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  • Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi?

    Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi?

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Grecia / Commissione Ue / Eurogruppo / Debito / Crisi / Papademos / Barroso  

    Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi ?

    N0n convine l'accordo "Salva-Grecia"

    Atene – E’ stato raggiunto, la notte scorsa, l’accordo Salva-Grecia che prevede, da parte dell’Unione Europea un prestito di 130 miliardi per contenere la crisi del paese greco. La Grecia, può così riprendere a respirare, ma la situazione non è di certo indolore: non ci sarà, infatti, alcuna autonomia politica, né del governo né del Parlamento. Il paese accetta così la sorveglianza della cosiddetta Troika, formata dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), dalla Banca Centrale Europea e dalla stessa UE, che si pongono l’obiettivo di ridurre il debito pubblico, entro il 2020, dal 160% al 120, 5% e di assicurare il futuro della Grecia nella zona euro. Il comunicato dei ministri dell’Eurogruppo pone l’accento sia sugli sforzi e i sacrifici già compiuti, sia sul fatto che ne saranno necessari degli altri per riportare l’economia del paese ad una crescita sostenibile. Questo risulterà possibile anche attraverso la liberalizzazione del mercato del lavoro, che divenendo meno costoso, seppur precario e flessibile, consentirà alle aziende nazionali di essere maggiormente competitive. Entro due mesi, a detta del Primo Ministro greco Lucas Papademos, avverrà l’introduzione di una nuova norma che nella gestione delle finanze nazionali, garantirà la priorità al rimborso del debito e sarà inserita nella Costituzione. L’intesa raggiunta dai ministri dell’eurozona, nonostante le difficoltà, ha ricevuto i complimenti del Presidente della Commissione europea, Josè Barroso che ha messo in evidenza l’eccellente lavoro comune svolto per garantire un futuro alla Grecia…la quale, però, ha svenduto la sua sovranità e la sua identità nazionale.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

    Giovedì, febbraio 22th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurogruppo / Crisi euro / Bce / Signoraggio / Coefficiente di riserva frazionale / Maastricht / Privatizzazioni / Ungheria

    Crisi Eurozona:  signoraggio bancario,

    privatizzazioni e ruolo Bce 

    Privati al potere. Le contromisure degli

    economisti euroscettici: rinazionalizzare

    le banche centrali e abbandonare l’euro

    Francoforte – Sotto l’Eurotower – sede della Bce – da settimane si avvicendano a fasi alterne vari gruppi di protesta contro la stretta del credito in Eurolandia. Pomi della discordia, il celeberrimo credit-crunch e il cosiddetto coefficiente di riserva frazionale: diabolico parametro che consente – “legalmente” – alle banche di prestare molto più di quello che hanno in cassa, accantonando modestissime quantità di danaro. Il contestato meccanismo è molto semplice: con un coefficiente di riserva al 2%, se deposito 100,00 euro la banca trattiene soli 2,00 euro in riserva e investe gli altri 98,00. I restanti 98,00 a loro volta vengono depositati/prestati nella stessa banca (o filiale) o in un’altra banca. Così facendo – come per magia – possono generare altro denaro dal nulla, perché la banca può tenere in riserva 1,960 euro e prestarne 96,00. L’operazione può essere ripetuta per 50 volte. Minore è il coefficiente di riserva (che “Basilea 2” ha fissato dall’1,6% al 12%) e più alta sarà la somma che la banca potrà creare dal nulla.  Il popolo – in pratica – non detiene più il potere monetario. Ma non è una novità! In Italia già nel 1992–  con la Legge Carli-Amato n. 35 – la Banca d’Italia fu di fatto privatizzata: la sovranità monetaria passò ai consigli di amministrazione delle Banche centrali finite in mano alle lobby dei grandi banchieri privati. Maastricht, accelerò il fenomeno, dando potere alla Banca Centrale Europea: una banca privata, governata dalle banche centrali “illegittimamente privatizzate”.  L’anomalia sta nel fatto che l’esercizio della sovranità monetaria è stata anch’essa “privatizzata” e limitata: mediante controllo sull’emissione di euro; con anomala ingerenza della Banca d’Inghilterra (paese fuori dall’Eurozona e prima azionista Bce: con il 14% delle azioni dell’Eurotower, esercitandone di fatto un certo controllo); con cambi (non più svalutabili) ancorati alle altre eurovalute (a vantaggio della Germania); impedendo il deficit spending ed i connessi investimenti produttivi (es.: in ricerca e infrastrutture) col le nuove politiche di austerity e controllo dei bilanci imposte dalla Troika e dal trio Monti-Sarkozy-Merkel; mediante il controllo del Tus (Tasso ufficiale di Sconto) e del coefficiente di riserva frazionale (delineato a Basilea 2) e quindi del signoraggio. E ciò al di fuori di ogni controllo politico. Infatti  governi e parlamenti non possono più emettere la propria moneta ma devono “comprarla” dalla Bce. L’unico stato ad aver azzardato una “rivoluzione”, sottoponendo il controllo della Banca Centrale al controllo del Parlamento, è stata l’Ungheria di Orban, con pesantissime ripercussioni politiche decise da Barroso & C. Molti economisti euroscettici – seguendo la linea dell’italiano Marco Saba, e di altri autorevoli studiosi e Nobel – nelle scorse ore hanno proposto all’opinione pubblica europea, dalle piazze di Francoforte, due soluzioni: 1) il ricorso all’adozione di monete complementari e locali (emesse da enti pubblici territoriali a circolazione limitata) e/o 2) l’abbandono definitivo dell’euro. Vedremo se vincerà l’austerity recessiva o i tecnocrati guarderanno finalmente alla vera anima dell’Europa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • A Berlusconi ora piace il Professore

    A Berlusconi ora piace il Professore

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 

    – di Franco De Domenico –

    Italia / Crisi Ue / Berlusconi / Monti / Centro Destra 

    A Berlusconi ora piace il Professore

    Il Cavaliere: appoggio pieno al governo Monti fino

    alle lezioni e magari anche dopo

    Roma – “Appoggio pieno al governo Monti, in particolare al suo premier. Fino alle elezioni, e magari anche dopo”. L’ex premier Silvio Berlusconi, dopo un periodo di offuscamento, riprende a esternare: è stato lui, ricorda, a indicare nel 1994 Monti Commissario europeo. E poi, addirittura – colpo di scena – sarebbe stato sempre il Cavaliere a indicare il Professore amato–odiato dagli Italiani come miglior conduttore di un governo tecnico a Giorgio Napolitano. Nuove ma non troppo alleanze si prefigurano: Berlusconi–Casini–Merkel, tutti amici nel carrozzone del Partito Popolare Europeo. E ancora, in compagnia degli leader di centrodestra europei, elezioni permettendo: Nicholas Sarkozy in Francia, David Cameron in Gran Bretagna, Mariano Rajoy in Spagna.  Una strategia per mettere in un angolino il Pd, già in serie difficoltà con l’articolo 18. Intanto, il Cavaliere si è incontrato con Mario Monti, accompagnato dal fido Gianni Letta. Si saranno scambiati gli Ambrogini d’Oro?

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa) 

     

  • Italia piu’ razzista: basta discriminazioni!

    Italia piu’ razzista: basta discriminazioni!

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Italia / Commissione Ue Razzismo / Cultura /  Xenofobia / Respingimenti 

    Italia  piu’ razzista: basta  discriminazioni!

    I risultati della Commissione Ue contro il razzismo

    Strasburgo – Un’Italia sempre più razzista e la colpa è anche del sistema mediatico. Questo è quello che emerge dall’ultimo rapporto dell’Ecri, la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza. Nel documento redatto dall’organismo indipendente di controllo del Consiglio d’Europa, si legge che “l’uso del discorso razzista e xenofobo in Italia” sarebbe sempre più accentuato e si sarebbe moltiplicato negli ultimi anni. Dal 2006 a giugno 2011, la situazione sarebbe peggiorata anche a causa “di articoli e servizi sensazionalistici che contribuiscono ad avvelenare ulteriormente un clima già intollerante nei confronti di Rom, immigrati e mussulmani”. L’Ecri, quindi, ha richiamato l’Italia sull’attenti e ha sollecitato le autorità nazionali a porre fine, in modo definitivo ed immediato, alla politica dei respingimenti, criticando il “pacchetto sicurezza” del precedente governo. Se da un lato, l’Italia è stata dipinta come la penisola del pregiudizio e dell’incitamento all’odio, dall’altro occorre ricordare che sono stati fatti già dei passi in avanti nel cammino contro la discriminazione: essi riguardano decisioni dei tribunali, con le quali si dichiara illegale l’emergenza nomadi. Ancora non c’è una corretta gestione dei fondi, dei programmi e delle risorse per poter affermare che l’Italia stia entrando nel pieno rispetto degli accordi internazionali, della parte più moderna e attuale dell’Europa nei confronti degli stranieri. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore!

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman  

    Anche i Premi Nobel implorano:

    si fermi il  rigore!        

    Il duro monito di Paul Krugman all'Ue

    New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, ma se ad affermare questo ci si mette anche Krugman, premio Nobel per l’economia, e parla di questo dalle colonne di un giornale come il New York Times forse bisognerebbe rifletterci su! Secondo Paul Krugman le politiche di austerità, implementate dalla Banca Centrale Europea a partire dal 2011, quando già buona parte dell’eurozona era in crisi, non ha fatto altro che peggiorare la crisi. Ormai la maggior parte dei cittadini risultano sfiduciati, cosa che di certo non aiuta la ripresa dell’economia. Secondo i responsabili di questa teoria economica europea, tagli alle spese e occupazionali sarebbero stati compensati semplicemente da tagli alle tasse, peccato che così non è stato! Risultato: gli unici paesi che stanno crescendo sono coloro che non hanno attuato questa teoria economica, già nota agli USA degli anni ’30, nello specifico Giappone e USA. Tutti gli altri sono in pieno stato depressivo. FF

  • Italia: mercato del lavoro da riformare?

    Italia: mercato del lavoro da riformare?

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Italia / Riforme / Lavoro / Monti / Partiti / Sindacati

    Italia: mercato del lavoro da riformare?

    Qualcuno spieghi a Monti come funziona

    in democrazia

    Roma – Monti vuol fare la riforma del mercato del lavoro “con o senza intesa con i sindacati”. Su quale maggioranza conti non è ben chiaro. Da una parte c’è il Pdl che, dopo le tanto sofferte “liberalizzazioni”, per la legge del contrappasso, vorrebbe che adesso a pagarla siano i lavoratori tutti! Dall’altra c’è il Pd, che senza l’ok di Cgl, Cisl e Uil probabilmente non firmerà alcuna riforma. Nel mezzo ci sono gli interessi di tante persone, variamente rappresentate nel confuso panorama politico italiano. Potranno mai essere la Lega Nord o le varie sinistre a mettersi contro l’elettorato dei lavoratori? Non ora, non dopo la “indefinibile” riforma del sistema pensionistico, che ha fatto diventare sovversive perfino le vecchiette. Per non parlare delle persone di una certa età, quelle che insomma dopo circa quarant’anni di contributi si accingevano a sognare la pensione e se la sono vista soffiare sotto il naso. Insomma, a questo punto Monti la riforma del mercato del lavoro conta di farsela da solo, senza accordi con le parti sociali, con i partiti, con i sindacati. Tanto lui non deve mantenere il consenso, visto che nessuno lo ha mai eletto. Ed i partiti, invece, davvero saranno disposti a vendergli l’anima?

    Redazione QE (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Mediterraneo arabo in cerca di credibilità

    Mediterraneo arabo in cerca di credibilità

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Commissione Ue / Esteri / Maghreb / Tunisia / Uma

    Mediterraneo arabo in cerca di credibilità

    Nuovi partenariati tra Africa-Ue

    Tunisi – I cinque Paesi maghrebini potrebbero essere guidati dalla Tunisia per diventare dei partner credibili per l’Europa. E’ quello che sostiene il ministro degli Esteri del nuovo governo di Tunisi, Rafik Abdessalem. Il suo Paese, asserisce, ha già digerito la rivolta contro la passata dittatura, ed è il più stabile. Quindi, già si pensa a riunire, entro un anno, l’Uma (Unione Maghreb Arabo), l’alleanza economica che riunisce, dal 1989, le cinque nazioni arabe mediterraneo-occidentali, dalla Mauritania alla Libia. Certo, quest’ultima è ancora in difficoltà socio-politiche. Il Marocco gode di maggiore tranquillità per tradizione, con una monarchia assoluta. L’Algeria ha difficoltà interne. Resta la Tunisia, che per turismo, partenariato economico –la sola Benetton investe lì più dell’Ue intera – e per politica, ricordiamo le simpatie verso Craxi, è da tempo molto vicina all’Italia e all’Europa. Ma ci sono gli scettici su questo progetto Uma – Tunisia: Massimo D’Alema, per esempio, ha dichiarato che vedrebbe più attuali altre forme di alleanza, come i “cinque più cinque” – le riunioni che vedono insieme Italia, Francia, Malta, Spagna e Portogallo più i cinque Paesi del Maghreb: Mauritania, Sahara Occidentale, Marocco, Algeria, Tunisia. Franco de Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Le lobby aeree delle super potenze contro l’Europa

    Le lobby aeree delle super potenze contro l’Europa

     Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Commissione Europea  / Trasporti / Commercio / Direttiva Ue / Aerei  

    Navigazione aerea: Cina, Usa e Russia contro Ue 

    Ultratassare i voli più inquinanti

    Bruxelles  – In Europa è entrata in vigore la direttiva Ue che obbliga i vettori aerei di volo con origine o destinazione all’interno dell’Unione Europea a pagare un tributo per il quantitativo di gas serra prodotti. Cina, Stati Uniti e Russia sono a capo di una “cordata” di 26 Paesi extraeuropei che ha deciso di non starci. In particolare proprio l’Impero Celeste ha proibito alle proprie compagnie di onorare le richieste europee. In realtà, in quadro offerto dall’Emission Tradingh Scheme europeo fornirebbe un pretesto di guadagno per tutti quei vettori dotati di velivoli a basso impatto ambientale, di ultima generazione. Ma evidentemente, la crisi sta spingendo tutti, anche le potenze economiche, a guardare al risparmio sul breve più che al  guadagno sul medio periodo. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia verso nuova crisi:  il “prestito” solo un palliativo

    Grecia verso nuova crisi: il “prestito” solo un palliativo

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Grecia / Eurogruppo / Crisi Ue / Debito / Prestiti / Contagio / Paliativo / Katseli  

    Grecia verso nuova crisi:  il "prestito"

    solo un paliativo

    L'analisi dell'ex-ministro del Lavoro, Katseli:

    "La Grecia difficilmente tornerà ad essere uno

    stato sovrano"

    Atene – Probabilmente la Grecia si salverà per un pò di tempo dai creditori privati, ma difficilmente potrà essere nuovamente uno Stato sovrano. E’ questa la lucida analisi di Loukas Katseli, ex ministro del lavoro e della presidenza del Governo Papandreu, nonché nota economista. Katseli, è parecchio pessimista: secondo la nota statista ellenica è evidente come le misure approvate spingano lo Stato verso la recessione; oltre al fatto che lo spirito democratico è stato derogato, portando un forte malcontento sociale. Previsioni drammatiche quelle dell’economista che riferisce come, a suo riguardo la medesima situazione greca potrebbe ripresentarsi con le medesime modalità in altri paesi europei considerati a rischio. F.F. 

    (Copyright © 2012 Qui Europa)