Qui Europa

Giorno: 9 Maggio 2012

  • P.E. – Lavori sessione 9 -10 Maggio

    P.E. – Lavori sessione 9 -10 Maggio

    Parlamento europeo – Bruxelles

    Bollettino della sessione del 9-10 maggio 2012  

     

     Giornata europea: Dichiarazione del Presidente Schulz  

    Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo, in occasione della Giornata europea odierna, mercoledì 9 maggio, si è rivolto all'Aula per esprimersi sullo stato dell'Unione europea e sul suo futuro. Il dibattito è iniziato alle 15.00 e anche i leader dei gruppi politici hanno0 avuto la facoltà di intervenire al riguardo.

      Nuovo accordo per tagliare i prezzi del roaming  

    Il costo di utilizzo di telefoni cellulari, smartphone e tablet quando si viaggia all'interno dell'UE diminuiranno drasticamente a partire dal 1° luglio di quest'anno, in base a un accordo di massima tra gli eurodeputati e i governi nazionali che verrà votato dal Parlamento domani  giovedì 10 Maggio.

      Aeroporti regionali e stimolo delle economie locali  

    In una risoluzione che sarà posta in votazione giovedì, i deputati sostengono che, con l'aiuto dell'UE, gli aeroporti regionali dovrebbero essere meglio maggiormente attivati per stimolare le economie locali e alleviare le congestioni del traffico aereo nei principali aeroporti di snodo. Nel documento si evidenzia che le reti di trasporto terrestre e aereo dovrebbero essere meglio integrate, per rendere gli aeroporti più piccoli maggiormente competitivi e attraenti per i viaggiatori.

      Critica conti annuali di agenzie Ue e Consiglio  Ue   

    Giovedì il Parlamento discuterà e voterà 43 relazioni relative ai conti 2010 delle istituzioni UE e delle agenzie, nel quadro della procedura di discarico annuale dell'Unione. La commissione per il controllo dei bilanci invita l’Aula a rinviare il discarico all’Agenzia europea per i medicinali e a quelle per l’ambiente e per la sicurezza alimentare, come pure al Consiglio dell'Unione europea. I conti delle altre 39 agenzie e istituzioni sono stati approvati.

      Rilascio ostaggi e Tribunale internazionale contro la pirateria   

    Circa 200 marittimi sono attualmente tenuti in ostaggio dai pirati, che continuano a dirottare imbarcazioni con aiuti umanitari, mercantili e pescherecci per ottenere un riscatto. Gli attacchi si verificano soprattutto al largo della costa somala e nella zona ovest dell'Oceano indiano.

      Immigrazione: Missione parlamentare in Sicilia e a Lampedusa  

    La Commissione e il Consigliosono intervenuti oggi in Plenaria per discutere con i deputati eventuali misure da adottare in seguito alle conclusioni e alle proposte avanzate da una delegazione parlamentare che si è recata in visita ufficiale in Sicilia e a Lampedusa il 24, 25 e 26 novembre scorsi.

     

  • Parigi – Un neo-presidente stile bohémien

    Parigi – Un neo-presidente stile bohémien

    Mercoledì, Maggio 09th / 2012  

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Francia / Elezioni presidenziali / Francois Hollande / Eliseo / Nicolas Sarkozy 

    Pranzo bohémien per il neo-presidente

    Francoise Hollande annuncia novità per la

    Francia e l'Europa

    Parigi – Il nuovo presidente "dei francesi", come amano dire in Oltralpe dalla Rivoluzione in poi, vuole essere un cittadino come gli altri, o almeno con un tono, uno stile non proprio alla Sarkozy. Infatti il suo predecessore festeggiò a bordo dello yacht di un suo amico miliardario, e pranzò con la première dame Carlà, come ormai la chiamano, in un grande ristorante alla moda di Parigi. Questo, naturalmente, ai tempi della vittoria di Nicolas; ora, invece, la musica è cambiata, e sembrano più quelle delle fisarmoniche dell'antica bohème del Quartiere latino, che i fastosi violini dell'Opéra. Il gossip politico ci ha detto tutto anche del menu persidenziale, ordinato – massimo della semplicità – presso un trattoir vicino al quartier generale dei socialisti. Così, colazione al sacco, festeggiamenti sobri, in tono con il periodo non proprio fasto che in tutta Europa si sta vivendo. Poi, la coppia presidenziale sembra proprio non voglia occupare l'Eliseo; ed è una coppia "di fatto", come si usa dire. Già sul web ci si interroga su un possibile matrimonio.

      Welfare / Austerity / Guerra: una inversione di tendenza?  

    Ma questioni più "serie" coinvolgono le nuove scelte di Hollande, al di là dei pranzi e festeggiamenti. Ci saranno incontri con Angela Merkel, la scomoda alleata – nemica, e con Obama; e prestissimo, il ritiro definitivo, promesso e non ancora annunciato ufficialmente, delle truppe francesi dall'Afghanistan.  Hollande poi è designato, da tutti gli osservatori, come il ri-negoziatore dell'Eurozona, a cominciare dal Fiscal compact, colui che ha già il compito di compensare il rigore, considerato ormai eccessivo, che ha contrassegnato l'era Merkel – Sarkozy. Lo slogan di Hollande è delineato, dalle prime sue dichiarazioni: "non c'è rigore senza sviluppo": e il neo – presidente sembra proprio, nonostante abbia promesso il pareggio di bilancio nel 2017, non fare del pareggio stesso un feticcio fine a se stesso. Hollande vuole rispettare lo Stato sociale, questa è la differenza con Sarkozy, che invece lo intaccava; e invece, vuole rivedere la tassazione con una redistribuzione  che colpisca i ceti più elevati. Forse avremo una "patrimoniale" alla francese, o qualcosa del genere che, abbiamo visto, in Italia non è mai arrivato; in ogni caso, ci sono novità a Parigi, non solo per lo stile bohémien dei pranzi presidenziali.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Crisi: Il professore se ne lava le mani

    Crisi: Il professore se ne lava le mani

    Mercoledì, Maggio 9th / 2012

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta – 

    Crisi Ue / Italia / Mario Monti / Silvio Berlusconi / Attacco / Media / Cioerenza / Responsabilità / Attacco mercatista / Responsabilità della politica / Teatrino della politica / Misure recessive / Neoliberismo  / Responsabilità dei media  / Qui Europa / Silvia Laporta / Sergio Basile  

    Monti: Attacco a Berlusconi, sulla crisi

    La crisi? Responsabilità dei governi precedenti!

    Il professore se ne lava le mani

    Roma – Il dibattito sulla crisi, tenutosi ieri nella capitale, durante un convegno sull’Europa, si colora di sfumature prevalentemente politiche, lasciando al sociale – imperdonabilmente – uno spazio davvero limitato, malgrado l'ormai altissimo ed incontrollato numero dei suicidi, che sta scrivendo una delle pagine più buie della nostra, sia pur giovane, Repubblica. Ecco che allora il professor Mario Monti, nelle scorse ore – ed in vista del successivo meeting sullo Stato dell'Unione di Firenze, tenutosi nel pomeriggio – ha approfittato dell’occasione per togliersi una serie di “sassolini dalla scarpa” – o forse, più precisamente, per "lavarsene le mani" – inscenando una serie di veementi, quanto studiati, attacchi al mal governo dei partiti politici e dei governi precedenti, con l’intento di continuare quel gioco di “scarica barile” tipico della politica Italiana.  Vergognoso! "Le conseguenze umane della crisi – ha affermato il professore – dovrebbero far riflettere chi ha portato l’economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire". Anche se – a nostro modesto avviso – a tali affermazioni non crede neanche lui. Non ci ha mai creduto! Monti, infatti,  ha puntato il dito contro chi avrebbe ridotto – a suo dire – l’economia in queste condizioni, invitando i governi che lo hanno preceduto a riflettere sulle conseguenze umane dello sfacelo, più che a scaricarne le responsabilità sull’attuale governo. Ma forse, il caro prof, dimentica che grazie soprattutto a lui ed alle sue politiche neoliberiste distruttive, l'Italia ha accumulato un debito record. Come? Vediamo!

      Responsabilità e verità celate  

    Pochi conoscono la verità! Basterebbe tuttavia andare a sbirciare tra i siti di stato, alla ricerca dei collaboratori e dei consulenti che dagli anni Settanta in poi i vari governi hanno utilizzato per contribuire allo sfacelo. Vedremo come per magia spuntare il nome di un promettente giovane di belle speranze di nome Mario Monti. Ma che combinazione! Infatti, "Nel giugno 1981, – dato riscontrabile facilmente anche sul web –  una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d'un giovanotto, molto stimato dai Rothschild (dinastia élitaria di banchieri) , tale Mario Monti, il quale propose l'emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato (e come poteva essere diversamente)  con scadenze tra i 5 e i 7 anni". La proposta "mercatista" passò con una vera e propria standing ovation. Con che risultati? Il deficit pubblico andò alle stelle, come le stesse spese, soprattutto quelle sanitarie, (e di riflesso) le tasse e la benzina. Ciò inaugurò, ed istituzionalizzò, l'era del debito in Italia. Una manovra mercatista – insinuatasi con la complicità della politica – nel cuore dello "stato democratico", per vincere la quale – a distanza di quarant'anni – viene chiamato ancora lo stesso professorino arrogante, ancora lui, con altre soluzioni e ricette  – guarda un pò – sempre mercatiste. Roba da matti!

      La coerenza dei media italiani  

    Ma d'altra partre tutti – tranne molti giornali e tg di bandiera – hanno ormai capito che 1) l'80-90% del debito italiano è legato alla speculazione bancaria: prima dimenticanza (o verità mistificata) di Mario Monti!; 2)  L'austerity serve solo a creare recessione, nonché uno stato perenne di precarietà e di bisogno; ed a costringere migliaia di imprenditori con l'acqua alla gola a svendere sul mercato le loro imprese – i loro gioielli di famiglia –  al più furbo, ricco o migliore, offerente. Intanto il prof, in una subdola quanto pianificatissima strategia –  la stessa utilizzata un dì dai giovani disertori "per non andare in guerra" – finge di non capire. Ostenta normalità,  attaccando – ora è il loro turno – giornali di centro-destra, ex ministri dell’esecutivo Berlusconi e esponenti dell’estrema sinistra e del centro sinistra; gli stessi che hanno chiamato esplicitamente in causa Palazzo Chigi  come mandante morale del dramma di chi si è tolto la vita. Che spettacolo è la politica in tv in questo periodo! Quasi quasi torniamo a farci l'abbonamento a Sky sport! Per disperazione, s'intende! Anzi no! D'altra parte perchè rimpinguare le casse del "democratico" Murdock?Notiamo con rammarico e sorpresa che Sky Tg24, oggi, ci sembra infondo proprio la brutta copia del Tg1, di Porta a Porta, di Ballarò o del Tg di La7. Possiamo dire che oggi, per come non si affronta il problema delle vere origini crisi fin dalle radici ed in maniera approfondita – probabilmente senza creare grattacapi o noie ad uomini di grande potere a capo di corazzate mediatiche come "Il Corriere della Sera" e "Repubblica", Ferruccio De Bortoli ed Eugenio Scalfari – oggi Sky Tg24 sta a Monti, come il buon vecchio fido-Emilio (il miglior amico… di Silvio) stava a Berlusconi. Per la gioia degli Italiani, che malgrado il pagamento di salati canoni, ancora non comprendono bene cosa c'è all'origine della crisi. Qualcuno è ancora convinto che alla base di tutto ci sia, in sé e per sé, il debito pubblico. Poveri illusi! a tali illusi sarebbe bello chiedere come mai allora il Giappone che presenta un debito doppio rispetto all'Italia, sia oggi un paese in crescita! O come mai la Francia – che presenta un debito privato d'impresa di 7000 miliardi di euro, rispetto ai soli 40 miliardi delle imprese italiane – non è in crisi, ma anzi, acquista a più non posso – ogni giorno – gioielli del made in Italy che il mondo ci invidiava!

      Il Teatrino dei dilettanti e la rabbia degli spettatori   

    Ma tornando alle ultime ridicole esternazioni del professore, in esse – ad onor di cronaca – gi attacchi più mirati sono stati proprio per l'ex premier (eletto) Silvio Berlusconi, ma anche per l'ex super-ministro Giulio Tremonti, il quale, intervistato qualche giorno fa da "La Stampa", ha espresso tutto il suo malcontento per le manovre finanziare del governo tecnico, reo – a suo dire – di aver prima aumentato le tasse e poi introdotto dei tagli, insostenibili dall’economia italiana, oggi fortemente depressa. Una depressione di cui  invece il premier attribuisce la responsabilità direttamente allo stesso Tremonti e agli esponenti berlusconiani che ora vorrebbero dissociare il Pdl dal “governo delle tasse”, ma che sono – per il bocconiano – i diretti responsabili dell’attuale pressione fiscale. Insomma una classe politica – di eletti e tecnocrati nominati all'ultim'ora – di cui andare davvero fieri. Peccato che – parole a parte – nessuno vuol prendersi la responsabilità, dinnanzi agli Italiani, di staccare la celeberrima spina ad un governo improponibile e distruttivo, capace di vivere solo di propaganda mistificatrice e retorica di bassa scuola: "La situazione in cui questo governo si è trovato ad esordire era di margine strettissimo quasi pari a zero. Lo sforzo era sottrarsi alle pressioni cui era sottoposto il governo Berlusconi perché l’Italia si sottomettesse alla tutela dell’Fmi o dal Fondo Salva Stati come successo alla Grecia. E cessasse di essere un rischio". Ma, tornando ai problemi del Paese, non sono i dibattiti, ora,  che ci interessano. In questo momento l’Italia ha bisogno di seri provvedimenti per risanare una crisi che ormai è diventata troppo invasiva della vita degli Italiani. Non sono le parole che ci salveranno!

    Sergio Basile  e  Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

    Ue: Radio Marte e il vertice degli alieni

    Mercoledì, Maggio 9th / 2012

    – di Sergio Basile e Federica Aloisio –

    Consiglio Ue / Vertice straordinario / Bruxelles / Herman Van Rompuy / Martin Schulz / Manuel Barroso / Commissione europea / Parlamento europeo / Paesi Ue / Francoise Holland / Francia / Angela Merkel / Germania / Nicolas Sarkozy / Fiscal compact / Austerity / Paralisi dell'Eurocamera / Art. 123 Trattato di Lisbona / Speculazione / Bei / Project Bond / Tobin Tax / Radio Marte / Retorica / Propaganda / Democrazia / Consapevolezza / Reali ragioni della Crisi / Bivio / Storia / Europei disillusi / Qui Europa / Sergio Basile / Federica Aloisio  

    Van Rompuy, Barroso e Merkel premono

    su Hollande

    La batosta elettorale antiausterity preoccupa

    i profeti del rigore

    Da "Radio Marte" l'appello "alieno" di Barroso & C.

    Bruxelles – Si parlerà di "crescita economica"  nel prossimo vertice straordinario anticrisi convocato per il 23 maggio dai capi di stato e di governo dell’Ue nella capitale belga. Tra le righe, tuttavia, si coglie l'essenza di un incontro sostanzialmente ed altamente strategico, promosso dal Presidente  del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, al fine – non dichiarato – di conciliare (ora che il fedele Sarkozy è uscito discena) la posizione tra il neo Presidente francese Francoise Hollande, leader di centrosinistra che ha già dichiarato la necessità di mettere mano al fiscal compact ed alla tanto discussa ed odiata – ormai in tutta Europa – austerity, con colei che del rigore è stata l'alfiere, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, leader di centrodestra, sempre meno amata nei quattro angoli del Vecchio Continente. La Merkel sembra avere a tal riguardo, le idee piuttosto chiare e cristallizzate: “La tradizionale, buona e profonda amicizia tra i nostri popoli – ha dichiarato – sarà rafforzata” ma “senza arretrare dai propri principi”. Quindi, come dire: nulla di nuovo sotto il sole!  Principi rigoristici, che – tuttavia – cozzano con la volontà espressa dallo stesso Hollande in campagna elettorale il quale ha espresso la volontà di rilancio della crescita e la riapertuta al modello sociale del welfare state keynesiano, smantellato in pochi mesi con la scusa del debito. 

      Il "beato sonno" dell'Europarlamento ed i propositi di Martin Schulz  

    D'altra parte, lo stesso Presidente dell’Europarlamento il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, nelle scorse ore si è personalmente fiondato a Berlino per far capire che l’Ue ha bisogno di un piano per la crescita, al fine di sfuggire al declino economico, all’eccessiva disoccupazione e all’indebitamento bancario. Gli osservatori di "Qui Europa", tuttavia, non possono non notare una grave ed inaccettabile paralisi dell'Eurocamera, che – contrariamente a quanto chiedono ormai da mesi agli Europei di tutti i paesi – non varano proposte concrete in merito alla delegittimazione delle agenzire di rating, che continuano a tenere sotto scacco gli stati (incentivando speculazione e debito pubblico); al ridimensionamento del ruolo della finanza sull'economia (vietando derivati, operazioni over-night ed operazioni off-shore – vedi precedenti articoli di "Qui Europa") ed alla necessaria modifica dell'Art. 123 del Trattato di Lisbona: scempio giuridico che obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, a tassi altissimi, regalando miliardi di euro alle banche private, già inondate d'oro con ricapitalizzazioni  vergognose. Anche questa è l'Europa! Quella degli speculatori! 

      Cosa cambia in Europa dopo il voto in Grecia e Francia – Barroso al bivio  

    Tuttavia , l’ascesa degli “estremisti antiausterity” in Francia e Grecia è oggetto di profonde riflessioni anche per il Presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso e per i suoi vice, tra cui l'italiano Antonio Tajani e il finlandese Olli Rehn. I commissari, dal canto loro, adeguandosi al clima di cambiamento politico hanno sollecitato i governi a “far ripartire il motore bloccato della crescita europea”, senza però porre rimedi ai suddetti problemi: troppo spesso ingiustificatamente e insensatamente rinviati dai tavoli di lavoro di Bruxelles. Finendo, pertanto, per scadere nella pura ed inutile retorica. Per tacere, poi, sulla rinazionalizzazione delle banche centrali nazionali: una delle vere strade per uscire da una "crisi indotta, pilotata e voluta". 

      "Radio Marte" e la disillusione dei popoli europei  

    Ma Barroso, evidentemente parla un altro linguaggio, è su una frequenza sconosciuta: "Radio Marte!" Infatti, per il Presidente – non eletto – della Commissione, affinchè la crescita possa decollare, bisognerebbe aumentare il Capitale della Banca Europea degli Investimenti (Bei) per riavviare i prestiti ai settori produttivi, approvare Project Bond per finanziare grandi opere infrastrutturali (che è in fondo un modo per fare nuovi debiti, senza risolvere il problema alle radici) ed introdurre nell'Unione Europea la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (ormai celebre Tobin Tax: incubo notturno dei boss della City) per fare cassa. Una cosa è certa: dopo la grande risposta anti-tecnocratica alle ultime elezioni, i padroni dell'Europa vorrebbero mistificare la realtà e mescolare le acque. L'unico problema – per loro –  è che non hanno fatto i conti con l'accresciuta consapevolezza sulle reali ragioni della crisi degli Europei: popoli disillusi e desiderosi di rinascita, malgrado la disinformazione e la propaganda scellerata dei media-lobbies. Europei vitali, consapevoli e desiderosi di democrazia vera! Chi oserà sfidare la storia?

    Sergio Basile, Federica Aloisio (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Energia sostenibile: asse di ferro Onu-Ue

    Energia sostenibile: asse di ferro Onu-Ue

    Mercoledì, Maggio 9th / 2012

    Commissione Ue / Onu / Sviluppo / Programma / Investimenti / Energia sostenibile / Privati / Andris Piebalgs  

    Terra – Energia e Corsa all'accaparramento

    delle risorse. Si al capitale privato:

    asse di ferro Onu-Ue.  

    Il Commissario Piebalgs: programma “Energia

    per tutti” prioritario per Ue

    Bruxelles – Nelle scorse settimane si è rafforzata l’asse Ue-Onu sull’energia sostenibile per espressa dichiarazione del Commissario Ue allo Sviluppo, Andris Piebalgs, che per la verità aveva già espresso la linea della Commissione Barroso sull'energia, lo scorso 21 febbraio, in occasione dell’audizione tenuta presso l’emiciclo del Parlamento europeo. La comune strategia, a quanto pare,  passerebbe per la modernizzazione dei servizi energetici; per il raddoppio dell'efficienza energetica; e per il raddoppio dell’utilizzo delle energie rinnovabili nel mix energetico globale. Secondo Piebalgs “l'Ue, che fornisce oltre la metà degli aiuti globali allo sviluppo appoggia in pieno i tre target e si impegna per la loro realizzazione. Uno degli esempi concreti di questa azione europea – nota il commissario – è stato la recente inaugurazione della linea elettrica fra Etiopia e Djibouti,  che porterà energia pulita, low cost e rinnovabile a migliaia di persone nei prossimi anni. Prioritario sarà inoltre – conclude – la volatilità dei prezzi e la sicurezza energetica; i cambiamenti climatici, incluso l'accesso alle tecnologie a basso contenuto di carbonio; un accesso a servizi energetici puliti, sicuri, convenienti e sostenibili.”

      Il coinvolgimento del capitale privato: Opportunità o pericolo?  

    La Commissione Ue ha speso in media 315 milioni di euro all’anno negli ultimi sette anni – soldi degli Europei, provenienti, è bene ricordarlo, da rimesse statali – per migliorare la situazione energetica nei Pvs. Altri milioni potrebbero piovere dall’alto per la campagna “Energia sostenibile per tutti”. Tuttavia – secondo il Commissario – le azioni nel settore dell’energia a livello globale “dovranno essere realizzate con il pieno coinvolgimento del settore privato e con ogni sforzo per ottenere fondi con prestiti dalle banche di sviluppo e investimenti da altre fonti private”. D’altra parte la tendenza del coinvolgimento del settore privato nei grandi progetti d’investimento è una prerogativa tipica e costante del neoliberismo dominante nell’Unione, ma ciò non deve fare abbassare la guardia dei cittadini europei, che devono vigilare attentamente  sul mantenimento di quei requisiti minimi di garanzia di un servizio, come quello energetico, fruibile da tutti ed a costi popolari. Cartelli a parte.

      "L'assurda corsa" e la resa dei conti della Terra  

    Tale priorità, quella dell'accaparramento energetico, può considerarsi il motore della geopolitica mondiale, in un pianeta Terra in cui per troppo tempo i profeti del neo-liberismo hanno raccontato – a partire dagli anni Settanta, con Friedman, e ancor prima con i teorici della Scuola Austriaca – Von Hayek e Von Mises – la favola di una sviluppo infinito e di un mercato in continua espansione, capace di autoregolarsi. Mito della crescita infinita e di un benessere materialistico che – se vogliamo – va contro tutti i dettami e gli insegnamenti della stessa fisica e della stessa morale. Pertanto, in prospettiva di un progressivo ma repentino esaurimento delle scorte energetiche e delle risorse di idrocarburi e carbone – accantonato il pericolo del nucleare: troppo rischioso perchè fuori controllo sia in fase di smaltimento che di produzione – i grandi della Terra stanno adottando tutte le misure possibili per accaparrarsi – come se si trattasse di una grande partita a Risiko – le ultime risorse rimaste, spesso ai danni delle classi più deboli ed indifese, e delle regioni della Terra più bistrattate e malgovernate (che spesso sono invero, proprio le più ricche: vedi regioni africane) soggette a gravi forme di neo-clonialismo (vedi precedenti articoli in "Qui Europa") con la compiacenza di governanti al soldo delle multinazionali e delle lobbies.

      Lo sguardo agli ultimi   

    Per fortuna – consentiteci – tutto ha un termine,  e su questa folle corsa, che lascia morire coloro i quali non riescono a tenere il passo, un giorno regnerà un giustizia che non appartiene a questo mondo.  Di questo ne siamo certi! Intanto, però, spetta a noi lottare in tutti i contesti nei quali operiamo, per difendere i diseredati, gli ultimi e la democrazia, con gli straordinari mezzi del dialogo e dell'istruzione, della formazione e della coerenza. Ciò per contribuire a creare una nuova classe politica consapevole, moralmente alta e protesa al bene comune. Non è utopia: uomini come Giorgio La Pira ce lo insegnano!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)