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  • Eurovertice: Commissariamenti Reali e Blande Lotte alla Vera Evasione. Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria. Dominio BCE

    Eurovertice: Commissariamenti Reali e Blande Lotte alla Vera Evasione. Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria. Dominio BCE

    Giovedì, Maggio 23rd/ 2013

    – di Sergio Basile  – 

     Bruxelles, Eurovertive, Vertice Ue, Jean Cloude Junker, BCE, Mario Draghi, Angela Merkel, Euro, Eurozona, Herman Van Rompuy, Italia, Truffa dell'eurozona, Pianidi salvezza, Unione Bancaria, Paradisi Fiscali, Commissariamento, Conti Correnti, Cipro, Grecia, Portogallo, Spagna, Manuel Barroso, Enrico letta, Francois Hollande, Auchan, Amazon, Lussemburgo, Austria, Accentramento bancario, Stati Uniti d'Europa, Cayman, Isole Vergini, Jersey, Malta, CRIM, Svizzera, Dominio BCE, Criminalità Organizzata, Riciclaggio, Sergio Basile, Quieuropa, Redazione Qui Europa, Padre Quirino salomone, Settimana Antiusura Internazionale, Carlo Sibilia, Parlamento Italiano, M5S, Granducato di Lussemburgo, Marcello Di Finizio 

    Euro-Vertice: Commissariamenti Reali e Blanda

    Lotta alla Vera Evasione delle multinazionali.

    Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria: 

    Dominio BCE

    – Silenzio Assoluto su Signoraggio ed Euro-truffa

    – Strada spianata al predominio della BCE

    – Gli insistenti appelli degli economisti auritiani e

    l'ultimo appello parlamentare di Carlo Sibilia, 

    ovviamente caduti nel vuoto. Silenzio Letta

    Cosa c'è dietro il collaborazionismo di Lussemburgo ed Austria? 

     

    di Sergio Basile 

    Vertice Europeo - 22 maggio 2013 - Evasione Fiscale e Commissariamenti Bancari

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Eurovertice di Bruxelles – Tra Commissariamenti reali e lotte fittizie    

    Bruxelles – Nell'ultimo euro-vertice della settimana scorsa era emersa la chiara volontà della maggioranza dei leader dei Paesi Ue di andare avanti con l'Unione Bancaria in "chiave anticrisi", o meglio era stato dato l'avallo ad un mero pretesto per proseguire sulla via dell'accentramento politico verso la creazione degli Stati Uniti d'Europa. Inoltre era stato dato il nulla-osta alle direttive per i cosiddetti "Piani di Salvezza" (o "commissariamento", dipende dall'ottica) per Cipro, Portogallo, Grecia e Spagna. Al centro del vertice il ruolo della "privata BCE", emersa – chiaramete – come depositaria di questa sorta di liberticida supervisione unica del sistema bancario. Altra questione connessa, quella della messa in comune dei rischi, che se da un lato meramente propagandistico potrebbe sembrare come una geniale soluzione ai problemi della "crisi", da una visuale più pragmatica e realistica equivale a ben vedere al passo essenziale verso – come detto – la creazione di un super mostro politico che omologhi tutto in nome della presunta difesa dallo sfacelo bancario. Sfacelo, tuttavia – pilotato ed indotto dalla stessa casta europea che ieri si è ritrovataa nuovamente a Bruxelles per l'atteso nuovo vertice.

     Vertice Ue – Silenzio Assoluto su Euro e Sovranità Monetaria                   

    Un summit – quello andato in "scena" – dove non si è assolutamente parlato del vero problema che sta dietro la pseudo-crisi (l'euro e la sovranità monetaria) come richiesto anche – tra l'altro – dal deputato del M5S Carlo Sibilia allo stesso premier Letta in Parlamento – lo scorso 21 maggio – (vedi video in allegato) e come chiesto con maggior insistenza in centinaia di convegni (tenutisi in tutta Italia dal 13 al 19 Maggio) nell'ambito della "Settimana antiusura internazionale" ed anti-euro promossa dall'indimenticato Professor Giacinto Auriti e portata avanti quale preziosa eredità dai suoi seguaci e collaboratori (vedi tra gli altri Padre Quirino Salomone). Silenzio assoluto (ovvio) anche sulle incalzanti proteste levatesi in numerose piazze d'Europa contro l'usura e il flagello euro: l'ultima delle quali in Italia, a Roma, inscenata dall'imprenditore triestino marcello di Finizio (vedi allegato) contro "il massacro della moneta unica". Protesta della quale la stessa TV di stato italiana non si è più occupata, facendola cadere nel vuoto. è trattato piuttosto di un vertice che ha visto i leader europei uniti su un altro problema a tratti fittizio e secondario o almeno – in questo momento – non centrale: l'evasione fiscale.

     Barroso, Merkel, Hollande – Parole di Circostanza                                        

    ''Avrei voluto che fossero più espliciti e precisi'', ha lamentato strategicamente a conclusione dei lavori il Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. Francois Hollande e Angela Merkel, hanno invece salutato con soddisfazione estrema i presunti ''progressi'' per la presa visione di un dossier sui paradisi fiscali da tempo fermo per le resistenze di Paesi Ue come Austria e Lussemburgo.

    European Parliament - parlamento Europeo - 20-23 Maggio 2013 - Unione Bancaria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Evasione Fiscale – Lotta seria o pretesto per commissionare i conti?      

    Ma in realtà il vertice di ieri era stato appositamente convocato per affrontare il tema della lotta all'evasione, anche se non si è tento assolutamente conto del fatto che la vera evasione la fanno le multinazionali che grazie al libero mercato ed alle stesse leggi comunitarie che l'euro-casta finge di non vedere hanno quasi tutte sede presso il Lussemburgo, e non versano un euro di IVA negli stati in cui operano. Vedi Auchan, vedi Amazon, ecc..  Herman Van Rompuy (Presidente del Consiglo – non eletto – dell'Ue) si è detto soddisfatto che Austria e Lussemburgo abbiano deciso di unirsi al resto dei Paesi Ue "per combattere l'evasione attraverso nuovi strumenti come lo scambio automatico tra Stati di informazioni sui conti correnti". Ma ci chiediamo: è commissariando i conti dei correntisti bancari che si vuole combattere l'evasione fiscale? Non sarebbe piuttosto auspicabile e prioritario far si che le grandi imprese contribuiscano alla salute finanziaria dei paesi Ue nei quali si trovano ad operare e traggono i maggiori benefici reddituali? Perchè aziende come l'Auchan devono versare l'IVA al 4% in Lussemburgo se i maggiori benefini reddituali – ad esempio – li ha sul mercato italiano? Ma questi sembrano argomenti tabù a Bruxelles.

      Le Politiche delle Tasse e del Controllo                                                              

    Fatto sta che i cosiddetti "risultati positivi" emersi e sanciti nel vertice di ieri hanno solo finito per porre nuove strette sui risparmi dei cittadini dell'Eurozona. Infatti Austria e Lussemburgo hanno dato il proprio consenso a rivedere entro fine anno la cosiddetta "direttiva sulla tassazione dei risparmi", che porterà ad inevitabili e certe tassazioni anche verso i fondi di investimento e pensione. Ma nuovi meccanismi di controllo sono stati annunciati anche su strumenti finanziari e pagamenti effettuati attraverso trust e fondazioni.

    Banking-Union-Ciprus-and-the-Crisis

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

      Dietro il collaborazionismo di Lussemburgo e Austria                                 

    Alla luce di quanto accaduto ieri, dunque, un'altra domanda sorge spontanea: perchè Lussemburgo e l'Austria – fino a ieri convinti difensori della riservatezza sui dati bancari – d'un colpo hanno deciso di cambiare registro nel nome della lotta all'evasione? Le spiegazioni plausibili sono due: 1)  Ciò è necessario per cercare di indurre l'opinione pubblica a recuperare il consenso nell'euro-casta, e ciò specie dopo gli scandali del cosiddetto "offshore leaks". 2) Perchè non ci potrebbe essere una piena e "tirannica" unione bancaria senza la preventiva rimozione di quegli ostacoli di natura burocratica che ancora legano ad un sistema a parte l'ordinamento bancario di paesi come il Lussemburgo. Le direttive in merito secondo quanto emerso dall'eurosummit di ieri  saranno adottate entro la fine del 2013. 

      Trust, Ruolo BCE e  Scambio Automatico delle Informazioni Bancarie 

    Lo scambio automatico delle informazioni – che se ci pensate non è altro che una mossa strategica per favorire il pieno dominio BCE sul sistema, avallato ieri anche dall'Europarlmento: vedi articolo in allegato – dovrebbe partire dall'1 gennaio 2015, anche se il quadro sarà più chiaro dopo i negoziati con la Svizzera. Un capitolo ancora aperto (solo accennato di striscio dall'ex Presidente dell'Eurogruppo Jean Cloude Junker, anch'egli in odore di Trilaterale) inoltre è quello sui trust britannici e sulla posizione di favore di Londra non solo sull'intera Ue, ma anche sulle pertinenze territoriali, ed in particolare sul campo di applicazione territoriale delle nuove regole alle colonie della Corona: vedi Cayman, Isole Vergini e Jersey. Ma anche se vogliamo Malta: Paese Ue che in realtà rappresenta ancora una sorta di colonia UK mascherata. 

    Commissione Crim - Mario Borghezio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Che fine ha fatto la lotta ai Paradisi Fiscali e al riciclaggio?                         

    Altro punto critico sul quale i leader europei hanno glissato, rinviando a data da destinarsi, riguarda evidentemente i problema delle fondazioni (specie quelle olandesi). Ma sulla spinosa questione dei paradisi fiscali – talvolta  – come visto – utilizzati dalla criminalità organizzata per l'emissione di obbligazioni da parte di società o banche la cui titolarità è difficile da accertare – sollevata nei giorni scorsi dalla stessa commissione CRIM, a Bruxelles, la risposta dei leader europei è stata come prevedibile timida e distratta. Non va dimenticato, infatti, che – come detto – il Granducato di Lussemburgo, oltre alla già citata Auchan, ospita la sede legale di migliaia di società private e di banche: spesso e volentieri depositarie di sistematiche e "protette" attività di riciclaggio di denaro sporco.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                                               

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    Mercoledì,  Marzo 13rd/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Italia, Istat, povertà, miseria, signoraggio bancario, Unione Europea, cultura, mercato del lavoro, Pil, Bes, Benessere, equo, solidale, Mario Monti, Governo Tecnico, Elsa Fornero, Unione europea  Italia – Tra Miseria Nera e Nobiltà Cieca Una generazione distrutta dalle masso-mafie europee: nasce il BES, a ricordarci che siamo già in Grecia […]

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –   Italia, Svizzera, germania, Unione europea, Roma, Sistema bancario Enzo Chiesa, Jonella Ligresti, Paolo Ligresti, Manager Bancari, Bpm, Fonsai, Conti Correnti falsi, Buonuscita, Monte dei Paschi di Siena, MPS, Antonio Vigni, Jamie Dimon, JP Morgan, Scandalo balena Bianca, Bob Diamond, Barclays, Alfredo Saenz, […]

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    Giovedì, Gennaio 17th/ 2013 – Votazioni Europarlamento, Sessione 14/17 Gennaio 2013 – Parlamento europeo / Rating / Agenzie di rating / Leonardo Domenici / Mario Monti / Bond / Eurobond / Sylvie Goulard / La Democrazia in Europa / Free-Riding / Inganno / Eurocasta / Eurogabbia / Stati Uniti d'Europa / EURSS / Mutualizzazione del Debito […]

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

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    Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

    UK – Cameron: Secco “No” a Unione Bancaria e “MES”

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    Mercoledì, Giugno 13th / 2012 – di Silvia Laporta – Regno Unito / Consiglio europeo / Unione Bancaria Europea / Unione europea / Opposizione alla modifica dei trattati Ue / Opposizione a Unione Bancaria Europea / Eurozona / Euro / Sterlina / Vantaggi della sterlina / David Cameron / Sovranità Monetaria / Strategia / Indipendenza […]

  • Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:  Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012

    – Redazione Qui Europa  –

    Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione / Consiglio europeo / Germania / Francia / Italia /Austria / Spagna / Belgio / Estonia / Grecia / Portogallo/ Slovacchia / Slovenia / 90% del Pil dell'Eurozona / No Tobin Tax / Paesi contrari / Lussemburgo / Finlandia / Irlanda / Olanda / Malta / Cipro 

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:

    Speculazioni finanziarie e fughe di

    capitali all'orizzonte

    I vantaggi saranno per i soliti noti: il paradigma

    francese e quello tedesco – nell'industia – la dicono 

    lunga sull'effetto boomerang di questa TFT

    Si materializza il peggior incubo dello stesso James

    Tobin, il papà morale della TFT

    Pigs supercolonie della colonia anglo-americana?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasbugo – Nelle ultime ore la plenaria del Parlamento europeo con 533 voti a favore (sebbene ci siano stati ben 91 no e 32 astenzioni) ha dato il proprio nulla osta alla Tobin Tax optando per la cooperazione rafforzata tra 11 Paesi. Certo, coplisce molto di primo acchito  vedere come tra i paesi dell'Eurozona ad aver dato il proprio consenso ci siano stati praticamente 4/5 dei cosiddetti Pigs. Colpisce ancor di più vedere fuori, tutavia, Paesi come il Regno Unito di David Cameron (considerando le nella City avvengono la stragrande maggioranza della transazioni finanziarie del Continente) e la stessa Malta: da sempre una sorta di protettorato anglosassone. Ora la palla passerà alla Commissione europea di Barroso, che potrà così presentare la propria proposta legislativa. Il voto di ieri, per l'appunto, serviva ad autorizzare l'esucutivo "tecnico" di Bruxelles a predisporre il testo della TFT: la sigla ufficiale scelta per battezzare la nuova tassa protesa a colpire le Transazioni Finanziarie. Ora essa – come si evince dai trattati – dovrà essere sottoposta al tradizionale percorso istituzionale della co-decisione, passando al vaglio del Consiglio europeo e poi nuovamente dello stesso Parlamento.  Adotteranno la Tobin Tax Germania, Francia, Italia, Austria, Spagna, Belgio, Estonia, Grecia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Paesi che nel complesso rappresentano il 90% del Pil dell'Eurozona. Non adotteranno la tassa – per "comoda" decisione dei propri leader – oltre al Regno Unito, anche Lussemburgo, Finlandia, Irlanda, Olanda, Malta e Cipro.

     Tobin Tax a metà – Fuga di capitali e speculazione 

    Ora la domanda nasce spontanea: questa adozione parziale ad esclusiva spettanza di una parte dell'Europa, che vede fuori USA e BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ed il resto del mondo (e d'altra parte posta in essere da Paesi come l'Italia, già dissestati e traviati da folli politiche di austerity, svendite e privatizzazioni) finirà per incrementare i fenomeni speculativi a vantaggio di Londra e Washington, allontanando gli investitori da Paesi come l'Italia? La risposta è ovvia: certo! I nostri timori – palesati già in precedenti articoli e legati al pericolo della delocalizzazione – sono ed erano gli stessi dell'ideatore della tassa, il professor James Tobin. Il rischio di un clamoroso e distruttivo flop finanziario è altissimo. Troppo alto per l'Italia. troppo per Spagna, Grecia e Portogallo, che in tal modo anziché trovar grazia, troveranno giustizia. Ma ciò non sembra preoccupare Monti e Grilli. Come del resto buona parte dei nostri eurodeputati a Strasburgo.

     Il paradigma francese 

    Si profila dunque (e quei 123 voti non faverevoli in Parlamento la dicono tutta) un disastroso boomerang speculativo ai danni dell'Eurozona e dei soliti Pigs (eccetto che per l'Irlanda, paese non aderente). Una fuga di capitali all'estero, o comunque verso zone franche come Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. Un pò quanto sta avvenendo in questi giorni in Francia, Paese nel quale i super ricchi per sfuggire ed eludere il fisco e le manovre di austerity di Francois Hollande stanno trasferendo fuori i loro capitali, cambiando addirittura residenza e cittadinanza.

     Non era questa l'idea di James Tobin 

    La TFT in quest'ottica potrebbe avere come effetto quello di distruggere ancor più le finanze dei paesi aderenti, a vantaggio di City of London e Wall Street, le due maggiori piazze finanziarie al mondo: suggellando ancor di più ed in maniera "definitiva" la loro indiscussa egemonia finanziaria. Non erano questi, i progetti di James Tobin. Questi, al contrario rappresentarono da sempre i suoi incubi peggiori. In tal modo la speculazione – come detto – anziché diminuire ed essere posta sotto-controlo finirebbe per esplodere a svantaggio dei Paesi aderenti ed esposti in prima linea: Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia, in testa. Nuove super-colonie finanziarie della colonia finanziaria anglo-americana, chiamata Europa.

     La situazione della Germania 

    Quanto all'altro Paese egemone, la Germania, poco male: gli effetti negativi della Tobin non toccheranno gli interessi d'oro delle grandi lobby industriali tedesche, che potranno continuare in tal modo ad esercitare il loro dominio continentale in maniera indisturbata, grazie al permanere del Sistema Target 2, e grazie allo smantellamento di intere economie ad opera di leader compiacenti, come nel caso emblematico del governo Monti, sulla rete produttiva del Sistema Italia, assoggettato – su "suggerimento" della Merkel – a regimi tassativi e costi da vero e proprio regime dittatoriale, quale in effetti si è dimostrato quello dei "tecnici", col benestare della stragrande maggioranza dei "nostri"  rappresentanti "Parlamento" Italiano. Quella italiana era l'unica economia europea capace – fino a pochi anni fa, ovvero prima dell'introduzione del "Sistema Target 2" – di superare quella tedesca e di creare surplus commerciale come in nessun altro Paese europeo: cosa che non riusciva assolutamente – guardacaso – alla "ricca" Germania. In tal senso – giusto per fare un esempio – la diffusione di catene teutoniche della grande distribuzione alimentare a "buon mercato" come Lidl ed Euorospin nel nostro paese, a discapito delle catene nazionali, la dice lunga. Ma gli esempi sono migliaia e sotto gli occhi di tutti.

    R. Q. E.

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  • Evasione fiscale: Contraddizioni Ue

    Evasione fiscale: Contraddizioni Ue

    Sabato, Giugno 9th / 2012 

    –  di Silvia Laporta –

    Unione europea / Italia / Lussemburgo / Roma / Corte europea / Corte di Cassazione / Abuso del diritto / Governo Monti / Disegno di loegge delega / Riforma fiscale / Art. 6 / contraddizione con la giurisprudenza della cassazione / Evasione / Multinazionali / grandi aziende / Legge di comodo 

    Evasione fiscale: le grandi contraddizioni

    dell’Unione europea

    Il curioso contrasto all'abuso di diritto nell'Ue 

    Evasione Fiscale – Contraddizioni dell’Ue

    Roma, Lussemburgo – Una situazione di evasione fiscale preoccupante, da definire patologica in Italia, ma non solo. La Corte di Cassazione, negli ultimi anni, ha elaborato  la figura “dell’abuso del diritto”, quale strumento di contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva , soprattutto a opera delle grandi imprese. Ciò implica che, un’operazione  può essere disconosciuta dal fisco quando non siano riconosciute serie e determinanti ragioni economiche diverse dal risparmio d’imposta. La lotta contro l’evasione fiscale e l’individuazione di strumenti idonei per bloccare questa “piaga” sono oggi, come noto, delle prerogative degli organi comunitari. In questa prospettiva si pone il disegno di legge-delega dell’attuale governo sulla riforma fiscale.  L’articolo 6, in particolare, contiene delle disposizioni che vanno in contraddizione con i principi affermati dalla giurisprudenza.

      Contraddizioni della Corte europea  

    Le contraddizioni della Corte di Lussemburgo sono evidenti: da un lato, questa chiede all’Italia di combattere l’evasione fiscale, dall’altro, all’occorrenza, accantona le proprie prerogative legittimando e favorendo implicitamente condoni per le tasse di competenza interna. Ciò traspare da diversi avvenimenti. Il 29 marzo 2012, ad esempio: nella causa tra l'Agenzia delle Entrate e la società 3M Italia, alla quale veniva richiesto il pagamento di svariate decine di milioni di euro. Ma anche nel 2010, quando la causa era pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, veniva emanato il decreto-legge n. 40, il cui art. 3 consentiva la chiusura di moltissime liti col fisco mediante il pagamento di una somma pari al 5% del totale preteso dall'amministrazione finanziaria. La Cassazione – nel suddetto ultimo episodio – si era rivolta alla Corte di Lussemburgo per chiedere se una rinuncia quasi  totale all'imposizione fiscale potesse essere  compatibile coi principi enunciati nell'ordinamento comunitario.

      Il contrasto all'abuso di diritto negli stati Ue  

    La Corte di Giustizia rispose però che per le imposte nelle quali la competenza è attribuita agli Stati membri (e cioè, le imposte dirette, a differenza dell'Iva: che come noto è indiretta e sui consumi) non esiste alcuna norma o principio dell'ordinamento comunitario i quali impongano agli Stati membri di adottare misure di contrasto all'abuso del diritto in materia fiscale. Questo, in parole povere, vuol dire che gli Stati membri dell'Unione, sono liberi anche di non combattere l’evasione fiscale. L’applicazione di questo “condono”, in pratica, porterà a perdite considerevoli nelle entrate fiscali. Perdite cospicue soprattutto se collegate a fatturati miliardari e milionari di grosse aziende e multinazionali, ovviamente. Insomma una lotta all’evasione fiscale di “comodo”. Magari da far pagare soltanto agli imprenditori onesti, esonerando ovviamente quelli che davvero se lo meriterebbero.

     

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)