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Giorno: 16 Giugno 2018

  • Origini pagane della Kabbalah: pilastro della stregoneria moderna

    Origini pagane della Kabbalah: pilastro della stregoneria moderna

    Domenica, 17 giugno / 2018

    – Traduzione dell'originale inglese Cabala's Pagan Origins –

       a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

     Redazione Quieuropa, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte   

    Origini pagane della Kabbalah: pilastro

    della stregoneria moderna

    Dalla contaminazione dei costumi di Israele alla nascita

    della Cabala latina

     

                            «Il cabalismo è un sistema magico di misticismo ebraico,

                               ed è l'elemento fondante della stregoneria moderna.

      Virtualmente, tutte le grandi streghe e i maghi di questo secolo erano cabalisti»

                                 ( William J. Schnoebelen, The Dark Side of Freemasonry )

     

    Traduzione di Paolo Baroni, Centro San Giorgio

    Traduzione dell'originale Cabala's Pagan Origins, www.jesus-is-savior.com

    ORIGINI  PAGANE  DELLA  CABALA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa – La prostituzione d'Israele                   

    Gerusalemme, Babiloniatraduzioni a cura di Paolo Baroni / Centro San GiorgioSopra, foto grande, la seconda da sinistra: l'«Albero della Vita» della Kabbalah con le sephitot, le dieci emanazioni divineA seguito della divisione di Israele e della cattività assira delle tribù settentrionali, il regno meridionale di Giuda adottò le tradizioni pagane dell'antica nazione di Babilonia. Queste tradizioni, con i loro rituali associati – che includevano il sacrificio umano – provocarono il giudizio di Dio sul regno meridionale, giudizio che il profeta Geremia predisse inutilmente agli ebrei per un periodo di quarant'anni.

            I babilonesi distrussero Gerusalemme in tre tappe, dal 605 al 586 a. C.,

                               l'anno in cui il Tempio di Salomone fu distrutto

                                e gli ebrei sopravvissuti condotti in prigionia.

    Durante la cattività babilonese, il profeta Ezechiele continuò a biasimare Giuda per la sua apostasia dal Dio d'Israele e per la sua relazione amorosa con Babilonia. Notate, nel passo che segue, l'ammirazione degli ebrei per le immagini dei ricchi prìncipi babilonesi, brillantemente vestiti: «Ma essa (Gerusalemme) moltiplicò le prostituzioni. Vide uomini effigiati su una parete, figure di caldei, disegnati con il minio, con cinture ai fianchi, ampi turbanti in capo, dall'aspetto di grandi capi, rappresentanti i figli di Babilonia, originari di Caldea: essa se ne innamorò non appena li vide e inviò loro messaggeri in Caldea. I figli di Babilonia andarono da lei al letto degli amori e la contaminarono con le loro fornicazioni ed essa si contaminò con loro finché ne fu nauseata. Poiché aveva messo in pubblico le sue tresche e scoperto la sua nudità, anch'io mi allontanai da lei come mi ero allontanato dalla sorella» (Ez 23, 14-18). Inoltre, il regno di Giuda prese in prestito la sua adorazione partendo dal modello dei babilonesi di cui si era innamorato. Dunque Gerusalemme si infatuò dei caldei. Ezechia stesso si era compiaciuto delle lusinghe del re di Babilonia e si complimentò con i suoi ambasciatori davanti alla vista di tutti i suoi tesori (Is 39, 2).

      Contaminazione dei costumi di Gerusalemme        

    E le compiacenze aumentarono (v. 14); Gerusalemme si invaghì dei ritratti dei capitani babilonesi (vv. 15, 16), strinse un'alleanza con quel regno, lo invitò a stabilirsi a Gerusalemme, pensando probabilmente che i caldei avrebbero migliorato il genio della nazione ebraica rendendolo più garbato; ma i giudei presero per modello anche le loro immagini, i loro altari e i loro templi, e si avvalsero di queste cose nella loro adorazione. Dunque Gerusalemme cadde nell'iniquità a causa delle sue contaminazioni (v. 17), e scoprì la sua forte inclinazione all'idolatria (v. 18).

     Una dottrina segreta                                                       

    Secondo due fonti autorevoli, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), la fondatrice della Società Teosofica, e la Jewish Encyclopedia, gli ebrei acquisirono anche dai caldei le loro dottrine di misticismo orientale. Più tardi, esse furono sviluppate in un compendio scritto della letteratura esoterica noto come Qabbalah (o Kabbalah) ebraica, e nel Medioevo come Cabala latina. Ecco cosa scrive in merito la Blavatsky:

              «"Kabalah ebraica": la saggezza nascosta dei rabbini israeliti del Medioevo

    derivante dalle più antiche dottrine segrete concernenti le cose divine e la cosmogonia,

               che fu combinata in una teologia dopo la prigionia degli ebrei a Babilonia.

    Tutte le opere comprese nella categoria esoterica sono state chiamate "cabalistiche"» (1)

    Scrive l'assirologo francese François Lenormant (1837-1883) nella sua opera Chaldean Magic: Its Origin and Development (1877): «L'idea pitagorica dei poteri creativi dei numeri e delle lettere su cui si fonda il "Sefer Yetzirah", già nota ai tempi dei rabbini tannaitici (I-II secolo) […], era una vetusta concezione cabalistica. Infatti, la credenza nel potere magico delle lettere formano il Tetragrammaton (il sacro nome di Dio; N.d.T.) e gli altri nomi della divinità […] sembra essere stata originata nell'antica Caldea» (2) «Qualunque cosa fosse la Kabbalah teurgicica […], rimane il fatto che Abramo, e non un eroe talmudico come Akiba, si presenti in chiusura dello "Sefer Yetzirah" come il possessore della Saggezza dell'Alfabeto, il che indica un'antica tradizione, se non l'antichità del libro stesso […].

    (1) Cfr. H. P. Blavatsky, Theosophical Glossary («Glossario teosofico»), pag. 168; (2) Cfr. F. Lenormant, Chaldean Magic: Its Origin and Development («La magia caldea: le sue origini e sviluppo»), pagg. 29, 43.

     Sistema dualistico e gnosticismo                               

    Tutto il sistema dualistico di poteri buoni e malvagi, che risale prima al zoroastrismo e in seguito all'antica Caldea, può essere tracciato attraverso lo gnosticismo, influenzato dalla cosmologia della Kabbalah antica e da quella medievale […]. La condensazione graduale di una sostanza primitiva in una materia visibile, una dottrina fondamentale della Kabbalah, è […] alla base della concezione semitica di un "oceano originario", conosciuto presso i babilonesi come "Apsu" (3), e anche presso gli gnostici» (4).La tradizione religiosa caldea che fu abbracciata dagli ebrei apostati durante la loro cattività a Babilonia è stata tramandata oralmente alle generazioni successive. Secondo la Blavatsky, questi disseminatori della tradizione caldea nei pochi secoli prima di Cristo erano noti come Tanaim: «"Cabalista". Da Q B L H, Kabala, una tradizione non scritta o orale. Il cabalista è uno studioso della "scienza segreta", che interpreta il significato ignoto delle Sacre Scritture con l'aiuto della Kabala simbolica […]. I Tanaim furono i primi cabalisti fra gli ebrei; essi apparvero a Gerusalemme all’inizio del III secolo prima dell’era cristiana […]. Questa dottrina segreta è identica alla saggezza persiana, o "magia"» (5).

    (3) Cfr. M. Jastrow, The Religion of Babylonia and Assyria («La religione di Babilonia e dell'Assiria»). (4) Cfr. W. Anz, Die Frage nach dem Ursprung des Gnostizismus («Il problema dell'origine dello gnosticismo»), pag. 98. (5) Cfr. H. P. Blavatsky, op. cit., pag. 167.

     La "dottrina ricevuta" (nella versione dei cabalisti) 

    Il dizionario definisce la Cabala latina medievale come derivante dalla parola ebraica «qabblâ» che significa «dottrina ricevuta, tradizione, da "qibbl", ossia "da ricevere"». Secondo la Jewish Encyclopedia, i cabalisti affermano di avere ricevuto queste tradizioni orali non dagli antichi caldei, ma dai Patriarchi e dai Profeti «attraverso il potere dello Spirito Santo. Originariamente, la Kabbalah comprendeva tutto il sapere tradizionale, contraddistinto dalla Legge scritta (Toràh), e perciò incluso il profetico e agiografico libro della Bibbia che si suppone sia stato "ricevuto" attraverso il potere dello Spirito Santo piuttosto che come scritture provenienti dalla mano di Dio […]. Ogni dottrina “ricevuta” venne dichiarata tradizione dai Padri […], e si può far risalire ai Profeti o a Mosé sul Sinai […]. La caratteristica principale della Kabbalah è che, diversamente dalle Sacre Scritture, è affidata solamente a pochissimi eletti».

      La "dottrina (eretica) destinata a pochi eletti"         

    A causa della sua natura eretica, la Kabbalah non venne generalmente diffusa tra gli ebrei, ma rimase la «scienza segreta» degli israeliti «eletti». Che è come dire che solo certi ebrei furono ritenuti degni di poter comprendere gli insegnamenti nascosti nella Toràh scritta e, attraverso tecniche mistiche, di entrare in contatto diretto con «Dio». Queste pratiche comprendono:

                                                                         1

    La pronuncia rapida del «Santo Nome di Dio» (YHVH, o Tetragrammaton);

                                                                                                   2

                          La meditazione sulle dieci sephiroth dell'Albero della Vita,

                                          che si crede siano emanazioni di Dio;

                                                                         3

                L'apprendimento dell'uso delle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico

             ritenuto apportatore di un'energia che serve da fondamenta al cosmo;

                                                                         4

                         Trascendere le limitazioni spazio-temporali del mondo fisico

                per poter realizzare la propria «divinità interiore» (auto-deificazione)

                                               (principio del satanismo – Ndr)

    Questa «scienza segreta» è stata preservata dall'antichità fino al tempo presente da una fratellanza spirituale che avanza individualmente nei vari stadi di miglioramento intellettuale e nella buona conoscenza della (cosiddetta – Ndr) saggezza segreta, da «eletto» ad «adepto», da «saggio» ad «adepto nella grazia». Afferma la Jewish Encyclopedia: «Kabbalah […]. Questo termine designa la dottrina esoterica o mistica riguardante Dio e l'Universo, che si dice sia scesa come rivelazione ai santi eletti da un lontano passato, e preservata unicamente da pochi privilegiati. Dapprima, essa consisteva solamente in un sapere empirico, presunto, che assunse, sotto l'influenza della filosofia neoplatonica e neopitagorica, un carattere speculativo. Nel periodo geonico (IX secolo d. C.) essa entrò a far parte dei testi della Mishnah, come il "Sefer Yetzirah", e formò l'oggetto dello studio sistematico dell'eletto, detto "mekubbalim" o "ba'ale ha-Kabbalah" ("il possessore" o "l'esperto nella Kabbalah"). In seguito, esso ricevette il nome di "maskilim" ("il saggio"), dal passo di Daniele 12, 10. Inoltre, la Kabbalah viene chiamata "Hokmah nistarah" ("la saggezza ignota"), le cui iniziali ricevono il significato "adepto in grazia" (Qo 9, 11)»

    Traduzione a cura di Paolo Baroni, Centro Culturale San Giorgio

    Traduzione dell'originale Cabala's Pagan Origins, www.jesus-is-savior.com

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    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

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    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

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     Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Mons. Henry Delassus, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, massoneria, ecumenismo e mondialismo, Adolfo Crémieux, Magistero della Chiesa, condanna dello spirito americanista, Bergoglio, Pio VI, libertà assoluta della persona umana, libertà di pensiero, Gregorio XVI, Pio IX, separatismo tra stato e Chiesa, Leone XIII, liberalismo largo, tolleranza dogmatica, cosmopolitismo, mondialismo, globalizzazione,  infiltrandosi in ogni nazione, […

     

  • Migranti: quella strana sinergia che unisce Bergoglio, Bonino e Soros

    Migranti: quella strana sinergia che unisce Bergoglio, Bonino e Soros

    Sabato, 16 giugno / 2018 

    – di Danilo Quinto 

     Redazione Quieuropa,  Danilo Quinto,  Jorge Mario Bergoglio, Emma Bonino, Soros, copione 

    Migranti: quella strana sinergia che unisce

    Bergoglio, Bonino e Soros

    Sui migranti, Bergoglio dice le stesse cose di Bonino e Soros e

    della sinistra condannata dalla storia e anticristica

     

    di Danilo Quinto

    PIANO KALERGI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Uno strano fil rouge.. una bizzarra sinergia        

    Roma – di Danilo Quinto Inserendosi nel dibattito di questi giorni sulla nave Acquarius e sull’ineccepibile posizione assunta dal Governo italiano ed in particolare dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini, Bergoglio sostiene che “i migranti possono arricchire la nostra società”. Usa parole quasi identiche a quelle di Emma Bonino, titolare di una campagna politica dal titolo “Ero straniero, l'umanità che fa bene”, alla quale lo stesso Bergoglio ha dato la sua adesione (politica) – dopo averla definita, al pari di Giorgio Napolitano, “grande italiana” per la sua conoscenza delle questioni che riguardano l'Africa ed averla ricevuta in Vaticano più volte – e grazie alla quale la Bonino viene invitata in molte chiese di questo paese per dibattere sul tema e “ammaestrare le genti”. Se affermassi, come affermo, che i due – il papa e la leader del pensiero unico dominante – parlano e agiscono in modo sinergico, c'è qualcuno che potrebbe obiettare qualcosa? Non è singolare che il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra – come definiva il papa Santa Caterina da Siena – ed uso quest'espressione con qualche pudore rispetto al caso da esaminare, si trovi così allineato alle posizioni della Bonino e di George Soros?

     Bonino, Bilderberg & Co                                           

    Potremmo dire anche a quelle di Lilli Gruber – più volte invitata alle riunioni segrete del Club Bilderberg – che invita Salvini nella sua trasmissione con il proposito di togliergli la parola in continuazione, soprattutto quando il Ministro dell'Interno cita George Soros. Il grande speculatore finanziario internazionale – che ha dichiarato egli stesso alle Nazioni Unite il 19 settembre 2016, durante il summit dell’ONU sulle migrazioni, di finanziare i flussi migratori – deve essere protetto. Di quello che fa per destabilizzare il mondo, non si deve parlare. Così com'è necessario far credere che siano innocue le riunioni segrete del Club Bildeberg, nelle quali qualche parola viene sicuramente spesa sulla gestione del fenomeno migratorio, che interessa a tanti, troppi, perchè è un’arma formidabile per destabilizzare intere società. L'ha fatto la Bonino, ospite sempre della Gruber, a “Otto e mezzo” dell’8 febbraio 2018. Nei due minuti finali, con la conduttrice che la guarda attonita, dice:

                    “Se abbiamo finito, vorrei dire una cosa a lei.

                           La prossima volta che viene Travaglio,

       gli può spiegare che il Gruppo Bildeberg non è il Ku Klux Kan?"

    "No, perché io vengo accusata di aver partecipato una volta durante la crisi della mucca pazza. Magari se glielo dice e gli dice anche che lei ci va qualche volta, come Bernabè, come Gozi, come Fabiola Giannotti, come Maurizio Molinari. Il Ku Klux Kan è un’altra cosa! Glielo vuole dire, per favore?”. Il Vaticano l'ha ascoltata: all'ultima riunione che si è svolta a Torino ha inviato il Segretario di Stato, il cardinale Parolin. Se ci va la Chiesa, dev'essere una cosa buona, qualcuno dirà.

     Quale Chiesa?                                                              

    Quale Chiesa? Quella di Bergoglio, che è un'altra Chiesa, rispetto a quella fondata da Nostro Signore Gesù Cristo. Egli sa che i migranti o i poveri, in senso più lato, in quanto tali, non si salvano se non si convertono. Non chiede mai la loro conversione, però. Non dice mai una parola sulle opere di misericordia spirituale e non ricorda mai la frase di Cristo riportata nei Vangeli e rivolta al principe delle tenebre. Quando è solo nel deserto, per preparare la Sua missione tra gli uomini, il diavolo Lo tenta più volte. Una di queste volte, Gli dice: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Nostro Signore gli risponde: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,3-6). Dice Francesco d’Assisi, il rifondatore della Chiesa Cattolica, di cui Bergoglio ha preso il nome da papa: «Non sono più io che vivo. È Cristo che vive in me».

             La povertà del santo non è il fine. È un mezzo per operare la conversione,

                   offerto come esempio a colui che vuole imitare Gesù e cercare Dio.

    Non ha nulla a che fare con le ingiustizie e le diseguaglianze sociali o con la mancanza o lo sfruttamento del lavoro, condizioni e situazioni che l’umanità ha conosciuto lungo tutta la sua storia a causa del peccato originale. Condizioni che c’erano prima della venuta sulla terra di Cristo e che ci saranno sempre, fino alla fine dei tempi.

                             Dio manda nel mondo Suo figlio per salvare le anime,

                                          non per soddisfare i bisogni materiali.

    Gesù non è venuto nel mondo per togliere i poveri dalla loro condizione. È venuto per redimerli e infondere anche in loro il messaggio della salvezza. Francesco si veste della povertà evangelica, quella spirituale. La prima delle beatitudini:

                        «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»

                                                                (Mt, 5-3)

    Il concetto di povero è un concetto religioso, non mondano. Non riguarda la situazione sociale o le condizioni materiali della povertà, ma quelle spirituali. Era già presente nell’Antico Testamento: «Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell'ira del Signore» (Sof. 2,3). Il povero è colui che davanti a Dio si mette a nudo, vestito solo della sua umiltà, che non propone nessun merito davanti al Signore, che fa penitenza e confida nella Sua misericordia per essere salvato.

     Bergoglio queste cose le sa?                                    

    Bergoglio queste cose le sa? Certo che le sa, ma egli – dalle strategie mediatiche adottate, vicine a quelle di personaggi come Bonino e Soros – Ndr – dimostra di non avere alcuna intenzione di custodire e tramandare la fede. Non intende convertire, come più volte ha dichiarato. Non intende proporre – come suo primo dovere – gli insegnamenti di Cristo. Egli sembra voglia fare – in sostanza – politica. Mera politica.

                                  Una politica buonista, di sinistra, anticristica,

                                               che la storia ha condannato.

    I suoi “alleati” – del resto – non sono i poveri o i migranti. Sono coloro – come la Bonino e Soros – che attraverso i poveri e i migranti vogliono trarre profitto per la loro azione politica e per costruire una società che faccia a meno di Cristo.

    Danilo Quinto (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Un messaggio personale a lettori e amici             

    Messaggio personale ai lettori e ai miei amici – Lunedì 18 giugno sarò presente a Roma all'ennesima udienza del processo che sto subendo per diffamazione su denuncia da parte dei radicali per le parole “servo sciocco” scritte in corsivo nel mio primo libro di 6 anni fa e per un'altra frase in cui spiegavo come Pannella intervenisse nei rapporti privati tra le persone. Di fronte a questa persecuzione giudiziaria, chiedo a chi vuole una preghiera e a chi può di aiutarmi ad affrontare le spese per la mia difesa, perchè non mi hanno concesso il patrocinio gratuito. Il mio cc è su UNICREDIT intestato Pasquale Quinto IBAN IT 22 I 02008 67171 000104880997. Per i versamenti dall’estero: Codice BIC/SWIFT UNCRITM1B88. Grazie.

    Un caro saluto, Danilo Quinto

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  • Moneta-debito: come un tappeto mobile che funziona al contrario

    Moneta-debito: come un tappeto mobile che funziona al contrario

    Sabato, 16 giugno / 2018 

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia  

     Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Moneta-debito, tappeto mobile, valore, tempo 

    Moneta-debito: come un tappeto mobile che

    funziona al contrario

    Il tappeto mobile, come la moneta, deve servire la gente, agevolandone

    il cammino. Se funziona al contrario, come la moneta-debito, esso

    condanna gli individui incapaci a reggere il passo imposto

    e annulla gli sforzi di tutti gli altri

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia

    MONETA-DEBITO: UN TAPPETO MOBILE CHE FUNZIONA AL CONTRARIO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Percepire il valore dallo spostamento delle cose 

    Roma – di Nicola Arena Lo scandire del tempo lo percepiamo dagli spostamenti degli oggetti o delle persone attraverso lo spazio. Abbiamo spiegato in altre occasioni che

                             il valore è tempo oggettivato in un simbolo.

                              Come possiamo quindi percepire il valore

                                     dallo spostamento delle cose?

              Lo possiamo percepire mettendo in relazione alcuni oggetti

          molto diversi fra loro nelle funzioni, nella forma e nel contenuto.

    Nell’era tecnologica dove si produce un’infinità di prodotti, molti sono inutili, altri superflui ma ce ne sono tanti che sono davvero pratici per il miglioramento della vita sociale. Uno di questi il marciapiede mobile, noto anche come tappeto mobile: è un dispositivo che permette il trasporto di persone fra due punti allo stesso o a diverso livello. Il marciapiede mobile è dotato di una superficie piana, mossa da un motore elettrico che utilizza il principio del nastro trasportatore applicato come mezzo di trasporto pubblico urbano. È usato diffusamente negli aeroporti e nelle stazioni delle grandi metropolitane. È molto funzionale nei casi in cui è necessario far defluire molte persone in spazi ristretti, poiché in questo caso la velocità delle persone stesse è ridotta a causa della folla. Per non urtarsi, i singoli pedoni in marcia devono, infatti, mantenere una distanza minima e sono costrette a camminare a zig zag perciò tendono a variare la loro velocità, causando un rallentamento a catena di chi li segue. Invece la velocità costante del marciapiede mobile, anche se modesta, risolve questo problema. Ci siamo soffermati nella descrizione di quest’oggetto perché in esso possiamo notare degli aspetti di natura sociologica, infatti, il marciapiede mobile è quello che descrive vari aspetti della vita quotidianamente vissuta dalle persone in movimento. Osservandone il suo funzionamento notiamo lo scandire del tempo attraverso la velocità, lo spostamento dei corpi da un punto a un altro dello spazio. Il tempo di vita vissuto dalle persone è percepito, da un osservatore esterno, attraverso uno spazio percorso.

     Il tappeto mobile e la moneta                                  

    Stavolta vogliamo porre in parallelo alcune prerogative del marciapiede mobile e dello strumento monetario. Cos’hanno in comune questi due oggetti così diversi fra loro? Il primo è logicamente creato per facilitare il benessere della gente, permette di velocizzare del doppio la marcia a piedi e accorciare i tempi facendo impiegare meno sforzo fisico e mentale per raggiungere la meta. Il tappeto mobile è a disposizione di tutti quelli che lo usano, permette a chi cammina di raddoppiare la propria velocità, nelle soste comunque fa continuare il proprio cammino. Per chi non riesce a camminare con le proprie gambe o che ci riesce con enorme fatica, il t.m. è un ausilio molto importante. In tutto questo ragionamento elementare non emerge una prerogativa dell’oggetto descritto, ovverosia quella di funzionare nella stessa direzione di marcia dei passeggeri. E’ ovvio direte. Le cose ovvie però spesso devono essere valutate, altrimenti non si possono notare nella loro importanza. Riepilogando:

              il tappeto deve servire la gente e per farlo deve agevolarne il cammino.

                                        E' stato investito per questo motivo

     E se funziona al contrario?                                       

    Pensiamo per un attimo a un tappeto mobile che funzioni al contrario della direzione prescelta. E pensiamo che la gente sia obbligata a doverlo usare. Pensiamo anche a una situazione in cui per legge non ci si possa spostare su un’altra strada e camminare liberamente fuori da quello strumento.

                                            Esso annullerebbe la nostra velocità,

            ci costringerebbe a raddoppiare il lavoro per mantenere un ritmo normale,

    quando subentrerebbe la stanchezza, la sosta diventerebbe un motivo di sconforto,

             perché farebbe compiere il percorso inverso, vanificando la doppia fatica

                            e costringendo ad altri sforzi per continuare il camino.

    Un tappeto mobile così concepito non darebbe alcuna possibilità alle persone anziane, ai disabili e ai bambini piccoli e comunque a tutti coloro che non hanno la forza di raggiungere con tranquillità la meta, alcuna possibilità di poter esprimere le proprie capacità e rivendicare la dignità di esseri umani. Il tempo di vita impiegato per lavorare e andare avanti sarebbe vanificato, sacrificando il proprio tempo da dedicare a noi stessi e al prossimo.

     Moneta-debito e annullamento del tempo di lavoro  

    In tutto questo ragionamento cosa c’entra la moneta? La moneta è anch’essa uno strumento, il cui valore risiede nella previsione dell’uomo di poter comprare un oggetto che gli dia benessere. La moneta quindi è un contenitore di valore previsionale. Come tutti gli oggetti dovrebbero essere costruiti per soddisfare il benessere dell’uomo, quindi anche la moneta dovrebbe seguire questo ragionamento logico. Invece

           la quasi totalità delle persone ignora che la moneta nasca come debito.

    Ora cosa significa che nasce come debito? Intanto dobbiamo dire che per sua natura la moneta essendo un’unità di misura del valore è essa stessa una parte di valore dell’oggetto che deve misurare. In pratica la moneta raddoppia specularmente il valore di tutti gli oggetti presenti e che richiedono essere acquistati. La sua creazione a debito, però, da parte delle banche centrali, realizza una mostruosa truffa perché annulla la proprietà dei beni e comporta il fatto di dover produrre il doppio degli oggetti per riuscire ad ottenere il valore iniziale. La moneta debito quindi annulla il tempo di lavoro delle persone per produrre quegli oggetti. Il discorso forse comincia ad essere più interessante. La moneta permette di scambiare le merci e il loro spostamento dal punto di fabbricazione alle nostre case.

     Moneta-debito ed effetto dell'interesse                        

    Se aggiungiamo al debito, anche un aggravio degli interessi è come aumentare la velocità al contrario del t.m. Affermava il professor Auriti

           Il contribuente si illude che il prelievo fiscale sia utilizzato per le funzioni dello Stato,

                            la verità è invece che in buona parte va a finirenelle tasche

                                               degli azionisti della banca centrale

                                                             ( Giacinto Auriti )

    Da un lato, quindi, bisogna lavorare il doppio dall’altro, bisogna aggiungere altro lavoro per pagare gli interessi.

           La moneta debito quindi annulla il nostro cammino e ci riporta indietro di altrettanto.

                             E nelle soste? Come nella sosta sul t.m. che ruota al contrario,

                        le tasse non fanno altro che aumentare la velocità al contrario del t.m.

                                                e sottrarci parte del lavoro guadagnato

                               facendo diminuire costantemente il nostro valore prodotto,

                                               costringendoci a lavorare ulteriormente

                                   per recuperare quel valore che già avevamo raggiunto.

     3 servi fedeli dei banchieri che oscurano il cammino 

    Cosa accadrebbe invece se la gente si rendesse conto della truffa monetaria in atto? Ognuno di noi prenderebbe spontaneamente la strada propria, abbandonando le imposizioni che ci sono state cucite addosso dai padroni del denaro e dai loro servi fedeli che, forse, non tutti conoscono e che possiamo racchiudere in tre categorie principali: i politici (di qualsiasi schieramento che abbia visibilità mediatica), gli economisti, che vediamo scorrazzare nelle televisioni, fornendoci le ricette economiche sempre però rimanendo all’interno del sistema del debito, e i giornalisti prezzolati che fanno da collante fra le altre due categorie.

                               Il popolo non ha quindi nemmeno gli strumenti percettivi

                                                        per comprenderne la truffa.

    Non ha punti di rifermento per capire  (come sopra un t.m. dentro una galleria buia). Speriamo di aver prodotto altri elementi di riflessione e che possano suscitare quella curiosità necessaria per comprendere l’essenza ovvia delle cose che ci circondano. Attraverso questa percezione possiamo scoprire che la bellezza del nostro mondo dipende dalla capacità di riconoscere e discernere la verità dalla menzogna, la differenza fra un tappeto mobile che va nella giusta direzione o in quella contraria, la differenza che c’è fra la moneta debito che ostacola, affanna e impoverisce fino ad annullare la dignità umana, e la moneta proprietà che nasce come dono e come giusto corrispettivo per una prestazione resa. La moneta proprietà ci farebbe guadagnare parte del tempo della nostra vita che potremmo impiegare per stare insieme e aiutare gli altri e per noi stessi, assaporando il piacere della preghiera in un ambiente puro e incontaminato dei nostri pensieri.

    Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Video – B.A.R. – Buono Agevevolaz. Reddituale 

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=mh1J-WOrTjI

    2 lug 2017 Intervista B.A.R. – Sergio Basile e Nicola Arena

     

     

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    Lunedì,  Luglio 28th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Diritto societario, Società, Azioni, borsa valori, mercato azionario, multinazionali, la lezione di Giacinto Auriti, TTIP, Accentramento globale, società per azioni o – per meglio dire – di gruppi di società anonime, moneta sottovalutata, sistemi valutari, sistemi monetari, incorporare i valori monetari, Wall Street e la City of London  Il trucco delle […]

    Moneta-Convenzione: Spirito e Materia – L’inganno delle Criptovalute

    Moneta-Convenzione: Spirito e Materia – L’inganno delle Criptovalute

    Martedì, 24 ottobre / 2017  – di Nicola Arena / Sete di Giustizia –  Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Spirito e Materia, moneta convenzionale  Moneta-Convenzione: Spirito e Materia Il simbolo trasposto nella materia ci permette di percepire l'essenza spirituale con i nostri sensi e realizza il diritto: un altro motivo per detestare le cripto-valute   di […]

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Lunedì, 23 Gennaio/ 2017    di Nicola Arena e Sergio Basile / Sete di Giustizia  Redazione Quieuropa, sistema bancario, Nicola Arena, Sergio Basile, Sete di Giustizia, moneta, Bit-coin  Bit-coin: l'apoteosi dell'astrazione e del nulla, la perfetta moneta satanica L'ultima frontiera della schiavitù monetaria passa per l'impulso di un computer                […]

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

    Sabato, 7 ottobre / 2017  di Patrizia Arcana / gamerlandia.net  Redazione Quieuropa, Patrizia Arcana, Socialismo, Blockchain, Sistema bancario, trappola  Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo L'arma nuova dello gnosticismo e socialismo-massonico: alleanza bilaterale tra governo a carattere confiscatorio  e tecnologia pervasiva di sorveglianza   di Patrizia Arcana                 […]

    L’uomo sottomesso all’oggetto moneta

    L’uomo sottomesso all’oggetto moneta

    Mercoledì, 23 agosto/ 2017  di Nicola Arena, Sete di Giustizia  Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Giacinto  Auriti,  Nicola Arena, Moneta  Debito, creazione del valore, criptovalute   L'uomo sottomesso all'oggetto moneta Il grande paradosso della mancanza di danaro nell'odierna società e la grandissima balla delle criptovalute   di Nicola Arena, Sete di Giustizia       […]

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

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    Venerdì, Maggio 9th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, professor Giacinto Auriti, Stampa del denaro a costo nullo, trucco tipografico, Teoria del Valore Indotto della Moneta,  Valore Indotto, simbolo di costo nullo, reddito di cittadinanza, sopravvivenza propria, male autoprodotto, giustificabili agli occhi di Dio, signoraggio bancario, banconota di 100 euro, simbolo di costo nullo, conferiamo il […]

    Giacinto Auriti – L’uomo che distrusse la logica massonica delle lobby

    Giacinto Auriti – L’uomo che distrusse la logica massonica delle lobby

    Venerdì,  Ottobre 31st/ 2014       – di Don Floriano Pellegrini e  Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Sergio Basile, Giacinto Auriti, reddito di cittadinanza, logica delle lobby, globalizzazione, democrazia, sistema bancario internazionale, fede all'ateismo, proprietà popolare della moneta, la via del debito e del controllo totale, la massificazione dei popoli, Vladimir Putin, ritratto politico […]

    Modello Blackrock e Accentramento Mondiale – La Profezia di Giacinto Auriti

    Modello Blackrock e Accentramento Mondiale – La Profezia di Giacinto Auriti

    Mercoledì,  Aprile 16th/ 2014 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile  – De Benedetti, Sorgenia, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Banco Popolare, Ignazio Visco, Bankitalia, CIR, Fabio Pavesi, Sole 24 Ore, Vado Ligure, Blackrock, Larry Fink, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Spa, fantasma giuridico, riforma del diritto commerciale greco, accentramento di tutte le ricchezze mondiali […]

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Cabala, Moneta Debito, satanismo, magia, schiavitù  Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli Il nesso fondamentale tra cabala e pane quotidiano è costituito dal denaro ed in particolare dal meccanismo di creazione […]

    III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri?

    III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri?

    Lunedì, 31 Ottobre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Medici, San Tommaso d'Aquino, Dante Alighieri  III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri? Lo snaturamento dello strumento denaro: origini e cause dell'usura in San Tommaso d'Aquino e Dante […]

    Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino

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    Martedì,  Luglio 29th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, sionismo-ebraico, ebraismo sionista, messianesimo terreno, comunismo, ebraismo moderno, sionismo, arma economico finanziaria per la conquista del mondo, controllo dell'oro e delle ricchezze, titoli di stato del debito pubblico e moneta debito, rabbino Waton  Il Sionismo e l'arma economico-finanziaria Dichiarazioni del rabbino Waton sui titoli di […]