Mercoledì, Marzo 28th/ 2012
– di Alessandro Pavanati –
Italia / Fondi Fesr / Corte dei Conti Ue / Pmi / Banche / Enti locali
Roma: i Fondi per lo Sviluppo Regionale
incagliati nella burocrazia
È quanto emerge da un’audit della Corte dei Conti dell’Ue:
lungaggini e difficoltà nelle procedure di accesso ai FESR
da parte delle imprese italiane
Bruxelles, Roma – I Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale soffrirebbero di un eccesso di burocratizzazione nell’erogazione. È quanto emerge da una valutazione compiuta dalla Corte dei Conti dell’Unione Europea. L’eccesso di burocrazia nasconde, quasi sempre, costi che vanno poi a scaricarsi sulle spalle stesse delle aziende beneficiarie. Nella fattispecie, i diversi passaggi delle procedure di erogazione prevedono l’entrata in gioco di una serie di intermediari finanziari (le banche) che devono occuparsi del reperimento delle garanzie e dell’erogazione stessa del denaro. La perfetta compliance delle aziende rispetto ai singoli passaggi genera inevitabilmente dei costi gestionali a carico della collettività e delle lungaggini che rischiano di erodere i benefici previsti dalla misura. Di qui il giudizio negativo da parte della Corte dei Conti UE, che ha anche sottolineato come nel periodo 2000-2006 siano stati erogati fondi per 1,6 miliardi di euro, senza poter valutarne l’effettivo ritorno d’investimento. Ad essere imputate però non sono le singole istituzioni nazionali, ma le caratteristiche stesse dei FESR. La Corte chiede pertanto agli Stati membri una maggior attenzione nel controllo dell’intera filiera di domanda-fornitura dei fondi e della loro applicazione, per cercare di contenere gli effetti distorsivi della natura stessa dei fondi.
Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)


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