Martedì, Marzo 27th / 2012
– di Franco De Domenico –
Italia / Europa / Governo Monti / Seolul / Roma / Lavoro / Riforma del lavoro / Articolo 18 / Cgil / Pd / Elezioni in Francia / Obama / Monti / Merkel / Sarkozy
I grandi da Seoul lodano Monti sull'art.18
Intanto a Roma monta la protesta
contro "Bin Loden"
Chi guarda a Monti come un esempio,
chi come una piaga
Roma – Per le piazze della capitale nelle scorse ore è esplosa la protesta proletaria e dei giovani disoccupati e disillusi contro il rigore del Governo Monti (ribattezzato per l'occasione "Bin Loden") e la sua riforma dell'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Intanto, dal forum sul nucleare di Seoul (foto) i grandi della Terra lodano il Professore in loden per la sua drasticità Reaganiana sull'articolo 18 (vedi Obama) anche dall’Europa c'è qualcuno che guarda al governo italiano come a un modello da seguire. Naturalmente, sono Sarkozy (in apprensione per la campagna elettorale che lo da per ora nettamente sconfitto), le lobbies bancarie ed i capi dell’economia finanziaria, nonché i leaders della destra merkeliana: preoccupati, in questo momento, soprattutto del futuro della Francia post–elezioni. Qualcuno ha già ipotizzato un “Mariùs Montì” in salsa bourguignonne: i primi 100 giorni del nuovo governo francese dovrebbero, per piacere a questa parte politico–economica, somigliare ai primi 100 giorni del Mario nostrano. Quindi, riforma drastica delle pensioni, puntare al pareggio di bilancio, e misure draconiane, come da noi. Ma sembra molto difficile che François Hollande, che ha promesso pane e governo sociale, faccia il gioco della destra europea. Piuttosto, questa punterà su un Sarkozy–bis. Ma dove il nostro Ambrogino d’Oro mostra già un poco la corda, è sul piano strettamente politico–diplomatico. E’ riuscito, sì, a mettere una certa zizzania sotterranea tra Cgil e Pd. Ma con un attacco troppo spinto all’articolo 18, le tensioni sociali rischiano di aumentare, e già il capo del Governo comincia a comportarsi da professore scontento dei propri allievi riottosi, che non capiscono la giusta e sacrosanta lezione. Le sue esternazioni di queste ore parlano di un Paese “non ancora pronto”, a causa del quale il governo potrebbe andarsene. E’ un modo un po’ paternalistico di trattare con le opposizioni e con i cittadini: tutti allievi da rimandare a settembre. Ma lavoratori e parti sociali scontente degli sconcertanti attacchi al Welfare State e al deficit spending, in realtà hanno già da tempo "rimandato"… il professor Monti.
Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)


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