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  • Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile –

    Mubarak, Mohamed Morsi, Rivoluzione dei Gelsomini, Ben Ali, Rojoy, Plamen Oresharski, Homo politicus, Luciano Canfora, Brežnev, Avaaz, otpor, Milosevic, Occupy Wall Street, Nuovo Ordine Mondiale, Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Europa, Medioriente, Osservatorio Qui Europa, Panorama 

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non

    si placano i fermenti di protesta.

    Ma sappiamo davvero tutto?

    Perchè la Maggior parte delle proteste avviene

    nei cosiddetti paesi democratici?

    L'Involuzione Sostanziale dell'Homo Politicus e il

    fattore "Ordo ab Chao"

     

    di C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile

    Ordo Ab Chao - Il Nuovo Ordine dal caos

      La protesta, sotto le Piramidi. Oggi come ieri                                                  

    Roma – Le notizie che ci pervengono nelle ultime ore dalle regioni italiane, dal Medioriente, dall'Africa e dal resto dell'Europa non sono troppo confortevoli, per usare un eufemismo. Proteste ovunque! Specie – per quel che ci riguarda, forse, più da vicino – in Italia ed Europa, e soprattutto dopo la notizia dell'ultim'ora secondo la quale l'inflazione nell'Eurozona sarebbe salita all'1,6%, con effetti a catena catastrofici per l'Italia: il Paese al mondo che paga più tasse (a fronte di zero servizi – vedi pareggio di bilancio inserito nella Costituzione) e con un livello record (a livello continentale) per quanto attiene ai costi di energia e carburanti. Ormai si spende più per rifornire l'auto, che – ad esempio – per l'approvvigionamento mensile di "carne" per la propria famiglia. Ad ogni latitudine e longitudine, dunque, le proteste si intensificano. Qualcuno potrebbe obiettare: "nulla di nuovo sotto il Sole!" E non avrebbe assolutamente torto! D'altronde è interessante osservare come la prima forma di protesta popolare documentata sia da far risalire ai tempi dell’antico Egitto. Durante la costruzione di una delle piramidi che oggi sono diventate uno dei simboli del Paese nordafricano, i lavoratori (non schiavi come ancora qualcuno pensa, ma artigiani) stanchi delle condizioni di vita e del ritardo dei pagamenti, decisero di sospendere la costruzione. "Niente grano per il pane, niente orzo per la birra: e allora niente lavoro". La loro azione fu storica non solo perché era la prima forma di protesta organizzata per ragioni legate alle condizioni di vita, ma perché dei “comuni” mortali avevano deciso di manifestare contro il faraone, ovvero contro un dio in terra. Sono passati molti millenni e oggi, in quasi tutte le parti del mondo, c’è qualcuno che protesta, più o meno a ragione, più o meno in maniera trasparente e verace. Le ragioni della protesta sono diverse. In Egitto il moto di protesta popolare, tra mille ombre, era nato contro il regime del presidente Mubarak, ma oggi (dopo la morte del presunto tiranno) si è protestato e si protesta ancora contro l'ex neo-eletto presidente, Mohamed Morsi. Nella vicina Tunisia, la controversa Rivoluzione dei Gelsomini anche questa nata (apparentemente) per liberarsi di Ben Ali, cacciato e tacciato come despota, dopo la sua fuga non è cessata. Anzi pare che con il passare del tempo si sia ramificata e inasprita.

    Otpor

     Un Nuovo Dis..Ordine Mondiale                                                                           

    Anche in Europa, le notizie concernenti forme di protesta più o meno violente, sebbene cautamente ovattate dai media, non hanno potuto fare a meno di riempire le prime pagine dei giornali. Prima la protesta e il malcontento (peraltro mai cessati) in Grecia, poi la Spagna con le manifestazioni di protesta che hanno accompagnato l’ultimo scandalo per la presunta corruzione del premier Rajoy.  Quindi in Romania dove da più di un mese ormai si protesta per chiedere le dimissioni del primo ministro Plamen Oresharski denunciando la corruzione della classe politica che favorisce un’oligarchia economica di cui, secondo i dimostranti, fa parte il controverso uomo d’affari nominato direttore dei servizi segreti. La nomina – che poi è stata revocata – ha scatenato una mobilitazione pressocché generale. E poi in Portogallo. Anche in Brasile il malumore non ha mancato di trasformarsi in protesta, e per di più violenta. Infatti, è stato necessario un mese di scontri, per i dissidenti brasiliani, per costringere il presidente Dilma Rousseff a concedere misure per migliorare le condizioni di vita del Paese.

    Ordo Ab Chao - Il Nuovo Ordine dal caos

     Perchè la maggior Parte delle proteste avviene nei Paesi democratici?  

    E la lista delle proteste sarebbe lunga e coprirebbe tutti i continenti (basti pensare a ciò che avviene in Siria o in altri Paesi dove la cosiddetta e presunta "rivolta" è sfociata in guerriglia urbana). Qualcuno parla di "guerra civile", o almeno così vorrebbero farci credere. Ma la verità, come documentato finora da Qui Europa in oltre 400 articoli dedicati alla Siria, è ben altra. Eppure pochi si sono chiesti il perché di tutte queste rivolte. Come mai in un mondo così “moderno” e “politicamente corretto” la popolazione insorge? Rammentiamo, infatti, che la maggior parte delle forme di protesta oggi presenti al mondo avviene in Paesi “democratici”. Anche se per motivi e ragioni diverse.

    TUNISIA-OTPOR-E-NUOVO-ORDINE-MONDIALE-557x360

     Il Panorama… della Superficialità                                                                         

    C’è stato chi, come la rivista Panorama, nel tentativo di spiegare questo fenomeno ha detto che viviamo una “stagione della protesta”, o forse che “sentiamo il bisogno di essere governati bene”, o che “sappiamo molte più cose” e che abbiamo “regimi meno violenti” e attraversiamo una fase di “cambiamenti epocali”. Tutte motivazioni a prima vista vere, ma a riflettere bene, anche un pò superficiali. Non si capisce cosa voglia dire “stagione della protesta”. Forse che si scende in piazza e si rischia la propria vita e la vita dei propri familiari, lo fa per un mero spirito di emulazione? O forse che – chi protesta ad esempio, contro la TAV o contro il MUOS – lo fa per imitare le proteste in altre parti del mondo o perché vede il vicino di casa protestare? 

    Otpor - Erdogan - Turkey

     Dietro il paravento della Democrazia                                                                    

    Anche il “bisogno di essere governati bene” sembra una motivazione poco realistica. Non si può dire che chi ha governato la maggior parte dei Paesi del mondo, nell’ultimo secolo, lo abbia sempre fatto bene. Anzi! L’ultimo secolo della storia italiana e del mondo è stato caratterizzato da forme di protesta estrema che, talvolta – come noto – hanno finito per toccare il limite della rivolta. E tutte queste proteste sono nate dal bisogno di essere “governati bene”. Bisogno sentito e manifestato. Quanto ai regimi meno violenti, non sembra che le rivolte manifestatesi in questi ultimi anni siano state accettate dai regimi in modo meno violento: basti pensare a come è stata sedata la rivolta in Turchia o alla violenza e alla durezza manifestata dagli Stati Uniti nei confronti di chi aveva osato esprimere un’opinione diversa da quella “ufficiale” (vedi articoli in allegato). O a ciò che succede in altri Paesi dove la rivolta sembra essere diventata parte del DNA delle nuove generazioni, nate sotto il boato delle bombe. I cambiamenti epocali in realtà sembrano aver caratterizzato più settori come l’economia, il welfare, la politica. Quindi non sarebbero una causa delle rivolte. 

    otpor

     Involuzione Sostanziale                                                                                           

    Ma allora cos’è che, negli ultimi anni, ha scatenato nelle persone di tutto il mondo il bisogno di scendere in piazza? Forse la causa di queste proteste è da ricercare nei progressivi ed inesorabili cambiamenti (involuzione sostanziale) della classe politica che oggi governa la maggior parte dei Paesi del mondo. Fino ad alcuni decenni fa chi governava un Paese era visto, a torto o a ragione, come un “leader”. Ciò significa che chi lo aveva eletto, il popolo, riconosceva in lui la capacità di gestire della cosa comune e rispettava le sue scelte. Oggi, invece, non è più così. I politici spesso non vengono eletti, ma nominati. E anche nei rari casi in cui vengono eletti le pressioni esercitate dall’esterno per favorire la loro elezione sono tali da lasciare un segno profondo. Senza contare che i governi, ovvero chi dovrebbe essere incaricato di gestire la cosa comune, spesso sono composti da persone che non sono democraticamente “rappresentative” e che, quindi, difficilmente rispetteranno i desideri e i bisogni degli elettori. 

    Trilateral-Commission-Enrico-Letta

      L'Homo Politicus e le nuove consapevolezze degli ultimi                           

    Forse, allora, il malessere della gente è dovuto anche al fatto che, negli ultimi decenni, la popolazione si è resa conto del fatto che i nuovi esemplari di Homo Politicus, dopo essere saliti al potere, hanno curato esclusivamente ai propri interessi e mai agli interessi della gente o del Paese. E lo hanno fatto incuranti di peggiorare drasticamente le condizioni di vita della gente. Forse la causa di tutte (o quasi) queste proteste è da cercare nel fatto che la gente è diventata consapevole che chi governa non farà niente per migliorare la situazione di crisi o di disagio in cui versa la popolazione. E ciò o per incapacità (perché non è in grado di farlo) oppure per noncuranza (perché non vuole farlo) o, peggio, per scelta personale (perché ha preferito rinunciare alle priorità del Paese che è stato chiamato a gestire per favorire gli interessi di alcuni e di alcune élite più o meno occulte). 

    egitto - strategia otpor

     Il Fattore "Ordo ab Chao"                                                                                        

    La gente se n’è accorta. e allora ha deciso di scendere in piazza per protestare e per manifestare il proprio malessere e per chiedere, a volte in modo civile e democratico – altre volte in modo estremo – il proprio bisogno di cambiamento. Ma forse non è proprio tutto! C'è dell'altro! In poco tempo il popolo ha capito che gli strumenti che fino ad oggi aveva utilizzato per protestare (l’opposizione politica, i media, gli scioperi, le manifestazioni, di massa e altri) non erano ascoltati da chi governava solo per il proprio tornaconto. E quindi ha cercato di trovare un modo diverso per farsi sentire. Ma in tal frangente è entrato in gioco anche un altro fattore: il fattore "ordo ab chao". Il nuovo ordine del Fattore Caos.

    Femen - Le Prostitute del Nuovo Ordine Mondiale

     New World Order e contro-strategie del Sistema                                            

    In tal senso, infatti, ciò non toglie che lo stesso sistema abbia finito per cogliere la palla al balzo e per orientare e pilotare per il proprio tornaconto le proteste popolari in questione. E lo ha fatto probabilmente anticipando molte delle proteste di cui abbiamo detto, fomentandone strategicamente i focolai. Proprio come accadde in Serbia, al tempo di Milosevic, con l'organizzazione Otpor. I meccanismi sono molteplici: alleanze con gruppi islamici estremisti; ambigue organizzazioni filantropiche e pseudo-democratiche protese a rilanziare propagandisticamente presunte azioni popolari (vedi Avaaz e/o Femen) e organizzazioni dedite al rovesciamento pianificato dei governi scomodi al sistema. Vedi Otpor: organizzazione nata in Serbia negli Anni Novanta e responsabile delle cosiddette "Rivoluzioni Colorate", "Rivoluzioni dei Fiori" ed in segito delle ingannevoli "Primavere Arabe". Anche dietro "Occupy Wall Street" ci sarebbe il suo zampino mondialista e destabilizzante. Quale potrebbe essere, infatti, la miglior arma di legittimazione del potere e di convincimento di massa del sistema se non la creazione ad hoc di proteste e "pseudo movimenti di protesta" da far crescere e pilotare strategicamente? Quale miglior arma di distrazione e paralisi di massa? 

    Ordo Ab Chao - Il Nuovo Ordine dal caos

     Italia – Paese a Sovranità Controllata – Il Modello Brežnev                          

    In una recente intervista – per concludere con una nota sull'ex giardino felice d'Europa – lo storico Luciano Canfora ha detto che l’Italia di oggi è “un Paese a sovranità controllata, come si diceva dei Paesi-satellite dell’URSS ai tempi di Brežnev” . Chi era Brežnev? Beh, per chi non lo sapesse, fu un politico russo passato alla storia per la durezza con cui soffocò ogni opposizione, per avere quasi distrutto l’economia del Paese, per il fallimento del tentativo di risollevare l'agricoltura e per l’ostinazione nel perseguire la corsa agli armamenti pur in un momento di grave crisi economica. Canfora ha poi aggiunto: “Nel caso italiano, tuttavia, c’è una contraddizione latente tra le potenzialità, anche economiche e tecnologiche, del nostro Paese, e la condizione di minorità politica alla quale siamo ridotti”. La domanda a questo punto è: cosa accadrà quando gli Italiani si renderanno conto che chi li ha governati negli ultimi decenni (e ancora lo fa) ha fatto le proprie scelte non per il loro bene, ma per il proprio interesse, o con altri fini? E cosa dire dalle attuali forze della cosiddetta anti-casta? Beh, le chiacchiere stanno a zero! Anche se finora di chiacchiere strategiche e siparietti se ne son sentite e visti ovunque, ed in grande abbondanza. Quando impareremo a conoscere il significato reale del termine "sovranità"?

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Giugno 25th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Grecia, Turchia, Organi d'informazione, Impero mediatico, Eurozona, Unione Europea, Media europeisti, Atene, Ellinikí Radiofonía Tileórasi, Orchestra filarmonica nazionale greca, Berlino  Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare? Grecia, Turchia e Ingerenze dell'Impero mediatico Insurrezioni popolari pilotate o ridotte a […]

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    Giovedì, Giugno 20th/ 2013   – di  Sergio Basile – Nuovo Ordine Mondiale, Controstoria, Economia, Geo&Politica, Notizie and tagged with: alta finanza, banche, crisi, Milena Gabanelli, nuovo ordine mondiale, premio, George Soros, speculazione, NWO, New York, London School of Economics, Open Society Foundation, Open Society Organization, Premio Terzani 2013, Soros Fund Management, Occupy Wall Street, Inet, Institute for New Economic Thinking  La Sinistra Italiana del "Partito Unico" premia Soros, […]

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    Martedì,  Aprile 2nd/ 2013  – di Sergio Basile – Bruxelles, Marsiglia, Geopolitica, Esteri, Parlamento europeo, Parlamenti dei Paesi Mediterranei, MPM, Belgio, Francia, Regno Unito, Cameron, Hollande, Francia, Siria, Bani Walid, Libia, Damasco, Primavera Araba, 11 Settembre 2001, Democratizzazione del Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Embarghi economici, Manuel Barroso, Commissione europea, Lady Ashton, Mediterraneo, Golfo Persico, Invasione del Kuwait, […]

    Neocolonialismo – 14 Paesi si Spartiranno la Libia

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – Redazione Qui Europa e Asean New Agency –   NWO, Libia, Nuovo Ordine Mondiale, Usa, Nato, Unione Europea, Regno Unito, Italia, Francia, Guerra, Primavere, Strategia Occidentale, Mondialismo Massonico,  élite mondialista, élite occidentale, Muammar Gheddafi,  Immunità, Ingerenze coloniali in Libia,  NWO – 14 Paesi si Spartiranno la Libia  Neocolonialismo in Libia: […]

    Addio a Hugo Chavez, un Leader Sincero

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Marinella Correggia –  Hugo Chavez, Caracas, Venezuela, Nato, Usa, Guerra Nato in Libia, Presidente Hugo, thomas sankara, Africa, America Latina, occidente, Regime mediatico, Disinformazione, marinella Correggia  Caracas, Addio a Chavez. Un Uomo Sincero Chavez – Un uomo onesto, un leader coraggioso e sincero Il primo a denunciare l'Imperialismo […]

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

    Riflessioni sul Nuovo Anno – La Pace non viene né dalla Politica, né dal Mondo

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    Mercoledì, Gennaio 2nd/ 2013 – di Gaetano Rocca  – Direttore Ufficio Lavoro e Problemi Sociali Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace Riflessioni sul Nuovo Anno cercando la Pace / Il Nuovo anno / Un augurio / futuro / Illusioni a buon mercato / Otpor / Angelo annunziatore / Pastori / Vangelo / Il rito della speranza / La Voce […]

    Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

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    Giovedì, Dicembre 27th/ 2012  – di Sergio Basile –   Limiti alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche  / Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche / Decrescita Felice / Serge Latouche / Catastrofismo / Club di Roma / Occidentalizzazione del mondo / Limiti allo Sviluppo / Stalin / Lenin / The […]

    Nuove tensioni Usa-Russia – Alla “Lista Magnitsky” Mosca risponde con la “Legge Dima Yaklovev”

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    Lunedì, Dicembre 24th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Nuove tensioni Usa-Russia / Washington / Moscow / Mosca / Russia / Usa / Perestroika / Barack Obama / Vladimir Putin / Tensioni / World Trade Center / Guerra in Iraq / lista Magnitsky/ Norberto Bobbio / Jürgen Habermas / Reuters / Scacchiere / Strategia / Armi d distruzione […]

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012 –  di Sergio Basile – Euribor / Fiscal Compact / Mario Borghezio / Parlamento europeo / Strasburgo / sistema di connivenza nella fissazione dell'Euribor / Ministro Moavero / Emminenza grigia / Giuseppe Guarino /  commissione Crim del Parlamento europeo / Nuovo Ordne Mondiale / global governance / Eba / andrea Enria / Procura di Trani / Truffa alle […]

    Siria – Mobilitazione Internazionale contro la Guerra – Dal 12 Dicembre 2012 una settimana di Manifestazioni per la Pace e contro le Ingerenze Occidentali in Siria

    Siria – Mobilitazione Internazionale contro la Guerra – Dal 12 Dicembre 2012  una settimana di Manifestazioni per la Pace e contro le Ingerenze Occidentali in Siria

    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 –  di Marinella Correggia, Maria Laura Barbuto, Sergio Basile – Siria – Mobilitazione Internazionale contro la Guerra / Siria / Mobilitazione Internazionale per la Pace / Sibialiria / Marinella Correggia / Qui Europa / Sergio Basile / Maria Laura Barbuto / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Unione europea / Esteri / Siria / Stati Uniti […]

    Ultimo appello contro il DDL Di Paola ai Deputati Italiani

    Ultimo appello contro il DDL Di Paola ai Deputati Italiani

    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – Appello Nazionale per il Disarmo di "Tavolo della pace" –      Qui Europa aderisce e promuove l'Appello    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / Dimissioni del ministro Di Paola / F-35 / Ordigni di morte / […]

    Il Papa invia in Siria il Cardinal Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace

    Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace

    Mercoledì, Novembre 28th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah / Missione Speciale / Siria /Italia / Roma / Città del Vaticano /  Chiesa / Papa Benedetto XVI / Missione di Pace in Siria / Mario Monti / Cardinal Sarah / Padre Lombardi / Vaticano / Guerra / […]

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

    Mercoledì, Novembre 21th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Grande Risiko dell'Impero ora mira al cuore dell'informazione Siriana / Gruppi armati anti Assad / Siria / Opposizione Armata / Els / Guerra / Medioriente / Damasco / Assad / Guerra della Nato / Assalto al Ministero dell'informazione / Stampa Siriana / Bavaglio mediatico / […]

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Venerdì, Giugno 21st/ 2013
     

    – di C.Alessandro Mauceri –

    SIPRI, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna , Italia, Afghanistan, Iraq, Libia, Lockheed Martin, Arabia Saudita, Joe Parker, consorzio Eurofighter, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Siria, New York Times, Financial Times, International Peace Research Institute di Stoccolma, Turchia, Obama, Ben Rhodes, Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, Finmeccanica, Giuseppe Orsi, Arackaparambil Kurien Antony, ministro della Difesa Agusta Westland, Guido Ralph Haschke, Shashindra Pal Tyagi, JulieTyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, Central Bureau of Investigations, Ratan Tata, Tata, Alessandro Mauceri, www.quieuropa.it 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Traffico d'Armi, Bugie e Tangenti dietro tutto. Ecco 

    cosa hanno in comune una delle maggiori industrie

    metalmeccaniche europee e i due marò

    Il Destino dei Marò e le novità emerse dal Processo Finmeccanica

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Caso Marò - Finmeccanica

      Il Mercato delle Guerre, non conosce crisi                                                       

    Roma – Che cosa hanno in comune i due marò italiani e una delle maggiori industrie metalmeccaniche europee? In un mondo che soffre e si lamenta per una "cosiddetta" crisi economica indotta e globale che (fermo restando la truffa dell'Eurozona) forse non ha precedenti a memoria d’uomo, c’è un settore che pare essere sempre fiorente: quello degli armamenti. Eppure, nell’ultimo decennio del secolo scorso si era registrato un calo rilevante del settore. Calo che sarebbe stato causato, in massima parte, dalla riduzione delle forze della Nato dopo la fine della Guerra fredda. Ma le imprese del settore non si sono "arrese" (e del resto con tutte le armi di cui disponevano….). Così, grazie anche all’aiuto concesso volentieri da molti governanti, i Paesi più industrializzati di mezzo mondo (quelli in cui hanno sede le maggiori imprese produttrici di armi) hanno deciso o di fare guerra o di vendere i propri “prodotti” all’altra metà del mondo. In base  ai dati emersi da uno studio del SIPRI, tra i maggiori esportatori di armi nel periodo tra il 2008 e il 2012 ci sarebbero – guardacaso – gli Stati Uniti d’America che, casualmente, è il Paese che maggiormente, negli ultimi tre lustri, ha promosso guerre e “missioni di pace”, anche al di fuori dell’egida ONU e NATO; a seguire Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna e Italia. In realtà, le scelte di marketing adottate dai vari Paesi sono state diverse. Nella maggior parte dei casi, i Paesi hanno deciso di “scambiarsi”armi e armamenti e di andare a combattere  guerre senza motivo e senza ragione in giro per il mondo (fermo restando ovviamente il piano per la costituzione del NWO). Questo ad esempio sarebbe ciò che è avvenuto tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi Europei dove a fronte di acquisti, da parte degli americani, di armamenti da Italia, Francia, Svezia, Germania, Polonia e Spagna, gli Stati Uniti hanno potuto vendere, ad esempio, molti dei loro aerei da guerra, seppure poco funzionali (tanto che la  Francia ha sospeso l’ordinativo), a molti Paesi europei, Italia inclusa. Ovviamente queste armi sono state poi utilizzate dai Paesi più industrializzati nelle “missioni di pace” in Paesi come Afghanistan, Iraq, Libia e molti altri. Missioni di pace che sono servite anche per conquistare spazi economici per le maggiori industrie dei Paesi invasori. 

    F-15-Saint-Louis

      L'emblemnatico caso della Lockheed Martin e lo shopping arabo          

    In altri casi invece, e qui sta la sorpresa, i Paesi maggiori produttori di armi hanno fatto di più. Hanno deciso di vendere direttamente le armi che producevano le industrie presenti sul loro territorio a Paesi in guerra tra loro o, in altri casi, a entrambe le fazioni di uno stesso Paese. Oppure, hanno deciso di utilizzare il canale dei Paesi medio-orientali per venderle a chiunque avesse i soldi per comprarle. Così la Lockheed Martin, con il consenso del Pentagono, ha venduto 20 aerei C-130J  e 5 tanker KC-130J all’Arabia Saudita per un  valore di 6,7 miliardi di dollari (24.61 miliardi di dhiran sauditi) completi di ricambi e supporto (che senso ha vendere le armi se non alleghi dei tecnici che insegnino ad usarle?). A questi si aggiungono 9 lanciatori e 48 missili antimissile balistici THAAD. Joe Parker, direttore per l'export del consorzio Eurofighter, ha confermato anche le trattative in corso per l'acquisto di 60 aerei Eurofighter Typhoon da parte degli Emirati Arabi Uniti. E nel 2011, la vendita di armi come il Pilatus agli Emirati Arabi, ha consentito alla Svizzera di raggiungere livelli eccellenti tanto che gli Emirati Arabi Uniti hanno scavalcato la Germania nell’acquisizione di armi elvetiche. Complessivamente l’Arabia Saudita, nel periodo 2008-2012, è stato il 10° maggior importatore di armi e armamenti al mondo e si è accaparrata il 3% degli armamenti in vendita in tutto il globo. Un  risultato niente male se si pensa che i suoi abitanti sono solo 7 milioni… Anche con il Qatar gli scambi di armi sembrano essere stati fiorenti: 12 lanciatori dello stesso tipo  venduto all’Arabia Saudita con 150 missili per un valore complessivo di 7,6 miliardi di dollari. 24 elicotteri da guerra AH-64D Apache Longbow e 700 missili Hellfire e molto altro.  Ma a cosa potrebbero mai servire tutte queste armi a Paesi così piccoli (il Qatar non arriva a due milioni di abitanti)? Ovviamente per il commercio. Ma come sostenuto e provato da Qui Europa in dozzine di articoli, anche per portare avanti il Piano di un Nuovo Ordine Mondiale.  Anche con il Qatar gli scambi di armi sembrano essere stati fiorenti: 12 lanciatori dello stesso tipo venduto all’Arabia Saudita con 150 missili per un valore complessivo di 7,6 miliardi di dollari. 24 elicotteri da guerra AH-64D Apache Longbow e 700 missili Hellfire e molto altro.

    Obiettivo Siria

     Per fomentare guerre, ogni scusa è buona!                                                        

    Così mentre la Russia inviava '' avanzati missili da crociera antinave della tipologia Yakhont'' alla Siria (fonte New York Times), il Qatar a settembre scorso (dati Financial Times) ha deciso di sostenere i cosiddetti ribelli (mercenari) della provincia di Aleppo, contro il governo siriano, pagando loro uno “stipendio” mensile di 150 dollari. Inoltre, secondo l'International Peace Research Institute di Stoccolma (Sipri), il Qatar, tra aprile 2012 e marzo 2013, ha inviato in Turchia oltre 70 aerei militari cargo carichi di armi destinate ai  soliti "cosiddetti" ribelli. Sia il Qatar, con le armi comprate da Stati Uniti ed Europa, che gli stessi Stati Uniti d’America – come denunciato più volte dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – vendono armi ai "ribelli siriani". Lo ha confermato la stessa Casa Bianca sostenendo come il presidente Obama abbia preso questa decisione dopo che l’intelligence avrebbe raccolto le prove (per il vero come dimostrato in più sedi piuttosto fantasiose, per non dire assurde) sull’uso di armi chimiche (??) da parte del regime di Assad: Ben Rhodes, consulente di Obama per la sicurezza nazionale, ha confermato che secondo l’intelligence statunitense “il regime di Assad avrebbe usato diverse volte armi chimiche, in particolare il gas sarin, contro l’opposizione”. Dimenticando di dire – tuttavia – che, non solo a usare queste armi non convenzionali sarebbero stati i rivoltosi (mercenari) e non l’esercito, ma che, in un momento in cui sono state avviate trattative per porre fine agli scontri, fomentare le fazioni con simili affermazioni e armarle fino ai denti non aiuta certo il processo di pace. Sembra quasi di rivedere le scene viste in Iraq. E così mentre l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, rivelava che dall’inizio del conflitto siriano i morti sarebbero più di 93mila, di cui 6.500 bambini, gli Stati Uniti d’America e gli altri Paesi partners, sia direttamente che indirettamente fornendo armamenti a Paesi terzi che poi li rivendono a entrambe le fazioni in conflitto, aizzavano la guerra.

    USA, il Gendarme del Mondo

     Il Triste Ruolo dell'Italia – Terzo produttore al Mondo di armi leggere   

    E che ruolo ha l’Italia in tutto questo? L’Italia è il terzo esportatore mondiale di armi leggere. L’industria nazionale del settore, pur considerando le stime incomplete (vedremo in seguito perché) e la concorrenza russa e cinese, non perde posti nella classifica delle vendite e rimane uno dei maggiori produttori. Aiutata in questo dal fatto che la  vendita di pistole, fucili, munizioni ed esplosivi sono quasi sparite dalla Relazione sul commercio di armamenti che il Governo italiano è tenuto a presentare ogni anno al Parlamento. Le esportazioni di questi strumenti di morte sono classificate per la stragrande maggioranza sotto la voce "armi civili", vale a dire armi comuni da sparo, da caccia o da tiro sportivo. Così pure gli esplosivi, che sarebbero esportati ufficialmente "per uso industriale". Così non viene esercitato alcun controllo governativo su tali trasferimenti, né è monitorato l’utilizzo di questo materiale una volta che ha lasciato l’Italia! E chi ci sono tra i maggiori clienti e importatori di armi italiane? Ovvio, Paesi del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale. Il Medio Oriente, insieme al Sud-Est asiatico, sono le regioni che trainano la domanda internazionale di armamenti.

    Marò e Bugie

     Tra un'arma e una tangente… Rispunta la pista Marò                                   

    I nomi di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sembrano essere ormai caduti nel dimenticatoio mediatico. Ma sebbene non se ne parli, pare che la vicenda si sia complicata, se possibile, ancora di più dopo che al processo per tangenti di Busto Arsizio all’ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, è stata richiesto da parte della difesa di sentire come testimone Arackaparambil Kurien Antony, ministro della Difesa indiano da otto anni. Oltre ad aver seguito tutta la trafila della commessa dei 12 elicotteri di Agusta Westland (del gruppo Finmeccanica), il ministro, infatti, è considerato uno tra i maggiori oppositori alla liberazione dei nostri marò, colui il quale dopo il ritorno in India dei marò si vantò del risultato ottenuto "grazie alla linea dura" della Corte Suprema e del governo indiano. La stessa persona che, secondo i legali dell’ex amministatore delegato di Agusta (indagato con l’ex ad e presidente di Finmeccanica per corruzione internazionale e frode fiscale), conoscerebbe a fondo i dettagli della gara d’appalto per gli elicotteri AW 101 del 2006, da cui sarebbe scaturita poi la tangente da 50 milioni di Euro. La risposta è stata la decisione da parte del governo indiano di costituirsi parte civile nel processo insieme all’Agenzia delle entrate indiana e la richiesta di un risarcimento da circa 8 milioni di Euro per i danni d’immagine che la vicenda ha procurato. Non solo, ma in questo modo i legali del ministro hanno potuto aver accesso agli atti del processo (che sono ancora esistenti e non distrutti come hanno fatto in India con le prove del processo ai due marò) che contengono, tra l’altro, quanto trovato tra i documenti di Guido Ralph Haschke, l’intermediario svizzero che trattò la commessa per i 12 elicotteri. Incluse le prove a carico dell’ex capo dell’aviazione Shashindra Pal Tyagi e dei suoi cugini, JulieTyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, tutti coinvolti nell’affare di vendita illegale di armi e armamenti. La vicenda si è quindi allargata a macchia d’olio. La difesa degli accusati italiani infatti ha richiesto di aver accesso all’interrogatorio di Tyagi e dei cugini di fronte il Central Bureau of Investigations, il servizio segreto indiano. Non solo, ma ha citato come testimone  anche Ratan Tata, amministratore delegato del gruppo Tata, leader del mercato automobilistico mondiale.

    Dimissioni Terzi e Verità Nascoste sul Caso Marò

      Il Destino incertissimo dei Marò                                                                           

    Nel marzo del 2013, quando i due militari tornarono in Italia in congedo per Pasqua, anche noi scrivemmo degli articoli in cui denunciavamo che, con tutta probabilità, il motivo per cui i nostri marò erano ancora trattenuti in India nonostante le promesse (al vento) dei diplomatici e dei politici italiani, erano ben altre che quelle contenute nei loro capi d’accusa. Già allora riferimmo di interferenze tra le vicende dei marò e imprese coinvolte nella vendita di armamenti. E dopo che a un ministro indiano è stato chiesto di testimoniare al processo Finmeccanica (riconoscendosi colpevole) temo che la situazione per i nostri marò bloccati in India possa solo peggiorare.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Articoli in allegato                                                                                                                      

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze […]

    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica OGM e Questione Siriana al Centro

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    Mercoledì, Giugno 19th/2013 – di S. Perrone e S. Basile –  Belfast, Regno Unito, Irlanda del Nord, Unione europea, Russia, Stati Uniti, Giappone, G8, Nuovo Ordine Mondiale, Accordo di Libero Scambio Usa-Ue, Barack Obama, Vladimir Putin, Enrico Letta, Manuel Barroso, Commissione europea, Ue, Titanic, Europa, OGM, Georgia Guidestone, Gaia    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica […]

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    Giovedì, Maggio 16th/ 2013   – S.P. Redazione Qui Europa –  Siria, Arabia Saudita, Sultanato, Usa, Riyad, Washington, Sait Louis, Cacciabombardieri, F-15, bombe a grappolo, Mohammad bin Abdullah al-Ayesh, Sharia, Casa Bianca, Risiko  84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita  Strano shopping del Grande Alleato Mediorientale di Washington  Intanto i media occidentali censurano le veementi proteste interne […]

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    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013   – di  Massimo Palombo, Sibialiria e Redazione Qui Europa  Siria, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Washington, combattenti islamici, Usa, Bashar Al Assad, Conferenza di Ginevra, No Fly Zone, Blocco Antiguerra Ue, Iran, Turchia, Libano  Siria – Cronaca della Settimana in attesa di Ginevra Le Reazioni dei Russi e gli […]

  • Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013
     

    – di  C. Alessandro Mauceri –

    Enrico Letta, Filippo Patroni Griffi, Monti, Berlusconi, Decreto del FARE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Governo,  ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, Equitalia, Angelino Alfano, Pubblica amministrazione, Alessandro mauceri, Qui Europa, www.quieuropa.it 

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e

    la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Tutte le prese in giro del "Decreto del FARE" del

    Governo Letta-Bilderberg

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Disfare l'Italia, Fare Le Valigie - Decreto fare - Governo Letta

      Il Decreto del "Misterioso Fare"                                                                            

    Roma – Sabato 14 giugno, intorno alle 15,20 si è riunito il Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi. Ordine del giorno della riunione, l’approvazione di un decreto legge recante “misure urgenti” in materia di “crescita” (di cosa non è stato detto) definito per la stampa, con un’azione mediatica degna del miglior Monti o del miglior Berlusconi, “decreto del FARE” (ancora una volta “FARE cosa” non è ben chiaro). I media infatti, concentrati sul “FARE” notizia, hanno riportato ciascuno solo alcune parti del decreto che, invece, per l’importanza che ha in un momento di grave crisi come quello attuale, andrebbero approfondite. Alcune misure contenute nel decreto hanno fato credere che, forse, era cambiato qualcosa rispetto ai precedenti governi. Poi, però, leggendo con attenzione le norme appena varate ci si è dovuti FARE da parte. Ad esempio, è vero che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto che venga istituito un fondo di 2.030 milioni di Euro (per il quadriennio 2013-2017) per FARE in modo che restino aperti i cantieri in corso o per l’avvio di nuovi lavori. Ed è vero che per FARE andare meglio i treni (di chi?) sono stati stanziati  300 milioni di Euro (in realtà già disponibili, quindi il governo non ha dovuto FARE niente). In realtà, però, a ben vedere  la somma prevista è irrisoria visto lo stato delle ferrovie italiane (basti pensare ,a titolo di esempio, che si devono ancora FARE i lavori per il raddoppio della linea ferrata che congiunge l’aeroporto di Palermo con la città che si dovevano FARE  per i mondiali di Italia ’90 e che sono ancora lontani dall’essere ultimati). Anche sulle strade da FARE il percorso intrapreso non sembra molto lineare: tra le infrastrutture da FARE è stata prevista la realizzazione anche di un asse di collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento–Caltanissetta,  non si capisce per quale motivo, però, non  si sia previsto di FARE l’autostrada Palermo-Agrigento, asse di grande traffico ad oggi servito solo da una strada di scorrimento veloce e per di più pericolosissima.

    Letta Decreto Fare - Giochi di Prestigio

      FARE giochi di prestigio…                                                                                       

    Il governo “per consentire nell’anno 2013 la continuità dei cantieri in corso, ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all’avvio dei lavori” ha deciso di FARE un fondo da 2 miliardi di Euro. Molti giornali, però, hanno dimenticato di FARE notare ai propri lettori che il Governo ha stornato le somme destinate a questi interventi da altri progetti già avviati con un modo di FARE che ricorda le scatole cinesi. Così 524 milioni verranno tolti alle imprese per FARE la Tav Torino-Lione, (così al progetto restano soltanto 4 milioni per il 2014, vale a dire cantieri chiusi), altri 50 milioni verranno prelevati da quelli stanziati per FARE il Ponte sullo Stretto di Messina, che non si può FARE, ma continua ad assorbire risorse, e 773 milioni da quelli per FARE il Terzo Valico a Genova. Vista l’evidenza di un simile storno il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha precisato, da vecchio lupo: “Non c’è nessun de-finanziamento nè blocco di grandi opere, c’è un utilizzo temporaneo di risorse già allocate, ma che non verrebbero utilizzate nel breve periodo”. Quindi il FARE è consistito nello spostare i soldi da una voce di bilancio ad un’altra senza dire, però, come FARE a rimetterla a posto e quando.

    Equitalia - Decreto FARE - Letta

      FARE … Danni su danni – Il Modello Equitalia                                               

    Anche su Equitalia il capo del Governo ha voluto mantenere le promesse. Quindi niente esproprio per prime case e capannoni. O quasi. Sì, perché, in realtà, la misura proposta dal governo non impedirà a Equitalia di FARE gli espropri. Con il decreto approvato sono solo stati  alzati i limiti. Quindi il contribuente non potrà contare su una immunità totale per questi beni: se ha debiti, per esempio verso le banche, i creditori diversi dallo Stato potranno comunque FARE l’espropriazione dell’immobile. Non solo, ma nel caso in cui il bene venga messo all’asta, Equitalia potrà FARE valere il diritto di prelazione sul ricavato. Circa l’altro nodo cruciale, la rateizzazione, Equitalia potrà FARE pagare il debitore con una dilazione fino a 72 rate mensili e, in caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, con una ulteriore dilazione per ulteriori 72 rate mensili. Aumentabili entrambe a 120 rate mensili. In altre parole, chi deve i soldi allo Stato potrà FARE sonni tranquilli: pagherà in vent’anni. Ma “così lo Stato non farà chiudere l’impresa”, ha detto il vicepremier Angelino Alfano (dimenticando di aggiungere che, nel frattempo, sarà lo Stato a FARE bancarotta….). In compenso è stata confermata la proroga per la chiusura della concessione ad Equitalia del servizio di riscossione per conto degli enti locali (prevista dal dl 35/2013). Anzi hanno deciso di FARE di più, estendendola ai crediti non tributari (come sanzioni amministrative quali le multe). Sempre a proposito di Equitalia è stato anticipato a settembre 2013 il termine (prima era il dicembre 2013) entro cui adottare il Dm che ridefinirà il quantum dovuto a Equitalia con il superamento del sistema dell’aggio. 

    Governo Letta - Decreto FARE

     Italia – FARE giudicare le cause a giudici non togati                                       

    E dato che ormai siamo al 158° posto nel mondo nell’indice di efficienza di recupero del credito a causa dei tempi lunghi e 1.210 giorni è la durata media dei procedimenti civili per il recupero crediti si è deciso di FARE qualcosa anche nel settore della giustizia civile. Ad esempio, si è deciso di FARE la mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause, e di FARE gestire le cause a un contingente di 400 “giudici non togati”. Come dire: FARE giudicare una causa a chi non ha il titolo per FARE il giudice. Soluzione geniale.

    Disfare l'Italia, Fare Le Valigie - Decreto fare - Governo Letta

     P.A. – L'Ultima perla del FARE del Letta… Bilderberg                                   

    Ma la notizia che più di ogni altra ha fatto FARE salti di gioia agli Italiani è un’altra. Se la Pubblica Amministrazione non rispetta i tempi nel rilascio di pratiche, verrà sanzionata. Ciò dovrebbe FARE accelerare tutte le procedure in corso per il rilascio di permessi di vario genere (basti pensare che alcune pratiche, come, ad esempio, quelle per la valutazione delle sanatorie edilizie, giacciono ad ammuffire negli uffici pubblici ormai da diversi decenni). Non solo ma a FARE spauracchio per gli uffici pubblici dovrebbe esserci una sorta di indennizzo per il cittadino nel caso in cui la Pubblica Amministrazione non sia in grado di esaurire l’iter procedurale in tempo utile.  Ovviamente nel FARE la legge, i ministri hanno dimenticato di dire che il provvedimento sul ritardo della Pubblica Amministrazione, per avere efficacia giuridica e quindi FARE ciò che promette di FARE, necessita che venga approvata espressamente una norma che rivoluzioni il diritto amministrativo e che sancisca la fine della discrezionalità della Pubblica Amministrazione. Non solo, ma occorre FARE una norma ESPRESSA che preveda che tutti i termini della Pubblica Amministrazione, successivi ad una istanza dei cittadini, hanno carattere “perentorio” e non semplicemente “ordinatorio”. E senza FARE ciò, questa misura non ha alcuna rilevanza giuridica. Quindi di questa come di altre misure contenute nel decreto del FARE i cittadini non se ne potranno FARE niente.

    C. Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • USA – Umanità spiata

    USA – Umanità spiata

    Sabato, Giugno 8th/ 2012

    – di Sergio Basile –

     Stati Uniti d'America, Usa,  Casa Bianca, Usa, Amministrazione Obama, Barack Obama, Amministrazione Bush, Spy Story, Il Mondo Spiato, Sergio Basile, Alessandro Mauceri, Emanuele fardella, Qui Europa, Il latto occulto della Musica, You Tube, Google, Mark Zuckerberg, New York Times, Associated Press, Microsoft, Yahoo, PalTalk, Skype, Apple, Spionaggio, Dati sensibili, FBI, Sibilla Cumana, Provacy, Controllo totale dei dati personali. telefono, conti correnti, Difesa della Casa Bianca, Guardian 

    USA – Umanità spiata. Lo Scandalo Verizon

    e la Sterile difesa della Casa Bianca

    Usa – Il Mondo spiato: non è una novità, ma ora 

    la bomba scoppia ufficialmente. Privacy morta!

    Amministrazione Obama a rischio: Facebook e Google

    prendono le difese del Presidente Usa

     

    di Sergio Basile

    Big Obama Brothers - Is Watching You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     USA – Umanità spiata  – Lo Scandalo Verizon                                                   

    Washington – Che qualcosa non andasse in questo mondo di celluloide fatto di fittissime reti telematiche, ce ne eravamo accorti da tempo. E che la censura esistesse su piattaforme cone YouTube, non è una novità! Molti video e canali tematici scomodi (fortunatamente non tutti) spariscono spesso da un giorno all'altro dalla pubblica visione e ad una velocità disarmante. Se poi si considerano le flebili e spesso ingiustificate motivazioni che i gestori di YouTube offrono a fronte di questa attività di rimozione, le perplessità (per usare un eufemismo) aumentano.  E' il caso subito dal nostro Emanuele Fardella (che cura la seguitissima rubrica di "Qui Europa" – Il Lato Occulto della Musica") esperto nell'analisi dei messaggi subliminali e dei simbolismo occulti e satanico-massonici esistenti all'interno di numerosissimi video musicali delle più conosciute star nazionali ed internazionali della musica. Emanuele Fardella che da un giorno all'altro si è visto chiudere il proprio canale YouTube con motivazioni fantasiose che davvero lasciano il tempo che trovano (vedi primo articolo in allegato). 

    Skyfall Press - Associated Press - USA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Skyfall – I Padrini USA e lo Sgarro di Associated Press                                

    Ma negli ultimi tempi i gravi casi denunciati dall'Osservatorio Nazionale Indipendente  "Qui Europa" in merito a spionaggio e privacy ed al coinvolgimento dell'amministrazione Usa davvero non sono mancati. Come trattato qualche settimana fa – ad esempio – molto scalpore suscitò il fatto di come alcuni organi degli Stati Uniti d’America, per diverso tempo, abbiano spiato la sede dell’Associated Press, un'agenzia di stampa internazionale, con sede negli USA, senza alcuna autorizzazione giudiziaria e senza alcuna motivazione ufficiale. (vedi secondo  articolo in allegato). 

    Associated Press Scandal - Eric Holder, Jim Cole

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Colpa dell'Associated Press                                                                               

    In realtà – come visto – la vera colpa dell’Associated Press, come chi ha illecitamente spiato il giornale ha serenamente ammesso, era stata solo quella di rendere pubblici, in un articolo del 7 maggio 2012, i dettagli di un’operazione antiterrorismo condotta in Yemen dalla CIA e realizzata, come ormai di consueto, ai limiti della legalità (o forse anche oltre). Tanto è bastato perché lo Stato – che negli ultimi decenni si è levato a paladino dei diritti civili di tutti i Paesi del mondo, al punto di scatenare diversi conflitti mondiali ancora in corso – decidesse, senza alcuna autorizzazione, di controllare sistematicamente e spiare una testata giornalistica. E di farlo dicendo che, se anche chi doveva, non avesse autorizzato un simile intervento, lo avrebbero fatto lo stesso! In realtà, ciò che dovrebbe sorprendere è il silenzio mediatico che ha nascosto e nasconde fatti di una gravità enorme condotti senza che la popolazione ne venga informata, al fine di evitare che una sua reazione possa compromettere lo svolgimento di azioni spesso – ribadiamo – al limite della legalità (Vedi articolo "Dittatura a Stelle e Strisce" di C. Alessandro Mauceri – Qui Europa, 16 Maggio 2013). 

    Big Obama Brothers - Is Watching You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     l'Ultimo e più grande scandalo Made in Washington                                    

    Ma ciò che è accaduto ora (fatta eccezionbe per il raccapricciante caso RFID – Vedi articoli in allegato) ha davvero dell'incredibile. Un qualcosa mai accaduto nella storia: un nuovo "record" per Obama & Co. Nelle ultime ore, infatti, è scoppiata una bomba di inaudita gravità (Scandalo Verizon) cui deflagrazione, per il vero, era stata annunciata da tempo. Si aspettava soltanto il passo falso dell'amministrazione Usa, giunto – pare – come da previsioni o copione, dopo le altre gravissime "gaffe" sulla privacy emerse nelle ultime settimane (vedi allegati) e da noi tempestivamente illustrate. Ma cosa è accaduto questa volta? Nulla! Soltanto (si fa per dire…) il profilarsi dell'attività di spionaggio pubblico più colossale della storia. Milioni, miliardi di soggetti pare siano stati spiati sistematicamente e posti sotto l'occhio del Grande Fratello Usa. A quanto pare, l'agenzia per la sicurezza nazionale (National Security Agency) e la stessa Fbi hanno potuto e possono controllare in maniera diretta e totale i server di 9 colossi internet Made in Usa. Ciò vuol dire, detto in altri termini, l'espletarsi di un'attività costante di monitoraggio e controllo dei movimenti, dei dati sensibili (conti correnti, numeri di telefono, ecc…) di una marea, un oceano sconfinato di persone: cittadini di tutte le nazionalità del mondo. Un monitoraggio vergognoso sui loro (nostri) contatti, delle loro (nostre)  abitudini, dei loro (nostri) messaggi più segreti e della loro (nostra) abituale attività di comunicazione. A rivelare la shoccante notizia  il Washington Post che sostiene come si tratti di un progetto (battezzato Prism) nato e sviluppatosi addirittura nel 2007.

    George-Orwell-1984-2013-Big-Brother-Watching-You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le Società "Big Brothers"                                                                                        

    Le società finite nell'occhio del ciclone sono in particolare Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple. Pronte sono giunte nelle ultime ore le rassicurazioni (tuttaltro che confortanti) di Facebook e Google. Ma nessuno sembra credere più alle favolette. La privacy degli abitanti della Terra – ora è ufficiale – è definitivamente morta e sepolta. Evidentemente col senno di poi molti lettori apprezzeranno l'atteggiamento di quanti – malgrado i continui ed ammalianti richiami delle sirene della rete – hanno rifiutato di entrare nella famiglia di Facebook…Magari. Che dite?

     Orwell 1984 – Bush 2001 – Obama 2013                                                              

    Il caso, ancor prima del Washington Post, era stato sollevato dal britannico Guardian, secondo il quale la National Security Agency avrebbe spiato anche milioni di telefonate riservate, invadendo in maniera clamorosa e gravissima la sfera più privata del mondo. E' il caso di dirlo! Ed evidentemente questo non è un eufemismo. Come noto lo stesso Bush, all'indomani del nebbioso ed inquietante abominio dell'11 settembre (che – come noto – ha gettato pesantissime e non poche ombre sulla stessa amministrazione Usa) aveva varato una presunta e "provvidenziale" legge "antiterrorismo", instaurando una serie di misure degne del più celebre romanzo di George Orwell (Orwell 1984).  Un piano di monitoraggio che coinvolse come primo partner proprio la stessa Microsoft. Che combinazione! 

    Big Obama Brothers - Is Watching You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     New York Times – La credibilità di Obama sta a zero! – Dimissioni!         

    Il New York Times in merito, nelle ultime ore ha pubblicato un editoriale di fuoco, tuonando contro la Casa Bianca e parlando esplicitamente e senza peli sulla lingua di un "abuso di potere che richiede vere spiegazioni. L'amministrazione Obama – continua il quotidiano Usa – ha perso ogni credibilità, rispondendo e difendendosi con le stesse banalità che ha usato ogni volta che il Presidente è stato sorpreso a eccedere nell'uso dei suoi poteri". Come dar torto – una volta tanto – al New York Times? Questa amici è una guerra! E dinnanzi al più grave e sistematico furto di dati della storia – utilizzati non per proteggere gli Usa da presunti "attacchi terroristici' – ma per fini loschi, poichè non rispettosi delle libertà altrui, l'unica cosa sensata da fare per Obama è quella di levare le tende e dimettersi!

     La linea difensiva di Facebook e Google                                                              

    E ciò malgrado le davvero poco rassicuranti parole del patron di Facebook (Mark Zuckerberg) secondo il quale non fa parte e non ha mai fatto parte di alcun "programma per fornire al governo Usa  o ad altri governi accesso diretto ai nostri server".  Sulla stessa linea la difesa di Google. A voi ogni ulteriore commento.. Anche se leggere nella mente dei nosri lettori, almeno oggi non sembra un'impresa da sibilla cumana.

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Usa 2013 – Ok al Biochip RFID per il Controllo Umano

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    Sabato, Gennaio 5th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile – Rfid biochip / Usa 2013 – Ok al Biochip: un'arma potenzialmente killer impiantata nell'uomo / Washington / Usa / Barack Obama / Controllo / Microchip / Biochip / Italia / Roma / Teramo / Finlandia / Cia / MK Ultra / Controllo Monarch / Grande fratello […]

    La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

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    Martedì, Aprile 23rd/ 2013 – L'approfondimento di C.Alessandro Mauceri –  Corte europea dei diritti umani, carcere di Busto Arsizio, detenuti, ministro della Giustizia, Severino, governo Monti, decreto ‘salva carceri’, Guardasigilli, articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, Stati Uniti d’America, Guantanamo, Cuba, Amnesty International, Nazioni Unite, Chuck Hagel, Jay Rockefeller, detenzioni clandestine, CIA, Senate […]

    Lo Strano Shopping di Riyad: 84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita

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    Giovedì, Maggio 16th/ 2013   – S.P. Redazione Qui Europa –  Siria, Arabia Saudita, Sultanato, Usa, Riyad, Washington, Sait Louis, Cacciabombardieri, F-15, bombe a grappolo, Mohammad bin Abdullah al-Ayesh, Sharia, Casa Bianca, Risiko  84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita  Strano shopping del Grande Alleato Mediorientale di Washington  Intanto i media occidentali censurano le veementi proteste interne […]

    Siria – Bugie e Strategie USA-NATO-UK-Israele e Nuovo Ordine Mondiale

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    Mercoledì, Maggio 15th/ 2013   – Paul Joseph Watson (Propaganda Matrix)  e Redazione Qui Europa –  Siria,Paul Joseph Watson, propaganda Matrix, Aleppo, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Robert Ford, Confine con la Turchia, Dipartimento di Stato Americano, Washington, Selim Idriss, Paul Joseph Watson, Abdel Jabbar al-Okaidi, Marco Palombo, Digiuno del Pacifista romano, Bugie dei […]

    Esclusivo – La Verità sull’Attentato della Maratona di Boston che i Media Occidentali Censurano

    Esclusivo – La Verità sull’Attentato della Maratona di Boston che i Media Occidentali Censurano

    Lunedì,  Aprile 22nd/ 2013  – di Sergio Basile – Boston, Maratona di Boston, Attentato, La Verità sull'attentato di Boston, CRAFT, Usa, Attentato, Comando a Distanza, Navy Seal, www.PrisonPlanet.com, Operazioni sospette, Media Occidentali, Censura, FBI, Bugie mediatiche, Gruppo paramilitare, Chris Kyle, 11 Settembre, bomba, strage, Strategia del terrore, Accuse infondate, Violenza cieca    Esclusivo: La Verità […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

    Google Glasses, Verso una Realtà Aumentata: Progresso o Fanta-Horror?

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    Giovedì, Marzo 14/th 2013 – di Vincenzo Folino  –  Google Glasses, micro chip, RFID, Apocalisse, Fashion Week, New York, Realtà Vistuale, Mondo virtuale, Progresso fittizio  Google Glasses, Verso una Realtà "Aumentata": Progresso o Fanta-Horror?  Una tecnologia sempre più invasiva e coinvolgente.  La vita si trasformerà in un gioco virtuale? Cui Prodest?   di Vincenzo Folino New […]

    La Gabbia Dorata del Capitalismo e L’Avvelenamento Silenzioso – Conosci Monsanto?

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    Lunedì, Maggio 27th/ 2013 – L'Inchiesta, di Giovanni Antonio Fois e Redazione Q.E. – Capitalismo, Prodotti alimentari, Prodotti Cosmetici, Coca Cola Company, Garnier, Ogm, Stati Uniti, Unione Europea, Italia, Pier Paolo Pasolini, Fernand Braudel, Comunismo, Unione Sovietica, Ilva Taranto, Ronald Reagan, ogm, No Monsanto Day    Ue-Usa – La Gabbia dorata del Capitalismo e l'avvelenamento […]

    Decreto semplificazioni: Bruxelles chiede chiarimenti all’Italia su regole web

    Decreto semplificazioni: Bruxelles chiede chiarimenti all’Italia su regole web

    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Italia / Commissione europea / Decreto semplificazioni / Web / Accesso alla rete / Servizi web / Grande fratello Decreto semplificazioni: Bruxelles chiede chiarimenti all'Italia su regole web La letterina dell'Ue: tutela dei consumatori o grande fratello mediatico? Bruxelles, Roma – Nelle capitali tiene banco il "Decreto semplificazioni", e la strategica […]

    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri “Stati Uniti d’Europa”?

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa  / […]

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri –

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di Montecitorio. Ma tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesina – che i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristico. In realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolari. L’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volte. E l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europee. In realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]