Qui Europa

Giorno: 7 Maggio 2012

  • Lo chiameranno “Voto di protesta”

    Lo chiameranno “Voto di protesta”

     

    Lunedì, Maggio 7th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Italia / Elezioni / Sindaci / Proiezioni / Orlando / Tosi / Lega / Pd / Pdl / Movimento 5 Stelle / Idv / Beppe Grillo  

    Lo chiameranno "Voto di protesta"

    Le elezioni fotografano un'Italia scontenta,

    e i media bacchettano

    Roma – Elezioni. Dalle prime proiezioni si delinea una netta sconfitta per i partiti di centro-destra, in primis il Pdl, che pagano l'appoggio incerto e spesso ambiguo al governo Monti. Una sconfitta meno forte, ma sempre una sconfitta, per il Pd che a Palermo lascia il primo posto a Leoluca Orlando – Idv, che va comunque verso il ballottaggio contro Ferrandelli. Vince Tosi a Verona per la Lega, ma soprattutto per se stesso, ora che la Lega non è ormai più una realtà vitale, dopo gli scandali. Invece, grande, "inaspettata" (ma da chi? Da chi è legato a vecchi carrozzoni) vittoria del Movimento Cinque Stelle e del suo "istrionico" leader, Beppe Grillo.

      L'amara, "comica" verità!  

    Mentre scriviamo (7 maggio, h 17, 30) il suo blog non è ancora aggiornato, i giornali non commentano ancora, ma è in attesa un coro di "è un voto di disaffezione… di protesta… l'antipolitica ha vinto, ma certo non potrà governare!" Sarà molto divertente vedere il salotto di Bruno Vespa popolato di volti preoccupati per il futuro del Paese: in mano, dopo un patron di televisioni, a un comico televisivo. Ma, possiamo azzardare, l'unico che ha osato dire in faccia ai potenti scottanti, amare ma rivoluzionarie verità.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)      

     

  • Dominio europeo “.eu” solo per imprese residenti

    Dominio europeo “.eu” solo per imprese residenti

    Lunedì, Maggio 7th/ 2012

    – di Silvia Laporta –

    Corte di Giustizia / Unione europea / Dominio web / Valenza esclusiva per le imprese residenti nell'Unione / Silvia Laporta / Qui Europa  

    Dominio europeo “.eu” solo per

    imprese residenti

    La decisione della Corte di Giustizia Ue

    Lussemburgo – Cosi parla Trstenjak , l’avvocato generale in Corte di giustizia : “ Un impresa può chiedere la registrazione dei propri marchi come nomi di dominio “eu”, soltanto qualora essa abbia sede nell'Ue. Ma facciamo un passo indietro: tutto risale a quanto fatto dalla società americana Walsh Optical nel 2005, quando l’azienda riuscì ad ottenere la tutela del termine Lensworld, nome con cui vengono identificati occhiali e lenti a contatto che sono il core business del gruppo, come marchio del Benelux, registrando al tempo stesso il dominio “lensworld.eu“.

      Il discusso precedente  

    Nel 2006, quindi circa un anno dopo, è stata la volta della società Pie Optiek, anch’essa attiva nel settore degli occhiali e delle lenti a contatto, che si è dimostrata interessata a registrare il dominio lensworld.eu non riuscendo però nell’impresa in quanto già fatto proprio dalla concorrente americana. Ne è nata pertanto una disputa legale contro la Bureau Gevers, la società di consulenza che si era occupata di far avere il dominio contestato alla Walsh Optical, arrivando quindi alla Corte d’Appello di Bruxelles, che ha a sua volta chiesto chiarimenti alla Corte di Giustizia europea ottenendo una tesi secondo la quale solo le imprese e le organizzazioni che abbiano la sede in uno degli stati dell’UE possono richiedere la registrazione di un dominio .eu, tanto da paventare anche una possibile revoca della concessione del dominio alla società americana, la quale, a quanto pare, non ne avrebbe il diritto non avendo sede nell’Unione Europea.

      La "corsa al dominio"  

    Nel 2007 prese il via la corsa per  la registrazione dei nomi di dominio internet sotto il dominio di primo livello “eu”. Questa registrazione, veniva effettuata sulla base del principio “ primo arrivato, primo servito”, ossia la domanda che arriva per prima, ha la precedenza. Tuttavia, durante i primi quattro mesi, ossia durante il cosiddetto  periodo “sunrise”, erano legittimati a presentare la domanda di registrazione soltanto i titolari di diritti preesistenti e gli organismi pubblici, con un ulteriore differenziazione: i primi due mesi erano riservati ai titolari di marchi nazionali, di marchi comunitari e di indicazioni geografiche, permettendo anche ai licenziatari di tali soggetti di chiedere lo stesso trattamento privilegiato.

     Lo sfruttamento legittimo del marchio  

    Trstenjak, si esprime a proposito  del contenzioso C-376/11 circa le condizioni della causa che divide la società belga Pie  Optiek e l’impresa americana Walsh Optical. Secondo l’avvocato dell’ UE   un licenziatario residente in Europa può procedere alla registrazione “ue” e può anche  approfittare della registrazione privilegiata durante il periodo “sunrise”, ma per “licenziatario” deve intendersi soltanto “ il soggetto legittimato in prima persona allo sfruttamento commerciale del marchio”. Secondo quanto enunciato dalla normativa pertinente, l’ufficio competente per la registrazione (Eurid),  deve registrare i nomi di dominio richiesti da un’impresa avente sede  nella Ue. Questa decisione della Corte di giustizia,per quanto non vincolante, potrebbe rappresentare un precedente importante per quanto riguarda la questione dei domini internet: dare la precedenza alle “nostre” imprese, quelle europee.

     Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di soggiorno

    L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di soggiorno

    Lunedì, Maggio 7th / 2012

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Italia / Bruxelles / Coldiretti / Permessi di soggiorno / Relazione Moraes / Prestazioni lavorative / Immigrati / Agricoltura /Lavoro stagionale  

    L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di

    soggiorno da 9 a 6 mesi.

    In Italia a rischio i raccolti. Protesta la Coldiretti

    Bruxelles, Roma – Per gli immigrati non più permessi di soggiorno di nove mesi, ma solo di sei: questa la proposta dell’Unione Europea contro la quale si schiera in prima linea la Coldiretti che denuncia il fatto asserendo che, seguendo questa linea, si metteranno a rischio i raccolti in Italia, dove si registra il 15% di lavoratori stranieri. Il taglio del tempo previsto per la permanenza degli extracomunitari nei territori dell’Ue è il frutto dell’approvazione della relazione Moraes, da parte della Commissione Libe del Parlamento Europeo, sulla proposta di  direttiva del lavoro stagionale. La Coldiretti, però, non ci sta e fa valere le sue ragioni, specificando che nell’agricoltura, in particolare, il lavoro si svolge a fasi, alcune delle quali alternate da periodi di inattività condizionata. In generale, è previsto che l’autorizzazione per la permanenza di un lavoratore “straniero” in Italia, abbia una validità anche pari all’intera durata della prestazione lavorativa, mentre per il settore agricolo coincide con la durata temporale del rapporto e, pertanto, è necessario che il permesso di ingresso sia riconosciuto per nove mesi. E noi ci chiediamo come sia possibile che l’Unione Europea riesca a complicarsi la vita anche nelle cose buone che sono previste dalla politica comunitaria.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Nuova PAC: “lista nera per i falsi agricoltori”

    Nuova PAC: “lista nera per i falsi agricoltori”

    Lunedì, Maggio 7th / 2012

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione Europea / Corte dei Conti Europea / Consiglio agricolo Ue / Lussemburgo / Bruxelles / Riforma Pac / Risorse comunitarie / Lista nera / Aeroporti / Circoli Sportivi / Campi da Golf / Società Ferroviarie / Società immobiliari / Agricoltori in attività / Dacian Ciolos / Mario Catania 

    Nuova PAC: "lista nera per i falsi agricoltori" 

    Esclusi dai finanziamenti aeroporti, centri sportivi,

    società immobiliari e ferroviarie

    Lussemburgo, Bruxelles – Che la riforma della Pac, Politica Agricola Comune,  prevista per il periodo 2014-2020 non fosse cosa facile, già l’avevamo detto in un precedente articolo del 7 aprile scorso: la Corte dei Conti europea aveva giudicato il quadro normativo troppo complesso, sottolineando la mancanza di obiettivi strategici e l’ambiguità della definizione di “agricoltori in attività” che faceva temere che i finanziamenti potessero finire anche nelle tasche di chi non esercita alcuna attività effettiva. Davanti a queste difficoltà, in occasione del "Consiglio agricolo" Ue della settimana scorsa, il commissario europeo, Dacian Ciolos, per far fronte ai “rimproveri” da parte della Corte, ha avanzato la proposta di una sorta di lista nera di soggetti che, in futuro, non potranno ricevere gli aiuti europei. Tra essi aeroporti,  circoli sportivi, campi da golf, società immobiliari e ferroviarie che, nonostante possiedano anche terreni agricoli, saranno esclusi dal nuovo sistema di finanziamento promosso dall’Ue. L’ipotesi di Ciolos si basa, dunque, sull’idea di esclusione e non su quella di definizione netta del concetto di “agricoltori in attività” ma, nonostante ciò, essa rappresenta comunque un passo avanti nella gestione della politica agricola comune.

      Aumento degli aiuti per i giovani agricoltori  

    Altri punti salienti della riforma in questione riguardano l’aumento degli aiuti destinati ai giovani agricoltori che “trova l’Italia – a detta del Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania – pienamente disposta ad appoggiare il commissario Ciolos”, nonostante al nostro paese non piaccia totalmente l’idea della lista nera. Ogni Stato membro, su proposta dello stesso Catania, avrà un margine di flessibilità nello stabilire chi sono gli agricoltori attivi in maniera da investire, nel migliore dei modi, le risorse comunitarie. Tra due mesi, le misure previste per la Pac approderanno nell’aula dell’Europarlamento dove saranno presentate le controproposte di riforma. Intanto, il ministro Catania, ha incontrato i colleghi dell’Irlanda e della Polonia e, soprattutto con quest’ultimo, ha discusso delle modalità di ripartizione degli aiuti europei constatando che “ da parte di Varsavia non c’è più quella rigidità iniziale che rischiava di rendere ancor più complicati eventuali accordi per la politica agricola comune”. Quindi, Pac si o Pac no? I dubbi di certo rimangono e, probabilmente non saranno neanche sciolti: speriamo solo che, nel frattempo, qualcuno non si improvvisi agricoltore in aeroporto o in stazione per ottenere i finanziamenti europei! Del resto, tutto è possibile.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • La rivincita dell’Olimpo

    La rivincita dell’Olimpo

    Lunedì, Maggio 7th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Crisi Ue / Elezioni / Voto di protesta / Atene / Fondo Monetario Internazionale / Troika / Lucas Papademos / Destrra / Nuova democrazia / Sconfitta dell'austerity / Governo di unità nazionale / Governo tecnico / Rivincita / Aiuti   Atene / Merkel / Lagarde / Barroso / Zeus 

    Voto – L'Olimpo si libera dei fantasmi dell'austerity

    La destra fa incetta di consensi, Papademos sconfitto

    Atene – Una disfatta annunciata per Lucas Papademos e i suoi sostenitori, spazzati via da una vera e propria maggioranza bulgara che ha premiato gli oppositori di un governo tecnico odiato e imposto dall'alto. I partiti che hanno sostenuto la Troika (Bce, Fmi e Ue) ed i suoi eccessi sono infatti crollati miseramente. Sull'Olimpo, dunque, divinità in festa sullo sfondo di uno scenario inedito che ha sancito la vittoria della destra  che – così come dichiarato alla vigilia – porterà di sicuro ad un cambiamento radicale all’interno del Parlamento ellenico. Un voto di protesta che ha favorito, inoltre,  la destra neonazista di Alba Dorata che si è aggiudicata una fetta di torta piuttosto rilevante: quantificabile tra il 6% e l’8%.

      Amaro risveglio per i tecnocrati della Troika  
     

    Amaro risveglio, dunque, per l'ex uomo della Trilateral Commission e della Bce, Lucas Papademos, che dovrà a questo punto puntare tutto sulla nascita di un “Governo di unità nazionale pro-europeo”, e dovrà assistere impotente all'inevitabile nascita di un patto unico tra Nuova Democrazia e Pasok: i due partiti, nati dalle ceneri del regime dei colonnelli, instauratosi nel Paese fino al 1974. Partiti che assieme non sono riusciti a raggiungere, per l'appunto, il 37% dei consensi: soglia minima prevista per ottenere la maggioranza in Parlamento, cioè quota 151 seggi sui  300 disponibili. Alla luce di quanto accaduto nelle scorse ore, dunque, la configurazione del nuovo organigramma dell'assemblea legislativa ellenica, vedrebbe in testa  Nuova Democrazia, con 108 seggi, seguita da Syriza a quota 47 , Pasok a quota 38 e – a sorpresa – dal gruppo di estrema destra,  Alba Dorata, con 19 seggi. Notevole anche il risultato ottenuto (sempre in chiave antieuropeista ed anti-austerity)  dal partito dissidente Independent Greeks (gruppo scissionista, fuoriuscito da Nuova Democrazia) attestatosi all'11% dei consensi, e dai  comunisti del KKE: partito che ha portato a casa un buon 9%, e che ha incentrato tutta la sua campagna elettorale sull'abbandono della moneta unica ed il ritorno alla dracma.

      La rivincita di Zeus  

    Insomma la definitiva abbuffata tedesca sulle ceneri del Partenone probabilmente dovrà essere rimandata o rimessa definitivamente. News che creeranno forse qualche mal di stomaco ai leaders, ed agli dei, della speculazione internazionale e degli "aiuti facili". News piuttosto forti, anche per le coronarie di Lady Merkel (già provate dalla disfatta di Sarkozy) e di Lady Lagarde, che a questo punto dovranno incontrare Van Rompuy, Barroso e lo stesso Monti, e rivedere necessariamente – loro malgrado – tutti i progetti pro-Grecia finora delineati per Zeus e compagni. L'Olimpo ringrazia!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)