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Università Italiane – Monitor

  • Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello 

    Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del

    Professor Giavazzi sul governo Monti

    Il Monti-Bis? Sarebbe disastroso!

    Intanto i paladini della speculazione bancaria lanciano in tutte

    le scuole italiane la "Campagna per la Legalità Economica".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – In questi giorni, specie dal dì dell'emanazione da parte dell'esecutivo tecnico della nuova "Legge di Stabilità", si sprecano i luoghi comuni sull'opportunità dell'austerity montiana per uscire dalla crisi. Curiosa, in merito, abbiamo trovato la riflessione di Francesco Giavazzi, uno dei consulenti dell'esecutivo Monti sul "riequilibrio dei conti pubblici", nonchè docente di economia presso la prestigiosa Università Bocconi. Nella giornata di ieri, il consulente, ha spiegato – in un'intervista pubblicata dal quotidiano economico MF – il suo punto di vista su questo grave momento storico italiano. Diversi i temi caldi e le correlate dichiarazioni rilasciate dal professore sulle questioni inerenti alla "miracolistica governance tecnica" intrapresa del nostro paese.  Molti i luoghi comuni posti a cardine della sua disquisizione. Iniziamo dall'austerity.

     Primo luogo comune: "Monti non aveva altra scelta!"  

    Secondo l'emerito Giavazzi, l'austerity deve essere praticata! E' cosa buona e giusta praticarla – a suo dire – anche se con modalità diverse. "Il governo ha dovuto fronteggiare un'emergenza immediata – ha spiegato – ma i tagli devono realizzarsi nel lungo periodo. A fine 2011 non era chiaro se l'Italia sarebbe sopravvissuta alle aste di gennaio e Monti non aveva altra scelta che aumentare le tasse. Dove il governo ha mancato, secondo me – ribadisce il membro complementare dell'esecutivo Monti – sono stati i tagli alla spesa, che avrebbero dovuto tamponare gli aumenti delle imposte subiti. Solo che le tasse possono aumentare subito – nota il professor Giavazzi – mentre i tagli alla spesa richiedono molto tempo."

     Secondo luogo comune: "Ce lo chiede il livello di Debito Pubblico!" 

    Un ragionamento che potrebbe anche filare liscio, se solo non si considerasse un "piccolo particolare": il debito è – come ormai noto – auto-indotto e auto-creato. Particolare che sembra sfuggire – con nostra grande sorpresa – anche all'esimio (ennesimo) professore della Bocconi. E se ci troviamo in questa situazione di tracollo economico, la colpa non è di certo nostra: non è degli Italiani. La responsabilità va rintracciata, evidentemente, in quelli che, come il "collega bocconiano" Monti, ci costringono a vivere in tali condizioni. Nelle istituzioni, nello Stato e nell'Europa dei tecnocrati e della sovranità monetaria rubataci con la complicità di leggi inique ed antidemocratiche.

     Terzo luogo comune: "Difendiamo la Legalità Economica!" 

    Per non parlare delle leggi ad oggi disattese e di quelle che hanno finito per avallare – illegalmente – questo paradossale ed inaccettabile status quo: vedi l'inapplicata Legge sulla Tutela del Risparmio del 2005, che obbligava le banche private a restituire alla banca centrale italiana (Bankitalia) le sue rispettive azioni levategli in maniera grave – e consentitemi, illegittima – in seguiro all'approvazione del decreto "Carli-Amato" del 1992. Decreto che, come molti ignorano, di fatto privatizzò la Banca d'Italia, aprendo il baratro del debito pubblico e della speculazione bancaria. Viviamo dunque in un contesto di illegalità indotta travestita da un "legalismo peloso": e ciò mentre l'esecutico, proprio in queste ore, ha lanciato in tutte le scuole italiane la sua cara "campagna per la legalità economica", con un testimonial d'eccezione: Fiorello. Surreale davvero!

     Quarto luogo comune: "Aumentiamo l'Iva perchè dobbiamo far cassa!" 

    Ma per tornare ai tagli alla spesa, per la cronaca, il consulente dell'esecutivo, aveva in passato già proposto di decurtare la vertiginosa cifra di 10 miliardi, poi scesi a due in uno slancio di "eccezionale prodigalità". Giavazzi, dalle colonne di "Milano Finanza" si è detto poi fiducioso sulle trattative che Monti intavolerà con imprenditori e sindacati nelle prossime ore e sul tenore dei guadagni che si potranno trarre in termini di produttività, puntando sui suddetti tagli. Peccato che questi tagli alla spesa, imposti alla collettività, non porteranno praticamente a nulla di concreto, ma andranno solo ad alimentare i malcontenti ed a ridurre le garanzie dello Stato sociale che già si trovavano pesantemente compromesse. Un vero processo di stalinizzazione dello stato italiano e di schiavitù reale. Tagliando la spesa del 10% rispetto al valore del Pil e innalzando altrettanto le imposte sui consumi, l'Italia ripartirà? No! E' matematicamente e scientificamente provato che senza accelerare il moltiplicatore economico di uno stato, esso non potrà mai uscire dalla recessione. E in più l'innalzamento dell'aliquota Iva – ciò è risaputo anche presso molti dei cosiddetti "non esperti in materia economica" – non incrementa assolutamente gli introiti statali, ma bensì li riduce di parecchi punti percentuali, li mortifica poichè inibisce i consumi.

     Caro Giavazzi, finalmente concordiamo! 

    Su un punto però siamo d'accordo con Giavazzi: l'Italia non ha bisogno di un Monti Bis. Non si può mandare avanti – e sostenere – un leader che il popolo non ha eletto e che, soprattutto – aggiungiamo –  non rispetta assolutamente gli interessi del paese che deve governare, in quanto espressione di poteri forti, occulti e notoriamente antidemocratici. C'è bisogno di una governance solida, autentica ma soprattutto seria. Uscire dallo schiavismo – nel quale  siamo costretti a sguazzare come "pigs" da un anno a questa parte – e cercare di rinascere sia economicamente che umanamente è la nostra priorità! Ci potremmo riuscire a breve? Non potendo contare sul sostegno e sull'onestà intellettuale dei media di regime – al 99% asserviti a questo disegno egemonico –  e su molti rappresentanti di organi istituzionali convertitisi al montismo neoliberista (vedi ad esempio il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che nelle scorse ore ha addirittura osato profetizzare una "sicura" ripresa nel 2013) ciò dipenderà quasi esclusivamente da noi cittadini, e dal grado di consapevolezza e disillusione su tali temi che sapremo ingenerare in chi ci circonda. Giavazzi a parte!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Articolo 1, l’Italia è una Repubblica ex Democratica fondata sulla Precarietà

    Articolo 1, l’Italia è una Repubblica ex Democratica fondata sulla Precarietà

    Martedì, Settembre 25th/ 2012 

    – di Serena Spagnolo e Sergio Basile –

    Italia / istruzione / Precarietà / Scuola / Formazione / Sogni / Materità / Roma / Catanzaro / Crisi /Università / Francesco Profumo / Ministero dell'Istruzione / Miur / Precarietà / Test d'ingresso / Costituzione Italiana / Spending Review / Nord Sud / Lavagne elettroniche / Tablet / Disoccupazione / Mali del Mercato / Serena spagnolo / Sergio Basile 

    Articolo 1: l'Italia è una Repubblica

    ex Democratica fondata sulla

    Precarietà 

    Scuola e Università: il miraggio, il grande

    parcheggio e la Legge del Mercato 

    Profondo Sud – Malgrado tutto gli studenti di

    Calabria e Puglia non mollano

    Nelle prossime ore il Ministro Profumo sarà a Catanzaro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Catanzaro – Ed  eccoci all’inizio di un nuovo  anno, almeno scolasticamente parlando, eppure già questo inizio porta tanti cambiamenti. Inattesi e disarmanti cambiamenti. Quando si è giovani, non è un mistero, si sogna la luna, ma oggi nel 2012 si sogna  addirittura l’istruzione. Eppure dovrebbe essere un bene pubblico l'istruzione, un tesoro da difendere gelosamente e tutelare a denti stretti. Ma oggi, nell'Europa unita del Terzo Millennio non è realmente cosi. Anzi! Ogni anno, quasi 4 milioni di ragazzi si iscrivono all’università (moltissime quest'anno le defezioni ed i ritiri per problemi economici) ma si iscrivono soltanto perchè dopo l’iscrizione, dopo le "belle speranze" di iniziare  e magari finire "nei tempi giusti" un nuovo percorso formativo e professionale, ad attenderli ci sono tre amici fedeli: la precarietà, i "provvidenziali master" o i famigerati "test d’ingresso’’. L’incubo dei ragazzi, altro che l’uomo nero come ci veniva raccontato da bambini.

     Una scuola élitaria ed illusoria 

    Ma i test d'ingresso ed i master, chi tutelano in realtà? Spesso nessuno! Soprattutto nell'ex Bel Paese! Test e prove propinateci come necessari per  realizzare i sogni degli studenti italiani e degli stessi laureati. Eppure realtà spesso illusorie e addirittura antidemocratiche ed élitarie, malgrado la necessità – spesso condivisibile – di scremare i giovani più volenterosi da quelli che vanno avanti per forza di inerzia, giusto per assecondare la volontà ed i progetti "di gloria" dei genitori. Studenti di ogni età, che si privano dell’aria estiva , ma anche di quella invernale molte volte, per prepararsi per queste prove, che non valutano la  voglia di fare dei giovani, la voglia di imparare; non valutano il sogno della tua vita; la speranza o le motivazioni che ti portano a scegliere medicina o un'altra facoltà o – magari – il grande desiderio di poter salvare un giorno una, cento, mille vite. No! Valutano in maniera generalistica e sommaria, e secondo domande e percorsi spesso impossibili, il tuo essere. Giudicano, accettano o respingono vite e sogni secondo parametri che non serviranno per affrontare il futuro cammino dei giovani, premiando semplicemente – spesso – chi ha più denaro da "investire" o più conoscenze negli ambienti che contano. Non premiano, per contro, la professionalità o la genialità dei singoli: non ne esistono i presupposti e la volontà reale! E' tutto un grande, illusorio e redditizio mercato! Non dimentichiamolo! specie ora, in tempo di crisi.

     Art 1 – L'Italia è una Repubblica ex-Democratica fondata sulla Precarietà 

    Eppure quei progetti, quei sogni, sono le idee di un attimo; come possono essere – d'altronde – l'effetto di scelte ponderate da anni; sono opportunità che hai avuto la fortuna  di avere, o aiuti che hai saputo cogliere e sfruttare. Ma sono anche le parole di un professore che ha saputo farti amare la sua materia, che ti ha ispirato cogliendo nel suo sguardo la stessa passione che vorresti avere tu. Sono i legami che crei, che ti aiutano a crescere. Eppure spesso su quell’istruzione che crea il nostro domani non viene mai fatto abbastanza, detto abbastanza. I fondi per l’istruzione sono i primi che vengono tagliati, e sacrificati sull'altare degli dei del neoliberismo. Il personale viene dimezzato, ma l’aumento delle tasse per contro s’innalza vertiginosamente. Dai liceali agli universitari, ai laureati come diceva qualcuno "gli esami non finiscono mai", e – aggiungiamo – "le tasse e gli ostacoli non finiscono mai". Eppure l’istruzione dovrebbe essere il più possibile pubblica e capillarmente diffusa. Il lavoro un diritto! Ce lo dice la Costituzione all'articolo 1. La tradita e bistrattata Costuituzione Italiana.

     Il Grande Parcheggio e la Legge del Mercato 

    Ma la cosa davvero paradossale, a contorno di questo tragi-comico quadretto (che sormonta la sfera ed i confini del ridicolo) è quella che mentre la scuola cade a pezzi sotto i colpi della scure della Spending Review – impostaci dall'Europa e dai tecnocrati dell'euro-dittatura – per la scuola i nostri governanti non eletti ci chiedono ora l’obbligo di lavagne elettroniche, registri elettronici, computer per ogni aula. Ma se i fondi non ci sono – perchè veicolati nei caveau degli istituti di "credito", sciaguratamente dirottati al fine di rimborsare milionari e meschini  (quanto fraudolenti) interessi passivi alle banche – come dovrebbero essere pagate queste nuovissime e costossissime attrezzature? Con le tasse naturalmente! Spennando per bene ciò che resta dei polli italiani! Però se poi si va a vedere, gli studenti (alle superiori come nelle università italiane) non conoscono una seconda lingua, forse perche già a stento conoscono la lingua madre, non conoscono il loro passato e dunque la storia; a stento sanno fare dei calcoli. Però, al fine forse di dare un'immagine "nuova" – di spennellare ipocritamente cou uno strato superficiale di candita e lucente vernice bianca, dei muri ideali logori e cadenti –  si ha la lavagna elettronica. Non si scherza mica! Entusiasmo alle stelle per molti "tecnologici (e beffati) studenti"; entusiasmo ancor più alto – evidentemente – per le aziende produttrici ed appaltatrici di questi "fondamentali" strumenti didattici! E' la legge del mercato! La legge dei Numeri! 

     Malgrado tutto Pugliesi e Calabresi… 

    Ma dopo tutto, un punto luce la nostra amata Italia forse ce l’ha, perchè forse un pò di voglia di imparare questi ragazzi – che magari ancora non hanno il tablet per studiare – ce l’hanno. Infatti quest’anno in italia, sfatando cosi molte leggende metropolitane, gli studenti calabresi e pugliesi del Sud hanno ottenuto i migliori punteggi agli esami di licenza mediaChe non si venga a dire che i professori del Sud siano di manica larga però! D'altronde sono gli stesi – in percentuale altissima – che insegnano negli istituti del Nord, da Brescia a Milano, da Bologna a Torino.

     Il Riscatto 

    Sicuramente la distanza tra Nord e Sud si sente, e forse non solo per i chilometri che li separano, ma anche e soprattutto in termini di servizi. Scuola e Trasporti (ferrovia tirrenica e Salerno RC) tra tutti! Ma il riscatto in realtà – anche se molti lo ignorano ancora – è dentro ognuno di noi, matura e maturerà – se gliene diamo la possibilità – all'interno del "cervello pensante e libero" di ogni singolo studente, nella consapevolezza che per imparare servono infondo due cose essenziali: la voglia di insegnare e quella per apprendere. Ce ne sarebbe anche un'altra, una terza, quella di investire nel futuro, ma per questo ancora dovremmo attendere – almeno a giudicare dai freddi, gelidi, venti di austerity che soffiano sull'Europa ed a giudicare dai diktat dei nostri tecnocrati – ancora per qualche decennio. Vedremo cosa ne penserà in merito il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, nelle prossime ore in visità a Catanzaro, nel "profondo Sud". In quel Sud dei giovani che qualcuno vorrebbe senza futuro!

    Serena Spagnolo,  Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    CONVEGNO – UNICZ  La Crisi Economica e Sociale dell'Unione Europea: Analisi e Prospettive                                            Con il Patrocinio del Parlamento Europeo – Ufficio per l'Italia Presenta La Crisi Economica e Sociale dell'Unione Europea:   Analisi e Prospettive"   […]

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro –   Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi  degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Martedì, Maggio 29th  / 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Roma / La Sapienza / Università / Protesta dergli studenti / Mario Draghi / Visco / Bce / Bankitalia / Austerity / Politichese / Dittatura della casta bancaria / I giovani aprono gli occhi / Commemorazione caffè / Mario Monti / Lezione di politichese / […]

    La “lauretta” nella Repubblica della sfiga

    La “lauretta” nella Repubblica della sfiga

    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012 Italia / Università / Istruzione / Laurea / Perdita valore legale / Martone / Monti  La “lauretta” nella Repubblica della sfiga In pericolo il valore legale della laurea Roma – Nelle scorse è giunto il monito da parte della VII commissione al Senato sui dubbi relativi alle “minacce di annullamento” del valore […]

    Ventotto anni per una “lauretta” nella “Repubblica della sfiga”

    Ventotto anni per una “lauretta” nella “Repubblica della sfiga”

    Mercoledì, Febbraio 1st / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Istruzione / laurea / universitari / Sfigati / Valore titoli di studio / Martone / Monti   Ventotto anni per una “lauretta” nella "Repubblica della sfiga" Minacce di annullamento del valore legale delle lauree Roma  – Nelle scorse è giunto il monito da […]

    Intervista a Giulietto Chiesa – The Show? Is Running Out!

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    Giovedì, Maggio 17th / 2012 – di Sergio Basile – Crisi europea / Crollo dei grandi partiti / Delusione dell'elettorato europeo / Democrazia / Rivoluzione elettorale / Nazismo Bianco / Italia / Francia / Spagna / Grecia / Portogallo / Fiscal compect / Crecita economica bloccata / Disillusione degli Europei / Coraggio degli Europei / Consapevolezza […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Mario Monti: 17 Secondi di imbarazzante Silenzio TV – Le 25 Domande sulla crisi che i media non fanno

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    Sabato, Maggio 26th / 2012 – di Sergio Basile – VIDEO – Imbarazzante silenzio di Mario Monti La7 / Precariato a Catanzaro http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=L95oh5N1p_w Crisi Ue / Italia / Catanzaro / Disoccupazione / Disagio giovanile / Governo Monti / Responsabilità / Vere ragioni della crisi / Verità nascoste / Responsabilità dei Media / Crisi figlia della speculazione bancaria […]

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    L’Era della Videocrazia e il Tempo del Non Ritorno

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    Martedì, Settembre 18th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Italia / Ue / Roma / Politica / Agorà / Antica Grecia / Confronto Politico / Porta a Porta / Ballarò / Piazza Pulita / Mercatismo / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Bersani / Berlusconi / Casini / Stati Uniti d'Europa / Riscatto sociale […]

    Ferrovie: lo specchio macabro della Democrazia in Italia e in Europa – Il Caso Ferrovie Sud

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    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – L'Editoriale di "Qui Europa", di Michele Bisceglie e Sergio Basile – Italia / Unione europea / ferrovie dello Stato / Cavour / Pietro Bastogi / Carlo Bombrini / Domenico Balduino / Roma / Savoia / Piemonte / Ansaldo / Società Vittorio Emanuele / Società Adami Lemmi / Rothschild / Bersani […]

    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro: in Europa oltre 55 milioni di Disoccupati, ma l’Europeismo sarebbe in ascesa

    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro:  in Europa oltre 55 milioni di Disoccupati, ma l’Europeismo sarebbe in ascesa

    Giovedì, Settembre 6th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurobarometro / Bruxelles / Perplessità / Sondaggi / Giulietto Chiesa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Qui Europa / Parlamento europeo / Elezioni europee / Atene / Madrid / Lisbona / Dublino / Roma / Helsinki / Berlino / Francoforte / Parigi / Calabria […]

    Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: il tecno-messia muta l’acqua inquinata in vino

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    Lunedì, Agosto 20th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Rimini / Meeting / Crisi Eurozona / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Uscita dalla crisi / Rai / Euro / Europa / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Giovani allontanati per proteste contro Monti  Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Borghezio attacca Napolitano – E’ polemica!

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Verona /  Presidente della Repubblica / Lega Nord / Carroccio / Politica / Radio / La Zanzara / Foto / Italia Unita / Politica / Politichese / Dichiarazioni Borghezio / Umberto Bossi / Mario Borghezio / Giorgio […]

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Mercoledì, Giugno 13th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Università/ scuola / Crisi / Riforme / Docenti / Alunni / Studenti / Cultura / Istruzione / Ignoranza / Comunicazione / Società / Attualità / Merito / Miur / Francesco Profumo  / Manipolazione di massa / Popolo di servi ignoranti / Ignoranza […]

    Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta

    Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta

    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione Ue / Programmi formativi / Fondi Ue / Disoccupazione / Crisi / Mobilità  Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta La politica del gambero dell’Ue, tra investimenti e assurde paralisi Bruxelles – L’Ue, in tempo di crisi, con disoccupazione alle stelle, […]

     

  • Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

    Venerdì, Settembre 21th/ 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli 

    Basta con le scelte sbagliate, l'Unione europea

    deve fare un passo indietro!

    Il Presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Klaus, sfida

    l'Europa della tecnocrazia e del MES durante l'incontro

    con i giovani della Federico II di Napoli: "l'Europa deve 

    abbandonare la moneta unica!"

    Il plauso di "Qui Europa" ad un uomo coraggioso ed

    intellettualmente onesto

    Napoli – Il presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Klaus, dopo l'incontro avuto a Roma con Giorgio Napolitano, ha incontrato nelle scorse ore gli studenti dell’Università degli Studi di Napoli, Federico II, in occasione del convegno dall'emblematico titolo: "Integrazione Europea senza Illusioni". Un'occasione ben sfruttata dal Presidente per lanciare un messaggio chiaro e conciso: Basta con le scelte sbagliate. L’Europa è un vicolo cieco, deve abbandonare la moneta unica e ritornare ad un sistema democratico dove ogni paese possa decidere il suo destino. La mia – asserisce il Presidente – non è una critica al sistema di integrazione che si è avviato negli ultimi 40 anni, ma al progetto di sistema economico unitario. La creazione dell’euro – rilancia – ha messo a confronto e sotto la stessa bandiera paesi del tutto diversi nel modo di gestire le economie interne: è come assemblare una macchina con i pezzi di una Fiat 600 e un’Alfa Romeo”. 

      Vàclav Klaus – L'Onesta Intellettuale e il Coraggio della Verità 

    Il pensiero di Vàclav Klaus è un pensiero intelligente, lineare e pienamente condivisibile dalla redazione di "Qui Europa" (è la nostra linea ormai da mesi) ed evidentemente lontano, davvero lontano (per non dire agli antipodi) dal liberticida progetto del MES, purtroppo già ratificato da molti paesi facenti capo al Consiglio europeo – Italia compresa – e di quello nascente degli Stati Uniti d'Europa. Lontano cioè da progetto "antistorico" ed illogico che aspira all'assemblamento di tutti i paesi membri dell’Unione europea in un unico e solo organismo politico, economico e finanziario, scimmiottando gli Usa, che invero ormai considerano l'Europa come una sorta di grande colonia. Il presidente Ceco ha poi definito la politica di Bruxelles come “un fallimentare tentativo  messo in piedi negli ultimi decenni che non hai mai portato alla creazione di un sistema economico forte e solido.” E non ha certo torto, anzi, ha ragione da vendere! Lo sappiamo bene noi cittadini, vittime di questo meccanismo non solo difettoso ma anche e soprattutto dittatoriale, iniquo ed ipocrita.

      La Svolta – L'Ue deve fare un passo indietro, lasciare l'euro! 

    L’unica soluzione per l’Europa, secondo l’opinione del Presidente Ceco, a questo punto è quella di fare un passo indietro, invece di costringere tutti gli europei ad avventurarsi ad esplorare un terreno così torbido e minato. “Bisogna uscire dalla moneta unica – dichiara – in modo che ogni paese possa tornare a governare in maniera democratica e insieme ai propri cittadini. Si sono fatte scelte sbagliate e adesso ci vorrà del tempo per trovare di nuovo una certa stabilità e abbandonare l’idea di un mercato sociale”. E’ questa la svolta europea che ci vuole, secondo Vàclav Klaus.

      Federico II – L'incomprensibile europeismo cieco del Rettore Marrelli 

    Tra i presenti, tuttavia – ed era comprensibile – qualcuno si è distanziato dalla posizione del Presidente.  Il caso più emblematico è stato quello del Rettore della Federico II, Massimo Marrelli, che si è totalmente dissociato dal pensiero anti-europeista di Klaus, rimarcando l’importanza della diversità dei pareriUna posizione sicuramente legittima quella del Magnifico Rettore, ma a nostro avviso, troppo comoda. O meglio non razionalmente conciliabile con la deriva sociale, morale ed economica che da almeno un decennio a questa parte sta segnando la storia dell'Europa e dei popoli europei. Politiche neoliberiste; crisi indotta; incapacità di definanziarizzare l'economia; ruolo ambiguo e deleterio della moneta unica;  Sistema Target 2; Dipendenza dalle banche e dall'asse franco-tedesco; accordi di Basilea III; perversa ed inaccettabile dipendenza da lobbies e agenzie di rating; spossessamento delle sovranità nazionali (tra le quali, non dimentichiamolo, quella monetaria) e chi più ne ha più ne metta!

      Europa – La Potenza e la Necessità della Verità! 

    Non bisogna avere paura di dire la verità. Le conseguenze delle politiche europee, d'altronde, sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione dei giovani, che vedono sfumare giorno dopo giorno il loro futuro, in una nazione come l'Italia che non garantisce più tutele, incentivi , ma soprattutto posti di lavoro. Non è certo giusto far passare un messaggio – consentiteci – un "pizzico ipocrita", come un atto di diplomazia concettuale.  Bisogna, al contrario, spargere la voce, gridare ai quattro venti la verità: ammettere gli errori e gli orrori dell'Europa targata Ue, e l'involuzione totalitaristica dell'attuale Unione europea del MES e del Fiscal Compact. Aiutare a capire i giovani che, troppe volte purtroppo per pigrizia intellettuale, non si documentano, non s’informano e quindi non conoscono quello che si troveranno ad affrontare tra pochi anni, subito dopo la laurea. Il nulla! Diffondere la verità è dovere di tutti. In primis delle istituzioni. 

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Giugno 9th / 2012  – di Silvia Laporta – Unione europea / Eurozona / Economia / Finzanza / Instabilità dell'Eurozona / Intervista a Paul Krugman / Banca Finanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / 6 pericoli immediati per l'Europa / Cecità dei leader europei / Consiglio europeo / Fiscal compact […]

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    Venerdì, Aprile 27th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione europea / Crisi Ue / Recessione / George Soros / Paul Krugman / Disoccupazione giovanile / Spagna / Italia / Germania / Angela Mrekel / Mario Monti / Depressione Usa degli Anni '30 / Politica Monetaria Inflazionistica / Piigs / Pressione fiscale / Distruzione […]

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

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    Sabato, Aprile 21th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –   Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura […]

    No Jobs For Europe

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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    Martedì, Luglio 10th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / Parlamento Europeo / Banca Centrale Europea / BCE / Mario Draghi / Ecofin / Firewall / Fondo Salva Stati / Maggiori poteri alla Bce / Efsf / Mes / Esm / Meccanismo Europeo di Stabilità / Accentramento / Sovranità / Ltro […]

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    Mercoledi, Luglio 4th/ 2012  – di Silvia Laporta – Bruxelles / Roma / Unione Europea / Italia / scudo anti-spread / Mario Monti / agenzie di Rating /Mario Draghi / Palazzo Cighi / Goldman e Sachs / Stati Uniti / Bolla immobiliare / crisi econonomica / Esma / Major / Mes / Indagini / Parigi […]

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

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    Domenica, Marzo 25th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Economia / Riforma del Lavoro / Finanza / Spread / Rating / Agenzie di rating / Bugie / Speculazione / Tasse / Squali / Indebiti arricchimenti / Riforma dell’articolo 18 / Precarietà / Dominio delle banche / Lobbies / Monti […]

     

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    Giovedì, Settembre 6th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurobarometro / Bruxelles / Perplessità / Sondaggi / Giulietto Chiesa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Qui Europa / Parlamento europeo / Elezioni europee / Atene / Madrid / Lisbona / Dublino / Roma / Helsinki / Berlino / Francoforte / Parigi / Calabria / Ateneo Magna Graecia / Convegno / Crisi economica e sociale dell'Ue / Disoccupazione / Recessione 

    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro:

    in Europa oltre 55 milioni di disoccupati

    ma l'europeismo secondo Bruxelles

    "sarebbe in ascesa"

    Le palesi incongruenze di Bruxelles e la controanalisi

    dei dati sulla crisi dell'Osservatorio Indipendente

    "Qui Europa" in Calabria

    Qualcosa non torna!

    Bruxelles, Roma, Catanzaro  –  Alla riapertuta degli uffici dell'Ue, tra le altre incombenze sospese sulla testa dei funzionari della Commissione europea, protesi con ogni mezzo a cercar di mantenere a galla  una nave chiamata Eurozona, ridotta ormai ad una impresentabile bagnarola  che fa acqua da tutte le parti, pare sia anche tempo di analisi e sondaggi. La notizia del giorno è dunque quella relativa ai risultati elaborati da Eurobarometro sui valori degli indici di gradimento degli Europei, in merito al complesso delle istituzioni comunitarie. Tali stime confermerebbero tuttavia un fatto alquanto curioso, per non dire paradossale. Un dato che ci lascia a dir poco perplessi:  il giudizio medio dell'opinione pubblica, dei Paesi Ue, oggi sarebbe migliore rispetto a nove mesi fa. Ma com'è mai possibile? Infatti ci chiediamo, se – e non è un mistero – la disoccupazione in Europa ha falciato oggi oltre 55 milioni di cittadini, come fa il gradimento degli europei a non seguire o almeno a rispecchiarsi in tale trend? Davvero strano! Secondo il centro studi ufficiale di statistiche di Bruxelles – ospitato presso la Commissione europea – nello specifico, la maggior parte degli intervistati avrebbe asserito che "il Parlamento europeo è oggi una delle istituzioni che meglio rappresenta l'Unione europea e vuole votare alle elezioni europee in quanto è uno dei modi migliori per far sentire la propria voce".

     Un europeismo in ascesa? 

    L'immagine dell'Ue – sempre a detta di Eurobarometro – sarebbe dunque migliorata agli occhi del 40% degli intervistati: il 9% in più rispetto allo scorso novembre.  E questo, malgrado il dilagare della recessione in praticamente tutto il Vecchio Continente (ad eccezione dei Paesi Ue che non aderirono all'euro e della Norvegia: Paese che ha conservato saggiamente una Banca Nazionale autonoma e non privatizzata). D'altra parte, ciò, vorrebbe dire in fondo che la stragrande maggioranza degli Europei – evidentemente – guarda l'Unione con sospetto e delusione. Dato – il primo – dunque sbandierato probabilmente con troppa enfasi dalla Commissione di Bruxelles e da Eurobarometro – o male interpretato – ma in fondo davvero curioso, soprattutto se rapportato a ciò che sta accadendo in Europa, ed al tenore delle nutrite proteste che dilagano da mesi da Atene e Madrid, da Lisbona a Dublino, passando per Roma, Helsinki ed Amsterdam. Oggi, perfino a Berlino, Francoforte e Parigi (città appartenenti a Paesi toccati in maniera meno evidente dalla crisi) c'è chi sbuffa pesantemente e storce il naso. 

     L'Ue, è una cosa positiva? 

    La maggioranza assoluta ed oltre (53%) delle persone intervistate avrebbe sostenuto – sempre a detta di Eurobarometro – che l'Ue "è una cosa positiva". "Molte persone – si legge nel comunicato del centro di statistiche – invece non sono ancora consapevoli del fatto che le loro opinioni possano contare agli occhi dell' Unione europea".  Certo, senza voler mettere palesemente in dubbio i dati – pur se in parte paradossali ed incredibili – palesati dall'Osservatorio di Bruxelles, bisogna anche considerare che la lettura dei sondaggi spesso non tiene conto delle modalità e dei contesti globali nei quali maturano le risposte e vengono presentate le domande.  Perciò, ovviamente restano sempre dati da non enfatizzare e assolutizzare. Anche perché visti i disastri che ci circondano, non sarebbe propri il caso! 

     Il ruolo del Parlamento Europeo 

    Il 57% degli intervistati – secondo Bruxelles – avrebbe poi sostenuto che "votare alle prossime elezioni per il rinnovo dell'Europarlamento è il modo migliore per coinvolgerli". Solo un quarto degli intervistati sarebbero però a conoscenza del fatto che tali elezioni si terranno fra due anni. Anche se evidentemente non tutti gli intervistati sono a conoscenza del fatto che l'Europarlamento non sia un organo legislativo, ma bensì prettamente consultivo e propositivo, e quindi capace di incidere limitatamente sulle politiche poste in essere dal Consiglio europeo (costituito dai 27, presto 28, leader Ue) e dall'organo esecutico dell'Unione, la stessa Commissione europea (organo, come noto, costituito da soggetti nominati dal Parlamento e non eletti democraticamente).

     Lotta alla Disoccupazione e Immobilismo Ue  

    Ma il dato più interessante ci sembra quello secondo il quale – per il 72% degli intervistati – "la creazione di posti di lavoro e la lotta alla disoccupazione devono essere per l'Unione europea le priorità per combattere la crisi". Certo sapere che il rating (elevato da "semplice ipotesi" e da "semplice parere non vincolante" al rango di diktat o legge: ed oggi curiosamente decisivo per la definizione del livello di interessi passivi da pagare alla speculazione bancaria) che di questa crisi è il motore e l'alibi (proprio grazie al  complice disinteresse delle istituzioni comunitarie) non ci trova assolutamente daccordo con l'analisi di Eurobarometro e della Commissione Barroso. Sapere, infatti, che da mesi le istituzioni Ue  stanno a guardare senza bandire e delegittimare le "indagate" e "conflittuali" agenzie di rating statunitensi, diventate d'un colpo più importanti e decisive dei popoli e degli stessi stati "sovrani" o "ex-sovrani, non può lasciarci né indifferenti, né sereni.

     L'Analisi dell'Osservatorio Indipendente "Qui Europa" in Calabria  

    D'altronde, da un'analisi fatta dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" in Calabria (tra le regioni europee più colpite dalla crisi) nella  scorsa primavera, (Marzo, Aprile e Maggio 2012) presso dieci istituti di scuola secondaria supeririore e presso l'Ateneo Magna Graecia di Catanzaro (cui è seguito un convegno dal titolo: "La Crisi Economica e Sociale dell'Ue, Analisi e Prospettive" che ha visto tra i tanti ospiti di rilievo, anche il giornalista e scrittore Giulietto Chiesa) su un campione di circa 2000 studenti, è emersa una realtà ben diversa da quella dipinta – col sostegno dei dati raccolti dai funzionari di Bruxelles – dall'Osservatorio della Commissione europea, Eurobarometro. Contrariamente da quanto sostenuto da Bruxelles, infatti, l'euroscetticismo in Europa, a nostro parere – ed a parere dei soggetti intervistati in decine di pubblici confronti e audizioni – è in netto aumento!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • 2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012

    – di Mario Luongo e Sergio Basile –

    Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese / Pia Kjærsgaard  

    Liberismo, Consorterie e Politica: tre fili 

    troppo ingarbugliati

    Avanzano le destre populiste; in crisi d'identità

    le sinistre moderate che si votano al liberismo.

    Intanto i sindacati dormono e le consorterie

    tramano

    Chi esercita la Democrazia oggi?

    Bilderberg Club – I Fedelissimi

    Bruxelles, Roma, Atene, Berlino – Prendete un cittadino tedesco e uno greco. Teoricamente sono entrambi cittadini dell’Unione europea, godono di diritti pressoché uguali, utilizzano la stessa moneta e fanno capo ad un complesso sistema di politiche, normative e regolamenti. Fin qui sembra la piena realizzazione del motto stesso dell’Unione europea “Unita nella diversità”, in linea teorica, molto, molto teorica. Basta osservare più attentamente (ma neanche troppo) le dinamiche politiche ed economiche che coinvolgono gli stati dell’Unione, sia nella loro sovranità interna che in qualità di membri, che questo ritratto sembra venire meno. Basta porre l’attenzione su quanto economia e politica siano legate indissolubilmente da un duplice filo, oggi aggrovigliato in maniera devastante ed in forma evidentissima – malgrado i media cerchino ogni giorno di confonderci le idee – anche ai tentacolari fili delle consorterie occulte e dell'iper-liberismo che di esse è figlio: fili spesso identici e perfettamente sovrapponibili. Pertanto dovremmo interrogarci quotidianamente su quanto questo groviglio informe di fili regga i nodi della democrazia stessa o di quel che ne sia rimasto. E farlo soprattutto al momento dell'ingresso nelle cabine elettorali!

      Bilderberg Club – Il decadente passepartout per il Potere 

    Per un corretto funzionamento della vita politica di uno stato sarebbe ovviamente opportuna, se non basilare, una separazione tra il “potere economico” e quello politico: presupposto ovviamente solo teorico. Ma la situazione si complica quanto i parlamenti diventano meri teatri di decisioni prese in logge, consigli di amministrazione di multinazionali o altri gruppi di potere occulti. Pensiamo ora, per un momento, ad un’entità sovranazionale come l’Unione europea in cui, soprattutto negli ultimi anni, i confini tra lobbismo, consorterie, decisioni economiche e ripercussioni sulla politica si fanno sempre più labili, con catastrofi evidenti – ad esempio – negli stati più esposti e messi a rischio dal rating e dal mercatismo connivente. Pensiamo per un momento ad un personaggio come Mario Monti, già Commissario europeo, banchiere e pluriconsulente finanziario per lobby e banche d'affari (vedi Goldman Sachs) ora "premiato" ed elevato – per grazia di non si sà qual dio minore – a premier italiano, appartenente a decine di club occulti o semi-tali, a pseudo-logge come la Commissione Trilaterale e assiduo frequentatore del segretissimo Bilderberg Club da almeno trent'anni a questa parte. Quasi stesso iter – con qualche paio di assenze in più – per l'amico Mario Draghi, ora a capo della Bce. (Vedi elenco completo di tutti gli incontri nell'appendice in basso). Ma com'è possibile? E soprattutto come gli Italiani non si rendano ancora conto di quel che sta accadendo sotto al nostro naso? Quando si dice i prosciutti sugli occhi!

      La catastrofe Liberista  

    In nome del liberismo economico le realtà più forti e quelle emergenti fanno incursione in un’Europa aperta (cui porta è stata lasciata – in tal senso – spalancata proprio dalle istituzioni comunitarie: la Commissione Ue fra tutte) nella quale assorbire conoscenza, sfruttare infrastrutture, utilizzare manodopera locale, per poi non produrre ricchezza a vantaggio dei cittadini (cioè ricchezza che possa “rimanere nel territorio”), ma lasciando abbandonate a sé stesse quelle zone che restano inutilizzate e quei lavoratori che diventano disoccupati e di lì a poco disperati e in preda ai morsi della fame. Questo per spostarsi continuamente in altre zone di produzione in cui il lavoro costa meno, sempre in nome del libero mercato, creando così un circolo vizioso  di cui si conosce l’inizio, ma non si vede ancora la fine. Ma ciò non sembra importare né ai nostri ciechi media, né tantomeno ai politici, che in questo marciume ci sguazzano (Vedi caso Tav e appalti delle coop rosse: tanto per fare un esempio).

      I Grandi Suggeritori  e i loro Piani  

    Per non parlare di altri obiettivi a lungo termine – noti soprattutto agli studiosi di settore ed agli esperti di geopolitica – perseguiti (più o meno tacitamente) da istituzioni sovranazionali quanto da consorterie élitarie, segrete ed a carattere mondialista come il Bilderberg. Obiettivi che a ben vedere nulla hanno di democratico. Ve ne facciamo alcuni esempi: 1) Creazione di un’identità internazionale per stabilire valori universali obbedienti ad un unico governo continentale e mondiale (che fa eco con lo sfacelo della reale distruzione delle identità nazionali, e delle sovranità statali – monetarie, finanziarie, economiche, ecc.. – alle quali assistiamo curiosamente e fin troppo allegramente proprio oggi nell'Eurozona e in Italia, ed in maniera accelerata dall'igresso al potere del "carissimo" professor Monti); 2) Controllo centralizzato della popolazione (che fa rima forse con fiscal compact, MES, Unione Bancaria e Stati uniti d'Europa);  3) Società a crescita zero (basta vedere la situazione dell'Italia: secondo paese al mondo, dopo il Giappone, per indice di denatalità e assenza completa di politiche per la famiglia); 4) Stato di disequilibrio perpetuo (basta vedere la "Riforma del lavoro" di Monti-Fornero, passata con la benedizione di Alfano, Berlusconi, Casini e Bersani, ed il numero di disoccupati, esodati, pensionati alla canna del gas, morti suicidi e disperati); 5) Controllo centralizzato dell’educazione (basta vedere la situazione delle scuole in italia, e la massiccia propaganda deiprogetti comunitari per istruzione e formazione: nei quali non compaiono assolutamente richiami a valori cristiani o all'eredità della cultura latina e greca); 6) Controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali (Basta vedere i risultati spesso e volentieri disarmanti dei vari G20 o gli inciusi internazionali come il trattato ACTA, che stamane sarà votato presso l'europarlamento: proteso a creare una vera e propria dittatura commerciale e web); 7) Concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite; 8 ) Nascita di un blocco commerciale occidentale; 9) Espansione della NATO (pochi sanno, ad esempio,  che la Nato per convenzione e per ratifica dei trattati ue da parte del Parlamento Italiano, ha creato un corpo militare speciale Ue che potrà essere posto al servizio anche della NATO, e agirà indisturbato e con pieni poteri intutti gli stati menbri dell'Ue: i cosiddetti Eurogendfor); 10) Un sistema giuridico unico (anche qui il caso dell'ACTA può essere usato ad esempio); 11) La creazione di uno stato di benessere socialista ( cioè tutta la plebe ha in concessione una porzione razionalizzata di benessere per statuto, attraverso forme di tassazione aspre ed inque: vedi Mario Monti, vedi l'Italia: "e poi muori"! )

      La svendita dei Diritti Sociali  

    In questo sistema, dunque, i diritti sociali non rappresentano una grave lacuna, un grosso vuoto, ma sono totalmente scomparsi. Sono totalmente evanescenti. E lo si percepisce chiaramente anche – ad esempio – dall’altissimo grado di disinformazione e dalla censura che subiamo quotidianamente dai TG di bandiera (anche RAI e SKY, e malgrado il canone e l’abbonamento di pay-tv che paghiamo) nonché dai grandi giornali.

      L’avanzata dell’estrema destra  

    a livello politico, in un contesto così descritto – d'altra parte – registriamo l’avanzata progressiva dei partiti di estrema destra. Fattore che trova una sua spiegazione in relazione ad una stato sociale (smantellato ad hoc proprio con il contributo dell’Ue e dei vari Mario Monti della situazione)  assente e immobile (perché reso tale dall’austerity e dagli ingiustificati e iniqui tagli) alle “condizioni” dei propri cittadini, vittime involontarie di un liberismo  economico sfrenato che dà i suoi frutti esclusivamente ai suoi subdoli e disumani discepoli ed ai loro (più o meno occulti)  grandi suggeritori.

      La metamorfosi liberista di Bersani e del Pd  

    D’altra parte quasi inesistenti sono le voci in campo e le reazioni da parte delle sinistre europee moderate (spesso asservite allo stesso liberismo – vedi Pd made in Bersani) e dei sindacati, questi ultimi incomprensibilmente lontani dall’attuare un’unificazione negli intenti, nelle azioni, nelle proposte, negli interessi dei lavoratori, e in un mondo del lavoro mai come oggi caotico ed ostile. La CES, (confederazione europea sindacati) unica organizzazione sindacale europea e  principale interlocutore delle istituzioni UE in materia di rappresentanza dei lavoratori – ad esempio – è risultata quasi afona in questi anni nei confronti di tali questioni, prestandosi in maniera sconcertante quanto grave al gioco dei poteri forti e delle multinazionali. 

      Confusioni – Destre populiste e Sinistre liberiste  

    Dal 2009, anno delle europee (ma anche in quasi tutte le consultazioni successive) le destre populiste e conservatrici hanno superato il 10% in diversi paesi tra cui Italia, Austria, Olanda, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Francia e Belgio, con intensità e dinamiche diverse per ogni Stato e riguardanti la propria specificità sociale, ma tutte accomunate comunque da fattori simili. Uno di questi è sicuramente l’attenzione “nuova” propagandata da questi schieramenti per politiche tipicamente “di sinistra” come la difesa dello stato sociale, l’attenzione alle categorie più deboli come gli anziani, i disoccupati e ultimamente anche i giovani.  Il lato negativo è che quasi  sempre ciò si è tradotto (vedi il caso Berlusconi in Italia) in un mero esercizio arbitrario e distorto del potere e “delle libertà” (libertinaggio) a discapito della giustizia e della libertà vera.

      Destra e Sinistra – Due concetti oggi distrutti dal liberismo?  

    Ciò ci porta a concludere che non esistono più le identità politiche e le lotte di partito, ma esiste solo il partito del potere! Non esistono per volontà della stessa casta parlamentare vendutasi all’iper-liberalismo ed al dio denaro, a discapito della centralità dell’uomo e delle sua dignità. E’ ormai una guerra tra classi: i “plebei” e la “classe media” da una parte (presto tutti ridotti ad una massa informe di poveri e schiavi) e la casta dei padroni che ingenera crisi, e poi ci propone una soluzione vicina sempre ai loro interessi. Il tutto condito da una robusta dose di disinformazione e di bugie dei media che continuano a “rincoglionire” i cittadini, creando uno stato di ignoranza diffusa. E’ il tempo, dunque, dell’antipolitica, cioè di scendere in piazza a nome dei diritti e contro chi vuol far finta di cambiatre tutto per non cambiare nulla! “Prendete un cittadino tedesco ed uno greco”, sembra l’inizio di una barzelletta sugli stereotipi delle nazioni. Purtroppo, abbiamo visto che non è così.

    Mario Luongo, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    Punti fondamentali che contraddistinguono gli obiettivi
    a lungo termine del Bilderberg Club 
     
     1.     Un’identità internazionale: distruggere l’identità nazionale, cioè depauperare la sovranità degli Stati (come sta  
             accadendo sotto i nostri occhi, ndr), per stabilire valori universali obbedienti ad un unico governo mondiale.
    2.      Un controllo centralizzato della popolazione
     3.      Una società a crescita zero
     4.      Uno stato di disequilibrio perpetuo
     5.      Un controllo centralizzato dell’educazione
     6.      Un controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali
     7.      La concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite
     8.      Un blocco commerciale occidentale
     9.      L’espansione della NATO
     10.  Un sistema giuridico unico
     11.  Uno stato di benessere socialista
     
    Italiani partecipanti alle diverse riunioni del Bilderberg Club, 
    dal 1954 al 2011.
     
    1954 Oosterbeek, Olanda 
    Alcide De Gasperi
    Raffaele Cafiero (senatore)
    Giovanni Malagodi (parlamentare)
    Alberto Pirelli (Amm. delegato Pirelli)
    Pietro Quaroni (Ambasciatore italiano in Francia)
    Paolo Rossi (parlamentare)
    Vittorio Valletta (Presidente Fiat)
     
    1955  Francia e  Germania Ovest – irreperibile
    1956 Fredensborg, Danimarca – irreperibile
    1957 St Simons Island, Georgia, USA
    Amintore Fanfani (Ministro Esteri)
    Longo Imbriani (BNL)
    Giovanni Malagodi (Presidente Senato)
     
    1958 – Palace Hotel, Buxton, Inghilterra
    Giovanni Agnelli
    Guido Carli (Direttore Banca d’Italia)
    Giovanni Malagodi (presidente del Senato)
    Alberto Pirelli (Presidente Gruppo Pirelli)
    Pietro Quaroni (Presidente RAI)
     
    1963 – Cannes, Francia 
    Alighiero De Micheli (Presidente Confindustria)
    Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)
    Mario Pedini (parlamentare)
    Alberto Pirelli (Presidente Gruppo Pirelli)
    Pietro Quaroni (Ambasciatore in Gran Bretagna)
    Vittorino Chiusano (nobile,  membro Cda Juventus)
     
     1964 – Williamsburg, Virginia, USA
     Giovanni Agnelli
    Ugo La Malfa (parlamentare)
    Ettore Lolli (Manager BNL)
    Franco Malfatti (Sottosegretario Ministro Industria e Commercio)
    Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)
    Giovanni Scaglia (parlamentare Democrazioa Cristiana)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1965 – Villa D’Este, Lago di Como
     Giovanni Agnelli (FIAT)
    Manlio Brosio (Segretario Generale NATO)
    Guido Carli (Direttore Banca d’Italia)
    Eugenio Cefis (parlamentare)
    Ugo La Malfa (parlamentare)
    Giovanni Malagodi (parlamentare)
    Mario Pedini (parlamentare e membro P2)
    Giuseppe Petrilli (Presidente IRI)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Mariano Rumor (parlamentare)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1966 – Wiessbaden, Germania
    Giovanni Agnelli
    Piero Bassetti (politico e imprenditore azienda Bassetti)
    Manlio Brosio (Segretario Generale NATO)
    Franco Malfatti (parlamentare e giornalista)
    Mario Pedini (parlamentare e membro P2)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
     1967 – Cambridge, Inghilterra
     Giovanni Agnelli
    Manlio Brosio (NATO)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico NATO)
    Mario Aggradi Ferrari (parlamentare, ministro, membro DC)
    Aurelio Peccei (manager FIAT e OLIVETTI, membro fondatore del Club di Roma)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Paolo Vittorelli (senatore)
    Vittorino Chiusano (nobile, vedi 1963)
     
    1968 – Mont Tremblant, Canada
     Giovanni Agnelli
    Roberto Olivetti (Gruppo Olivetti)
    Aurelio Peccei (manager FIAT, Olivetti, Club di Roma)
    Leopoldo Pirelli (Gruppo Pirelli)
    Alberto Ronchey (ministro, scrittore e giornalista Corriere della Sera)
    Altiero Spinelli (Club del Coccodrillo, commissario europeo, scrittore e politico)
    Ugo Stille (giornalista Corriere della Sera)
     
    1969 – Marienlyst, Danimarca
    Giovanni Agnelli
    Antonio Cariglia (senatore)
    Fabio Luca Cavazza (editore, scrittore, giornalista)
    Piero Ottone (giornalista Corriere della Sera)
    Lorenzo Vallarino Gancia (imprenditore Gruppo Asti-Gancia)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
     
    1970 – Bad Ragaz, Svizzera
    Giovanni Agnelli
    Renato Altissimo (parlamentare)
    Gilberto Bernardini (fisco e docente fisica nucleare Università di Bologna)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere Della Sera, RAI)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
     
    1971 – Woodstock, Vermont, USA
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Emanuele Gazzo (giornalista, fondatore Agenzia Europa)
    Giuseppe Glisenti (Direttore Rai, cofondatore Democrazia Cristiana)
    Gian Giacomo Migone (docente universitario, NATO, ONU)
    Piero Ottone (giornalista Corriere della Sera)
    Gianfranco Piazzesi (giornalista Corriere della Sera)
     
    1972 – Knokke, Belgio
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Umberto Colombo (scienziato italiano)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico, NATO)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere della Sera, RAI)
     
    1973 – Saltsjöbaden, Svezia
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Raffaele Girotti (manager Montedison, ENI, senatore Democrazia Cristiana)
    Siro Lombardini (economista)
    Cesare Merlini (Presidente Istituto Affari Internazionali)
    Ugo Stille (giornalista Corriere della Sera)
     
    1974 – Hotel Mont D’Arbois, Megévè, Francia
    Giovanni Agnelli
    Enzo Bettiza (senatore, giornalista Corriere della Sera, cofondatore de Il Giornale)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Principe Guido Colonna di Paliano (commissario europeo, diplomatico, NATO)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Giorgio La Malfa (parlamentare)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere della Sera, RAI)
    Franco Maria Malfatti (senatore)
    Alberto Rochey (giornalista Corriere Della Sera, scrittore)
     
    1975 – Golden Dolphin Hotel, Cesme, Turchia
    Giovanni Agnelli
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Guido Carli (politico e Presidente Confindustria)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Francesco Forte (docente universitario, parlamentare)
    Giorgio La Malfa (parlamentare)
    Arrigo Levi (giornalista Corriere Della Sera, RAI)
     
    1977 – Torquay, Inghilterra
    Giovanni Agnelli
    Tina Anselmi (politica, partigiana e Presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini (marchese e politico)
    Guido Carli (politico, Presidente Confindustria)
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Marcella Glisenti (scrittrice)
    Carlo Sartori (pittore)
    Francesco Cossiga
     
    1978 – Princeton, New Jersey, USA
     Giovanni Agnelli
    Nino Andreatta
    Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Roberto Ducci (ambasciatore, consigliere NATO)
    Piero Ottone (giornalista Corriere Della Sera)
    Paolo Savona (economista, docente universitario)
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente Difesa)
     
    1979 – Baden, Austria
    Giovanni Agnelli
    Vittorio Barattieri (Direttore generale Ministero Industria)
    Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente della Difesa)
    Nicola Tufarelli (FIAT)
     
    1980 – Aachen, Germania
     Luigi Barzini (scrittore)
    Giorgio Benvenuto (sindacalista, segretario generale UIL)
    Marchese Gian Gasperi Cesi Cittadini
    Luigi Ferri (giurista)
    Romano Prodi
    Stefano Silvestri (sottosegretario Affari Europei, consulente della Difesa)
    Barbara Spinelli (giornalista, cofondatrice Repubblica)
     
    1981 – Burgenstock, Svizzera
     Giovanni Agnelli
    Romano Prodi
    Stefano Silvestri
     
    1982 – Sandefjord, Norvegia
    Piero Ostellino (giornalista Corriere della Sera)
    Romano Prodi
    Virginio Rognoni (Ministro Affari Interni)
    Stefano Silvestri
     
    1983 – Montebello, Quebec, Canada
    Umberto Agnelli
    Piero Bassetti (Bassetti Spa)
    Mario Monti
    Paolo Zannoni
     
    1984 – Saltsjobaden, Svezia 
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
     
    1985 – Rye Brook, New York, USA
    Giovanni Agnelli
    Umberto Cappuzzo (Generale Esercito Italiano)
    Mario Monti
    Guido Rossi (giurista e avvocato)
    Giovanni Sartori (Docente Columbia University)
    Paolo Zannoni (FIAT)
     
    1986 – Gleneages, Scozia, Regno Unito 
    Giovanni Agnelli
    Antonio Maccanico (politico, segretario generale Ufficio Presidenza Repubblica Italiana)
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa (Direttore Banca d’Italia)
    Renato Ruggiero (Segretario Ministero Affari Esteri)
    Gaetano Scardocchia (editore, La Stampa)
    Luigi Spaventa (docente economia Università La Sapienza)
    Paolo Zannoni (FIAT)
    Alfredo Ambrosetti (Presidente Studio Ambrosetti)
     
    1987 – Villa D’Este, Cernobbio, Lago di Como, Italia 
    Giovanni Agnelli
    Luigi Caligaris (senatore)
    Guido Carli (senatore)
    Carlo Azelio Ciampi
    Francesco Cingano (Direttore Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Direttore generale Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Romano Prodi
    Franco Reviglio (Direttore ENI)
    Cesare Romiti (FIAT)
    Renato Ruggiero (Segretario Ministero Affari Esteri)
    Gaetano Scardocchia (editore, La Stampa)
    Paolo Zannoni (FIAT USA)
    Alfredo Ambrosetti
    Alessandro Vanzetto (FIAT)
     
    1988 – Telfs-Buchen, Austria
    Giovanni Agnelli
    Giorgio La Malfa
    Mario Monti
    Ugo Stille (Capo Editore Corriere della Sera)
    Paolo Zannoni
     
    1989 – La Toja, Spagna 
    Giovanni Agnelli
    Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Filippo Maria Pandolfi (politico Democrazia Cristiana, vice presidente Commissione Comunità Europea)
    Paolo Zannoni
     
    1990 – Glen Cove, New York, USA 
    Giovanni Agnelli
    Enrico Braggiotti (Banca Commerciale Italiana)
    Raul Gardini (Ferruzzi Spa)
    Mario Monti
    Romano Prodi
    Renato Ruggiero (Ministro Commercio Estero)
    Paolo Zannoni
     
    1991 – Baden Baden, Germania 
    Giovanni Agnelli
    Giampiero Cantoni (Direttore Banca Nazionale del Lavoro)
    Gianni De Michelis (Ministro Affari Esteri)
    Mario Monti
    Renato Ruggiero (politico e diplomatico)
     
    1992 – Evian-les-Bains, Francia
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
    Sergio Romano (La Stampa)
    Renato Ruggiero
    Paolo Zannoni
     
    1993 – Atene, Grecia
    Giovanni Agnelli
    Mario Monti
    Renato Ruggiero
    Barbara Spinelli
    Marco Tronchetti Provera (Pirelli Spa)
     
    1994 – Helsinki, Finlandia
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Alfredo Ambrosetti (Gruppo Ambrosetti)
    Franco Bernabè (Telecom, ENI, banchiere e vicepresidente Rothschild Europa)
    Innocenzo Cipolletta (Direttore Confindustria)
    Mario Draghi
    Mario Monti
    Renato Ruggiero
     
    1995 – Zurigo, Svizzera
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Mario Draghi
    Renato Ruggiero
     
    1996 – Toronto, Canada 
    Giovanni Agnelli
    Franco Bernabè
    Mario Monti
    Valter Veltroni
     
    1997 – Lake Lanier, Georgia, USA 
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Carlo Rossella (La Stampa)
    Stefano Silvestri
     
    1998 – Turnberry, Ayrshire, Scozia 
    Giovanni Agnell
    Franco Bernabè
    Luigi Cavalchini
    Rainer Masera (Direttore Gruppo SanPaolo IMI)
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Domenico Siniscalco
    Enrico Mattei
     
    1999 – Sintra, Portogallo
    Agnelli Umberto
    Franco Bernabè
    Francesco Giavazzi (Università Bocconi)
    Paolo Fresco (FIAT)
    Alessandro Profumo (Unicredit)
     
    2000 – Genval, Bruxelles, Belgio
    Giovanni Agnelli
    Umberto Agnelli
    Alfredo Ambrosetti
    Franco Bernabè
    Paolo Fresco
    Gianni Riotta (La Stampa)
    Renato Ruggiero (Schroder Salomon Smith Barney Italia)
    Giulio Tremonti
     
    2001 – Stenungsund, Svezia
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    Gian Maria Gros-Pietro (FIAT, Atlantia, Seat, Edison)
    Mario Monti
    Gianni Riotta
     
    2002 – Chantilly (Virginia), USA
    Mario Draghi
    Mario Monti
     
    2003 – Versailles, Parigi, Francia
    Alfredo Ambrosetti
    Rodolfo De Bendetti (CIR)
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    Mario Monti
    Marco Panara (La Republica)
    Corrado Passera (Banca Intesa BCI)
    Roberto Poli (ENI)
    Paolo Scaroni (Enel)
     
    2004 – Stresa, Italia
    Alfredo Ambrosetti
    Rodolfo De Benedetti
    Franco Bernabè
    Ferruccio De Bortoli (RCS Libri)
    Lucio Caracciolo (Direttore rivista italiana di geopolitica Limes)
    Mario Draghi
    Gabriele Galateri (Mediobanca)
    Francesco Giavazzi (docente Bocconi)
    Cesare Merlini
    Mario Monti
    Corrado Passera (Banca Intesa Spa)
    Gianni Riotta (Corriere della Sera)
    Paolo Scaroni (Enel)
    Domenico Siniscalo
    Giulio Tremonti
    Marco Tronchetti Provera
    Ignazio Visco (Banca d’Italia)
     
    2005 – Rottach-Egern, Germania
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni
    Domenico Siniscalo
     
    2006 – Ottawa, Canada
    Franco Barnabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni
    Giulio Tremonti
     
    2007 – Istanbul, Turchia
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Paolo Scaroni Paolo
    Domenico Siniscalco
    Giulio Tremonti
     
    2008 Chantilly, Virginia, USA
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
     
    2009 – Atene, Grecia
    Franco Bernabè
    Mario Draghi
    John Elkann
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance, President “Notre Europe”
    Romano Prodi
    Domenico Siniscalco
     
    2010 –  Sitges, Spagna
    Franco Bernabè Franco, CEO, Telecom Italia s.p.a
    Fulvio Conti Fulvio (ENI)
    John Elkann John
    Mario Monti
    Tommaso Padoa-Schioppa
    Gianfelice Rocca (Gruppo Techint, Confindustria)
    Paolo Scaroni
     
    2011 – Sant Moritz, Svizzera 
    Franco Bernabè
    John Elkann
    Mario Monti
    Paolo Scaroni
    Giulio Tremonti Giulio
     
    2012 – Località non ancora pervenuta
    [fonte: Bilderberg Meeting Report]
  • Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Martedì, Luglio 3rd / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Commissione Europea / Europa / Italia / Grecia / Germania / Spagna / Francia / Regno Unito / Università / Erasmus / Studenti / Integrazione / Cultura / Istruzione / Società / Giovani / Disoccupazione / Lavoro / Crisi / Politica / Futuro 

    Erasmus: un’esperienza di “lusso” 

    Pochi i finanziamenti europei per gli studenti

    e disoccupazione giovanile dilagante

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasburgo –   Il sogno dell’integrazione europea passa anche attraverso il progetto Erasmus: istituito nel 1987, aveva richiamato oltre i confini nazionali ben 3.224 studenti universitari europei che, fino al 2010, si sono moltiplicati esponenzialmente, raggiungendo il numero di 213.266 giovani, i quali hanno realizzato il proprio desiderio di studiare all’estero. Questi dati vengono forniti dall’ultimo documento redatto dalla Commissione europea, in cui viene specificato che i paesi coinvolti in questo progetto di respiro internazionale sono 33.

      Le mete preferite  

    Le mete preferite dagli studenti europei sono, prima tra tutte, la Spagna, seguita a ruota dalla Francia, dalla Germania e dal Regno Unito. Anche l’Italia dà buoni segnali di integrazione europea culturale ed universitaria, sia come paese ospitante sia per i propri studenti che scelgono destinazioni europee per arricchire il proprio bagaglio di esperienze. Ma, se in passato, con l’Erasmus si disegnava il progetto di unire l’Europa e di abbattere i confini geografici e culturali tipici delle singole Nazioni nel tentativo di formare i giovani in modo “europeo”, l’oggi presenta agli studenti un conto diverso ed il futuro appare ancora più incerto.

      Fumo negli occhi – Un lusso per élite   

    Se la percentuale degli erasmiani aumenta, ogni anno, dall’1% al 3%, la crisi europea porta alla riduzione notevole dei finanziamenti previsti per l’istruzione. Ecco che, in un mondo governato dalla logica dei mercati e dell’economia, anche il diritto allo studio e alla formazione culturale e sociale, si trasformano in un lusso che non tutti possono permettersi. Le borse di studio previste sono sempre più povere ed in media, ogni studente, riceve un finanziamento di 254 euro al mese: una cifra che di certo non consente di mantenersi all’estero. Insomma, solo chi ha un portafoglio ampio sarà considerato uno “Studente eletto”, degno di una esperienza di studio europea. Chi, invece, non avrà una famiglia agiata che gli possa coprire le spalle, sarà costretto a rimanere a casa e a ritenersi fortunato nel caso abbia la possibilità di ultimare gli studi nel proprio paese. Come abbiamo più volte accennato, la crisi che stanno vivendo i paesi europei colpisce, oltre al portafoglio, anche i valori, l’istruzione, la cultura, il mondo del lavoro e, più nello specifico, i progetti ed il futuro dei giovani. Del resto, la crisi della società, ovviamente, permette una manipolazione più capillare ed efficace della popolazione e questo sembra essere l’obiettivo perseguito dai nostri politici, “bravi e competenti”.

      Un gregge sconfinato di disperati  

    Possiamo solo rabbrividire davanti ad alcuni dati relativi alla disoccupazione giovanile europea: come riportato stamane dal giornale “Rinascita”, diretto da Ugo Gaudenzi, “sono cinque milioni e mezzo i giovani disoccupati di età inferiore ai 25 anni, rappresentativi di una media del 22,4% con punte del 50% sia in Spagna che in Grecia. Sette milioni e mezzo non studiano e non hanno neanche un impiego”. Per quanto riguarda l’Italia di certo non si può dire di meglio: proprio ieri, si è raggiunto un nuovo record, purtroppo ( o oseremmo dire “come al solito” ) negativo.

      In Italia – Situazione apocalittica  

    La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36,2% e quindi, sempre secondo i dati diffusi dall’Istat, un giovane su tre è senza lavoro: ormai quasi uno su due. Una fotografia di un’Italia malata che sta uccidendo, attraverso una politica altrettanto malata, il proprio futuro mettendo in ginocchio i giovani. Il paese più virtuoso è, invece, la Germania con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 7,9% e la cosa non ci stupisce affatto considerata la costante diligenza tedesca da “prima della classe” e le palesi disparità bancarie, finanziarie ed economiche favorite dall'attuale sistema interbanvcario TARGET 2 (che esamineremo nel dettaglio nell'editoriale di domani, mercoledì 4 luglio). E allora ci chiediamo come sia possibile, anche sulla base di queste differenze nette e discriminanti, parlare ancora di un’Europa unita che abbatta tutti gli ostacoli culturali, sociali ed economici. Forse potremmo parlare di “illusione”: tanto, ormai, a questa parola ci siamo abituati.

      Muoversi ora o mai più!  

    Agiamo ora, prima che sia troppo tardi: e soprattutto parliamo tra di noi di tali problemi, fecendo pressioni (in questo periodo elettorale) sui nostri preudo-politici "indifferenti" e spesso e volentieri "collusi". Facciamolo ora, altrimenti i nostri figli non avranno un lavoro e vivranno per sempre nella disperazione.E la colpa sarà anche nostra e della nostra mostruosa indifferenza ed ignoranza!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Quale Europa vogliamo?

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –

    Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica / Guido Gonella / Simon Veil / Stefano Zamagni / Nicola Antonetti / Simona Beretta / Accentramento / Barroso / Super-Stato ue / Stati uniti d'Europa  / 

    La Rinascita dell'Europa passa dalla riscoperta 

    delle vere radici cristiane e non dal distruttivo

    Accentramento degli Stati Uniti d'Europa.

    L'Appello-Denuncia di "Qui Europa"

    A Roma la manifestazione “Costruiamo gli Stati

    Uniti d’Europa” – Note positive ma anche molte note

    stonate di un europeismo liberista e pro-lobby, che

    ci ha portato alla catastrofe

    Dal passato all’attualità: il punto di forza del Vecchio Continente

    è il Cristianesimo. Il punto debole è l'accentramento liberticida

    negli "Stati Uniti d'Europa" del Faraone Illuminato, Barroso

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  “L’unica strada che può ancora condurre alla salvezza dell’Europa è quella di restaurarne l’unità europea, intesa come unione di civiltà” – affermava il politico e giornalista democristiano, Giudo Gonella, nel lontano 1946, in occasione del discorso tenuto nel Salone delle Vittorie a Palazzo Chigi davanti ai diplomatici e ai funzionari del Ministero degli Esteri – “Ma l’unità dell’Europa – continuava – bisogna costruirla dall’interno e non dall’esterno, e per riuscirvi dobbiamo avere chiara consapevolezza del suo significato. Quando diciamo ‹‹unità›› non intendiamo negarne le differenze e la complessità (…) , ma essa è sintesi superiore, è una  superiore armonia , è la coordinazione di un dinamismo vitale.

     Un'Europa Democratica e Giusta? Il contrario di quella Monti-Barroso 

    Un falso Messia di nome Mario Monti ed i suoi Fedelissimi ed Interessati Seguaci

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Quindi, per restaurare l’unità è necessario restaurare la tradizione europea e la tradizione è un elemento metafisico che implica una permanenza di valori. La tradizione europea è intellettuale nella dignità di un pensiero comune, è giuridica nel patrimonio di un diritto comune, è spirituale nelle affinità. Bisogna quindi tornare alle fonti della civiltà europea, che sono tre: la greca, la romana e la cristiana. Tutto il contrario, dunque, di ciò che ci stanno propinando Mario Monti (ed i suoi fedelissimi seguaci) Manuel Barroso, Angela Merke, Herman Van Rompuy e gli altri loro fedeli "compari".

      Ruolo del Cristianesimo nel futuro dell'Europa  

    Il Cristianesimo – secondo Vonella –  è, certamente, il più potente ausilio alla restaurazione della unità spirituale dell’Europa, è il genio della sintesi. Esso è, infatti – continua – sintesi di autorità e libertà, di tradizione e progresso, di legge umana e divina. Il Cristianesimo è il genio dell’astrazione e dell’integrazione, il genio che resiste alle forze della dispersione. E’ affermazione della socialità dell’uomo e dell’umanità della società, poiché salva l’individuo dalla massa, ma salva anche la massa dall’egoismo dell’individuo. E la Chiesa è il paradigma di questo universalismo.

      Ruolo degli intellettuali cristiani oggi  

    Gli intellettuali, oggi, devono far convergere i loro sforzi per restaurare questi valori umani e cristiani, che sono il principale presupposto di una nuova unità europea. E i diplomatici, invece, sapranno lavorare per restaurare con la dignità cristiana dell’uomo, l’unità e la grandezza spirituale della nuova Europa.” Una società, dunque, quella elaborata da Gonella, che si fonda sulla persona, della quale egli ne esalta la centralità. Il discorso tenuto dal politico e giornalista, nonché vicepresidente del Parlamento Europeo nel 1979, sotto la presidenza di Simon Veil, ben si lega con l’attualità, nonostante abbia addirittura circa 70 anni. 

      Il Forum di Roma sull'Europa  

    Ieri, a Roma, in occasione della manifestazione “Costruiamo gli Stati Uniti d’Europa”, organizzata tra l'altro da alcuni movimenti di "cosiddetta" ispirazione cattolica o "pseudo-cattolica", è emersa l’importanza, peraltro innegabile, delle radici cristiane del Vecchio Continente, ma non solo. Ben lo ha sottolineato l’economista Stefano Zamagni, primo di quattro relatori, che ha posto l’accento sulle atrocità bioetiche che, ogni giorno, mettono in ginocchio la dignità dell’essere umano. “I processi democratici non si esauriscono nelle istituzioni – ha, invece, affermato il docente di dottrine politiche dell’Università di Parma, Nicola Antonetti, ricordando che “ la cultura giudaico–cristiana che abbiamo avuto la fortuna di ereditare, ci insegna che la storia ha permesso sempre il superamento dell’immobilità di certe situazioni e può e deve essere determinata – per quanto possibile – dalla nostra volontà”.  La situazione di crisi che sta vivendo la nostra Europa “si può superare solo ed esclusivamente – secondo quanto affermato dalla docente di politica economica dell’Università Cattolica, Simona Beretta – puntando sulla forza dei soggetti : persone, famiglie, imprese e istituzioni educative”. Noi di "Qui Europa" non possiamo che dirci pienamente d’accordo con l’analisi portata avanti dai docenti relatori e dallo stesso Guido Gonella: infatti, l’importanza dell’impegno dei cattolici europei per la conquista di un’unione di civiltà non si esaurisce in una “politica di partito”, piuttosto nel tentativo di formare una coscienza religiosa, l’unica capace di preparare ed educare i cittadini alla vita pubblica, permettendo di gestire l’economia (attualmente malata) partendo da una questione etica che, oggi, purtroppo, passa sempre in secondo piano. 

      L'appello-Denuncia di "Qui Europa"

      la Rinascita dell'europa non passa dall'Accentramento  

    Fin qui tutto bene! L'unica nota decisamente stonata è rappresentata dal fatto che questa rinascita non può essere – come proposto da alcuni relatori e dallo stesso sindacalista Cisl, Raffaele Bonanni – perseguibile tramite l'accentramento dei poteri nell'ambito di un nuovo super-stato liberticida posto nelle mani del Faraone Manuel Barroso e dei suoi fedelissimi sudditi illuminati. Ciò sarebbe distruttivo e porterebbe ovviamente l'Europa verso una china antistorica e pericolosissima. C'è chi parla addirittura di una nuova Weimar. Sappiamo però che Weimar sfociò poi in nazismo. Come dunque pretendere di disintegrare gli stati nazionali in favore di un unico super-stato dotato di pieni poteri e retto e governato da tecnocrati non eletti democraticamente, ma semplicemente chiamati a governare in base a pure logiche di convenienza? sarebbe la fine dell'Europa! Ed oggi ne abbiamo già un tutt'altro che "gustoso" antipasto. L'involuzione definitiva e terribile del progetto di Unione europea: quello al quale – secondo molti sociologi e studiosi – invero gli euro-tecnocrati starebbero preparando da decenni, e segretamente. Ma sinceramente, come cittadini in primis, e poi come Cristiani, non è questa l'Europa che auspichiamo e che vogliamo. No davvero, grazie!

      Da un'Europa di Faraoni, a un'Europa di Santi e Giusti 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il nostro sogno di Europa. è quello di un Continente unito nel rispetto della dignità umana (e non del sopravvento dei mercati e delle lobby); un Continente di uomini liberi (e non schiavi della finanza e degli interessi delle élite); un Continente si Pace e Giustizia sociale, sull'esempio di Giorgio la Pira (il politico santo che donava il proprio stipendio ai poveri, e che si batteva per il salvataggio della "Nuova Pignone" – da sicuro fallimento – e di migliaia di famiglie italiane minacciate dal baratro della disoccupazione e della povertà) e di Giovanni Paolo II; Un'Europa di Cultura e Crescita economica (sull'esempio "dell'Ora et Labora" di San Benedetto da Norcia, patrono d'Europa, iniziatore e promotore del monachesimo e dell'edificazione di migliaia di abbazie e centri di cultura e sviluppo, disseminati  in tutto il Vecchio Continente); un'Europa delle genti in difesa degli ultimi e dei piccoli, sul modello di  San Francesco d'Assisi; un'Europa contro le classi e i totalitarismi (sull'esempio di Edith Stein e del suo sacrificio dinnanzi allo sfacelo nazista); Un'Europa dove governare non vuol dire "regnare da monarca assoluto", ma servire tutti, e soprattutto gli ultimi e i più indifesi (sull'esempio di Santa Brigida di Svezia: che governò assieme al suo sposo il Paese, con rettitudine, giustizia, gratuità e spirito di servizio). Carissimo Monti, caro barroso, non vogliamo, dunque, un'Europa di faraoni!

     Maria Laura Barbuto, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri  “Stati Uniti d’Europa”?

    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri “Stati Uniti d’Europa”?

    Martedì, Giugno 26th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa  / Grande Tranello 

    Falsa propaganda – Un Forum sociale

    Coldiretti, Cisl, Confartigianato e una 

    minoranza "pseudo-cattolica" della

    "Compagnia delle Opere" vorrebbe

    gli "Stati Uniti d'Europa" 

    Sostenere le banche e l'accentramento per pagare un 

    debito sovrano  fittizio, largamente illecito e immorale!

    I cattolici veri si ribellano a questa ennesima buffonata

    propagandistica di un europeismo becero e ingannevole.

    Il Vangelo sta con i più poveri! 

    Caro Bonanni, la Chiesa vera e i veri Cristiani,

    prendono le distanze da tutto ciò!

    Sommersi dalla Propaganda – Come nel Grande Fratello di George Orwell – 1984

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Ieri, 25 Giugno, si è tenuto presso la Pontificia Università Gregoriana, un convegno dal titolo “Costruiamo gli Stati Uniti d’Europa”. L'iniziativa – precisa un comunicato – vuole rimarcare l'impegno europeistico delle Associazioni di ispirazione cattolica – o alcune di esse sedicenti tali – già espresso nel Manifesto politico ''La buona politica per tornare a crescere'' recentemente presentato alla stampa e oggetto di una campagna di adesioni promossa dal Forum.  Il testo, esprime chiaramente: “ L’Europa, ha bisogno di istituzioni politiche comuni che permettano di conseguire tutti quegli obiettivi che nessuna nazione separatamente può raggiungere”.  Sostenuta da Cils, Acli, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Confartigianato e Mcl, la manifestazione in sé e lo stesso documento in questione, mirano a sostenere fermamente la necessità della creazione del Sovrastato Europeo, come risoluzione alla crisi economica. Tant’è che, a loro detta, “l’attuale crisi monetaria  e finanziaria è il frutto di un deficit politico, della Ue ed è possibile uscirne fuori offrendo risposte all’altezza dei problemi.”   Il Forum, sembra – dunque – trovarsi d’accordo con tutte le iniziative  e le peculiarità che erano state proposte come caratteristiche fondanti del nuovo Stato Europeo: il trasferimento di poteri dagli Stati nazionali alle istituzioni europee in maniera di regolamentazione monetaria, di politica fiscale e di bilancio, estera e di difesa.

      Caro Bonanni, sei fuori strada!  

    Un progetto da basarsi sul binomio federalismo e sussidiarietà nel rispetto delle libertà economiche e sociali delle persone e dei corpi intermedi. Vengono chieste anche “istituzioni più democratiche, legittimate e rese autorevoli dal voto degli elettori, il rafforzamento del Parlamento Europeo, l’evoluzione dei canali di rappresentanza per le Regioni e per le rappresentanze sociali”. Un ritorno alla lira, sembrerebbe, dunque – almeno agli occhi di una comunque circoscritta rappresentanza di associazioni (tra le quali ne figura anche una cattolica: la Compagnia delle Opere) – inverosimile, quanto disastroso! Mentre per camminare nella direzione giusta – secondo il forum – sarebbe necessario rendere sostenibile il rimborso del debito dei piccoli stati. come? Dando  solidità – cioè accentramento – al sistema bancario . In conclusione, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha auspicato che il dibattito si sviluppi in tutta Italia e che ci possano essere rapporti forti con le altre realtà sociali e politiche italiane e internazionali, per riuscire a lanciare questo forte movimento europeista nel nostro Paese e in tutto il resto del Vecchio Continente. Sottoscrive anche Luigi Marino, presidente di Coonfcoperative, fiducioso nella creazione di uno Stato Federale Europeo, "per riaffermare – dice – il valore della persona e di una democrazia, aperta al mercato e non schiava di esso". (?)

      La matematica è un'opinione – Ora 2+2 fa 5!  

    Non a voi, cari lettori, ma a noi, sembra di essere entrati direttamente nel romanzo di George Orwell “1984”! Winston Smith, il protagonista, conduce una squallida esistenza nel superstato di Oceania, lavorando in un cubicolo presso il Ministero della Verità: il suo compito è quello di riscrivere la storia in conformità con l'ordine del giorno che i suoi superiori, senza alcun contatto umano, gli comunicano tramite un impianto di posta pneumatica. Il capo indiscusso del regime è il Grande Fratello, il cui volto invade i teleschermi (muniti di telecamere nascoste, in modo da controllare capillarmente la popolazione) e i manifesti della propaganda. Simbologia importante del romanzo e dell’omonimo film, è il plagio mentale. “Loro” vogliono plagiare il popolo, la grande massa, imponendo una visione parallela della realtà, dettata dai loro interessi di potere, che si esprime nella significativa espressione: “2+2=5” . La matematica non è un opinione si sa; anzi è l’emblema della logica e del ragionamento oggettivo, simbolicamente ciò che i grandi al potere vogliono cambiare. 2+2 non fa più 4, ma 5! Le vostre menti adesso sono nostre!

     Vogliono mettere in mezzo il Vangelo in questo pandemonio  

    Beh, seppur esagerata, forse può rivelarsi una metafora calzante. E “Oceania”, il superstato del Romanzo, ha un che di attinente con “Gli Stati Uniti d’Europa” ! Certo non nelle modalità “materiali”, nel senso che non siamo tutti costretti a vivere nelle condizioni raccontante dal romanzo, ma una cosa è certa: vogliono ingabbiare la nostra mente! Come già abbiamo trattato in molti articoli di “Qui Europa”,  i tanto lodati “Stati Uniti d’Europa” (lodati dal "sedicente" Forum pseudo-sociale e in parte  pseudo-cattolico, con tutti i politici annessi) saranno una vera e propria catastrofe che si abbatterà su di noi: uno Stato fortemente accentrato in materia fiscale ed economica, che avrà il nulla osta sui nostri fondi monetari, sulle nostre  strategie politiche  ( superiore anche ai parlamenti nazionali ) senza possibilità di revoca. In più, è stata proposta anche la creazione di un Parlamento Europeo che si sostituirà – ovviamente –  in termini reali ai parlamenti nazionali, con tanto di Presidente eletto dalla Commissione Europea (una commissione di "nominati": quindi senza la nostra approvazione e rappresentanza) accompagnati anche da istituzioni di polizia europea a difendere l’integrità di esso.

      Stati uniti d'Europa – Più potere ai nostri carnefici  

    Inoltre, come si può sostenere che per superare la recessione economica bisogna dare “solidità al sistema bancario?” Ma il fatto che il debito pubblico si auto-perpetuerà all’infinito a causa proprio delle speculazioni bancarie , colpevoli della crisi fittizia che paghiamo tutti i giorni, è sfuggito durante il convegno, oppure l’obiettivo è quello di manipolare le nostre menti e dare informazioni al popolo che non corrispondano alla verità?  Ancor più grave il fatto che è un’organizzazione "sedicente cattolica" a sostenere queste tesi. Un’organizzazione che parla ai propri fedeli, e invece di incitarli al risveglio, all’azione e alla verità, manda loro un messaggio dissonante, ma soprattutto falso! Da cristiani e cattolici, ci sentiamo dunque – in rappresentanza di centinaia e centinaia di uomini e donne, giovani e studenti cattolici – di dissentire e prendere fortemente le distanze da questa assurda pantomima che ora vorrebbe corrompere e dissacrare anche il messaggio più nobile del Vangelo, riproposto nell'era moderna – e calato in un contesto economico e sociale – dalla Rerum Novarum di Papa Leone XIII, che da lassù si starà letteralmente rivoltando su se stesso.

      Un accorato appello ai lettori di "Qui Europa"  

    Lettori, vi lanciamo un appello: non lasciate che le vostre menti siano subordinate alle logiche di potere che vengono dall’alto. Prova di quello che noi di "Qui Europa" vi diciamo ogni giornon – da mesi – attraverso l’analisi critica di tutti i provvedimenti varati dall’Unione europea, è la vita che noi, popolo, conduciamo. Sono le famiglie che non arrivano a fine mese, i ragazzi precari che non hanno prospettive di lavoro, gli anziani costretti a rubare nei supermercati (perché non  riescono, con la loro pensione, a reggere il tenore di vita ed  ad arrivare a fine mese) gli imprenditori che – purtroppo in un attimo di follia e sbandamento – arrivano addirittura a suicidarsi, piuttosto che  vedere il frutto del  sudore della loro fronte, fallito! Quindi ricordate = 2+2 = 4 !  Ragionate e passate parola! Usate il vostro intelletto. Non fatevi plagiare dai potenti! Spegniamo insieme questo falso "Big Brother" finché siamo in tempo. Orwell insegna!

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Bruxelles – L’Erasmus compie 25 anni

    Bruxelles – L’Erasmus compie 25 anni

    Venerdì, Giugno 1st / 2012  

    – di Silvia Laporta –

    Compleanno Erasmus / Maurizio Oliverio / Perugia / studenti / Unione Europea / Giovani / Bruxelles / Studio / Finanziamenti / Progetti Ue  

    Bruxelles – L’Erasmus compie 25 anni

    La Commissione aumenta gli stanziamenti per

    il progetto: pronto tesoretto da 19 miliardi

    Il Progetto Erasmus compie 25 anni – The Erasmus Project celebrates 25 years

    Bruxelles – Era il 17 Giugno del 1987 quando l’Ue lanciò il programma di scambi universitari: quello stesso anno 3.224 giovani studenti varcarono le frontiere di 11 paesi, tra cui l’Italia, per un periodo di studio all’estero. Il primo italiano, tra questi ragazzi fù Maurizio Oliviero di Perugia, nel 1988. Oggi Oliviero è diventato ordinario di Diritto Pubblico Comparato nell’ateneo nel quale era partito e anche uno dei 66 ambasciatori erasmus nominati da Bruxelles come testimoni di questa esperienza. Egli vanta il progetto, dicendo che si tratta dell’unico, dell’Unione Europea, ha investire sulle persone, sperando per il futuro, di passare dallo studio al lavoro.umento

      Richieste in aumento in tutta l'Ue  

    Il numero di ragazzi che oggi decide di partire in Erasmus, per un esperienza di studio e magari decide anche di rimanerci è aumentato tanto.  Con l’estensione dei paesi partner a 33 ( i 27 dell’Ue più Croazia, Islanda, Liechtenstien, Norvegia, Turchia e Svizzera ) la cascata di studenti ha raggiungo un milione nel 2002, 2 milioni nel 2009 e si stima 3 milioni nel 2012/2013. Ciò, con l’aumento delle richieste, inversamente proporzionale ai finanziamenti, che garantiscono solo 250 euro al mese. Ma la Commissione Europea ha deciso di investire su questo progetto , al punto di stanziare un tesoretto di 19 miliardi di euro nei prossimi 7 anni, contro i 3,1 del periodo precedente. Inoltre, Bruxelles, ha presentato un piano per riunire i sette programmi esistenti in uno, ampliandolo ad altri paesi e a nuove aree come i master per un “Erasmus per tutti” con più di 5 milioni di possibilità da offrire agli studenti. Speriamo solo che, visto ciò che sta accadendo nell'Unione – e specie nell'Eurozona – non si passi da un "Erasmus per tutti" a una "Migrazione per tutti"! Orizzonti non proprio fantascientifici!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)