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Categoria: Infrastrutture

  • Europarlamento, Commissione Trasporti: “avanti con la Tav!”. Ma anche nell’UK cresce il dissenso

    Europarlamento, Commissione Trasporti: “avanti con la Tav!”. Ma anche nell’UK cresce il dissenso

    Martedì, Marzo 20th / 2012

     Parlamento europeo / Italia / Corridoi europei / Tav / No-Tav / Torino – Lione / Trieste / Capodistria / Brian Simpson

    Europarlamento, Commissione Trasporti: "avanti con la Tav!". Ma anche nell'UK cresce il dissenso

    I pro e i contro del corridoio "Torino – Lione" caldeggiato dall’Ue

    Trieste – Il presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo, Brian Simpson, ha affermato che “bisogna ascoltare il dissenso”, ma che la Torino – Lione è un’opera fondamentale, caldeggiando il governo italiano a decidere in fretta per il bene del Paese. Ma Simpson si è spinto oltre, fino a parlare del collegamento tra Adriatico– Baltico: "L’alta velocità – ha garantito – dovrà arrivare fino al confine più orientale d’Italia. Trieste è un porto e una città principale e quindi deve essere parte della rete". Del resto, per Simpson, l’alta velocità non sarà «la risposta a tutto», ma è «un elemento importante per la rigenerazione economica e l’inclusione sociale. Tutte le città principali devono essere collegate dall’alta velocità, e poi ci deve essere un sistema locale ramificato, e non una rete locale – spazzatura». Si ipotizza, quindi, una rete Tav Trieste–Capodistria. Non se ne conosce ancora il percorso, e potrebbe passare anche per l’Austria. Simpson ha detto che anche nelregno Unito si sta levando alto il grido dei No-tav, ma l’importante per il deputato è "trovare un equilibrio tra protezione dell’ambiente, delle persone, e sviluppo delle moderne infrastrutture". In Italia, è anche una difficile ricerca del dialogo politico e sociale. Dall’Ue ci prospettano una quadratura del cerchio: ambiente pulito, cittadini contenti, e treni veloci. Un teorema certo non impossibe, ma al momento di ardua soluzione. Soprattutto perchè ancora ribuste ci sembrano, francamente, le ragioni del popolo No-Tav, e troppi alti i costi di un'opera faraonica destinata ad avere rispercussion pesanti sia sull'ambiente che sulla salute dei cittadini: oltre che sui portagofli degli europei. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)      

     

     

  • Bando discriminatorio per  le imprese del Sud

    Bando discriminatorio per le imprese del Sud

    Venerdì,  Marzo 9th/ 2012

    Italia / Expo 2015 / Milano / Palermo / Napoli / Bari / Bando / Commissione Ue

    Bando discriminatorio per  le imprese del Sud

    Confindustria Palermo e Comune di Napoli critici verso Expo 2015

    Milano, Palermo, Napoli – ''E' vergognosa la discriminazione delle imprese del Sud nell'ambito di Expo 2015. Gli appalti milionari sono destinati solo alle imprese nel raggio di 350 km dal sito dell'Expo''. Questo si legge nella nota diffusa da Confindustria Palermo e dal suo presidente,  Alessandro Albanese e che fa eco alla posizione assunta dall’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli, Marco Esposito, e dal Sindaco di Bari, Michele Emiliano. La giustificazione riportata nel bando è legata all’ecosostenibilità, che sarebbe tutelata dalla vicinanza delle materie prime da reperire. Il bando infatti indica che le aziende coinvolte devono reperire le materie prime nel raggio di 350 km da Rho. Di fatto, questo taglia fuori parecchie realtà. Chiaramente, una filiera corta garantisce più controllo, anche rispetto alle esigenze di legalità. Ora si tratta di interrogarsi sul fatto che l’Expo debba essere o meno una vetrina per l’Italia intera o un evento che riguardi solo il rapporto fra Milano e il resto del mondo. Nel primo caso, varrebbe forse la pena differenziare le strategie di controllo e promuovere sistemi di trasporto a basso impatto ambientale, ma permettere alle aziende di tutta Italia di valorizzare le proprie specificità. Nel secondo caso, se fosse vero, sappiamo già che si tratterà di un evento depotenziato. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Tutte le ragioni del popolo No-Tav. Opera inutile e dispendiosa

    Tutte le ragioni del popolo No-Tav. Opera inutile e dispendiosa

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Ue / Infrastrutture  / Tav / Proteste / Bersani

    Tutte le ragioni del popolo No-Tav.

    Opera inutile e dispendiosa

    L’inaccettabile alienazione di Bersani,

    gli studi e gli appelli anti-Tav

    Roma  – Nelle scorse ore 360 tra docenti, ricercatori e professionisti hanno chiesto, in un appello corale, al presidente Mario Monti di tener conto dei disastrosi risultati scientifici sulla Tav in Val di Susa, bocciandola come la “peggiore infrastruttura possibile”.  Benefici economici incerti, scarsa trasparenza, mancato coinvolgimento dei comitati decisionali e delle forze sociali locali, costi elevatissimi,  tempi di realizzazione ultradecennali e alto impatto ambientale i punti della discordia sufficienti a bocciare una questione che servirebbe solo a rimpinguare lautamente le casse delle società appaltatrici. Tra le coop coinvolte negli appalti, pare ce ne siano alcune riconducibili al leader del Pd, Pier Luigi Barsani: da notare che il Pd si è posto sempre in sordina rispetto alle proteste, dei manifestanti. Gli esponenti del mondo della cultura hanno altresì notato come il governo stia utilizzando due pesi e due misure nel risparmio di risorse: vedi bocciatura della candidatura di Roma alle Olimpiadi. A difesa delle ragioni del popolo No-Tav anche un dato da ribadire con forza: oggi si viaggia già in da Milano a Parigi sulla linea esistente nel tunnel del Frejus, con treni ad alta velocità. Torino e Lyon, sono fermate già comprese nell’itinerario. Al contrario – quando si parla di due pesi – il Mezzogiorno d’Italia, da Salerno in già è completamente abbandonato a se stesso: molti i treni soppressi, tra l’altro non surrogati da una efficiente arteria stradale. Chi non conosce la “famigerata” o “celeberrima” A3 Salerno-Reggio Calabria? Pertanto, la nuova linea con tunnel di 57 chilometri appare sempre più anacronistica quanto improponibile. Ma a convincerci definitivamente sull’inutilità della faraonica opera, vi sono diversi report e studi apparsi nei giorni scorsi su quotidiani nazionali e di diverse nazioni estere. Ne riportiamo alcuni esempi: una ricerca del Politecnico di Milano ( da il Sole 24 Ore del 31 gennaio 2012 ) ha svelato la “grave sofferenza economica delle linee Av italiane”; un’analisi Said Business School dell’Università di Oxford ( vedi Oxford Review of  Economic Policy  del 2009 )  ha esaminato il caso di 258 grandi infrastrutture trasportistiche in 20 nazioni, dimostrando che i preventivi dei costi sono stati regolarmente sottovalutati, con – tra l’altro – stime sui benefici sopravvalutate; Westin e Kageson del Royal Institute of Technology di Stoccolma ( vedi mensile Transportation Research, gennaio 2012 ) hanno poi stigmatizzato di riflesso i costi spaventosi della Tav (progetto, ricordiamo, fortemente pubblicizzato e promosso dall’Ue, in nome di uno pseudo progresso) rispetto alle pesantissime ripercussioni ambientali. Alla luce di ciò il caro Monti dovrebbe subito archiviare una pratica insostenibile da tutti i punti di vista, senza indugi. Pertanto non comprendiamo assolutamente l’ingiustificato e moralistico attacco che il leader del Pd ha fatto verso il preoccupato popolo della Val di Susa – da Santoto  a “Servizio Pubblico” – parlando di “terroristi che scrivono sui muri”. Quando si dice “guardare alla propria trave!”. Bersani, forse farebbe meglio a concentrarsi sulla moralità di molti suoi uomini di partito, stando alle ultime statistiche ed agli ultimi fatti: una buona fetta della classe politica peggiore d'Europa.  Anche da Napolitano, per la verità, non abbiamo visto nulla! Nessun tentativo di avvicinamento reale alle ragioni d’oro dei No-Tav, troppo frettolosamente bollati dai media che contano, come violenti, schierati contro la competitività economica dell’Italia e timorosi del progresso. A patto che tutto ciò possa definirsi progresso!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)