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  • Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani

    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile 

    Atene, Grecia, Ue, Bce, Fmi, arsenico, Sascifici umani, Satana, euro manicomio criminale, MES, Atene, Germania, BCE, Nuovo Ordine Mondiale, Porcate mercatiste, Ferrovie e aeroporti privatizzati, troika, Industrie farmaceutiche, Bayern, Dio Moloch  

     

    Follia Grecia – Questa non è Austerity,

    sono Sacrifici Umani

    Non si paga per rinascere, si paga per Morire: è un

    gioco d'usura fino all'ultima goccia di sangue 

    Neppure i malati gravi sono più garantiti: le

    industrie farmaceutiche bloccano la fornitura

    di medicinali destinati ai malati greci

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    Moloch

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Atene – Usurai sul tappeto rosso, le ultime dall'Euro-manicomio 

    Atene – Il momento è arrivato. Quel che temevamo da tempo riguardo allo stato ellenico sta arrivando al compimento, in un finale che supera le fantasie più malate, svelando – probabilmente – il vero volto delle democrazie occidentali: scatole vuote con sorprese amare, all'arsenico. I grossi magnati dei mercati internazionali continuano a dettare legge al popolo greco insinuando nuovi, importanti, sanguinosi ed insopportabili torture. Torture chiamate tagli. Due giorni fa le delegazioni europee della Troika sono atterrate ad Atene, accolti a braccia aperte dagli ipocriti e farisaici vertici parlamentari greci. Ai rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stata riservata una lunga passeggiata sul tappeto rosso, caratterizzata da continue strette di mano, tenendo rigorosamente fuori dal "percorso vip" le voci della miseria e della disperazione. Intanto, metre i padri di famiglia continuano a patire la fame, costretti a sacrifici immani pur di rimediare qualcosa da mangiare per mogli e figli, questi "importanti personaggi" continuano con arroganza estrema a decidere del destino della Nazione, proponendo come esca di scambio nuovi aiuti finanziari per un totale di 8 miliardi e mezzo di euro. Che servano – ci chiediamo – ad acquistare nuove fregate o  sottomarini da parcheggiare nel porto del Pireo? Vedremo! Ormai tutto è possibile in questo euro-manicomio criminale

      Follia Pura – Ora tocca ad Aeroporti e Ferrovie, domani? 

    Certo, i soldi sono già pronti, ma la Grecia (cioè l'élite greca) sa bene che per attingere a queste somme (da usare – tra l'altro – con assoluta discrezionalità) la plebe deve dimostrarsi disposta, adesso come nel passato, a versare ancora molto sudore, lacrime e sangue. A pochi giorni dalla privatizzazione dei principali aereoporti regionali, tocca adesso alla rete ferroviaria ellenica che, fino ad ora, era controllata al 100% dallo Stato. Così la BCE, sulla base di quanto esposto dal Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), ha inviato i suoi portavoce sul suolo ateniese: famelici lupi con la bava alla bocca, che puntuali – come in una battuta di caccia – hanno fiutato sotto vento nuove prede, nuove fonti di guadagno da sottrarre alla popolazione. Poco importa il laborioso lavoro compiuto dai Greci che per decenni si sono adoperati per la costruzione, la messa in funzione ed il mantenimento dei propri mezzi di trasporto su rotaia: quel che conta adesso è il salvataggio dei quattro principali istituti bancari del Paese ed il risanamento del debito accumulato negli ultimi anni dall'usura internazionale, che ora compiace e consola se stessa. Poco importano i sacrifici degli ultimi tempi, le politiche d'austerità adottate, i morti lasciati sul campo. Si continua su questa linea, depredando il suolo greco delle proprie risorse, riducendo la popolazione sul lastrico, pretendendo tassazioni ancor più salate, distruggendo famiglie e inducendo alla morte un esercito di disperati: probabilmente – a questo punto – il vero obiettivo di questo "Nuovo Ordine Continentale".

     Un Gioco d'usura fino all'ultima goccia di sangue 

    L'ultimo memorandum, denominato appunto ''lacrime e sangue'', non ha permesso alla popolazione di rialzarsi, costretta ancora al pagamento (pare a vita) di ingenti somme per il debito accumulato con gli strozzini della Troika. L'unica consolazione, per molti, è sapere che il debito cesserà all'altro mondo! Davvero una magra consolazione! Ma – ci chiediamo – cos'altro c'è rimasto da tagliare? Certo, qualcos'altro l'Ue troverà! Altrimenti che schiavitù sarebbe? Gli stessi vertici nazionali si sono dimostrati disponibili ad adottare nuove misure d'austerity pur di raccimolare gli ulteriori "spiccioli europei" richiesti e destinanti – peraltro – in buona parte allo stesso FMI. Come un cane che si morde la coda, questo infinito gioco d'usura costringe il proletariato greco a sottostare a tempo indeterminato alla tirannia dei poteri forti, vedendosi negare ogni possibilità di rimettersi in piedi.

     Non si paga per rinascere. Si paga per morire! 

    Non si paga per rinascere – questo è ovvio – ma si paga per morire! Sono previsti quindi numerosi licenziamenti nel settore pubblico entro fine anno: siluramenti sociali che  costringeranno alla disoccupazione altre 25 mila persone. La tassa sulla casa (che può essere considerata l'esempio greco dell'Imu italiana) è stata estesa a tutto il 2013, assieme al rincaro delle bollette per l'energia elettrica. D'altronde, per l'operaio medio, l'alternativa è quella di restare al buio.

     Malati condannati a morte! 

    In Grecia, le principali aziende nazionali appartengono oggi alla Germania e ad altri "importanti" stati del Nord Europa. Ma, nonstante questo,  Bayern e compagni hanno deciso di bloccare le forniture di centinaia di medicinali alla Grecia, a causa del debito maturato con le aziende farmaceutiche internazionali (pari ormai a 2 miliardi di euro). Pertanto anche la salute è un costosissimo ed ormai impossibile optional. Parte della popolazione è praticamente costretta all'espatrio, impossibilitata ad acquistare prodotti vitali, coperti da brevetto. Altra vergognosa porcata mercatista. La situazione diventa – pertanto – sempre più tragica per gli sfortunati colpiti da diabete, cancro o epatite.  I nuovi "condannati a morte dell'Europa "unita" stile repubblica sovietica stalinista.

    Moloch

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Robin Hood al Contrario 

    E pensare che tutto ciò accade a poche migliaia di chilometri da casa nostra. Intanto per le strade lo scenario si fa sempre più tetro eppure questa realtà, a noi prossima, ci appare ancora così distante. Ma è soltanto un'illusione, creata ad hoc dagli organi mediatici, onde evitare spinte rivoluzionarie nei Paesi circostanti. Un'illusione diabolica che mantiene vivo il paradigma di un'Unione Europea che appoggia a pieno la filosofia del Robin Hood al contrario: depredare i poveri pur di mantenere in piedi i ricchi e segnarne la sopravvivenza a discapito della stessa vita dei primi.

     Sacrifici Umani e Democrazia Liberale Satanica 

    Ma – ci chiediamo – se l'euro è semplice carta straccia (in quanto – come detto in più sedi – non garantito assolutamente da alcuna riserva aurea) e l'inlfazione si lascia comunque scoppiare con l'emissione indiscriminata ed allegra (senza alcun controllo) di titoli di stato a livello iper-industriale, (che rappresentano come la moneta un surrogato di essa, poichè incarnano comunque una promessa di pagamento ad interesse) perchè la BCE non interviene (applicando l'art. 11 del SEBC) con l'emissione diretta di moneta al fine di colmnare tutto il debito e salvare dal baratro milioni di vite umane? Evidentemente non esiste la volontà di farlo, perchè si seguono copioni scritti da sanguinari criminali. A chi giovano questi sacrifici umani? A quale sanguinario dio? Forse al satanico dio gufo, Moloch? Una cosa è certa, qui si oltrepassa la sfera del diabolico. Sarà un caso che proprio il gufo sia stato scelto come simbolo dell'euro ellenico? (vedi foto). Mah! A questo punto nulla più ci stupirebbe! Nella storia solo personaggi del calibro di Hitler, Stalin e pochi altri osarono tanto. E la storia ci insegna che essi furono tutti satanisti. E non è un eufemismo! Ma la vera domanda è: come fermare questi criminali? Che fare, se neppure le numerosissime denunce alle varie procure europee sembrano sortire effetti, in questa democrazia liberale dissacrante e satanica di senza Dio?

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Etichetta e “Made In” – L’Eurodeputato Morganti smonta i Tecnocrati contro il Blocco Germania-Svezia

    Etichetta e “Made In” – L’Eurodeputato Morganti smonta i Tecnocrati contro il Blocco Germania-Svezia

    Venerdì,  Febbraio 15th/ 2013

    – di Vincenzo Folino – 

    Etichetta / Made In / Parlamento europeo / Commissione europea / Claudio Morganti / Karel De Gucht / Esecutivo Ue / Prodotti Nazionali / Produttori Low-Cost / Germania / Svezia / Italia / Blocco del Nord Europa / Colonizzazione 

    Etichetta e "Made In" – L'Eurodeputato 

    Morganti smonta i Tecnocrati contro

    il Blocco Germania-Svezia

    Sensa "Made In" si uccide l'imprenditoria onesta.

    Intanto, introdotto un nuovo pacchetto di misure

    sulla tracciabilità dei prodotti manifatturieri

    "Made In" – Necessita un immediato cambio di rotta

    European Parliament - Made In - Morganti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Bruxelles – Come in un romanzo a puntate, continua la battaglia per l’etichetta. Come avrete capito, il riferimento è  alla proposta di regolamento europeo relativa all' “l’etichetta obbligatoria sulle merci extra-Ue”.  L'ultima "puntata" della serie è stata "trasmessa su questa rete" in Ottobre. Precisamente ci siamo lasciati con l’episodio del 23 ottobre, quando la Commissione europea – dopo anni di dibattiti e trattative – annunciò di aver ritirato la proposta in difesa della genuinità e della trasparenza; un episodio che registrò quindi, per l’ennesima volta, la vittoria dei produttori low-cost ai danni delle politiche europee di salvaguardia non solo dei propri prodotti, ma anche dei propri lavoratori. La puntata di oggi, al contrario, potrebbe segnare un punto a favore dei sostenitori del pacchetto “Made in”, in una battaglia che ha visto il nostro Paese in prima linea.

     Senza "Made In" non si va da nessuna parte! 

    Non mancano tuttavia le resistenze, ben riassunte dalle parole dell’ eurodeputato leghista toscano Claudio Morganti. "Sul 'Made in' – ha dichiarato il politico italiano – mi auguro che i Paesi nordici, questa volta, non facciano resistenza”, riferendosi così al blocco (guidato da Germania e Svezia) che nello scorso ottobre indusse il commissario europeo al Commercio Karel De Gucht a ritirare la proposta per l’etichettatura d’origine dei prodotti. L’eurodeputato ha poi proseguito commentando positivamente l'adozione di nuove misure a favore della tracciabilità dei prodotti manifatturieri, da parte della Commissione europea, riferendosi, in particolare, alla risoluzione votata lo scorso gennaio in plenaria, in cui gli europarlamentari chiedevano l'intervento immediato dell'Esecutivo Ue.  "E' ora – ha concluso Morganti – che le Istituzioni europee intervengano con delle norme a tutela del consumatore, contro la concorrenza sleale dei Paesi terzi, che sta uccidendo l'imprenditoria onesta e le eccellenze territoriali del nostro Paese"

    Vincenzo Folino  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

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    Sabato, Marzo 24th / 2012 Italia / Parlamento europeo / Schengeh / Libera circolazione / Sicurezza / Terrorismo / Controlli / Frontiere / Lega Nord / Gilles De Kerchove / Claudio Morganti Terrorismo e controllo frontiere – L'appello della Lega:  Schengen? Da abbandonare!  L'eurodeputato (Ln) Morganti: frontiere poco sicure. Schengen: integrazione o "cimitero dei popoli"?  La denuncia di […]

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    Giovedì, Marzo 22th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Crisi Ue / Bruxelles / Governo Monti / Imu / Tasse / Crescita / Gazzetta del Mezzogiorno / Crisi aziende / Chisura / Fallimento / Recessione / Monti / Bucci / Puglia / Confagricoltura / Marocco / Concorrenza / Dazi / Lavoro minorile […]

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    Giovedì, Marzo 22th / 2012 Italia / Unione europea / Partiti / Fondi pubblici / Corruzione / Concussione I sette peccati capitali della politica made in Italy: l'Ue chiede più trasparenza sui fondi pubblici Chiesta chiarezza anche sul reato di concussione Bruxelles – Ci sono tante leggende metropolitane, sull’Europa. Una di queste vuole che dobbiamo […]

    Italia-Brasile: 1-0 – l’eurodeputata Gardini in difesa del prosecco nazionale

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    Martedì, Marzo 20th / 2012 Parlamento Europeo / Commissione Europea / Bruxelles /Italia / Brasile / Contraffazione / Salute / Prosecco / Etichette / Elisabetta Gardini / Mirco Battistella / Mario Catania   Italia-Brasile: 1-0  – l'eurodeputata Gardini  in difesa del prosecco nazionale  Chiesto all'Ue il blocco della contraffazione del vino  italiano in Brasile Bruxelles – […]

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013 – di Giuseppe Sacco –  Carne tossica nei supermercati / Carne contaminata / Carne di Cavallo / Londra / Parigi / Bucarest / Cortisone dannoso all'uomo / Gran Bretagna / Findus / Romania / Francia / Unione europea / Commissione europea / Parlamento europeo / Supermercati di 16 Paesi / Salute umana / […]

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    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Parlamento Europeo, Comunicato Stampa – Made In / European Parliament / Parlamento europeo / Made In / Sisurezza dei Prodotti / Mali della Globalizzazione / BRICS / Commissione Europea / Barroso / Morte della Democrazia / Comunicato Stampa / Marchio Obbligatorio / Muscardini / Barroso / Karel de Gucht   Parlamento Europeo […]

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

    Bruxelles blocca aiuti europei FEG destinati all’Italia e ad altri 6 Paesi, per 25 milioni

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    Sabato, Novembre 17th/  2012   – Redazione Qui Europa – Bruxelles / Parlamento europeo / Fondo di Adeguamento alla Globalizzazione / Italia / Paesi Ue / Spagna / Finlandia / Danimarca / Svezia / Romania / Austria / Consiglio Ue / Commissione Ue / Lobby / Globalizzazione / Feg / Disoccupati / Emilia Romagna / […]

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    Martedì,  Ottobre 16th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea /Parlamento Europeo / Bruxelles / Strasburgo / Bielorussia /Pena di Morte / Condanna / Abolizione pena di morte / Giornata mondiale contro la pena di morte / Paesi abolizionisti / Reati / Giustizia / Giustizia divina / Vita / Umanità artin Schulz / Aleksandr […]

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    Venerdì, Settembre 21st/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Schiavitù / Criminalità organizzata / Reati / Libertà / Dignità umana / Minori / Minorenni /Stranieri / Immigrati / Immigrazione / Lavori forzati / Rapine / Prostituzione / Illegalità / Statistiche / Forze dell’Ordine / Distruzione dello stato sociale  Minorenni stranieri […]

    Ferrovie: lo specchio macabro della Democrazia in Italia e in Europa – Il Caso Ferrovie Sud

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    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – L'Editoriale di "Qui Europa", di Michele Bisceglie e Sergio Basile – Italia / Unione europea / ferrovie dello Stato / Cavour / Pietro Bastogi / Carlo Bombrini / Domenico Balduino / Roma / Savoia / Piemonte / Ansaldo / Società Vittorio Emanuele / Società Adami Lemmi / Rothschild / Bersani […]

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  • Ora Pro Siria – Appello alla Preghiera per la Pace in Siria: Paese sovrano attaccato dall’imperialismo dei signori della Guerra

    Ora Pro Siria – Appello alla Preghiera per la Pace in Siria: Paese sovrano attaccato dall’imperialismo dei signori della Guerra

    Venerdì, Febbraio 1st/ 2013

    – di Suor Annunciata Dordoni e amici di "Ora Pro Siria"  – 

    Siria / SOS Siria / Damasco / Homs / Raid Israeliani / Sionisti / Preghiera / Solidarietà / Bugie dei Media /  Siria / profughi / Damasco / Aleppo / Terrorismo / Signori della Guerra / Germania / Olanda / Turchia / Bugie Propagandistiche / Media di Regime / NATO /Suore Salesiane / Aleppo / Tartous / Ora Pro Siria / Assad / Dialogo e Pace per la Siria / Suor Annunciata Dordoni / Libano / Trappisti / Padre Romano Bottegal / Lettera 

     Siria     Catena di Preghiera per la Pace                                                                                 

    Siria – Accogliamo l'Appello per la Pace di

    "Ora Pro Siria": una catena di preghiera

    nel nome di "Padre Romano Bottegal"

    Forze esterne stanno distruggendo la Siria:

    che tutti i cristiani del mondo preghino

    per fermare questa barbarie

    Una lettera di aiuto dalla Siria

    Prayer for Syria

    Damasco, Aleppo, Tartous – Cari amici (specialmente dopo i raid aerei israeliani delle scorse ore e degli incessanti attacchi da parte dei signori della guerra che dall'esterno vogliono sottomettere un popolo libero e sovranoagli occhi umani la Pace in Siria sembra farsi sempre più lontana. A tutti i cristiani ed agli amici del Medio Oriente cristiano chiediamo di unirsi alla preghiera permanente per ottenere la Pace attraverso l'intercessione di Padre Romano Bottegalche egli possa aprire i cuori di tutti a volere veramente la pace. La  Positio di Padre Romano Bottegal è passata all’esame dei teologi: tutti i voti sono stati positivi! Questo vuol dire che prima della fine dell’anno Padre Romano sarà dichiarato Venerabile. Quando il processo si avvia, come noto, ciò è corroborato dai segni miracolosi ottenuti per la sua intercessione.  Il miracolo che gli chiediamo è la PACE per la Siria e il Libano. Che apra i cuori di tutti a volere veramente la Pace. 

     Chi è Padre Romano – Vittima per la Pace a Gerusalemme e in Oriente 

    Padre Romano Bottegal sacerdote, trappista (a Roma, monastero delle Tre Fontane) eremita prima in Libano e in Israele, poi di nuovo in Libano; e qui a Jabbouleh,  infine, con il 15° anno della sua vita eremitica, anche recluso – perché l’Amore, Dio, lo spinse a lasciare Gerusalemme per viverne lo spirito e la missione, per essere un "sitio d’amore", una  vittima per la pace – un monaco e un mistico contemplativo. Fu esempio d’amicizia e di amore verso i cristiani e i musulmani, senza distinzione. La sua vita di austerità, di preghiera e di perdono,  fu per tutti di edificazione,  soprattutto perché il Paese in cui la conduceva, il Libano, era afflitto da una guerra fratricida. Si offrì, raggiante di gioia dentro la sua vita evangelica, vittima per la Pace. A lui affidiamo la nostra catena di preghiera per la pace in Siria.

     Lettera di Suor Annunciata Dordoni  

    Carissimi, come vorrei che in questa Terra fosse un anno di ritorno alla pace! È sempre più frequente che gente anche sconosciuta, ci fermi per strada per parlare con noi (la mia superiora parla l’arabo), per dirci che sono contro la guerra, che vogliono e sperano che tutto torni come prima, senza divisioni, rivogliono pace e libertà! 

     Signori della Guerra – Forze esterne Occidentali non vogliono la Pace 

    Sempre più c’è in noi la convinzione che il popolo siriano sta subendo cose atroci per un disegno di potenze esterne alla Siria, e che gli oppositori pacifici a questo regime non riescono ad avere voce e peso, non sono presi in considerazione dall’Occidente, mentre il governo siriano con loro è pronto al dialogo.

     La Difesa eroica contro le potenze esterne alla Siria 

    Lo scorso mercoledì 2 gennaio con la mia superiora ci siamo recate a Tartous, che è una grande città portuale, dovevamo recarci in Vescovado per dei documenti. Arrivate a questo vescovado Maronita, non riuscivamo ad entrare, i cancelli erano assiepati da una folla di bambini, uomini e donne, sia cristiani che musulmani. Siamo salite da padre Mikhail, il quale ci ha spiegato che vengono ad iscriversi nelle liste dei rifugiati per avere un minimo di aiuto. Così padre Mikhail, che è diventato monsignore di recente ed è vicario del Vescovo, ha iniziato a raccontarci un pò cosa sta accadendo a Tartous, città finora tranquilla, difesa dall’esercito del Presidente Assad e dai cittadini stessi.

     La tragedia dei Cristiani 

    Il vescovado riesce per ora ad assistere 500 famiglie di rifugiati con alimentari e soldi, e inoltre a inviare aiuti ad Aleppo alle suore Salesiane che assistono, come possono, chi è rimasto in quella città e non può scappare. A Tartous arriva gente fuggita da Aleppo, Damasco, Daraa, Idleb, Homs, in città è raddoppiata la popolazione, negli alberghi sono stati alloggiati donne e bambini profughi, ma molti sono per strada, non hanno un tetto! Per Natale amici ci hanno mandato offerte, così abbiamo comperato qualche quintale di farina, riso, zucchero, scatolame, olio, condimento e altri generi alimentari per 40 famiglie povere del nostro villaggio e dei nostri vicini musulmani.

     Richiesta di aiuti al vescovado di Tartous 

    Ci hanno segnalato in uno di questi villaggi, una vedova di guerra con tre bimbi piccoli, sola, anche il padre è morto. Il villaggio fa una colletta settimanale per farle avere il minimo indispensabile, ora cercherò qualche famiglia italiana che adotti questa poveretta! Ecco carissimi, vi ho descritto la situazione di questa parte di Siria, e vi chiedo se è possibile far pervenire degli aiuti al Vescovado, sarebbe molto bella una collaborazione con padre Mikhail per aiutarlo a sfamare qualcuno in più.

     Preghiera – E' questa la nostra forza 

    Carissimi, il mio coraggio sta tutto nel chiedervi di fare… quello che potete, ma vi assicuro che ad essere qui il cuore sanguina continuamente nel vedere queste persone che sono prima di tutto siriani e poi cristiani, musulmani, eccetera, e che invece i ribelli vogliono lacerare come accaduto in Iraq, Egitto, Libia, togliendo loro la libertà di credere in ciò in cui credono! Per noi monache è consolante che quando ci fermano per strada o qualcuno viene al monastero, ci ringraziano di essere qui a pregare, e sempre dicono: «Pregate per la Siria»!  È questa la nostra forza, nella fede che Dio ascolti le preghiere di chi lo invoca per la pace! Carissimi, vi ringrazio di cuore, vi abbraccio, e pregate anche voi per la Siria!

    Amici Ora Pro Siria e Suor Annunciata Dordoni 

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    Venerdì, Gennaio 11th/ 2013 – Discorso in Forma integrale del Presidente Bashar Al-Assad –  – President Bashar Al-Assad's Speech in Full Form – – Traduzione di Sergio Basile – Qui Europa (www.quieuropa.it) Cristiani / Bashar Al-Assad / Discorso in Forma Integrale / Traduzione in Italiano / Damasco / Teatro dell'Opera di Damasco / Desiderio di Pace […]

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      Martedì, Gennaio 8th/ 2013 – di Fraternità Maria Gabriella –  Cristiani di Siria / Cristiani / Aleppo / Damasco / Arabia Saudita / Fouad Twal / Solidarietà internazionale / esodo dei cristiani / Padre Halim / Benedetto XVI   Damasco, Citta del Vaticano   Siria , Italia                     […]

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – Testimonianza di Mons. Giuseppe Nazzaro, Aleppo –  Le bugie sulla Siria / Guerra coloniale / Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società /  Martiri / Cammino cristiano / Sofferenze / Islamismo / Comunismo / Identità nazionale / Siria / Aleppo / Monsignor Giuseppe Nazzaro / Ciscienza nera […]

    2012: Ucciso un Cristiano ogni 5 minuti – La Forza della Fede nella Croce: il Perdono e la Resurrezione

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    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società / Cristianesimo / Nigeria / Egitto / Mali / Pakistan / Corea del Nord / India / Fede / Vittime / Persecuzioni / Fedeli / Perdono / Vendetta / Santo Stefano / Martiri / Cammino […]

    Criminali, Giù le mani da Assad e dai Cristiani di Siria – Ecco perchè Satana vuol distruggere la culla della cristianità

    Criminali, Giù le mani da Assad e dai Cristiani di Siria – Ecco perchè Satana vuol distruggere la culla della cristianità

    Sabato, Dicembre 29th/ 2012 – di Sergio Basile –   Satana vuol distruggere la Siria / Criminali, Giù le mani da Assad e dai Cristiani di Siria /  chiesa di Umm al Zunnar / Dramma Siria / Guerra / Armamenti Europa / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali / Distruzione / Crimini / Aleppo / Vergine Maria / San Giuseppe […]

    Strage del Pane in Siria – Contraddizioni e Mancanza di Prove

    Strage del Pane in Siria – Contraddizioni e Mancanza di Prove

    Mercoledì, Dicembre 26th/ 2012  – di Marinella Correggia –  Strage del Pane in Siria / Strage di Natale / Siria / Pace in Siria / Movimenti pacifisti / cattolici / Unione europea / Usa / Nato / Onu / appello alla comunità internazionale e al Papa /esercito regolare siriano / residenti di Ras al-Ain / […]

    Natale 2012 – Messaggio Urbi et Orbi di Benedetto XVI e appello del Cardinal Sarah per la Siria

    Natale 2012 – Messaggio Urbi et Orbi di Benedetto XVI e appello del Cardinal Sarah per la Siria

    Martedì, Dicembre 25th/ 2012 – Messaggio Urbi et Orbi di Papa Benedetto VXI – – Appello per la Pace in Siria del Cardinal Robert Sarah –   Messaggio Urbi et Orbi di Benedetto XVI – Pace in Siria / Pace in Medioriente / Natale in Siria / Dramma Siria / Incremento delle spese militari / Guerra / Armamenti Europa […]

    Natale in Siria – La Fede che Sfida e Vince la Morte e la Paura – Un Augurio di Natale molto Speciale

    Natale in Siria – La Fede che Sfida e Vince la Morte e la Paura – Un Augurio di Natale molto Speciale

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Nabil Antaki e H. Emili Turú (Superiore Generale dei Fratelli Maristi) –   Natale in Siria / Inferno Siria – La Fede che Sfida e Vince la Paura – Un Augurio di Natale molto Speciale /  Dramma Siria / Incremento delle spese militari / Guerra / Armamenti Europa / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali / Distruzione […]

    Il Papa invia in Siria il Cardinal Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace

    Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace

    Mercoledì, Novembre 28th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah / Missione Speciale / Siria /Italia / Roma / Città del Vaticano /  Chiesa / Papa Benedetto XVI / Missione di Pace in Siria / Mario Monti / Cardinal Sarah / Padre Lombardi / Vaticano / Guerra / […]

     

  • I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012

    – di Sergio Basile e Mario Luongo  –

    Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione Imu / Mes / Mario Draghi / Giorgio Napolitano / Mario Mauro / Europarlamento / PPE / Troika / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Legge sulla tutela del Risparmio del 2005 / Legge 262/2005 di Tutela del Risparmio Giulio Tremonti / Sallusti / MSC Crociere / Colonia Europa / Lobbismo bancario / Dittatura dei banchieri / Banksters 

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la

    complice resa alla dittatura

    dei banchieri

    I saggi consigli di Silvio, al risveglio dal prolungato

    e strategico letargo 

    Tra annunci populistici sull'IMU e bacchettate al suo

    alter-ego, Mario Monti, inizia la campagna elettorale

    del camaleontico signore di Arcore

    Tutti gli errori e le responsabilità di Berlusconi nella crisi

    nell'analisi di "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Milano, Bari –  Berlusconi? "E' il naturale candidato del Pdl! (…) il leader capace di attrarre i maggiori consensi nell'area dei moderati e nel centro destra". Così nelle scorse ore il segretario del Popolo delle Libertà, Angelino Alfano, ha salutato ufficiosamente la ri-investitura del Cavaliere a Palazzo Chigi, in vista della prossima tornata elettorale.  "Noi non gli mettiamo fretta – ha continuato Alfano – perché bisogna scegliere il momento giusto anche per questo annuncio". Ma in effetti, a ben vedere, chi indirettamente ha ancora il coltello dalla parte del manico in Parlamento è ancora lui, proprio lui, lo stesso Cavaliere. Un Silvio Berlusconi che però, pur detenendo la maggioranza parlamentare – che in democrazia vuol dire il "potere" – con le sue ben 37 fiducie ha legittimato e continua a legittimare ed avallare ogni azione del governo tecnico, consentendo allo stesso Mario Monti di restare tranquillamente in sella, e di continuare a perpetrare il suo disegno di indebolimento e rottamazione dello stato sociale e dello stesso tessuto produttivo ed economico nazionale. Quindi tecnicamente dietro il paravento del governo tecnico, il corresponsabile dello sfacelo italiano – oltre agli asserviti Casini e Bersani – è proprio lui, ancora lui, il detentore unico della "maggioranza parlamentare".

     Berlusconi e la tortuosa via del "Doppiogiochismo" 

    La cosa tragi-comica sta però nel fatto che, mentre in Europa, dalla Germania la Merkel esorta e richiama all'accettazione incondizionata della dittatura  dell'austerity gli altri Stati Piigs (cioè i "cosiddetti maiali", tra i quali spicca la povera "scrofa" Greca) Berlusconi – sempre nelle scorse ore – ha sparato a zero sull’Ue e sul governo Monti: lo stesso che appoggia in pratica da 10 mesi a questa parte. Paradossale! Come paradossale è il fatto che all'Europarlamento in occasione della visita – a pochi mesi dalla sua elezione – del tecnocrate Monti, tutti gli uomini del Presidente di Arcore, gli uomini del Pdl aderenti alla coalizione europea del Ppe, abbiano accolto il professore bocconiano con un tifo da stadio, paragonabile a quello della "Curva Sud" dell'Olimpico dei giorni migliori. Ma dunque cos'è tutto questo doppiogiochismo? A chi giova?

     Il disegno per l'accentramento e la cecità dei pidiellini 

    Ma, sempre da Berlino, nella giornata di ieri la cancelliera tedesca è tornata a lodare il coraggio con il quale l’Italia ha saputo portare avanti le sue riforme e i suoi progressi. Ma ormai tutti o quasi – tranne i media di regime e i ciechi sostenitori indefessi dei partiti carrozzone – hanno ben capito che la mossa dei due Mario – Monti e Draghi – oltre a quella di far approvare l’acquisto di titoli di stato decennali dei Paesi in difficoltà (tra cui l’Italia stessa ) e quella di lavorare assieme per l'accentramento di tutti i poteri nelle mani dell'Ue, mediante la definitiva eclissi degli ultimi sussulti – orgogliosi sussulti – di sovranità nazionale rimasti nel fondo del barile dell'Erozona. E l'Unione Bancaria salutata ieri con clamore dal Presidente Napolitano ne è la prova. 

     Grecia, paradigma dell'Italia 

    Ma inversamente proporzionale all'euforia dimostrata dalla tecnocrazia dominante è il disagio e la pena dei nostri cugini ellenici. In tal senso un compito per nulla leggero è stato riservato al leader greco Antonis Samaras, che dal canto suo sta cercando di capire come traghettare nel mezzo di una tempesta infinita la nave greca, conciliando da novello funanbolo i tagli in programma, le restrittive misure di austerità, insomma i “celeberrimi compiti a casa” assegnati dalla Troika, da un lato con i malumori dei disoccupati e dei pensionati greci,  e dall'altro con le più basilari forme (finora invisibili ed evanescenti) di crescita economica. Il quadro di una bomba sociale ad orologeria che conoscerà una prossima deflagrazione (questo è matematico) anche se ancora non è ben chiaro quando! Un governo, quello di Samaras, sotto pressione come non mai: in una democrazia condizionata ed ingabbiata, nonché sempre più contorniata da euroscetticismi dilaganti ed avvelenata dalle sempre maggiori ed inaccettabili ingerenze della Bce, della Ue, dell'FMI e del falco in gonnella di Berlino.

     La Bestia a più teste ed una mente 

    Alla luce di questo complesso scenario – e senza dimenticare i disagi che assieme a Greci ed Italiani continuano a subire nel silenzio Spagnoli, Portoghesi e Irlandesi –  lEuropa unita e florida appare sempre più come una chimera, una bestia mitologica da tante teste, moltissimi artigli affilati, svariate code ed un'unica lucida, fredda e disumana mente capace di reggere nonostante tutto questo grottesco baraccone, costruito su illusioni e false promesse. 

     I saggi consigli del Cavaliere e l'Interruzione del letargo strategico 

    Ma dinnanzi a questo spettacolo come si pone oggi il Cavaliere?  Lui, ca va san dire! A detta dei suoi l’Italia lui l’ha capita bene, e l’avrebbe governata – sempre a loro dire – altrettanto bene per quattro legislature, ben 3340 giorni da Presidente del Consiglio. Se si è dimesso dal suo incarico, secondo i seguaci di Arcore, è stato solo per favorire la nascita del governo tecnico di Monti, cioè per aiutare l’Italia ad affrontare questa crisi. Giusto! Ammettendo per un attimo questo curioso e paradossale ragionamento, in tale ottica tuttavia non si comprendono davvero – e non si giustificano minimamente – le dichiarazioni dell’ex premier di qualche giorno fa, parole giunte co una strana eco dalla crociera sulla MSC Divina che stava facendo scalo a Bari. Nell'occasione Berlusconi ha tenuto quella che, a tutti gli effetti, è apparsa come una conferenza personale in vista del suo ritorno al governo. Intervistato dal direttore del Giornale Sallusti, ha speso parole, opinioni, giudizi, dispensato consigli un pò per tutti, da Matteo Renzi, al suo “vice” Alfano, per rimanere in Italia e, oltr'Alpi, addirittura a Sarkozy. E per Monti, ovviamente!

     Il Cavaliere e le paradossali critiche al suo alter-ego, Mario Monti 

    Il nostro attuale premier è stato il bersaglio più o meno celato del grande delle sparate berlusconiane. A suo dire – udite udite -le norme sul "Fiscal compact" (votate per altro dallo stesso Cavaliere e dai suoi in maniera compatta) frenerebbero la crescita, mentre il Fondo monetario “difficilmente funzionerà”. Ma in tutti questi mesi di dibattiti e di appelli – tra l'altro di numerosi premi Nobel come Paul Krugman – contro le politiche d'austerity promosse dalla Banda Monti, dall'Ue e dalla Merkel, ci chiediamo, il Cavaliere dov'era? Perchè mesi di letargo strategico e collaborazionismo sottobanco col governo dei banchieri per poi criticarne le stesse misure da lui stesso avallate ed approvate? E perchè soprattutto non ha dato le giuste direttive all'eurodeputato – suo delfino – Mario Mauro e agli uomini del Pdl presso l'Europarlamento al fine di delegittimare e bloccare l'insania del rigore? Troppo comodo caro Berlusconi! Una moderna Penelope (in giacca e cravatta) al contrario, che di notte disfa un tela (rete) che – però – alla luce del sole e nei meandri dei parlamenti (italiano ed europeo) contribuisce a tessere in prima linea ed a porre – d'inciampo – sotto i piedi di milioni d'Italiani, finiti (non poteva essere diversamente) a gambe all'aria! 

     I disastri legislativi e giuridici del Popolo Berlusconiano 

    Ma non va dimenticato neppure come gli stessi eurodeputati pidiellini siano stati proprio quelli che nella scorsa primavera calda (quella che inaugurò la micidiale trappola del "Credit Crunch", la stretta creditizia delle banche) contribuirono a votare in maniera decisiva per l'irrobustimento e l'innalzamento dei coefficienti bancari di riserva patrimoniale (per altro già alti) di Basilea III – contribuendo, in tempo di crisi, a paralizzate il comparto creditizio e l'erogazione del credito – ed a votare per MES, Fiscal Compact (come già accennato) e per l'Unione Bancaria

     Sgradevole profumo di campagna elettorale 

    Parole, dunque, quelle del Cavaliere non molto credibili, ma – anzi – piuttosto populistiche ed intrise di un nuaseante profumo  di campagna elettorale. Parole giunte, tuttavia, da un Berlusconi in calo di consensi (nelle stime ufficiali già da mesi, ad esempio, sovrastato nei sondaggi dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) e – come i nostri lettori ricorderanno – denigrato nello scorso Autunno dall'opinione pubblica nazionale ed europea come l'unico responsabile dello sfacelo italiano; come il "Grande Satana del Debito Nazionale": dimenticando forse che  dal 1981 il debito in Italia è esploso proprio grazie alle intuizioni finanziarie ed economiche del signor Monti, un giovane Mario Monti  in erba, a tutti gli effetti parte integrante degli enturages governativi in veste di "consulente finanziario" dei governi susseguitisi prima dell'avvento dello stesso Governo Berlusconi. Una bella storia davvero! Da raccontare a tutti, dinnanzi magari ad un buon bicchiere di vino!

     Le manovre populistiche del Cavaliere e l'IMU 

    Soprattutto se si tiene conto che nel suo ventennio di Governo il prode Cavaliere non si è attivato affatto (o quasi per nulla) per risolvere gli errori strutturali che hanno contribuito a portare l’Italia in questa situazione; né è parso molto scontento di lasciare i “suoi” elettori e gli Italiani tutti alle immorali ed inumane cure di questo governo tecnico. In pratica Berlusconi prima ha affidato il pacco a Monti, lodandone le capacità, e ora questo pacco se lo vuol riprendere: e per farlo non ha esitato a rilanciare una sua sorta di campagna politica, con tanto di mini–programma e promesse elettorali. Tra le varie, quella dell’abolizione dell’Imu, vero e proprio cavallo di battaglia, quasi un attacco trasversale alle politiche di Monti; “la casa è il pilastro su cui ogni famiglia fonda il suo futuro” – ha ricordato Berlusconi, che in seguito ha rincarato – “Il fattore psicologico durante una crisi è fondamentale. Senza abbassare la pressione fiscale non si esce dalla recessione”. Dimenticando tuttavia che l'IMU, rispetto agli aumenti crimali ed igiustificati delle accise statali sul carburante (7 successivi aumenti i pochi mesi: record del mondo) è come un nano paragonato ad un gigante. Soprattutto se – come detto – noi Italiani per ogni 10 euro di carburante che paghiamo, rimettiamo "volontariamente" 6 di questi euro nelle tasche dello stato, o meglio, nelle tasche del governo dei banchieri. Perchè Berlusconi non vede tutto ciò? La sua complicità strategica è palese!

     Debito – La legge "Tremonti sul Risparmio" e la "Resa ai Banchieri" 

    L'unica nota positiva del ventennio berlusconiano sul capitolo debito – dobbiamo dargliene atto – fu la votazione della Legge sul Risparmio del  28 dicembre 2005. Come detto da "Qui Europa" – nel quarto capitolo degli scritti dedicati dal "Debito Illegale" (vedi allegati) – con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, il governo Berlusconi, su iniziativa del Ministro Tremonti, stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ritrasferite a enti statali. Ciò per arginare e tentare di combattere la speculazione bancaria e lo scoppio incontrollato del debito pubblico, conseguente alla perdita della nostra sovranità monetaria ed alla privatizzazione della Banca d'Italia. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani.

     Dittatura bancaria – La complice "Resa" del Cavaliere 

    Un altro motivo – come visto – per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo. Un altro motivo in più per constatare la resa del Cavaliere (divenuto suo malgrado, forse, complice in prima linea della tecnocrazia dominante) al lobbismo bancario ed ai veri padroni incontrastati della colonia Europa.

    Sergio Basile, Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

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    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / […]

    No Jobs For Europe

    No Jobs For Europe

    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Gli Ignoranti del Debito

    Gli Ignoranti del Debito

    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

     

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

     

    Il Si condizionato della Corte Tedesca all’Esm: porte quasi aperte alla Dittatura europea

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    Settembre, Giovedì 13th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Eurozona / MES / Germania / Meccanismo Europeo di Stabilità / Fiscal Compact / Corte Costituzionale tedesca / Karlsruhe / Angela Merkel / Mario Monti / Josè Manuel Barroso / Troika / Samaras / Elezioni Parlamento olandese / Crisi immobile / Paesi Bassi […]

     

     

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Sergio Basile –  Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona  Grecia: […]

     

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    18 agosto 2012No CommentRead More#                                 

  • Si alla Spending Review:  Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama / Vertici / Tagli lineari / ANCI / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Finmeccanica / Porcellum / Legge elettorale / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / Ronald Reagan 

    Guerra delle poltrone e "Spirito Montiano":

    E' bagarre sull'ipotesi di "voto anticipato"

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    Usa e lodi all'austerity

    Monti – Settimana decisiva per l'Euro: al via la ruota dei vertici

    Roma – La settimana appena iniziata potrebbe essere "decisiva" per l’Eurozona e lo si comprende anche dalla fitta agenda di vertici fissata dal professor Monti con i leader di Francia, Spagna e Germania. Intanto in Italia l’ipotesi “voto anticipato” è  un’incognita sempre meno aleatoria, malgrado gli inviti distensivi di Giorgio Napolitano. Negli ultimi giorni, in tal senso, abbiamo assistito ad un frenetico walzer di incontri più o meno ufficiali tra Monti e ABC (Alfano, Bersani e Casini) ovvero i tre leaders dei partiti “amici” che lo sorreggono. Ma un dato sembra ormai assodato: le caste partitiche, rispetto agli Italiani ed alle loro esigenze reali, agiscono sempre più indisturbate – in totale "libertinaggio" – e sempre più sganciate da un ideale mandato elettorale, ampliamente tradito a discapito della sovranità nazionale e degli stessi cittadini, trovatisi – grazie ad una improbabile ed anti-democratica “proprietà transitiva”  – ad appoggiare un “governo tecnico” trasformatosi a tutti gli effetti in governo politico. Come non parlare di golpe? Una combricola di “tecnici”, come se non bastasse, assolutamente incapace di risolvere i problemi del Paese, ma anzi, capace addirittura di peggiorare la situazione economica generale, appoggiando in tutto le scelte del ministro dell'"Anti-Welfare", Elsa Fornero, e abbandonando – impuniti – gli Italiani nelle braccia del neo-liberismo più distruttivo, sinonimo di dismissioni aziendali, dismissioni del patrimonio nazionale e in ultima istanza di recessione da record.

      ABC e lo sdoganamento della "bestemmia economica"  

    Altro risultato concreto della compagine governativa e dello stuolo di maggiordomi parlamentari al suo seguito, è stato il livellamento al ribasso e la compressione selvaggia dei redditi  di quasi tutte le categorie produttive e dei pensionati. Ciò in nome di una “bestemmia economica” chiamata abolizione del deficit spending: effetto dell’istituzionalizzazione del pareggio di bilancio promosso da Monti e dai suoi colleghi europei ed avallato senza discutere da Pd, Pdl e Udc. Ieri, a coronamento di ciò, alla Camera (in un clima di disarmante tranquillità) si è votato per l’approvazione di spending review e dismissioni patrimoniali. Cioè vi è votato per darla vinta a speculatori e banchieri in maniera definitiva. Si! Proprio così! Infatti i sacrifici definitivamente impostici nella giornata di ieri da questi signori serviranno proprio a ciò: a ripagare gli interessi miliardari sul debito alla speculazione bancaria.

     Avanti con i tagli lineari malgrado l'ANCI 

    Quindi avanti con  tagli lineari, malgrado le veementi proteste giunte nella settimana appena conclusasi dai sindaci italiani e dall’ANCI. Operazione legittimata dal professore in nome dei mercati ed al fine di dar compimento a quei famosi “compiti a casa” voluti dall’Europa e dagli Usa: nuovi “padroni aggiunti dell’Europa”. E la visita in Europa – ed i giudizi – del segretario al tesoro Usa Timothy Geithner al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble lo dimostrano.

     L'Europa  e l'egemonia dell'imperialismo Usa  

    Ormai il futuro dell’Eurozona non sembra più una decisione spettante agi stati sovrani (smantellati quasi completamente) ma addirittura una prerogativa degli Stati Uniti. Ingerenza intollerabile che tuttavia traspare dapprima dallo strapotere delle agenzie statunitensi del rating e successivamente – come se non bastasse – dalle stesse dichiarazioni giunte nelle ultime ore dal segretario Usa, manifestatosi "fiducioso per le misure varate dall’Eurozona per riformarsi e arrivare in ultima istanza a una maggiore integrazione fra i paesi membri”; nonché "pienamente soddisfatto per il fatto che la scorsa settimana i leader europei si sono detti pronti ad intraprendere qualsiasi passo necessario per salvaguardare la stabilità finanziaria nell'euro". Quindi complimenti a profusione ed apparenti successi di facciata. Ma evidentemente e solo vuota enfasi propagandistica pro Usa e pro-Obama: presidente – è utile ricordarlo – in piena campagna elettorale. Ma la verità è ben diversa. L’approvazione della Spending Review da parte dei maggiordomi di Mario Monti porta con sé amare e paradossali verità. Allora – anche se non avremo di certo la benedizione del regime imperialistico euro-statunitense – sarebbe più realistico e decoroso parlare di porte spalancate a povertà e degrado in tutti i comuni e le città italiane, in uno tsunami mercatista che ci staaccomunando tutti alle stesse disavventure indotte e toccate ai cittadini portoghesi, irlandesi, spagnoli e greci. 

     Una menzogna lunga un anno  

    Segno inequivocabile del raggiungimento degli obiettivi egemonici di una nuova forma di imperialismo e nello stesso tempo di una menzogna lunga un anno, inaugurata con la famosa “letterina” della BCE indirizzata a Slvio Berlusconi all’indomani del fallimento del piano nazionale di privatizzazioni bocciato dal referendum popolare giusto un anno fa. Ma prendendo spunto dai diktat dei bravi a Don Abbondio nel capitolo più celebre de “I Promessi Sposi”: “questa privatizzazione sa ’da fare!”. E allora, quale miglior strada se non quella di inscenare una crisi e prendersela col “nervosismo dei mercati”, con una evanescente “Europa” e con un “governo di non eletti”? Un’occasione storica, epocale: soprattutto se si può contare sull’asservimento pressocché totale di giornali e tv. Gli stessi che stamane brindano all’asta dei Btp italiani, scordandosi che gli interessi pagati restano faraonici per colpa di uno spread alle stelle. Ma ormai ciò – nel regime Monti – sembra rientrare nella normalità. Tanto a pagare saranno i cittadini.

     Avanti tutta nel nome dello spirito di Monti  

    E allora avanti tutta con l’ipotesi di un Monti Bis, o – in alternativa – di un "Piano Monti Bis" anche senza l'ingombrante presenza fisica del professore. Ciò che conta, evidentemente, è il suo spitiro! Ipotesi caldeggiata dai leader amici come panacea per la rinascita del Paese: lo stesso Paese che ieri – in assenza di contraddittorio e discussioni di sorta – hanno appena finito di rottamare, dopo aver depredato per decenni: e con la collaborazione dello stesso Mario Monti in veste – oculatamente celata – di gran suggeritore finanziario dei governi pregressi. E – ironia della sorte – in nome di un debito creato da banche e dagli stessi uomini che ora mandano avanti il governo dei banchieri ed i piani paralleli dei loro amici della Goldman, della Trilaterale e del Bilderberg.

     I Vertici del fallimento  

    In questa ottica il proliferare degli incontri del professore, rappresenta un palese segno di debolezza e di resa: dinnanzi allo smantellamento statutario della giustizia sociale e dinnanzi alla crisi, frattanto cresciuta a livelli esponenziali, con uno spread agli stessi livelli di quello imperante durante gli ultimi giorni di regno del cavaliere.

     La grave complicità del Cavaliere nello sfacelo  

    Cavaliere che tuttavia (avendo ad oggi la maggioranza in Parlamento) resta ancora il principale complice e responsabile dello sfacelo italiano (assieme ai fedeli Bersani e Casini) e della vittoria incontrastata dell’anti-democrazia e dei poteri forti. Gli stessi incarnati da Monti, e – come del resto – dallo stesso Berlusconi e dai suoi seguaci. Anche l’ingombrante figura messianica del Professor Monti è dunque finita con lo sprofondare nella melma della recessione. Il vero risultato ottenuto, a conti fatti, resta – così come avvenne ai tempi del liberista Reagan – una redistribuzione verso l’alto e verso le banche della ricchezza nazionale. Vedi “Goldman Sachs”: la banca d’affari cara a Monti (Draghi e Prodi) diventata nel frattempo “padrona” di mezza Italia.

      ABC: i veri perdenti morali  

    Ma, agli occhi di tutti gli Italiani onesti, i veri perdenti morali di questo “devastante giochino dei ruoli”, sono stati proprio loro, i partiti di “maggioranza”: gli stessi degli scandali di “Finmeccanica”, del “Porcellum” e del debito facile. Gli stessi impresentabili personaggi che ora ci vorrebbero propinare la ricetta Monti (tagli lineari, tassazione da record del mondo e dismissioni del patrimonio statale per 20 miliardi di euro l’anno) anche dopo il 2013 e per lunghissimi anni. E ciò – come detto – anche dopo la destituzione dello stesso professore, che ormai sembra aver esaurito il suo “vero” mandato. Almeno Mussolini realizzava il suo piano egemonico senza nascondersi dietro il dito dei mercati o dell’Europa. I nostri nuovi “dittatori”, al contrario, preferiscono esercitare pieni poteri e conservare lo status quo con continui rimpalli di responsabilità. Ma dove sono finiti i dittatori di una volta? E’ alquanto probabile, dunque, che l’alleanza fra i tre – ABC – nonostante le finte discordie da telecamera, prosegua con grande passione anche dopo il voto anticipato o quello della naturale scadenza del 2013, nel tentativo di non deludere i padroni della Bce, dell’Fmi e dell’Ue.

     Il cupo futuro di Finmeccanica, Eni ed Enel  

    Ora a farne le spese saranno probabilmente altri gioielli della famiglia Italia – gli ultimi rimasti di una vastissima e prestigiosissima collezione gettata nell'oceano della speculazione – come Finmeccanica, Eni e Enel, i tre maggiori gruppi nazionali a stuzzicare ancora il palato dei mercati internazionali e degli speculatori artefici della crisi del debito. 

      Per uscire dalle grinfie della finanza tecno-mafiosa  

    Il vero problema, dunque, Monti o non Monti, è che nulla cambierà per gli Italiani se i partiti (o gli Italiani stessi nelle urne) non opteranno per strade alternative e di rottura rispetto a quella seguita finora. E per rottura s’intende ovviamente la rinazionalizzazione della Banca d’Italia, svenduta ai banchieri privati e l’abbandono del fallimantare euro e di tutti i suoi occulti e non pubblicizzati accidenti: Sistema Target 2, Euribor e predominio indotto (da nazismo bianco) dei banchieri e dell’asse franco-tedesco. Uniche vere strade per uscire dalla crisi e per ridare centralità al welfare e ai cittadini europei soggiogati da una finanza tecno-mafiosa avallata dal Trattato di Lisbona e dagli accordi di Basilea.

     La guerra delle poltrone 

    Ma l’unico vero cruccio nel quale si arrovellano le menti di ABC in queste ore – archiviata velocemente (quanto vergognosamente) la “banale pratica” della Spending Review in Parlamento – sembra essere quello della conservazione del potere e delle seggiole, mediante una riforma di legge elettorale il più vantaggiosa possibile agli schieramenti in corsa. Allora, mentre il Pdl spinge per le preferenze – trovando un alleato nell’Udc di Casini – il Pd è a favore dei collegi uninominali. E’ bene dire che attorno a questa bagarre scorrono i fiumi della demagogia. Non è affatto vero come dicono Bersani e la Finocchiaro che il ripristino delle preferenze è un ritorno al voto di scambio. Anche con il sistema maggioritario, infatti, le cose non sono andate diversamente, con i tanti casi di corruzione. La verità è che la corruzione è una costante sia nell’uno che nell’altro sistema, e che a decidere in Parlamento sono sempre più le logge ed i gruppi di potere occulti che da decenni controllano tutte le dinamiche “cosiddette democratiche” del Paese.

     Per evitare il male maggiore  

    Quindi l’unica cosa da fare sarebbe mandare a casa tutti gli schieramenti che da trent’anni a questa parte rispondono agli stessi occulti burattinai e che vorrebbero continuare a farla franca anche quando il professor Monti sarà tornato – magari a tempo pieno –  ad adempiere al suo nobile compito di leader per l'Europa della Trilateral Commission o di compiaciuto ed attivo consulente finanziario di Goldman Sachs o di altre banche d’affari made in Usa. Pertanto, onde evitare il male maggiore, sarebbe meglio lasciare che siano i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito – o le logge –  per interessi diversi. Allora non proprio così fuori dal mondo e paradossali risuonano le ultime dichiarazioni di  Grillo secondo il quale "Nella discesa agli inferi, i Caronte, Berlusconi e Bersani, coloro che ci hanno traghettato nell'abisso di un enorme debito pubblico, ci danno lezioni e si propongono al governo nel 2013 come salvatori. Oltre al danno, anche la beffa. I cialtroni tornano sempre sul luogo del disastro". Beh questa volta il "Grillo Parlante" – critiche di Mastro Geppetto Napolitano a parte – sembra non aver tutti i torti a tirare le lunghe e pelose orecchie da ciuchi ai pinocchi della politica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

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    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore /  Voto in Grecia /Ritorno alla dracma / Possibili scenari per l'Euro / Fondo Salva Stati / Speculazione internazionale / Disoccupazione / Indicatori economici europei pessimi / Cieca politica europeista / Bollettino mensile Bce / Mario Draghi Two Pack / Fondo di riscatto del Debito / Giorgio Napolitano / Fondo perla crescita / Bocciatura della Golden Rule / Bei / Banca Europea degli Investimenti / Cittadini europei consapevoli e stufi / Strasbismo di Monti e Napolitano / G20 / Eurovertice di fine giugno 

    Eurozona – Le prospettive del voto greco

    e lo strasbismo di Monti, Hollande

    e Napolitano

    Grecia al voto: Possibile ritorno alla Dracma e vittoria

    della sinistra radicale

    I ciechi moniti pro-euro di Schulz, Merkel e Napolitano 

    Il Bollettino Bce: malissimo tutti gli indicatori economici

    Eurozona – Prospettive e Strasbismo di un Europeismo Cieco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene, Berlino, Parigi, Bruxelles – Mentre oggi alla Camera si vota sul cosiddetto "Decreto sviluppo" e sui "tagli ai ministeri", ieri nella Città Eterna è stato il giorno del mini-vertice europeo tra Mario Monti e Francoise Hollande, completamente incentrato e proteso a mantenere in vita un malato terminale chiamato euro, mentre la Grecia si prepara al voto che potrebbe sancire l'addio all'Eurozona. Parigi-Roma, dunque, inaugurano un nuovo asse pro-euro, con la benedizione di Re Giorgio Napolitano, invitato – tra l'altro – dal Presidente Hollande per fine anno all'Eliseo. Ma la parola decisiva sarà espressa nell'imminente vertice del Consiglio europeo di fine Giugno (28), ferma restando la non secondaria tappa che aspetta i leader europei e mondiali al prossimo G20 in programma in Messico. Tra i più entusiasti, ieri, dopo i tifosi italiani che al gol di Pirlo hanno praticamente fatto prendere un colpo al cuore al povero Monti, proprio nel bel mezzo del suo discorso di benvenuto all'amico Hollande – forse timoroso per un principio di rivoluzione a Palazzo Chigi – proprio Re Napolitano I, che ha commentato positivamente l'incontro franco-italiano, parlando di "occasione per la crescita e l'equità per l'intera Eurozona". Ma a ben vedere le parole di Napolitano erano intrise di un cieco europeismo strabico. 

     Giorgio Napolitano: come sempre fuori luogo!  

    D'altra parte non poteva essere alrimenti, per l'uomo grazie al quale l'Italia ha dovuto sorbire da Dicembre ad oggi la "dietetica cura Monti": e questo pur non essendo "grassa", ma anzi con qualche chilo in meno! Secondo Napolitano, infatti, questa "benedetta crescita" passerebbe per Two Pack e Fiscal Compact: ovvero per l'accentramento europeo di disciplina fiscale, pareggio ed unione di bilancio. Bella novità! E per fugare tutti i dubi e le incertezze, il caro "Re Giorgio Nazionale" ha messo in guardia la patria dai "pericoli del nazionalismo" – cioè dalla voglia esagerata dei popoli di abbandonare l'euro della discordia e della speculazione per far ritorno alle proprie valute nazionali: dracma, peseta, lira e via dicendo – che per Napolitano sarebbero "sempre in agguato". ma per adesso "l'agguato" è quello che l'Europa ha teso agli Europei. Ed a dirlo non sono i soliti antieuropeisti noiosi, ma addirittura un altro Re di quest'Europa allo sbando: nientepopodimenoché Mario Draghi, che dal bollettino mensile Bce, sull'economia dell'Eurozona reso noto nelle scorse ore, ha evidenziato come nel regno di sua maestà l'euro tutti gli indicatori economici vanno malissimo e la recessione ha ormai assunto proporzioni da codice rosso. Altro che nazionalismi, dunque,  caro Napolitano! Qui va a fondo la baracca con tutti i burattini: dipende ovviamente di quali burattini parliamo! 

     Le Misure concordate da Monti e Hollande  

    Tra le misure concordate tra Monti e Hollande – oltre agli eurobond' (vedi nota in basso) ed al già ammesso" Two Pack' (vedi nota in basso) – si è trovata un'intesa "facile" sul "Fondo Riscatto debito" e sul cosiddetto (che fantasia!) "Fondo per la Crescita". Il primo consiste nel sistema di conferire al Fondo Europeo di redenzione (European Redemption Found) la parte di "debito sovrano" (di debito fatto dai sottoscrittori per l'acquisto di titoli italiani e degli altri paesi Piigs) eccedente al 60% del rapporto Debito/Pil dei Paesi non sotto assistenza. Un qualcosa pari a 2.300 miliardi di euro, per capirci; La seconda misura concordata dalla copia italo-francese (Fondo per la Crescita) consiste nella creazione di un fondo tramite lo smobilizzo dell'1% del Pil europeo (cioè della ricchezza economica nazionale degli stati Ue) per ogni anno e per dieci anni. Tale smobilizzo sarà messo a disposizione (tanto per cambiare musica) di una banca: la BEI. La Banca Europea per gli Investimenti potrà infatti utilizzare il capitale smobilizzato (sottoforma di obbligazioni a progetto) per investimenti in infrastrutture. Permettete in merito 2 brevissime considerazioni:1) alla fine è sempre una banca – e posta nelle mani della stessa tecnocrazia europea che ha provocato con indifferenza o  premeditazione quresto eurodisastro) a gestire la ricchezza degli stati; 2) gestire obbligazioni per destinarle ad investimenti, in parole povere vuol dire creare nuovo debito da gettare sulle spalle degli europei, e d'altra parte togliere agli stati la capacità e la facoltà di investire per la propria economia (mandando al diavolo ogni politica di intervento kyenesiano per lo sviluppo) e regalare l'opportunità di creare le "cosiddette infrastrutture" (come magari la Tav della discordia) a ricchi speculatori privati che satellitano tra Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Francoforte. Inoltre gli stati (accantonata la Golden Rule che addirittura mirava a considerare debito pubblico tutte le quote di fondi gestite dall'Europa) dovranno dettagliare le suddette spese per investimento che però gestirà l'eurocrazia, estromettendo gli stati, e pertanto i cittadini che non potranno mettere il becco su tali questioni, ma dovranno solo accollarsi il "peso" del debito. Complimenti per la genialata! 

     Il Default "controllato" degli stati e il "tiepido monito" di Schulz da Agorà 

    Secondo le ultime direttive concordate da Monti ed Hollande, nella giornata di ieri a Roma, inoltre i Paesi a rischio saranno assoggettati ad un vero e proprio commissariamento (come ai tempi della Russia di Stalin), chiamato col curioso nome di "tutela giuridica Ue". Gli interessi sui prestiti saranno "congelati" ed i crediti dovranno essere per statuto comunicati entro 2 mesi, se no si considereranno estinti. La pillola è stata ben indorata, ma la sostanza resta drammatica: si continuano a prendere misure "minori", "secondarie" quanto deleterie, anzichè bloccare la speculazione bancaria (ipotesi suggerita ieri – in diretta telefonica alla trasmissione Rai Agorà – dal presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, poi contraddittoriamente – però – tornato a lodare le politiche recessive di Monti dimostrando una coerenza pari a zero. Non si fa nulla, in pratica, per  evitare di far speculare le banche sullo spread (cioè sui differenziali d'inetresse dei Paesi declassati dalle agenzie di rating, rispetto alla Germania)  ed evitando che le banche stesse rivendano al tasso (da usura) del 6% il danaro ricevuto in "regalo" dalla Bce (Mario Draghi) al modico tasso dell'1%, . 

     La minaccia – Dalla Gabbia dell'Eurozona è praticamente  vietato uscite: lo dicono i Trattati  

    Il Presidente del Parlamento europeo ha poi intimato il popolo greco – quasi come se esso fosse costretto in eterno in una gabbia sempre più asfissiante ed inviolabile – che uscire dall'euro (in vista dell'imminente voto per decidere su un eventuale ritorno alla dracma, sponsorizzato in tutte lre salse dalla sinistra radicale) è un'ipotesi impensabile. Secondo Schulz infatti "Non è ammesso uscire dall'Euro senza uscire dall'Ue (come dicevamo è dunque una prigione bella e buona!) e l'uscita dell'Ue è proibitiva e non conveniente per gli stati, secondo quanto previsto dallo stesso Trattato di Lisbona". Ma vorremmo ricordare al carissimo e contraddittorio Schulz che il Trattato di Lisbona resta pru sempre una mezza fregatura propinata ai popoli europei: infatti esso s'innalza a "costituzione" ma in realtà è un aborto di costituzione, un surrogato votato durante l'estate di qualche anno fa da un gruppo di leader europei, e dopo le cocenti bocciature dei referendum sulla nascta di una "Costituzione Europea" intervenute in paesi come Olanda, Francia e Irlanda. A testimonianza del fatto che i popoli credono poco in questo progetto di accentramento che facendo leva sull'instabilità cronica della moneta comune (o euro-disastro) vorrebbe propinarci quale risoluzione a questa crisi indotta dell'Eurozona un ancor più truce e deleterio accentramento di tutti i poteri statali nelle mani di un unico grande stato. Gli "antostorici" Stati Uniti d'Europa dominati da eurocrati non eletti ma chiamati per virtù sconosciute, quali Barroso, i suoi "super-commissari" e lo stesso capo del Consiglio Ue, lo "sconosciuto" signor Herman Van Rompuy, con personaggi come Monti a far da spendida cornice a tutto ciò.

     L'eco della Merkel da Berlino 

     Dal canto suo, Angela Merkel, malgrado le critiche piovute dalla stampa nazionale, dice più o meno le stesse cose di Monti e Hollande: non poteva essere razionalmente diverso. Il panzer tedesco, infatti, nella giornata di ieri – dal Parlamento tedesco – in occasione della presentazione del prossimo G20 che si terrà – come detto – in Messico, ha ribadito il concetto secondo il quale la cosiddetta crescita (che stando alle condizioni attuali è un qualcosa di impossibile ed è frutto di puro becero propagandismo populista) non può che andare di pari passo con il rigore di bilancio. Cioè ha detto in pratica – leggendo tra le righe – che (così come ribadito da Mario Monti) lo stato deve farsi da parte nello sviluppo dell'Europa, mentre i privati devono prendere il sopravvento: cioè la speculazione deve trionfare ed allargarsi a macchia d'olio, ed all'ennesima potenza.

     Cittadini stufi dell'effetto euro  

    Ma tornando ad analizzare il nodo di quest'Eurozona da quarto mondo, l'euro, dobbiamo ammettere con onestà intellettuasle che finora a ben vedere tutte le mosse dell'Ue sono state fallimenateri. Perchè dunque i cittadini dell'Unione dovrebbero continuare a fidarsi dell'Europa difesa a spada tratta da Monti, Napolitano, Merkel, Hollande, Schulz e dall'eurocasta che ne loda le distruttive gesta? Perchè continuare a dissanguare i popoli con inutili tasse che finiscono puntualmente nelle tasche dei banchieri e dei lobbisti. Finora 18 Eurosummit non sono valsi a nulla. Né tantomeno, stando alle anticipazioni rese note ieri, cambierà nulla nel prossimo vertice Ue del 28 Giugno. Ed i Greci lo sanno bene. Quasi 500 miliardi di euro sono stati spesi finora per arricchire gli speculatori  e gli acquirenti del debito ellenico. perchè dunque continuare a fidarsi delle ricette per mantenere in vita un euro-mostro a suon di nuovi debiti (MES, Project Bond, Eurobond) ed opportunità per lobbisti ultramiliardari vicini alla casta europea? La verità che Monti e Napolitano fanno finta di non comprendere ciò che invece i Greci, come gli Italiani e gli altri cittadini europei hanno compreso benissimo. I cittadini sono ormai arci stufi di queste politiche pro-eurozona e pro-euro: politiche che puntualmente si ripercuotono rovinosamente sulle spalle delle famiglie europee attarvero tasse, imposte, sacrifici rigoristi, nuovi debiti mascherati dall'ingegneria finanziaria (eurobond). E tutto ciò rispetto ad un "Debito Pubblico" che anziché diminuire (come promesso dal professore di Palazzo Chigi) aumenta ogni giorno a dismisura per la gioia dei banchieri e degli amici dei banchieri. Allora il voto greco potrebbe rappresentare davvero una svolta a questa ondata di euro-bugie.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

      Appendice tecnica – Parole chiave  

     Eurobond  

    Nel contesto della crisi economica dei debiti sovrani (cioè del debito pubblico degli stati europei) dei Paesi Ue rientranti nell'area monetaria dell'euro (17 stati su 27), a partire dalla estate 2011, il termine Eurobond (o Stability bond) è stato utilizzato per indicare l'ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell'Eurozona, da emettersi a cura di un'apposita agenzia Ue, la cui solvibilità sia garantita congiuntamente dagli stessi Paesi dell'eurozona. I detrattori di questi strumenti finanziari lamentano che atraverso gli eurobond non si faccia altro che creare nuovi debiti da immettere nel sistema economico e che in ultima istanza finiranno per pesare sugli stessi cittadini europei, senza risolvere il problema principale della crescita, che è legato allìeccessiva tassazione dovuta per pagare gli interessi bancari della speculazione.

     Two Pack  

    Proposta di conferire alla Commissione europea maggiori poteri decisionali sui bilanci nazionali. Manovra pericolosa in quanto potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la creazione di una sorta di superstato con ingerenze sistematiche all'interno dei bilanci degli stati. Si tratta di un provvedimento ambiguo che potrebbe dare un potere enorme alla Commissione Barroso, che resta pur sempre una commissione di membri non eletti democraticamente ma nominati per chiamata diretta. Qui Europa auspica pertanto che non si vada avanti su questa strada.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Martedì, Giugno 5th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Banche e Finanza / Eurozona / Eurobond / Esteri / Presidenza Barroso / Usa / Wall Street Journal / Barack Obama / Manuel Barroso / Germania / Berlino / Francoforte / Bruxelles / New York / Baraccone impresentabile / Falsa panacea degli Eurobond / Obama sta a guardare / Christine Lagarde / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Aiuti / Fondo Salva Stati / Mario Draghi / G20 di Londra del 2009 / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Silvia Laporta  

    Wall Street  tifa per gli Eurobond

    Intanto Obama sta a guardare e consiglia all'Ue  

    di accelerare i tempi 

    Tra teatro e strategie stanno costruendo un

    impresentabile baraccone a loro immagine 

     

     di Silvia Laporta

    Wall Street – Anche i banksters Usa premono per gli Eurobond – Regia Unica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Eurobond? Falsa panacea! Bisogna staccare la macchina del debito                         

    New York, Berlino, Bruxelles – Il deciso “no” della  Merkel , riguardo l’emissione degli Eurobond, nelle ultime ore, si starebbe trasformando in una “possibilità al dialogo” nel prossimo colloquio dei vertici europei. Ma non è  solo il panzer tedesco; anche il governo, intende per così dire “sforzarsi” per "salvare" (diciamo così) i 27 paesi dalla disgregazione, innescata dal crollo delle economie greche e spagnole. Ci scommette  il Wall Street Journal (il giornale espressione dello strapotere dell'alta finanza internazionale sui comuni mortali) con la convinzione di un’imminente "via libera" della Germania. Con l’emissione di Eurobond – secondo Wall Street –  si arriverebbe alla condivisione dei singoli debiti pubblici nazionali da parte dell’insieme dei paesi dell’Unione, attraverso uno strumento che verrebbe emesso e garantito da Bruxelles e che implica la progressiva cessione di potere in campo fiscale e in quello della spesa pubblica degli Stati. Ma francamente è un qualcosa che non ci convince. E' come rigettare e rinnegare per sempre l'appartenenza ad una cultura, ad una identità, ad uno stato, in cambio di un'incognita (gli eurobond per l'appunto) che potrebbe esplodere da un mese all'altro (mai provata prima e oprattutto posta nelle mani delle banche private ed a vantaggio non degli stati, ma degli investimenti in opere "gestite" dalla speculazione priovata: verso le quali evidentemente i cittadini perderanno ogni forma di controllo diretto, delegando tutto a Francoforte e Bruxelles) quando invece – qualora ci fosse la reale volontà di mettere a tacere la macchina del debito – sappiamo benissimo che per evitare il sovraccarico del sistema economico europeo basterebbe staccare la spina delle "macchine crea debito", rinazionalizzando le banche centrali e ricominciando a stampare euro – o valute nazionali – in casa propria ed a costo zero, anziché gonfiare inutilmente i portafogli dei banksters e della tecnocrazia.

      Eurobond? Pretesto alla nascita di un superstato europeo                                           

    Il “no” della Germania, potrebbe essere interpretato dall’esigenza di maggiore rigore nell’applicazione delle regole. Non è possibile infatti, procedere con l’emissione degli Eurobond se prima non si arrivi ad un’unificazione delle norme in materia fiscale e bancaria e se i vincoli all’aumento della spesa pubblica (come per le pensioni e la sanità) non vengano fatti rispettare in  maniera ferrea. Misure di questo tipo non avrebbero senso in questo momento, non facendo altro che rinviare la data della “resa dei conti”, quando i paesi in crisi non potranno più andare a “salvarsi”, grazie ai fondi europei. Questo sempre secondo la Merkel, e secondo il “progetto” dei grandi europei, che vorrebbero unificare tutti i Paesi membri in un unico continente a discapito della nostra cultura e i nostri tratti identificativi, e a favore delle proprie tasche. Ragionamento accompagnato anche dalla volontà, ormai esplicitamente economica, di mantenere Grecia e Spagna all’interno dell’Eurozona; volontà chiaramente incentrata ad evitare di perdere i crediti delle Banche Tedesche nei riguardi di questi paesi in crisi, che qualora lasciassero la moneta unica, si trasformerebbe in debiti di “carta straccia”. Ma le volpi si guardano bene dal dichiarare i loro veri scopi sui giornali di "prima fascia" e sulle tv ammiraglie. Lì evidentemente la propaganda assume un sapore molto più celato e subdolo, tendente a non far comprendere il reale evolversi dei fatti.

      Un copione perfetto – Ma Angela per il momento attende                                            

    Appaiono inutili – a quanto pare – i tentavi di Draghi, Barroso, Juncker e Van Rompuy, di convincere la collega Merkel a dire “si” all’emissione degli Eurobond, in quanto è proprio da che Berlino dovrebbe sopraggiungere l’aiuto monetario più consistente. Pur essendo parte integrante dell'eurocasta la Merkel si oppone – per il momento – o finge di farlo, a questo piano avviato con la collaborazione degli stessi deputati  dell'Europarlamento, in un trionfo di retorica e propaganda degna dei "copioni" simili seguiti secondo un disegno ben preciso, dall'unificazione dell'Italia ad oggi.

      Il teatrino europeo e l'occasione "mancata" di Obama                                                    

    Negli Stati Uniti, intanto, gli strateghi di  Obama, identificano nell’acuirsi della crisi europea, uno dei fattori che potrebbero compromettere la rielezione del presidente nelle prossime elezioni di Novembre. Vi sono state due “occasioni mancate” da parte di Obama, che avrebbero garantito all’inquilino di Pennsylvania Avenue, una leadership morale, nel palcoscenico europeo. Nel negoziato per rimpinguare le tasse del Fondo Monetario Internazionale – del falco Christine Lagarde – l’amministrazione Obama, si è sempre tenuta in una posizione neutrale, per non avere ripercussioni elettorali. L’eccessiva diplomazia dell’Amministrazione, ha impedito una negoziazione eccellente. Uno dei maggiori azionisti, infatti, precisamente il governatore della Banca Centrale di Pekino, Zhou Xiaochuan, probabilmente non sprecherà un contributo maggiore di 30 miliardi di dollari, contro la richiesta pervenutagli dal vertice dell’Fmi, maggiore di 3 terzi! Gli Usa si trovano quindi in una posizione di “spettatori” in questo teatrino di politica europea.

      Obama: una seconda occasione "mancata"                                                                         

    Inoltre, un’altra occasione mancata, risale al G20 di Londra del 2009. Fra le varie misure anti-crisi, si decise, durante questo vertice, di  raccomandare all’Fmi 250 miliardi di dollari, a beneficio di molti paesi "lenti", al fine di "arginare" il contatto con la crisi economica internazionale. Se gli Stati Uniti, avessero intrapreso un’analoga iniziativa, avrebbe allentato il vincolo di bilancio di molti paesi rafforzando il Fondo Salva Stati e beneficiando anch’essi, in quanto azionisti, di diversi benefici. Ma ciò è quello che sostengono i falchi di Wall Street. Infatti sappiamo bene che ogni qual volta che l'Fmi o il Mes (Fondo Salva Stati) si mettono in azione (sarebbe il caso di dire "minacciano" azioni di aiuti) il paese beneficiario di tali "aiuti" finisce sistematicamente con le gambe all'aria. Non è una ipotesi! E' pura matematica! E' un qualcosa di scientifico, purtroppo.

      Un "impresentabile baraccone" da smontare                                                                      

    Il commento della Commissione Europea, riguardo tutta la situazione, stempera i toni, stigmatizzando alcune “notizie di stampa”, che servirebbero solo a accendere i dissensi.  Si dice inoltre contraria, a ogni “ipotesi di complotto”, eventualmente attribuita a Barroso , Juncker, Draghi e  Van Rompuy che starebbero lavorando solo in favore dell’Unione Economica e monetaria per arrivare ad un governo comune dell’economia. Peccato che è proprio questo il problema! Forse non sarebbe il caso di affidare le sorti della nostra economia nelle mani di magnati bancari, e trasformare l’Europa in una dittatura fondata sulle banche! Che Dio ci aiuti, nell'attesa che gli europei dalle urne inizino ad aiutarsi per proprio conto, mandando a casa i tecnocrati ed i partiti che sostengono questo "impresentabile baraccone".

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Grecia – La rinascita di Afrodite e l’anima dell’Europa

    Grecia – La rinascita di Afrodite e l’anima dell’Europa

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012

    –  di Domenico Apicella –

    Unione europea / Eurozona / Euro / Grecia / Germania / Democrazia / Tecnocrazia / Germania / Dracma / Troika / Europa senz’anima / Comunità / Polis / Araba fenice / Antica Grecia / Rinascita / Anima europea / Istanze popolari / Partiti politici greci / Araba fenice / Uscita dall'euro / Ritorno alla dracma / Domenico Apicella / Qui Europa  

    È veramente necessario uscire dall’euro

    per sopravvivere?

    A certe condizioni, probabilmente si!

    Atene, Berlino, Bruxelles – È ricorrente ormai questo spauracchio, questa soluzione non debitamente analizzata e compresa dai popoli, che dovrebbe risolvere problematiche di carattere economico-politico interne all’Unione europea. Ebbene si! Il sistema di cui dovremmo fregiarci di essere parte integrante, adotta soluzioni finanziarie ad un problema che meramente finanziario non è; tutto consta nel rispetto del fiscal compact, nel pareggio di bilancio, e sul contestuale risanamento del debito. Il disegno che viene fuori dal quadro delineato è, dunque, quello di un’Europa senz’anima. I problemi nelle comunità sorgono sempre per un errato indirizzo politico dettato dagli “uomini”, mentre la finanza, come tutte le altre questioni materiali, sono di carattere secondario “sempre”. Paradossale! In una comunità, qualunque essa sia, è logico pensare e prevenire eventuali posizioni divergenti, ed è qui che emerge la “forza” della comunità; è la metodologia di risoluzione dei contrasti e divergenze interne che contraddistingue una  comunità dall’altra. La nostra comunità è oggi più che mai “debole” dinnanzi ai problemi sorti, problemi che proporzionalmente ai poteri conferitegli dagli stati membri sarebbero sicuramente alla sua portata, ma una domanda allora sorge spontanea: quando una comunità è debole, è perché lo sono le persone fisiche che la rappresentano?

      Alla radice dei mali  

    Certamente le azioni dell’Unione europea non saranno imputabili all’unione stessa in quanto entità astratta, ma alle persone fisiche che la compongono (almeno idealmente dovrebbe essere così), tuttavia indicare la lista delle personalità che hanno ricoperto e ricoprono tutt’ora incarichi istituzionali non sarebbe congeniale ai fini della comprensione della nostra discussione. Ciò che è importante è  stabilire e definire che non si risolve un problema di natura politica (quindi di natura primaria) sorto da un indirizzo politico “errato” dettato dall’uomo, intervenendo pesantemente su questioni di natura secondaria come il denaro l’economia, la finanza, poiché ciò equivarrebbe ad invertire l’ordine naturale delle responsabilità, che vedono, senza dubbio, al primo posto l’uomo. In Grecia si  paventava la possibilità di introdurre un governo di “tecnocrati” per affrontare al meglio gli imperativi posti dall’Ue, tuttavia la coalizione della sinistra radicale con Syriza non ha ceduto alle continue pressioni poste dalla Commissione europea, dalla Troika e dai banchieri industriali greci, nonché dal partito di Nuova Democrazia e dal Pasok, che spingevano verso la  direzione di un grande compromesso governativo a favore dell’insediamento al  governo di uomini esperti nel settore finanziario.

      Un decisivo periodo di transizione  

    La Grecia sta attraversando un periodo di transizione, nel quale i nuovi indirizzi politici si stanno delineando con estrema e cruda eloquenza: le nuove fazioni, le nuove coalizioni, la pesante opposizione del partito comuinista di Papariga – che ha denunciato  pubblicamente tutti i partiti, senza distinzione alcuna, di ipocrisia e servilismo nei confronti dell’Unione europea – i sindacati greci del settore privato – che, nel timore dell’abolizione dei contratti nazionali di lavoro imposti dalla Troika, sono oggi sul piede di guerra – ed il preoccupante quanto dirompente ritorno dei neonazisti (con Mixaloliakos in perenne conflitto con i giornalisti greci) e del partito d’estrema destra “Alba Dorata”. Insomma si è aperta una piattaforma di consensi per tutte le vedute, per tutte le diversità ideologiche, in una Grecia che, se da un lato rischia il tracollo finanziario, dall’altro apre ad un molteplicità di posizioni che potenzialmente potrebbero ognuno fornire l’antidoto più efficace ai problemi del paese, riscoprendo la bontà e la forza delle più limpide ed alte istanze democratiche – e morali – fortemente chieste e custodite dal popolo ellenico.

     La fine della Tecnocrazia nel Paese che inventò la Democrazia 

    Le future elezioni in Grecia decreteranno quanto meno, una volta per tutte, e con chiarezza, un elemento basilare: il definitivo concetto che non è necessario delegare ai “tecnici”, ai ragionieri della politica,  il potere di governare, poiché la politica è più che sufficiente. Forse il Paese che nel 503 A.c. avviò quella forma di sperimentazione politica che passò alla storia come “Democrazia” (una novità assoluta per la civilizzazione occidentale che partendo proprio dalla  polis, spinse il soggetto cittadino a decidere per la prima volta sia nel merito delle leggi fondamentali, sia nel dettaglio della messa in esecuzione delle stesse) presto segnerà la stessa rinascita della Democrazia in Europa: una sorta di araba fenice redenta che darà spettacolo di sé a popoli e tecnocrati. La politica è la rappresentanza del popolo, quindi dell’uomo, i tecnici invece sono la rappresentanza dei mercati, quindi del denaro. È l’uomo che ha il potere di gestire tutto ciò che da egli stesso deriva, è l’uomo che ha la responsabilità politica delle sue scelte, sono i grandi uomini del continente europeo che hanno progettato e realizzato poco più di mezzo secolo fa, un processo di avvicinamento ed integrazione tra i paesi dell’Eurozona. Questo processo non è ancora definito, ed è necessario a tal proposito continuare a lavorare per raggiungere un risultato ottimale, in grado non di porre “imposizioni” ma di dialogare e supportare i paesi in fase di acuta crisi;  non è questo l’indirizzo adeguato che l’Europa deve assumere nei confronti degli stati membri, non è “intimando” gli stati  che si guadagnerà la fiducia degli stessi.

      La rifondazione del “Sistema Europa”  

    L’Italia e la Grecia hanno, sulla propria pelle, capito prima d’altri che il “sistema Europa”, quello di cui abbiamo parlato all’inizio, va rifondato, non di certo – però –distruggendo quanto di buono si è creato, ma piuttosto formando personalità che siano in grado di completare questo processo d’integrazione europeo e di stabilizzarlo in un senso “politico-umanistico” piuttosto che esclusivamente “finanziario-materialistico”. Il Presidente della Repubblica greca Papoulias, farebbe bene quindi ad ascoltare i moti rivoluzionari del suo paese, quelli che dalla base stanno spingendo affinchè la Grecia sia inserita in un’Unione europea che non  emani degli “ultimatum”, non un’Ue germanocentrica – dunque – ma che comprenda i livelli di difficoltà dei singoli stati e che con questi possa determinare le soluzioni migliori.

      La "Rinascita" di Afrodite   

    Relativamente all’uscita dall’euro da parte della Grecia, da una parte essa non sarebbe auspicabile, vista la svalutazione che potrebbe subire il ritorno della vecchia moneta (dracma), tuttavia anche questa scelta corrisponderà alla volontà popolare e se ciò dovesse accadere si demarcherà in modo ancor più evidente il fallimento del progetto politico dell’euro che probabilmente non dovrà essere abbandonato, ma forse rifondato su criteri di tolleranza, solidarietà e maggiori controlli interni posti da autorità predeterminate che possano definire in modo equo i prezzi dei beni e dei servizi. Solo in questo modo non ci saranno più paesi che minacceranno l’uscita dall’euro, in caso contrario questi si moltiplicheranno: nella consapevolezza di essere stati catapultati in un’avventura spazio-temporale chiamata Eurozona, concepita – allo stato attuale – come una grande giostra che si muove vorticosamente dietro la regia della speculazione internazionale e del mercato. Inaccettabile! A queste condizioni – e dinnanzi ad un out-out così grave ed impellente – meglio sarebbe, in estrema soluzione, tornare alle monete nazionali, e non temere slanci speculativi e minacce tecnocratiche attuando il semplice ed efficace strumento della svalutazione. Ciò tuttavia attraverso un abbandono progressivo e ben ponderato. In caso di svalutazione immediata e violenta, infatti, la dracma potrebbe perdere tra il 40 e il 50% del suo valore: vale a dire che per comprare un euro ci vorrebbero circa 500 dracme. Ovviamente, una dracma debole sarebbe un indubbio vantaggio per chi esporta, ma la Grecia di oggi è pur vero che non è un grande paese industriale, come dimostrato dal saldo negativo della sua bilancia commerciale. La dracma debole sarebbe invece – evidentemente – un grosso svantaggio per l’acquisto del petrolio e quindi della benzina e suoi derivati, nonché dello stesso gas, con effetti inflattivi a catena sull’intera economia. La pazienza, come dire, è la virtù dei forti! Ma alla fine, come insegna il mito, Afrodite – la meravigliosa Afrodite – (ri) nasce dalla bianca schiuma del mare, in quell'azzuro specchio marino dinnanzi alla Grecia. E' solo questione di tempo.

    Domenico Apicella (Copyright © 2012 Qui Europa)