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  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Venerdì, Aprile 27th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa 

    La Grecia nelle sabbie mobili della crisi

    Previsti nuovi tagli per il biennio 2013-2014.

    Che fine farà Atene?

    Atene –  Nikos Polibos, 38enne greco,  aspettava da 2 anni il posto che aveva vinto in concorso pubblico come docente di Geologia presso l’Università di Atene. Ma i tagli previsti per far fronte alla crisi, hanno congelato la sua nomina ed anche la sua vita. Sabbas Metoikidis, 45 anni, maestro, attivista e sindacalista, marito e padre di famiglia, rimasto nell’immaginario collettivo come uomo dotato di grande coraggio perché tre anni prima, circondato dalle forze dell’ordine, si era rivolto ai poliziotti dicendo: “Oggi quanti ne dovete arrestare? Io sono un maestro, vengo io”. Entrambi suicidi, o meglio, entrambi “uccisi”, prima moralmente e poi fisicamente, dalla crisi. E insieme a loro, tantissimi altri nomi di coloro che hanno “preferito” farla finita, chiudere gli occhi davanti un mondo governato da un’economia che mette tutti in ginocchio, fatta eccezione per i potenti.

      Il peso dell'esistenza e il demone che attanaglia la Grecia  

    E intanto, i lavoratori greci sembrano essere destinatari di soli doveri mentre i loro diritti risultano subordinati alle decisioni della politica: secondo quanto affermato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, Ocse, in un solo anno, i redditi hanno registrato un calo notevole, compreso tra il 25% ed il 30% e, come se non bastasse, i contratti individuali sostituiscono quelli collettivi. Il lavoro della Troika pare sia stato insuperabile, ma solo sulla carta: nonostante siano stati firmati in 2 mesi oltre 33.000 contratti di lavoro, circa la metà di essi fa riferimento a lavori precari o a orario ridotto. Lavoratori, inoltre, “sottopagati” rispetto a quelli del resto d’Europa: 17,30 euro all’ora contro i 26,9 dell’Unione Europea. Così, su 10 giovani, 7 pensano di lasciarsi alle spalle il proprio paese e partire, emigrare. E gli anziani? Loro non possono neanche pensare di andare all’estero, non possono permetterselo visto che negli ultimi anni la loro pensione ha subito tagli che vanno dal 12% al 40%.

      Previsto campo di concentramento per immigrati  

     Ma ancora non è finita: gli immigrati sono costretti a subire soprusi e maltrattamenti e c’è chi addirittura ha affermato, tra l’altro con grande soddisfazione, che “la settimana prossima sarà aperto il primo campo di concentramento per immigrati per ripulire la città Atene”. Lo ha detto il ministro socialista della Protezione del Cittadino, Chrisoxoidis che continua le “sue” retate per la città e, nel frattempo, in vista delle elezioni, per non farsi mancare nulla, pensa alla sua candidatura tra le file del Pasok.

      Grecia – La sovranità  appartiene… alla Troika… Che la esercita?  

    Mentre l’intera Grecia affonda nelle sabbie mobili della crisi, si ha anche il coraggio di parlare di elezioni: tanto lo si sa, la sovranità non appartiene più al popolo che se l’è vista strappare via dalla Troika, la quale ha già annunciato che tra il 15 ed il 21 maggio, sarà presente nella capitale greca per conoscere i nuovi rappresentanti e – soprattutto, aggiungiamo noi – per stabilire i nuovi tagli previsti per il biennio 2013-2014. La situazione della Grecia non fa altro che riflettere un’anima europea, ormai venale, che ha perso il suo spirito e le sue radici cristiane, privilegiando una politica che valuta il “sociale” sempre sulla base del denaro e dell’economia. Ma adesso quali sacrifici chiederanno ai cittadini greci? Forse chiederanno l’anima e, tra l’altro, di molti se la sono già presa nel vero senso della parola.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)