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  • Ci risiamo: sale sul Cupolone di San Pietro contro il Distruttivo Euro. Santo Subito!

    Martedì, Maggio 21st/ 2013

    – Redazione Qui Europa  – 

    Italia, Truffa dell'eurozona, Mercello di Finizio, Euro, Idee chiare, Cupolone di San Pietro, Roma, Vaticano, Protesta, Siria, Banche, Papa Francesco, Referendum ingannevoli sull'euro, Sovranità Monetaria, Santo Subito 

    Ci risiamo: sale sul Cupolone di San Pietro

    contro il Distruttivo euro. Santo Subito! 

    L'imprenditore Di Finizio ha le idee davvero chiare!

    Fuori dall'euro-massacro Ora!

    Questa volta la terza arrampicata sul Cupolone è contro il vero

    artefice della distruzione dell'Italia: l'euro!

     

    Redazione Qui Europa 

    Marcello Di Finizio - Fuori dall'Euro - Cupolone di San Pietro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Marcello Di Finizio Santo Subito! – Fuori dall'Euro Ora!                            

    Roma – Ci risiamo! Incredibile ma vero, per fortuna! Per la terza volta l'imprenditore triestino Marcello Di Finizio (ormai per molti un mito anti-sistema) è riuscito a salire sulla Cupola di San Pietro ed esporre il solito striscione di protesta contro l'Europa ed i suoi burattini. Questa volta l'imprenditore – che nell'ultima sua plateale protesta aveva denunciato la folle direttiva Bolkenstein (vedi articolo in allegato) – sembra ancora una volta avere le idee più chiare di tutti, pronunciando la parolina magica che molti ipocriti della politica (sostanzialmente tutti) si rifiutano strategicamente di pronunciare: euro. Il segnale dell'imprenditore è molto chiaro: recuperiamo la nostra dignità contro «il massacro» della crisi e contro l’euro. L'uomo, divenuto ormai vecchia conoscenza della gendarmeria vaticana e degli stessi papi, questa volta si è presentato con una bandiera tricolore in mano e con una precisa richiesta di aiuto anche verso Papa Francesco.

     No Euro – Fermiamo questo massacro!                                                              

    «Stop this massacre – recita lo striscione – la macelleria sociale sta continuando. Aiuto Papa Francesco, facci uscire da questo incubo di quest’euro». Ormai, vista la situazione e gli squallidi ed inconcludenti siparieti dei burattini dei poteri forti (i politici italiani) sei salotti serali della TV, non resta che provare con tali plateali forme di protesta. D'altra parte lo sappiamo bene, Di Finizio non è un pazzo suicida! E' un italiano vero, onesto e disilluso che ci vede lungo ed ha capito che con l'euro l'Italia e gli Italiani sono destinati a subire un irrefrenabile ed incontrovertibile processo di terzomondializzazione. Perchè dunque non dire la verità? Perchè indugiare ancora? O magari promettere referendum anti-euro destinati magari a fallire visto che tutti i TG e la stampa di regime parlano della fuoriuscita dalla moneta unica come di una disfatta annunciata, influenzando parte considerevole e sostanziale di opinione pubblica?

     Basta con  promesse di referendum e menzogne! Usciamo dall'Euro!   

    Sono tutte menzogne! Bisogna capirlo: i nostri aguzzini – aderenti a questo complotto internazionale – non hanno alcuna voglia di trarre in salvo la nave Italia dal disastro. Se tale nuova forma di protesta potrà servire ad aprire gli occhi a tanti dormienti e magari salvare la vita di molti Italiani tentati dal suicidio, nella più totale disperazione, allora non ci resta che dire "Forza Di Finizio!". Presidente e Santo Subito! Fuori dall'Euro Ora! Riconquistiamo la nostra Sovranità Monetaria. Perchè continuare ad acquistare i nostri soldi dalle banche? Non erano nostri?

    P.S. – Redazione Qui Europa

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  • Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013

    – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" –

    – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo –

    Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, Truffa ai danni dei correntisti, Risparmiatori ciprioti truffati 

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED, 

    nel '33 fece meglio dell'UE

    Prelievi forzosi dai c/c: l'Economia delle Promesse-Truffa

    potrebbe ripetersi a breve anche nei Pigs

     

    di Mario Borghezio

    Mario Borghezio

    Bruxelles, Nicosia, New York – Il 15 marzo l'Eurogruppo ha deciso di costringere il governo cipriota a imporre un prelievo del 6,7% sui depositi bancari fino a 100 mila euro, e del 9,9% su quelli più elevati. L'esproprio è finalizzato a raccogliere circa 6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 10 promessi dall'UE e ai 7-7,5 miliardi previsti dalle privatizzazioni. Questo sarebbe il pacchetto salvabanche (cipriote ed europee).

     Usa 1933 – Perfino la FED fece meglio dell'UE 

    Nel 1933, il Presidente americano Franklin Delano Roosevelt reagì alla "crisi" introducendo la protezione statale per i risparmi dei cittadini, con la Federal Deposit Insurance Corporation. La FDIC fu una pietra miliare nella politica della FED per difendere i cittadini dallo strapotere di Wall Street. O quasi!

     2012/2013 – Europa: l'Economia delle Promesse Truffa 

    Europa – 2012/2013: L'UE ha intrapreso la direzione esattamente opposta, salvando le banche e derubando i risparmiatori. All'inizio della "cosiddetta crisi" si proclamò che "tutti i depositi dell'Eurozona" fossero protetti. Questa promessa si è rivelata una truffa. In realtà, solo le banche sono protette. Con l'esproprio si stabilisce un precedente dalle gravissime implicazioni. E' lecito domandarsi chi sarà il prossimo? La Grecia, la Spagna o l'Italia?

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

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    BCE: prestiti condizionati. Moody’s declassa ancora l’Italia

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    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio

    : Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

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    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laur

    a Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Bep

    pe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

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    Italia – Truffati e Commissariati a Vita: Quello che non si dice

     sull’Ue

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Alessandro Mauceri – Unione europea , Colonialismo euro-tedesco , Influenza anglofona , rapporto Debito/PIL, Unione Europea, Regioni Obiettivo 1, Fondi Comunitari, Eurispes, Parlamento Europeo contributi, Italia, Monti, commissario europeo, Caucaso, Asia centrale, repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan IVA, Gran Bretagna, Irlanda, […]

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

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    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / […]

     

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting […]

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  • La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    Lunedì, Agosto 13th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / Faraoni / Piramidi / Debito illegale / Sergio Basile 

    La "Banda Monti" e lo stupro dell'Italia:

    un crimine contro l'umanità

    L'insurrezione del pidiellino  Bianconi 

    Oltre 350 gioielli del Patrimonio Nazionale

    regalati alla speculazione per fingere di

    pagare un Debito illegale ed inestinguibile

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La banda Monti e lo stupro dell'Italia                                                                    

    Roma – Con l'approssimarsi del Ferragosto, ormai possiamo dire che la festa dei settari fanatici del liberismo e dell'iperliberismo è giunta nella sua fase più calda ed attesa. Sono ormai centinaia, infatti, i palazzi storici dei più gloriosi e noti borghi italiani e delle città d'arte ad essere stati letteralmente gettati nelle tentacolari braccia degli speculatori. Centinaia di "gioielli" svenduti col pretesto (perchè di un assurdo pretesto si tratta) per fingere di ripagare un debito (illegale), che si autorigenera e che è stato gonfiato ad arte con le diaboliche armi della finanza, complici le istituzioni comunitarie (tutte) e la famigerata "Banda Monti". Ci sembra di rivivere, come una sorta di film horror, i capitoli più bui della celeberrima Reaganomics di Ronald Reagan, negli Usa degli anni Ottanta, dove una sorta di "pseudo-crisi" permise al governo Usa di trasferire – attraverso il solito copione ormai ampliamente rodato – l'80% della ricchezza statunitense nelle mani del 2% della popolazione. Ma evidentemente la fame dei padroni del mondo non ha mai fine! Anzi!

     Un crimine contro l'Italia e gli Italiani                                                                  

    Ma com'è possibile che oggi questo scempio sia stato provocato dinnanzi a migliaia di occhi "vigili" di giornalisti, politici, economisti e noti commentatori tv italiani? Semplice! La setta iper-liberalista ed i suoi arcani progetti e disegni sembrano aver trovato molti adepti che – pur di restar fedeli alla causa e di guadagnare la stima dei vertici di queste organizzazioni criminali e mondialiste – non hanno esitato a rottamare il proprio cervello e la propria coscienza. Nulla da recriminare e da far corregere dinnanzi agli abusi delle istituzioni comunitarie e del professor Monti (il nome premier, in questi mesi, non lo abbiamo volutamente mai usato). L'importante è ingenerare e promuovere la svendita dell' "oro" di famiglia. Non bastavano i migliaia di punti vendita "compro oro" spuntati come funghi in tutta la penisola per speculare sulla crisi indotta e succhiare il sangue a pensionati e disoccupati in difficoltà, costretti magari a dilapidare fortune economiche ed affettive (collane, fedi, bracciali o cornici) pur di sopravvivere all'imbroglio della "Banda Monti" e dei loro degni compari.

     350 Pezzi d'Italia "rubati" per colmare un debito illegale                              

    Davvero no! E allora via libera alla vendita "diretta" di antichi castelli, musei, casolari, palazzi nobiliari, caserme dismesse, ospedali, strade, ecc.. Circa 350 solo nelle scorse settimane, e per un valore corrispettivo di circa un miliardo e mezzo di euro. Una bazzecola, un buco nell'acqua: si pensi che oltre 40 miliardi l'anno sono gli interessi sul "debito fittizio ed illegale" che paghiamo alle banche degli strozzini. Per non parlare del 5-6% del nostro Pil che viene dirottato a finanziare Ue e MES. Senza dimenticare che il 40% delle risorse di bilancio nazionale vengono impiegate ogni anno in guerra e in diaboliche e vergognose guerre: anche contro popoli sovrani ed impunemente attaccati dagli Usa e dai suoi alleati. Vedi Siria di Assad. 

      La "Banda Monti"  stupra l'Italia                                                                          

    Una sorta di "prostituzione" forzata, di abuso, di violenza contro l'Italia, e proprio a ridosso del suo 150° compleanno. Un colpo di stato insomma! Ma d'altra parte, si sà! Vendere le proprie ricchezze in un periodo di recessione equivale ad un vero e proprio suicidio economico, finanziario e sociale. Un qualcosa di abberrante che molti giornalisti intervistati dalla casta dei media (Rai, Mediaset, La7, Sky, ecc..) hanno dall'avvio della calda estate, addirittura consigliato – in palese mala fede – come panacea per "Salvare l'Italia". Altri professoroni hanno addirittura consigliato di disfarsi delle succulenti ed ambite riserve auree nazionali (le terze del mondo). Come dire ad un padre di famiglia vittima di un furto – e mentre i ladri continuano a scorrazzargli di fronte, ed a svaligiargli le stanze con le mani nel sacco, impuniti, spavaldi e tra l'indifferenza delle guardie  – che per evitare di essere buttato in mezzo alla strada con tutta la sua famiglia (visto che d'improvviso si è trovato in stato di povertà) la cosa da fare immediatamente è vendere la sua casa (magari alle grandi società finanziarie della City e di Wall Street) per poter mangiare. Ma in che razza di Paese viviamo? Dov'è l'orgoglio nazionale?

     Un crimine anti-storico contro l'umanità                                                          

    Di sicuro c'è che siamo di fronte al più alto livello di immoralità mai toccato dai nostri pseudo-governanti. Che ne sarà infatti di quella famiglia finita sul marciapiede in stato di povertà, una volta che i soldi della "svendita" necessari per sopravvivere ai morsi della fame saranno esauriti? Risposta scontata anche questa: diverranno schiavi alla mercè dei capricci dei loro padroni. A completa disposizione dei burattinai e dei costruttori di questo sistema criminale  finanziario-mafioso. Saranno alla merce di chiunque possa garantire loro un pezzo di pane. Un dì, nel Dopoguerra, per combattere l'esclusione sociale e le sue connesse piaghe riconducibili alla povertà imperante ed alla distruzione (prostituzione, malaffare, criminalità organizzata, furti, omicidi e corruzione dilagante) il Parlamento legiferava attivamente per far risorgere gli Italiani, riuscendo a fare dell'Italia la settima potenza economica al mondo. Un'impresa titanica, per un Paese di 60 milioni di abitanti. Oggi, invece, con il pretesto dei tagli agli sprechi e della "crisi" creata a tavolino si legifera per aumentare il livello di esclusione sociale, criminalità e corruzione. Vergogna!

     L'insurrezione del Pdl? Bianconi contro Monti e Alfano                             

    Allora finalmente  – ogni tanto, anche per sbaglio, magari accade – qualche irrigimentata recluta del berlusconismo più cieco ed insolente (ricordandosi che a tenere in vita e legittimare la "Banda Monti" è oggi proprio il Cavaliere, con la sua maggioranza parlamentare e con ben 32 fiducie accordate)  illuminato da un tardivo ma pur sempre provvidenziale raggio di umanità ha osato – nella settimana appena conclusasi – "insorgere" contro ABC, ed in partocilare contro il suo segretario (Pdl) Angelino Alfano, reo – questa volta – non solo di aver continuato ad appoggiare il governo dei banchieri, ma di aver addirittura (udite udite) proposto la costituzione di un fondo immobiliare con gli immobili di proprietà dei Ministeri. E' stato il caso del tesoriere del Pdl Maurizio Bianconi, che dopo aver inveito contro Alfano e le scellerate speculazioni in atto, ha definito Mario Monti come "il più classico degli strozzini".

      Monti?  Il più classico degli strozzini                                                                 

    Per Bianconi, infatti "l’idea di aggredire il debito mediante la vendita del patrimonio dello Stato, in questa circostanza, non rappresenta altro che il completamento dell’opera di Monti e dei suoi noti mandanti, mirata a rovinare l’Italia”. Secondo Bianconi il professore avrebbe in pratica toccato il fondo: “Monti  ha prima distrutto la produzione industriale, ridotto il reddito dei cittadini e contratto i consumi, ha fatto svalutare il valore immobiliare dei beni pubblici e privati, e poi ha svilito il valore delle aziende nazionali al solo scopo di procurare i soldi per pagare gli interessi a chi lo ha mandato a rovinare l’Italia”. “Ora – continua Bianconi – con il valore del patrimonio statale ridotto all’osso, Monti propone di mettere in vendita beni che neanche un anno fa valevano assai di più, con l’obiettivo evidente di svendere l’Italia ai suoi mandanti: la stessa manovra che si verifica nelle aziende private quando la ditta indebitata viene affidata all’avvocato degli strozzini”.

     Necessita un fronte comune: la politica dei carrozzoni è morta               

    Insomma, una cosa è certa, assodato che la politica è ormai morta, non resta che ammainare le vele dei partiti dei banchieri, uscendo in massa da queste piramidi di potere marcio. Pena, la certrezza di restare, come schiavi impotenti e con i giorni contati, a vedere lo spettacolo della nascita di questi nuovi faraoni del XXI secolo e delle loro infauste piramidi di vergogna. Pdl (e alleati), Pd (e alleati) Udc e Sel ci stanno portando alla rovina. E' l'ora della nascita di un fronte comune trasversale contro i falsi profetti ed i neo-colonizzatori dell'iper-liberismo e dell'anarco-capitalismo. E tu con chi stai con i banchieri o con gli Italiani? Decidi in fretta! In un prossimo futuro, presto, molto presto, potresti non aver più alcuna scelta. Dio, dall'alto della Sua immensa Misericordia vede e provvede, suscita in molti uomini sentimenti di giustizia. Tuttavia sta a noi dimostrare la più cieca e biasimevole indifferenza, lasciando che il male vinca, oppure decidere di cooperare con Lui al fine di cercare ogni giorno verità e giustizia, scardinando i piani diabolici dell'Avversario: il dio del denaro, della corruzione e di ogni ingiustizia. D'altra parte l'Italia è nostra madre. Non dimentichiamolo! Lascereste vostra madre nelle grinfie di una banda di approfittatori?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

    Domenica, Giugno 10th / 2012

    –  di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile / Silvia Laporta / Qui Europa / Europa 

    Italia – Per “salvare la Grecia”, le banche nazionali

    “speculano” più di Francia e Spagna

    Intanto Monti pensa a finanziare il liberticida MES, anziché

    soccorrere famiglie ed imprese

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene – Secondo un’indagine di Federcasse, riguardo al processo di – per così dire – salvataggio della Grecia ed alle connesse risorse stanziate per il “Fondo Salva Stati permanente” (Esm o Mes) – resa nota nel fine settimana – l’Italia sarebbe il Paese dell’Ue che sborserebbe più soldi, più di Germania a Francia, sempre in proporzione al rischio. Secondo il report mensile Punto Macro, infatti,  l’Italia – che aveva un’esposizione verso la Grecia più bassa pari a 4,8 milioni di euro – ha finora contribuito al piano di salvataggio con 10,3 miliardi di prestiti bancari, mentre le banche tedesche avrebbero contribuito con 15,7 miliardi (con un rapporto prestiti bilaterali/esposizione del 68,6%) contro gli 11,8 miliardi di euro (rapporto 21,2%) delle banche francesi.

      Fondi buttati anche per il Mes  

    A questi dati bisogna inoltre aggiungere anche quelli dei futuri rimborsi per garantire la dotazione dell’Esm, il liberticida e “dittatoriale” Fondo Salva Stati Permanente (altrimenti noto come Meccanismo Europeo di Stabilità: vedi articolo pubblicato lo scorso Venerdì 7 giugno in “Qui Europa”). A conti fatti, dunque, si evince che l’Italia ha contribuito più di Francia e Germania, sempre in proporzione al rischio, allo “pseudo-salvataggio” della Grecia. O al suo “affossamento definitivo”: dipende sempre dalla prospettiva. Per la cronaca, i contributi all’Esm nel 2012 sono stati ben 6,5 miliardi da parte della Francia; 8,7 miliardi sul fronte tedesco, e 5,7 miliardi la dotazione dell’IItalia. I contributi all’Esm entro il 2014 saranno: 16,3 miliardi per la Francia; 21,7 miliardi per la Germania e 14,3 per l’Italia. Cifre importanti che potrebbero essere destinate alla lotta alla disoccupazione giovanile, a rilanciare le imprese e che invece – grazie al professor Mario Monti – vengono “buttati” in un Fondo nato per speculare: dotato di un proprio statuto autoregolamentato, capace di prendere decisioni su cui i parlamenti nazionali –come già detto da “Qui Europa” – non avranno alcuna voce in capitolo, né i suoi governatori, che godranno dell’immunità! Insomma, una sorta di mafia legalizzata! 

      Il bluff degli uiuti e la speculazione  

    Letto in altri termini – e leggendo tra le righe della vergognosa disinformazione che viene fatta da più fronti sul delicatissimo quanto censuratissimo tema – potremmo tranquillamente dire che le banche italiane hanno di fatto speculato più delle cugine europee sulle disgrazie del popolo greco. E’ infondo, tutta una questione di “termini” ed aggettivi, ma la sostanza non cambia. Una crisi “fasulla”, “aiuti fasulli”, speculazione “vera”, interessi sul debito da restituire “verissimi”! Come “verissime” sono le pene inflitte ai cugini ellenici, senza alcun reale motivo, grazie al diktat dei mercati. E’ ora di cambiare, e l’occasione giusta saranno le prossime imminenti elezioni greche.

    Sergio Basile, Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • La trappola Eurobond e il Nuovo Leviatano

    La trappola Eurobond e il Nuovo Leviatano

    Venerdì, Giugno 1st / 2012  

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea/ Parlamento europeo / Commissione Bilancio / Fondo Monetario Internazionale / Strasburgo / Eurobond / Project Bond / Banche / Crisi / Speculazione / Banche commerciali / Banche d’affari / Infrastrutture europee / Mercato / Economia / Fallimenti / Angela Merkel / Paul Volcker / Christine Lagarde / Barack Obama / Maria Laura Barbuto / Qui Europa / Nascita di un nuovo leviatano / porte aperte alla speculazione finanziaria / Alexis De Tocqueville 

    Eurobond sì, Eurobond no:  questo è il dilemma!

    Per porre fine alla speculazione, è necessaria la separazione

    tra banche d’affari e banche commerciali. 

    Intanto la Commissione Bilancio del Parlamento Europeo

    stanzia 230 milioni di euro in “project bond”

     

    di Maria Laura Barbuto

    Eurobond – Debtocracy e il Grande Bluff speculativo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Eurobond: Emissione di Nuovi Debiti in un circuito già sovraccarico                          

    Strasburgo – In Europa si pensa ancora di risolvere la crisi attraverso la creazione massiccia di nuovo debito, ovvero – in pieno clima di "Debtocracy" – attraverso l’emissione di eurobond: termine diventato “famoso” ( o meglio sarebbe dire celeberrimo ) per i cittadini europei a partire dallo scorso luglio 2011, utile  ad indicare l’ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi dell’Eurozona. Eurobond sì, Eurobond no: questo è il presunto dilemma! Sicuramente, l’emissione degli stessi – oltre ad aggravare i debiti degli europei – porrebbe in essere una netta separazione tra paesi “Virtuosi” e paesi “meno virtuosi” ed è anche per questo che tali obbligazioni sono state salutate da tanti Stati membri dell’Unione europea con grande scetticismo o avversione. Prima tra tutti -pare – dalla Germania della Merkel che, essendo un paese da tripla A, teme di rimetterci le penne “solo” per aiutare gli altri Stati. Ma la verità è che l'eurocrazia andrà dopo un pò di teatro verso questa direzione: 1) perchè sarà a vantaggio dei soliti sottoscrittori e delle banche; 2) Perchè qualcuno dovrà pur pagare questi nuovi debiti. Indovinate chi? Tuttavia, è bene dire che l’emissione di Eurobond non potrà mai essere indolore anche per altri motivi: per i paesi ai quali verranno concessi, potrebbe prospettarsi – secondo gli eurotecnocrati – una politica fiscale e di bilancio meno rigorosa rispetto a quella imposta ai paesi più virtuosi e si finirebbe per favorire, così, il cosiddetto “azzardo morale”. Gli Eurobond, tuttavia, prima di diventare concreti, dovranno essere necessariamente inseriti in un nuovo disegno delle istituzioni europee che preveda la nascita di un governo unico internazionale o almeno di un Ministero delle Finanze dell’Unione Europea.

     Eurobond: Verso la nascita del "Mostro Leviatano"                                                             

    Insomma l'impennata di un processo di iper-accentramento verso una sorta di superstato leviatano di Tocquevilliana memoria che potremmo definire – facendo contenti i federalisti – "Stati Uniti d'Europa": un qualcosa che fa tremare solo a pronunziarsi. Una bestemmia contro la gloriosa storia degli stati europei, le loro differenze culturali, le loro palesi differenze di costumi e tradizioni. Qualcosa che qualcuno, nei piani alti, vorrebbe irrimediabilmente mutare in senso centralista. Che ne sarà della democrazia se a comandare sarà un'unica élite di tecnocrati, vicina alle banche, alle lobby – alle logge massoniche – e laicista?

    Eurobond: Porte aperte alla speculazione finanziaria                                                            

    Intanto, all’Europarlamento, la Commissione Bilancio ha previsto e stabilito di stanziare 230 milioni di euro in “project bond”, che saranno destinati , tra il 2012 e il 2013, per infrastrutture europee che saranno finanziate dai privati, in una prima fase sotto la “supervisione” dell’Ue. In tutto ciò rientra anche il problema della speculazione finanziaria: Paul Volcker, consigliere del presidente statunitense Barack Obama, pochi giorni fa, al Parlamento europeo, ha ribadito la necessità di ritornare ad una netta separazione tra le banche d’affari e quelle commerciali. Il suo appello non è stato preso in considerazione dai rappresentati europei, né dai media che hanno fatto orecchie da mercante. Puntuali anche le "preoccupate" dichiarazioni del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (lo stesso che sta uccidendo la Grecia) Christine Lagarde, che ha ricordato che “le banche svolgono una funzione che va intesa come bene  pubblico e pertanto il loro compito non può considerarsi ancorato a leggi di mercato”. Il progetto proposto da Volcker prevede semplicemente che le banche che portano avanti una "chiara speculazione" non possano ricevere garanzie da parte dello Stato.

     Il governo dei bancheri                                                                                                                      

    Le banche d’affari, in pratica, qualora dovessero ritrovarsi con i conti in rosso, non riceverebbero alcun aiuto e si avvierebbero verso un ovvio fallimento. E, forse, proprio il fallimento delle banche che speculano, potrebbe salvare l’Europa dalla crisi attuale. Forse il problema verra dell'Ue sta proprio in questo punto: ovvero nella testarda e gravissima volontà di non voler imbrigliare la speculazione, ma anzi di voler rafforzare la struttura e la disponibilità finanziaria dell'élite dei banchieri che governa oggi l'Europa.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Irlanda – Referendum: voto cruciale sul Fiscal Compact

    Irlanda – Referendum: voto cruciale sul Fiscal Compact

    Giovedì, Maggio 31st / 2012

    –   di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea/ Irlanda / Spagna / Dublino / Madrid / Crisi / Banche / Referendum / Patto di Bilancio / Politica / Euro / Dollaro / Svalutazione / Ricapitalizzazione / Bankia / Angela Merkel / Manuel Barroso / Luis De Guindos 

    Irlanda – Referendum: Cruciale voto sul

    Fiscal Compact 

    Irlanda: referendum sul patto di bilancio

    e la paura di essere la nuova Grecia

    Crisi bancaria spagnola: ripercussioni in tutta Europa.

    Euro in calo vertiginoso a 1,24 dollari

    Dublino – La corsa al voto per bloccare il Patto di Bilancio

    Dublino – In tutta Europa, l’unica consultazione popolare sul patto di bilancio avverrà, oggi, in Irlanda. Proprio gli irlandesi, in tempi precedenti, sono stati una rogna per l’Ue perché, sia nel 2001 che nel 2008, bocciarono i trattati, di Nizza prima e Lisbona poi, sottoposti al voto referendario. Che non si ripetano anche oggi? Purtroppo la “dittatura” imposta dalla signora tedesca Angela Merkel, questa volta, non lascia sperare che i cittadini d’Irlanda vadano controcorrente rispetto agli altri “colleghi” europei anche perché, se così fosse, verrebbero chiusi i rubinetti dei finanziamenti da parte dell’Ue e l’Irlanda proprio non può permetterselo. Un euro-ricatto a tutti gli effetti dunque!  La  paura di finire sul lastrico, così come la Grecia, fa pensare all’Europa come un’ancora di salvezza, ma dall’altra parte, lo si sa, gli Irlandesi sono stati spesso i protagonisti di grandiosi colpi di scena. Eppure, si dice che il risultato del referendum non avrà ripercussioni sul piano internazionale: ma sarà vero?

      Un referendum decisivo  

    Nonostante il patto di stabilità entrerà in vigore se ratificato da soli 12 stati su 25, il caso di Dublino non solo è singolare ma, comunque vada, influenzerà Berlino: se vinceranno i sì, la Merkel si ritroverà ad avere in mano le briglie dell’Europa e – a detta nostra, anche la frusta – nel caso in cui prevalgano i “no”, gli irlandesi infliggeranno un duro colpo all’austerità imposta dai tedeschi. Qualcosa dunque, in bene o in male, cambierà. E pensare che la crisi irlandese non nasce da un incontenibile disavanzo pubblico ma, come siamo abituati a sentire, dall’ormai “tradizionale” scoppio della bolla immobiliare che si era creata negli in cui il paese si era reso protagonista di una crescita notevole che, purtroppo, appartiene al passato. Il presente dello stato irlandese è il referendum: la paura del mancato accesso al meccanismo di stabilità europeo favorirebbe la vittoria dei “sì”, sempre secondo le ipotesi. Quale sarà il futuro del Paese?

      Comunque un esempio per tutta l'Europa  

    Per il momento ci limitiamo a dire che, indipendentemente dal risultato del referendum, la sovranità popolare non è stata svenduta perché saranno i cittadini irlandesi a decidere del futuro della propria nazione sia all’interno dei propri confini, sia sullo scacchiere internazionale. E intanto se, da un lato, si parla di ipotetica stabilità, dall’altro nello “scontro” euro-dollaro, la moneta unica dell’Unione ha, ovviamente, la peggio visto che, ieri, è scesa ai minimi da luglio 2010, ovvero a meno di 1,24 dollari.

      Euro ai minimi dal 2010  

    In questa situazione di paura pare che, per correre ai ripari, ci si muova verso i beni di rifugio statunitensi. Che non si stia avverando la profezia che vuole che l’euro faccia lo sgambetto anche alla solida Germania, proclamando così gli Stati Uniti come tetto del mondo? Una crisi, quella europea, che pare sia alimentata anche dalla situazione bancaria spagnola: mentre il presidente della Commissione Ue,  Manuel Barroso, propone “un’unione bancaria tra i vari paesi dell’Unione con una supervisione finanziaria integrata”, idea che di certo non sarà sposata dalla Germania, gli istituti di credito spagnoli devono essere ricapitalizzati. Pare infatti errivato il momento di "regalare" altri euro alle banche!

      La pazienza degli Spagnoli  

    Su tutti il caso Bankia (vedi articolo pubblicato ieri su "Qui Europa"): 19 miliardi di euro per ripartire, 19 miliardi che – stando alle dichiarazioni del ministro delle Finanze spagnolo, Luis De Guindos – “saranno raccolti dal Governo attraverso l’emissione di titoli di Stato”. Ma la vera crisi, ecidentemente, non è quella  delle banche: bisognerebbe trovare una soluzione alla crisi della politica Ue che, oggi, non è più un servizio reso al popolo ma un abuso di potere e di denaro. Di certo non prevediamo gli scenari futuri, ma siccome il futuro si costruisce sul presente, stando a quanto accade oggi, il palcoscenico sul quale vivremo non sarà fatto di rose e fiori. 

      Priorità da affrontare per uscire dalla dittatura mercatista  

    Cosa fare? Prioritario dialogare con quanti ignorano il reale stato di dittatura nel quale stiamo vivendo, iniziare a scrivere fiumi di lettere ai nostri rappresentanti all'Europarlamento chiedendo di riformare l'art. 123 del Trattato di Lisbona e di delegittimare le agenzie di rating dal votare e sminuire gli stati sovrani (regendo il moccolo al mercatismo internazional) annullando l'effeto malefico dello spread sul debito pubblico degli Stati, e votare contro tutti i partiti europei e nazionali collusi con le caste bancarie e propinanti miracolistiche quanto subdole politiche neo-liberiste. Infine, chiedere a gran voce ai nostri referenti in Parlamento di avanzare proposte di legge per bandire le operazioni in derivati e le mostruose operazioni off-shore, nonché la speculazione alimentata dai depositi over-night (vedi archivio "Qui Europa"). Solo così l'Europa riaquisterà nagli occhi del mondo la sua identità e la sua millenaria credibilità. Diversamente essa sarà desinata a diventare (contrariamente a quanto sostengono i nostri euro-tecnocrati) la tomba della civiltà umana. Intanto, stiamo a vedere, oggi, come gli Irlandesi risponderanno alla sfida referendaria.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Martedì, Maggio 29th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy / Manuel Barroso  / Cittadini greci dimessi nel dimenticatoio della storia / Emarginazione sociale / Dittatuta / Nazismo bianco / Qui Europa / Maria Laura Barbuto  / Tecnocrazia / Controinformazione / Giustizia sociale / Equità / Proclami iniqui di Bruxelles 

    Grecia: il governo provvisorio finanzia le maggiori

    banche nazionali con 18 miliardi di euro

    Barroso e Van Rompuy: “Non sarà possibile nessun

    passo indietro. Non esistono soluzioni rapide”

    Catastroika – L’Inferno greco e la dittatura delle caste bancarie sull’Europa dei Piigs

    Atene – In Grecia, la dittatura delle banche non si ferma: il governo provvisorio ateniese, proprio ieri, ha finanziato i maggiori istituti di credito del paese con ben 18 miliardi di euro, al fine – dicono – di garantire che le stesse banche permettano di rimettere in moto, seppur nel lungo termine, l’economia greca. Circa l’8% del Pil nazionale termina così nelle casse – e nelle tasche – dei banchieri: nulla di nuovo, quindi. La Trojka aveva previsto tutto: infatti, questi soldi arrivano direttamente dal piano di aiuti stabilito per la Grecia e servirebbero alle “povere” banche per limitare la fuga di capitali delle ultime settimane. Intanto, i poveri, quelli veri (per intenderci) continuano ad essere considerati inutili numeri e ad essere sistematicamente ignorati e rimessi nel dimenticatoio della storia. Che indecenza!

      Non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto  

    In attesa delle elezioni del 17 giugno, che saranno decisive, i cittadini greci devono fare i conti con un passivo che ammonta a 77 miliardi di euro del quale, ne pagano le spese, senza esserne responsabili. Già in precedenza, il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso era stato chiaro nei confronti di Atene: “La Grecia deve continuare a sacrificarsi perché sarà ricompensata” – aveva blaterato il portoghese – aggiungendo che “le prossime elezioni avranno un significato storico e la necessità del rispetto delle direttive indicate da Bruxelles”. E se Barroso ha fatto capire che non è possibile nessun passo indietro, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, proprio ieri ha affermato che “ci vorrà del tempo affinchè le norme varate da Bruxelles possano esprimere il loro pieno impatto.  Non ci sono né soluzioni rapide, né alcuna formula magica”. Ma questo lo sapevamo: a queste assurde condizioni non può esserci nulla di positivo. Ciò che preoccupa maggiormente sono proprio le riforme imposte dall’Ue. Come al solito, del resto!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Banche italiane: incetta di Bot – interessi d’oro

    Banche italiane: incetta di Bot – interessi d’oro

    Venerdì, Aprile 13th/ 2012

    – di Alessandro Pavanati e Sergio Basile – 

    Italia / Crisi Unione europea / Long Term Refinancing Operation / Titoli di stato / Banche / Vittorio Grilli / Lega Nord / Bce  / Speculazione bancaria / Agenzie di rating / Spread / Interessi dorati 

    Italia – La corsa ai Bot e alla speculazione

    Il Viceministro Grilli: banche italiane

    fanno incetta  di titoli di Stato, dopo mosse Bce

    Ma immettere liquidità non servirà a nulla!

    Crescita bloccata: economia reale al palo. Speculazione su

    Roma – Le Long Term Refinancing Operation della Bce sono arrivate in due tranche, a dicembre e a febbraio col presunto e dichiarato scopo di "ridar linfa all’economia reale". Come per miracolo scopriamo che 57 miliardi e 719 milioni di euro di titoli di Stato italiani sono stati comprati dalle nostre banche nel giro dei primi due mesi dell’anno, quando in tutto il 2011 non si sono superati gli 80 miliardi. I dati sono stati forniti dal Viceministro all’Economia Vittorio Grilli, rispondendo ad un interrogazione presentata dal capogruppo leghista alla Camera, Gianpaolo Dozzo.

      La critica del leghista Dozzo a Mario Draghi  

    L’osservazione sorge spontanea: se le Ltro dovevano servire per allentare la stretta creditizia nei confronti di privati, famiglie e imprese, il dubbio sull’effettivo rispetto dell’utilizzo del prestito rimane. A questo punto, la speranza è che l’acquisto dei Bot porti la cosa pubblica ad un maggior grado di stabilità, allentando la presa fiscale sui cittadini. Nel cappio di questo trade-off rischia sempre di finire il vero motore della nostra economia e, cioè, le migliaia di artigiani e piccole e medie imprese che fanno la nostra storia, antica e recente. Ma secondo gli osservatori di "Qui Europa", in linea e sulla scia di studi e moniti fatti nelle ultime settimane da economisti e nobel critici verso la politica Bce, l'acquisto di titoli server solo a spostare ricchezza nelle casse delle banche, grazie allo spread che ricopre d'oro i tassi d'interesse calcolati sui titoli del debito pubblico da rimborsare. Perciò finche continua il diktat delle agenzie di rating, lo spread continuerà a far ingrassare la speculazione bancaria, e le nuove immissioni di liquidità della Bce avranno solo l'effetto di drogare il sistema economico, aumentandone l'instabilità.

    Alessandro Pavanati, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)