Qui Europa

Giorno: 15 Febbraio 2014

  • Una Casa si costruisce assieme – L’esperienza del Circolo Culturale San Francesco

    Una Casa si costruisce assieme – L’esperienza del Circolo Culturale San Francesco

    Sabato, Febbraio 15th/ 2014

    – di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile –

    Padre Piotr Anzulewicz, Sergio Basile, Circolo Culturale San Francesco, Catanzaro, Convento "Sacro Cuore" Catanzaro, Esperienza, Papa Francesco, Disinformazione di massa, Annullamento di ogni spirito critico 

    Una Casa si costruisce assieme  L'esperienza del

    Circolo Culturale San Francesco

    Comunione: un luogo spirituale e fisico per moltiplicare, lungo

    il cammino, ciò che mettiamo a disposizione degli altri

    Catanzaro – Nasce il Circolo Culturale San Francesco: 

    dialogo e confronto contro la disinformazione di

    massa che il sistema alimenta per annullare

    ogni spirito critico 

     

    di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile

    Catanzaro - Circolo Culturale San Francesco

     Il Signore ha compassione di noi uomini                                                           

    Catanzaro – Oggi, Sabato della 5a settimana del tempo ordinario, la Chiesa ricorda il Beato Michele Sopocko, sacerdote, morto il 15 febbraio 1975 e beatificato nel 2008. La riflessione e le parole sull'importanza della comunione prununciate ieri da Papa Francesco – "l'uomo è portato ad accusare l’altro e a giustificare se stesso: istinto che sta all’origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e a chiedere scusa" – si ricollegano alle letture di oggi (1Re 12,26-32; 13,33-34   Sal 105   Mc 8,1-10). La frase emblematica in tal senso recita: "Il Signore ha compassione di noi uomini". Egli sa bene che la vita è un cammino impegnativo e, lontani da Lui, possiamo mancare per strada, perdere il sentiero, smarrire la direzione giusta. E allora ci offre un pane per il cammino (l'Eucarestia), un nutrimento per tornare alle nostre case, al luogo del ristoro, alla meta ultima. Ma la comunione (intesa anche come condivisione e confronto) sono elementi imprescindibili anche anche al di fuori delle nostre famiglie e dei nostri tradizionali luoghi di lavoro.

     Eucarestia e "Comunione"                                                                                      

    Possiamo definire la comunione (sia intesa come Santa Eucarestia che come concordia e condivisione) dunque come un pane del cammino che scende nel nostro cuore e si moltiplica a partire da ciò che mettiamo a disposizione degli altri. Solo così il cristiano può comprendere il senso più profondo del sacrificio di Cristo ed il miracolo della transustansazione. Il Signore, dunque, con il Suo Corpo e con la Sua presenza spirituale amplifica e moltiplica la nostra generosità, il nostro pane condiviso, la gioia di stare insieme nella verità. Ma ciò evidentemente richiede una grande responsabilità: siamo noi – su mandato dello stesso Gesù – a sfamare la folla, a permettere ad altri di camminare verso casa, ma ad una condizione, mettere in gioco tutto quello che siamo, fino alla fine, fino all'ultimo respiro. Ed è questo il segreto dei santi: peccatori dotati di buona volontà e perseveranza, capaci di rialzarsi dalle cadute e crescere in questa spirito e tenendo sempre dinnanzi a loro questa missione, a prescindere dalla propria condizione sociale ed alla propria età… Proprio in questo modo comprendeva il suo ultimo ministero il Beato di oggi, Michele Sopocko: «Anche la vecchiaia bisogna trattare – scriveva nel suo Diario – come la vocazione a un amore più grande verso Dio e verso il prossimo. Dio ha dei piani nuovi nei confronti degli anziani: vuole andare nel profondo dell’uomo attraverso la rivelazione della sua vita interiore faccia a faccia». Là tutto si sta preparando, tutto si decide, tutto si gioca. Guai a noi se mettiamo in gioco la nostra fede solo a metà, se, davanti alla folla affamata, scarichiamo le responsabilità su Dio e sugli altri. A noi è chiesto di sfamare le folle di cui Dio ha compassione. E non abbiamo di che temere, una volta condiviso il pane – come ci insegna Gesù nel Vangelo – ne avanzeremo sette sporte: ciò che avremo interamente donato, ci sarà restituito cento volte tanto.

     Una Casa si costruisce assieme                                                                              

    Chiediamo oggi al Signore che risvegli o aumenti la nostra compassione, il nostro amore quotidiano. «Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano!». È un suggerimento per la preghiera che Papa Francesco, ispirandosi al Padre Nostro, ha voluto dare ai fidanzati di tutto il mondo ieri mattina, nel contesto dell’incontro «La gioia del Sì per sempre», promosso nel giorno di San Valentino dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Rispondendo alle domande di tre coppie, il Papa ha fatto un quadro della società contemporanea: «oggi tutto cambia rapidamente – ha detto – niente dura a lungo». Eppure, l’amore è una relazione, «è una realtà che cresce (…), che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli. (…) Costruire – ha proseguito – significa anche favorire e aiutare la crescita».

    Catanzaro - Circolo Culturale San Francesco

     L'esperienza del Circolo Culturale San Francesco                                          

    Oggi, quanto alla nostra comune esperienza, in collaborazione con la redazione dell'Osservatorio "Qui Europa", con volontari, uomini e donne di buona volontà e dei confratelli francescani del convento del "Sacro Cuore" (Catanzaro Lido) non temiamo di favorire, nel contempo, la costruzione di quella casa che è diventata – e sta diventando – il "Circolo Culturale San Francesco", e – sempre insieme – di fondarla «sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio». Aiutare la sua crescita è nostro dovere, così che sia luogo di condivisione, di speranza, di sostegno, di socializzazione, di fratellanza, di verità, di preghiera. Una casa che sia stabile! Non dobbiamo lasciarci vincere dalla «cultura del provvisorio! Questa cultura – come ha affermato Papa Francescoche oggi ci invade tutti, questa cultura del provvisorio. Questo non va!».

     E' importante costruire insieme                                                                            

    Non va il disinteresse. È fondamentale la “cura” giorno per giorno, un cammino quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, d’impegno. È importante stare insieme e insieme costruire, con amore e cortesia. «Il Signore saprà poi moltiplicare” il nostro impegno comune, il nostro amore, e donarlo “fresco e buono ogni giorno”, perché “ne ha una riserva infinita”, “lo rinnova”, “lo rafforza” e “lo rende ancora più grande”.

     Un luogo di confronto – senza compromessi e condizionamenti              

    «Ma sentite bene questo – ha detto Papa Francesco saper entrare con cortesia nella vita degli altri non è facile! Non è facile! A volte invece si usano maniere un po’ pesanti! L’amore vero non si impone con durezza e aggressività. (…) Nel nostro mondo, spesso violento e arrogante, c’è bisogno di molta più cortesia. (…) È importante tenere viva la coscienza che l’altra persona è un dono di Dio e ai doni di Dio si dice: "Grazie!". Ai doni di Dio si dice: Grazie! E in questo atteggiamento interiore dirsi grazie a vicenda, per ogni cosa». In tal senso il nostro augurio è che in ogni regione, in ogni provincia ed in ogni città/paese possano nascere esperienze simili, luoghi di confronto che possano trasformarsi in centri di crescita morale e di riscatto sociale "liberi" ed alieni da ogni condizionamento e compromesso e/o laccio sociale e politico. Un luogo dove confrontarsi liberamente e cercare di contrastare la disinformazione sistematica che i media oggi stanno imponendo alle nostre comunità sociali per impedirci di alzare la testa e focalizzare il cuore dei problemi che ci sormontano, umiliano e disintegrano.

    Padre Piotr Anzulewicz, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    ​Circolo Culturale San Francesco – Convento Francescano "Sacro Cuore" – CZ Lido

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  • Italia – Cia e Consegna Straordinaria di Elementi Ostili

    Italia – Cia e Consegna Straordinaria di Elementi Ostili

    Sabato, Febbraio 15th/ 2014

    – Vincenzo Mannello –

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Abu Omar, Iman egiziano di Milano, Rapimento, Vincenzo Mannello, Pensa e Scrivi di "Qui Europa", Roma, Milano, El Cairo, CIA, Barack Obama, Premio Nobel per la Pace, Usa, Mossad, Base Usa di Aviano, Occupazione Italia, Generale Vileda 

    Italia  Cia e Consegna Straordinaria di

    elementi ostili

    La "Guerra al Terrorismo" ha le proprie necessità,

    specie nella colonia Italia

    Video – Caso Abu Omar / CIA

     

    di Vincenzo Mannello

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Colonialismo USA - Abu Omar - Prelevamento elementi ostili

     Fanne quel che vuoi… purchè spariscano                                                          

    Roma, Milano, El Cairo – Ora è appuratamente "costituzionale"! Trattiamo di "terrorismo" o di presunto tale. Lo ha stabilito la Suprema Corte nelle motivazioni relative al processo per il rapimento di Abu Omar. Per chi non lo ricordasse l'imam egiziano di Milano venne "prelevato" da 10 agenti della Cia, supportati dai servizi segreti italiani, in pieno centro città. Subito dopo condotto alla base Usa di Aviano, caricato su un aereo, venne portato in Egitto. Lì gli americani ,fruendo di carceri e carcerieri egiziani, ebbero mano libera (nel vero senso della parola) per interrogarlo: ovviamente torturandolo. I fatti sono del 2003 ma, si sa, la "giustizia" italiana ha i suoi tempi. La magistratura, presa da un sussulto "garantista", aprì un procedimento contro i servizi segreti dello zio Sam e del suo domestico governo tricolore. Incriminò e condannò, in varia sede, 23 agenti Cia e diversi funzionari dell'italico Sismi per rapimento. Gli yankees si sono persi per strada, figuriamoci quanto se ne sono fregati delle sentenze di condanna in Italia. I nostri 00(7) sono stati in parte condannati in parte assolti. Tutti, con il sostegno dei vari governi, si sono appellati al solito "segreto di stato". Ed ora, con le motivazioni della Corte Costituzionale, ecco recepite le regole della democrazia occidentale: "pare arduo negare che la copertura del segreto si proietti su tutti i fatti (…) anche riguardanti le renditions ed il sequestro Abu Omar. Ciò, ovviamente, a condizione che gli atti ed i comportamenti degli agenti siano oggettivamente orientati alla tutela della sicurezza dello Stato". Capito bene? Siamo sicuri?

     La Consegna Straordinaria di Elementi ostili                                                     

    Da ieri, in Italia, è ufficialmente possibile la "consegna straordinaria di elementi ostili". Per consegnare occorre prelevare, quindi qualunque "cattivone" potrà essere fermato, imballato e recapitato a domicilio agli "amici degli amici" della Cia e del MossadOvunque e dovunque, senza confini e rogne di legge. E certo! La guerra al terrorismo ha le proprie "necessità": tutti intercettati, tutti sorvegliati, molti rapiti, pochi processati, tantissimi assassinati. È così che si difende la democrazia… parola di Barack Obama, premio "Nobel per la Pace"! Potevamo noi italiani restare indietro rispetto ai nostri padroni Usa? Non sia mai! Però ora, con il pieno conforto della sentenza Abu Omar, basta siano un "pericolo per lo Stato" e possono sparire impunemente tutti i sospettatiLa magistratura italiana, così efficiente dall'aver tuonato sui "desaparecidos" argentini, ha di fatto riconosciuto la validità della norma applicata dal buon generale Videla: "fanne quel che vuoi, purché spariscano!".

    Vincenzo Mannello

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      Video e Articoli in allegato – Approfondimenti                                                               

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    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

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    Mercoledì, Ottobre 2nd/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Obama, Letta, Berlusconi, Missioni di Pace, guerra in Afganistan, Siria, Regno Unito, ONU, Casa Bianca, Grand Old Party, ‘shutdown’, Libano, Kossovo, Somalia, HOMO POLITICUS, CNEL, Eurostat  Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati  La fine del modo di fare politica dei vari Obama, […]

    Putin – Missili in Giardino

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    Mercoledì, Novembre 18th/ 2013 – di Vincenzo Mannello –  Unione Europea, Mosca, Kaliningrad, Missili in giardino, Potin, Obama, Polonia, Lituania, Vincenzo Mannello, Sigonella, Sicilia, Muos, Giardino d'Europa  Putin – Missili nel Giardino Privato di Obama: l'Europa Putin legittimamente piazza tra Polonia e Lituania batterie di missili iskander. I Padroni Usa del "Giardino Europa" non ci stanno     di Vincenzo […]

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    Venerdì,  Novembre 8th/ 2013 – di Don Gaetano Rocca  –     Direttore Ufficio Pastorale del Lavoro, Diocesi di Catanzaro-Squillace Europa, Usa, Italia, Washington, Debito, Società dei debiti, Debtocracy, 800 mila dipendenti federali lasciati a casa, Pil Mondiale, Nessuna speranza per il futuro  Debtocracy e Modello Usa: un gioco a perdere Usa: 800mila federali lasciati a casa. 60mila […]

    Italia? Un Arsenale Atomico, al servizio dei Padroni USA

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    Martedì, Agosto 20th/ 2013  – di Sergio Basile – Italia,Usa, Bombe atomiche, Base NATO di Aviano, Base NATO di Ghedi, Hiroshima, Anniversario dello sgancio della bamba atomica, Le Rivelazioni del Guardian, Giapiria e Medioriente, Imperialismo USA e sionismo, Ue, Silenzio dell'Unione europea, John Ross, Little Boy, Bruciamo i libri di storia, Menzogne di stato, F-35, Seconda […]

    Damasco – La Casta del Datagate impartisce lezioni di Democrazia

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    Lunedì,  Ottobre 28th/ 2013 – Redazione Qui Europa – Italia, Siria, Jihadisti, Mercenari, Assad, Damasco, Washington, Datagate, John Kerry, Hauge, Parigi, Elezioni politiche 2014,San Paolo   Damasco – La Casta del Datagate impartisce lezioni di Democrazia Usa – Pressioni di Kerry sull'opinione pubblica siriana:  “Se Assad sarà rieletto nel 2014 la guerra in Siria continuerà”. Londra appoggia Washington […]

    Datagate e Consiglio Ue – Stonature Merkel, Hollande e Cameron

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    Venerdì, Ottobre 25th/2013   – Redazione Qui Europa –   Bruxelles, Datagate, Snowden, Usa, Accordo di libero scambio con gli Usa, Consiglio Europeo, Bruxelles, Cameron, Merkel, Hollande, Usa, Parigi, Berlino, Londra, Washington, Leader europei, intercettazioni, cellulare della Merkel, Intelligence Usa, Moneta unica Mondiale, Nuovo Ordine Mondiale    Datagate e Consiglio Ue – Stonature Merkel, Hollande e Cameron […]

    11/9 – Oltre il Sonno della Menzogna e l’Ira del Nemico

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    Mercoledì, Settembre 11th/ 2013 – di Padre Piotr Anzulewicz –  Roma, Piazza San Pietro, Siria, Damasco, Papa Francesco, Vangelo, Catanzaro, Padre Piotr Anzulewicz, Sacro Cuore Catanzaro, Twin Towers, 11 Settembre 2001, Attentato alle Torri Gemelle, Eucarestia, Il Linguaggio dei Poveri, Oltre il Sonno della menzogna, l'Ira del nemico, Basta Ipocrisie, Qualcosa da Sperare, L'Aurora che non Conosce […]

    Obama Sminuisce Orwell 2013 e Annulla il Bilaterale con Putin

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    Mercoledì, Agosto 7th/ 2013   – Sergio Basile – Edward Snowden, Vladimir Putin, Julian Assange, Barack Obama, Casa Bianca, USA, Russia, Washington, Mosca, olimpiadi Invernali, Schiavi Moderni, Soci, NBC, Programma di spionaggio internazionale, The Tonight Show, vertice G20, Jay Leno, Guerra Fredda, Mikhail Gorbachev, Cremlino, Mastro Geppetto, Pinocchio, Siria, OGM, Monsanto, Nuovo Ordine Mondiale, Vertice bilaterale […]

    Putin offre Asilo a Snowden. Goodbye Aeroporto!

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    Venerdì, Agosto 2nd/ 2013 – di Sergio Basile – Edward Snowden, Usa, Russia, Vladimir Putin, Barack Obama, Asilo temporaneo, The Terminal, Asilo Politico, Anatoly Kucherena, Jay Carney, Julian Assange, Wikileaks, Xkeyscore, Casa Bianca, Verdetto Manning, National Security Agency, Sorveglianza totale, Sergio Basile, Qui Europa  Vladimir Putin offre Asilo Politico a Snowden Goodbye Aeroporto!  Smacco ad Obama. La Casa […]

    USA – Umanità spiata

    USA – Umanità spiata

    Sabato, Giugno 8th/ 2012 – di Sergio Basile –  Stati Uniti d'America, Usa,  Casa Bianca, Usa, Amministrazione Obama, Barack Obama, Amministrazione Bush, Spy Story, Il Mondo Spiato, Sergio Basile, Alessandro Mauceri, Emanuele fardella, Qui Europa, Il latto occulto della Musica, You Tube, Google, Mark Zuckerberg, New York Times, Associated Press, Microsoft, Yahoo, PalTalk, Skype, Apple, […]

    Dittatura a Stelle e Strisce – I Soviet Usa Commissariano l’informazione. Il Caso “Associated Press”

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    Giovedì, Maggio 16th/ 2013 – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri – Guantanamo, Stati Uniti d’America, Obama, “missioni di pace”, Associated Press, Eric Holder, Jim Cole, Casa Bianca, Aviano, missili B61, B61 Mk12 teleguidati, Hans Kristensen,  the Guardian, MUOS, marines americani   Dittatura a Stelle e Strisce – I Soviet Usa Commissariano l'informazione.  Il  Caso "Associated Press" Lo […]

    La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

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    Martedì, Aprile 23rd/ 2013 – L'approfondimento di C.Alessandro Mauceri –  Corte europea dei diritti umani, carcere di Busto Arsizio, detenuti, ministro della Giustizia, Severino, governo Monti, decreto ‘salva carceri’, Guardasigilli, articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, Stati Uniti d’America, Guantanamo, Cuba, Amnesty International, Nazioni Unite, Chuck Hagel, Jay Rockefeller, detenzioni clandestine, CIA, Senate […]

    Siria – Bugie e Strategie USA-NATO-UK-Israele e Nuovo Ordine Mondiale

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    Mercoledì, Maggio 15th/ 2013   – Paul Joseph Watson (Propaganda Matrix)  e Redazione Qui Europa –  Siria,Paul Joseph Watson, propaganda Matrix, Aleppo, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Robert Ford, Confine con la Turchia, Dipartimento di Stato Americano, Washington, Selim Idriss, Paul Joseph Watson, Abdel Jabbar al-Okaidi, Marco Palombo, Digiuno del Pacifista romano, Bugie dei […]

    Esclusivo – La Verità sull’Attentato della Maratona di Boston che i Media Occidentali Censurano

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    Lunedì,  Aprile 22nd/ 2013  – di Sergio Basile – Boston, Maratona di Boston, Attentato, La Verità sull'attentato di Boston, CRAFT, Usa, Attentato, Comando a Distanza, Navy Seal, www.PrisonPlanet.com, Operazioni sospette, Media Occidentali, Censura, FBI, Bugie mediatiche, Gruppo paramilitare, Chris Kyle, 11 Settembre, bomba, strage, Strategia del terrore, Accuse infondate, Violenza cieca    Esclusivo: La Verità […]

    Google Glasses, Verso una Realtà Aumentata: Progresso o Fanta-Horror?

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    Giovedì, Marzo 14/th 2013 – di Vincenzo Folino  –  Google Glasses, micro chip, RFID, Apocalisse, Fashion Week, New York, Realtà Vistuale, Mondo virtuale, Progresso fittizio  Google Glasses, Verso una Realtà "Aumentata": Progresso o Fanta-Horror?  Una tecnologia sempre più invasiva e coinvolgente.  La vita si trasformerà in un gioco virtuale? Cui Prodest?   di Vincenzo Folino New […]

    Le chiamano Missioni di Pace

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    Lunedì, Settembre 24th/ 2012  – L'editoriae del Lunedì, di Maria Laura Barbuto –  Missioni di Pace / Mondo / Guerra / Norberto Bobbio / Missione di Pace / Noam Chomsky / Europa / Unione Europea /  Italia / Stati Uniti d’America / Guerra / Dittatura / Ribelli / Iraq / Libia / Siria / Libano / Armi […]

    1984-2013 – Big Brother is Watching You!

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    Lunedì, Febbraio 18th/ 2013 – – di Giovanni Antonio Fois –  Big Brother is Watching You!, Commissione Europea, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Parlamento Europeo, Cyber Security Strategy, Ue, Sicurezza Informativa, Informazione Mediatica parziale, Crimine cibernetico, Cloud Computing, Identità Digitali, Elaborazione e memorizzazione di dati, Safe Harbour, 11 […]

    Telefonia Cellulare – CallApp: al Via la Tecnologia da Spy-Story alla 007

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    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013 – Redazione Qui Europa – Telefonia / Big Brother / Cellulare / Tecnologia / Controllo / 007 / CallApp / Privacy / Lior Koskas / Israele / Regno Unito / Video Promozionale / Facebook / Dati sensibili  Telefonia Cellulare – CallApp: al Via la tecnologia da spy-story alla 007 Spiati e controllati […]

    L’Ue Spende 1,7 Milioni di Sterline per Controllare le Opinioni Euroscettiche

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    Martedì,  Febbraio 5th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –  Big Brothers Ue / L'Ue ci spia / Scandalo / Opinioni euroscettiche / Monitoraggio / Grande Fratello / Controllo Globale / Mario Borghezio / Teleghaph / Stampa libera / Controinformazione / Commissione Europea / Ue / Dissenso / Spiati / internet / Assange   Strasburgo    Spy Story   […]

    Così il Grande Fratello ci Osserverà

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    Venerdì, Luglio 27th/ 2012  – di Sergio Basile – Commissione europea / Neelie Kroes / Agenda Digitale / Business on-line / Controllo / Sistema di riconoscimento elettronico / Grande Fratello / Bilderberg Club / Google / Controllo Monarch / Cia / Progetto MK-Ultra / Usa / Governo Obama / Controllo dati sensibili / Controlo mentale […]

    Schedati, anche se sorvoliamo

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    Martedì,  Aprile 24th/ 2012 – di Alessandro Pavanati – Unione europea / Terrorismo / Privacy / accordo / Usa   Schedati, anche se sorvoliamo Dopo quasi due lustri di tira e molla l’Ue concede agli Usa le liste dei passeggeri europei Bruxelles – Ebbene sì, è talmente vero che la paura fa 90 che gli Stati Uniti sono venuti […]

    WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

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    Martedì,  Aprile 10th/ 2012 Consiglio d'Europa / Trasparenza / Interrogazioni / Dati personali /  Telecomunicazioni / Web / Google / Gmail / i-Phone / BlackBerry / Acta / Trattato internazionale più liberticida di sempre / Dittatura / Democrazia / Libertà personali / 150 organizzazioni internazionali / Controllo di massa / Grande Fratello / Capi di stato […]

    Disney World Usa – Parte la Sperimentazione di Massa del Microchip RFID: complice, Topolino

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    Sabato, Gennaio 19th/ 2013 – L'Editoriale di Vincenzo Folino – Disney Microchip RFID / Microchip RFID e Topolino / Sperimentazione microchip su larga scala / Disney / Rfid biochip / Usa / Controllo / Microchip / Biochip / Grande fratello / Controllo globale / Informazioni rilevanti / Dati sensibili / Cittadini schedati / Commissariamento umano […]

    Usa 2013 – Ok al Biochip RFID per il Controllo Umano

    Usa 2013 – Ok al Biochip RFID per il Controllo Umano

    Sabato, Gennaio 5th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile – Rfid biochip / Usa 2013 – Ok al Biochip: un'arma potenzialmente killer impiantata nell'uomo / Washington / Usa / Barack Obama / Controllo / Microchip / Biochip / Italia / Roma / Teramo / Finlandia / Cia / MK Ultra / Controllo Monarch / Grande fratello […]

  • Marò – Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Marò – Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Sabato, Febbraio 15th/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri –

    Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, India, ministro degli Esteri, Emma Bonino, La Russa, Monti, affidavit, Mancini, Corte del Kerala, Terzi, Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, Sua Act, Bureau centrale di polizia, Nia, National investigation agency, Angela Del Vecchio, Staffan De Mistura, Nazioni Unite, Unione Europea, Sonia Gandhi, Letta, Ashton, Ban Ki-moon, petroliera Enrica Lexie, Noviello, Finmeccanica, Times of India, C.Alessandro Mauceri 

    Marò  Soldati in India e Affari Sporchi – 4

    Tragica Telenovela Marò: avanti tra contraddizioni, assurdi errori

    procedurali e indifferenza sostanziale dei governi italiani

    – Il ruolo impalpabile di Lady Ashton (UE) e Ban Ki-Moon (ONU)

    – Lo sfogo di Massimiliano Latorre: "Scrivete la Verità!"

    Video e articoli in allegato: Marò, per capire, per non dimenticare

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Vicenda Marò

     Telenovela Marò – La Bonino scarica il barile su "La Russa"                      

    Roma, Kerala – Ormai Massimiliano Latorre e Salvatore Girone vivono in India da oltre due anni. Per dirla con le loro stesse parole “in casa, ma non a casa”. E la soluzione di questa sporca vicenda non sembra essere prossima. Sì, “sporca” perché non è possibile definire in altro modo tutto quello che riguarda l’avventura dei nostri connazionali. Mesi fa (vedi qui Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte   qui Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte  e  qui Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte ) era già apparso evidente che i motivi che impedivano ai nostri marò (come se chiamarli così bastasse a farli sentire “in famiglia”) di tornare in Italia non avevano nulla a che vedere con ciò che avevano fatto (o non fatto). Per paradossale che possa sembrare, anche il nostro ministro degli Esteri Emma Bonino (parte di un governo di larghe intese e ministro appartenente ad un partito che non ha nemmeno un seggio in Parlamento: i radicali), in un momento tanto delicato ha affermato «il problema è la legge La Russa, che prevede la presenza di militari a bordo senza definire linee di comando». Invece di pensare alla salute dei nostri connazionali, il ministro ha pensato che fosse più saggio scaricare il barile sull’ex ministro delle Difesa (La Russa, N.D.R.). Come se questo “fattaccio” fosse un problema “tecnico”. In realtà, proprio dal punto di vista “tecnico” la vicenda che ha come protagonisti i nostri connazionali, presenta una sconvolgente sequenza di errori e imprecisioni degna di una telenovela di quart’ordine.

     Mario Monti, l'arbitrato ONU e le prime contraddizioni legali                   

    Gli errori nel modo di gestire questa faccenda cominciano con Mario Monti, senatore a vita in fretta e furia e capo del governo con il mandato di "salvare l’Italia" (cosa che come tutti sanno non è avvenuto anzi, semmai, la situazione del Bel Paese è peggiorata grazie alle misure adottate dal professore). Fu Monti a sollecitare l’arbitrato delle Nazioni Unite (come sia stata accolta questa richiesta si vedrà in seguito). Poi il governo dichiarò che era doveroso che a giudicare i marò fosse la magistratura italiana. Salvo poi, contraddirsi con l’affidavit, l’impegno firmato dall’ambasciatore Mancini per la Corte del Kerala che garantiva il ritorno in India dei due marò, «nell’ambito dell’esercizio delle garanzie costituzionali». Eppure la Procura di Roma aveva aperto un’indagine per omicidio volontario a carico dei due marò. Quindi, in base alle prerogative della Costituzione italiana, l’azione penale era obbligatoria e prioritaria. Come, peraltro, suggerito dall’allora ministro Giulio Terzi: una volta che Girone e Latorre erano in Italia, c’era “l’opportunità, o meglio l’esigenza di segnalare formalmente alla Procura della Repubblica di Roma il ricorrere delle condizioni affinché la nostra giurisdizione fosse effettivamente esercitata”. Ciò avrebbe consentito ai due marò di non rientrare in India. Eppure nessuno si servì di questi strumenti. Perché? In un alternarsi di smentite e cambi di direzione, le voci ufficiali mutarono fino a rimandare i nostri connazionali in India. Nessuno tenne in alcun conto i suggerimenti (invero validi) di Terzi (tra i quali, che l’India «escludesse dalla competenza della Corte, fattispecie di reato tra cui l’omicidio volontario e il terrorismo, per le quali la normativa indiana prevede la pena di morte»).

     In Violazione alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE – Art. 19             

    Anche il ricorso alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che, all’articolo 19, riporta “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”. Quindi, se solo avesse voluto, l’Italia avrebbe potuto avvalersi del “diritto” di non rimandare i marò in India e l’Unione Europea avrebbe potuto sostenere questa decisione apertamente. Invece, si decise di rimandare i nostri marò in India, violando, di fatto, un trattato comunitario e, quindi, rischiando pure una "procedura di infrazione" da parte di Bruxelles. Nessuno di questi suggerimenti fu tenuto in alcun conto e Monti, con le elezioni ormai alle porte, pensò che fosse meglio farsi fotografare mentre rispediva i nostri connazionali in India piuttosto che garantire per le loro vite…

     Il Rientro in India e la Nuova accusa formale: "Terrorismo"                      

    Rientrati in India, a sorpresa l’accusa nei confronti dei nostri connazionali fu cambiata in “terrorismo”. Così come quando erano stati richiamati in porto, nessuno aveva detto loro che dovevano farlo perché accusati di omicidio, allo stesso modo, prima del loro ritorno in India, nessuno aveva detto ai marò che sarebbero stati accusati non più “solo” di omicidio, ma di terrorismo. Ancora una volta i nostri politici dimostrarono grande competenza e rilevante peso politico. Nessuno capì che il solo motivo per cui l’India si era intestardita a ricorrere alla Sua Act, era che la legge antiterrorismo sulla sicurezza marittima estende la giurisdizione indiana a 200 miglia nautiche. Il motivo, peraltro palese, era che questo era l’unico modo per l’India per poter procedere legalmente contro i nostri marò, dato che il fattaccio, ammesso che sia avvenuto, pareva essersi verificato in acque internazionali, dove secondo il diritto del mare delle Nazioni Unite, ovvero le norme della convenzione di Montego Bay (ratificata sia dall'Italia che dall'India), il tribunale del Kerala non aveva alcuna competenzaMa non basta. 

    Marò e Bugie

     L'Inversione dell'onere della prova                                                                       

    Con il ricorso alle leggi antiterrorismo si è, di fatto, invertito l’onere della prova: se prima era la pubblica accusa a dover dimostrare la colpevolezza dei marò italiani, ora sono Latorre e Girone a dover dimostrare la propria innocenza. Anche il peggior avvocato penalista al mondo capirebbe subito le gravi conseguenze a cui si andava incontro con un simile gesto, ma non i nostri politici, che si sono ostinati a voler seguire la vicenda in modo “diplomatico”. Ciliegina sulla torta è il fatto che, proprio avendo fatto ricorso al Sua Act, a gestire le indagini non è più il Bureau centrale di polizia, ma la Nia, la National Investigation Agency. Che, come tutte le omologhe degli altri Paesi, opera con livelli di segretezza e di permissività e coinvolgimento dei legali difensori dei marò ben diversi dal Bureau….

     La presenza in aula di Staffan De Mistura? Un grave errore!                       

    Ma gli errori fatti nel gestire la vicenda “Marò” non sono  finiti. Come ha confermato Angela Del Vecchio, docente di Diritto Internazionale Progredito alla Luiss di Roma, l’invio di Staffan De Mistura come incaricato del ministro della Difesa e “inviato speciale” del Governo, e la sua presenza in aula fu "sbagliatissima”, “perché significa accettare la competenza indiana: è come se l'India giudicasse l'Italia, perché i marò rappresentavano a tutti gli effetti il nostro Paese". Invece secondo un principio generale di diritto internazionale (che dovrebbe essere ben noto ai nostri politici e ai legali incaricati di gestire la questione) "par in parem non habet iurisditionem", ovvero soggetti di pari grado non possono citarsi in giudizio e giudicarsi l'uno con l'altro. Quindi agire in questo modo, ha di fatto significato riconoscere la competenza indiana e ammettere che i marò, rappresentando l’Italia ed essendo nell'esercizio delle proprie funzioni, abbiano fatto violare a tutta l’Italia le norme che regolamentano le operazioni antipirateria e gli obblighi internazionali, contratti in sede di Nazioni Unite e di Unione Europea. Naturalmente, dato che si tratta di soldati italiani, in questo caso i nostri militari, avrebbero dovuto potersi avvalere dell’”immunità” ed essere giudicati in Italia….Eppure anche questo non è stato chiesto.

     Altre strane omissioni e gravi errori di procedura                                            

    E ancora, perchè l'Italia non ha insistito che la vicenda fosse giudicata dal Tribunale internazionale per il diritto del mare? Tale organo sarebbe il giudice internazionale competente in questi casi e che avrebbe valutato in tempi molto più rapidi e senza costringere l’Italia a questo stato di sottomissione nei confronti dell’India. Latorre e Girone, in realtà, non sono più imputati di un processo: sono diventati strumenti nelle mani della politica. Sia la nostra che quella indiana, dal momento che anche in India esistono forti conflitti tra le varie forze politiche e tra i vertici dei partiti, che si sono scontrati prima in occasione delle elezioni nello stato indiano del Kerala e poi con le politiche. Lo dimostra il fatto che i media in India non fanno altro che accusare i marò indicandoli non come italiani, ma come connazionali di una delle figure politiche di spicco, la leader del Congresso, Sonia Gandhi.

     Il ruolo di Lady Ashton (UE) e Ban Ki-Moon (ONU) nella vicenda          

    Nei giorni scorsi Emma Bonino ha “rivendicato” il "grandissimo sforzo politico-diplomatico condotto per ottenere il sostegno delle organizzazioni internazionali". Lo stesso, ovviamente, ha fatto Enrico LettaLa verità è che la rappresentante per la politica estera dell’Unione, Lady Ashton, si è limitata a dichiarare che è “biasimevole” ciò che sta avvenendo in India e niente di più. Dall’altro, alla richiesta più volte avanzata sia dal governo Monti che dal governo Letta di intervento da parte delle Nazioni Unite, la risposta del segretario generale Ban Ki-Moon è stata la dichiarazione che a decidere sulla controversia tra India e Italia devono pensare i due Paesi e nessun altro (favorendo in tal modo la scelta “astensionistica” di tutti gli altri Paesi solo sulla carta alleati dell’Italia). Ma non finisce ancora. Da tempo si parla di una possibile mediazione offerta da Vinod Sahai, soprannominato «l'uomo che in India apre tutte le porte», il quale pare abbia più volte tentato di risolvere la questione “amichevolmente”.

     Sahai, l'Uomo che apre tutte le porte… Tranne una…                                     

    Vinod Sahai ha riferito, in una recente intervista, di aver avuto, circa un anno fa, contatti con il presidente della Corte suprema, Altamas Kabir, il quale gli riferì che, per sbloccare la questione, sarebbe bastata un’istanza formale proveniente dall’Italia. Per questo motivo Sahai aveva predisposto una petizione a nome degli indiani residenti in Italia in cui si chiedeva alla Corte Suprema di autorizzare il governo indiano a trovare una soluzione extragiudiziale oppure di rinviare il caso a un tribunale internazionale. Ebbene, secondo Sahai, prima sarebbe stato il ministro Di Paola a fermarlo, impuntandosi sul fatto che a risolvere la questione dovevano essere gli indiani e non gli italiani; poi, reiterata la richiesta al ministro Bonino, non avrebbe avuto alcuna risposta.  Il risultato degli sforzi diplomatici dei nostri politici è che non sono neanche riusciti a far sì che la pena di morte venisse in ogni caso esclusa, ovvero di imporre il rispetto dello straccio d’impegno sottoscritto a Roma tra India e Italia. Anzi, in un impeto di bravura diplomatica (sarebbe interessante sapere presso quale università hanno studiato i legali che stanno difendendo i nostri marò….), l’Italia ha confermato di aver “accettato” la giurisdizione indiana.

    Caso Marò - Finmeccanica

     Massimiliano Latorre: "scrivete la verità!"                                                        

    Massimiliano Latorre, uno dei nostri militari e nostro connazionale non ha potuto far altro che dire: "scrivete la verità. Ci sono due inchieste aperte. Non posso essere io a chiarire le cose". E ha invitato poi "a riascoltare l'intervista al comandante in seconda della petroliera Enrica Lexie,  Noviello". In realtà, nonostante siano trascorsi due anni, decine di inchieste e pubblicazioni in merito, non è ancora chiaro cosa sia avvenuto realmente. E nemmeno dove.

     La Morte dei pescatori indiani – Un'invenzione?                                             

    In una intervista Noviello aveva definito "un'invenzione" la morte dei pescatori indiani. Secondo la sua versione dei fatti, i due marò avrebbero sparato colpi di avvertimento “in acqua” nel rispetto delle procedure previste. Il vero scontro a fuoco, invece, sarebbe avvenuto all'interno del porto di Kochi e senza il coinvolgimento dell'Enrica Lexie, ma tra la guardia costiera locale e un'imbarcazione sospetta che stava tentando l'approccio alla nave su cui si trovavano fucilieri della marina italianaAncora una volta sulla vicenda è intervenuto in modo “determinante” il nostro ministro degli Esteri. "Sul dossier dei marò e sull'inaffidabilità del regime indiano io credo che serva un'unità italiana", ha detto il ministro Emma Bonino a Zapping 2.0, su Radio Uno. E ha continuato: "Lasciamo per dopo la ricostruzione su cosa è successo, su chi ha sbagliato. Per ora tutto il Paese è teso ad affermare la dignità e lo stato di diritto applicato ai nostri due marò". Ma come! Per decidere se i nostri connazionali sono innocenti o meno, non è fondamentale conoscere come sono andate le cose?

     Il Nocciolo della Questione                                                                                      

    Forse, a ben guardare, proprio questo è il nocciolo della questione: di come siano andati realmente i fatti forse non è mai importato a nessuno. Non importava al governo Monti, che a detta degli esperti avrebbe commesso una quantità di ingenuità dal punto di vista legale e dal punto di vista diplomatico (tanto da portare forse alle dimissioni di un ministro!). Non è importato al nuovo governo e al nuovo ministro degli Esteri, che hanno pensato solo a sfruttare l’occasione per attaccare una legge antecedente e non condivisa (il decreto legge del 12 luglio 2011: che rende possibile imbarcare militari italiani su navi civili, e la convenzione che la Difesa – allora guidata da La Russa – e Confitarma, la Confederazione Italiana Armatori, hanno firmato pochi mesi dopo) e il prosieguo degli scambi commerciali internazionali. Non importa alle grandi imprese italiane che in India fanno affari che generano profitti a nove zeri.

     Affari & Co – La Commessa Finmeccanica                                                        

    In merito, infatti, non va dimenticato che proprio nelle ore in cui il governo Monti, con l’ammiraglio Di Paola alla Difesa e Terzi alla Farnesina, rispediva in India i nostri marò, il ministro della Difesa di New Delhi annunciava il via libera per una generosissima commessa con il gruppo Finmeccanica. Come confermato anche dal Times of India che, in un articolo, si è domandato se il ritorno dei marò non fosse stato “influenzato” da valutazioni di ordine commerciale: “Non è chiaro se gli imprenditori italiani abbiano fatto pressioni al governo italiano per rimandarci i marò e a che livello”. Non importa alle circa 400 società italiane che operano in India con scambi che si aggirano intorno ai 8,5 miliardi di dollari a cui si devono aggiungere i 1.000 miliardi di grandi opere che l’India vorrebbe realizzare entro il 2017 e che sono una sorta di miniera per le industrie di tutto il mondo.

     Altri "non importa" di peso                                                                                      

    Non importa al governo indiano, che, anzi, vede l’opportunità di confermare, a livello internazionale, la propria forza e, a livello interno, per attaccare gli avversari politici in vista delle elezioniNon importa alle organizzazioni internazionali, Nato, ONU e Unione Europea in primis, che ormai sembrano intervenire solo e unicamente per tutelare gli interessi economici di pochi, anzi pochissimi. E l’Italia, evidentemente, non è tra questi…. Gli unici a cui importa qualcosa della vicenda sono i nostri militari che, in cambio  di aver operato,  probabilmente, nel rispetto di protocolli sottoscritti per tutelare gli interessi delle grandi multinazionali che gestiscono gli scambi internazionali, dovranno subire due processi, rischiando l’esilio, la qualifica dispregiativa di “terroristi” e, forse, anche la pena capitaleLa verità è che, nonostante gli sforzi di tutti i nostri parlamentari governanti per far credere agli italiani che l’Italia è ancora uno dei maggiori Paesi del mondo, oggi il Bel Paese è solo un “bel mercato” per le aziende da sfruttare per vendere ai cittadini questo o quell’oggetto prodotto altrove. Spesso proprio in India.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa)

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      Video e Articoli in allegato – Approfondimenti                                                                

     

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

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    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

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    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

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    Venerdì, Giugno 21st/ 2013   – di C.Alessandro Mauceri – SIPRI, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna , Italia, Afghanistan, Iraq, Libia, Lockheed Martin, Arabia Saudita, Joe Parker, consorzio Eurofighter, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Siria, New York Times, Financial Times, International Peace Research Institute di Stoccolma, Turchia, Obama, Ben Rhodes, […]