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  • Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Mercoledì, 11 luglio / 2018 

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse  

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo:

    i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo

    Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione

     

    di Sergio Basile

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Magliettari rossi e finti profughi                            

    Roma, Bruxelles – di Sergio Basile Nei giorni scorsi l'esercito degli europeisti apolidi, dei radical-chic e catto-comunisti, tutti allegramente immigrazionisti per statuto e uniti all'unisono in un'orgia ideologica di raro squallore, hanno mandato in scena in numerose piazze italiane la protesta delle "magliette rosse", fingendo un commosso pietismo che, come vedremo, non ha nulla né di morale né di cristiano. Il tutto accompagnato dal solito festival di falsità, nel tentativo di far breccia sul buon cuore delle masse italiche ignoranti e ignave che, d'altro canto, sia pur per istinto, respingono in gran parte quest'idea malsana d'invasione coatta. Necessita pertanto rispondere per le rime, facendo un pò di chiarezza sui cosiddetti "profughi" e ribadendo ancora una volta che: non si tratta di donne e bambini in fuga; giungono in Italia dall'Africa grazie a ONG pirata battenti bandiere tra le più disparate e provenienti da mezz'Europa, violando le regole del diritto internazionale e portando avanti business miliardari; alimentano redditizi traffici umani coperti e sostenuti da organizzazioni mondialiste vicine a Soros & soci; non aiutano le sorti della nazione, né a livello sociale (non hanno la minima intenzione di integrarsi e rispettare le leggi e regole civili e religiose) né a livello economico, in quando la maggior parte degli immigrati (clandestini) oltre ad essere mantenuta con fondi pubblici, lavora anche in nero: quindi non è per nulla vero che gli invasori "ci pagano le pensioni". Anzi, è ormai acclarato che il 90% ed oltre di tali "profughi-immigrati" non sono tali, ma sono maschi adulti, in ottime condizioni di salute (non deperiti da fame, guerre o carestie) e giunti con il collaborazionismo della mafia europeista e catto-comunista con la precisa volontà di colonizzare l'Italia e minare le nostre radici cristiane. Ciò a discapito dei veri profughi siriani e dei cristiani africani (nigeriani, ecc..) vittime di quotidiane pulizie etniche, dei quali però non giunge alcuna lamentela o denuncia, né dall'ala massonica del Vaticano, né dai radical chic filo-europeisti. E che dire dell'eterno silenzio mediatico sulla segregazione sociale in Palestina ad opera d'Israele? Per il resto dobbiamo riconoscere che la sinistra (cosiddetta occidentale) ha ormai gettato la maschera, riesumando definitivamente i

                   fantasmi del marxismo più bieco che vedeva nell'ingegneria sociale,

    nella distruzione della famiglia e della società (incentrata sui valori cristiani tradizionali

                     e sulla difesa della patria, delle sovranità nazionali e del territorio)

                   un modello di progresso rivoluzionario da perseguire per garantire

                                il definitivo controllo da parte delle élite illuminate,

                             andando perfino oltre il concetto di stato e nazione:

           retaggi del passato da abolire a compimento della grande opera comunista,

                                       secondo le ammissioni dello stesso Marx.

     Don Ciotti & compagni                                                   

    La novità è che anche il catto-comunismo ha ormai gettato la maschera, facendo comprendere per contrasto quale sia davvero l'autentco volto della Chiesa di Cristo, contrapposta alla Chiesa dell'immigrazionismo e del caos organizzato. Don Luigi Ciotti, tra i magliettari rossi in prima fila nelle proteste degli ultimi giorni, l'uomo del 25 aprile, è di fatto l'incarnazione della neo-chiesa eretica e modernista, che strizza l'occhio al Nuovo Ordine Mondiale. Ciò premesso, la verità e che esistono due categorie di magliettari rossi: 1) la banda degli ignoranti cronici e buonisti a buon mercato, che disconoscono il fenomeno/piano che sta alla base della nuova tratta degli schiavi: il "Piano Kalergi" (il gruppo meno folto); 2) la banda dei criminali in mala fede: cioé coloro i quali non solo conoscono perfettamente il massonico e diabolico Piano Kalergi (di disintegrazione forzata delle culture nazionali e della religione cattolica, mediante un selvaggio melting pot razziale indotto) ma vi aderiscono subdolamente, nell'omertà, indossando la maglietta rossa dell'ipocrisia e del sangue che contribuiscono a spargere nel Mediterraneo. Sebbene negli ultimi 6 anni abbiamo dedicato all'argomento "Piano Kalergi" innumerevoli articoli, è bene tornarvi ancora e fornire nuovi dettagli storici, dal momento che la disinformazione in Italia ha raggiunto livelli imbarazzanti.

     Il Piano Kalergi                                                  

    Il Piano Kalergi, meglio conosciuto con il nome di progetto Pan-europeo, trova genesi nel 1922 su interesse del filo-sionista e massone-cosmopolita Coudenhove-Kalergi, profeta del Nuovo Ordine Mondiale e, nel caso specifico, di un Nuovo Ordine Europeo, da edificare attraverso la nascita di un'Unione europea – filo-massonica e rosacrociana – sulle ceneri degli stati nazionali, devirilizzati da un fitto programma di graduale confisca di tutte le sovranità: consessi mondialisti come Trilaterale e Bilderberg sono i diretti eredi della Paneuropa. Kalergi non fece altro che ampliare e dare un carattere programmatico alle antiche teorie paneuropee di Comenius, Saint-Yves d’Alveydre, Kant, Hugo, Mazzini e Nietzsche: tra i padri "nobili" dell'europeismo contemporaneo. Nel 1922 iniziò a farsi largo in tutta la stampa di regime, vicina alla causa mondialista, il "provvidenziale" tema dell'impellente bisogno di unificazione politica ed economica degli Stati europei come rimedio agli "errori" del conflitto mondiale appena concluso, definito da Kalergi come “una guerra civile europea”.

                           In realtà le guerre mondiali furono pianificate e fomentate

                              da questi stessi personaggi, per destabilizzare l'Europa,

    come testimonia l'alto ufficiale dei Romanov, Cherep Spiridovich nel suo monumentale libro, "The Secret World Government" or The Hidden Hand (1).

    (1) La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

     Kalergi e i banchieri del disordine mondiale  

    Nel 1923 Kalergi pubblicò il libro-manifesto del credo europeista, "Pan-Europa". Egli, ovviamente, era in ottimi rapporti con l'alta finanza ed in particolare con le famiglie dei banchieri giudeo-sionisti Rothschild, Warburg e Schiff, grandi architetti del nuovo (dis)ordine mondiale: in merito va ricordato come Jakob Schiff sia stato il  co-finanziatore della rivoluzione russa, nonché socio in affari di Max Warburg (1867-1946), colui il quale per primo finanziò il progetto, mettendo a disposizione del Movimento Paneuropeo ben 60 mila marchi.

                                                   E' interessante ricordare come

                           il banchiere Max Warburg, che contribuì alla nascita dell'Ue

                                                appartenesse alla stessa famiglia

                    che promosse la nascita del criminale cartello della Fed negli Usa: 

                    Paul Warburg (suo fratello minore) infatti fu l'uomo che riformò

                     il sistema finanziario degli Stati Uniti con il Federal Reserve Act,

                        elaborato in una storica riunione di banchieri internazionali

                                               a Jekyl Island (Georgia) nel 1910.

    Progressivamente il progetto paneuropeo poté contare sull'appoggio di politici ed intellettuali apparentemente di estrazione politico-ideologica diversa, ma invero tutti massoni e filo-sionisti. Di seguito cercheremo di tracciare i profili dei personaggi chiave del puzzle europeista, cioé di coloro i quali in nome dell’asservimento ai poteri economici e politici anglo-americani, del nazi-comunismo massonico e della causa del "Grande Israele", hanno tradito l’Europa cristiana, utilizzando la dialettica hegeliana e gli specchietti per le allodole dei "Premi Nobel", come potente anestetico delle coscienze e macchina di mistificazione della realtà e della storia. Ecco alcuni dei nomi più influenti nella realizzazione dell'agenda di Kalergi.

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Profilo dei delfini e progenitori dell'europeismo 

    Hjalmar Schacht (vedi copertina: nella prima foto piccola in basso, da destra, in compagnia di Hitler): economista, dal 1908 al 1915 amministratore della Dresdner Bank, responsabile economico della Repubblica di Weimar (1923); dal 1924 presidente della Reichsbank (la banca centrale tedesca), ministro dell'economia della Germania nazista dal 1934 al 1937 e fraterno amico del banchiere americano J.P.Morgan e del Presidente degli U.S.A Theodore Roosevelt (26º presidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la pace). Schacht era – ovviamente – un massone, iniziato nella Loggia di Berlino Urania zur Unsterblichkeit e poi membro della Gran Loggia di Prussia. Egli rappresentava

                                                         l'anello di congiunzione

                                    tra l'alta Finanza di Wall Street e Adolph Hitler.

    Schacht fu artefice di una serie di misure che ridussero l'inflazione e stabilizzarono il marco tedesco:

                         il quel momento storico c'era bisogno di una Germania forte

                       per affrontare una guerra già programmata dalle élite occulte.

    Aleksandr Fëdorovič Kerenskij: primo capo del governo bolscevivo russo filo-rivoluzionario nato su impulso dei banchieri internazionalisti più influenti dell'epoca; Joseph Retinger, fondatore del gruppo Bilderberg; Jean Monnet, fondatore del Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa, rete d’influenza che superava le strutture nazionali, garantendo il carrierismo nella Cee. Facevano parte del Comitato numerosi membri della Commissione Trilaterale e soloni della politica europeista degli anni Sessanta e Settanta come Helmut Schmidt, Willy Brandt e Giscard D’Estaing; tra di essi anche gli italiani Ugo La Malfa, Malagodi, Saragat, Malfatti, Matteotti, Fanfani, Nitti, Nenni e Spadolini (Rosa-croce iniziato presso la loggia di Marsiglia e allievo di Jules Boucher (1902-1955) uno dei massimi esperti di esoterismo e discepolo del celebre alchimista Fulcanelli) (2).

    (2) Cfr.: Fabio Filippetti, Alla scoperta dei segreti perduti delle Marche

     I padri dell'Ue: filo-sionisti e cattolici di facciata     

    Konrad Adenauer (sindaco di Colonia) e Alcide De Gasperi (traditore dell'autodeterminazione dei tirolesi del Sud), entrambi membri dell’Opus Dei, cattolici di facciata ma di fatto convertiti alla causa sionista. Stesso travestimento "cattolico" per Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, che aiutò Kalergi a confiscare ai popoli europei le rispettive produzioni di acciaio, ferro e carbone, trasferendone la gestione ad un livello  sovranazionale, con la CECA (Comunità Economica Carbone e Acciaio). Utile anche Paul Valery, scrittore e filosofo massone francese, autore dell'inno massonico "Cantique des colonnes". Altro pezzo da Novanta dell'europeismo fu Sean MacBride, politico irlandese Premio Nobel per la Pace nel 1974 e fondatore di Amnesty International in data 28 maggio 1861: giorno scelto in quanto cadeva la festa della SS. Trinità, al fine di conferire all'organizzazione un contro-significato laico, in puro stile massonico. Sean Mac Bride era allora alto dignitario del famigerato OTO (Ordo Templi Orientis), società esoterica dedita alla magia sessuale e che sembra rivendicare una filiazione diretta con gli Illuminati di Baviera. Egli fu tra i principali fautori dell'adesione dell'Irlanda alla NATO ed ebbe un ruolo centrale anche della fondazione delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa.

     Da Mussolini a Butler                                                      

    Nella lista anche Benito Mussolini, simpatizzante del Movimento Paneuropeo di Kalergi, William Stead, membro fondatore della Round Table britannica e membro della Fabian Society, Bernard Baruchfinanziere aschenazita membro della Pilgrim's Society (la società dei pellegrini) e del CFR – e Nicholas Murray Butler: filosofo, diplomatico, politico e pedagogista statunitense, vincitore, insieme a Jane Addams, del premio Nobel per la Pace nel 1931. Butler fu capo del British Israel (movimento sionista di punta dell'anglo-israelismo massonico) del CFR, della Round Table e membro della Pilgrim's Society. Kalergi considerava il potente Butler come uno dei suoi migliori amici e tra i suoi protettori più attivi. Butler fu anche presidente dell’Università di Columbia e della Carnegie Endwment for International Peace. Egli senza mezzi termini all'Hotel Astor di New York nel 1937 dichiarò:

                 «Il comunismo è lo strumento con cui si abbatteranno i governi nazionali

                in favore di un Governo Mondiale, di una polizia e di una moneta mondiali».

                                                          Nicholas Murray Butler

      Da Freud ad Einstein, passando per Keynes              

    Importante alla diffusione del morbo ideologico del paneuropeismo fu anche l'attivismo di personaggi del calibro del conte Carlo Sforza (membro del Comitato del centro Europeo della Fondazione Carnegie), di Thomas Mann (scrittore e saggista tedesco – nonché pederasta – Premio Nobel nel 1929), Karl Haushofer (teorico dello spazio vitale – Lebensraum – del nazismo e membro dell'OTO), Stefan Zweig (scrittore e poeta ebreo-austriaco naturalizzato britannico), Rainer Maria Rilke (scrittore e poeta austriaco), Edvard Benes (politico cecoslovacco massone, iniziato nel 1927, utile alla transizione del suo paese dall'Impero Asburgico al Blocco Sovietico), Sigmund Freud (fondatore della falsa scienza chiamata psicanalisi e membro della loggia giudeo-massonica B'nai B'rith), Albert Einstein (il più famoso fisico del XX secolo, designato alla candidatura alla presidenza dello stato d'Israele alla morte di Chaim Weizmann e aderente all'Organizzazione Sionistica Mondiale), John Maynard Keynes (economista padre del Welfare State e autore di opere preconizzanti la nascita di un Nuovo Ordine Mondiale, fondato proprio sulla dottrina socialista), Tomas Masaryk (filosofo e politico, fondatore e primo presidente della Cecoslovacchia) Ignaz Seipel (cancelliere austriaco) e Aristide Briand (ministro degli Esteri francese).

     L'incubatrice del progetto Ue                                         

    Il primo congresso paneuropeo fu convocato il 3 ottobre 1926 a Vienna. Successivamente Aristide Briand, in data 5 settembre 1929, propose alla Società delle Nazioni la creazione di una Federazione degli Stati Europei. Secondo i paneuropeisti negli anni Trenta Kalergi mise in guardia contro il "pericolo" dei regimi totalitari di Hitler e Stalin: questa presa di posizione, a loro dire, sarebbe stata pagata da Paneuropa a caro prezzo,  con la messa al bando in tutta la Germania del movimento kalergiano, dopo che Hitler ebbe preso il potere. Ma a ben vedere questa ricostruzione storica ha tanto i contorni di uno specchietto per le allodole, di una storiella enfatizzata ad arte per

                               sviare le piste del collaborazionismo trasversalista

    che di fatto interessò tutti i principali potentati e governi impegnati nelle guerre mondiali,

                                 da Mosca e Berlino, da Londra a Washington.
     

     Dal Piano Kalergi al Piano Dulles                                   

    Infatti, come visto, tra gli aderenti al Piano Kalergi vi furono, ad esempio, anche Schatch (ministro nazista di Hitler) e Kerenskij (capo del primo governo comunista), ma anche Curchill (massone di alto rango e primo ministro inglese) e Allen Welsh Dulles (massone e primo capo della CIA). Da questa ricostruzione storica che supera le divisioni geopolitiche e ideologiche di facciata, delineando chiaramente i contorni di un innegabile complotto mondialista, emerge dunque una continuità e convergenza netta anche tra l'opera coloniale europea di Kalergi e il piano coloniale di Dulles, esecutore materiale del piano di sovversione culturale e dei costumi nel Bel Paese (3): humus ideale sia all'avvento della rivoluzione comunista del Sessantotto che al correlato europeismo.

    (3) Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

     Genesi occulta del Parlamento europeo                         

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1947, venne convocato in Svizzera, a Gstaad, il  primo Congresso dell'Unione Parlamentare Europea che sfociò nella nascita del Consiglio d'Europa e del primo embrione del Parlamento europeo. Kalergi elaborò un progetto di unificazione federale articolato in tre tappe: 1. Cooperazione intergovernativa stretta tra gli stati europei, con incontri periodici; 2. Unione doganale; 3. Stati Uniti d'Europa. Il piano programmatico si articolava in ben 9 punti: 1. È necessario che questa unione sia una confederazione europea con una garanzia reciproca di delegazione legale della sovranità. I governi devono, in altre parole, essere sicuri che la cessione di sovranità avverrà in egual misura per tutte le parti. 2. Per gestire i conflitti tra gli stati membri, sarà necessaria una corte federale europea. 3. Un esercito europeo, un'alleanza militare, che raggruppi contingenti dei diversi paesi, per garantire la pace a livello continentale. 4. Un'unione doganale progressiva. 5. Un'unificazione delle colonie. Sfruttamento a livello europeo. 6. Progetto di moneta unica. 7. Rispetto della diversità delle culture europee e delle molteplici civilizzazioni nazionali. 8. Rispetto e protezione delle minoranze nazionali: la dissoluzione degli stati-nazione infatti doveva passare anche attraverso forme di indipendentismo interne alle suddette nazioni (Nds). 9. Una buona ed efficace collaborazione nel quadro della Società delle nazioni.

     Siete solo dei grandissimi figli di… Kalergi!!                  

    Oggi gli ideologi dell'iper immigrazione di massa, non fanno altro che collaborare febrilmente alla realizzazione dell'agenda di Kalergi e della massoneria internazionale, verso la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale o Repubblica Universale giudeo-massonica.

                                        In ''Praktischer Idealismus'' (idealismo pratico)

    la "Bibbia" o "Testamento Spirituale" di Kalergi, il padre dell'UE infatti teorizza e profetizza

                                       la nascita di una nuova razza europea meticcia,

    generata dalla fusione di più razze d'origine afroasiatica e dalla dissoluzione dei popoli

                                         e delle loro tradizioni: usi, costumi e religioni.

      Condizione necessaria per creare una massa informe e facilmente addomesticabile,

                                    poiché priva di identità comune e spirito di patria.

                      Una nuova razza capace di affermare il predominio incontrastato

              di una nuova élite di dominatori, che l'autore individua nella razza ebraica.

    Oggi gli eredi spirituali di Kalergi, da Saviano a Don Ciotti,  dalla Boldrini a Lerner, dalla Camusso alla Cirinnà, passando per i maggiori esponenti della "sinistra ufficiale" del catto-comunismo e dello star system, sfruttano l'immenso potere mediatico concesso loro dalle tv di regime e dalla stampa sionista per convincere le masse dalla coscienza elastica della necessità di una società multietnica, orientata ad un presunto "arricchimento culturale generalizzato", giustificando il crimine con false questioni "umanitarie", morali o addiruttura "evangeliche". Ciò auspicando la nascita di un meticciato etnico senza valori, nè amor proprio, nè amore per le proprie radici. D'altra parte il termine razzista è stato creato storicamente proprio dai figli di Kalergi per ingabbiare i dissidenti e nascondere il vero razzismo, quello esercitato contro i popoli e le nazioni all'ombra della bandiera dell'europeismo.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Video correlato – Il Piano Dullas / media e tv       

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  • Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria 

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo

    comunismo 

    Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi

     

                                “Esiste anche un'altra alleanza

                         – a prima vista strana e sorprendente –

             ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

    Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                            Vladimir  Lenin

     

    di Sergio Basile 

    Piano Kalergi e convergenza tra Europeismo e Comunismo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Comunismo/europeismo: 2 facce una medaglia 

    Bruxelles, Mosca – di Sergio Basile – Nel 1923 Lev Trotsky, il "grande architetto" del comunismo, scrisse in un articolo per Pravda (intitolato "È maturo il tempo per lo slogan: Gli Stati Uniti d'Europa?"):

                  "L'Europa (dei banchieri – Ndr) sarà in grado non solo di mantenersi, 

                                        ma di consolidare e costruire se stessa, 

                               una volta che avrà abbattuto le barriere doganali 

            e la sua economia sarà unita alle inesauribili ricchezze naturali della Russia. 

                 "Gli Stati Uniti d'Europa" – una prospettiva puramente rivoluzionaria – 

                         è la fase successiva della nostra prospettiva rivoluzionaria".

                                                                Lev Trotsky

    Il giudeo-massone Trotsky ammise una comune "mission" tra l’esperimento comunista in Russia e il concepimento di quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il progetto Ue in Europa, disegnando i tratti di un’istituzione comunitaria liberista nei modi e comunista nell’anima. Qualcuno obietterà: cosa c'entra l'europeismo targato BCE con il "Comunismo proletario"? Beh, innanzitutto il comunismo di "proletario" ebbe ben poco, malgrado gli slogan: nella prima assemblea rivoluzionaria praticamente non compariva nessun rappresentante del proletariato e – inoltre – le espropriazioni dei beni privati divennero prassi. Richard Kalergi, il padre spirituale dell’Ue, in aggiunta, non fu altro che un correligionario di Trotsky e Lenin, continuatore di un progetto di ampio respiro, trasversale e sostenuto non solo dai banchieri ebrei (e dalla Cia), ma anche dall’altra stampella del sistema mondialista: la giudeo-massoneria, B'nai B'rith in testa. Una grossa mano alla causa europeista la diede anche la massoneria austriaca: non va dimenticato come Kalergi fu iniziato nella loggia Humanitas di Vienna, nel 1921. Un articolo del 1925, apparso sulla rivista massonica The Beacon, elogiava l’operato del massone Kalergi e della Paneuropa in questi termini: "La Massoneria, specialmente la Massoneria austriaca, può essere eminentemente soddisfatta di avere Coudenhove-Kalergi tra i suoi membri… e può giustamente dichiarare che il fratello Kalergi combatte per le sue convinzioni paneuropee … Il programma del fratello Kalergi è un lavoro massonico del più alto ordine e poter lavorare insieme, per esso, è un compito alto per tutti i fratelli massoni". Le dichiarazioni di Lenin e Trotsky, possono allora trovare perfetta sintesi nella seguente relazione: 

                 il capitalismo bancario, a trazione sionista, finanziò il comunismo 

                           che, a sua volta, si trasformò in capitalismo di Stato, 

              evolvendo successivamente in un grande organismo sovranazionale.

    Ovviamente lo Stato, come noto dall’analisi del pensiero di Karl Marx, sarebbe dovuto essere uno strumento di conservazione del potere temporaneo, transitorio, destinato a dissolversi (evidentemente) in favore di una entità sovranazionale e federale più totalizzante. Detto fatto! Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo stesso capitalismo bancario decise di dar vita ad una nuova creatura in Europa: l’Unione europea. Ciò con il pretesto di una riappacificazione universale che avesse potuto garantire "un periodo di pace".

     La stessa anima, lo stesso motore: il capitalismo 

    Dunque Lenin, Trotsky e Kalergi, cioè il comunismo e l’europeismo, hanno condiviso da sempre gli stessi obiettivi, la stessa anima: il capitale bancario non è stato altro che il motore, l'alito vitale di questa anima. Non a caso il padre spirituale del Commonwealth, George Lionel Curtis, fu tra i principali collaborazionisti all’ascesa del primo governo comunista, neutralizzando la resistenza dei Romanov alle aggressioni giudaico-bolsceviche, con la paralisi del sistema del credito: all'inizio del 1916, infatti, l'alta finanza internazionale preparò il terreno alla Rivoluzione, indebolendo la Russia con la complicità dei paesi del blocco anglosassone, boicottando la cessione di credito allo zar ed ingenerando la crisi del rublo. Le difese immunitarie dei russi contro l’epidemia rivoluzionara furono così azzerate.  Evidentemente, quando si parla di capitale bancario nella mente affiorano le immagini di due città: New York e Londra. Nel Novecento Wall Street (il Financial District di Manhattan, nato nel 1914) e la City of London, le incubatrici delle grandi riforme bancarie e delle grandi rivoluzioni social-comuniste contemporanee, hanno dettato le danze dell’economia, della politica e della geopolitica a livello planetario. 

                       Wall Street e la City sono i reali centri del potere mondiale: 

      una forza, oggi, espressa solo apparentemente dal potere esecutivo dei governi. 

    L’impero giudeo-protestante Commonwealth, ancora oggi, è l’immagine speculare di una serrata regia mondiale del capitalismo ( o sistema della moneta-debito, inaugurato nel 1694 con la fondazione della Banca d’Inghilterra ) sulle prerogative vitali delle nazioni e dei popoli. La sottile corrispondenza tra europeismo, comunismo e capitalismo a questo punto è palese!

                                         “Esiste anche un'altra alleanza

                                 – a prima vista strana e sorprendente –

                      ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

            Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”

                                                      Vladimir  Lenin

     Il Comunismo è morto?                                             

    Molti storici e giornalisti oggi sostengono, illegittimamente, specie dopo l'ascesa di Putin, che il Comunismo nel mondo sia finito, sia morto: tranne qualche isolata eccezione. Perfino la Cina – qualcuno sostiene – ha ormai ceduto al fascino del turbo-capitalismo e non è più un "paese comunista"! Ma è proprio questa la giusta chiave di lettura? No! La verità sta agli esatti antipodi! Tali "esperti", infatti, incorrono in un ciclopico errore, in quanto il mostro bicefalo, come dimostrato, non è morto, ma si è semplicemente mutato d'abito – mantenendo intatta la sua identità originaria – poiché il suo vecchio costume era ormai logoro e riconoscibilissimo. Sul versante occidentale, la nuova Unione sovietica, il nuovo progetto della giudeo-massoneria liberal-capitalista e social-comunista si chiama Unione europea. Si tratta di una grottesca creatura plasmata dalla mente di Richard Kalergi – depositario ed interprete, come visto, di un progetto mondialista a tappe – ma generata altrove, lontano dal seno del Vecchio Continente. Quello attualizzato da Kalergi è un progetto perseguito da secoli e costellato di rivoluzioni violente, rivoluzioni culturali, processi di accentramento politico, processi di regionalizzazione in macroaree, dissoluzioni silenziose di stati e nazioni, confisca delle sovranità popolari (monetaria in primis), creazione di un regime di banche centrali "debitocratico", crisi economiche artificiali e golpe.

     Ue: cartina tornasole del regime sovietico             

    L’Ue è di fatto la cartina tornasole del regime sovietico. Non a caso il primo prototipo di “Unione”, la CECA, quell’organismo sovranazionale di commissariamento reale delle fonti energetiche primarie degli stati (carbone e acciaio) aveva lo stesso nome della prima polizia segreta nata dopo la Rivoluzione giudaico-bolscevica, organizzata in ottemperanza a un decreto di Lenin del 20 dicembre 1917: Čeka.  I suoi membri erano denominati čekisti: nome oggi utilizzato in riferimento all'odierno FSB russo, successore del KGB. La Čeka era il Comitato straordinario di tutta la Russia per combattere la controrivoluzione ed il sabotaggio. L’obiettivo degli organismi di potere sovietici era quello di commissariare, cioè controllare la vita dei cittadini: attività ripresa da organismi comunitari assolutamente non eletti: i commissari europei, cioè gli uomini del sistema dediti al commissariamento! Non a caso la prima mossa di Stalin una volta conquistato il potere, fu quella di privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) e quindi di “commissariare” la vita economica di milioni di cittadini, mediante l'emissione di moneta-debito (debiti fittizi), tasse ed espropri coatti: oggi la BCE può dirsi la copia conforme di quel modello.

     Babele: iconografia e potere                                      

    Oggi i palazzi dell’Ue rappresentano iconograficamente la nuova torre di Babele, la nuova superba sfida contro Dio e il Cristianesimo portata avanti dagli “scorpioni” rivoluzionari in casacca blu-stellata. Ciò non solo nella curiosa forma (vedi l’edificio del Parlamento europeo a Strasburgo: omaggio alla biblica torre pagana) ma nei fatti: leggi e regolamenti progressisti sottilmente o palesemente anti-cristiani vengono sfornati a ritmi forsennati dall’industria comunitaria del “diritto”, con l’obiettivo di regolamentare (e quindi commissariare) gli ultimi spazi di libertà economica, sociale e religiosa rimasti "vergini". E che dire degli enormi costi sostenuti per mantenere questo faraonico apparato burocratico? Che dire degli stipendi dei funzionari e dei semplici segretari o delle spese generali dei 98 edifici dell’UE, disseminati tra Bruxelles e Strasburgo? Sono innumerevoli i documenti prodotti per illustrare e pubblicizzare centinaia di migliaia di regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri che comprendono il diritto europeo. Regolamenti che – sostanzialmente – nessuno tra i “comuni mortali” conosce e conoscerà mai. Si calcola che fino ad ora sarebbero state prodotte poco meno di 500.000 pagine di regolamenti: a leggerli non basterebbe una vita! L’obiettivo evidente di questa schizofrenica iper-produzione è quello di comprimere le libertà dei singoli, andando a sindacare perfino sulla lunghezza e curvatura dei cetrioli (ordinanza numero 1677 della Commissione Europea).

     La denuncia del dissidente Bukovsky                    

    Vladimir Bukovsky, scrittore russo anticomunista, dissidente dal regime sovietico, passò alla storia come uno tra i primi prigionieri politici ad essere rinchiuso in una psikhushka: rete di ospedali psichiatrici istituiti dal governo dove venivano internati i dissidenti dell'ex-Unione Sovietica. In totale lo scrittore trascorse ben dodici anni tra prigioni, campi di lavoro ed ospedali psichiatrici e pertanto conobbe a fondo i metodi del sistema sovietico: non solo campi di concentramento, stragi, distruzione di chiese e omicidi sommari, ma anche forme di controllo totale su persone e cose, sostanziale compressione della libertà e abolizione della proprietà privata (medesimo risultato delle strategie liberal-capitaliste, visto da prospettive diverse)In un discorso tenuto a Bruxelles, nel 2006, egli paragonò l’attività regolamentativa dell’Unione europea, corroborata – tra l’altro – da una robustissima propaganda mediatico-ideologica, a quella del Gosplan, l’Organismo Sovietico di Pianificazione dello Stato, un organo di regime dedito all’iper-pianificazione ed al commissariamento di tutti gli spazi sociali ed economici della società russa post-rivoluzionaria.   Bukovsky paragonò poi il Parlamento europeo al Soviet Supremo (organo al vertice del sistema dei Soviet, dal 1938 al 1989, su cui si basava il potere in Unione Sovietica: poi riformato e trasformato in organo ad elezione indiretta, fino al 1991) e la Commissione Europea al Politburo (ufficio politico del comitato centrale del partito comunista). Bukovsky fu tra i primi a comprendere il fil rouge che univa i profeti del comunismo a quelli della Paneuropa, nonché i retaggi comunitari della trappola razziale di Kalergi. Egli in un passaggio del suo famoso intervento notò profeticamente:

            “coloro i quali si oppongono all'immigrazione incontrollata dal Terzo Mondo

                                              saranno considerati razzisti

                         e quelli che si oppongono all'integrazione europea

                                           saranno considerati xenofobi”.

      Elite, multiculturalismo e iper-immigrazione     

    Le osservazioni del dissidente russo, del 2006, hanno oggi un sapore amaramente profetico, infatti i cittadini italiani ed europei contrari all’iper-immigrazione di massa sono bollati senza mezzi termini come razzisti e / o xenofobi, e finanche “cattivi cristiani” da parte del clero modernista e filo-europeista (espressione di una chiesa decisamente avversa alla vera Chiesa di Cristo: eretica). Quindi chi si schiera contro il “Piano Kalergi” e non abbraccia l’omologazione forzata e il genocidio programmato della cultura, dei valori e delle razze europee, è marchiato e ghettizzato dal regime: proprio come avvenne a Bukovsky, in Unione Sovietica. Alla luce di ciò è lecito parlare di europeismo “rosso” e di stretto rapporto tra ideologia, linguaggio propagandistico e cultura dell’iper-immigrazione. Oggi il multiculturalismo dilaga in Europa come in Russia! Indice che l'élite per mantenere il potere confiscato ai popoli, ha bisogno di non-popoli, greggi senza identità. La questione della commistione razziale, non è assolutamente un fatto nuovo, come qualcuno vorrebbe farci credere: non si tratta di “fenomeni incontrollabili o naturali”, né recenti, ma di strategie ampliamente denunciate in diverse sedi e oggi attuate meticolosamente, secondo un rigido copione. Anche chi, malgrado tutto, ancora non crede alla veridicità del “Piano Kalergi” dovrà ricredersi. Eppure, malgrado ciò, molti cittadini, praticamente rimasti in mutande, espropriati delle loro ricchezze materiali e mentali, e invasi nei loro spazi vitali, ancora conservano gelosamente sotto la giacca, con la mano sul cuore, il seme dell’ideologia: retaggio di fantasmi del passato che ogni tanto ritornano agghindati di buoni propositi. Come disse il saggio: la madre dei cretini è sempre incinta!

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017 

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa 

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena

    e panacee alla disintegrazione dell'Europa

    Analisi logica del complotto per la Paneuropa

    e dei suoi uomini chiave

     

    di Sergio Basile 

    Unione europea - orgini

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Piano Kalergi: Origini e risvolti del complotto   

    Roma, Bruxelles, Londra – di Sergio Basile – I principali tratti somatici del mondialismo (credo religioso dedito alla realizzazione della grande repubblica giudeo-massonica universale) sono l'unità "religiosa" dei correligionari, l'apolidismo (assenza di spirito di nazione) è il trasversalismo, sia geografico che politico! Di seguito potremo cogliere il valore di tale affermazione dallo spettro radiografico di alcuni personaggi chiave della storia del Novecento, posti illegittimamente su due fronti opposti dalla maggioranza degli storici contemporanei. 

                                         Il famigerato “Piano Kalergi”,

             di cui finalmente si inizia a parlare diffusamente sul web,

                                 dopo lunghi anni di assordante silenzio,  

    non è altro che il piano mondialista per la realizzazione della cosiddetta

    “Paneuropa”, la nuova Europa post-cristiana (anti-cristiana) e massonica

    smembrata a riplasmata per mezzo di due principali fenomeni indotti, apparentemente incompatibili e slegati tra loro: 1) i separatismi etnici (crisi che possano minare l’unità delle nazioni in un frangente storico in cui necessiterebbe ritrovare, al contrario, un'identità nazionale comune che faccia da collante alle numerose spinte disintegrative: vedi l'attuale rigurgito separatista in Catalogna, curiosamente ben pubblicizzato dai media di regime); 2) l’invasione programmata del Vecchio Continente da parte di popolazioni afro-asiatiche, dovuta ad una incontrollata e criminosa iper-immigrazione di massa: con particolare riferimento all’area nordafricana e alla Cina. Il “Piano Kalergi è invero un piano antico, concepito ed implementato con diabolica tenacia, nei secoli, dalle forze anti-cristiane e da alcuni padri del mondialismo quali: Kominsky (o Comenius: 1592 – 1670), Johann Valentin Andreae (1586 – 1654), Saint-Yves d’Alveydre (1842 -1909): occultisti, giudeo-massoni e credenti luciferini, devoti alle pratiche talmudiche. Nel corso del Novecento l’eredità di questi "pionieri del paneuropeismo" è stata colta e riproposta con forza all’attenzione dei governi da Richard Coudenhove-Kalergi, che ne ha dettato le linee programmatiche nel libro “Praktischer Idealismus” (1925): una sorta di testamento spirituale dell’europeismo contemporaneo, animato da una frenesia mondialista di accentramento continentale a livello politico, votato – sul piano sociale – al multiculturalismo più estremo e all’inevitabile processo di dissoluzione degli spiriti nazionali e delle identità, che ha visto nella nascita dell’Unione europea una tappa essenziale del suo graduale e lento processo di sviluppo. Un progetto benedetto dai potentati bancari e dai Rothschild.

     Il contributo del sistema bancario                        

    Sul lato politico ed economico il Piano Kalergi poggia, infatti, sul supporto dell'alta finanza e del sistema bancario centralizzato (sistema delle banche centrali) che attraverso l'emissione di moneta-debito creata dal nulla con un semplice atto tipografico, da tre secoli permette la creazione – sempre dal nulla – di enormi flussi monetari e finanziari tali da "creare nuove anime paneuropee": cioé tali da corrompere, con il diabolico fascino del danaro, gli uomini chiave deputati al controllo dei flussi migratori.

                                              Il denaro-debito è divenuto, quindi,

         oltre che il metro di misura delle libertà e dei diritti di famiglie e imprese

             anche il termometro della nuova febbre dell'invasione anti-cristiana

                                                                del continente!

     L'anima nera di Kalergi                                           

    Per capire la missione di Kalergi non si può prescindere dall’analisi della sua anima: egli eredita dal padre l’amore per il talmudismo-cabalistico anti-cristiano e per la causa sionista del “Grande Israele”, trovando nell’occultismo e nelle pratiche divinatorie e luciferine, la sua viscerale inclinazione “religiosa”: tale slancio culminerà con l’iniziazione del giovane alle loggia giudeo-massonica Humanitas di Vienna (1921): egli fu iniziato nella stessa città in cui fu iniziato il profeta del comunismo Trotskij, con padrino Victor Adler (1852-1918). Kalergi, come detto in più sedi, auspica la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale giudaico-massonico e la contestuale emersione del “popolo eletto” e del suo credo, come l'Araba Fenice, dalle ceneri della “Vecchia Europa” cristiana, attraverso l’attacco violento all’identità europea: la scomparsa delle razze e con essa la disintegrazione delle culture, delle identità nazionali e dei credi religiosi, cattolicesimo in testa. La sua delirante visione, eredità della filosofia talmudico-massonica e rosacrociana – d'intesa col mito unitario poi fatto proprio da Altiero Spinelli – guarda all'edificazione degli Stati Uniti d’Europa: un unico governo continentale, con una moneta unica (emessa a debito per schiavizzare ed imprigionare i popoli e le famiglie europee nelle proprie rispettive case) e uniche leggi da imporre ad una sub-umanità resa bestiale dalla gabbia del sangue, cioé da una commistione razziale innaturale e assolutamente pilotata dai potentati giudeo-massonici, utilizzando strumentalmente il cavallo di troia dell’islam. Uomini neutri, senza riferimenti – sessuali, religiosi e culturali – né principi; aperti a qualsiasi stravaganza culturale e neo-pagana: è questa l'immagine dell'idilliaca nuova società europea sognata del figlio spirituale di Andrae e Comenius.

      La complicità del modernismo cattolico              

    Oggi purtroppo il fenomeno "dell'invasione dell'Europa" viene presentato come un “naturale corso degli eventi storici”, anche da buona parte del mondo cattolico – intorpidito dalla propaganda, lasciato imputridire nell’ignoranza o corrotto da agenti sionisti, a tutti i livelli – che anziché contrastare l’avanzata giudeo-massonica e l’annientamento stesso dello spirito cattolico, rema contro i propri interessi, aprendo porte e finestre all'islam, magari convinto della giusta (ma anti-evangelica) causa “dell’accoglienza a prescidere…. e ad ogni costo…”. Ciò dimenticando la lezione sull’accoglienza di San Tommaso d’Aquino, che poneva come condizione necessaria all’ospitalità dello straniero – sia pur eccezionale e temporanea – il rispetto delle leggi, della religione e degli usi e costumi dei popoli accoglienti. Qui, ovviamente, più che di accoglienza si tratta di vera e propria invasione pilotata: cioé conquista, colonizzazione! I media collusi con il mondialismo apolide (anche e soprattutto quelli di "presunta area cattolica", controllati dal regime) ci ripropongono i soliti copioni, da anni, in tutte le salse, ricorrendo a sciagurate e rassicuranti parole chiave (come solidarietà, civiltà, dovere, responsabilità, unità, cultura dell’amore e dell’accoglienza) e perfino all’ausilio dei sermoni domenicali di compiacenti e sciagurati sacerdoti, che utilizzano santuari universali della cristianità – come Assisi e San Pietro – per plagiare le masse: ormai i luoghi comuni sull’inevitabile processo di fuga delle popolazioni islamiche dai teatri della guerra si sprecano. La chiesa filo-europeista finisce per utilizzare lo stesso vocabolario dei soloni dell’alta finanza e dell’Ue sionista, protendendo altresì sia per l’abolizione del reato di clandestinità che per lo sdoganamento dello ius soli, alimentando l’anacronistica follia multiculturale e la stonata sinfonia ecumenicaNessun sacerdote filo-europeista, oggi, sembra difendere più le politiche di sostegno alla famiglia: eppure lotta all’aborto, sostegni finanziari ai giovani e alle nuove famiglie, se ben implementate basterebbero a controbilanciare questo raccapricciante calo demografico in atto, bloccando o quantomeno attenuando in maniera del tutto naturale l’emorragia di un processo di sostituzione etnica che ormai è sotto gli occhi di tutti.

     Paneuropeismo e moneta-debito                            

    In questo folle disegno massonico, che richiama alla memoria gli ammonimenti dei profeti della Bibbia contro le seduzioni della Grande prostituta biblica (Babilonia è guardacaso la culla delle credenze e superstizioni che sono alla base del paganesimo giudeo-massonico) la questione monetaria assume un rilievo di primo piano: lo sterco di satana diviene ancora una volta protagonista della storia, rievocando ben note e drammatiche pagine evangeliche. L’euro fu infatti concepito dai profeti dell'europeismo (tra di essi un ruolo chiave lo ebbe il Romano Prodi: riciclatosi da sempre quale pseudo-adepto di fede "cattolica") per innescare una crisi, l’unica crisi capace di indurre i popoli e le nazioni a desiderare come estrema panacea al disastro continentale in atto, la beneamata “unità” politica e di tutti i principali poteri (esecutivo, legislativo, giuridico e monetario) nelle mani di un unico capo ed in seno ad un unico centro di potere continentale, sull'asse Londra-Bruxelles.

     Partitismo politico: falsa panacea                            

    I popoli, dinanzi a questo attacco contro il diritto, il credo e la libertà, auspica a tratti una soluzione politica a questo caos, dimenticando come lo stesso fenomeno del partitismo politico fu ideato dai custodi della sinarchia mondialista, proprio in vista di questi risultati, sulle ali del motto “divide et impera”. Pertanto dovrebbe essere superfluo ricordare come storicamente sia la destra che la sinistra che i movimenti cosiddetti “centristi” (stile DC in Italia), radicali, liberali, ecc.., abbiano lavorato occultamente al piano della Paneuropa, sia pur con piccole variazioni sul tema. Come non ricordare la strepitosa sintonia, rivelata in altri scritti (vedi allegati) tra Kalergi, Adenauer, Schumann e De Gasperi? Come non ricordare il portentoso contributo alla causa paneuropeista data da radicali, socialisti e liberali? (vedi qui L'Europeismo è la distruzione dell'Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare). Nell'opera "Il Socialismo al Bivio", ad esempio, spicca la figura di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista dell'Unione europea, destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato per l'appunto: "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale" (1)Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society". Ovviamente – aggiungiamo – avere simpatica per la "Fabian Society", equivale ad aver simpatia per il Commonwealth britannico(anima del N.W.O.), per l'anglo-israelismo e per l'alta finanza londinese.

    (1) (Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967)

    La grande finanza della City of London e di Wall Street, infatti, non a caso, ha da sempre foraggiato i movimenti politici di tutti gli schieramenti europei, tramite il connivente sistema delle banche centrali e della moneta emessa a debito e senza riserva aurea. A nulla serve, alla luce di tali inoppugnabili verità storiche, invocare la riesumazione di cadaveri socialisti o liberali, quale “soluzione alla crisi”. Anzi!! A nulla servono i pittoreschi e mitici proclami di filosofi neo-marxisti o neo-nazisti, neo-liberisti o radicali alla rinascita di “una nuova passione per la politica”, quale provvidenziale superamento del blocco delle coscienze degli uomini di responsabilità. 

                        L’humus culturale e religioso che diede vita 

             al disgraziato fenomeno del partitismo politico, infatti, 

                 è lo stesso che architettò il graduale disfacimento 

     della gloriosa civiltà cristiana e della società organica e teocentrica, 

         in favore di modelli hegeliani immanentisti e paganeggianti. 

    La luce tenebrosa dei retaggi della grande Babilonia, incarnati nei secoli dal neo-paganesimo talmudico-cabalistico delle società segrete e dei gruppi massonico-mondialisti (Table Round in testa) a partire dal Rinascimento ha cercato di trasformare la società cristiana, riuscendoci gradualmente – specie a partire dal Settecento – proprio attraverso la sostituzione dello spirito politico a quello religioso. La soluzione al caos presente, dunque, non può che essere spirituale e religiosa, in primis. Non si può controbattere ad un attacco di natura religiosa e spirituale con panacee squisitamente politiche. Come non si può spegnere un grande incendio con la polvere da sparo. Ecco perché è necessario iniziare a dare un nome a tutte le cose, sbugiardando pubblicamente i falsi profeti e rifiutandosi di adeguarsi ai nuovi luoghi comuni della politica, dell’ecumenismo e del multiculturalismo a tutti i costi…

     Priorità e correttivi per contrastare il "Piano"       

    Altra importante opera da realizzare è quella di ridimensionare il cieco vigore dei partiti e dei gruppi politici, rimodulandolo ed orientandolo verso orizzonti di verità. E’ inutile inneggiare al marxismo, se esso stesso è la culla del sionismo-massonico; è inutile celarsi dietro dogmi nazionalistici ed ultraconservatori, se non si comprende l’identità del vero nemico da contrastare e la portata profondamente religiosa della guerra in atto; è inutile protestare ed inondare di variopinte bandiere le piazze, se non si cerca di realizzare contesti di sovranità monetaria autonomi e paralleli ai tradizionali flussi monetari debitocratici: senza autonomia monetaria, infatti, nessuna reazione sarà mai possibile: sarebbe come pretendere di scalare una montagna innevata senza aver preventivamente la liquidità necessaria ad acquistare degli scarponi da neve. 

               La precisa e scrupolosa conoscenza del fenomeno mondialista 

                          è dunque essenziale e propedeutica a qualsivoglia 

                   azione di riscatto politico, religioso, sociale ed economico. 

                      Bisogna irradiare nelle menti delle nuove generazioni 

               la verità sull’ipocrisia sistemica del partitismo politico e sulla 

                      connivenza storica di esso con il sistema mondialista: 

    gli storici nemici di Gesù Cristo e dei cristiani furono e sono gli stessi che gestiscono le fila del sistema bancario e dell’alta finanza; questi ultimi furono e sono gli stessi che da sempre animano e fomentano le rivoluzioni e le guerre mondiali, che creano e foraggiano i partiti; che plasmano e diffondono le culture totalitarie e che fomentano e gestiscono i processi di disintegrazione indotta delle culture nazionali e degli slanci religiosi dei popoli (anche tramite l'ecumenismo). La distruzione del Cristianesimo-Cattolico, in primis, è il principale ed atavico obiettivo dei nemici della storia e della verità.

    Unione europea - orgini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Due personaggi chiave                                             

                                          Molto illuminante, in tal senso, 

                      è l’occulto rapporto rigorosamente filtrato e taciuto 

                                  dagli storici moderni e contemporanei, 

                              tra due personaggi chiave del mondialismo, 

                quali Richard Coudenhove-Kalergi e George Lionel Curtis

    quest’ultimo (seconda foto grande da sinistra) fondatore della Table Round, del CFR e padre spirituale del Commonwealth britannico (cuore operativo del Nuovo Ordine Mondiale), nonché co-artefice "tecnico" del successo della Rivoluzione giudaico-bolscevica in RussiaNei due personaggi si sintetizzano e fondono diversi progetti mondialisti, apparentemente antitetici, ma invero portati avanti da un’unica mente anti-cristiana: la Rivoluzione Comunista (piano sovversivo giudaico-bolscevico orientato alla conquista e distruzione della Madre Russia Cristiana e dello stesso popolo russo), la rivoluzione liberal-capitalista (Curtis era vicino al padre del liberismo Von Mises, di cui era dedito sostenitore); l’egemonia mondiale del modello anglo-statunitense dell'impero Commonwealth e dell'asse anglosassone Londra-Washington, uniformato ai canoni religiosi e filosofici dell’anglo-israelismo massonico di matrice giudaico-protestante (vedi qui Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo); la nascita dell’Unione europea.  I due ambigui personaggi, Kalergi e Curtis, la loro amicizia e i loro punti di contatto, sono infine la prova ulteriore e definitiva dell’esistenza di un complotto mondiale trasversale e senza confini geografici, che sovrasta i partiti e sussiste sulla base di un'unica e sostanziale divergenza: non già quella tra blocchi ed aree continentali (Cina-Usa; Usa-Russia; Ue-Russia, ecc..) ma quella tra popoli indifesi e ignari (da una parte) ed élite mondialista (anti-cristiana, giudeo-massonica, democratista, social-comunista e liberal-capitalista) dall’altra. Tutto il resto è falsità e propaganda! Questa uniformità di piani e vedute, che gli storici al soldo dei banchieri si sono sforzati di nascondere tra le pieghe della storia, se ci pensate ridimensionano e vanificano anche i tentativi di creare false contrapposizioni politiche ed ideologiche tra Gran Bretagna e Unione europea, con quella eccezionale macchina di propaganda e marketing passata alla storia come "Brexit". L'Ue, infatti, come rimarcato in più sedi, è di fatto il carcere edificato dall'alta finanza e dal sistema bancario, dei quali City of London e Wall Street sono la massima espressione mondiale. Come potrebbero i governi britannici anglo-israeliti e filo-massonici, storicamente asserviti al progetto della Paneuropa anticristiana e del "Grande Israele" remare contro il loro stesso progetto? Impossibile!

     Lionel Curtis: prototipo dell'uomo mondialista        

    Curtis, sostenitore ed amico di Kalergi, contribuendo attivamente al blocco del credito contro la Russia di Nicola II Romanov (ed al contestuale successo del comunismo bolscevico), ingenerando la crisi del rublo al tempo dell’avvio della grande operazione terroristico-bolscevica del 1917 contro la cristianità e sostenendo – parimenti – sia la nascita del grande impero giudeo-massonico chiamato Commonwealth (di cui fu pioniere e padre spirituale) che la stessa Paneuropa kalergiana, incarna meglio di tutti la verità sui tratti somatici dell’uomo mondialista contemporaneo: politico e trasformista, massone, filo-europeista, esperto di finanza, apolide, ipocrita, scaltro, cinico, trasversale, esaltato, inebriato di occultismo, élitario, hegeliano, determinato, fedele al credo luciferino.

                Se i cercatori di verità non sapranno disarmare e smascherare

                 questo degenerato prototipo umano di “uomo mondialista”,

                             nessuna reale rinascita sarà mai possibile.

    Prima la conoscenza della verità, poi l'azione consapevole e convinta che non può prescidere da una rinascita spirituale uniformata ai più alti valori cristiani! Solo così l'Europa potrà difendere la sua reale identità ed evitare la disintegrazione, soccombendo allo tsunami dell'iper-immigrazione e dell'omologazione.

    Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    L'Europeismo è la distruzione dell'Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare

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    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016   

    di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Piano Kalergi, Immigrazionismo, Save the Children 

    Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo.

    Non salvare i bambini?

    Siamo dinanzi all'ennesima, volgare, mistificazione

    della verità che sfrutta il punto debole del

    "buonista globale"

     

    di Roberto Pecchioli

    Il Piano Kalergi - save the children - bambini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una volgare mistificazione della verità            

    Roma – di Roberto Pecchioli – “Io non sono razzista, ma…”. Inizia invariabilmente così ogni conversazione di chi vorrebbe dire la verità sull’immigrazione e sugli autentici sentimenti dell’uomo normale di fronte alla dissoluzione della propria identità ed alla violazione del proprio spazio territoriale.  E’ un incipit difensivo, perdente, timoroso della reazione altrui, tipico di chi si sente già sconfitto nella guerra delle parole, come se i suoi naturali convincimenti fossero un male, o addirittura una manifestazione di malvagità. Colpa della volgare mistificazione di tutto che subiamo ogni giorno. Quindi non è opportuno partire da una giustificazione così balbettante e  paurosa, excusatio non petita, per rivendicare la parte dei cattivi. Osiamo affermare che c’è bisogno di cattivi, giacché l’intero campo è occupato dai buoni, in gran parte finti, e dai bene intenzionati, peggiori dei primi, che pronunciano sentenze ovvie con il dito alzato ed atteggiando la bocca a sedere di gallina. In tal modo si salvano l’anima e rimangono saldamente dalla parte della ragione. In una strofa molto bella di Dio è morto, Francesco Guccini, quasi mezzo secolo fa, cantava:

               “Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,

          l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,

                                  è un dio che è morto”. 

    Da cattivi, pessimi elementi, diciamo la nostra prima che la virtuosa dittatura del Bene ce lo impedisca definitivamente. n questi giorni, in molte cassette della posta si trova una busta che racchiude un’elegante e presumibilmente costosa brochure dal titolo Salviamo i bambini in mare, con all’interno la tessera non richiesta di una di quelle virtuose ONG –  organizzazioni non governative – che spargono il bene per l’universo mondo. Gli indirizzi sono precisi, l’iscrizione mai sollecitata, ma tesserarsi al “bene” è un atto dovuto.  Parliamo di Save the children, salviamo i bambini, e chi potrebbe essere contrario, salvo qualche anziano bilioso infastidito dai loro giochi sotto le finestre. Invece no, ed un briciolo di cattiveria gioverebbe alla verità.

     Il caso "Save the Children"                          

    Da una rapida ricerca in rete, apprendiamo che Save the children è attiva dal 1919, su iniziativa di una caritatevole signora inglese traumatizzata dalle sofferenze dei bimbi nella prima guerra mondiale; che, non ne dubitavamo, gode del riconoscimento dell’ONU, il più grande bacino artificiale del Bene, ed ha salvato migliaia e migliaia di minori. Congratulazioni vere,  chapeau anche da un cattivo impenitente! Eppure, eppure, vien voglia di dire “noi non siamo malfidati, ma…”. Invece, siamo malfidati, pur se Dio sa di quanto aiuto abbia bisogno il figlio dell’uomo, sfruttato nel lavoro, oggetto di abusi sessuali, usato per abominevoli trapianti di organi, esposto a sostanze stupefacenti di ogni tipo, impedito di nascere attraverso la pratica banalizzata dell’aborto, non così amato nel corso dei tempi, come dimostrò nell’ultimo suo libro l’antropologa Ida Magli,  strumento di potere per adulti che se ne fanno scudo per gli affaracci loro. Cattivi sì, ma non temerari, non affermiamo in nessun modo che Save the children o altri siano sfruttatori delle sofferenze dei minori. Qualche considerazione da bastian contrari ce le vogliamo permettere, da dissidenti, o da pessimi elementi (vi  ricordate B.A. Baracus, detto “Pessimo Elemento”, il gigantesco personaggio pieno di pendagli dorati della serie televisiva A –Team ?).

     Meno deplians e più minestre                      

    La prima, ovvia e, lo ammettiamo, un po’ demagogica riflessione è relativa alle spese, indubbiamente ingenti, per la propaganda, per il bel pieghevole a colori ricevuto in molte case, per i nomi importanti di signori e signore non certo povere che dirigono l’organizzazione e che, vivaddio, si priveranno di molto, moltissimo, per salvare i bambini sotto l’alto patronato dell’ONU (si dice così, ma non si è mai capito che significhi). Scusate la brutalità popolana, ma vorremmo

                           meno depliants e più minestre

    e vale per tanti, tanti altri, specie per i molti che di bene parlano assai, ma si ritraggono inorriditi quando è necessario fare qualcosa di personale, immediato e concreto per il vicino di casa, non per lo sconosciuto dello Sri Lanka o del Burkina Faso. I benemeriti salvatori di Save The Children possiedono una nave, Vos Hestia.  Armarne una costa milioni e milioni, e poi l’equipaggio, provviste e dotazioni, le tasse di stazionamento, i mille certificati del registro navale. Come Greenpeace, altra accolita dedita al Bene Universale, devono maneggiare tanto denaro, e le loro burocrazie interne non saranno certo formate da volontari intrepidi. La brochure ci informa che la nave Vos Hestia è presente, dal 7 settembre scorso, nelle acque internazionali del Mediterraneo per partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso a mare della nostra Guardia Costiera, ergo per alimentare l’invasione d’Europa e d’Italia 1.  I numeri sono da capogiro: nel corso dell’anno sono già sbarcati oltre ventimila minori, dei quali il 90 per cento non accompagnati. Gli esseri umani vanno rifocillati dopo aver loro salvato la vita, evidentemente, ma, filantropi come siete, avete riflettuto sul perché 20.000 minori abbiano attraversato da soli mezza Africa, poi siano stati caricati su imbarcazioni pronte all’uso nella libera e pacifica Libia ed altrove, e da chi?

    Cfr.: Speciale Immigrazionismo – Piano Kalergi: dati agghiaccianti

     Restituire ai bambini la loro terra                       

    Non sarebbe il caso di impedire, ancor prima di quelle degli adulti, le partenze dei bambini? Quali schifezze si celano dietro il fenomeno, chi lo paga, alimenta, organizza? E perché mai dovremmo caricarci di altri ospiti indesiderati, o Signori del Bene? La vostra non richiesta propaganda parla di fuga da guerre, persecuzioni e povertà, e canta la nuova, ma già collaudata canzone del “salvataggio di profughi”. Dunque, meglio sarebbe concentrare le risorse  delle ONG – evidentemente notevoli –  in Africa, esigere blocchi navali che limitino ed impediscano le partenze, fermare le vie dell’emigrazione, imporre, con lo scudo nientemeno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, politiche diverse da quelle del Fondo Monetario e della Banca Mondiale che depredano i popoli,

                                restituire a bambini ed adulti

                        la speranza di vivere nella propria terra.

    Dopo quello alla vita, l’altro diritto fondamentale negato, nel Regno dei Buoni, è quello di non emigrare, restare nel proprio ambiente, e lì vivere con dignità secondo costumi e tradizioni.  Non possiamo solo “salvare”.

     Trasbordo ideologico del linguaggio mediatico     

    Intanto, il bieco cattivo segnala il trasbordo ideologico imposto dal linguaggio mediaticoNon ci sono più clandestini, ma migranti o profughi anche in assenza di guerre, e

                             l’invasione è chiamata salvataggio.

    Ovvio, solo delle belve feroci disapproverebbero chi trae a riva, e salva. Solo militaristi ostinati potrebbero stupirsi del ruolo da bagnini dei soldati della Marina e dell’uso delle navi grigie come traghetti. Frattanto, se hanno voluto una nave, i salvatori con brevetto ONU sapevano bene, e da tempo, che cosa bollisse nel calderone africano.

                               Perché non ci hanno implorato

                          di salvare i bambini dall’emigrazione,

                    dall’abbandono da parte di genitori e governi,

                dai pericoli e dalle porcherie che avranno già visto

                                         e, ahimè, vissuto? 

    Nella cortese lettera allegata alla brochure, il direttore generale per l’Italia di Save The Children cita una sedicenne nigeriana che dice: “Ho deciso di fuggire in Italia per costruirmi un futuro migliore”. Povera ragazza, temiamo per lei che il futuro non sia granché neppure qui, ma intanto, lei ha deciso anche per noi, la nostra opinione non vale nulla, ha creduto a fior di mascalzoni che sfruttano e, incidentalmente, rendono invivibile anche l’Italia, e l’Europa, per lei e per noi.

     Il punto debole… del buonista globale                 

    Chi avrà un cuore tanto indurito da non voler salvare i bambini? Hanno individuato il punto debole, specie in un popolo che vezzeggia cagnolini ma non ha figli, che si commuove facilmente per tutto, ma poi passa oltre a farsi i fatti suoi. Ha versato qualche lacrima a buon mercato, magari ha lasciato il suo obolo via SMS, si è congratulato con se stesso per la bontà e sensibilità, maledicendo i razzisti cinici e perfidi, e poi, via, ad immergersi nella quotidianità armato di pugnale, veleno e maldicenza. Non si chiede mai, il Buonista Globale, chi organizzi e paghi i viaggi, tenuto conto che per quei miseri le cifre di cui si parla per partecipare alla carovane sono enormi, quali siano le motivazioni vere, come mai dei bambini e dei ragazzi siano per il mondo da soli. Il naviglio dei Buoni incrocia nel Mediterraneo meridionale e raccoglie chi può: lo esige il diritto della navigazione e, prima, la qualità di esseri umani. Ma non basta, e soprattutto,

                               questo non dissipa il sospetto

                     che varie Organizzazioni Non Governative

                           siano complici del dramma epocale, 

    magari attraverso finanziatori così potenti che i loro nomi possono essere solo sussurrati (il noto benefattore Soros è della partita?).

     Chi è complice… detta la morale                          

    L’immigrazione, specie quella legata a movimenti così potenti ed intensi, è una tragedia per chi parte, ma è un dramma anche per chi “deve” accogliere, sotto pena di essere accusato di qualsiasi nefandezza ed al prezzo di non essere più padrone di ciò che ha ereditato, costruito, amato. Chi ha sfruttato, alimentato guerre, fomentato spoliazioni comodamente seduto negli uffici di comando dei grattacieli, 

                       chi è complice tra i popoli martoriati, 

                           non compare, ma detta la morale, 

             attraverso i ben pagati servizi di politici, intellettuali, 

              ecclesiastici (ignoranti, ingannati o venduti – Ndr), 

                               nuovi e vecchi approfittatori.

     

     Rivendichiamo l'onore di essere "i cattivi"            

    Non ci stiamo, non ci stiamo più! Se loro sono i buoni (i buonisti e silenziosi realizzatori del Piano Kalergi per la terzomondializzazione indotta dell'Italia e dell'Europa e per l'annullamento criminoso dell'identità cristiana – o quel che ne resta – dei popoli europei – Ndr 2) , noi rivendichiamo l’onore di essere i cattivi. Forse non salviamo bambini, ma certamente non li avremmo mai messi nella condizione di schiavi, carne da macello, merce di scambio, soggetti del ricatto. Ma noi non siamo anime belle, nel senso romantico ed auto celebrativo del termine.  Tentiamo, con alterni risultati, di restare esseri morali, e di amare il prossimo, a partire, appunto, dai più vicini, dai “nostri”. Ma non ci faremmo mai schermo, come i poteri forti, dei più sfortunati e dei più sfruttati, per distruggere contemporaneamente , con l’immigrazione selvaggia, i paesi di chi viene fatto partire e quelli di destinazione.

    Cfr.: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte; Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte; La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmataKalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

     tanto "cattivi"che…                                    

    Siamo tanto cattivi che non fondiamo finte cooperative e organizzazioni caritatevoli, né armiamo navi. Non nascondiamo che il nostro cuore è per i terremotati fratelli nostri, per loro daremo il sangue senza esitare, a Save the Children o a chiunque altro. Agli altri, Dio abbia misericordia anche di noi empi, daremo se potremo, se ne resta. 

                          Non abbiamo il dovere di suicidarci. 3

    Cfr.: La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 1La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 2

    Comincino le anime belle, insieme con i mistici dell’accoglienza, ed alzino le natiche dalle loro comode poltrone le élite che dirigono il Bene dopo uno sguardo al listino di Borsa, al costo della manodopera ed al Nuovo Ordine Mondiale, di cui ignorano tutto bambini ed adulti prima gettati nell’alto mare aperto, e poi, “rari nantes in gurgite vasto”, salvati, deportati e posti a carico nostro. 

                 "Ci siamo seduti, noi cattivi, dalla parte del torto

                       perché tutti gli altri posti erano occupati".

    E’ una frase di Bertolt Brecht, il drammaturgo tedesco con il cuore dalla parte comunista del muro ed il portafogli in quella capitalista. Un’ abitudine piuttosto comune, tra i buoni…..    

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa) 

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    ► Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

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    Venerdì, 28 Ottobre/ 2016   

    di Carlo Di Pietro

     Redazione Quieuropa, Carlo Di Pietro, Prefettura, Piano Kalergi, Matteo Renzi, Scandalo passaporti falsi, immigrazionismo, terzomondializzazione dell'Italia 

    Speciale Immigrazionismo – Piano Kalergi:

    verso sequestri statali e nuovi scandali. 

    Dati agghiaccianti dell’invasione

    Scandali, boom di reati e passaporti falsi: ecco come

    i clandestini diventano tutti "siriani"

     

    di Carlo Di Pietro

    Iniziativa di Libero Confronto / Dossier Immigrazionismo / Kalergi

    Speciale Immigrazionismo - Piano Kalergi -  Rastrellamenti, scandali, dati agghiaccianti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Immigrazionismo e rastrellamenti                   

    Potenza – di Carlo Di Pietro – In un recente documento a firma Prefetto della Provincia di Verona si apprende che,

                         per alcune «necessità», è possibile

             «acquisire alla temporanea disponibilità statale» 

                                   la privata proprietà.

    Non è una novità che le tirannie requisiscano iniquamente i beni di privati cittadini, tuttavia sembra stia diventando prassi anche nella “democratica” Italia, dove il liberalismo, che pure non è condivisibile, ha coercitivamente ceduto il passo al socialismo (in realtà va ricordato che si tratta di due facce – speculari l'una all'altra – di un unico mostro, chiamato mondialismo – Ndr)Motivo del sequestro della proprietà privata sarebbe la «necessità per il preminente interesse pubblico», che richiederebbe l’adozione di «misure eccezionali ed urgenti», sebbene «temporanee». Ben sappiamo che i concetti di “temporaneità” e di “emergenza” sono parte integrante e quasi “eterna” del burocratismo italiota. La Prefettura ammette (tra le righe – Ndr) di essere in seria difficoltà a causa della non-politica interna ed estera del “governo” Renzi (ribadiamo: non eletto – Ndr), troppo concentrato nella distruttiva missione immigrazionista, tanto da dichiarare: «Non potendosi ricorrere a strumenti amministrativi ordinari», dunque cancella il diritto alla privata proprietà, sebbene dopo «ponderazione» (sic!), a guisa del «preminente interesse pubblico». Cita poi l’articolo 7 della «Legge del 20 marzo 1865, n° 2248 allegato E». Un dietrologismo legislativo pari solo a quello dei sunniti e dei talmudisti, dunque evoca la «legge per l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia», di cui l’«allegato E» riguarderebbe i «Contenziosi amministrativi», ovverosia:

     «Allorché per grave necessità pubblica l’autorità amministrativa

           debba senza indugio disporre della proprietà privata,

             od in pendenza di un giudizio per la stessa ragione,

                    procedere all’esecuzione dell’atto […]». 

      Provvedimenti definitivi                                  

    Io non sono un giurista, tuttavia negli incartamenti che ho consultato: a) «Legge 20 marzo 1865, n. 2248 – ALLEGATO E – L.A.C.», b) «Legge del 6 dicembre 1971, n. 1034» e c) «Legge del 30 novembre 1950, n. 996», ho notato che nella nota 1, a corredo del mentovato articolo 7, di garibaldina memoria, c’è anche specificato:

                       «I provvedimenti adottati dai Prefetti

                          in attuazione del presente articolo

                             sono provvedimenti definitivi».

    Posso solo ipotizzare che stiano adottando lo stesso metodo che utilizzarono i romantici del sedicente “Risorgimento” per confiscare i beni alla Chiesa, dunque agli enti di carità e di pietà popolare, ed ai privati benefattori.

     Autorizzati a rastrellare? Pare di si!                  

    Il Prefetto della Provincia di Verona dichiara, se il documento in mio possesso è originale, di vedere («visti») altri atti che pretendono di essere legge, come, per esempio, «le numerose circolari del Ministero dell’Interno», tra cui la numero «26921 del 16 maggio 2015», nella quale si autorizzano i Prefetti ad «adottare provvedimenti di requisizione» dei beni di privati cittadini, i quali probabilmente hanno sacrificato una vita di lavoro e risparmi per naturalmente acquisirli a patrimonio. Come direbbe l’Aquinate:

         «una legge iniqua non ha valore di legge… è tirannia».

                                   San Tommaso d'Aquino

    Cercando in rete questa circolare mi sono imbattuto anche in altri pretesi provvedimenti di sequestro di strutture private, come per esempio il «Doc. 32269/2015», del 30 ottobre 2015, della Prefettura di Verona, dove lo Stato entra, di fatto, in possesso di un albergo di Prada di San Zeno di Montagna (VR). Ho provato a ricercare la «circolare 26921» sul sito del Ministero ma il sistema mi risponde «Nessun risultato trovato». A dire il vero non l’ho trovata nemmeno sul sito zelantissimo (sic!) Immigrazione.biz, dove c’è una sezione dedicata a tutte le circolari “ministeriali” immigrazioniste, terzomondiste ed affini. A questo punto non so cosa pensare, se non che i documenti di requisizione in mio possesso non siano originali, oppure che io sia un incapace. Fatto sta che i sequestri ci sono, almeno de factoLa Prefettura della Provincia di Verona cita anche le circolari, sempre del Ministero dell’Interno, «numero 5607 del 23 giugno 2016» e «7382 del 30 agosto 2016». Vediamo di che si tratta. La prima affermerebbe che «[…] in considerazione del perdurante afflusso di migranti che sbarcano sulle coste italiane […] si rende necessario richiedere le quote tuttora residue e disporre, altresì, l’attivazione di ulteriori complessivi […] posti», ne ho trovato traccia in un documento della Prefettura di Modena – «Prot. Interno N.0047238 del 30/06/2016», in un altro della Prefettura di Massa Carrara – «Prot. Interno N. 0023938 del 15/07/2017» ed altrove.

    kalergi italia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Obblighi di accogliere e mantenere                  

    Nel secondo si conferma la prima pretesa e riguarda sempre l’obbligo di accogliere e di mantenere, con i soldi e con gli averi dei cittadini, i presunti profughi in numeri sempre più elevati. Ne ho trovato traccia in un documento della Prefettura di Pavia – «Prot. Interno N° 36773/2016». Sui siti del Ministero dell’Interno: a) Qui le circolari sembrano cristallizzate al 2013; b) Qui non v’è traccia delle nostre; c) oppure sono io incapace di effettuare bene questo tipo di ricerche. Infine la Prefettura della Provincia di Verona chiama in causa una recentissima circolare, «dell’11 ottobre 2016», sempre del Ministero dell’Interno, dalla quale si evincerebbe che

                     «si prevede l’avvio di nuove regole 

    per un sistema di ripartizione graduale […] dei richiedenti asilo 

                  e dei rifugiati sul territorio nazionale»,

    nelle more «dell’imminente divulgazione del nuovo sistema

                  di distribuzione e dei criteri operativi».

     Ecco perché "diventano" tutti siriani                

    Sarò cresciuto in ambienti di destra, tuttavia quando leggo che le sinistre parlano di «nuove regole» e di «nuovi sistemi», comincio a preoccuparmi e tremare. Probabilmente le novità riguarderanno anche il sequestro di un rene per mantenere i sedicenti profughi che l’Europa scientemente ci traghetta sul territorio. A questo proposito vorrei sfatare un altro mito del Mainstream. Quando dicono «sono sbarcati numero tot. profughi», in realtà: a) non è sbarcato nessuno, ma sono andati a prenderli in Libia (probabilmente con le imbarcazioni delle marine militari di vari Stati incluso il nostro); b) c’è differenza fra “profughi” ed “invasori”. Non tutti lo sono, né in un caso e né nell’altro, ma credo che le percentuali facciano propendere largamente per la seconda ipotesi. Basta consultare sul sito del Ministero i «I numeri dell'asilo» in costante aggiornamento, per accorgersi che: a) non scappano dalle guerre; b) sono quasi tutti uomini; c) ordinariamente solo il 5% è un vero «Rifugiato»Ma svisceriamo alcuni dati. Dal 2013-2014 pare che stiamo mantenendo numero 26.620 + 63.456 “nuovi italiani”, esclusi gli irregolari e le ombre, con una variazione del + 138% rispetto al 2012. Di questi, solamente 502 + 635 sembrerebbero essere siriani, sempre se non abbiano documenti falsi ( vedi note: maggiori informazioni sul traffico dei passaporti falsi in Europa (1) e perché molti “migranti” diventano siriani con soli 2000 dollaroni (2) ). Il totale dei «Rifugiati» 2013-2014 è del 10%. Sempre in questi due anni sono entrati  22.966 + 58.703 uomini, contro poco più di 8.000 donne e di 3.000 minori. Fui testimone oculare, in ospedale (Pronto soccorso) nella mia città, di un caso di “minore accompagnato” che dimostrava almeno 28 anni. Giornalisticamente incalzai il suo bianco accompagnatore, un “volontario” a pagamento, il quale mi disse che 

                        "molti dichiarano lo stesso nome 

                          e la medesima data di nascita".

    (1) Cfr.: Il traffico dei passaporti falsi in Europa – Il Post(2) Cfr.: I migranti diventano tutti siriani: 2mila dollari per un passaporto

     Dei veri siriani solo l'ombra                           

    In aggiunta ai precedenti numeri, ed a quelli degli anni passati non citati, dal 2015 stiamo mantenendo anche altri 83.970 “migranti” regolari, senza citare, poiché lo ritengo impossibile da calcolare, gli irregolari e le ombre che imperversano nelle nostre città e sovente vengono assoldati dalla malavita, come dimostra quotidianamente l’ottimo osservatorio «Tutti i Crimini degli Immigrati» (3). Dal 2015 ospitiamo, in aggiunta ai precedenti, soli 497 siriani. Molto strano, visto che guerra in Siria sta degenerando sempre più! Altri 74.250 uomini, 9.720 donne e 7.168 minori. Personalmente non vedo minori fra i “nuovi italiani”, eppure sono uno che gira, fotografa ed annota, dunque mi sento autorizzato a dubitare di questo dato, in riferimento anche all’esperienza personale già documentata. Anno 2015: il totale dei «Rifugiati» è il 5%. Questo ci fa capire che probabilmente aumentano i furbetti ma, nonostante i tanti “Photoshop” burocratici per incentivare l’asilo politico, all’evidenza evidentissima non c’è “tarocco” che tenga, anche perché ci sono i “micragnosi” come me che vanno ad infastidire il famigerato “sistema”, questo fino a quando il buon Dio me lo permetterà.

    (3) Tutti i Crimini degli Immigrati

     La matematica è un'opinione?                        

    Adesso veniamo al 2016. In aggiunta ai precedenti dati, dobbiamo sommare 7.505 (gennaio 2016) + 7.693 (ferraio 2016) + 7.398 (marzo 2016) + 8.121 (aprile 2016) + 9.320 (maggio 2016) + 10.006 (giugno 2016) + 10.891 (luglio 2016) + 11.446 (agosto 2016). Nel link in nota si può vedere come si ferma lo storico messo a disposizione dal Ministero dell’Interno (4). Cambiano di qualche virgola le percentuali di uomini adulti e di «Rifugiati». A questo punto devo dubitare anche dei mentovati dati, i quali non sembrerebbero più ufficiali ma ufficiosi, poiché avendo seguito la stampa ogni giorno, mi rendo conto che il primo ed i secondi adottano matematiche differenti. Se ad agosto sono “sbarcati”, ovvero ci hanno portato dalla Libia, «13mila sbarcati in soli quattro giorni» (vedi nota (5)) e molti altri ancora (vedi in nota l'archivio degli «sbarchi» quotidiani messo a disposizione nientemeno che da Repubblica – (6)), 

                                     Come è possibile

             che il Ministero ne dichiari solamente 11.446? 

    (4) Cfr.:  I numeri dell'asilo(5) Cfr.:  Migranti, in Italia 13mila sbarcati in 4 giorni(6) Cfr.:  sbarchi – archivio – la Repubblica.it

      Dati agghiaccianti                                         

    Leggendo lo storico di Repubblica, nel solo mese di agosto 2016 avremmo salvato almeno 22.000 “migranti”. Valutate voi, io mi limito a segnalare l’esito di alcune mie brevi ricerche. Facendo due rapidi conti, ci accorgiamo che, senza averlo mai deciso, stiamo mantenendo nominalmente, ovvero solo secondo i burocrati, numero 236.535 persone dai soli anni 2013-2016, che si aggiungono ai precedenti mantenuti ed ancora ospitati sul territorio ex-nazionale, di cui mediamente il 90% sono uomini e solamente il 6% sarebbero veri «Rifugiati», mentre i restanti dovrebbero tornare in patria o viaggiare da turisti come fanno le persone normali, anche i non razzisti

         Questo calcolo è fatto sulla base dei PDF del Ministero, 

                     quello della stampa è quasi il doppio. 

     

     Impatto estortivo da oltre 3mld l'anno            

    Escludendo le spese mediche, legali, di pubblica sicurezza, di istruzione, di trasporto, di burocrazia, etc…, dunque prendendo in considerazione i soli ed innegabili euro 35,00 al dì, l’impatto “estorsivo” giornaliero sull’economia degli italiani è di euro 8.278.725, che diventano 3.021.734.625 se consideriamo l’intera annualità. Visto che il dato è in forte crescita e, come già annunciato dall’ONU(7) che non si degna neanche di avere la lingua italiana in home page (8) del suo stucchevole sito, peggiorerà, non possiamo far altro che essere pessimisti. 

    (7) Cfr.:  Document United Nations(8) Cfr.:  Welcome to the United Nations

     ONU – Tutto sembra già ben programmato      

    L’ONU, difatti, pianifica: a) nel suo «Scenario 3» numero «75.000 migranti annui, fino ad un massimo di 318.000 annui fra il 2045 ed il 2050, per un totale di 16.600.000 milioni» di “nuovi italiani”; b) oppure nel suo «Scenario 4» numero  «613.000 migranti annui fra il 2025 ed il 2030, […] per un totale del 39% della popolazione della penisola». Sappiamo cosa ci attende, visto che anche il PD di Matteo Renzi su Twitter annunciò la «sostituzione» degli italiani, tutto questo in una ex-nazione, l’Italia, dove alcune realtà del Sud vantano ancora il primato di disoccupazione autoctona superiore al 50%.

     Papa Leone XIII – Lo Stato non può…               

    Comunque, tonando alla Prefettura della Provincia di Verona, il nostro documento si conclude, poste le premesse, con una bella «requisizione», ovvero credo si possa parlare di un sequestro, di un Hotel sito in Castel D’Azzano (Verona). Questo è quanto! Insegnava il sapiente e preveggente Papa Leone XIII nel 1891 (Rerum Novarum):

    «L’aver poi Iddio dato la terra a uso e godimento di tutto il genere umano, non si oppone per nulla al diritto della privata proprietà; poiché quel dono egli lo fece a tutti, non perché ognuno ne avesse un comune e promiscuo dominio, bensì in quanto non assegnò nessuna parte del suolo determinatamente ad alcuno, lasciando ciò all'industria degli uomini e al diritto speciale dei popoli. […] Quando gli uomini sanno di lavorare in proprio, faticano con più alacrità e ardore, anzi si affezionano al campo coltivato di propria mano, da cui attendono, per sé e per la famiglia, non solo gli alimenti ma una certa agiatezza. Ed è facile capire come questa alacrità giovi moltissimo ad accrescere la produzione del suolo e la ricchezza della nazione.

    Ne seguirà un terzo vantaggio, cioè l'attaccamento al luogo natio; infatti non si cambierebbe la patria con un paese straniero, se quella desse di che vivere agiatamente ai suoi figli. Si avverta peraltro che tali vantaggi dipendono da questa condizione, che la privata proprietà non venga oppressa da imposte eccessiveSiccome il diritto della proprietà privata deriva non da una legge umana ma da quella naturale, lo Stato non può annientarlo, ma solamente temperarne l'uso e armonizzarlo col bene comune. È ingiustizia ed inumanità esigere dai privati più del dovere sotto pretesto di imposte». 

    Papa Leone XIII

     Leone XIII denuncia il funesto Piano Socialista 

    Infine denunciava il funesto piano socialista (oggi europeista) di destabilizzazione dell’ordine sociale nazionale:

    «La soluzione socialista. Ed oltre l'ingiustizia, troppo chiaro appare quale confusione e scompiglio ne seguirebbe in tutti gli ordini della cittadinanza, e quale dura e odiosa schiavitù nei cittadini. Si aprirebbe la via agli asti, alle recriminazioni, alle discordie: le fonti stesse della ricchezza, inaridirebbero, tolto ogni stimolo all'ingegno e all'industria individuale: e la sognata uguaglianza non sarebbe di fatto che una condizione universale di abiezione e di miseria. Tutte queste ragioni danno diritto a concludere che la comunanza dei beni proposta dal socialismo va del tutto rigettata, perché nuoce a quei medesimi a cui si deve recar soccorso, offende i diritti naturali di ciascuno, altera gli uffici dello Stato e turba la pace comune».

    Papa Leone XIII

    Carlo Di Pietro 

    Iniziativa di Libero Confronto / Dossier Immigrazionismo / Kalergi

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    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile e Rocco Carbone / Sete di Giustizia / SAUS – Redazione Quieuropa, Rosso Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, SAUS, Giacinto Auriti, Pentagono, Terrorismo, Passo falso, Lettera aperta al Pentagono, Il Manifesto, Video Foley, guerra al terrorismo, clima da guerra fredda, Giacinto Auriti e la guerra del sangue contro l'oro  […]

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  • Meeting CL Rimini – adesione al Piano Kalergi e Madonnine censurate

    Meeting CL Rimini – adesione al Piano Kalergi e Madonnine censurate

    Martedì, 23 Agosto/ 2016   

    di Sergio Basiledi  

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, CL, Comunione e Liberazione, Meeting di Rimini, Mondialismo, massoneria, integrazionismo, Segio Matterella, Madonnina nello zaino  

    Meeting CL Rimini – adesione al Piano Kalergi

    e Madonnine censurate

    Ennesima passerella mondialista al Meeting di

    Comunione e Liberazione e "nuove sorprese"

    Video in allegato

     

    di Sergio Basile

    Meeting CL Rimini 2016 - Piano Kalergi, passerelle mondialiste, Madonnine censurate

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Mattarella, Kalergi e i vertici di CL                       

    Rimini – di Sergio Basile – "Il confronto e l'accoglienza di culture e storie diverse sono ancora la base dell'Italia (…). Non ci difenderemo alzando muri verso l'esterno, o creando barriere divisorie al nostro interno. Al contrario!". E' stato questo il cuore del messaggio di Mattarella al Meeting di Rimini, l'ennesimo slogan integrazionista che piace a Bruxelles, malgrado gli esodi biblici che stanno investendo l'Italia, dalla Cina e dal Sud del mondo, e i gravissimi pericoli che il popolo italiano sta correndo: ennesima prova dell'adesione totale dei nostri politici di riferimento, anche e soprattutto di quelli che da "Costituzione" dovrebbero difendere l'Italia, al Piano Kalergi (1) e ai progetti di distruzione indotta dell'Europa e delle tradizioni nazionali, celati ipocritamente dietro il vessillo europeista. E' paradossale notare come il palcoscenico di un "meeting (pseudo) cattolico" venga sistematicamente utilizzato, come ormai "tradizione", per veicolare ancora una volta messaggi di chiarissima matrice massonica, protesi a confodere la mente e gli orizzonti dei giovani cristiani di domani. Come non ricordare i falsi proclami di salvezza "nazional-popolari" vomitati senza ritegno dal privatizzatore-apolide Mario Monti dal palco del Meeting 2012? Ma non è una novità! Da tempo ormai CL (Comunione e Liberazione) si presta a far da passerella alla "politica" che strizza l'occhio alla loggia, la stessa politica (anti-cristiana) figlia dei propugnatori di compromessi storici che hanno portato alla svendita pilotata dell'Italia, all'integrazionismo selvaggio, all'aborto, al divorzio e all'imbarbarimento programmato della società italiana; la stessa che oggi vede in questa ostentata "cultura dell'incontro" (falso incontro), invero, il più diabolico programma massonico degli ultimi quattro secoli, portato avanti nel tempo, con pazienza e religioso fervore, dai dissolutori assoluti delle radici cristiane dell'Europa, quali Andrae, Comenius, St. Yves, Mazzini e Kalergi (2).

    (1) Cfr.: Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI; Cfr.: Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa; Cfr.: Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – 2; (2) Cfr.: Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

      Passerelle "mondialiste" e pacchi di Malox      

    Il mondo "cattolico" dei movimenti tipo CL, dovrebbe in teoria, in un mondo normale (e seguendo i dettami del Vangelo) opporsi a tutto ciò, protestare, indignarsi, ma questo non avviene con scientifica puntualità da ormai troppo tempo. Il cancro è in metastasi. Ci si è abituati al compromesso e all'ipocrisia e non si ha né il coraggio, né – forse – la voglia di invertire rotta. E' d'obbligo chiedersi il perché! E magari farlo a partire proprio dalle origini e dalla drammatica involuzione di quel movimento post-conciliare noto come "Comunione e Liberazione" che tanti politici "europeisti" (e "bipartizan") ha sponsorizzato – direttamente o indirettamente – alcuni dei quali posti in ruoli chiave degli ultimi goveri non eletti o delle istituzioni europee: Maurizio Lupi, Angelino Alfano e Mario Mauro, giusto per fare qualche nome. E che dire del fedelissimo Roberto Formigoni? E degli idilliaci rapporti con Andreotti, Tremonti, Berlusconi, Monti, Letta, Bersani e Renzi? Insomma un minestrone di ideologia, politica e pseudo-religione difficile da digerire, specie per un vero credente in Gesù Cristo. Pacchi di malox in arrivo per molti osservatori!

    meeting 2016 rimini

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     CL – Origini e involuzione                                       

    Ma come nasce “Comunione e Liberazione”? L’ideatore del "progetto originario" fu Don Luigi Giussani, sacerdote scomparso nel 2005, già assistente per il ramo Gioventù Studentesca (GS) di Azione Cattolica (il primo movimento catto-laico d’Italia). Molti aderirono all’organizzazione ispirati da Giussani, tuttavia nel ’68 si registrò un copioso contro-esodo e gran parte degli attivisti furono affascinati dai neonati movimenti sinistroidi, abbandonando la causa. Allora GS, sempre più lontana dai metodi e dalla aspirazioni originarie di Azione Cattolica, divenne un movimento autonomo, trasformandosi in "Comunione e Liberazione": nome-slogan concepito, in teoria, quale alternativa all’idea social-comunista di una liberazione rivoluzionaria, tanto in voga in quegli anni in Italia (ma anche oggi, sia pur con sigle e bandiere di diverso colore). La "comunione" – almeno nell'idea d'origine del movimento – doveva essere con Gesù e non con i politici europeisti, social-comunisti o liberal-capitalisti, in un modo o nell'altro, magari, invischiati nella pece nera della loggia. Ma evidentemente tra il dire e il fare ci sono in mezzo i quattrini e i finanziamenti facili. Questa è l'amara realtà dei fatti! I leader ciellini sul finire degli anni Sessanta si posero l’obiettivo di testimoniare la necessità e radicalità del Vangelo come risposta alle esigenze umane ed alla politica/democrazia (democratismo rivoluzionario.. troppo demo-cratico e sempre meno crist-iano). Tuttavia, se guardiamo alla storia del meeting degli ultimi 30 anni – ed alla luce dell'evolversi dei fatti di cui sopra – sembra che quest'ultima mitizzata prerogativa (la "democrazia": figlia legittima dello spirito della Rivoluzione Francese) (3) abbia preso largamente il sopravvento, travolgendo la prima (lo spirito evangelico) e diventando non l'oggetto da trasformare e verso cui indirizzare l'azione evangelizzatrice, bensì il fine stesso dell'azione. La fede nel Dio Trino, ancora una volta, sembra esser stata travolta dalla fede nel dio quat-trino.

    (3) Cfr.: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

     Il trionfo degli imbecilli e degli apostati              

    Nel 1975, alcuni ciellini guidati da Roberto Formigoni, d'intesa con alcuni esponenti della DC, crearono un soggetto politico noto come "Movimento popolare" (scioltosi poi nel 1993). Giussani pur non riconducendolo direttamente a Comunione e Liberazione, di fatto non ne prese mai le distanze. In breve tempo questi ciellini penetrarono nei Consigli studenteschi di numerosi atenei e CL subì, volente o nolente, una nuova curiosa trasformazione, culminante nella fondazione della Compagnia delle Opere (CdO), associazione nazionale non confessionale, d'ispirazione (pseudo) cattolica capace di mettere assieme qualcosa come 36.000 imprese (con 40 sedi in Italia e 16 all’estero) godendo di una rete di relazioni imprenditoriali e bancarie di prima fascia. Insomma una lobby a tutti gli effetti, perseguente scopi di lucro accanto a quelli no-profit. Lobby o addirittura "setta" – per qualcuno – ribattezzata dal giornalista Ferruccio Pinotti con l'espressione “La lobby di Dio”. In effetti, alla luce dei molti scandali che hanno coinvolto CdO, della carrellata di ospiti osannati dal popolo ciellino e dagli strani intrecci sviluppatisi negli ultimi anni, Comunione e Liberazione si configura sempre più come una lobby con esponenti posti nei luoghi chiave della società "che conta". Una lobby che ormai si schiera apertamente, dando voce ai protagonisti in negativo della scena politica, in favore delle menzogne europeiste di tutti i "colori" e le portate. L'importante è adeguarsi al "politically correct" e dar voce ai potenti! Ora la parola d'ordine pare sia integrazionismo! Kalergi, la loggia e la CIA ringraziano! A fare le spese di questa caduta di stile e morale (cristiana) negli ultimi giorni persino la statua della Madonna, coperta presso lo stand della casa editrice "Shalom" per non urtare la sensibilità delle altre religioni (Sic!). Insomma, il trionfo degli apostati e degli imbecilli. Domenica scorsa, a metterci una pezza e a indurre ad un esame di coscienza i ciellini ci ha pensato un prete di periferia, di Vila Marina-Gatteo, diocesi di Cesena-Sarsina, che si è presentato al meeting con una madonnina nello zaino, ben visibile dietro le spalle del sacerdote (vedi foto in copertina). Che dire! Buon risveglio a tutti! Specie ai fedelissimi di CL. Che Gesù possa presto ritornare ad aprire gli occhi ai ciechi e le orecchie ai sordi.

     Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Premio Carlo Magno – L'élite integrazionista del Piano Kalergi premia Bergoglio

     L'impero "europeista" premia Papa Francesco?                                          

    Roma, Bruxelles  Domani Venerdì 6 maggio, alle ore 12,oo, i vertici illuminati dell'Unione europa (filo-massonica) del "Piano Kalergi" (imbastardimento programmato dell'Europa dei popoli, per volere dell'Europa delle élites e dei banchieri – vedi nota 1) assegnerà il premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana, a papa Bergoglio.  "La giuria – si legge nel comunicato ufficiale diramato nelle ultime ore dall'ufficio stampa del Parlamento europeo – ha lodato il messaggio di "pace e comprensione" lanciato dal Papa, così come "la compassione, la tolleranza, la solidarietà e l'integrità che hanno caratterizzato tutto il suo pontificato". "In questi tempi, in cui molti cittadini europei cercano un orientamento – continua la nota di Bruxelles, che riporta le motivazioni ufficiali della giuria – il Santo Padre invia un messaggio di amore e incoraggiamento".

    (1) Vedi approfondimenti:

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – 1

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – 2

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione

    Piano Kalergi - Terza Fase

     Può Bergoglio non conoscere il "Piano Kalergi"?                                        

    La domanda a questo punto sorge spontanea: Papa Bergoglio può non conoscere il diabolico piano massonico ed internazionalista (anticristiano ed anti-nazionale) tristemente noto come "Piano Kalergi": quel piano, cioé, incentrato sull'iper-immigrazionismo feroce e pilotato indirizzato mediante guerre indotte, finanziamenti più o meno occulti e manovre geopolitiche, verso l'Europa, al solo fine di confondere le razze e indebolire i popoli attraverso l'annullamento delle culture e l'annacquamento delle tradizioni e della civiltà cristiana? (2) Beh, voglio credere all'ignoranza di Bergoglio in merito! Certo ritirare un premio non costituisce in sé un "reato" e potrebbe rappresentare in genere una prassi legata alla buona educazione. Ma vista la posta in gioco e considerate le ideologie e il "credo" dei premianti, potrebbe essere opportuno non ritirarlo questo premio, rimettendolo al mittente. Infatti, qualora Bergoglio fosse a conoscenza del "Piano Kalergi", cioé della suddetta strategia anti-cristiana fomentata dall'élite giudaico-massonica internazionalista, il pontefice dovrebbe rifiutare seccamente il premio – dal valore nettamente politico, simbolico e strumentalizzante – e denunciare pubblicamente l'arcano. Ciò, ovviamente, dovrebbe accadere in un mondo normale.

    (2) Vedi approfondimenti: Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    Europeismo - Martin Schulz - Crocifisso - PD

     L'uomo che osteggiò il crocifiso nelle aule introduce la laudatio             

    La cerimonia di premiazione si terrà in Vaticano: tra i presenti d'eccezione il presidente (mondialista) della Commissione Jean-Claude Juncker (3), il presidente del Consiglio Donald Tusk  e  il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che introdurrà le laudatio della cerimonia. Si proprio lui, lo stesso che nel 2014 diede il personale e compiaciuto nulla-osta alla nascita dell'impero bancario unico (4); Martin Schulz, il candidato ideale del Pd di Renzi alla presidenza della Commisione; lo stesso  Schulz  che  arrivò a sostenere che in Europa «ognuno ha il diritto di mostrare quel che pensa nello spazio privato…, e che – tuttavia – gli spazi pubblici devono restare neutrali (..) dal momento che – aggiunse – nell’Unione Europea c’è il pericolo di un ritorno dei conservatori (e noi dobbiamo combatterlo – concluse)». Ragionamento allora esteso – ovviamente – anche e soprattutto al crocifisso ed "all'inopportunità" di esporlo nelle aule pubbliche (5). Detto fatto!

    (3) Vedi approfondimenti: Speranza Juncker? Meglio l’Africa Nera!  

    Junker e l’elezione degli dei illuminati 

    L’Europa che ci rovina

    (4) vedi qui:

     Parlamento UE: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico

    (5) vedi qui: L’Ignoranza, il prete, Martin e la Croce

    Manicomio Criminale - Unione europea

     Gli ultimi premi "Carlo Magno" – Eloquenti aneddoti                               

    Oggi, 5 Maggio, nell'attesa della vetrina in Vaticano, i tre presidenti delle istituzioni europee parteciperanno a una tavola rotonda sullo stato dell'Unione europea, la cui apertura sarà affidata al presidente del Consiglio italiano, "catto-europeista" doc., Matteo RenziIl premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana, per la cronaca, è conferito ogni anno per il lavoro svolto in favore dell’integrazione e dell’unione in Europa. Il premio prende il nome da Carlo Magno, il re dei Franchi, considerato dai suoi contemporanei il "Padre dell'Europa". Nel 2015, il vincitore era stato proprio il presidente del Parlamento europeo Martin SchulzL'anno precedente – 2014 – era stata la volta del Presidente del Consiglio UE  Herman Van Rompuy. Nell'occasione l'ex presidente del Consiglio Europeo si contraddistinse per una clamorosa gaffe. Ricordiamola assieme, di seguito, in uno stralcio di un mio articolo del 30 Maggio 2014.

     2014 – La gaffe rivelatoria di Van Rompuy                                                       

    (tratto da "Qui Europa" del 30 Maggio 2014) "L'Ue cambi rotta subito: è urgente ed essenziale che sia anche protettiva, non solo degli affaristi, ma anche degli impiegati e dei lavoratori, non solo quelli con i diplomi e che sanno le lingue ma di tutti i cittadini". Lo ha detto, anzi confessato candidamente, Herman Van Rompuy, a coronamento della cerimonia del premio "Carlo Magno" 2014. Insomma una gaffe ciclopica nella quale il nominato amico dei poteri forti e dell'élite social-comunista e liberal-capitalista ha – suo malgrado – ammesso l'evidenza: cioè che fino ad ora l'UE – per estensione – è stata complice degli affaristi e degli speculatori, contro i popoli e la giustiziaInsomma, detto da noi comuni mortali ha un peso; riconosciuto da un "semi-dio" illuminato parte integrante del sistema, come Van Rompuy, ne ha assolutamente un altro. A sgombrare il campo da eventuali equivoci anti-europeisti ed a ricordare a tutti che il 57% degli europei non-votanti alle europee non sono "saggi" ma squinternati "populisti" ci aveva pensato poco prima, in apertura della cerimonia, Enrico Letta, secondo il quale "l'onda populista è montata, ma nei grandi paesi, come Germania e Italia sventola la bandiera dell'europeismo". Come dire: l'iconografia è potere, e il potere ce l'abbiamo noi!

    Jean cloude Juncker - Parlamento Europeo

     Il senso e il valore dei "premi europeisti"                                                      

    Ma sconcertante gaffe a parte, sinceramente consideriamo semplicemente inadeguato (per non dire completamente anacronistico, antitetico o vergognoso) l'accostamento di un personaggio come Herman Van Rompuy, uno dei principali custodi della gabbia europea del debito e della moneta dell'usura legalizzata, ad un personaggio come Carlo Magno. D'altronde questi premi (dal Nobel al Sacharov al Kalergi…al Carlo Magno ) sappiamo ormai perchè vengono assegnati: per tenere  alta la propaganda politica e la bandiera del mondialismo (6)

    (6) Vedi qui:

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa

    Premio Sakharov 2012: Grido per la Libertà in Iran o Propaganda politica Filo-Nato?

    Le Verità Nascoste sul Premio Nobel

    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

    Premio Carlomagno 2014 - Herman Van Rompuy

     La moneta, Carlo Magno e Van Rompuy                                                       

    Ovviamente Van Rompuy sta a Carlo Magno, come il sugo di pomodoro sta al gelato. Ricordiamo infatti come l'imperatore liquidò il sistema monetario basato sul solido d'oro dei romani, adottando tuttavia un sistema monetario basato sul monometallismo argenteo: all'epoca l'unica moneta coniata era il "denaro"(7)Sotto Carlo Magno, non esisteva – ovviamente – l'attuale diabolica cartolarizzazione usurocratica della moneta e del credito (8)non esistevano il rating e lo spread. Gli usurai avevano evidentemente vita più dura, e la moneta non era carta straccia come adesso, ma aveva una sua consistenza ed un suo valore intrinseco ben definito e visibile, sia pur sempre convenzionaleL'argento c'era davvero ed era sostanza fondamentale della moneta! (9)

    (7) Due i tagli usati: la libbra (o pound, unità monetaria e ponderale allo stesso tempo) che valeva 20 solidi (come per lo scellino) o 240 denari (come per il penny). C'è da dire che la libbra ed il solido furono esclusivamente unità di conto, mentre solo il "denaro" fu moneta reale, quindi coniata.

    (8) vedi qui – L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    (9) I primi slittamenti iniziarono solo nel X secolo. "Infatti i primi Ottoni (961-973 e 973-983) misero ordine nel sistema consacrando lo slittamento del denaro in termini di peso e di fino: una "lira" (ossia 240 denari) passò tuttavia da 410 grammi a 330 grammi di una lega argentea peggiore (da 390 grammi di argento fino a 275 grammi)". (Cfr.: Federico ChabodLezioni di metodo storico, Roma-Bari, Laterza, 1978; Franco Cardini e Marina MontesanoStoria medievale, Firenze, Le Monnier Università, 2006)

    Premio Carlo Magno – L'élite integrazionista del Piano Kalergi premia Bergoglio

     Carlo Magno, difensore della liturgia e del Cristianesimo                         

    Ma l'inadeguatezza del premio e dell'accostamento si evince anche da altri clamorosi esempi: Carlo Magno, in merito alla riforma della Chiesa e per il bene stesso della Chiesa attuò una serie di provvedimenti per poter elevare, sia a livello qualitativo sia a livello comportamentale, il personale ecclesiastico. Egli, inoltre, era dell'idea che un insegnamento sbagliato dei testi sacri – sia teologico che grammaticale – avrebbe potuto portare alla perdizione dell'anima poiché avrebbe indotto a pregare e levare culto a Dio, in maniera non consonaCarlo Magno, pertanto, pretese la fissazione e la standardizzare della liturgia, con la reintroduzione del latino classicoMa Carlo Magno, fu anche – come noto – il fondatore della scuola palatina, proprio presso Aquisgrana.

     Scuole e abbazie in tutta Europa: binomio perfetto                                    

    In ogni angolo dell'Impero nacquero scuole a ridosso delle chiese e delle abbazie. Un sodalizio perfetto, questo, che portò cultura vera e benessere fisico e spirituale. Oggi invece si mette al bando perfino il crocifisso (10) e molti sacerdoti si sono addirittura convertiti all'europeismo, ignorandone i veri principi giudeo-massonici (kalergiani) e creando confusione e disorientamento tra gli stessi fedeli, in un festival di contraddizioni e luoghi comuni che fanno coincidere imperdonabilmente e paradossalmente l'Unione europea con l'unità degli europei nelle comuni rivendicazioni di equità e giustizia. Come mescolare il diavolo e l'acqua santa, insomma! Per capirlo, ad esempio, basta vedere le strategie e gli atteggiamenti adottati verso i drammi di paesi come Siria e Grecia.

    (10) vedi qui – L’Ignoranza, il prete, Martin e la Croce

    Europeismo - Martin Schulz - Crocifisso - PD

     La Giustizia secondo Carlo Magno e l'anti-giustizia europeista               

    In merito, poi, alla riforma della Giustizia Carlo Magno cercò di promulgare dei richiami vincolanti per tutti. Aborti giuridici protendenti per l'inviolabilità di intoccabili parassiti come quelli contemplati dall'UE in favore di istituzioni quali il MES (11) l'eurogendfor e dei loro rispettivi attori, all'epoca sarebbero stati giudicati semplicemente come folli vaneggiamenti, lontani anni luce da ogni principio di giustizia e dallo stesso diritto naturale. Evidentemente, poi, le leggi ad personam e l'introduzione ed abuso di distruttivi istituti figli della cultura liberale come prescrizione, decadenza e consuetudine (istituto che – ad esempio – salvò in Cassazione Carlo Azeglio Ciampi e Antonio Fazio dalla denuncia contro Tesoro e Bankitalia levata da parte del Professor Giacinto Auriti, per falso in bilancio, usura e induzione al suicidio in relazione al meccanismo di emissione truffaldino della lira a debito) non passarono mai neppure per l'anticamera del cervello del sovrano. Secondo me Carlo Magno, se fosse stato ancora tra noi mortali, oggi avrebbe sollevato non poche veementi obiezioni contro quest'Eurobranco di burattini. Altro che premi! Il sovrano avrebbe probabilmente scomodato gli eserciti contro i custodi europei dell'usura legalizzata e dell'imbastardimento programmato.

    (11) Vedi qui – L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     
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     Articoli in Allegato – Approfondimenti                                                                          

    L’Europa che ci rovina

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    25 Aprile e Nuovo Ordine Mondiale: le profezie di Padre Pio e Benedetto XV

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    Beni culturali e politiche illusioniste dell’Unione Europea

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    L’Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso Aleppo e i genocidi di cristiani

    Il Nobel per la Pace all’Unione europea? Una Vergogna, ma molto eloquente

    Le Verità nascoste sul Premio Nobel. Terza Parte. L’impostura OPAC

  • La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    Sabato, Giugno 13rd, 2015

     L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"   

    Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo 

    Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l'assenso  

    alla paneuropeizzazione programmata 

    Renzi propone incentivi ai comuni che ospiteranno i profughi:

    soldi pubblici in cambio dell'annullamento dell'identità

    del Paese e dell'invasione programmata all'indomani

    della Seconda Guerra Mondiale

    ► Video in allegato: il diabolico Piano Kalergi

     

    L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa" 
     
    Piano Kalergi - Terza Fase
     Dietro l'aggressione di Milano… un dramma che non si vuol vedere      
     

    Milano – di Sergio Basile, Direttore Qui Europa –  L'italiano medio ha un grande difetto, anzi due: reagisce solo dinanzi all'ultimo stadio di un disastro annunciato e ha la memoria corta. Riprogrammati dall'effetto monarch dei media, non ci si entusiasma più per le "sacre cause" della vita e della difesa dell'uomo e della famiglia; in compenso si raggiungono assurdi ed episodici picchi di polemica (di circostanza) destinati a svanire tra l'aroma del caffè ed un cornetto "all'italiana" il giorno dopo del grave fatto di turno… D'altronde questa società-gabbia è stata concepita in maniera tale da evitare il più possibile che il cittadino medio possa godere delle preziosissime ore di confronto e dibattito pubblico e libero, delle quali ciascuno avrebbe il diritto di godere, al pari dell'aria e dell'acqua.

     Lucio aveva ragione…                                                                                        

    Per dirla alla Lucio Battisti, bisognerebbe tornare ad "odiare i facili entusiasmi e le ideologie alla moda", concentrandoci sui drammi che stanno imperversando sulla nostra Penisola. Usura monetaria e bancaria da signoraggio (di primo e secondo livello: causa vera della cosiddetta "crisi economica") e iper-immigrazione di massa programmata (tra tutti). In tal senso l'ultima drammatica aggressione delle scorse ore, presso la stazione del Passante ferroviario a Milano, ai danni di un capotreno – che alla fine ha subito l'amputazione del braccio – assalito da due passeggeri extra-comunitario (sudamericani) sprovvisti di biglietto, dovrebbe farci pensare ed agire con piena consapevolezza e cognizione di causa.

    Piano Kalergi - Terza Fase

     Verso l'Eurafrica – Delinquenza in aumento…. e non solo                         

    La delinquenza in Italia è in aumento. La povertà indotta e dilagante non aiuta – anzi amplifica all'inverosimile il problema – e non aiuta neppure aprire i nostri confini a migliaia e migliaia di extra-comunitari provenienti dal sud del mondo in maniera indiscriminata e dissennata. Tra di essi ogni giorno si nascondono uomini in buona fede ma anche pericolosissimi delinquenti ed esaltati. Ogni giorno – statisticamente parlando – incameriamo la nostra quotidiana e "sana" dose di delinquenti e potenziali terroristi. Ovviamente la cosa non sembra preoccupare gli artefici occidentali dei giochi sporchi che stanno destabilizzando il Medioriente e l'Africa (e parte della stessa Asia), favorendo specularmente l'invasione dell'Europa, che tra qualche lustro potremmo ribattezzare ormai Eurafrica (vero obiettivo dei fans della paneuropeizzazione massonica del continente – vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte qui Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte qui Canale di Sicilia – 900 morti, ma nessuno dice la verità qui Assuefatti al male e alla menzogna, viviamo convinti del nulla dietro un branco di illusi e qui La verità sull’ISIS).

     Il Diabolico Piano Kalergi                                                                                 

    Molto abbiamo detto, negli ultimi 5 anni, sul diabolico Piano Kalergi e sulle reali dinamiche pianificate dalla giudeo-massoneria internazionale che stanno destabilizzando a livello sociale, culturale, economico e religioso il nostro amato "Bel Paese", con la complicità dei detentori del potere politico e di una parte della stessa "chiesa modernista" (con la "c" minuscola) che ai danni della Chiesa di Cristo (con la "C" maiuscola) sembra non vedere e non capire, trincerandosi dietro paroloni come "solidarietà" e "Vangelo". Senza capire – cioè fingendo di non capire – che si tratta in primis proprio di un attacco alle radici stesse del Cristianesimo/Cattolicesimo (vedi qui Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo).

    Piano Kalergi - Terza Fase

     L'ultima follia di Renzi: pagare i comuni per paneuropeizzare l'Italia   

    Ma in questa fase il governo "filo-kalergista" è andato oltre… passando a quella che potremmo definire la terza parte operativa del "Piano Kalergi": infatti l'ultima "illuminata" genialata del cosiddetto "premier", Matteo Renzi, ha davvero dell'incredibile: la promessa di incentivi economici (pubblici) ai Comuni che ospiteranno i profughi in fuga dall'Africa e dall'Asia. Pazzesco! La Lega Nord, per contro, ha annunciato per protesta il blocco delle prefetture, senza però – ancora una volta – svelare le radici vere e reali del problema, nel suo complesso (vedi qui Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio, che dimentica il Piano Kalergi). La solita demagogia!

     Il paradigma imprescindibile                                                                          

    Insomma, carissimi lettori, esiste un paradigma imprescindibile dal quale non possiamo scappare se vogliamo sopravvivere a tutto ciò: non ci potranno essere mai Pace e Prosperità (e vera Solidarietà) senza Giustizia; per contro non ci può essere Giustizia senza Verità. Sarebbe ora di cominciare a dire la Verità (con la "V" maiuscola), prendendo le distanze dai grandi architetti della paneuropeizzazione e dell'imbastardimento culturale e religioso programmato (vedi qui Assuefatti al male e alla menzogna, viviamo convinti del nulla dietro un branco di illusi e il video giù in allegato). Sarebbe ora di riconquistare quegli spazi sociali e/o parrocchiali e/o associativi per sensibilizzare chi vive nell'ignoranza ed è all'oscuro di questi folli progetti massonici di egemonia mondiale. Se non ora quando?

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa)   

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Video correlato                                                                                                  

     

     

     

     

     

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  • Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio, che dimentica il Piano Kalergi

    Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio, che dimentica il Piano Kalergi

    Venerdì,  Aprile 24th/ 2015    
     

    – Redazione Qui Europa –

    Redazione Quieuropa, Sbarchi, Fabbrice Leggeri, morte nel Mediterraneo, Unione Europea, Bruxelles, Matteo Renzi, denuncia a metà, Jean Cloude Juncker, regno Unito, Cameron 

    Sbarchi / UE – La denuncia a metà di Borghezio,

    che dimentica il Piano Kalergi

    Vertice straordinario Ue su sbarchi e morti: le chiacchiere di

    Bruxelles e le mezze verità di Borghezio

     

    Redazione Qui Europa

    Vertice UE - Morti Mediterraneo

     Sbarchi e morti – Le chiacchiere di Bruxelles                                               

    Bruxelles – "Sono contento di poter dire che il numero dei mezzi offerti oltrepassa le nostre aspettative e contribuirà a un'espansione significativa delle operazioni nel Mediterraneo. Aumenteremo i nostri sforzi per prevenire tragedie future". Questo il commento di stamane di Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, che ha rilasciato una dichiarazione all'Ansa, sui "risultati" – si fa per dire – del vertice Ue straordinario, in cui si è deciso soltanto di triplicare i fondi per l'operazione Triton e rafforzare i mezzi disponibili, con alcuni Stati – tra i quali il Regno Unito di Cameron – che si sono fatti avanti per mettere a disposizione navi e mezzi aerei, purchè sollevati da seccature ed ospitalità sgradite… L'Ue triplica le risorse di Triton, dunque, ma resta divisa sull'asilo e le politiche di accoglienza. Curioso e lapidario il commento del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker – parso piuttosto "deluso" – che ha ammesso di aver confidato in "un risultato più ambizioso"… (?). Che vorrà mai dire? "Le resistenze sono forti e resta la volontarietà (…) Il tema – ha dichiarato Juncker, capo dell'esecutivo UE – tornerà sul tavolo con l'Agenda per l'immigrazione che sarà presentata il 13 maggio e col prossimo summit Ue di giugno". Ma la morale della favola è ancora una volta piuttosto chiara: l'Italia dovrà continuare ad accumulare all'inverosimile questo immane flusso fuori controllo.

    Vertice UE - Morti Mediterraneo

     Sbarchi e vertice di Bruxelles – La flebile denuncia di Borghezio…         

    Successivamente l'eurodeputato della Lega Mario Borghezio, a conclusione del vertice, è intervenuto con un comunicato piuttosto "critico" – almeno di primo acchito – nei confronti del governo Renzi e dell'Europa, sulla questione iper-immigrazione e sui tragici eventi dei giorni scorsi (vedi qui Canale di Sicilia – 900 morti, ma nessuno dice la verità) e le centinaia e centinaia di nuove vittime finite in fondo al Mediterraneo, passato in pochi anni/decenni da "culla della civiltà" a "mare della morte" o "tomba della civiltà". L'attaco di Borghezio ha riguardato innanzitutto l'inconsistenza del semestre italiano UE sotto la guida di Matteo Renzi in materia sbarchi e iper-immigrazione di massa; poi l'indifferenza dell'Europa (dei banchieri – Ndr) ed infine le omissioni dei "nostri" (loro) rappresentanti istituzionali europeisti, meritevoli – a detta di Borghezio – di finire sotto inchiesta presso un tribunale internazionale.

    Vertice UE - Morti Mediterraneo

     Il comunicato integrale di Borghezio                                                             

    Ecco, nello specifico i termini del comunicato dell'eurodeputato leghista – in forma integrale – giunto presso la nostra redazione: "Come era facile prevedere, Renzi a Bruxelles non ha cavato un ragno dal buco, tolta la promessa di un po' di soldi in più per rafforzare 'Triton' e cioè per continuare e rafforzare l'arrivo di profughi e clandestiniUna débâcle della politica europea sull'immigrazione che vede i nostri partners europei chiusi ad ogni modifiche delle inique regole di Dublino che, colpevolmente, Renzi non ha saputo o voluto modificare durante il 'semestre italiano'. I leaders europei, a cominciare da quello italiano, dovrebbero rispondere per le loro omissioni ad un tribunale internazionale quali responsabili delle morti di centinaia di persone nelle acque del Mediterraneo !".

    Vertice UE - Morti Mediterraneo

     L'omissione di Mario Borghezio                                                                     

    Tutto condivisibile, anche se quel che stona enormemente in questo comunicato è la scarsa volontà di approfondimento dell'eurodeputato, che non dice una parola né sul diabolico Piano Kalergi, né sul disegno antico ed occulto di paneuropeizzazione del continente, né sulle reali origini che portarono alla creazione della stessa "Unione"  (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte e qui Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte) della quale lo stesso Borghezio, in un modo o nell'altro, è rappresentante, nonché stipendiato.. Eppure l'informato Borgherzio dovrebbe conoscere perfettamente questa scomoda realtà. Perchè allora egli si preoccupa tanto di denunciare le omissioni dell'UE e non spende alcuna parola in merito?

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