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  • Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat, ma anche Berlino suona l’Allarme Rosso

    Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat, ma anche Berlino suona l’Allarme Rosso

    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Eurozona / Italia / Germania / Der Spiegel / Agenzie di rating / Declassamenti Fiat / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Attacco all'Italia / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Sergio Marchionne / Fiat / Commissione europea / Accordi di libero scambio / Livello pre crisi / Giappone / Corea / Crisi dell'auto / Ripresa dell'auto nel 2018 / Panorama / Michele Boldrin / Ester Faia / Dante Roscini / Acea / Associazione dei Costruttori Europei / Harvard University / Reaganomics / Ronald Reagan / Concentrazionin industriali / Licenziamenti / Spese di Natale / Regali di Natale / Confindustria / Fiom / Sindacati  

    Italia – La scure del Rating sul Gruppo Fiat

    Da Bruxelles, Marchionne punta il dito sull'Ue

    Recessione settore auto – Ora anche Berlino suona

    l'allarme. L'achtung del "Der Spiegel"

    Bruxelles, Roma, Torino, Berlino – In questi giorni si è tornato a parlare di rating, e di questi tempi si sà, nessuno vorrebbe essere oggetto delle "sue" attenzioni. Ne sa qualcosa  l'Ad Fiat, Sergio Marchionne, che c'ha dovuto fare nuovamente i conti  lo scorso 10 ottobre, quando Moody's ha abbassato il rating di Fiat da Ba2 a Ba3, con outlook negativo, ed ha anche minacciato ulteriori tagli: sulla "bocciatura" graverebbero il calo della domanda di auto italiane e l'aumento della concorrenza in Brasile. Ma l'Ad Fiat non si è mostrato affatto sorpreso, e parlando a Bruxelles nelle veste di presidente di Acea (Associazione dei Costruttori Europei) ha definito "la valutazione di Moody's comprensibile rispetto alle difficoltà del mercato italiano", ma ha subito puntualizzato che ciò "non riflette la solidità finanziaria del gruppo".

     Il monito di Marchionne contro il liberista Barroso e l'Ue 

    Al contrario Marchionne ha puntato il dito contro l'Unione europea che, a suo avviso, deve "smetterla di firmare accordi di libero scambio" (pensiamo a quelli siglati con la Corea del Sud e da siglare col Giappone), e ha poi continuato sostenendo che bisogna evitare che ogni paese si muova da solo, e che al contrario occorre "un'azione coordinata a livello dell'Ue per ristrutturare il settore". Il panorama, comunque, resta desolante, visto che l'altra celeberrima (e plurindagata) agenzia, S&P, stima che la vendita di nuove auto nell'Ue non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2018.

     Ripresa – Il balletto dei numeri del mercato auto 

    E così, mentre Marchionne ammette di vedere nero anche per il 2013, sale pure la tensione negli stabilimenti italiani del gruppo, ormai quasi privi di prospettive per il futuro (la prossima settimana è previsto il faccia a faccia tra Marchionne e i sindacati, Fiom esclusa). Ma se, come abbiamo detto, nessuno vuole essere oggetto delle attenzioni del rating, l'atteggiamento cambia nei riguardi di parole come "crescita" o "ripresa". Basti pensare semplicemente all'innegabile "eccesso di fiducia" con cui il ministero dell'Economia prevede, per il periodo 2014-2015 una crescita rispettivamente del +1,1 e +1,3%. Ed allora via con il toto-ripresa: il governo la stima nel primo trimeste 2013, l'Fmi di Christine Lagarde forse nel 2014;  Confindustria (un pò più pessimista) solo nel 2015.

     Il "momento opportuno" 

    Ma ad essere pessimisti sono comprensibilmente in tanti. Solo il governo italiano, i "sapienti tecnici" continuano a buttare fumo negli occhi dei cittadini. E pensare che Mario Monti, come qualcuno dei nostri lettori ricorderà, parlavo impropriamente di crescita e di "uscita dal tunnel" già fin dalla scorsa primavera a Pechino. Ma si sà, i tecnici non pagheranno per alcun tipo di menzogna. Perchè? Semplice, nessuno li ha mai eletti! Al momento opportuno, quando gli ultimi saldi saranno finiti (magari Eni, Enel, Finmeccanica e la stessa Fiat) e la ricchezza nazionale spoliata per sempre (il lavoro di intere generazioni di Italiani) basterà salutare, ringraziare e sbattere il portone di Palazzo Chigi. Un giochetto semplicissimo, specie se si può cntarre sul pieno appoggio dei media di bandiera (ribattezzato da "Qui Europa" con l'espressione "media di regime" da quasi un anno a questa parte) e dei carrozzoni politici: vedi PD, PDL e UDC tra tutti.

     Recessione – L'allerta di Panorama e del mondo accademico 

    Giusto per fare un esempio "Panorama" ha riportato il parere a riguardo di tre importanti professori di economia, operanti in illustri università internazionali: secondo, ad esempio, Michele Boldrin, già il solo "fermarsi" – fermare la spirale recessiva – nel 2014 sarebbe una ripresa; un'altra economista, Ester Faia,  si domanda invece se troppo ottimismo non finisca per essere dannoso, rallentando le riforme; ed infine Dante Roscini, secondo il quale "una vera ripresa in Europa e in Italia non arriverà nel 2013 e con buona probabilità neanche nel 2014".

     Sotto gli occhi di tutti, anche dei tedeschi 

    Ma di certo non bisogna insegnare alla Harvard University per condividere queste tesi. Basta analizzare – per chi capisce, anche un pizzico, di economia – i fondamentali del nostro assetto economico oggi: una recessione galoppante che per contro non conosce prospettive di investimento. E senza investimenti produttivi, si sà, il moltiplicatpore economico non può funzionare, ed all'orizzonte non si possono che presagire nuovi licenziamenti per migliaia di dipendenti. D'altra parte l'allarme rosso sta salendo anche in Germania, anche nei ricchi e floridi land, dove finora la crisi è stata davvero poco avvertita, anche se i fantasmi della decrescita aleggiano sul plumbeo cielo di Berlino da mesi. Senza la domanda interna sostenuta da paesi come l'Italia, infatti, la stessa produzione delle industrie tedesche non può che scemare, fino ad annullarsi. Terreno fertile, anzi fertilissimo, per la speculazione delle grandi lobby industriali e bancarie, (specie statunitensi ed asiatiche) che in tal modo potranno fare spese grosse – acquisti di Natale – a prezzi da super saldi. Ciò che si chiama concentrazione della ricchezza nelle mani di una mera élite. Un pò cio che avvenne negli anni Ottanta negli Usa con la distruttiva Reaganomics di Ronald Reagan, ma innalzato alla massima potenza. Pertanto, visto questo comprensibile scetticismo, non stupisce affatto se addirittura in Germania, il perno industriale del Continente, il settimanale "Der Spiegel" titoli: "Achtung Inflation!" 

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Settembre 20th/ 2012 – di Federica Santoro e Sergio Basile  – Italia / Le sparate del Cavaliere / Roma / Eurozona / Germania / Angela Merkel / BCE / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Imu / Grillo / Movimento 5 Stelle / Francesco Storace / […]

    Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

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    Sabato, Settembre 15th/ 2012 – Sergio Basile –  Parlamento europeo / Commissione europea / Strasburgo / Plenaria / Andor / Barroso / Sciopero / Diritto allo sciopero /  Limitazione del diritto allo sciopero / Parlamenti Nazionali / Italia / Mario Monti / Casta italiana / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori  Strasburgo: Bocciato tra i […]

    No Jobs For Europe

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

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    Martedì, Settembre 4th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere […]

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    Lunedì, Settembre 3rd/ 2012  – L'Editoriale del Lunedì –  Ue / Francia / Francoise Hollande / Consiglio Ue / MES / Tour Eiffel / Calo di popolarità / Austerity / Le Figaro / Ipsos / Crisi Eurozona / Nicolas Sarkozy / Bohémienne / Parigi / Eliseo / Los Angeles Times / Merkozy / Angela Merkel […]

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

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    Sabato, Maggio 5th/ 2012 – Di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Ministro degli Esteri / Giulio Terzi / Diritti / Democrazia / Soprusi / Dittatura / Libertà / Compressione delle libertà umane / Famiglia / infanzia / Ruolo della donna / Minoranze etniche / esodati / Precarietà / Ruolo di madre / […]

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • Trattativa Stato-Mafia: Panorama riaccende la miccia, intanto la Lettera di Scarpinato diventa un classico

    Trattativa Stato-Mafia: Panorama riaccende la miccia, intanto la Lettera di Scarpinato diventa un classico

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012

    – di Mario Luongo e Serena Spagnolo –

    Italia / Trattativa Stato – Mafia / Giorgio Napolitano / Nicola Mancino / Panorama / Giorgio Mulè / Antonio Ingroia / Intercettazioni telefoniche / Nota del Quirinale / Ricatto al Presidente della Repubblica / Lettera di Scarpinato / Roberto Scarpinato / La richiesta di 400 magistrati / Mario Luongo / Serena Spagnolo 

    Intercettazioni-Quirinale: Panorama accende

    la miccia per l'ennesima bagarre mediatica

    Ma per ora sembra solo fumo negli occhi:

    e le copie in edicola volano!

    Intanto la lettera di Scarpinato divena un classico:

    400 magistrati ne chiedono la diffusione capillare

    negli istituti scolastici 

    Immortali – Falcone e Borsellino sono ancora più vivi che mai!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – La trattativa Stato–mafia della quale abbiamo parlato più volte nei nostri articoli assume tinte sempre più assurde nei suoi diversi capitoli. Il capitolo più recente è quello delle telefonate tra Nicola Mancino e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con le relative intercettazioni e gli annessi dibattiti scatenati su questo tema. In tal proposito si sono ormai espressi tutti, ma davvero tutti: dalle cariche istituzionali ai leader politici, dai direttori di quotidiani e periodici ai più svariati opinionisti, passando per magistrati giuristi e chi più ne ha..

     I "Destabilizzatori" e la trave nell'occhio dei potenti 

    Gli scontri più o meno accesi tra i garantisti e i “destabilizzatori” – come li definisce una nota del Colle – si concentrano prima sul contenuto delle conversazioni, poi, sulla  loro legittimità costituzionale o sulla decisione di Napolitano di ricorrere alla Corte Costituzionale per tutelare il proprio ruolo istituzionale. Si potrebbe andare avanti ancora per un pò, ma si è arrivati ad un punto in cui la bagarre mediatica scatenata da questo episodio e dal suo corollario sta distogliendo, se non fuorviando, l’attenzione pubblica dal nocciolo della questione: il contenuto delle conversazioni tra Mancino e Napolitano sono essenziali ai fini dell’indagine sulla trattativa Stato–Mafia? Possono fare luce su un’ombra che l’Italia si porta dietro e dentro da vent'anni? Certo, gli altri aspetti che gravitano attorno a queste domande non sono affatto secondari, anzi! Basti pensare all’ennesima “variazione sul tema” che ha scatenato l’ennesimo polverone mediatico, questa volta da parte del settimanale Panorama.

     Ricatto al Presidente? 

    “Ricatto al Presidente” titola in copertina sul numero di questa settimana, continuando con “Le verità sulle intercettazioni che scottano”. All’interno segue una ricostruzione “esclusiva” delle telefonate tra Mancino e Napolitano che si concentrano su alcuni inquirenti di Palermo, ma anche su personaggi politici come Di Pietro e Berlusconi, sui quali, sempre a detta di Panorama, vengono spese parole non lusinghiere. E da qui si è accesa la miccia per far esplodere l’ennesimo dibattito tra le parti in causa. Da una parte il Colle che nella stessa nota dichiara come “la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il Capo dello Stato è risibile”; dall'altra la risposta del direttore di Panorama Giorgio Mulè che (forse per stemperare) risponde che le richieste ed i dubbi avanzati dal suo periodico sono gli stessi del Quirinale. In mezzo tante voci, tra cui quella di Antonio Ingroia che sottoscrive le parole di Napolitano sottolineando che "nella trattativa tra lo Stato e la mafia hanno operato ambienti abituati a gestire manovre torbide” e che il ricatto sembra più quello fatto da Panorama. Insomma sembra di capire che tutti dicano lo stesso concetto, ma con parole e sfumature diverse. Ma allora se davvero di sfumature si tratta, a cosa è dovuto questo polverone? E soprattutto a cosa serve, se non ad aggiungere elementi spesso inutili e non inerenti ad un’indagine legata a temi molto importanti per lo Stato italiano? Da quello che era partito come un tentativo di fare chiarezza sulla trattativa si è arrivati ad uno scontro tra magistratura e Quirinale. Da questo, si è giunti ancora ad un contrasto tra le diverse fazioni politiche che appoggiassero o meno il Colle, fino ad arrivare alla bagarre mediatica combattuta sui giornali a suon di titoli (e copie vendute). Da parte nostra, abbiamo ormai paura di sapere di cosa parlerà il prossimo capitolo. Intanto a Sud, qualcosa tuttavia dopo vent'anni sembra muoversi con maggior forza. Nasce un nuovo fermento, un sobbalzo di speranza dalle semplici righe di una lettera lasciata ai posteri da un magistrato.

     Rinascere a Sud  

    ‘’Stringe il cuore a vedere, e talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali qualcuno è andato incontro alla morte; personaggi dal passato e dal prensente equivoco le cui vite – per usare le parole di un martire della giustizia – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà’’. Queste le parole di Scarpinato; questa la lettera indirizzata a quell’eroe di Paolo Borsellino che morì vent’anni fa per ricercare l’onore. Scarpinato parla, rivolgendosi a  lui ma anche a tutti quelli che ascoltandolo si sentono messi alla berlina, uomini, politici, schiavi del Dio denaro che preferiscono consegnare la loro vita (e quella del loro paese) in mano a dei ladri, anziché combattere per provare a cambiare qualcosa. Trattativa stato-mafia! Il solo improbabile connubbio implica guai ed evoca suoni distorti che traviano la mente. Trattativa tra legalità e inganno, tra fede e disonore, tra bene e male, anche se ormai quale dei due porti avanti il bene – obietta qualche pentito – non è molto chiaro. Scarpinato intanto non sta a guardare e scrive, legge, interroga, domanda, per ottenere giustizia: quella che hanno provato a cercare Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Inutilmente? Ogni giorno si spera di no, ma l’Italia dei potenti e degli intoccabili ormai questo dimostra, o vorrebbe dimostrare spavaldamente.

     La lettera di Scarpinato diventa un "Classico" 

    Intanto, ormai la lettera diventa un classico, o almeno si prova a farla divenire tale, perche oggi più di 400 magistrati chiedono che la lettera di Roberto Scarpinato diventi immortale e che sia diffusa "nelle istituzioni e nelle scuole, tra i concittadini onesti ed impegnati”. Una goccia in un mare di omertà, certo, a almeno qualcuno ci prova! E forse la differenza tra un lavoratore onesto e un politico corrotto sta proprio in questo: il primo vede nella lettera una speranza; il secondo una semplice diffamazione. Chissà! Un qualcosa che gli impedisca, forse, di guardarsi allo specchio!? Non crediamo sia così, ma almeno si spera che dopo la lettera immortale di Scarpinato qualcosa possa cambiare. Almeno tra gli Italiani che vogliono ancora essere fieri di chiamarsi cosi, seguendo la scia di onestà lasciata da Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. 

    Mario Luongo, Serena Spagnolo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Luglio 17th / 2012 –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Stato / Mafia / Cosa Nostra / Accordo stato-mafia / Trattative / Bombe / Reati / Associazione mafiosa / Organizzazione Criminale / Processo / Intercettazioni / Presidente della Repubblica / Ministro della Giustizia / Ministro dell’Interno / Negoziati / […]

    17 luglio 2012No CommentRead More#

     

    Stato-Mafia: “La Trattativa c’è stata”

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    Martedì, Luglio 10th / 2012 – di Maria Laura Barbuto –  Italia / Stato / Mafia / Papello / Cosa Nostra / Accordo stato-mafia / Trattative / Bombe / Reati / Associazione mafiosa / Organizzazione Criminale / Estorsione / TgCom / Top secret / Sentenze / Processo / 41 bis / Pentiti / Ros / […]

    Trattativa Stato-Mafia: le pressioni di Mancino sul Colle

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    Venerdì, Giugno 22th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile –  Italia / Mafia / Trattativa Stato-Mafia / Intercettazioni telefoniche / Nicola Mancino / Loris D’Ambrosio / Quirinale / Giorgio Napolitano / Giuseppe Gargani / Tribunale di Palermo / Vincenzo Scotti / Claudio Martelli / Avocatura / Coordinamento / Pietro Grasso / […]

    L’Europarlamento ricorda Falcone

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    Giovedì,  Maggio 24th / 2012  – di Silvia Laporta – Mezzogiorno / Parlamento europeo / commemorazione / Giovanni Falcone / Mafia / Eroe italiano / Edward McMillan/ Minuto di raccoglimento /  Gli ultimi veri erori italiani / Un monito per i giovani e per tutti gli uomini di responsabilità / Insieme contro la mafia e ogni […]

    24 maggio 2012No CommentRead More#