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  • Nel Mezzo del Cammin di nostra Vita ci ritrovammo in una Selva Oscura… Bruxelles invasa da Petizioni di Fuoco

    Nel Mezzo del Cammin di nostra Vita ci ritrovammo in una Selva Oscura… Bruxelles invasa da Petizioni di Fuoco

    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois 

    Ue, BCE, FMI, MES, Lavoro, Italia, Ilva, Taranto, Ambiente, Mercati finanziari, Petizioni, Parlamento Europeo, Bruxelles, MES, BCE, Euro, Moneta Unica, Provvidenza, Traghettatori, Privatizzazioni, Volontà Popolare, Divina Commedia, Danta Alighieri Pasolini, Inferno Dantesco, Giovanni Antonio Fois, Qui Europa 
     

    Nel Mezzo del Cammin di nostra Vita ci

    ritrovammo in una Selva Oscura… 

    Bruxelles sommersa da petizioni di fuoco provenienti

    dai gironi del Sud Europa

    Euro, Finanza, Ambiente e caso Ilva tra i temi più caldi

     

     di Giovanni Antonio Fois

    Parlamento europeo invaso dalle Petizioni

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Europarlamento – Precisi segnali d'allarme dall'Europa dei Popoli 

    Bruxelles, Roma – Tempi duri per la cittadinanza europea, lo sappiamo bene. Ad oggi i dissidenti nei confronti delle sempre più sanguinose politiche d’austerity e dell'euro, crescono a vista d'occhio. Assodato il fatto che nel mondo mediatico non c’è spazio per i "piagnistei popolari" e che gli organi d’informazione danno voce solamente alle alte sfere della società (salvo qualche caso isolato), alle fasce più sfortunate della cittadinanza, che ne rappresentano la stragrande maggioranza, non resta che far affidamento sui nuovi mezzi d’informazione, come la rete. A onor del vero esistono numerosi altri modi per far valere la propria opinione, come le lettere aperte, ma soprattutto attraverso  i referendum e le petizioni popolari. Tuttavia, come ci insegnano le passate esperienze, anche queste iniziative, spesso, lasciano il tempo che trovano. Già, perché la privatizzazione dell’acqua pubblica, per portare ad esempio uno degli avvenimenti più recenti, sebbene sia stata fortemente criticata ed osteggiata attraverso referendum dalla popolazione italiana, è stata poi più volte rimessa in discussione. Così come lo stesso voto, simbolo primo della filosofia democratica che dovrebbe sostenere uno Stato governato dal popolo, ha perso d’interesse e d’importanza.  Le iniziative popolari ci forniscono comunque segnali precisi su quello che è il sentimento comune di dissenso, espresso congiuntamente e dilagante. Una risorsa per i mezzi d’informazione liberi che possono prendere spunto da queste fonti primarie senza dover passare per la mediazione di qualsivoglia organo stampa. Così, analizzando la massa di petizioni rivolte dalla popolazione europea al Parlamento UE, possiamo sottolineare precisi segnali d’allarme che rispecchiano pienamente le intenzioni popolari e la protesta.

     Già dal 2011, Parlamento europeo inondato di petizioni 

    Nel solo 2011 sono pervenute al Parlamento europeo 1414 petizioni, sebbene solamente un migliaio sia stato considerato ricevibile (ma non per questo attuabile). I temi più gettonati sarebbero stati l’ambiente (16% delle petizioni) , il mercato interno (15%) e gli affari economici e monetari (6%). Inutile dire che tali preoccupazioni, prese in larga scala, coincidono con quelle di tutta la cittadinanza del Vecchio Continente che ne denuncia le lacune fondamentali.

     OGM e Devastazione del Creato 

    Il consiglio che ne deriva è chiaro: in primo luogo, essendo questo tipo di sistema privo di una degna regolamentazione di ricostruzione ambientale, farebbe bene a smettere di distruggere la natura come elemento fondante di una ritualistica venerazione al "dio capitale"  (vedi OGM e promiscuità nei processi produttivi in agricoltura – articoli in allegato), bene fondamentale per la sopravvivenza futura della fauna mondiale e degli stessi esseri umani.

     Euro e Mercati Finanziari – Un Inferno Dantesco 

    Secondo punto d'interesse,  poi, l'annosa questione riguardante i mercati finanziari, considerati ormai al pari dell’inferno dantesco – euro e sistema monetario inclusi – scenari oscuri d’eterna dannazione per Pmi e per interi popoli. Mentre sullo sfondo decine di giovani rampanti ridotti sul lastrico si gettano nel vuoto, infiniti lapilli lanciati dai demoni Fmi, Mes, Target2 e BCE, colpiscono ed atterrano proletari di tutte le nazioni e tutte le età. Con maggior predilezione, pare – per il momento – per il Sud Europa.

     Dall'Italia migliaia di petizioni sul "Caso Ilva" 

    La situazione italiana di oggi va a collocarsi senz’altro in uno dei primi gironi e lo testimonia il fatto che le petizioni sopracitate siano state presentate in buona percentuale da nostri concittadini. In particolare – oltre al disastroso euro – a livello puramente statistico è stata sottolineata la tragicità della situazione dell’Ilva di Taranto, paradosso contemporaneo che ha posto ogni lavoratore dell’azienda di fronte ad una terribile scelta: il lavoro o la vita. Scegliere di lavorare (peraltro a prezzo di schiavitù) pur assoggettando se stessi e i propri figli al rischio cancro, costringe l’uomo ad essere privato della propria dignità, ridotto ad essere, come avrebbe detto Pasolini, "un cadavere di se stesso". Il Sommo Poeta, dunque, sembra aver illustrato profeticamente – dalle pagine della Divina Commedia – la scenografia che oggi si presenta come sfondo "ideale" ai fatti maturati nel Bel Paese e nello stesso golfo pugliese, rivelandosi, a secoli di distanza, ancora ricco di contemporaneità. A Taranto, l’aria, la spiaggia, le strade, le case – e per giunta il mare – si presentano d’un rosso sbiadito. Sfumatura derivante dalle esalazioni tossiche della centrale, mentre sui fondali marini, si possono raccogliere quintali di catrame viscoso. Intanto i lavoratori, nonostante i duri sforzi, si muovono come una massa in preda al panico, frustati quotidianamente dal mostro Equitalia, che pretende le tassazioni arretrate a interessi da usura.

     Rompere i Sodalizi 

    Certo le numerose richieste delle popolazioni europee pongono Bruxelles e gli stessi (distratti e compiacenti) eurodeputati di fronte a problemi non più ignorabili, tracciando un quadro tragico. Ora staremo a vedere se saranno presi provvedimenti validi in merito alle richieste avanzate (oltre ad essere valutate come ricevibili) o se quei pochi volti noti del mondo Ue continueranno a vestire i panni che furono dei suddetti demoni oppressori. Certo la sensazione è che la redenzione delle anime degli sfortunati ed incolpevoli  "viaggiatori degli Inferi europei", non passi né da impresentabili traghettatori travestiti da "politici", né – ovviamente – dagli stessi demoni, ma da un intervento Celeste. Dante insegna! Spetta tuttavia prima a noi – esseri liberi di optare sempre tra bene e male – rompere ogni alleanza e sodalizio (palese o occulto) con tali demoni, per il resto la "Provvidenza Celeste" completerà l'opera.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013   – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco –  Polonia, Euro, Eurozona a rischio collasso, Bruxelles, Varsavia, Donald Tusk, Bronislaw Komorowski, Jacek Rostowsky, Austerity, Presidente Polacco, Premier Polacco, Banche centrali privatizzate, Sistema Target2, Varsavia, Pil polacco, Conti Pubblici, Contagio fittizio, Norvegia, Italia, Eurozona, Euro, Cenerentola, Regina d'Europa, Industria pesante tedesca, Deutsche Bundesbank, Bruxelles, […]

    Import di Suini dagli Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare

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    Mercoledì,  Febbraio 6th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –  Import di Suini dall'Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare /  Suini Usa, stomatite vescicolare / Mario Borghezio / Unione Europea / Suini /Usa / Commissione europea / Parlamento europeo / Controlli / Pericoli / Mercato Europeo / Importazioni / Stomatite Vescicolare / Autorizzazioni all'ingresso nel mercato comunitatio […]

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / […]

    Il Vecchio-Nuovo Premier Bersani

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    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Esecutivo / Nuovo Governo / Presidente del consiglio / Presidente della Repubblica /  Parlamento / Premier / Crisi / Nazione / Politica / Istituzioni / Pd / Movimento 5 stelle / Pdl / Formazione esecutivo / Pierluigi Bersani / […]

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    MES – The End

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    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

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    Mercoledì, Maggio 23th / 2012  – di Silvia Laporta – Europa / Unione Europea / Banche / Pmi / Banca d’Italia / Basilea 3 / debito / crisi / tasse / aziende  / Dittatura delle banche / Nazismo bianco / Vogliono uccidere le piccole e medie imprese / Qui Europa / Pmi Supporting Factor  / 66 imprese ogni […]

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  • Roma – L’abbraccio della Città Eterna a Francesco

    Roma – L’abbraccio della Città Eterna a Francesco

    Mercoledì, Marzo 20th/ 2013 

    –  di Sergio Basile e Simone Cantarini

    Roma, Città del vaticano, Papa Francesco, Intronizzazione, Bartolomeo I, cristina fernandez de Kirchner, Presidente Argentino, Angelo Sodano, Leader e capi di Stato, Patriarca di Costantinopoli, Riconciliazione in Siria, Papa Semplice, Giovani da tutto il Mondo, Anello del Pescatore, Pace in Siria, Alì, Sergio Basile, Simone Cantarini, Qui Europa, Giornata Memorabile, Il vero Potere è il Servizio 

    L'abbraccio della Città Eterna a Francesco
     
    Gesti Rivoluzionari di un uomo semplice divenuto 
     
    Successore di Pietro.
     
    Tra i Capi di Stato assente Obama. Lo Storico abbraccio
     
    con il ​Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I.
     
    L'Appello dei Siriani in Piazza San Pietro: "Il Papa Porti la Pace!"
     
     
    Alì, giovane studente siriano e altri 30 connazionali musulmani
     
    in Piazza S. Pietro per salutare il nuovo pontefice. L'appello
     
    al Papa per spingere alla Riconciliazione in Siria
     

     

    di Sergio Basile e Simone Cantarini

    Bergoglio - Papa Francisco
    Roma, Piazza San Pietro  Ieri, in un Vaticano blindato, è stato il giorno di Papa Francesco, che dinnanzi ai leader mondiali, e a circa 200 mila fedeli accorsi da tutto il mondo, in una giornata di sole splendente, ha co-presieduto la Messa solenne per la sua "intronizzazione" al soglio pontificio. Grande assente Barack Obama, ma poco importa!  Tra i diversi leader presenti, è spiccata  la presenza del Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchnerseduta – ovviamente – in prima fila in un completo nero. 
     
     Un popolo in festa dalla "Fine del Mondo" 
     
    "Vengo dalla fine del mondo''. E' stata questa la scritta legibbile su migliaia di t-shirt indossate – in particolare – dai fedeli argentini, tra i "supporters" più festanti e commossi (salutati a distanza, con la mano, dalla stessa Kirchner). I rapporti dell'ex Cardinal Bergoglio  – oggi Papa Francesco – con il presidente argentino non sono sempre stati idilliaci, è risaputo, eppure l'attenzione con la quale la prima donna Argentina ha seguito l'intera cerimonia e (soprattutto) l'omelia del Papa è stata davvero unica.
     
     L'Intronizzazione con l'Anello del Pescatore 
     
    Alle 9,50 circa Roma ha vissuto il momento più solenne della cerimonia. il Papa ha ricevuto l'anello del pescatore dal cardinale decano, Angelo Sodano. Ma i momenti emotivamente coinvolgenti sono stati molteplici. Tra questi, sicuramente l'omelia"Il vero potere è il servizio (…) non dobbiamo avere paura della bontà e neanche della tenerezza": questo è stato un pò lo slogan della memorabile giornata. "Bisogna essere – aggiungiamo, come San Francesco – custodi della creazione", ha poi monito il sorridente Papa, in uno dei momenti più toccanti del suo intervento.
     
     Testimoni rapiti del Papa Semplice 
     
    D'altra parte i volti della folla in Piazza San Pietro erano raggianti. Parlavano da soli: molti i religiosi (180 solo i cardinali) ma numerosissimi soprattutto i giovani seduti per terra, testimoni rapiti del "Papa Semplice". Tra i presenti anche i patriarchi delle chiese orientali cattoliche e i padri generali dei francescani e dei gesuiti: Padre Jose' Rodriguez Carbalho e Padre Alfonso NicolasUna curiosità: alle ore 11.00 circa Papa Francesco ha dato la comunione in ginocchio, intingendo l'Ostia nel Calice, come avveniva nelle celebrazioni eucaristiche delle prime comunità cristiane e come avviene ancora oggi in oriente e presso alcune comunità cattoliche.
     
     L'Abbraccio "Storico" con Bartolomeo I 
     
    Alle Ore 12.00 circa, al termine della S. Messa, tutte le autorità e i potenti della Terra – come per tradizione – hanno omaggiato col proprio saluto il Papa. Degno di nota l'abbraccio tra Papa Francesco e Bartolomeo Iil Patriarca ecumenico di Costantinopoli: un uomo di rara sensibilità, e molto attento e vicino – tra l'altro – ai cristiani di Siria ed al loro dramma quotidiano. Fatto storico di per sé: infatti è stata la prima volta di un patriarca di Costantinopoli ad una messa d'intronizzazione di un Pontefice Romano. Un altro dei piccoli-grandi miracoli di "Francesco".  Altro aneddoto curioso: al momento dei saluti in Piazza, il Papa è sceso dalla jeep scoperta per omaggiare la folla. Non si era mai visto una Papa scendere dalla papamobile tra la folla ed avvicinarsi personalmente ai fedeli  per abbracciare e baciare alcuni bambini e un disabile senz alcuna barriera di sicurezza. Un altro gesto che rimarrà nella memoria.
     
     Le Speranze dei Siriani in San Pietro 
     
    Ma tra le innumerevoli testimonianze, una ci ha colpito in modo particolare e desideriamo porre alla vostra attenzione: quella dei giovani siriani in Piazza San Pietro, ragazzi pieni di speranza ma con il cuore traviato dal ricordo dell'orribile violenza perpetrata dall' "integralismo islamico-occidentale" in Siria. "Spero che Francesco sosterrà la pace in tutto il mondo soprattutto in Siria, da oltre due anni devastata dalla guerra (…). Noi musulmani siriani siamo qui a Roma per dare il nostro saluto al nuovo Papa e invitarlo a non dimenticarsi della Siria". È quanto affermato da Alì, giovane studente siriano di religione musulmana di Damasco. Il ragazzo è giunto in San Pietro sventolando la bandiera siriana insieme a un gruppo di 30 connazionali, a Roma da pochi mesi. Essi hanno sottolineato come in questi anni di "guerra" Papa Benedetto XVI sia stato l'unico (o comunque tra i pochi) a ricordare le sofferenze dei Siriani a tutto il mondo. Oggi, la speranza comune dei giovani Siriani è che Papa Francesco sia altrettanto sensibile, ponendosi ad esempio per i capi di Stato e i governi di tutto il mondo. "In Siria – racconta Alì – l'odio sta dilagando (…). La speranza è che il nuovo Papa con le sue parole di pace riesca a toccare i cuori di tutte le fazioni che combattono, spingendole ad abbandonare le armi e a iniziare una fase di riconciliazione. Molti Siriani – continua – non appoggiano un governo basato sulla religione, come invece vogliono gli estremisti che mirano alla costruzione di uno Stato islamico. Milioni di siriani come me – conclude – desiderano la pace e il rispetto fra le religioni e sono contrari all'atteggiamento di molti Paesi stranieri che stanno sfruttando la nostra situazione di instabilità, mettendo una fazione contro un'altra. Per questo oggi siamo qui in piazza S. Pietro: chiediamo al Papa di aiutarci e sostenerci a diffondere nel nostro Paese un messaggio di pace, ponendo fine a questa guerra". Amen!
     
    Sergio Basile, Simone Cantarini
     

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  • La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    Martedì, Marzo 19th/ 2013 

    –  di Sergio Basile 

    La Verità sul caso Cipro, Cipro, Nicosia, Furto sui depositi bancari, Unione europea, Target2, Euro, Russia, Bruxelles, Vertice Straordinario, Eurogruppo, Salvataggio dell'euro, Germania, Angela Merkel, Pil, Tassazione sui depositi, Nicos Anastasiades, Presidente di Cipro, Financial Times, Dissoluzione delle nazioni, Stati Uniti d'Europa, Accentramento, Sistema Bancario, Sergio Basile,  Qui Europa 

    La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    Ecco perchè è ora di Uscire dall'Eurozona e dall'Euro.

    Cosa si Nasconde dietro il Furto dei Depositi?

    Oggi Vertice Straordinario Ue di "riparazione",

    ma la sostanza non cambia!

     

    di Sergio Basile 

     La verità sul caso Cipro – Un Gioco Sottile 

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Nicosia, Bruxelles – Nelle ultime ore il cosiddetto accordo europeo per salvare Cipro – dopo la vera e propria rapina in banca perpetrata ai danni dei Ciprioti sabato scorso – si è rivelato un vero e proprio fallimento. Ma il copione è sempre lo stesso: indebolire emotivamente e fattivamente fino all'annientamento gli stati nazionali ed i popoli per indurre 500 milioni di europei a cedere definitivamente la propria sovranità in favore del folle piano di accentramento chiamato "Stati Uniti d'Europa". I tecnocrati intanto si fingono "preoccupati" per le sorti del Paese: ma la loro vera preoccupazione è quella di mantenere "buono" il popolo, cioè di dar la sensazione che quella dei giorni scorsi nelle banche cipriote non sia stata una rapina, ma una "dolorosa necessità".  Ma la verità non sta così. Questo è quello che raccontano i falsi TG occidentali asserviti al sistema. In realtà è andata diversamente: il governo, soggiogato dalla Troika (Ue, Bce, Fmi)  e dalla Germania aveva annunciato giovedì scorso un "salvataggio delle solite banche" da 17 miliardi, una cifra a conti fatti pari proprio al PIL dell'intero stato. Ma il presunto "deficit" delle masso-mafie bancarie isolane ammonterebbe a circa 136 miliardi di euro: 8 volte la posta.
     
     I Tg reggono il Gioco – "Bisogna Salvare l'Euro!"
     
    I Tg hanno presentato l'operazione come un salvataggio con soldi comunitari, ma la farsa ha assunto contorni ben evidenti quando la solita Germania (il compare "nobile", nonché il palo di turno dell'Ue) ha dato il seguente ultimatum strategico per bocca del suo Cancelliere, Angela Merkel: "o fate un prelievo forzoso dai conti correnti pesantissimo o uscite dall'Euro". Il governo "europeista" di Cipro ha ovviamente scelto ancora una volta di salvare il fallimentare euro a discapito del suo popolo.
     
     Il Furto sui Depositi e la situazione dell'Italia 
     
    Quindi dopo la contestatissima e crudele tassa sui depositi, in queste ore la strategia di Bruxelles è quella di ridiscutere in tutta fretta l'accordo, nel tentativo di assecondare i mercati (loro colplici nel genocidio dei popoli e delle nazioni). Intanto il governo di Nicosia ha deciso di correre ai ripari chiudendo le banche, forse temendo un vero e proprio assalto agli sportelli ed un effetto a catena in tutta Europa, con fuga dei capitali all'estero. Secondo il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, l'Italia non dovrebbe subire pari trattamento di Cipro, ma questa innanzitutto non è una certezza, e poi – campanilismi a parte – tutti i popoli europei sono nostri fratelli: come restare indifferenti ai veri e propri crimini perpetrati verso cittadini greci o ciprioti che vivono drammi quotidiani a poche centinaia di  chilometri da casa nostra?
     
     L'Ora della Fuga o della Guerra 
     
    E' davvero un sistema che non regge più! E' ora di uscire definitivamente dall'Eurozona e dall'euro! Secondo Vegas, "l'Eurogruppo ritiene che i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e riafferma l'importanza di garantire quelli sotto i 100mila euro. Le autorità cipriote – a suo dire – introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum rispetto a quanto deciso il 16 marzo, fermo restando il tetto degli introiti stabilito". Ma di questi tecnicismi e di questi linguaggi astrusi e doppi gli europei coscienziosi ed intellettualmente onesti non ne vogliono più sapere. E' ora di finirla definitivamente con queste prese in giro. Qui si rischia la guerra civile, e non ci saranno eurogendfor che tengano se i popoli decidono di controvertire questo inaccettabile status quo.
     
     Sessione Straordinaria a Bruxelles 
     
    Intanto a Bruxelles i ministri dell'Eurozona in sessione straordinaria stanno cercando di "rimediare" (si fa per dire) alla contestatissima mossa di sabato, al fine di creare un "giusto" alibi per il governo centrale di Nicosia e per il  Parlamento, al fine di convincere quest'ultimo – nella giornata di domani, Mercoledì 20 Marzo – a dare il via libera al cosiddetto salvataggio. Un salvataggio che ha tutto il sapore dell'ennesima beffa, stile Grecia. Infatti analizzando le contromosse di Bruxelles, in effetti non cambia praticamente nulla: per pesare di meno sui piccoli risparmiatori, i Ciprioti non verranno sollevati dal pagamento di nuove tasse, ma dovranno solo scegliere come ridistribuire l' 'una tantum'. Avete capito bene: cambia la forma ma non la sostanza! L'importante, secondo l'Eurogruppo, è che in tutti i casi l'introito previsto (pari a 5,8 miliardi di euro: un'enormità per uno stato così piccolo che conta appena un milione di abitanti) sia versato a suon di lacrime e sangue. L'ipotesi più accreditata è quella di stangare del 15% i conti sopra i 500mila euro, per la maggior parte intestati a cittadini russi. Ma il cancro non si cura con l'aspirina o producendo altri cancri: lo si cura estirpandolo dalla radice. E la radice di tutti i mali si chiama euro. E' ora di tottamare questa follia che crea surplus fittizi in favore della Germania e debito fittizio in seno ad altre particolari economie europee non aventi la struttura economica di Berlino, ma costrette ad un impari confronto grazie al diabolico Sistema Target2 (Vedi il funzionamento nell'articolo in allegato) del quale non parla praticamente nessuno!
     
     La Ragione della Follia 
     
    Certo, per capire davvero con chi abbiamo a che fare (qualora ce ne fosse ancora necessità) è curioso vedere come esattamente giovedì scorso, a due giorni dalla "storica rapina in banca da parte dell'Europa delle lobby" il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, aveva dichiarato sul Financial Times che non avrebbe mai permesso ed avallato prelievi forzosi sui conti correnti. Anche – supponiamo – per non mettersi contro gli oligarchi russi che notoriamente detengono i loro depositi presso le banche cipriote. Quindi la soluzione di Nicosia è stata più "democratica": non colpire solo i conti faraonici, ma quelli di tutta la popolazione. Ovvero, massacrare tutti e indistintamente. Idea geniale: specie per compiacere la Merkel, e per farle guadagnare punti agli occhi dell'opinione pubblica tedesca in vista delle prossime elezioni di settembre.
     
     Il Vero scopo di Bruxelles 
     
    Ma qual'è l'obiettivo che Bruxelles persegue attraverso questa apparentemente assurda strategia? Il concetto è molto sottile e lo ribadiamo ancora una volta: convincere 500 milioni di europei che la soluzione migliore per tutti, onde evitare il ripetersi di queste oscenità e quella di unire tutte le nazioni in un'unica federazione di stati (Stati Uniti d'Europa). Ma non si ammette una cosa: l'accentramento non è la soluzione, bensì il reale obiettivo perseguito dalla tecnocrazia illuminata e dalle logge europee da decenni, se non da secoli. In realtà, anziché dire a tutti la verità ed ammettere che il Sistema Target2 (vedi articolo in allegato) e l'euro son stati solo due pretesti per annientare le nazioni e creare un unico mostro facilmente controllabile, stanno proponendo ai poveri mortali come panacea ai loro mali, addirittura l'annientamento totale, la resa incontrastata: cioè la rinuncia alla propria cultura nazionale, alle proprie tradizioni, alla propria fede, ai propri principi e alla propria sovranità. E ciò come la migliore soluzione per tutti. Questa signori si chiama follia!
     
     
    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
     

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     Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa  – 

    Associazione La Torre, Redazione "Qui Europa"

    Italia,Grecia, Siria, Europa, Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Stalin, Anne Emmerich, anticristo, Chiesa, crisi nella Chiesa, ecumenismo, massoneria, Messa, Papa, papi, protestanti, Roma, setta, Papa Francesco, Nuovo Ordine Mondiale, Satana, Vergine Maria, Fumi di Satana, Gesù Cristo, Apocalisse, Avversario, Satana, Stalin, Giovanni Paolo II, protestantesimo, Apocalisse, Bibia, stagno di Fuoco, Battaglia tra male e bene, Vergine Maria, Chiesa di Pietro, Qui Europa, Associazione La Torre, Vaticano, San Paolo, San Pietro 

    Le Rivelazioni di Anne Katherine Emmerich,

    l'Anticristo e i "Fumi di Satana" nella Chiesa

    Due Profezie della monaca agostiniana riferite da Gesù

    in un'esperienza mistica nel 1820 sulla lotta tra bene

    e male nella Chiesa. Il paradigma odierno.

     

    Introduzione di Sergio Basile

    La Chiesa Attaccata da una Setta

     Emmerich – La Chiesa e i Fumi di Satama 

    Roma – Come la stessa SS. Vergine, Madre di Dio, rivelò in una delle più celebri profezie mariane a Fatima, "I fumi si Satana sarebbero entrati nella Chiesa, ma le porte degli Inferi non avrebbero prevalso su di essa". Indubbiamente quello che viviamo oggi è uno dei tempi più bui della storia dell'umanità. Ovviamente i media ci raccontano storie diverse e ben lontane dallo sfacelo morale, spirituale e materiale che ogni giorno si consuma nel silenzio e dietro le nostre spalle. Dappertutto falsità, crisi indotte, occultamenti di verità scomode, tradimenti, omicidi, genocidi, violenze, oppressioni, perversioni sessuali,  attacchi alla famiglia e persecuzioni. Emblematico, in tal senso, è ciò che oggi accade e si consuma in almeno tre nazioni, anche se con intensità e drammaticità diverse: la Grecia, l'Italia e la Siria. Tutte nazioni – guardacaso – universalmente considerate tra le culle della civiltà cristiana nonché i cuori del Cristianesimo.

     Il Piano Satanico per un Nuovo Ordine Mondiale 

    Gli sconvolgimenti riconducibili a quello che molti studiosi, sociologi e adepti chiamano il "Nuovo Ordine Mondiale" in atto – che ci crediate o no –  non sono altro che l'immagine più concreta dell'azione del Biblico Nemico dell'umanità per eccellenza, e del suo tentativo di pervertire e distruggere l'umanità e la stessa Divina Creazione (vedi guerre, crudeltà perpetrate in nome dell'economia, ma anche OGM e contaminazioni varie) al fine di lanciare la sua ultima sfida a Dio, prima della sua disfatta definitiva profetizzata nell'Apocalisse di San Giovanni: "E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli". (Apocalisse 20,10)

     Chi è il Nemico dell'umanità? 

    Ma prima di continuare una domanda è d'obbligo. Chi è il Nemico dell'umanità? L'Avversario è colui che la Bibbia (Apocalisse 12,9) definisce "il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e satana, il seduttore di tutto il mondo", cui missione è quella di distogliere gli uomini dal credere e seguire Gesù Cristo, cioè colui che "…divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d'una salvezza eterna" (Ebrei 5-9,10). A tanti può sembrare ridicolo, anacronistico e/o paradossale che nel terzo millennio un Osservatorio "scientifico" che si occupa sostanzialemente delle politiche europee (qual è il nostro) possa parlare di potenze malefiche che influenzano gli uomini e di lotta tra bene e male. Eppure l'apostolo Paolo – da cristiano e credente qual era – non si fece alcun problema di sorta nello scrivere la sua lettera agli Efesini in tali termini: "Il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Lettera agli Efesini 6-11,12). D'altronde i fatti straordinari e cruenti che contraddistinguono il tempo in cui viviamo,  dimostrano in modo inconfutabile (per chi vuol vedere) un'evidente lotta apocalittica tra la verità e la menzogna, tra il bene e il male. Una lotta che coinvolge oggi miliardi di uomini, e nella quale per la prima volta nella storia una fazione tenta di "girare" le sorti del  mondo definitivamente dalla propria parte, mediante la creazione di un unico impero globale, che possa portare all'annientamento del Cristianesimo, rimpiazzando Dio e il sio progetto una volta per tutte.

     Le Profezie della Emmerich, la Chiesa e i suoi Nemici 

    Le seguenti profezie – suggeriteci dagli amici dell'Associazione Culturale La Torre – furono fatte nel 1820 dalla monaca agostiniana Anne Katherinne Emmerich, che patì le ferite di Nostro Signore Gesù Cristo nel suo corpo e che visse miracolosamente diversi anni soltanto con la Sacra Comunione, sensa prendere cibo, fino al giorno della sua morte. A lei fu concesso di avere molte visioni di Gesù e di Maria SS. della loro vita sulla terra, visioni che furono scritte e poi pubblicate dopo la morte della mistica. A pochi giorni dall'elezione del nuovo Romano Pontefice,  Papa Francesco – dunque – e nell'augurio che Egli con l'aiuto di Dio possa fare pulizia nella Chiesa, spazzando via gli "infiltrati", i traditori del Vangelo e i cosiddetti "Fumi di Satana" che minacciano i credenti e l'intera umanità, poniamo alla vostra attenzione tali eloquenti e profetiche righe,  tratte da "La Vita di Anne Katherine Emmerich". Ciò – per contro – nel ricordo dell'obiettivo primario perseguito da uno dei nemici storici più crudeli e cruenti della Chiesa e del Cristianesimo: Stalin. ll dittatore – occultista, satanista e membro della setta massonica degli Illuminati – amava farsi chiamare dai suoi seguaci con l'emblematico appellativo de "il Demoniaco" e amava ripetere loro questa singolare frase: "Il mio sogno è quello di trasformare il Vaticano nel più grande tempio pagano del Mondo"…

    di Sergio Basile – Redazione Qui Europa

     Profezia di Cathrine Emmerich – La Chiesa Minata dal Piano di una Setta 

    Brano tratto da "La Vita di Anne Katherinne Emmerich"

    Vidi una forte opposizione tra due Papi… e vidi quanto funeste sarebbero state le conseguenze di quella falsa Chiesa. Essa diventava sempre più grande; eretici di ogni sorta arrivavano alla città di Roma; i chierici accrescevano il proprio lucro, vi era una grande oscurità (…) Vidi che la Chiesa di Pietro veniva minata dal piano di una setta”. 
     
     Il Regno dell'Anticristo e la Falsa Religione 
     
    La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare perché il Papa non vada via da Roma, verranno mali innumerevoli se lo fa. Quando sarà prossimo il regno dell’Anticristo, comparirà una religione falsa che andrà contro l’unità di Dio e della sua Chiesa. Questo causerà il più grande scisma mai visto nel mondo”. “Ebbi un’altra visione della grande tribolazione.
     
     Un permeso che non si poteva dare 
     
    I chierici chiedevano un permesso che non si poteva dare. Vidi alcuni sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangeva e si doleva amaramente; alcuni pochi giovani anche si lamentavano. Ma altri, specialmente gli eretici, prontamente accolsero la richiesta. Era come se la gente fosse divisa in due bandi… ” “Vidi che un certo numero di pastori accettavano idee pericolose per la Chiesa. Costruivano una grande, strana e stravagante Chiesa. Chiunque veniva accettato a fine di unirsi e avere gli stessi diritti: evangelisti, cattolici, sette di qualunque credo. Tale doveva essere la Nuova Chiesa.
     
     La Nuova Chiesa e i Progetti di Dio 
     
    Ma Dio aveva altri progetti…” “Vidi un’altra volta quella enorme e strana chiesa che veniva costruita là, in Roma. Non vi era in essa nulla di santo. Vidi questo, ma anche un altro movimento guidato da ecclesiastici, al quale collaboravano Angeli, Santi e altri Cristiani.” “Ma lì, nella strana grande Chiesa, tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente secondo regole stabilite e formulate. Tutto era fatto secondo l’umana ragione… Vidi ogni sorta di gente, di cose, dottrine e opinioni. Vi era un certo orgoglio, presunzione e violenza, e sembravano riuscire in tutto. Non vidi nemmeno un Angelo, e neppure un Santo aiutando in quel lavoro. Ma nel più profondo del sottosuolo, vidi un popolo selvaggio armato di lance, e una figura che rideva e diceva: “Edificatela il più solido che potete, che noi la distruggeremo”. Vidi ancora la nuova e disordinata chiesa che cercavano di costruire… In essa non vi era nulla di santo. C’era gente che ammassava il pane in una cripta sotto quella chiesa; ma non avrebbe lodato, né ricevuto il Corpo di Nostro Signore, soltanto sarebbe stato pane. Quelli che erano nell’errore, involontariamente, e quelli che piamente e ardentemente attendevano il Corpo di Cristo, sarebbero stati consolati, ma non per mezzo dell’Ostia.
     
     Gesù e la nuova Babele – Un gruppo di pii rimasti fedeli 
     
    Allora la mia Guida (Gesù) disse: “Questo è una Babele”. Vidi cose deplorevoli: vidi gente che giocava, beveva e chiacchierava nella chiesa; persino amoreggiando con donne. Ogni sorta di abomini lì veniva commessa. I sacerdoti permettevano tutto e celebravano la Messa con molta irriverenza. Soltanto restavano alcuni pochi pii… Tutto ciò mi causò molta angoscia.”
     
     I Vescovi e la Grande Sofferenza del Santo Padre 
     
    “Tra le cose più strane che ho visto, c’era una grande processione di vescovi. I loro pensieri ed espressioni mi furono rivelati attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. I loro errori dottrinali erano emessi attraverso deformità estreme… Vidi quasi tutti i vescovi del mondo, ma solo un piccolo numero era perfettamente udibile. Vidi anche il Santo Padre, timoroso di Dio ed in continua preghiera. Lasciava molto a desiderare il suo aspetto, a motivo della sua debolezza e vecchiaia e della sua grande sofferenza. La sua testa oscillava da un lato all’altro e cadeva sul suo petto come se fosse sul punto di addormentarsi.
     
     L'Avanzata del Protestantesimo e la lotta per la fede 
     
    Dopo vidi che tutto quello che riguarda il Protestantesimo si innalzava, mentre la Religione Cattolica cadeva in completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano sedotti dalla brillante ma falsa conoscenza di giovani maestri, e tutti quanti collaboravano nel lavoro di distruzione. In quei giorni, la Fede sarebbe caduta molto in basso, e sarebbe stata preservata soltanto in alcuni luoghi, in pochi villaggi di case umili, e in poche famiglie, che Dio avrebbe protetto da calamità e da guerre”.
     
    Tratto da La vita di “Anne Katherinne Emmerich”
     
    (a Cura dell'Associazione Culturale La Torre e della Redazione Q.E.)
     
    ______________________________________________________________________________________
     
     Scheda – Chi è Anne Katherine Emmerich?                                                                
     
    La Beata Emmerich non ha scritto di per sé, ma ha dettato ciò che vide o ebbe in visione ad un suo fedelissimo "figliolo" spirituale, che si prese il compito di mettere tutto per iscritto, sotto consiglio e benedizione del vescovo del suo tempo. Ella narrò della Vita di Maria per esempio, nella quale visione avvenne un fatto meraviglioso: la Emmerich descrisse così minuziosamente la "Casa di Maria", ma così bene, che il vescovo fece interessare alcuni studiosi e archeologi. Questi andarono sul posto seguendo alla lettera le visioni mistiche e con meraviglia scoprirono ad Efeso dopo alcuni scavi, appunto, i resti di quel che rimaneva della Casa. Dentro vi trovarono esattamente alcuni oggetti descritti dalla Beata. Gli studiosi analizzando la terra, il suolo e le pietre non ebbero più dubbi sull'autenticità di quella scoperta ed anche la Chiesa la riconobbe autentica tanto da innalzarla a Santuario. Nel 1802 entrò nel convento delle agostiniane ad Agnetenberg (Dülmen). Qui la sua salute declinò progressivamente, finché fu costretta a letto. Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate. Anna Caterina Emmerich morì a Dülmen il 9 febbraio 1824. Durante cinquant’anni di vita le sue visioni quotidiane avevano coperto tutto il ciclo della vita di Gesù, di Maria e in gran parte anche degli apostoli.  Sei settimane dopo la sua morte la tomba di Caterina venne riaperta. Il suo corpo venne trovato incorrotto senza alcuna traccia di decomposizione. Nel 1892 il Vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazioneBrentano visse fino al 1842, dopo aver dedicato tutti gli anni che gli restavano alla stesura del suo libro "Vita di Gesù Cristo secondo le visioni della monaca Anna Caterina Emmerich". La suora aveva predetto che anche lui sarebbe morto quando il suo compito fosse terminato. Dagli scritti di Brentano riguardanti le visioni di Caterina Emmerich vennero pubblicati, oltre al libro suddetto, anche: "La dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo le meditazioni di Anna Caterina Emmerich" (1833), "La vita della Beata Vergine Maria" (1852), "La vita di Nostro Signore" (1858-80 e 1981). Anna Caterina Emmerich è stata beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.

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  • Papa Francesco conquista il Mondo

    Papa Francesco conquista il Mondo

    Giovedì,  Marzo 14th/ 2013

     di Sergio Basile 

    Papa Francesco, Habemus Papam, Cardinal Jorge Mario Bergoglio, Argentina, Padre Nostro, Festa a San Pietro, San Francesco, Il Papa che va in Metropolitana, Buona Sera, 26 ore di conclave, Jean-Louis Pierre Tauran, Francesco I, Joseph ratzinger, Santa Maria degli Angeli, Buenos Aires, San Miguel, Santa Fe, Primate d'Argentina, Giovanni Paolo II, Qui Europa, Cappella Sistina, Sergio Basile 

    Papa Francesco conquista il Mondo

    Francesco, un Papa del popolo vicino agli ultimi

    Il Papa dei record:  il primo extraeuropeo; il

    primo Sudamericano; il primo gesuita e il

    primo Papa ad onorare in poverello 

    d'Assisi prendendo il suo nome

     

    di Sergio Basile

    Pope Francisco I

    Roma – Habemus Papam! Centinaia di milioni di fedeli, Miliardi di uomini in tutto il mondo incollati alla Tv a seguire un evento storico, un'emozione fortissima che sembra invadere tutti, e non solo il popolo della Chiesa Universale (cattolica) raccolto tra le braccia del colonnato di San Pietro. Chi sarà? Nella sacra stanza si accendono le luci, cresce la palpitazione dei fedeli, tutti gli occhi del mondo sono puntati sulla balaustra mentre gli attimi si susseguono con incredibile pathos. Migliaia di bandiere sventolano nella Piazza, e tra le colonne del Bernini. Un silenzio irreale domina la scena. Il tempo sembra essersi fermato. Milioni di domande affollano le menti dei fedeli, sembra quasi vederle aleggiare nel cielo di Roma, in uno dei tempi più bui e difficili per l'intera umanità: guerre, bugie, tradimenti, genocidi, schiavitù e disprezzo dei diritti umani. La lotta tra male e bene giunta probabilmante al suo culmine. Non ci vuole molto a capire come le speranze del mondo – nel bene e nel male – siano legate a quel nome che sta per essere pronunciato. D'un tratto il balcone dietro la balaustra petrina si schiude ed ecco apparire un porporato per l'atteso proclama. La tradizionale formula viene letta dall'incaricato cardinalizio. Si tratta del cardinal Jean-Louis Pierre Tauran"Nuntio vobis gaudium magnum. Habemus Papam"! Habemus PapamI cardinali riuniti nella Cappella Sistina – in uno dei conclavi più veloci – hanno scelto il successore di Benedetto XVI: è Jorge Mario Bergoglio, argentino di 77 anni. Prenderà il nome di Francesco. Solo le 19.06 del 13 marzo 2013. Una data che resterà nella storia.

     Fratelli e Sorelle… Buona Sera!  

    Il nuovo Papa avanza dietro la croce del cerimoniale un pò (abbastanza) intimorito e con un'espressione molto eloquente: gli occhi sembrano dire tutto. "Sono proprio io il nuovo Papa che Dio ha voluto per la sua Chiesa?": sembra chiedersi Bergoglio.  "Tocca proprio a me?". Infiniti attimi di silenzio si rincorrono ancora. Il Papa fissa la folla con sguardo dolce e grato. Poi rompe gli indugi con una frase altissima, nella sua semplicità: "fratelli e sorelle, buona sera!".  Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui!. Vi ringrazio dell’accoglienza – continua il Pontefice – La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo, grazie. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI preghiamo tutti insieme per lui perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca

     Si Ricomincia da Francesco 

    Si ricomincia da Francesco, dunque! E lo si fa con un Padre Nostro, un'Ave Maria ed un "Gloria" di ringraziamento a Dio. Cioè – in puro stile gesuita – con la centralità per la preghiera. Ma il momento più emozionante della proclamazione è stato sicuramente quello che ha visto il successore di Pietro inchinarsi alla folla e all'Altissimo pronunciando parole inusuali rispetto al protocollo ufficiale: "Vi chiedo un favore!  – ha monito Bergoglio – Prima che il vescovo benedica il popolo, chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica,  chiedo la benedizione del popolo per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me!". attimi di commozione sul viso dei fedeli. migliaia di occhi serrati e rivolti idealmente al Cielo. Molte gote segnate dalla lacrime. Lacrime di felicità! Ed infine  il congedo con un pensiero speciale alla Vergine Maria: "Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo".

     Chi è Jorge Mario Bergoglio? 

    Ma chi è Jorge Mario Bergoglio?  76 anni, arcivescovo di Buenos Aires, nato in una famiglia di immigrati italiani di origine piemontese (provincia di Asti). Bergoglio ha studiato dapprima come tecnico chimico, poi in seminario, quindi nel 1958 è entrato a far parte come novizio della Compagnia di Gesù, tra Cile e Argentina (in particolare tra Santa Fe e Buenos Aires) laureandosi in filosofia. Ordinato sacerdote il 13 dicembre 1969, successivamente rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Il 20 Maggio 1992 è una data particolare per il vescovo vicino ai poveri e che si prostra dinnanzi agli infermi baciando loro i piedi: viene nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca, e dopo solo 5 anni (il 3 giugno 1997) è nominato coadiutore vescovile di Buenos Aires e poi vescovo – in data 28 febbraio 1998 – nonché Primate d'Argentina. Il 21 Febbraio 2001, Giovanni Paolo II lo nomina capo della Conferenza Episcopale Argentina. Nel 2005 il suo nome fu indicato (con quello Ratzinger) come uno dei più accreditati al soglio pontificio. Proprio lui, il cardinale amante di tram e metropolitane, che negli anni passati aveva sempre rifiutato incarichi di prestigio nella Curia Romana. Bergoglio sembrerebbe essere stato appoggiato da tutti i cardinali latinoamericani e dallo stesso Joseph Ratzinger. Lo stesso Bergoglio – dichiarandosi non pronto a vestire i panni del successore di Pietro – nel 2005 fece confluire molti consensi sulla figura dello stesso cardinal Ratzinger, poi divenuto Papa col nome di Benedetto XVI.

     I Primi appuntamenti di "Francesco I" e le Grandi Sfide 

    Ora tutto il mondo attende di ri-incontrare "Francesco" nella sua prima messa da Pontefine: messa di inaugurazione del pontificato che si terrà martedì 19 marzo alle 9.30. Il Papa dovrebbe recarsi stamane a Castel Gandolfo, per incontrare il Papa emerito Joseph Ratzinger. Dopodicché si recherà presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, come promessa alla Madonna, per una speciale preghiera di ringraziamento. La prima Messa da Papa – "non pubblica" – si terrà invece la prossima Domenica 17 Marzo, presso la Cappella Sistina. Venerdì 15 il cerimoniale prevede l'incontro e il saluto con i cardinali nella Sala Clementina. Sabato 16 Marzo Francesco I incontrerà i giornalisti  nell'Aula Paolo VI. Molte sono le sfide che attendono Francesco I: da parte nostra auspichiamo che il poverello d'Assisi possa inpirare i suoi passi e che lo Spirito Santo possa servirsi del suo "umile servo" per soccorre gli ultimi della Terra: un pensiero speciale – in questo particolare monento – non può che andare alla Siria, alla Libia, all'Africa, al Medioriente ed ai popoi del Sud Europa devastati da una bugia di proporzioni ciclopiche. Auguri Santità!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / indignados / Rivoluzione / Nuova Costituzione / Dimissioni del Governo / Dimissioni del Parlamento / Hellenic Shipyards / Recessione / Ministero della Difesa / Ministero della Sanità / I nuovi Hitler / Manuel Barroso / Christine Lagarde / Mario Draghi / Herman Van Rompuy / Antonis Samaras / Qui Europa / Sergio Basile / Sciopera Generale in Grecia 

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della

    Difesa occupato dai leoni feriti della

    Hellenic Shipyards

    Nuovi aspri scontri di operai e medici contro i

    macellai della troika e i tagli governativi

    Indiscrezioni dalla stampa francese: "La Grecia potrebbe

    garantire gli aiuti con le riserve di gas di cui dispone".

    In vista nuovo sciopero generale per 17 e 18 Ottobre

    Grecia, Occupato il Ministero della Difesa

    Atene – Recessione al 5%Non è un dato sballato fuoriuscito da un calcolatore elettronico in tilt, ma bensì è l'amara realtà delle stime sull'economia ellenica, nell'era dell'Eurozona e dei vampiri della Troika. Intanto nelle ultime ore nuovi aspri scontri si sono registrati al Pireo – zona portuale di Atene – dove un centinaio di lavoratori dei cantieri navali dell’Hellenic Shipyards, azienda in odore di fallimento, sono tornati in pazza per protestare contro i nuovi tagli ai salari,  decisi dal governo Samaras su imposizione della solita "bestiale" Troika (Ue, Bce, Fmi).

     L'Odissea della Hellenic Shipyards 

    Storia davvero singolare quella dell'azienda greca, che già era stata venduta  nel 2010 dal gruppo tedesco ThyssenKrupp, al gruppo Abu Dhabi Mar. Ma i lavoratori dell'Hellenic Shipyards dimostrandosi solidali con il resto della popolazione ellenica, hanno rivendicato anche giustizia in merito alla  macelleria sociale fatta attraverso il gravissimo sfoltimento delle pensioni, mediante l'attuazione di privatizzazioni insensate a favore della speculazione estera, e soprattutto verso gli stipendi da terzo mondo che – tra l'altro – spesso e volentieri non vengono neppure pagati. Eppure – come puntualmente nota, stamane, la stampa francese – una domanda sorge spontanea: "ma la Grecia non potrebbe garantire il suo debito attraverso le ingenti riserve di gas di cui dispone, anziché avviare tali misure disumane e recessive?

     Ministeri sotto assedio 

    Ma andiamo ai fatti, e che fatti! Nelle scorse ore la protesta per la prima volta si è spostata addirittura all'interno di un palazzo istituzionale: i lavoratori del gruppo, infatti, eludendo ed in parte forzando la sorveglianza, come leoni feriti, sono irrotti all'interno del Ministero della Difesa, facendo vivere a tutta la popolazione greca incollata alla tv, lunghe ore di altissima tensione. Tensioni anche dinnanzi al Ministero della Sanità, per la protesta dei medici e del personale ospedaliero, denuncianti la distruzione del "Sistema Nazionale della Sanità e degli ospedali pubblici” ad opera dei padroni illegittimi dell'Europa. I nuovi dittatori (a tutti gli effetti, e senza eufemismi di sorta) dei popoli del Vecchio Continente. Intanto le forse sociali si stanno mobilitando attraverso una febbrile organizzazione per dar luogo ad una nuova giornata di sciopero generale per il 17 e 18 ottobre.  .

     Dramma Grecia – Le soluzioni ci sono, ma non si vogliono prendere 

    Ma la pazzia dittatoriale dei nuovi "Hitler" della Troika (Barroso, Van Rompuy, Lagarde e Draghi) – fautori di una dittatura di tipo economico-finanziario – non si è fermata neppure dinnanzi a tali proteste, ma anzi ha rincarato la dose, annunciando – sempre nelle ultime ore – un aumento dei tagli previsti nel 2013 e – addirittura –  l’approvazione di un nuovo pacchetto di austerità che permetterà – pensate un pò – l'accesso a "nuovi aiuti da usuraio". E pensare che basterebbe  abbandonare l'iniquo e subdolo sistema europeo di regolazione interbancaria "Target 2" (vedi approfondimento in allegato) o rinazionalizzare la Banca Nazionale ellenica, riformare il Trattato di Lisbona (Art.123) ed abbandonare l'Eurozona atraverso forme di "uscita" progressive e controllate per risolvere la situazione. Ma l'Europa dei tecnocrati preferisce far finta di niente, e continuare a tirare la corda, alla faccia dei principi di sussiduarietà ed uguaglianza tanto decantati dagli stessi trattati europei (completamente traditi) e dei diritti umani.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Maggio 10th / 2012 – di Sergio Basile e Franco De Domenico –  Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita […]

    Grecia: cavia del fallimentare neo-liberismo

    Grecia: cavia del fallimentare neo-liberismo

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

    La rivincita dell’Olimpo

    La rivincita dell’Olimpo

    Lunedì, Maggio 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Grecia / Crisi Ue / Elezioni / Voto di protesta / Atene / Fondo Monetario Internazionale / Troika / Lucas Papademos / Destrra / Nuova democrazia / Sconfitta dell'austerity / Governo di unità nazionale / Governo tecnico / Rivincita / Aiuti   Atene / Merkel / Lagarde […]

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa  La Grecia nelle sabbie mobili della crisi […]

    Grecia – l’altra crisi: quella dell’infanzia

    Grecia – l’altra crisi: quella dell’infanzia

    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Grecia /Atene / Crisi / Minori / Soglia di Povertà / Lavoro Minorile / Esclusione Sociale / Reddito Minino / Unicef / La condizione dell’infanzia in Grecia 2012 / Eapn / Barroso  Grecia: la vera crisi è quella dell’infanzia […]

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

    Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid

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    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione europea / Commissione Affari / Spagna / Bilancio / Rehn / Rajoy Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid Scostamento rispetto a 2011 Bruxelles – Nelle scorse ore il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, tramite il suo portavoce Amadeu Altafaj, ha espresso le sue perplessità sulla situazione di […]

    Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi?

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Grecia / Commissione Ue / Eurogruppo / Debito / Crisi / Papademos / Barroso   Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi ? N0n convine l'accordo "Salva-Grecia" Atene – E’ stato raggiunto, la notte scorsa, l’accordo Salva-Grecia che prevede, da parte dell’Unione Europea un prestito […]

    Grecia verso nuova crisi: il “prestito” solo un palliativo

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Grecia / Eurogruppo / Crisi Ue / Debito / Prestiti / Contagio / Paliativo / Katseli   Grecia verso nuova crisi:  il "prestito" solo un paliativo L'analisi dell'ex-ministro del Lavoro, Katseli: "La Grecia difficilmente tornerà ad essere uno stato sovrano" Atene – Probabilmente la Grecia si salverà per un pò […]

    La culla della civiltà, verso il fallimento

    La culla della civiltà, verso il fallimento

    Mercoledì, Febbraio 8th / 2012 Troika / Crisi Ue / Grecia / Atene / Default / G20 / Nuovo Ordine Mondiale / Crisi / Now / Banksters / New Order World / Default / Corriere della Sera  La culla della civiltà, verso il fallimento La patria di Platone e Socrate verso un Nuovo Ordine Mondiale  […]

    Salvare Atene senza uccidere l’euro: qualcuno ci crede ancora

    Salvare Atene senza uccidere l’euro: qualcuno ci crede ancora

    Martedì, Febbraio 7th / 2012 Crisi Ue / Grecia / Atene / Euro Salvare Atene senza uccidere l'euro: qualcuno ci crede ancora  Usa ed Europa: pronti gli avvoltoi della speculazione Pressioni su Papademos di Merkel e Sarkozy: "Non ha scelta!” Atene – Da 150 a 250 miliardi di euro di passivo.. Queste le cifre deprimenti […]

    Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

    Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

     Giovedì, 1st Dicembre/ 2011 – di Sergio Basile – Consiglio Ue / Crisi / Sovranità Nazionale / Summit /  Van Rompuy / Monti Van Rompuy, per acquietare il “dio-mercato” auspica ridimensionamento  delle sovranita’ nazionali La probabile nascita di un superstato Ue dietro gli euro summit  di 8 e 9 dicembre Bruxelles – Ormai appare chiaro come la […]

     

  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

    Lunedì, Giugno 18th / 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – 

    Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo / Rating / Moody's  / Commissariamento / Schiavitù del sistema finanziario / Mercati e banche / Rinazionalizzazione della Banca Centrale cipriota / Panicos / The Wall Street Journal / Financial Times / Neocolonialismo europeo / Mediterraneo / Economia drogata / Fallimento intrinseco dell'Eurozona / Guerra mediatica / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa 

    Eurozona – Moody's ora attacca Cipro

    L'Isola affoga nel mare del Debito privato

    e si appresta a diventare un "colonia Ue"

    Rating, Banche, Mercati e Neo-colonialismo

    La guerra mediatica è aperta

    Cipro – Isola Stato a Est del Mediterraneo – Il Nuovo bersaglio del Rating e della Speculazione

    Bruxelles, Nicosia A ridosso del fine settimana, con i cannoni del rating ancora fumanti per gli ennesimi attacchi alla penisola iberica, nuovi venti di guerra – finanziaria, s'intende – sono soffiati ad Est del Mediterraneo, sulla piccola isola di Cipro – stato dell'Ue e dell'Eurozona ospitante poco più di un milione di abitanti, con capitale Nicosia. Ciò ad opera della solita agenzia privata Moody's che ha deciso di tagliare il rating dello "stato sovrano" da Ba1 a Ba3, bollandolo ufficialmente come "inaffidabile", e causando un repentino e contestuale innalzamento dei tassi d'interesse sui titoli del debito. Moody's ha inoltre delineato nella sua relazione  un outlook negativo per l'economia cipriota: giudizio che apre le porte ad ulteriori molto probabili declassamenti, così come avvenuto per la vicina Grecia. Il taglio del rating operato, deriverebbe anche – spiega a modo suo Moody's . "dalle nuove considerazioni su quanto la Repubblica di Cipro dovrà mettere sul piatto per sostenere il proprio settore bancario: le nuove stime indicano un impegno superiore a quello previsto, inizialmente valutato tra il 5 e il 10% del Pil".

     Un tempismo perfetto! 

    Tempismo perfetto – Dagli States la scure del Rating si abbatte su Cipro

    Tempismo perfetto dunque! Infatti l'attacco strategico di Moody's giunge a pochi giorni dalla decisione annunciata da governo – che dal primo luglio avrà la presidenza di turno dell'Unione e dunque la responsabilità dell'agenda europea  – e presa d'intesa con la Banca Centrale,  di intraprendere negoziati con Mosca e Pechino al fine di ottenere crediti per – pare – circa 4 miliardi di euro.  Ciò mentre oltreoceano, negli States di Obama, si vocifera – sulle colonne di quotidiani da sempre vicini a lobbisti e speculatori: quali "The Wall Street Journal" e "Financial Times" – che Cipro potrebbe ben presto diventare il quinto paese dell'Eurozona "commissariato" dalla Troika: cioè il 5° Paese dell'Ue a chiedere "l'assistenza finanziaria dell'Unione europea": dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna.  Allora ecco spuntare i soliti annunci allarmistici su "pseudo-salvataggi" a banche e mercati. Ma in fondo qual'è il problema fondamentale di Cipro?

     Il problema fondamentale di Cipro? 

    Ufficialmente il governo – allineato perfettamente con i diktat del Consiglio Ue e della Troika – vede all'origine dei mali dello stato cipriota il fatto che il bilancio dello Stato non sia sufficiente per salvare le banche attraverso "ricapitalizzazioni automatiche". Già di recente, infatti,  il secondo istituto bancario del Paese,  la "Cipro Popular Bank", ha chiesto e ottenuto la fiducia e il "nulla-osta" del Parlamento al sostegno finanziario governativo per una ricapitalizzazione statale di diversi miliardi di euro.

     Wall Street Journal – Financial Times: la propaganda incalza 

    The Wall Street Journal, nei giorni immediatamente successivi all'evento, giudicava l'operazione di "salvataggio" come "qualcosa che amplificherà le finanze dell'isola in profondo deficit, inducendo il Paese a raggiungere più facilmente il consolidamento dei suoi obiettivi di bilancio per l'anno in corso". Stessa musica – più o meno – dal "Financial Times", che da giorni da molto spazio alla vicenda cipriota, pubblicando anche un'intervista al governatore della Banca Centrale di Cipro. Un certo signor "Panicos": cui nome è letteralmente "tutto un programma!". Secondo Panicos "Nicosia non escluderebbe il ricorso ai meccanismi europei di sostegno, qualora non disponga in garanzia una quantità di fondi necessari a tal scopo".  

     Cipro: dal 2002 un'economia drogata 

    2002 – Welcone to Eurozona – Il Declino di Cipro e della sua economia

    Secondo ultimi dispacci Ansa, l'esposizione di Cipro verso le banche greche si assesterebbe sui 23 miliardi di euro: una cifra che a ben vedere, ad oggi, sormonta e di molto il valore dell'intera economia nazionale, pari ad appena 17 miliardi di euro. Le banche cipriote navigherebbero dunque in cattive acque, ed avrebbero urgente bisogno di "un'iniezione di capitali freschi".  Cioè, in pratica – ed in parole povere – è come dire che lo stato centrale (cioè i cittadini con i propri contributi erariali) non riesce a corrispondere più interessi "speculativi" sugli interessi del debito pubblico alle maggiori banche nazionali. Pertanto non è Cipro ad essere in "pseudo-difficoltà", ma gli stessi speculatori che non riescono più a spremere a dovere le mammelle di madre patria. I capitali guadagnati in maniera fittizia ed immorale della speculazione, dunque, avrebbero sormontato e di molto i capitali prodotti dall'economia "reale" (cioè quella produttiva) del Paese.

     Euro – Fattore di fallimento intrinseco del sistema Eurozona 

    Tale paradosso giustificherebbe, dunque, il salvataggio delle banche cipriote (così come avvenuto nella scorsa settimana per la Spagna). Ma visto il perverso meccanismo sopra-illustrato, vediamo come tutto scorra sull'uso appropriato o meno dei vocaboli e delle espressioni. Il filo della disinformazione è molto sottile, quasi impercettibile. La verità che viene fuori da questo paradigma, allora, è naturalmente e completamente diversa. Il fattore di fallimento sperimentato da Cipro oggi è la stessa moneta unica: con l'adozione dell'euro, il fabbisogno di liquidità dell'economia cipriota è stato trasformato – come visto – automaticamente in speculazione, indebitamento ed indispensabile (vitale) ossigeno  per le banche. Lo dimostra il fatto che nei decenni pre-euro – quando cioè  i Ciprioti potevano esercitare di fatto la propria sovranità monetaria legata all'uso "antispeculativo" della sterlina locale – l'economia era in crescita. Poi d'improvviso essa finì per affondare e (ora) affogare nel mare del debito bancario. Sono i dati dell'economia reale a confermare questa conclusione. "Qui Europa", analizzando gli indici economici dell'economia cipriota dal 2000 ad oggi si è accorta di una involuzione molto eloquente e rivelatoria su quelle che sono le reali dinamiche di questa crisi. Nel 2000 – prima cioè dell'ingresso nell'Eurozona – il debito privato a Cipro non superava il 60% del PIL;  nel 2007 – a 5 anni dall'ingresso in scena dell'euro che ha surrogato la sterlina cipriota – esso aveva già raggiunto la soglia record 200% del PIL; nel 2011 esso è poi "scoppiato", addirittura, al 308,7% del PIL. Ma come si può dire, dunque, con onestà intellettuale e serietà che l'euro sia stato la "fortuna" dei 17 Paesi che l'hanno sposato?

     Euro – Una manna dal cielo per la Germania 

    L'unico Paese ad aver avuto vantaggi concreti dall'ingresso nell'Eurzona – anche e soprattutto grazie ai lusinghieri giudizi delle agenzie di ratinge ed allo spread – è stata la Germania. La stessa Germania che prima del 2002 non riusciva a creare ed accumulare surplus economico, ed era un paese in un imbarazzante stallo.Un nano se rapportato alla vicina "Pianura Padana": la regione più ricca d'Europa: oggi trasformata dai vampiri della speculazione privata in una landa semi-desolata.

     Alcune domande lecite  

    Analizzate e comprese le dinamiche di questa "euro-fregatura", a questo punto la domanda è: perché non porre – come provò a fare nei mesi scorsi l'Ungheria di Orban – il sistema bancario nazionale sotto il controllo del Parlamento cipriota, eleggendo una équipe di esperti indipendenti – plurirappresentativi e provenienti da diversi schieramenti – che possano gestire la situazione difendendo davvero l'interesse pubblico? Perchè non permettere loro di analizzare i reali movimenti di flusso del denaro depositato nel sistema bancario? Ed inoltre: Perché la Banca Centrale di Cipro – o a questo punto la stessa Bce – non  assume in prima persona l'onere della liquidazione pubblica delle banche? Così si avrebbe una netta distinzione tra il "debito onorabile" (quello proveniente dalla sottoscrizione "normale" di bond pubblici) da quello "immorale" ed "incontrollabile", scaturente dalle speculazioni bancarie sullo spread.

     Cipro, nuovo protettorato europeo?  L'ombra nera del Colonialismo 

    Cipro, i Mercati, la Speculazione Privata e il Neocolonialismo Imperialistico Europeo

    A tentare di normalizzare i contorni di questa immorale "economia della truffa", ci hanno pensato nelle ultime ore i rappresentanti dell'Ue, per bocca di Amadeu Altafaj ( portavoce del commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Mr. Olli Rehn) che si è limitato a constatare che: "Per ora le autorità di Cipro non hanno sottoposto all'Europa nessuna richiesta di aiuti" . Sui negoziati di Nicosia con Mosca e Pechino, poi,  Altafaj si è limitato a dire che la Commissione "non interferisce in alcun modo nei rapporti commerciali di uno stato membro". Anche l'Fmi di Christine Lagarde ha escluso che Cipro abbia ufficialmente chiesto aiuti alla Troika. Ma secondo  il ministro cipriota agli Affari Europei,  Andreas Mavroyiannis, sarebbe solo qustione di giorni. Mavroyiannis ha poi anche aperto alla possibilità di richiedere "finanziamenti misti": provenienti cioè da Ue, Fmi, Bce, Cina e Russia insieme. Dunque il governo cipriota – per nulla disposto ad assecondare le richieste di rinazionalizzazione della Banca Centrale e di "sprivatizzazione del debito pubblico" provenienti da gran parte dei cittadini isolani – sembra stranamente compiaciuto nel trasformare l'isola-stato in una sorta di protettorato europeo: fenomeno per la verità – storicamente – peculiare delle isole atlantiche, spesso e volentieri divenute colonie di magnati dei mercati con il bene placido dei governanti locali, sempre lautamente ricompensati per i loro servizi alla casta dominante. Il naturale epilogo della questione cipriota pare dunque volgere verso la consegna completa e "celere" della sovranità nazionale ad un vecchio sistema coloniale redivivo. 

     La "guerra mediatica" per la libertà  o la schiavitù  

    Ciò grazie proprio all'euro e ad un impunito regime finanziario, controllato su due fronti da banche e mercati, come sempre del tutto indifferenti alle sorti del popolo cipriota, legato ad un destino univoco ai cugini Greci. La sopravvivenza di entrambi i popoli del Mediterraneo, in tal senso,  è inestricabilmente legata alla loro fuoriuscita dall'euro e dall'Eurozona. Ma l'altra "guerra" imminente da vincere è quella mediatica: contro cioè la propaganda ufficiale dei media filo-governativi di Cipro che tentano quotidianamente – così come in Italia e nel resto dei Paesi Piigs – di annebiare il buon senso dei Ciprioti: ultimo baluardo rimasto a difesa della "vita dell'isola" ad un passo da una "definitiva schiavitù".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Spagna  – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Spagna – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Lunedì, Giugno 11th / 2012

    – di Sergio Basile – 

    Unione europea / Parlamento europeo / Mario Borghezio / Mara Bizzotto / Spagna / Ucraina / Polonia / Euro 2012 / Sistema bancario europeo / Banche / Commissione europea / Finanziamento ai clubs iberici / Finanziamenti miliardari / Debiti miliardari / Paradossi / Euforia per Euro 2012 / Aiuti alle banche spagnole / Troika / Italia / Giorgio napolitano / Mario Monti  / Manuel Barroso / Banche in crisi / Calcio a Debito / Barcellona / Real madrid / Lionel Messi / Cristiano Ronaldo / José Mourinho  / Calcio spagnolo / Clubs indebitati per 5 miliardi di euro / Sergio Basile / Qui Europa / Europa  / Pay-tv / Felicità / Politiche neoliberiste / casta bancaria / Tecnocrati non eletti / Surrogato di felicità / Julya Timoshenko / Mattanza cani randagi in ucraina / Danzica / Europei di calcio 

    Spagna  – Quell'iniquo rapporto tra "Banche

    in crisi" e "Calcio a debito"

    La denuncia dei deputati europei  Borghezio e Bizzotto

    sulle gravi contraddizioni del sistema bancario 

    Banche in crisi e stipendi milionari agli dei del calcio iberico.

    Intanto gli Spagnoli tirano la cinghia, mentre Barroso regala

    miliardi di euro alle "povere banche" 

    Spagna – Banche in Pseudo-Crisi e Calcio a Debito

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Madrid, Danzica – In tutta Europa è salita la febbre per Euro 2012 e, malgrado la crisi, non mancano gli spettatori, accorsi numerosi da tutto il Continente. Così accade che mentre Italia e Spagna, a Danzica, concludono sull'1 a 1 il loro attesissimo match d'esordio – offrendo tutto sommato una buona prestazione –  in tribuna d'onore spicca la presenza del Capo dello Stato Italiano, Giorgio Napolitano. Un Presidente della Repubblica attento e divertito, che a fine partita non ha perso occasione per lanciarsi in funanbolici quanto – consentiteci – fuori luogo, commenti stampa su improbabili quanto forzate connessioni tra "vittorie calcistiche" e "vittorie sulla crisi economica" di Spagnoli e Italiani: dimenticando che le prime si ottengono sul campo, in 90 minuti; mentre le seconde si "sistemerebbero facilmente" se il suo carissimo amico Mario Monti, le sue carissime banche – a dirigere i giochi in cabina di regia – e le istituzioni europee – con "Commissione Barroso" in testa – si decidessero a rinsavire ed a staccare la spina alla speculazione.

      La denuncia di Borghezio e Bizzotto  

    Allora, tanto per restare in tema di banche e calcio, ci sembra opportuno ragionare sulla moralità e sullo spirito etico che anima i "presunti salvataggi" degli istituti di credito (vedi ultimo caso dell'iberica Bankia) proponendo all'attenzione dei nostri lettori la dura e gravissima denuncia piovuta nei giorni scorsi, da Bruxelles, per bocca degli eurodeputati Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Secondo i due europarlamentari italiani "La Commissione europea attraverso il salvataggio delle banche spagnole sta favorendo anche i prestiti bancari a tasso agevolato alla Liga di calcio iberica''. La scottante indiscrezione è stata ufficializzata tramite due interrogazioni parlamentari indirizzate alla stessa Commissione di Barroso, ed è stata rafforzata da una domanda molto scomoda e pungente. I deputati hanno infatti chiesto a Barroso per quanto tempo ancora l'esecutivo (ricordiamo: non eletto ma semplicemente "nominato") da lui presieduto abbia intenzione di "andare avanti su questa strada"; cioè abbia intenzione di "continuare a regalare miliardi di euro alle povere banche". Un bel sasso nelle scarpe di un Manuel José Barroso certamente in grande imbarazzo, per una domanda che evidentemente neanche il professionale Marzullo, dal suo salotto notturno, avrebbe osato fare.

      Spagna – Dietro al regale mantello del "dio-calcio"  

    Ma lo sfogo di Borghezio non si è limitato a puntualizzare tale anomalia. Il deputato del carroccio ha osato porre il dito in una piaga ancor più grossa e profonda di quel che si potrebbe immaginare. Egli ha sottolineato come i soldi sottratti al circuito economico europeo – e quindi agli stessi contribuenti – stiano finendo per nutrire anche il dorato mondo del calcio, del "dio-calcio". In effetti il debito per la prima e seconda divisione spagnola è oggi piuttosto cospicuo: esso  si aggira sui circa 5 miliardi di euro. Una cifra  impressionante che potrebbe bastare da sola a salvare dal baratro qualche stato africano; o meglio qualche stato dell'Eurozona tra cui la stessa Grecia, o i poveri disoccupati di Spagna ed Italia, oggi costretti – gioco forza –  a rinunciare a "farsi una famiglia" e ad accantonare gran parte dei propri sogni di una vita. Un debito equivalente – secondo la lucida e puntuale analisi di Mario Borghezio – a qualcosa come "mezzo punto del deficit statale della Spagna". Ma la nota davvero stonata e che – ad esempio – una squadra blasonata e osannata a livello planetario come il Barcellona dei record si sia rivolta – tra il sostanziale silenzio dei media – al prestito bancario iberico per sostenere la propria faraonica  campagna acquisti nel comtempo in cui la stampa internazionale – d'altro canto – diffondeva su tv e giornali la notizia che, grazie al sostegno "delle banche"  – oggi, "d'improvviso in difficoltà" (???), o "presunte tali" –  i "grandi" clubs spagnoli potevano permettersi di stipendiare con compensi megagalattici "indiscusse prime donne" del calcio mondiale come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo; nonché allenatori come Mourinho, a 10 milioni di euro l'anno.

      L'euforia dei dissennati  

    Situazione paradossale che dovrebbe indurci tutti a riflettere di più sugli eccessi e le gravissime iniquità di un sistema che finisce – più o meno indirettamente – per ripercuotersi senza pietà alcuna sulle nostre vite e sui nostri portafogli, giorno per giorno, nel silenzio e tra l'euforia di chi non riesce a vedere al di là del proprio naso, magari godendo come – consentiteci – un completo dissennato della sua condizione di avvilente schiavitù e subalternanza. Un nostro lettore, l'altro ieri ci ha criticato per aver pubblicato un articolo che condannava e poneva in parallelo l'euforia degli Europei di calcio con una serie di abusi perpetrati dai responsabili politici dei paesi organizzatori ai danni dei diritti di uomini ed animali. In una costruttiva mail di risposta, abbiamo obiettato affermando che dinnanzi al "dio-calcio" esisterà pure qualcosa di più importante, come il rispetto della dignità umana e dei diritti.

      Un'occasione per ripeterci  

    Cogliamo dunque l'occasione per ripeterci volentieri in questa sede, ribadendo con forza che troviamo immorale e stupido sostenere i nostri beniamini in maniera unilaterale e cieca, chiudendo gli occhi – ad esempio – sul vergognoso fenomeno dell'incremento incontrollato del mercato della prostituzione in Ucraina e Polonia – e della contestuale diffusione di casi di aids – che ruota intorno al dorato e colorato palcoscenico degli europei di calcio 2012; come troviamo altrattanto deplorevole parlare di calcio in maniera univoca senza sensibilizzare l'opinione pubblica sulle torture subite dal leader Yulja Timoshenko o dalla spietata mattanza perpetrata dalle autorità governative ai danni di migliaia di indifesi cani (a due mesi dall'avvio del Campionato europeo).

      Le Povere banche in "crisi" e la Crisi delle "povere banche"  

    Allora, pur amando le straordinarie gesta agonistiche di campioni come Messi e Ronaldo, non possiamo non criticare apertamente il fatto che i debiti dei grandi clubs del calcio iberico – ribadiamo, 5 miliardi di euro, ad oggi – e le elargizioni facili delle "banche in crisi" (fatte pesare sull'economia europea) siano realmente uno schiaffo vergognoso alle vittime vere di questa "crisi" (indotta e pilotata dai mercati, dalle stesse caste bancarie, dalla tecnocrazia di Bruxelles e dai profeti del neo-liberismo). Ma ancor più vergognoso è l'atteggiamento della Commissione europea che permette questo. Un  qualcosa di  inconcepibile e – concordando a pieno con Borghezio e Bizzotto – di "insostenibile". Ovvero una situazione non più tollerabile per istituti di credito oggi sedicenti in "crisi", ma che "fino a poco tempo fa elargivano a piene mani  prestiti milionari a Real Madrid, Barcellona o Valencia'', chiedendo altresì agli stessi Spagnoli di stringere la cinghia, sacrificarsi all'inverosimile e rinunciare al proprio lavoro ed alla propria felicità. Ma che importa! Tanto già da domani   qualcuno ricomincerà – con il suo bel abbonamento in pay-tv – a "consolarsi" ( in uno straordinario surrogato di felicità ) davanti ad una bella partita di calcio, e magari proprio con un darby "Real – Barcellona ". A proposito: pare che presto ad arbitrare sarà la stessa Troika, della triade Barroso, Van Rompuy, Lagarde! Buona visione!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)