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  • Le Rivelazioni di Katherine Emmerich, l’Anticristo e i “Fumi di Satana” nella Chiesa

    Le Rivelazioni di Katherine Emmerich, l’Anticristo e i “Fumi di Satana” nella Chiesa

    Sabato, Marzo 16th/2013

     

    – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa  – 

    Associazione La Torre, Redazione "Qui Europa"

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    Le Rivelazioni di Anne Katherine Emmerich,

    l'Anticristo e i "Fumi di Satana" nella Chiesa

    Due Profezie della monaca agostiniana riferite da Gesù

    in un'esperienza mistica nel 1820 sulla lotta tra bene

    e male nella Chiesa. Il paradigma odierno.

     

    Introduzione di Sergio Basile

    La Chiesa Attaccata da una Setta

     Emmerich – La Chiesa e i Fumi di Satama 

    Roma – Come la stessa SS. Vergine, Madre di Dio, rivelò in una delle più celebri profezie mariane a Fatima, "I fumi si Satana sarebbero entrati nella Chiesa, ma le porte degli Inferi non avrebbero prevalso su di essa". Indubbiamente quello che viviamo oggi è uno dei tempi più bui della storia dell'umanità. Ovviamente i media ci raccontano storie diverse e ben lontane dallo sfacelo morale, spirituale e materiale che ogni giorno si consuma nel silenzio e dietro le nostre spalle. Dappertutto falsità, crisi indotte, occultamenti di verità scomode, tradimenti, omicidi, genocidi, violenze, oppressioni, perversioni sessuali,  attacchi alla famiglia e persecuzioni. Emblematico, in tal senso, è ciò che oggi accade e si consuma in almeno tre nazioni, anche se con intensità e drammaticità diverse: la Grecia, l'Italia e la Siria. Tutte nazioni – guardacaso – universalmente considerate tra le culle della civiltà cristiana nonché i cuori del Cristianesimo.

     Il Piano Satanico per un Nuovo Ordine Mondiale 

    Gli sconvolgimenti riconducibili a quello che molti studiosi, sociologi e adepti chiamano il "Nuovo Ordine Mondiale" in atto – che ci crediate o no –  non sono altro che l'immagine più concreta dell'azione del Biblico Nemico dell'umanità per eccellenza, e del suo tentativo di pervertire e distruggere l'umanità e la stessa Divina Creazione (vedi guerre, crudeltà perpetrate in nome dell'economia, ma anche OGM e contaminazioni varie) al fine di lanciare la sua ultima sfida a Dio, prima della sua disfatta definitiva profetizzata nell'Apocalisse di San Giovanni: "E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli". (Apocalisse 20,10)

     Chi è il Nemico dell'umanità? 

    Ma prima di continuare una domanda è d'obbligo. Chi è il Nemico dell'umanità? L'Avversario è colui che la Bibbia (Apocalisse 12,9) definisce "il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e satana, il seduttore di tutto il mondo", cui missione è quella di distogliere gli uomini dal credere e seguire Gesù Cristo, cioè colui che "…divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d'una salvezza eterna" (Ebrei 5-9,10). A tanti può sembrare ridicolo, anacronistico e/o paradossale che nel terzo millennio un Osservatorio "scientifico" che si occupa sostanzialemente delle politiche europee (qual è il nostro) possa parlare di potenze malefiche che influenzano gli uomini e di lotta tra bene e male. Eppure l'apostolo Paolo – da cristiano e credente qual era – non si fece alcun problema di sorta nello scrivere la sua lettera agli Efesini in tali termini: "Il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Lettera agli Efesini 6-11,12). D'altronde i fatti straordinari e cruenti che contraddistinguono il tempo in cui viviamo,  dimostrano in modo inconfutabile (per chi vuol vedere) un'evidente lotta apocalittica tra la verità e la menzogna, tra il bene e il male. Una lotta che coinvolge oggi miliardi di uomini, e nella quale per la prima volta nella storia una fazione tenta di "girare" le sorti del  mondo definitivamente dalla propria parte, mediante la creazione di un unico impero globale, che possa portare all'annientamento del Cristianesimo, rimpiazzando Dio e il sio progetto una volta per tutte.

     Le Profezie della Emmerich, la Chiesa e i suoi Nemici 

    Le seguenti profezie – suggeriteci dagli amici dell'Associazione Culturale La Torre – furono fatte nel 1820 dalla monaca agostiniana Anne Katherinne Emmerich, che patì le ferite di Nostro Signore Gesù Cristo nel suo corpo e che visse miracolosamente diversi anni soltanto con la Sacra Comunione, sensa prendere cibo, fino al giorno della sua morte. A lei fu concesso di avere molte visioni di Gesù e di Maria SS. della loro vita sulla terra, visioni che furono scritte e poi pubblicate dopo la morte della mistica. A pochi giorni dall'elezione del nuovo Romano Pontefice,  Papa Francesco – dunque – e nell'augurio che Egli con l'aiuto di Dio possa fare pulizia nella Chiesa, spazzando via gli "infiltrati", i traditori del Vangelo e i cosiddetti "Fumi di Satana" che minacciano i credenti e l'intera umanità, poniamo alla vostra attenzione tali eloquenti e profetiche righe,  tratte da "La Vita di Anne Katherine Emmerich". Ciò – per contro – nel ricordo dell'obiettivo primario perseguito da uno dei nemici storici più crudeli e cruenti della Chiesa e del Cristianesimo: Stalin. ll dittatore – occultista, satanista e membro della setta massonica degli Illuminati – amava farsi chiamare dai suoi seguaci con l'emblematico appellativo de "il Demoniaco" e amava ripetere loro questa singolare frase: "Il mio sogno è quello di trasformare il Vaticano nel più grande tempio pagano del Mondo"…

    di Sergio Basile – Redazione Qui Europa

     Profezia di Cathrine Emmerich – La Chiesa Minata dal Piano di una Setta 

    Brano tratto da "La Vita di Anne Katherinne Emmerich"

    “Vidi una forte opposizione tra due Papi… e vidi quanto funeste sarebbero state le conseguenze di quella falsa Chiesa. Essa diventava sempre più grande; eretici di ogni sorta arrivavano alla città di Roma; i chierici accrescevano il proprio lucro, vi era una grande oscurità (…) Vidi che la Chiesa di Pietro veniva minata dal piano di una setta”. 
     
     Il Regno dell'Anticristo e la Falsa Religione 
     
    “La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare perché il Papa non vada via da Roma, verranno mali innumerevoli se lo fa. Quando sarà prossimo il regno dell’Anticristo, comparirà una religione falsa che andrà contro l’unità di Dio e della sua Chiesa. Questo causerà il più grande scisma mai visto nel mondo”. “Ebbi un’altra visione della grande tribolazione.
     
     Un permeso che non si poteva dare 
     
    I chierici chiedevano un permesso che non si poteva dare. Vidi alcuni sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangeva e si doleva amaramente; alcuni pochi giovani anche si lamentavano. Ma altri, specialmente gli eretici, prontamente accolsero la richiesta. Era come se la gente fosse divisa in due bandi… ” “Vidi che un certo numero di pastori accettavano idee pericolose per la Chiesa. Costruivano una grande, strana e stravagante Chiesa. Chiunque veniva accettato a fine di unirsi e avere gli stessi diritti: evangelisti, cattolici, sette di qualunque credo. Tale doveva essere la Nuova Chiesa.
     
     La Nuova Chiesa e i Progetti di Dio 
     
    Ma Dio aveva altri progetti…” “Vidi un’altra volta quella enorme e strana chiesa che veniva costruita là, in Roma. Non vi era in essa nulla di santo. Vidi questo, ma anche un altro movimento guidato da ecclesiastici, al quale collaboravano Angeli, Santi e altri Cristiani.” “Ma lì, nella strana grande Chiesa, tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente secondo regole stabilite e formulate. Tutto era fatto secondo l’umana ragione… Vidi ogni sorta di gente, di cose, dottrine e opinioni. Vi era un certo orgoglio, presunzione e violenza, e sembravano riuscire in tutto. Non vidi nemmeno un Angelo, e neppure un Santo aiutando in quel lavoro. Ma nel più profondo del sottosuolo, vidi un popolo selvaggio armato di lance, e una figura che rideva e diceva: “Edificatela il più solido che potete, che noi la distruggeremo”. Vidi ancora la nuova e disordinata chiesa che cercavano di costruire… In essa non vi era nulla di santo. C’era gente che ammassava il pane in una cripta sotto quella chiesa; ma non avrebbe lodato, né ricevuto il Corpo di Nostro Signore, soltanto sarebbe stato pane. Quelli che erano nell’errore, involontariamente, e quelli che piamente e ardentemente attendevano il Corpo di Cristo, sarebbero stati consolati, ma non per mezzo dell’Ostia.
     
     Gesù e la nuova Babele – Un gruppo di pii rimasti fedeli 
     
    Allora la mia Guida (Gesù) disse: “Questo è una Babele”. Vidi cose deplorevoli: vidi gente che giocava, beveva e chiacchierava nella chiesa; persino amoreggiando con donne. Ogni sorta di abomini lì veniva commessa. I sacerdoti permettevano tutto e celebravano la Messa con molta irriverenza. Soltanto restavano alcuni pochi pii… Tutto ciò mi causò molta angoscia.”
     
     I Vescovi e la Grande Sofferenza del Santo Padre 
     
    “Tra le cose più strane che ho visto, c’era una grande processione di vescovi. I loro pensieri ed espressioni mi furono rivelati attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. I loro errori dottrinali erano emessi attraverso deformità estreme… Vidi quasi tutti i vescovi del mondo, ma solo un piccolo numero era perfettamente udibile. Vidi anche il Santo Padre, timoroso di Dio ed in continua preghiera. Lasciava molto a desiderare il suo aspetto, a motivo della sua debolezza e vecchiaia e della sua grande sofferenza. La sua testa oscillava da un lato all’altro e cadeva sul suo petto come se fosse sul punto di addormentarsi.
     
     L'Avanzata del Protestantesimo e la lotta per la fede 
     
    Dopo vidi che tutto quello che riguarda il Protestantesimo si innalzava, mentre la Religione Cattolica cadeva in completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano sedotti dalla brillante ma falsa conoscenza di giovani maestri, e tutti quanti collaboravano nel lavoro di distruzione. In quei giorni, la Fede sarebbe caduta molto in basso, e sarebbe stata preservata soltanto in alcuni luoghi, in pochi villaggi di case umili, e in poche famiglie, che Dio avrebbe protetto da calamità e da guerre”.
     
    Tratto da La vita di “Anne Katherinne Emmerich”
     
    (a Cura dell'Associazione Culturale La Torre e della Redazione Q.E.)
     
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     Scheda – Chi è Anne Katherine Emmerich?                                                                
     
    La Beata Emmerich non ha scritto di per sé, ma ha dettato ciò che vide o ebbe in visione ad un suo fedelissimo "figliolo" spirituale, che si prese il compito di mettere tutto per iscritto, sotto consiglio e benedizione del vescovo del suo tempo. Ella narrò della Vita di Maria per esempio, nella quale visione avvenne un fatto meraviglioso: la Emmerich descrisse così minuziosamente la "Casa di Maria", ma così bene, che il vescovo fece interessare alcuni studiosi e archeologi. Questi andarono sul posto seguendo alla lettera le visioni mistiche e con meraviglia scoprirono ad Efeso dopo alcuni scavi, appunto, i resti di quel che rimaneva della Casa. Dentro vi trovarono esattamente alcuni oggetti descritti dalla Beata. Gli studiosi analizzando la terra, il suolo e le pietre non ebbero più dubbi sull'autenticità di quella scoperta ed anche la Chiesa la riconobbe autentica tanto da innalzarla a Santuario. Nel 1802 entrò nel convento delle agostiniane ad Agnetenberg (Dülmen). Qui la sua salute declinò progressivamente, finché fu costretta a letto. Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate. Anna Caterina Emmerich morì a Dülmen il 9 febbraio 1824. Durante cinquant’anni di vita le sue visioni quotidiane avevano coperto tutto il ciclo della vita di Gesù, di Maria e in gran parte anche degli apostoli.  Sei settimane dopo la sua morte la tomba di Caterina venne riaperta. Il suo corpo venne trovato incorrotto senza alcuna traccia di decomposizione. Nel 1892 il Vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazione. Brentano visse fino al 1842, dopo aver dedicato tutti gli anni che gli restavano alla stesura del suo libro "Vita di Gesù Cristo secondo le visioni della monaca Anna Caterina Emmerich". La suora aveva predetto che anche lui sarebbe morto quando il suo compito fosse terminato. Dagli scritti di Brentano riguardanti le visioni di Caterina Emmerich vennero pubblicati, oltre al libro suddetto, anche: "La dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo le meditazioni di Anna Caterina Emmerich" (1833), "La vita della Beata Vergine Maria" (1852), "La vita di Nostro Signore" (1858-80 e 1981). Anna Caterina Emmerich è stata beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.

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    Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat

    Da Bruxelles, Marchionne punta il dito sull'Ue

    Recessione settore auto – Ora anche Berlino suona

    l'allarme. L'achtung del "Der Spiegel"

    Bruxelles, Roma, Torino, Berlino – In questi giorni si è tornato a parlare di rating, e di questi tempi si sà, nessuno vorrebbe essere oggetto delle "sue" attenzioni. Ne sa qualcosa  l'Ad Fiat, Sergio Marchionne, che c'ha dovuto fare nuovamente i conti  lo scorso 10 ottobre, quando Moody's ha abbassato il rating di Fiat da Ba2 a Ba3, con outlook negativo, ed ha anche minacciato ulteriori tagli: sulla "bocciatura" graverebbero il calo della domanda di auto italiane e l'aumento della concorrenza in Brasile. Ma l'Ad Fiat non si è mostrato affatto sorpreso, e parlando a Bruxelles nelle veste di presidente di Acea (Associazione dei Costruttori Europei) ha definito "la valutazione di Moody's comprensibile rispetto alle difficoltà del mercato italiano", ma ha subito puntualizzato che ciò "non riflette la solidità finanziaria del gruppo".

     Il monito di Marchionne contro il liberista Barroso e l'Ue 

    Al contrario Marchionne ha puntato il dito contro l'Unione europea che, a suo avviso, deve "smetterla di firmare accordi di libero scambio" (pensiamo a quelli siglati con la Corea del Sud e da siglare col Giappone), e ha poi continuato sostenendo che bisogna evitare che ogni paese si muova da solo, e che al contrario occorre "un'azione coordinata a livello dell'Ue per ristrutturare il settore". Il panorama, comunque, resta desolante, visto che l'altra celeberrima (e plurindagata) agenzia, S&P, stima che la vendita di nuove auto nell'Ue non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2018.

     Ripresa – Il balletto dei numeri del mercato auto 

    E così, mentre Marchionne ammette di vedere nero anche per il 2013, sale pure la tensione negli stabilimenti italiani del gruppo, ormai quasi privi di prospettive per il futuro (la prossima settimana è previsto il faccia a faccia tra Marchionne e i sindacati, Fiom esclusa). Ma se, come abbiamo detto, nessuno vuole essere oggetto delle attenzioni del rating, l'atteggiamento cambia nei riguardi di parole come "crescita" o "ripresa". Basti pensare semplicemente all'innegabile "eccesso di fiducia" con cui il ministero dell'Economia prevede, per il periodo 2014-2015 una crescita rispettivamente del +1,1 e +1,3%. Ed allora via con il toto-ripresa: il governo la stima nel primo trimeste 2013, l'Fmi di Christine Lagarde forse nel 2014;  Confindustria (un pò più pessimista) solo nel 2015.

     Il "momento opportuno" 

    Ma ad essere pessimisti sono comprensibilmente in tanti. Solo il governo italiano, i "sapienti tecnici" continuano a buttare fumo negli occhi dei cittadini. E pensare che Mario Monti, come qualcuno dei nostri lettori ricorderà, parlavo impropriamente di crescita e di "uscita dal tunnel" già fin dalla scorsa primavera a Pechino. Ma si sà, i tecnici non pagheranno per alcun tipo di menzogna. Perchè? Semplice, nessuno li ha mai eletti! Al momento opportuno, quando gli ultimi saldi saranno finiti (magari Eni, Enel, Finmeccanica e la stessa Fiat) e la ricchezza nazionale spoliata per sempre (il lavoro di intere generazioni di Italiani) basterà salutare, ringraziare e sbattere il portone di Palazzo Chigi. Un giochetto semplicissimo, specie se si può cntarre sul pieno appoggio dei media di bandiera (ribattezzato da "Qui Europa" con l'espressione "media di regime" da quasi un anno a questa parte) e dei carrozzoni politici: vedi PD, PDL e UDC tra tutti.

     Recessione – L'allerta di Panorama e del mondo accademico 

    Giusto per fare un esempio "Panorama" ha riportato il parere a riguardo di tre importanti professori di economia, operanti in illustri università internazionali: secondo, ad esempio, Michele Boldrin, già il solo "fermarsi" – fermare la spirale recessiva – nel 2014 sarebbe una ripresa; un'altra economista, Ester Faia,  si domanda invece se troppo ottimismo non finisca per essere dannoso, rallentando le riforme; ed infine Dante Roscini, secondo il quale "una vera ripresa in Europa e in Italia non arriverà nel 2013 e con buona probabilità neanche nel 2014".

     Sotto gli occhi di tutti, anche dei tedeschi 

    Ma di certo non bisogna insegnare alla Harvard University per condividere queste tesi. Basta analizzare – per chi capisce, anche un pizzico, di economia – i fondamentali del nostro assetto economico oggi: una recessione galoppante che per contro non conosce prospettive di investimento. E senza investimenti produttivi, si sà, il moltiplicatpore economico non può funzionare, ed all'orizzonte non si possono che presagire nuovi licenziamenti per migliaia di dipendenti. D'altra parte l'allarme rosso sta salendo anche in Germania, anche nei ricchi e floridi land, dove finora la crisi è stata davvero poco avvertita, anche se i fantasmi della decrescita aleggiano sul plumbeo cielo di Berlino da mesi. Senza la domanda interna sostenuta da paesi come l'Italia, infatti, la stessa produzione delle industrie tedesche non può che scemare, fino ad annullarsi. Terreno fertile, anzi fertilissimo, per la speculazione delle grandi lobby industriali e bancarie, (specie statunitensi ed asiatiche) che in tal modo potranno fare spese grosse – acquisti di Natale – a prezzi da super saldi. Ciò che si chiama concentrazione della ricchezza nelle mani di una mera élite. Un pò cio che avvenne negli anni Ottanta negli Usa con la distruttiva Reaganomics di Ronald Reagan, ma innalzato alla massima potenza. Pertanto, visto questo comprensibile scetticismo, non stupisce affatto se addirittura in Germania, il perno industriale del Continente, il settimanale "Der Spiegel" titoli: "Achtung Inflation!" 

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

    Venerdì, Agosto 24th/ 2012

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / Speculazioni bancarie / Mario Draghi / Goldman Sachs / Britannia / Capitalismo finanziario immorale e mafioso / Titanic / 15 Aprile 1912 

    Gestione della crisi da spread: Mario Draghi

    rimanda tutto a Settembre

    Gli appelli di Berlino, le sconclusionate previsioni

    di Moody's e l'infinito teatrino dello spread

    Helsinki, intanto, premedita ipotesi di fuga dall'Euro-gabbia

     

    Berlino, Roma, Francoforte – Nelle scorse ore, sia il governo tedesco, sia la Bundesbank, hanno entrambe diretto un accorato monito alla Bce. Oggetto dell'appello è stato la questione relativa al "tetto anti-spread", differenza massima tollerabile tra gli interessi pressochè nulli dei bund tedeschi e quelli al contrario ben alti, vertiginosi, dei paesi Piigs: soglia che una volta superata farebbe scattare gli interventi del futuro fondo salva-Stati Esm (o MES) e, -ipotesi al contrario molto improbabile ed aleatoria – quelli diretti della Bce stessa. Per il governo federale sarebbe "un'idea altamente problematica" quella del risorso all'ESM (o MES). Anche secondo la Bundesbank – non poteva essere altrimenti – come emerso anche dal bollettino mensile diramato dall'istituto centrale tedesco, "l'acquisto di titoli da parte della BCE tramite MES – si legge nel comunicato – potrebbe comportare notevoli rischi per la stabilità monetaria", in quanto "la decisione su un'eventuale più ampia condivisione dei rischi di solvibilità" – secondo l'istituto bancario di Berlino – deve essere ancorata alla politica finanziara , e quindi riguarda i governi e i parlamenti, e non deve passare attraverso i bilanci della Bce". Come dire: l'Ue l'ha causato, noi ne siamo complici, ma alla fine è un problema loro! Di quei poveracci (poveri pinguini) dei cittadini del Sud Europa!

     Il braccino corto di Mario Draghi  

    Ovviamente, tuttavia, l'intervento diretto (badate bene, "diretto", con euro propri) della BCE andrebbe a neutralizzare i vantaggi dei banchieri e delle banche tedesche, lenendo gli effetti distorsivi sull'economia innescati dall'attuale dittatoriale status quo. Ma al fine di evitare inutili e fuorvianti confusioni concettuali (la disinformazione, la confusione e le falsità in tv e sui giornali sono già troppe) c'è da ricordare che alla BCE – nel Consiglio europeo di Giugno, è stata affidata la semplice gestione del MES (anche in funzione anti-spread): fondo alimentato però, e qui casca l'asino, non con soldi stampati dalla "zecca tipografica" della BCE, ma bensì con soldi pubblici sottratti dai governi centrali agli stessi cittadini. Fondi sottratti alle casse degli stati, pro-quota, e frutto di inique tassazioni, IMU,  lievitazione del debito statale, ridimensionamento del PIL e via dicendo. In pratica, cari lettori, una fregatura bella e buona! Quindi il problema non cambia: è una coperta troppo corta che l'Ue si ostina a non allungare: tirando dai piedi si scopre il capo, e viceversa. Che succederà quando i morsi del gelo invernale si faranno sentire sula pelle degli euro-schiavi del Sud? Come salvarsi dai danni già innescati dall'impatto con l'iceberg della mafio-finanza, se Capitan Mario Draghi continua a far orecchie da mercante e ad ignorare le campane di pericolo?

      Immobilismo BCE: rimanda tutto a Settembre  

    Così, mentre la stampa tedesca parla di un piano della Bce per aiutare Roma e Madrid, la Bce risponde che "è assolutamente fuorviante speculare su decisioni che non sono state adottate, e che la Banca Centrale Europea non discuterà né adotterà prima della prossima seduta del suo board, in settembre", come sottolineato da una nota dell'Eurotower. Insomma, per ora, nient'altro che la solita disputa e la solita prevedibile conseguenza: il raffredamento (strategico e pilotato) delle borse europee, finite in rosso. Ma a poche ore di distanza la situazione è nuovamente cambiata, con le stesse borse in rialzo. Infatti la notizia di ieri, e riportata un pò da tutti i giornali, riferisce dei giudizi positivi delle agenzie di rating nei confronti dell'Italia che, in linea con le speranze di Monti, potrebbe  a loro avviso uscire dalla crisi entro il 2013. Ed ecco-fatto che Piazza Affari vola, chiudendo a +2,4%, meglio di tutti gli altri listini europei.

     Sembra ieri… 

    Ma teatrini a parte, quello dello spread resta uno dei nodi cruciali da risolvere prima dell'Autunno. Che Mario Draghi lo voglia o no! Sembra ieri – quell'ormai lontano 15 Ottobre 2011 – quando l'ex direttore esecutivo della Banca Mondiale, coordinatore del piano segreto di privatizzazioni del Britannia, nonché punta di diamante per l'Europa di Goldman Sachs (una delle principali banche speculative co-responsabile della speculazione mondiale che sta portando al collasso le democrazie europee – e non solo – ed alla miseria più nera interi popoli)  dichiarava – ipocritamente – di "essere dalla parte degli indignati". E  questo mentre, nel contempo, si rifiutava – con un gravissimo, triplice e secco "No" – di applicate l'art. 11 dello statuto del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali)   negando l'acquisto diretto da parte della sua BCE dei titoli del debito pubblico degli Stati membri in grave difficoltà. Lasciando così che Goldman e le altre iene bancarie ed i lupi della finanza potessero continuare a pascolare indisturbati – e travestiti da mansueti agnelli – sui conti bancari e sui portafogli degli Europei, nel nome di un capitalismo finanziario immorale e mafioso.

     Le sconclusionate previsioni di Moody's e il teatrino dello spread  

    Quindi le agenzie di rating hanno questa volta promosso l'Italia, come emerge anche dall'analisi diffusa ieri da Moody's e relativa all'evoluzione dell'economia europea dall'adozione dell'Euro ad oggi. Secondo tale analisi, che prende a paragone le due gravi crisi finanziarie che colpirono Svezia e Finlandia circa due decenni fa, il nostro paese starebbe correggendo alcuni squilibri accumulati prima del 2008 e potrebbe uscire dalla crisi nel 2013. In reltà, come spesso accaduto, pensiamo si tratti di stime completamente pretestuose e fuori dal mondo, visto che le misure chieste dall'Ue ed avallate ed eseguite a puntino e con devozione dal professor Mario Monti, fin dall'avvio del 2012, hanno profondamente mutato e destabilizzato  i fondamentali dell'economia italiana, avviando una congiuntura economica negativa (recessiva) destinata a lasciare il segno per decenni.

     Rating e Tassi: va dove ti porta… il vento 

    Ma consentiteci una piccola digressione, un'ulteriore rapida parentesi: ma è possibile che da un giorno all'altro, quasi per magia, gli spread così come gl'indici borsistici e i tassi d'interesse cambino così drasticamente rotta? E' possibile che a cambiare non siano solo i numeri ma – a ruota – anche i "giudizi" di politici, commentatori, intellettuali e "speculatori"? E' possibile che in tale "pazzesco" processo le agenzie di rating svolgano un ruolo tanto incisivo? Purtroppo sì, ed è vero anche che la risposta cosciente della gran parte del popolo, quantomeno quello italiano, stenta ad arrivare ed a manifestarsi, preso così com'è da una cinghia tanto stretta che sembra paralizzare le coscienze e inibire qualsivoglia forma (civile) di ribellione. Non si comprende infondo la semplice verità: di come cioè la "crisi" non sia aoltro che quel momento favorevole ai popoli per rompere la catena politica, sociale e culturale che lo incatena e lo schiavizza. Pertanto quelle di Moody's e della BCE restano soltanto parole che non fanno che confermare la nostra tesi sulla totale inaffidabilità delle agenzie di rating, sul gravissimo immobilismo interessato e complice della BCE e sulla necessità di una loro definitiva delegittimazione in merito agli affari interni degli stati nazionali. 

     L'exit-plane di Helsinki… Si salvi chi può!  

    Intanto c'è da notare (e Berlino e Francoforte lo sanno bene) come gli interessi in gioco contro la disgregazione dell'Euro-gabbia siano  troppi: interessi che riguardano – ovviamente – i signori dell'Euro, quelli che contano, e non la gran parte dei cittadini europei: quella parte sana e consapevole di cittadini europei che questa infame Europa targata Ue non la vogliono più o – addirittura – non l'hanno mai voluta. Quella parte "sana" e maggioritaria di Europei il cui giudizio però, purtroppo, non conta. Pertanto, nelle prossime settimane, qualche provvedimentio che sfiori – almeno sfiori – quella che si chiama "Democrazia", i "Signori" dell'Europa dovranno pur prenderlo, se vorranno evitare il totale disintegrarsi dei palazzi del potere e della nave Europa. Non è a suon di diktat e trappole finanziarie che si inibiscono e "controllano" gli umori dei popoli. D'altra parte il limite – almeno per ciò che attiene l'Europa del Sud – è già stato abbondantemente superato. Ma anche a Nord (vedi Finlandia e Olanda) inizia oggi a serpeggiare l'idea di tornare alle monete nazionali, visto l'insopportabile peso economico e sociale del sodalizio forzato con questa iniqua moneta unica. In tal senso Helsinki sta già facendo le prove generali di abbandono della nave. Come accadde alle scialuppe del Titanic in quel lontano Lunedì, 15 Aprile 1912.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile ( Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / […]

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

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  • BCE: prestiti condizionati.  Moody’s declassa ancora l’Italia

    BCE: prestiti condizionati. Moody’s declassa ancora l’Italia

    Venerdì, Luglio 13th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Bce / Roma / Mario Draghi / Bankitalia / crisi economica / Euro / Esm / Fiscal compact / Abi / Giuseppe Mussari / Austerity / Immobilismo europeo / Banche europee / Contro informazione / Mes / Meccanismo Europeo di Stabilità  / Europa / Banca Centrale Europea / 500 miliardi / Moody's / Rating / Declassamento Italia / Procura di Trani 

    Le banche europee ritirano 500 miliardi

    dalla Bce ma li mettono da parte

    Draghi:  senza adeguate garanzie niente prestiti

    Ma intanto la morsa del Rating torna a soffocare l'Italia:

    Moody's Declassa ancora il Bel Paese

    Credit Crunch, Rating e Speculazione Continuano a Distruggere l’Italia – I politici solo ora scoprono la Speculazione del Rating

    Francoforte, Roma – Ieri, le banche europee hanno ridotto repentinamente i loro depositi presso la Bce. La quota è considerevole: la liquidità depositata dagli istituti di credito alla Banca Centrale Europea, fino a qualche giorno fa, ammontava alla bellezza di 808,5 miliardi; oggi è arrivata a 324, 9 miliardi di euro, più della metà in meno.Un calo repentino e improvviso, influenzato dalle ultime decisioni della Bce: oltre ad aver tagliato i tassi d’interesse, ha anche azzeccato la remunerazione  sui depositi overnight che ora non rendono nulla. La decisione è stata presa da Draghi, con la motivazione di incentivare la liquidità nelle banche e facilitare i prestiti alle banche imprese. In realtà, gli istituti europei, hanno semplicemente spostato i soldi dai depositi overnight ai propri conti correnti, dove non devono fare spostamenti per guadagnare qualcosa.  

       Prestiti solo a chi è in Salute   

    Il problema è che, se anche Mario Draghi pensasse di destinare questi soldi alla imprese o alle famiglie (magari per speculare sulla restituzione del debito), il mercato non promuoverebbe questa strategia. Le famiglie e le imprese italiane sono in totale depressione a causa della crisi economica. Come noto, infatti, qualche imprenditore fallito, è arrivato anche all' "estremo gesto”, pur di non affrontare la fine della propria carriera lavorativa e vedere la propria famiglia in povertà. Quindi, la domanda rispetto a progetti di investimento, validi da parte delle imprese e di piani di consumi delle famiglie, sta praticamente a zero! Davanti a questa situazione i banchieri non possono certo rischiare. Draghi, come anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, hanno invitato le banche a concedere prestiti solo a chi può restituirli. Il solito cane che si morde la coda!  Vorrebbero stanziare dei soldi da concedere come prestito alle famiglie, ma poi, nel concreto, hanno bisogno di sicurezze troppo grandi, per essere garantite da un impresa o una famiglia, nel periodo di recessione che stiamo vivendo.

       Il solito immobilismo Bce   

    Ne deriva quindi, il perpetuarsi dell’ immobilismo; lo stesso immobilismo che l’Europa ci ha regalato con le tragiche misure di austerity, che continuano a susseguirsi e che quindi, non ci permettono di risollevarci. Come ci si potrà mai uscire dalla crisi, se non si incentivano le iniziative delle imprese o delle famiglie italiane? Insomma, sembra quasi una situazione studiata nei dettagli per continuare a mantenere costante il quoziente di povertà… Ma aspettate un attimo. Quel “quasi” lo potremmo tranquillamente levare, per dare più veridicità alla frase!

       ABI – Prestiti a famiglie e imprese in caduta libera  

    Questa fase di stallo, è confermata dai dati dell’ Abi (Associazione Bancaria Italiana): per la prima volta, dal 2000, i finanziamenti a famiglie e imprese sono in contrazione. Secondo il bollettino mensile dell’Associazione Bancaria, in maggio i prestiti a famiglie e aziende sono diminuiti a 1.500, 5 miliardi di euro.  Rallenta anche la dinamica generale degli impieghi bancari: secondo il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, ciò è dovuto al periodo di recessione economica e l’andamento delle spread. Povere banche!Eppure pensare che è la stessa Bce a stampar moneta, senza spendere un soldo! Ma nonostante ciò, e nonostante il Trattato di Lisbona che oggbiga gli stati dell'Eurozona a rifinanziarsi proprio presso le banche private (al 6%) perchè l'Ue continua a chiedere soldi a noi cittadini per ricapitalizzazioni faraoniche?

       Il Dovere di Svegliarsi ed Informare  

    Come al solito vogliono darcela a bere. Fortunatamente, a giudicare dalle manifestazioni che si stanno svolgendo in molti paesi europei (Spagna, Olanda, Finlandia, Romania, Germania, Grecia) ormai molti Italiani ed Europei dormienti hanno aperto gli occhi. Non tutti credono ancora alla favoletta dello spread, del fiscal compact e del MES! Nonostante in Italia, la propaganda mediatica sia tesa a favorire “i cattivi”, tant’è che nessun giornale ha parlato in maniera approfondita delle manifestazioni che hanno riempito le strade di molte città europee. Abbiamo molti mezzi, tuttavia, per diffondere le nostre idee, sperando di trovare terreno fertile, nella mente dei giovani e dei cittadini che soffrono. Coraggio! Informare tocca anche e soprattutto a ciascuno di noi!

       Rating – Moody's declassa ancora l'Italia  

    E' una guerra sporca giocata a colpi di finanza e disinformazione mediatica. Informarsi è il nostro primo dovere. Come infatti pensare di "votare al meglio" o contribuire a creare una coscienza critica nel Paese se non riusciamo a comprendere noi per primi le dinamiche economiche e finanziarie che ci travolgono. L'ultima, ad esempio, è arrivata proprio nelle ultime ore: l'agenzia di rating Moody's ha declassato per l'ennesima volta l'Italia. Il declassamento è stato commentato con stupore da Mario Monti (volato negli States per un summit di banchieri) e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. Contestualmete la Procura di Trani, nelle scorse ore, ha chiuso l'indagine contro la stessa agenzia di rating, accusata di aver manomesso pesantemente i dati di mercato e di aver agevolato volutamente la speculazione.

     Rating – Il cattivo gusto e l'opportunismo dei politici   

    Ma allora perchè da sei mesi la Commissione europea, gli altri organi dell'Ue e la casta italiana non hanno mosso un dito per chiedere la testa delle agenzie di rating e delegittimarle, facendosi indirettamente loro complici? Bella domanda! A voi la risposta scontata! E' bastata questa semplice mossa per innescare una reazione a catena terribile e funesta per l'intero sistema paese: spread alle stelle, interessi sul debito pubblico alle stelle e (presto) tassazione ancor di più alle stelle. E' questo il paradigma infernale che dobbiamo estirpare al più presto, lottando contro l'ignoranza e contro le caste pronte solo ora nei TG a scagliarsi opportunisticamente contro le stesse agenzie che hanno da sempre tollerato e mandato avanti! Al buon gusto, evidentemente non c'è mai limite! Vergogna!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Spagna  – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Spagna – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Lunedì, Giugno 11th / 2012

    – di Sergio Basile – 

    Unione europea / Parlamento europeo / Mario Borghezio / Mara Bizzotto / Spagna / Ucraina / Polonia / Euro 2012 / Sistema bancario europeo / Banche / Commissione europea / Finanziamento ai clubs iberici / Finanziamenti miliardari / Debiti miliardari / Paradossi / Euforia per Euro 2012 / Aiuti alle banche spagnole / Troika / Italia / Giorgio napolitano / Mario Monti  / Manuel Barroso / Banche in crisi / Calcio a Debito / Barcellona / Real madrid / Lionel Messi / Cristiano Ronaldo / José Mourinho  / Calcio spagnolo / Clubs indebitati per 5 miliardi di euro / Sergio Basile / Qui Europa / Europa  / Pay-tv / Felicità / Politiche neoliberiste / casta bancaria / Tecnocrati non eletti / Surrogato di felicità / Julya Timoshenko / Mattanza cani randagi in ucraina / Danzica / Europei di calcio 

    Spagna  – Quell'iniquo rapporto tra "Banche

    in crisi" e "Calcio a debito"

    La denuncia dei deputati europei  Borghezio e Bizzotto

    sulle gravi contraddizioni del sistema bancario 

    Banche in crisi e stipendi milionari agli dei del calcio iberico.

    Intanto gli Spagnoli tirano la cinghia, mentre Barroso regala

    miliardi di euro alle "povere banche" 

    Spagna – Banche in Pseudo-Crisi e Calcio a Debito

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Madrid, Danzica – In tutta Europa è salita la febbre per Euro 2012 e, malgrado la crisi, non mancano gli spettatori, accorsi numerosi da tutto il Continente. Così accade che mentre Italia e Spagna, a Danzica, concludono sull'1 a 1 il loro attesissimo match d'esordio – offrendo tutto sommato una buona prestazione –  in tribuna d'onore spicca la presenza del Capo dello Stato Italiano, Giorgio Napolitano. Un Presidente della Repubblica attento e divertito, che a fine partita non ha perso occasione per lanciarsi in funanbolici quanto – consentiteci – fuori luogo, commenti stampa su improbabili quanto forzate connessioni tra "vittorie calcistiche" e "vittorie sulla crisi economica" di Spagnoli e Italiani: dimenticando che le prime si ottengono sul campo, in 90 minuti; mentre le seconde si "sistemerebbero facilmente" se il suo carissimo amico Mario Monti, le sue carissime banche – a dirigere i giochi in cabina di regia – e le istituzioni europee – con "Commissione Barroso" in testa – si decidessero a rinsavire ed a staccare la spina alla speculazione.

      La denuncia di Borghezio e Bizzotto  

    Allora, tanto per restare in tema di banche e calcio, ci sembra opportuno ragionare sulla moralità e sullo spirito etico che anima i "presunti salvataggi" degli istituti di credito (vedi ultimo caso dell'iberica Bankia) proponendo all'attenzione dei nostri lettori la dura e gravissima denuncia piovuta nei giorni scorsi, da Bruxelles, per bocca degli eurodeputati Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Secondo i due europarlamentari italiani "La Commissione europea attraverso il salvataggio delle banche spagnole sta favorendo anche i prestiti bancari a tasso agevolato alla Liga di calcio iberica''. La scottante indiscrezione è stata ufficializzata tramite due interrogazioni parlamentari indirizzate alla stessa Commissione di Barroso, ed è stata rafforzata da una domanda molto scomoda e pungente. I deputati hanno infatti chiesto a Barroso per quanto tempo ancora l'esecutivo (ricordiamo: non eletto ma semplicemente "nominato") da lui presieduto abbia intenzione di "andare avanti su questa strada"; cioè abbia intenzione di "continuare a regalare miliardi di euro alle povere banche". Un bel sasso nelle scarpe di un Manuel José Barroso certamente in grande imbarazzo, per una domanda che evidentemente neanche il professionale Marzullo, dal suo salotto notturno, avrebbe osato fare.

      Spagna – Dietro al regale mantello del "dio-calcio"  

    Ma lo sfogo di Borghezio non si è limitato a puntualizzare tale anomalia. Il deputato del carroccio ha osato porre il dito in una piaga ancor più grossa e profonda di quel che si potrebbe immaginare. Egli ha sottolineato come i soldi sottratti al circuito economico europeo – e quindi agli stessi contribuenti – stiano finendo per nutrire anche il dorato mondo del calcio, del "dio-calcio". In effetti il debito per la prima e seconda divisione spagnola è oggi piuttosto cospicuo: esso  si aggira sui circa 5 miliardi di euro. Una cifra  impressionante che potrebbe bastare da sola a salvare dal baratro qualche stato africano; o meglio qualche stato dell'Eurozona tra cui la stessa Grecia, o i poveri disoccupati di Spagna ed Italia, oggi costretti – gioco forza –  a rinunciare a "farsi una famiglia" e ad accantonare gran parte dei propri sogni di una vita. Un debito equivalente – secondo la lucida e puntuale analisi di Mario Borghezio – a qualcosa come "mezzo punto del deficit statale della Spagna". Ma la nota davvero stonata e che – ad esempio – una squadra blasonata e osannata a livello planetario come il Barcellona dei record si sia rivolta – tra il sostanziale silenzio dei media – al prestito bancario iberico per sostenere la propria faraonica  campagna acquisti nel comtempo in cui la stampa internazionale – d'altro canto – diffondeva su tv e giornali la notizia che, grazie al sostegno "delle banche"  – oggi, "d'improvviso in difficoltà" (???), o "presunte tali" –  i "grandi" clubs spagnoli potevano permettersi di stipendiare con compensi megagalattici "indiscusse prime donne" del calcio mondiale come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo; nonché allenatori come Mourinho, a 10 milioni di euro l'anno.

      L'euforia dei dissennati  

    Situazione paradossale che dovrebbe indurci tutti a riflettere di più sugli eccessi e le gravissime iniquità di un sistema che finisce – più o meno indirettamente – per ripercuotersi senza pietà alcuna sulle nostre vite e sui nostri portafogli, giorno per giorno, nel silenzio e tra l'euforia di chi non riesce a vedere al di là del proprio naso, magari godendo come – consentiteci – un completo dissennato della sua condizione di avvilente schiavitù e subalternanza. Un nostro lettore, l'altro ieri ci ha criticato per aver pubblicato un articolo che condannava e poneva in parallelo l'euforia degli Europei di calcio con una serie di abusi perpetrati dai responsabili politici dei paesi organizzatori ai danni dei diritti di uomini ed animali. In una costruttiva mail di risposta, abbiamo obiettato affermando che dinnanzi al "dio-calcio" esisterà pure qualcosa di più importante, come il rispetto della dignità umana e dei diritti.

      Un'occasione per ripeterci  

    Cogliamo dunque l'occasione per ripeterci volentieri in questa sede, ribadendo con forza che troviamo immorale e stupido sostenere i nostri beniamini in maniera unilaterale e cieca, chiudendo gli occhi – ad esempio – sul vergognoso fenomeno dell'incremento incontrollato del mercato della prostituzione in Ucraina e Polonia – e della contestuale diffusione di casi di aids – che ruota intorno al dorato e colorato palcoscenico degli europei di calcio 2012; come troviamo altrattanto deplorevole parlare di calcio in maniera univoca senza sensibilizzare l'opinione pubblica sulle torture subite dal leader Yulja Timoshenko o dalla spietata mattanza perpetrata dalle autorità governative ai danni di migliaia di indifesi cani (a due mesi dall'avvio del Campionato europeo).

      Le Povere banche in "crisi" e la Crisi delle "povere banche"  

    Allora, pur amando le straordinarie gesta agonistiche di campioni come Messi e Ronaldo, non possiamo non criticare apertamente il fatto che i debiti dei grandi clubs del calcio iberico – ribadiamo, 5 miliardi di euro, ad oggi – e le elargizioni facili delle "banche in crisi" (fatte pesare sull'economia europea) siano realmente uno schiaffo vergognoso alle vittime vere di questa "crisi" (indotta e pilotata dai mercati, dalle stesse caste bancarie, dalla tecnocrazia di Bruxelles e dai profeti del neo-liberismo). Ma ancor più vergognoso è l'atteggiamento della Commissione europea che permette questo. Un  qualcosa di  inconcepibile e – concordando a pieno con Borghezio e Bizzotto – di "insostenibile". Ovvero una situazione non più tollerabile per istituti di credito oggi sedicenti in "crisi", ma che "fino a poco tempo fa elargivano a piene mani  prestiti milionari a Real Madrid, Barcellona o Valencia'', chiedendo altresì agli stessi Spagnoli di stringere la cinghia, sacrificarsi all'inverosimile e rinunciare al proprio lavoro ed alla propria felicità. Ma che importa! Tanto già da domani   qualcuno ricomincerà – con il suo bel abbonamento in pay-tv – a "consolarsi" ( in uno straordinario surrogato di felicità ) davanti ad una bella partita di calcio, e magari proprio con un darby "Real – Barcellona ". A proposito: pare che presto ad arbitrare sarà la stessa Troika, della triade Barroso, Van Rompuy, Lagarde! Buona visione!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Banche italiane speculano su “Dramma Grecia”

    Domenica, Giugno 10th / 2012

    –  di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Unione europea / Sistema bancario europeo / Italia / Francia / Germania / Banche / Meccanismo speculativo / Mercati / Troika / Aiuti alla Grecia / Meccanismo Europeo di Stabilità / MES / ESM / Contributo dell’Italia / Elezioni / Sergio Basile / Silvia Laporta / Qui Europa / Europa 

    Italia – Per “salvare la Grecia”, le banche nazionali

    “speculano” più di Francia e Spagna

    Intanto Monti pensa a finanziare il liberticida MES, anziché

    soccorrere famiglie ed imprese

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene – Secondo un’indagine di Federcasse, riguardo al processo di – per così dire – salvataggio della Grecia ed alle connesse risorse stanziate per il “Fondo Salva Stati permanente” (Esm o Mes) – resa nota nel fine settimana – l’Italia sarebbe il Paese dell’Ue che sborserebbe più soldi, più di Germania a Francia, sempre in proporzione al rischio. Secondo il report mensile Punto Macro, infatti,  l’Italia – che aveva un’esposizione verso la Grecia più bassa pari a 4,8 milioni di euro – ha finora contribuito al piano di salvataggio con 10,3 miliardi di prestiti bancari, mentre le banche tedesche avrebbero contribuito con 15,7 miliardi (con un rapporto prestiti bilaterali/esposizione del 68,6%) contro gli 11,8 miliardi di euro (rapporto 21,2%) delle banche francesi.

      Fondi buttati anche per il Mes  

    A questi dati bisogna inoltre aggiungere anche quelli dei futuri rimborsi per garantire la dotazione dell’Esm, il liberticida e “dittatoriale” Fondo Salva Stati Permanente (altrimenti noto come Meccanismo Europeo di Stabilità: vedi articolo pubblicato lo scorso Venerdì 7 giugno in “Qui Europa”). A conti fatti, dunque, si evince che l’Italia ha contribuito più di Francia e Germania, sempre in proporzione al rischio, allo “pseudo-salvataggio” della Grecia. O al suo “affossamento definitivo”: dipende sempre dalla prospettiva. Per la cronaca, i contributi all’Esm nel 2012 sono stati ben 6,5 miliardi da parte della Francia; 8,7 miliardi sul fronte tedesco, e 5,7 miliardi la dotazione dell’IItalia. I contributi all’Esm entro il 2014 saranno: 16,3 miliardi per la Francia; 21,7 miliardi per la Germania e 14,3 per l’Italia. Cifre importanti che potrebbero essere destinate alla lotta alla disoccupazione giovanile, a rilanciare le imprese e che invece – grazie al professor Mario Monti – vengono “buttati” in un Fondo nato per speculare: dotato di un proprio statuto autoregolamentato, capace di prendere decisioni su cui i parlamenti nazionali –come già detto da “Qui Europa” – non avranno alcuna voce in capitolo, né i suoi governatori, che godranno dell’immunità! Insomma, una sorta di mafia legalizzata! 

      Il bluff degli uiuti e la speculazione  

    Letto in altri termini – e leggendo tra le righe della vergognosa disinformazione che viene fatta da più fronti sul delicatissimo quanto censuratissimo tema – potremmo tranquillamente dire che le banche italiane hanno di fatto speculato più delle cugine europee sulle disgrazie del popolo greco. E’ infondo, tutta una questione di “termini” ed aggettivi, ma la sostanza non cambia. Una crisi “fasulla”, “aiuti fasulli”, speculazione “vera”, interessi sul debito da restituire “verissimi”! Come “verissime” sono le pene inflitte ai cugini ellenici, senza alcun reale motivo, grazie al diktat dei mercati. E’ ora di cambiare, e l’occasione giusta saranno le prossime imminenti elezioni greche.

    Sergio Basile, Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Barroso – Dalla Repubblica delle Banane a quella delle Banche

    Venerdì, Giugno 8th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta  –

    Unione europea / Banche e Finanza / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Manuel Barroso / Michel Barnier / Banche al potere / Alibi / Ricapitalizzazioni / Repubblica delle Banche / Mario Monti / Commissione Trilaterale / Giorgio Napolitano / Repubblica Italiana / Centocinquantenario / Vuoti festeggiamenti / Interessi delle banche / Operazioni in derivati / Speculazione sul debito pubblico degli stati / Operazioni Over-night / Oerazioni Off-Shore / Dittatura / Controinformazione / Silvia Laporta / Sergio Basile / Qui Europa / Europa 

    Barroso – Dalle Repubbliche delle Banane 

    alla Repubblica delle Banche

    Crisi del sistema bancario europeo: un alibi che

    non convince per nulla

    Il fantasioso provvedimento della "Banda Barroso"

    L'indiretta ammissione di Barnier: "Banche al potere"

    Non pià soli 4.500 miliardi di aiuti. Ora si fa da sé!

    Barroso – Dalle Repubbliche delle Banane alla Repubblica delle Banche

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – La Commissione europea, sta varando un provvedimento “salva banche”, ovvero dei piani di risanamento che  stabiliscano le misure da adottare in caso di deterioramento delle finanze degli istituti europei. Un “collasso finanziario” – per usare un eufemismo – che si "vuole evitare" ma ovviamente  non  nei confronti degli Stati (per far quello basterebbe ritornare a stampare moneta presso il Ministero del Tesoro dei singoli stati o presso le rispettive banche nazionali: magari soggette a provvidenziali quanto urgenti processi di rinazionalizzazione. Ma pare che lassù nessuno ne abbia voglia. Così facendo la pioggia di euro sulle banche cesserebbe di colpo!). Dunque la tecnocrazia – che ora spinge per MES ed eurobond, in pieno stile debtocracy – ha l'unico cruccio di reggere se stessa, cioè le banche che ne controllano a tavolino l'operato, sotto un lacerato ed impresentabile velo di democrazia. Banche – tra l'altro – già con forzieri strapieni solo con gli "spiccioli" del gettito costante apportato dagli interessi maturati sui titoli del debito pubblico degli stati dell'Ue (specie dei Piigs: titoli che, come ormai tristemente noto, garantiscono spread più alti, grazie al rating) tra i quali i "poveri istituti in crisi" hanno attinto a piene mani, al fine – è ovvio – anche di speculare sui disastri altrui e tra la piena indifferenza di Consiglio europeo (Monti, Merkel & Co), Commissione Barroso e Parlamento europeo. Che manna! Come raccogliere euro piovuti dal cielo! 

      Le parole chiave: "Crisi del sistema bancario"  

    Poco male! Le parole chiave dettate ai giornali in questi ultimi giorni sono 4, e precisamente: "crisi del sistema bancario"! Ed allora, ecco che le soluzioni proposte dai tecnocrati di Bruxelles – panacee che ovviamente lasciano largamente a desiderare da tutti i punti divista – mettono ancora una volta al centro delle loro strategie attuative, gli istituti bancari: ricapitalizzati – è bene ricordarlo – con qualcosa come 4.500 miliardi solo negli ultimi  anni! (Ma che fine avranno fatto questi benefici euro?). Ciò, evidentemente, senza pensare nemmeno vagamente di mettere qualche limite alla loro autorità. Anzi! Il liberticida, dittatoriale e mostruoso Mes è ormai alle porte dell'Europa, anche se generato come non cancro, al suo interno! (vedi articolo pubblicato ieri in "Qui Europa")

      I 3 punti del "fantasioso" provvedimento della "Banda Barroso" 

    Il provvedimento varato dalla “Banda Barroso”, si pone di riscrivere le regole per il settore in modo da arrivare ad un vero e proprio "blocco bancario europeo unico", basandosi su tre punti: 1) le azioni di prevenzione e i piani per "gestire la crisi" (anche se più che gestirla, gli europei chiedono in massa semplicemente di fermarla e non alimentarla!); 2) il rafforzamento della vigilanza: sperando che non sia analogo al sistema di vigilanza della Bce: completamente nelle mani dei banchieri privati che ne affollano il board di Francoforte, e che fanno il bello ed il cattivo tempo col l'euro, a svantaggio dei correntisti e degli stessi stati "sovrani"; 3) Delle azioni di "pseudo-salvataggio" delle banche: "da non realizzare – sempre secondo Barroso e Barnier – con i soldi dei contribuenti, ma con quelli delle banche stesse". Che poi alla fine sono, però, sempre quelle dei contribuenti! Come spiegare allora il rafforzamento dei coefficienti li riserva patrimoniale bancaria (Core Tier) di Basilea 3, ratificati nei giorni scorsi dallo stesso "democratico" Europarlamento? Bella domanda! Soprattutto in virtù della dittatura ad oltranza esercitata dagli stessi istituti di "ex-credito" – ci scuserete  la battuta – attraverso il credit crunch, l'assurda ed ingiustificata, ed aggiungiamo tirannica, stretta del credito che sta "staccando la spina" a migliaia di imprese europee.

      Lo zampino dell'Eba  

    In più vi dovrà essere un'azione congiunta di controlli intensificati da parte dei 27 organismi nazionali di controllo e dell’Eba (Autorità bancaria Europea). L'Eba, cioè l'European Banking Authority, la stessa – diretta dall'taliano Andrea Enria (in questo momento gli italiani all'estero "vanno proprio forte", meno curiosamente in casa – vedi "Super Mario Monti") che avrebbe chiesto alle banche (guarda un pò!) di aumentare le proprie riserve non destinabili al mercato, per capirci! Allora, dopo le doverose spiegazioni, possiamo comprendere come all'interno di questo "perverso ed incontrollabile" sistema-gabbia, le "povere banche in crisi (?)" dovranno creare al loro interno “Fondi cuscinetto” di garanzia pari ad almeno l’1% del totale dei depositi coperti, per assicurarsi liquidità disponibile in caso di necessità. Ma la percentuale è destinata a salire vertiginosamente, visti i parametri di Basilea (vedi archivio "Qui Europa").

      Non più solo 4.500!  

    Michel Barnier, Commissario europeo al Mercato Interno (ex ministro francese delle finanze)  ha  indicato quale  filosofia e ratio del provvedimento, quella di voler "affidare alle banche la responsabilità di pagare per esse", e non ai contribuenti, limitando secondo lui – il ricorso agli aiuti pubblici, soprattutto in tempi di austerità come questo. Che cuore! Barnier, nelle scorse ore, ha poi ricordato che la Commissione – precisamente nel 2008-2011 – ha approvato (come ribadiamo) aiuti di stato a favore delle banche per ben 4.500 miliardi di euro: cifra pari al 37% del Pil dell’Unione europea. Interventi che sono andati ovviamente a discapito nostro, delle famiglie europee  e di tutta la popolazione. Secondo Barnier, dunque, con la nascita della "Repubblica delle banche" tale problema non si ripresentarà più! E certo! Caro Barnier, le banche ora faranno da sé, e la "carta costituzionale" sovrana di Basilea 3 ne è la prova (vedi archivio "Qui Europa").

      Le Repubblica delle Banane e la Repubblica delle Banche  

    Insomma è come riconoscere ufficialmente la nascita di una nuova repubblica: quella delle banche. E ciò proprio nell'anno della fine della sovranità della "Repubblica Italiana" affidata ad un governo di banchieri non eletti, proprio nell'anno del suo 150°  compleanno, e dopo una serie interminabile di – evidentemente – vuoti, vani ed inutili festeggiamenti per il Centocinquantenario. Feste e parate solenni portate avanti dal gran maestro Re Giorgio Napolitano I, con la stessa premura con la quale si è affrettato a chiamare – tra tanti – al Colle proprio un "non politico – non eletto" amico di banche, tecnocrati, organizzazioni occulte e banchieri di prima fascia (vedi Rockefeller: fondatore della celeberrima Trilateral Commission, della quale Monti è stato fino a "ieri" rappresentante di punta dell'Area Continentale Europea). Quanto a su, il primo aggettivo usato, relativo a "festeggiamenti" ("vuoti") è dovuto all'amara constatazione su quale sia stata la triste fine fatta oggi dal glorioso "Dettato Costituzionale" della Repubblica Italiana: modello che tutta l'Europa ci invidiava per misura e portata intrinseca, scritto tra il sangue e l'esperienza di uomini che nel dopoguerra fecero grande l'Italia, ponendola al centro del mondo senza armi e "opinabilissime missioni di pace".Vedi la storia del padre costituente Giorgio La Pira: deputato, costituente, (poi) sindaco di firenze, santo, amante del dialogo e della Pace tra i popoli e dedito all'elemosina ed alle altre virtù cristiane. 

      Un'ammissione indiretta: "banche al potere!"  

    Nel suo discorso , Barnier, ha lasciato intendere in sintesi come al comando di Bruxelles ci siano gli interessi delle banche e come gli altri commissari, come lui, abbiano una scarsa rilevanza, rispetto a questo obiettivo “superiore”. Egli,  analizza la possibilità di smembrare la banca (in eventuale difficoltà) in due parti: una “good” e una “bad” company, nella quale mettere i titoli deteriorati per poi essere liquidata.

      Il Vero nodo dell'immorale sistema bancario  

    Quella di Barnier è una mezza verità che però non ci convince per nulla: in realtà la direttiva di Bruxelles non va alla radice del problema poiché non pone barriere per impedire "disastri futuri" e "future speculazioni sul debito pubblico a danno dei contribuenti": chiamati a pagare a suon di finanziarie gli interessi alla banche: 80 miliardi circa, la quota d'interessi sui titoli di stato, pagata solo quest'anno dai contribuenti italiani. Inoltre il provvedimento  non elimina la possibilità (o l'alibi)  per le banche, di mettere in atto operazioni a lungo termine qualora non disponessero di risorse reali e proprie; né tantomeno bandisce le famigerate operazioni in derivati, quelle over-night (inique ed immorali – vedi archivio "Qui Europa") e non pone sotto controllo le cosiddette operazioni "off-shore": tra le cause principali del dissesto economico-finanziario a livello mondile. I liquidi detenuti dalle Banche europee – che rappresentano i risparmi di chiunque li abbia depositati, e quindi non sono di proprietà delle Banche – vengono usati da queste ultime, sia per i prestiti ma anche per acquistare titoli che consentano loro di diventare azioniste di altre banche e altre imprese, creando azioni di tipo speculativo, o di speculare sulle disgrazie recenti delle famiglie italiane, greche, spagnole, portoghesi, irlandesi e – pare – anche cipriote. L'ultimo paese sotto attacco dei mercati: il quarto che potrebbe subire l'onta barbara della Troika (Ue, Bce e Fmi).

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Lunedì, Giugno 4th / 2012

    – di Sergio Basile – 

     

    Italia / Milano / VII Incontro Mondiale con le Famiglie  / Benedetto XVI / Famiglie / Ricchezza della famiglia cristiana / Pellegrini / Celebrazione euraristica / Società dal volto umano / Piazza Duomo / Teatro La Scala / Stadio giuseppe Meazza / San Siro / Giovani cresimandi / Famiglia / Lavoro / Festa / elementi che costruiscono la Famiglia / Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio / Santificare il lavoro e la festa / società dal volto umano  / Mercatismo / Logiche di mercato / Essere ed avere / San Paolo / Bellezza / Sacrificio / Crescita / Riposo / Rinascita / Pasqua / Dialogo e gioia condivisa / Gratitudine / Ringraziamento / Periodo buio / Dialogo con Dio e la Natura / Europa / Qui Europa / Sergio Basile  

     

    Milano – Benedetto XVI abbraccia le

    famiglie del mondo

    Famiglia: patrimonio principale dell'umanità per

    costruire una società dal volto umano

    Monito del Papa contro il mercatismo e le logiche

    utilitaristiche di mercato: distruggono il tessuto

    sociale

    Milano – Benedetto XVI con gli sposi nella VII Giornata Mondiale della Famiglia

    Milano – "Cari amici, la vostra storia è ricchissima di cultura e di fede. Tale ricchezza ha innervato l'arte, la musica, la cultura, l'industria, la politica, lo sport, le iniziative di solidarietà di Milano e dell'intera Arcidiocesi. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione". Così  Papa Benedetto XVI ha salutato i pellegrini accorsi nella città "ambrosiana" per la tregiorni dedicata al VII Incontro Mondiale delle Famiglie: 72 ore di partecipati e coinvolgernti incontri – culminati con la Celebrazione Eucaristica di ieri, Domenica 3 Giugno – che hanno convogliato nel complesso oltre 2 milioni di pellegrini provenienti non solo dall'Europa, ma da circa 100 paesi. La famiglia, che il Papa ha definito come il "patrimonio principale dell'umanità" è ancora – in un altro passaggio – come "il lievito evangelico". secondo Benedetto XVI è ciò che deve "animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica". La tregiorni, si era aperta venerdì – con l'incontro di Piazza Duomo – ed era poi proseguita (nella giornata di sabato) con l'incontro dei cresimandi allo stadio Meazza. Molto suggestivo anche l'incontro al teatro "La Scala", dedicato alla riscoperta del messaggio salvifico di Dio attraverso la sensibilità della musica.  Ad accogliere Benedetto XVI, oltre le autorità ed il sindaco Pisapia, il Cardinal Angelo Scola  – Arcivescovo di Milano – e il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. 

     

      Ad immagine della Famiglia di Nazaret  

     

    Nell'omelia domenicale, che è coincisa con la solennità della Santissima Trinità – il Pontefice ha ricordato alla sterminata folla – costituita da migliaia e migliaia di famiglie cristiane di ogni razza, estrazione sociale e provenienza geografica, ma con un'unica forte identità, ed un unico spirito –  che Dio, oggi più che mai, chiama la famiglia – fondata sul sacramento del matrimonio tra l’uomo e la donna – ad essere Sua stessa immagine ed immagine della stessa Trinità. Così com'era nella Genesi, prima dell'avvento del peccato e della discomunione. Il Papa, nell'epoca dell'apostasia e dei peccati contro l'uomo e la sua dignità, ha dunque invitato i fedeli a riscoprire l'originaria innocenza del nucleo familiare – costituito dai primi uomini, Adamo ed Eva – e a donarsi l'un l'altro non doni circoscritti, ma bensì  la stessa vita. Segno di ciò, per Benedetto XVI, è anche e soprattutto l'amore fecondo nella "procreazione, generosa e responsabile" e nella loro "educazione attenta e sapiente", sul modello della Santa Famiglia di Nazaret. "Quella dell’amore – ha affermata Benedetto XVI in uno dei suoi passaggi più significativi – è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo e il mondo". 

      Gli elementi che costruiscono la Famiglia  

    Il Papa ha poi contrapposto il perseguimento di mete "alte" (evidentemente soprattutto morali)  dei figli (supportati dalle famiglie e dalla forza della fede in Gesù Cristo) all'effimero "progresso" connesso allo sviluppo della tecnica: utile, certo, ma sicuramente non sufficiente a se stesso ed al cuore dell'uomo. Non foriero da solo di vero progresso.  "Davanti a voi – ha ribadito il Papa – avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore". "Mantenete un costante rapporto con Dio e partecipate alla vita ecclesiale – ha continuato – coltivate il dialogo (tra i membri familiari e tra la famiglia e Dio: nella preghiera) rispettate il punto di vista dell’altro, siate  pronti al servizio, pazienti con i difetti altrui; perdonate e chiedete perdono, superate con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti; concordate gli orientamenti educativi, siate aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile". Solo rispettando questi principi evangelici – ha monito Benedetto XVI – è possibile costruire la famiglia. Un pensiero sentito il Pontefice lo ha poi rivolto alle coppie separate. "Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica; vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".

      Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio  

    Benedetto XVI nella sua omelia ha poi notato come "nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato". Tuttavia, ha ricordato come "Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi – ha continuato – la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale". Già, Benedetto XVI ha colto nel segno e ha messo in guardia – le famiglie, ma soprattutto i governanti europei – dal pericolo della corsa al profitto ed al mercato, quale tomba dell'essere, a discapito dell'avere. Parole misurate ma decise e forti: pronunciate in uno dei periodi più bui della storia dell'umanità, nell'era di quello che è stato ribattezzato il tempo del "nazismo bianco": dove l'amore per il denaro e per il potere sta depravando l'umanità e annientando la dignità della persona. Speriamo solo che i governanti presenti o collegati in diretta tv abbiamo ascoltato con attenzione e fatte loro le parole del Papa, e che invertano repentinamente rotta, comprendendo nel loro profondo che in fondo tutto ha un termine su questa Terra, e che senza amore l'uomo non potrà ereditare quel famoso Regno Celeste di cui parla Gesù nei Vangeli.

      Santificare il lavoro e la festa   

    Alla luce di ciò si rivestono di eterno e di nuova luce semplici parole come lavoro e festa. Elementi troppo importanti e sacri da ridurre a puro lucro o divertimento fine a se stesso. Elementi da vivere e riscoprire come strumenti di ringraziamento (doni da diffondere con amore, e non evidentemente eliminare o privare) ma nel contempo da vivere e proiettare in una dimensione assoluta: come chiavi di accesso per comprendere il significato più profondo di concetti come "bellezza", "sacrificio", "crescita", ma anche di altre parole come "riposo", "Rinascita (Pasqua)", tempo per il "dialogo e la gioia condivisa", "Gratitudine", "Ringraziamento" e "Dialogo con Dio e la Natura".  

       Una società dal volto umano   

    Dunque, Benedetto XVI ha posto di fronte agli sposi convenuti un modello ideale di "crescita e felicità" incentrato sul tripode: "Famiglia, lavoro e festa". Elementi considerati dal Papa quali "tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio (…) capaci di costruire società dal volto umano, privilegiando sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere, in quanto – ha monito il Papa – la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere". Chiaro riferimento all'attuale sfacelo economico e sociale che afflige l'Europa governata da freddi e vuoti tecnocrati e dalle loro care banche. "Occorre – ha concluso citando la Lettera di San Paolo ai Corinzi – educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui: e proprio per questo «ci trasforma in un Noi, che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a che – alla fine – Dio sia “tutto in tutti” (1 Cor 15,28)".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Kenneth Galbraith / Economia della truffa / Commissione europea /  Speculazione / Bolla speculativa 2008 / Lehman Brothers / Ue / Usa / Ronald Reagan / Reaganomics / Politiche Neoliberiste / Attacco all'Italia / Critiche al sistema europeo / Barack Obama / Mario Monti / Angela Merkel / Washington Consensus / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Bce / Federal Reserve / Troika / Fmi / Piigs / Grecia  / Silenzio dei media / Collusione dei media / John Fitzgerald Kennedy / Azioni anti-truffa / Sergio Basile / Qui Europa / Ricapitalizzazioni bancarie / Truffe / Too Big To Fail / Troppo grandi per fallire / Rating e Spread  / Giorgio Napolitano  

    Italia – L'Agenzia Standard & Poor's incriminata:

    L'Economia della Truffa e l'arma "Rating"

    La lezione di Galbraith e il vero volto del male:

    quello che giornali e tv celano sulla crisi

    Italiani, svegliamoci dal letargo mortale!

    Standard & Poor’s – L’Economia della Truffa e L’Impero del Male

    Trani  – Nella settimana appena conclusasi, il pm Michele Ruggiero della Procura di Trani ha chiuso le indagini sulla discussa agenzia di rating Standard & Poor's. Il procedimento in questione era stato aperto nell'estate del 2010, in seguito alla denuncia presentata da Adusbef e Federconsumatori sull'operato dell'altra sorella del rating, Moody's: agenzia che in un "ambiguo" report (datato 6 maggio 2010) definiva l'Italia, sulla base di elementi infondati, un "Paese a rischio". Successivamente i riflettori sono stati aperti, proprio su Standard & Poor's, agenzia "controllata da lobbies private", più volte finita – assieme alle altre sorelle Moody's e Fitch – nell'occhio del ciclone per accuse di irregolarità ed abusi nell'ambito della tradizionale attività di monitoraggio dei mercati, e degli stessi stati. Attività quest'ultima "relativamente nuova", che ha causato incomprensibili e arbitrari declassamenti anche a paesi economicamente robusti, come l'Italia, con lo scopo di destabilizzarne l'economia ed aprire la porta alla speculazione internazionale sui titoli del debito pubblico. Ciò, tra l'altro, con ulteriori gravi conseguenze sull'andamento delle borse: confronta archivio "Qui Europa" https://www.quieuropa.it/2012/05/catanzaro-le-vere-ragioni-della-crisi-nel-convegno-allateneo-magna-graecia/ ).

      L'accusa per Standard & Poor's  

    Nello specifico l'agenzia di rating newyorkese, nelle scorse ore, è stata ufficialmente imputata "per manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata": ciò potrebbe impedire alla stessa di poter continuare ad operare in Italia. Nella calda lista degli indagati sono finiti gli analisti di S&P,  l'ex presidente Deven Sharma, ed il  responsabile dell'agenzia per l'Europa, il falco Yann Le Pallec.  Secondo l'Adusbef "Sharma e Le Pallec devono rispondere di manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata insieme ai tre analisti Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer, già indagati per i report del maggio e luglio 2011 e per il declassamento del 13 gennaio scorso". L'indiano Sharma – si legge nel comunicato dell'Adusbef – "si è dimesso, nell' agosto 2011, dal suo incarico di guida internazionale dell'agenzia dopo le polemiche seguite al declassamento del debito Usa. Ma l'avviso di conclusione delle indagini della procura di Trani, che da un anno ha puntato  l'agezia, ieri mattina ha riguardato anche lui per via dei declassamenti operati all'Italia, oltre che a diversi Paesi europei. Gli sono state imputate, dunque,  le valutazioni sospette del 20 maggio e dell' 1 luglio 2011".

      S&P – Quegli strani declassamenti  

    S&P quel fatidico 20 maggio in un report che si abbattè sul sistema economico del Bel Paese (che Tremonti – ricordiamo – in quel periodo dava per sano ed in crescita moderata ma costante) come un fulmine a ciel sereno, bocciò l'Italia ed il suo stato di salute economico, declassandolo da stabile a negativo, innescando un contestuale e repentino terremoto in borsa: cui fecero eco miliardi di perdite azionarie ed obbligazionarie, soprattutto per ciò che attiene ai titoli del debito pubblico di stato.  Ma la strategia del rating "pilotato" era solo all'inizio. Poco più di un mese dopo, infatti – in data 1° luglio – sul banco degli imputati degli "onnipotenti" analisti finì addirittura la manovra finanziaria in "corso di attuazione" del governo italiano (ingerenza grave e tollerata dall'Ue)  con contestuali e ovvi disastri sui mercati azionari e ancora una volta sul debito dell'Italia. Da allora l'emorragia dello spread (differenziale d'interesse sui titoli italiani rispetto a quelli tedeschi) iniziò a crescere senza sosta, innescando un vero e proprio terremoto, un vortice speculativo di dimensioni ciclopiche, che diede vita – tra l'altro – alla spirale delle privatizzazioni selvagge ed a quella altrettanto selvaggia, della svendita del patrimonio statale. Giusto per  completezza – è bene ricordarlo – in quei giorni gli occhi dell'opinione pubblica erano rivolti alla questione della privatizzazione dell'acqua, che le statistiche davano come largamente rigettata da una popolazione fortemente avversa a questa bizzarra proposta mercatista e neo-liberista. Ma la ciliegina sulla torta, poi, S&P la confezionò in data  13 gennaio 2012: l'Italia (Paese con la terza riserva aurea del mondo; con uno dei migliori tassi di risparmio privato delle famiglie, al mondo; e con il debito medio pro-capite d'impresa tra i più bassi d'Europa: solo 40 miliardi di euro, contro gli 8.000 – ottomila – miliardi delle imprese francesi)  fu nuovamente declassata in maniera ambigua ed arbitraria da A a BBB+.

      S&P – Il Declassamento? Porte aperte a Monti ed alla speculazione  

    Lo stesso Pm dichiarò nel verbale quel declassamento – che legittimò le perquisizioni che scattarono nelle ore successive presso la sede italiana dell'agenzia – come "incongruo e incoerente, tendente a frodare migliaia di risparmiatori e la stessa Nazione". Nazione che con la sottile e ben celata (dai media) complicità di quel perverso meccanismo  piombò in una insensata crisi "pilotata", che la casta politica – in stragrande maggioranza – coprì e legittimò, o per ignoranza (cosa che in paesi normali avrebbe comportato una dimissione di massa degli esponenti politici rei di tale obrobrio) o per malafede: ipotesi più plausibile, quanto grave. Ma la cosa pazzesca e che il professor Monti, forte di tali giudizi "a dir poco immorali" iniziò – grazie al portone apertogli da Giorgio Napolitano, con la complicità ed il "conforto parlamentare" dei vari Alfano, Bersani e Casini, e con il  benestare delle lobbies mediatiche nazionali – ad attuare le sue insenstate manovre "lacrime e sangue" (inique quanto crudeli e vane, vista la capacità del debito nazionale di autorigenerarsi proprio grazie a questa diabolica accoppiata di rating e spread: miscela protesa a gonfiare gli interessi – circa 80 miliardi di euro all'anno – sul debito da corrispondere ai falchi della speculazione: banche e speculatori privati). Ciò per tacere sui miliardi di euro bruciati in borsa, a vantaggio di pochi soliti noti. 

      Declassamenti ad hoc – Un storia vergognosa che i media tacciono  

    Da allora, d'improvviso, suonano familiari e felici le note di espressioni forti di personaggi del calibro di Alfred Marshall, secondo il quale "l’economia non è una scienza, ma un vano tentativo di narrare la psicologia"; e Honoré de Balzac, secondo il quale "Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata – la storia ad usum delphini – e poi la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa".

      Tacere! – La "dorata" via dell'ignoranza  

    Ma su cosa poggia questo vergognoso ed iniquo sistema? Perchè non sviene svelato ed i media sembrano disinteressarsene completamente. Effettivamente è un calderone troppo grande e marcio. Probabilmente vi finirebbero dentro personaggi troppo esposti. Meglio dunque continuare a tacere e a prendere in giro milioni di Italiani, pronti solo ad obbedire ciecamente, ad aprire i portafogli, stringere la cinghia e pagare, pagare  e ancora pagare. Unico break "pubblicitario" alcuni vuoti e falsi proclami su una crescita che non arriverà, blaterati a fasi regolari dal professor Monti (per noi infatti – da Costituzione – i premier restano quelli regolarmente eletti) e dalla combricola parlamentare: in stragrande maggioranza tra le più vergognose e meschine che la storia della Repubblica Italiana ricordi.

      Il vero volto di Satana?  Ce lo svela Galbraith  

    Per comprendere i lati oscuri della vicenda, il vero e spaventoso volto del demone moderno che giornali e tv si guardano bene dal rivelare (ma che noi di "Qui Europa" portiamo alla luce, come una delle nostre missioni essenziali) è utilissimo rileggere e riscoprire gli scritti di uno dei maggiori economisti del Novecento, John Kenneth Galbraith (l'autore – tra l'altro – dell'opera "L'Economia della Truffa") nato negli Usa ad inizio Novecento (nel 1908) e passato a miglio vita sempre negli Usa (a Boston) alla veneranda età di 98 anni, il 29 aprile 2006. Il nostro autore, economista e insigne cattedratico universitario, tra i maggior critici della teoria capitalista, sostenne – tra l'altro – John Fitzgerald Kennedy (uno che evidentemente aveva capito e denunciato con forza quanto stava accadendo) ricoprendo alcuni incarichi pubblici sotto la sua presidenza Usa. 

      Galbraith – Altro che crisi, debito e tasse! E' Tutta una truffa!  

    Galbraith, nei suoi preziosi scritti (vedi soprattutto la già citata opera "L'Economia della Trufa") ci spiega con coraggio ed altissima onestà intellettuale (quella che in questo tempo manca a moltissimi giornalisti italiani ed europei nello spiegare le ragioni della crisi: evidentemente interessati solo ed esclusivamente a portare lo stipendio a casa senza alcuna rogna) come la società moderna sia in realtà immersa in un sistema economico fondato sul nulla, ovvero su una vera e propria truffa ai danni dei popoli. Egli parla senza mezzi termini di "epoca di falsa prosperità", mistificata dalla produzione di carta moneta non vincolata alla creazione di ricchezza reale. In effetti, non è difficile capire – per gli esperti di economia e non solo – come  le borse mondiali oggi capitalizzino e creino ricchezza fittizia, gonfiata, corrispondente – come ci spiega l'autore – a 10 volte il pil del mondo. Cioè, per ogni euro generato dalla produzione e vendita reale di beni e servizi, ce ne sono altri 9 – nel circuito – artefatti, artifiziosi e dunque irreali, creati ad arte (e con la complicità di molti capi di stato senza scrupoli e di zone franche create ad hoc dal sistema, quali i cosiddetti "paradisi fiscali") sotto la regia delle grandi lobbies bancarie ed assicurative: le dirette responsabili della crisi del 2008 e della bancarotta pianificata di innumerevoli e "robuste" (solo in teoria) banche. Vedi Lehman Brothers.  Alla base di tutto sempre loro, le solite agenzie di rating: nei quali board (consigli di amministrazione) siedono ancora oggi come nel 2008 gli stessi iniqui personaggi: i rappresentanti di lobby e multinazionali, evidentemente in palese conflitto d'interessi.

     Sommersi nell'Economia della truffa!  

    Come noto, nel 2008 tale truffa è venuta a galla, ma le banche l'hanno fatta franca, seguendo strettamente un diabolico copione, scritto evidentemente dal diavolo in persona. 1) Facendo letteralmente sparire i contenuti dei loro caveau – forse in Svizzera o ad Hong Kong – 2) Scommettendo sottobanco sul fallimento delle stesse banche; 3) Contribuendo attivamente allo scoppio della bolla ed al fallimento degli stessi istituti sui quali avevano scommesso; 4) Uscendo (nel pieno della crisi) dall'inferno provocato (con l'aiuto delle agenzie di rating) con una semplice dichiarazione di fallimento; 5) Ottenendo – come si dice, dopo il danno la beffa – una provvidenziale "salvezza" (o "miracolistica resurrezione") grazie a mirate e faraoniche ricapitalizzazioni.   La parola magica per molte di esse è consistita nella formula alchimistica "Too Big To Fail!": cioè "aiutate" con il denaro dei contribuenti poichè troppo grandi per poter essere abbandonate  e fallire! Così "i ladri dei popoli", oltre ad assicurarsi un lauto bottino (la storia si ripete anche nell'Eurozona) sono stati rifinanziati – e continuanao ad esserlo – dai governi con migliaia di miliardi prestati a tasso zero. O come è accaduto nei mesi scorsi alla Bce di Draghi, all'1%, per poi essere "rivenduti" agli stessi stati (in virtù della ligittimazione gratuita e vergognosa offerta dall'Ue con l'art. 123 del Trattato di Lisbona) e ai privati al tasso del 6%. Con guadagni netti del 5% e senza battere ciglio: trovandosi ad avere come "clienti" (grazie all'Ue) sia privati e imprese, che – evidentemente – gli stessi  stati: ingiustamente privati della propria sovranità monetaria, e costretti ad acquistare ad interessi da usura il loro stesso denaro da "banche private".  

     La storia si ripete anche in Europa – Stesso copione  

    Ciò, in continuazione della più colossale truffa globale mai orchestrata dalla speculazione finanziaria e dalle sue pedine strategiche pescate qua e la in prestigiose università occidentali d'impostazione neo-liberista. Gli stessi attori speculativi  che – una volta rifinanziate le care banche con migliaia di miliardi dagli stessi governi, per l'intermezzo di Federal Reserve e Bce – adesso attaccano gli stessi stati finanziatori e "sovrani" (ed in particolare Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda: quelli cioè da sempre avversi al neo-liberismo ed al mercatismo)  colpendoli con l'arma del rating e dello spread, con assurdi aiuti targati Troika (Fmi, Ue e Bce); con lo smantellamento dello stato sociale e con privatizzazioni selvagge. Vedi ricetta Reagan negli Usa degli anni Ottanta: tristemente nota come Reaganomics. In quegli anni Ronald Reagan e il suo gabinetto di massoni, provocarono di fatto lo spostamento della ricchezza reale degli Usa nelle mani di una mera élite di noti personaggi. l'80% della ricchezza degli States finì nelle mani del 1% della popolazione. Esattamente ciò che sta accadendo oggi nell'Eurozona ed in Italia. Cambiano i nomi, ma le dinamiche sono le stesse: ingenerare crisi per ottenere potere e profitti illimitati: delegittimando la democrazia e la sovranità di 500 milioni di europei.

       Azioni anti-truffa: Cosa fare nel concreto   

    Per ovviare a questa "crisi-truffaldina", in effetti, basterebbe relativamente poco: 1) un semplicissimo provvedimento dell'Ue tendente a delegittimare le incriminate e colluse agenzie di rating, sollevandole dalla possibilità di giudicare gli stati (ma Barroso in questo nei mesi scorsi non ha reputato opportuno prendere provvedimenti e mandare avanti, in Commissione, il "Pacchetto Barnier" anti-rating: ma guarda un pò che combinazione!); 2) rinazionalizzare le Banche Centrali; 3)  bandire paradisi fiscali, operazioni off-shore ed operazioni in derivati. Ma ciò non sembra interessare né al nostro professor Monti, né ad Obama, né ai vari Draghi, Barroso, Merkel e Van Rompuy. L'importante – si sa – è continuare ad impoverire gli Europei (per ora del Sud, poi evidentemente anche del Centro e del Nord) e continuare a raccontare grossolane balle in tv, reggerendo il moccolo al sistema del male.

       Letargo Mortale?  – E' tempo di Svegliare le Coscienze   

    Ciò almeno fino a quando l'ultimo spicciolo non sarà versato nelle tasche degli speculatori. Ciò almeno finchè esisteranno disoccupati e pensionati che vagheranno nell'oblio dell'ignoranza e della disinformazione; fino a quando giovani disoccupati continueranno a far finta di niente (a vivere e vegetare, spesso e volentieri, in stato di perenne mesturbazione mentale davanti alla tv; cercando inutili svaghi  ludici su facebook o alla play-station, o nelle chiassose sale di una discoteca: tutti strumenti utili, ma che possono diventare, sempre più, sottili e deleterie armi di "distrazione" di massa)  a non occuparsi seriamente del problema (parlandone con amici e colleghi) e a demandare a personaggi impresentabili le loro istanze di giustizia, nonché la risoluzione dei propri problemi economici e lavorativi. Ciò, almeno, fino a quanto l'Italia non sarà ridotta come la Grecia e fino a quando i nostri cari politicanti di Montecitorio non siano spazzati via da un nuovo orgoglio elettorale. Fino ad allora dovremo continuare ad ascoltare ed a sorbirci la nostra razione quotidiana di falsità ed imbarazzanti dichiarazioni dai salotti di Bruno Vespa, sulle frequenze di Radio24 (sotto l'egida del privatizzatore neo-liberal Oscar Giannino: tra i migliori sponsor viventi dell'Istituto Bruno Leoni); così come dai tg di Sky, Rai, La7 e Canale 5 e dalle colonne dei principali quotidiani italiani.  Palma d'oro (in negativo) sentiamo di assegnarla simbolicamente al "Corriere delle Banche", a "La Repubblica" (delle banane) e all'Avvenire, di un contraddittorio Marco Tarquinio: finora dimostratosi – non ce ne voglia – ossequioso e devoto scrivano nelle mani del sistema bancario, sempre pronto ad accodarsi ad un'unica e disinformativa linea mediatica dominante, ed a ratificarla. Ma non doveva rappresentare le istanze di giustizia dell'intellighenzia cattolica? Bella domanda! Meno male che a controbilanciare questo vuoto c'è Benedetto XVI, che nelle scorse ore da Milano, è tornato a tuonare contro il predominio del mercato e delle sue logiche utilitaristiche, a discapito della famiglia: sempre più abbandonata a se stessa ed alla "crisi", in una società atea, mercatista, consumistica, senza valori e senza Dio. Ma la storia non può fermarsi, e solo questione di mesi: d'altra parte il bel tempo è arrivato, e forse potrebbe darsi che gli Italiani – a ridosso dell'estate 2012 – finalmente decidano di svegliarsi da questo mortale letargo. Malgrado tutto!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)