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  • Nell’Ue arriva il MES  – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Giovedì, Giugno 7th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo  

    Bruxelles – Nell’Ue arriva il MES

    E’ la fine della democrazia, benvenuti nella

    nuova dittatura dell'Unione

    MES – I Nuovi Dittatori dell’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mes: un nuovo trattato europeo per la stabilità ? No! Un trattato europeo liberticida di cui nessuno ha mai sentito parlare. E’ stato ratificato  – come molti ignorano – il 2 Febbraio 2012 da 17 paesi dell’Eurozona, ma non è un caso che molti di essi, non sappiano neanche cosa sia. E’ molto pericoloso infatti, per i cittadini, venire a conoscenza di quello che stanno tramando alle loro spalle. Infatti il “Meccanismo Europeo di Stabilità” delinea una nuova amministrazione europea (vedi in archivio di “Qui Europa”)  che andrà ad unificare  i “predecessori” fondi di soccorso europeo (MESF e FSFE) con la piccolissima differenza che potrà svuotare le casse degli stati quando vorrà e tutte le volte che lo riterrà necessario, senza limiti.

      Mes – Bevenuti nella nuova era fascista targata “Ue”  

    La nuova amministrazione europea,  verrà composta dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno di "diritto" i Governatori. La cosa interessante è che il MES, avrà una propria volontà indiscutibile, un proprio statuto autoregolamentato, capace di prendere decisioni su cui i parlamenti nazionali – udite udite – non avranno alcuna voce in capitolo, né i suoi governatori, che godranno dell’immunità! Insomma, una sorta di mafia legalizzata!  Si capisce il carattere dittatoriale del trattato attraverso alcuni semplici elementi. Per esempio è stato aggiungo un emendamento all’articolo 136 secondo il quale  “i paesi dell’Ue che utilizzano l’euro sono autorizzati a istituire un meccanismo di stabilità per salvaguardare la stabilità dell’Eurozona nel suo insieme”. Alla tutela della stabilità finanziaria, si aggiunge anche la sorveglianza dei cittadini, la tutela da qualsiasi elemento che a loro giudizio sia foriero di fastidi per l’Unione, la repressioni degli scontri che potrà, ai sensi dell’emendamento, essere deferito di fronte ai nuovi enti europei. Siamo tornati al fascismo? A quanto pare si! Non potremo più esprimere la nostra opinione? Pare di si!

      Silenzio di governi e media: Così per Hitler e Mussolini  

    Ciononostante nessun ministro e nessun parlamento nazionale – per non parlare dei rappresentanti del governo italiano e del Parlamento – ha fatto cenno alcuno a tutto ciò. Questa dittatura dei "non eletti", dunque, s'instaura da Bruxelles, dove continuano tranquillamente – ma soprattutto il più rapidamente possibile – a redigere il trattato del MES ed a decretare la contestuale e gravissima fine della democrazia. Il loro intento evidente, dunque – come già avevamo detto negli ultimi articoli in "Qui Europa" – è quello di creare un macro-stato retto con poteri assoluti dalle èlite finanziarie, tramite la Commissione europea: una commissione formata – lo ricordiamo – rigorosamente da “non eletti”. Gente mai votata da alcun cittadino e da nessun Parlamento nazionale, che deciderà sulla nostra libertà, sui nostri diritti e sulla nostra vita economica, finanziaria, sociale e via dicendo.

      Il Diritto europeo buttato nel ….  

    La Commissione, in pratica,  vuole assegnare a se stessa il governo economico e monetario dell’Eurozona, per cui i poteri legislativo ed esecutivo si sommano nello stesso organo: letteralmente imposto ai paesi membri, anche con la complicità della casta italiana. Ci troviamo in contrasto con il principio democratico della separazione dei poteri. Tre secoli di studi, costituzionalismo, ricerche accademiche e leggi buttate nello scarico! E hanno pure tirato la catenella!

      MES – La stessa ricetta del fascismo e della mafia  

    Proprio da Bruxelles arriva questo vergognoso esempio di anti-costituzionalità, un inganno per i cittadini che sono tenuti allo scuro di ogni doppio fine dell’Unione. Le caratteristiche della dittatura poi, iniziano già a stare a pennello alla Commissione Europea.  Infatti un’analisi sul tema, che le studiose Paola Ghini e Valentina Serru hanno messo sotto il microscopio del web – mettendo a fuoco tutti questi loschi retroscena, e  smascherando gli interessi finanziari che spingono le loro “avide mani” – è da settimane letteralmente sparita dalla rete e, ad oggi, sono pervenute 120 denunce consegnate in altrettante procure italiane sul gravissimo caso di censura e libera informazione. Insomma ecco la nostra bella ricetta europea per la dittatura: un bel po’ di omertà ( nessun giornale, complice, informa i cittadini dei veri risvolti del MES);  un sostanzioso e vergognoso furto dei soldi dei contribuenti europei da parte dei nostri “governatori finanziari”; divieto assoluto di perquisizione all'interno degli uffici del Mes; autorità accentrata nelle “loro” mani (con possibilità di sedare le ribellioni); un gruppo di 17 membri seduti a tavolino a gestire le nostre vite, con tanto di immunità. Sbaglio, o questa è la stessa “ricetta” della Mafia?

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Martedì, Maggio 29th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy / Manuel Barroso  / Cittadini greci dimessi nel dimenticatoio della storia / Emarginazione sociale / Dittatuta / Nazismo bianco / Qui Europa / Maria Laura Barbuto  / Tecnocrazia / Controinformazione / Giustizia sociale / Equità / Proclami iniqui di Bruxelles 

    Grecia: il governo provvisorio finanzia le maggiori

    banche nazionali con 18 miliardi di euro

    Barroso e Van Rompuy: “Non sarà possibile nessun

    passo indietro. Non esistono soluzioni rapide”

    Catastroika – L’Inferno greco e la dittatura delle caste bancarie sull’Europa dei Piigs

    Atene – In Grecia, la dittatura delle banche non si ferma: il governo provvisorio ateniese, proprio ieri, ha finanziato i maggiori istituti di credito del paese con ben 18 miliardi di euro, al fine – dicono – di garantire che le stesse banche permettano di rimettere in moto, seppur nel lungo termine, l’economia greca. Circa l’8% del Pil nazionale termina così nelle casse – e nelle tasche – dei banchieri: nulla di nuovo, quindi. La Trojka aveva previsto tutto: infatti, questi soldi arrivano direttamente dal piano di aiuti stabilito per la Grecia e servirebbero alle “povere” banche per limitare la fuga di capitali delle ultime settimane. Intanto, i poveri, quelli veri (per intenderci) continuano ad essere considerati inutili numeri e ad essere sistematicamente ignorati e rimessi nel dimenticatoio della storia. Che indecenza!

      Non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto  

    In attesa delle elezioni del 17 giugno, che saranno decisive, i cittadini greci devono fare i conti con un passivo che ammonta a 77 miliardi di euro del quale, ne pagano le spese, senza esserne responsabili. Già in precedenza, il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso era stato chiaro nei confronti di Atene: “La Grecia deve continuare a sacrificarsi perché sarà ricompensata” – aveva blaterato il portoghese – aggiungendo che “le prossime elezioni avranno un significato storico e la necessità del rispetto delle direttive indicate da Bruxelles”. E se Barroso ha fatto capire che non è possibile nessun passo indietro, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, proprio ieri ha affermato che “ci vorrà del tempo affinchè le norme varate da Bruxelles possano esprimere il loro pieno impatto.  Non ci sono né soluzioni rapide, né alcuna formula magica”. Ma questo lo sapevamo: a queste assurde condizioni non può esserci nulla di positivo. Ciò che preoccupa maggiormente sono proprio le riforme imposte dall’Ue. Come al solito, del resto!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)