e la prosperità – per non dire felicità – di migliaia di Iraniani, avallando inique sanzioni e – gioco foza – distruggendo le ambizioni e le aspirazioni di migliaia di giovani che non riescono a realizzare i loro sogni a causa dei problemi finanziari insormontabiliQuesta signori è la democrazia made in Ue! Ma se questa è l'Ue di oggi – ci chiediamo – che ci stiamo a fare in una gabbia simile? Cui prodest? Meglio scappar via al più presto! 
     

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Approfondimenti e Schede                                                            

     

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

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  • Presidenziali Usa, le felicitazioni dell’eurocasta

    Presidenziali Usa, le felicitazioni dell’eurocasta

    Giovedì, Novembre 8th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Presidenziali Usa / Barack  Obama / Usa / Washington / Bruxelles / Mosca / Vladimir Putin / Eurocasta / Manuel Barroso / Herman van Rompuy / Casa Bianca / Ostaggi delle lobby / Ostaggio dell'alta Finanza / Lobby / Fallimento della democrazia negli Usa / Impero / Wall Street / Sfiducia / Impero Usa / Alexis de Tocqueville / La Democrazia in America / Iran / Siria / Martin Schulz / Mitt Romney / Inside Job / Lobby / Ronald Reagan / Congresso Usa / Auguri e felicitazioni / sospiro di sollievo / Bombe / Medioriente 

    Presidenziali Usa, le felicitazioni dell'eurocasta

    Mosca – Il curioso sospiro di sollievo di Vladimir Putin 

    L'ossequioso gaudio degli alleati, per il bombarolo Barack

    Washington, Bruxelles, Mosca – Gli Stati Uniti d'America, nella giornata di ieri, hanno scelto di concedere al Presidente Obama ancora fiducia. Fiducia per altri quattro anni all’ex governatore dell’Illinois che nel 2008 sembrava destinato – almeno a parole – a cambiare radicalmente il Paese, dimostrandosi tuttavia – ed a conti fatti – in larga parte un bluff, specie per ciò che riguarda il ridimensionamento del potere di Wall Street e dell'Alta Finanza, dopo lo scoppio della crisi-truffa americana dei sub-prime ed il fallimento della Lehman Brothers. Altri quattro anni di regno, dunque: una sorta di carta bianca con il più ampio margine d'azione, visto che comunque (per legge) non sarà più rielegibile (qualunque cosa accada) per un terzo mandato. Unico "limite" per quello che ciò possa significare, è la spaccatura interna al Congresso Usa. Anni nei quali  il primo cittadino d'America – dunque – non dovrà necessariamente riconquistare la fiducia dei suoi elettori: poco più di 1/4 dei cittadini statunitensi. Un misto di minoranze etniche, famiglie di ceto medio-basso, disoccupati, che molte speranze invero avevano riposto nel "Fulmine Caduto dal Cielo" (significato della parola Barack Obama). La realtà, tuttavia,  è stata ben diversa dalle aspettative e la venuta del nuovo messia capitalista e liberista, più che fulmini sull'alta finanza e sulle amiche lobby (con la nomina di una commissione di inchiesta e controllo sul mercato finanziario intrisa di personaggi riciclati tra il gota della stessa finanza Usa e del dorato mondo bancario: come denunciaro benissimo e con gran forza dal film documentario "Inside Job") ha portato pioggia e nubi sull'America e sui ceti medio-bassi, e non solo. Ma poco importa, evidentemente! D'altra parte questa è l'attuale "Democrazia in America". Forse, evidentemente, lontana anni luce da quella sognata da Alexis de Tocqueville (classe 1805) nella sua opera più celebre, dove lo spirito legistico Usa era posto a modello e faro per tutto l'Occidente e non solo. Ma di acqua sotto i ponti ne è passata, e molta. Troppa! Ma la parola d'ordine del momento è elogio! 

     Le felicitazioni dell'Euro-casta 

    Infatti dall'altra parte dell'oceano, in Europa, nelle ultime ore sono fioccati – come ovvio che sia – i "biglietti" di felicitazioni ed auguri da parte dell'euro-casta. In particolare, le più ''vive congratulazioni'' a Barack Obama per il suo secondo mandato alla White House, sono state espresse da Bruxelles, in una nota ufficiale  congiunta diramata dalle segreterie di Manuel Barroso ed Hermann Van Rompuy, rispettivamente presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo. ''Gli Stati Uniti sono un partner strategico dell'Unione – si legge nella nota – e intendiamo portare avanti la stretta collaborazione già stabilita con il presidente Obama in questi anni per rafforzare ulteriormente i nostri legami bilaterali e affrontare insieme le sfide globali, in particolare nei settori della sicurezza e dell'economia. La creazione di sviluppo e lavoro – continua la nota – restano le priorità di Ue e Usa e noi continueremo a lavorare con Obama per sbloccare il potenziale senza paragoni costituito dal mercato transatlantico. Siamo anche pronti a continuare la nostra intensa collaborazione in materia di politica estera per l'affermazione dei valori comuni e attendiamo di incontrare il presidente americano al più presto per riconfermare le nostre priorità e dare nuovo impeto alle azioni comuni''. Un'altra nota (che  ancora una volta, ha tanto il sapore di una maestosa sviolinata) all'indirizzo di Washington, è partita dal quartier generale del Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz: ''Ue e Usa sono i più stretti alleati al mondo – si legge nel comunicato – (…)  e il Parlamento europeo si aspetta quindi di continuare a costruire relazioni transatlantiche forti e onnicomprensive alla cui base ci sono valori condivisi quali liberta (?), democrazia (?), rispetto per il diritto internazionale (?), lo stato di diritto e i diritti umani (?)…. la lotta al terrorismo (…) e il Parlamento europeo – conclude Schulz – lavorerà insieme agli Usa per completare il mercato unico transatlantico entro il 2015". Cioè il mercato iperliberista dei tristemente noti "Stati Uniti d'Europa"? Abbiamo capito bene? Che Dio ci aiuti, e ce ne scampi e liberi!

     La curiosa reazione di Putin 

    Ma il gaudio (l'agghiacciante gaudio) per Barack Obama (il bombarolo Obama) e l'ossequioso e religioso rispetto reverenziale si sono sprecati un pò dovunque (ma di sicuro non in paesi come Siria ed Iran) e tra tutti i leaders dei Paesi alleati: atteggiamenti direttamente proporzionali al grado di subordinazione agli Stati Uniti. Ovvio! Paradossale  quanto accaduto a Mosca, dove addirittura Vladimir Putin avrebbe confessato di aver auspicato (addirittura)  la vittoria di Obama, pur di non vedere nella Stanza Ovale il faccione sorridente del rivale Mitt Romney, che di recente aveva attaccato la Russia – travestitosi da novello Reagan – definendola "il nemico geopolitico numero uno per gli Usa, da contrastare mostrando i muscoli e maggior spina dorsale". Come dire: meglio la padella che la brace.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Parlamento Europeo – Bilancio 2013, Ingiustizia è Fatta

    Parlamento Europeo – Bilancio 2013, Ingiustizia è Fatta

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Strasburgo / Bruxelles / Fondi per pagamenti 2013 / Bilancio 2013 / Austerity / Aumenti nel Bilancio dell'Unione europea / Giovanni La Via / PPE / Doppia anim del PPE / Zagabria / Congo / Pace in Medioriente / Siria / Bani Walid / Sprechi / Tasso d'inflazione 

    Europarlamento: Bilancio 2013, Ingiustizia

     è Fatta

    L'Austerity non vale per i palazzi dorati di 

    Bruxelles e Strasburgo 

    Aumenti e mancati tagli alla faccia dei cittadini europei

    Incrementi al budget anche per le le politiche di Pace in 

    Medioriente: peccato che in Siria e a Bani Walid, 

    nessuno se ne sia accorto

    Strasburgo, Bruxelles – Secondo l'Europarlamento, in queste ore riunito il plenaria a Strasburgo, "per permettere all'Ue di pagare i conti del 2013 è necessaria una retromarcia sui tagli proposti dal Consiglio europeo al progetto di bilancio presentato dalla Commissione". E ciò che ha sostenuto la maggioranza dei deputati europei in una risoluzione approvata martedì scorso. "Riattivare i fondi per i pagamenti del 2013 – secondo i deputati votanti a favore della stravagante e disarmante risoluzione – aiuterebbe a proteggere alcuni importanti programmi europei, come l'Erasmus Mundus e il Fondo Sociale, ora fermi per il blocco dei pagamenti di quest'anno". Ma con tali e tanti problemi legati alla disoccupazione imperante e dilagante ed a migliaia di aziende che ogni mese allungano la miserabile lista dei fallimenti negli stati del Sud Europa rientranti nella famigerata "Zona Euro", davvero non comprendiamo tale azzardata e paradossale mossa!

     Parlamento europeo – Austerity: due pesi, due misure   

    "Per creare crescita e lavoro" – secondo quanto sostenuto a Strasburgo –  il Parlamento ha dunque respinto 1,9 miliardi di euro di tagli proposti dal Consiglio a luglio, in "sedicenti" aree come la ricerca, l'imprenditoria e le misure per l'impiego, che i deputati ritengono vitali per dare un impulso all'economia. Ma non era preferibile destinare tali fondi direttamente nelle mani di imprenditori e famiglie piuttosto che perderli in programmi finora molto discutibili – quanto ad efficacia – e dispendiosi, vista la gravità della situazione?

     Commissione Ue – No Austerity per Bruxelles  – Ingiustizia è Fatta! 

    Tra i programmi oggetto di questi tagli respinti dall'eurocamera vi sono l'Erasmus Mundus, il Lifelong Learning e il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo, i cui fondi sono quasi finiti nel 2012 e per i quali la Commissione Barroso (sempre a spese dei già tartassati contribuenti europei: cioè dei poveri cittadini massacrati dall'austerity) ha dovuto presentare oggi un bilancio correttivo. I tagli proposti dovevano colpire anche tre nuove autorità europee, quella bancaria, quella su strumenti finanziari e mercati e quella sulle pensioni. Autorità – tra l'altro – finora piuttosto evanescenti, per usare un eufemismo. Ma evidentemente la legge dell'Austerity non è uguale per tutti: specie se "gli altri" (in questione) si trovano a Bruxelles e Strasburgo.

     Austerity – La Via, L'Europarlamento e la doppia anima del PPE 

    Il deputato italiano Giovanni La Via (PPE), responsabile per il Parlamento per la parte più sostanziosa del bilancio comunitario, nell'"onorevole" – diciamo così – tentativo di "evitare deficit di bilancio nel 2013 ha pertanto dichiarato: "L'abbiamo visto arrivare e vogliamo evitare un altro patchwork nel bilancio del prossimo anno. L'ultima cosa di cui  aziende, ricercatori, studenti e altri beneficiari dei programmi dell'UE hanno bisogno è l'incertezza sulla possibilità per la Commissione di onorare gli impegni presi. Speriamo che i ministri delle Finanze degli Stati membri riconoscano ciò e diano seguito al Patto di crescita concordato fra i loro capi di Stato e di governo in occasione del vertice di giugno". Ma che premura, mister La Via! Ci lascia davvero senza parole! Ma allora perchè proprio il PPE è stato tra i principali apri-pista all'austerity Ue e Montiana, acclamando tra applausi e grida gli interventi di Mario Monti all'Eurocamera? Patetici!

     Politiche regionali, Agricoltura e "Processo di Pace" …  in Medio Oriente  

    Per le politiche regionali, i deputati hanno, inoltre, votato la reintroduzione di 1,6 miliardi di euro tagliati dal Consiglio e bocciato molti dei tagli proposti nell'Agricoltura. Per il (cosiddetto) processo di pace nel Medio Oriente e in Palestina, i deputati hanno votato non solo per ripristinare i 200 milioni di euro previsti nella bozza di bilancio della Commissione, ma per aggiungere altri 100 milioni a questo capitolo di spesa. Peccato l'Ue non stia facendo – a conti fatti – nulla di concreto per la Siria e per la Libia, schierandosi apertamente contro Assad (a prescindere) e contro l'Iran (con distruttive e vergognose sanzioni ed embarghi economici) ed a favore delle politiche belliciste e dissennate (imperialistiche e colonialiste) di Usa e Nato. peccato davvero! Ma l'importante, come dire, e che non vengano fatti tagli ai budget, a prescindere dalla reale utilità degli stessi! Come provato dal nostro Osservatorio in dozzine di articoli dedicati alla politica estera dell'Ue. Politiche estere monopolizzate – come noto – dalla Commissione Barroso a suon di inutili, ipocrite e dolorosissime sanzioni econimiche  e commerciali: una commissione di nominati e non eletti, non dimentichiamolo!

      Alla faccia dei poveri stipendiati dell'Ue e del Tasso d'Inflazione! 

    "I deputati – leggiamo nel dispaccio stampa di Strasburgo – hanno anche approvato tagli ulteriori per 8,9 milioni di euro al bilancio del Parlamento, rispetto alla proposta iniziale". Ciò significherebbe, detto in soldoni, un aumento (e non una diminuzione) del bilancio dell'1,9% rispetto al 2012, al pari dell'inflazione. Ciò mentre tutti i lavoratoti privati e pubblici in Europa vengono salassati, e gli stipendi crescono a ritmi inferiori rispetto al tasso d'inflazione, galoppante ed incontrollato. Che esempio di coerenza, carissimi lettori! E questa sarebbe l'Europa targata Ue dei popoli e degli Stati Uniti d'Europa? Che obrobrio! Meglio espatriare in Congo, piuttosto. Con tutto il rispetto per gli abitanti del Congo: nazione fatta oggetto – tra l'altro – di vessazioni e guerriglie, sotto gli occhi indifferenti della stessa Ue. "Tuttavia – secondo i deputati votanti la risoluzione a dir poco vergognosa –  si tratterebbe di una riduzione in termini reali, poiché il bilancio per il 2013 include, a differenza del 2012, anche i costi aggiuntivi per l'ingresso della Croazia nell'UE". Ma i deputati dimenticano – tra l'altro – che la Croazia apporterà nuovi contributi finanziari diretti alla causa europea, mediante la stessa tassazione dei cittadini croati e gli apporti diretti effettuati dal governo centrale di Zagabria.

     L'ennesimo euro-scempio che si poteva impedire 

    Inoltre, c'è da notare come la conciliazione tra il Consiglio europeo e il Parlamento europeo inizierà durante la serata di venerdì 26 ottobre, con un incontro finale che avrà luogo il prossimo venerdì 9 novembre. Se si raggiungerà un accordo – cosa molto probabile – il bilancio (con tutti gli aumenti previsti) sarà inserito in una votazione finale nella sessione plenaria di novembre. Complimenti a tutti i nostri rappresentanti all'europarlamento votanti questa porcheria! A dimenticavo: per la cronaca, la risoluzione è stata approvata con 492 voti a favore, 123 contrari e 82 astensioni. per fortuna 205 menti pensanti su 607 eurodeputati presenti e ci siano ancora. Peccato che ciò non sia stato assolutamente sufficiente ad impedire l'ennesimo euro-scempio!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Vita: il No del commissione giuridica del Parlamento Europeo alla Distruzione degli Embrioni

    Vita: il No del commissione giuridica del Parlamento Europeo alla Distruzione degli Embrioni

    Mercoledì, Settembre  19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Europa / Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione Giuridica / Commissione Industria / Strasburgo / Bruxelles / Corte di Giustizia / Programma quadro di ricerca 2013-2020 / Horizon 2020 / Emendamenti / Vita / Embrioni / Cellule staminali / Ricerca / Finanziamenti Pubblici / Scienza / Partito popolare europeo / Piotr borys /

    No” ai finanziamenti pubblici europei

    per distruggere la vita

    La commissione giuridica del Parlamento europeo

    riconosce i rischi della ricerca scientifica sugli

    embrioni e sulle cellule staminali.

    A Bruxelles, è in gioco la “VITA”.

    Bruxelles, Strasburgo – Nell’aula del Parlamento Europeo, da ieri, continua a risuonare l’eco della vita:  finalmente sono stati riconosciuti i rischi e le conseguenze negative che deriverebbero da eventuali finanziamenti pubblici che l’Unione europea (Commissione europea) avrebbe potuto stanziare a favore della  ricerca scientifica condotta sugli embrioni umani e sulle cellule staminali. Il veto posto  dalla commissione giuridica del Parlamento europeo rappresenta una vittoria per la tutela della dignità umana e della morale cattolica, un primo ed importantissimo passo in avanti nella dura battaglia contro la distruzione della vita e, quindi, degli embrioni, per i soli scopi scientifici. La Commissione ha approvato, con la stragande maggioranza dei voti, la relazione presentata dal polacco Piotr Borys, membro del Partito Popolare Europeo (PPE), nella quale si ritrova un importante riferimento alla sentenza emessa dalla Corte di Giustizia europea, lo scorso 18 ottobre,  che ha vietato la ricerca condotta sugli embrioni qualora la stessa ne causi la loro distruzione.

     La distruzione degli embrioni e il Programma Horizon 2020 

    E la distruzione degli embrioni, nell’ambito della ricerca – come non ci stancheremo mai di specificare noi di Qui Europa – avviene quasi sempre. Gli emendamenti proposti da Borys al testo scritto dalla Commissione europea per il Programma Quadro di Ricerca 2013 -2020, Horizon 2020 hanno l’obiettivo di garantire che non venga, in alcun modo, finanziata la ricerca sugli embrioni, in quanto la stessa veniva contemplata nel suddetto regolamento. Misure alternative, quindi, ma non distruzione della vita: la commissione parlamentare, per quanto scritto nel regolamento, si impegnerà anche nel tentativo di sollecitare la ricerca con misure alternative che non comprendano la sperimentazione sugli embrioni umani e sulle cellule staminali. Il parere della commissione giuridica dovrà essere esaminato anche dalla commissione Industria, che sarà chiamata a pronunciarsi sul regolamento in questione. Ma il Programma Quadro di ricerca richiede l’accordo tra il Consiglio europeo e lo stesso Parlamento, previsto dal processo di codecisione.  Cosa accadrà? La partita è ancora aperta e non si può cantar vittoria così presto: intanto il primo punto a favore della vita è stato messo a segno, ma non basta. Noi , della vita, vogliamo il trionfo!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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