Qui Europa

Giorno: 23 Febbraio 2012

  • Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012

    Parlamento europeo / Dati personali / Usa / Consiglio Europeo  / Veld 

    Dati sensibili: a rischio laccordo Usa-Ue 

    Contraria l’eurodeputata Veld: prioritario salvaguardare privacy

    Bruxelles – Stamane all’Europarlamento la deputata olandese in't Veld, con una raccomandazione in aula, ha fatto il punto sull’accordo Ue-Usa relativo alla controversa questione della gestione dei dati personali nei viaggi transatlantici, osteggiando il patto siglato dal Consiglio Ue nel 2011, reo di violare la legislazione comunitaria. “Ho studiato attentamente l’accordo e non sono riuscita a trovare una ragione sufficiente per accettarlo – ha dichiarato la Veld –  in quanto il nuovo accordo presenta molti elementi negativi, tra i quali il trasferimento alle autorità americane di informazioni sui passeggeri aerei in viaggio verso gli Stati Uniti (…) D’altra parte – ha fatto notare la deputata – il Trattato di Lisbona dà al Parlamento europeo il potere di dare o di rifiutare il proprio assenso agli accordi internazionali firmati dal Consiglio Ue”. La questione sarebbe in effetti più delicata di quanto sembri, in quanto la trasmissione spropositata ed illimitata di tali dati sensibili avrebbe in effetti inevitabili ripercussioni anche economiche, superando i necessari visti tra Usa ed Europa. Ciò alienerebbe dalle mere e sacrosante misure di sicurezza. “Il consiglio – ha precisato la signora in’t Veld – ci sta chiedendo la nostra benedizione ai rapporti transatlantici”. Inoltre secondo la relatrice questo accordo potrebbe creare un precedente difficile da gestire anche verso paesi come Cina o Corea del Sud: di certo non celebri per il loro regime di tolleranza democratica e correttezza commerciale (vedi prodotti cinesi contaminati). Ad avvalorare le preoccupazioni della Veld, è doveroso osservare che in effetti l’Ue in tali raffronti internazionali presenta spesso molte lacune e punti deboli, godendo di poteri negoziali limitati e non informati a criteri di reciprocità. La raccomandazione verrà ora messa al voto in commissione il 20 marzo. Poi la palla passerà all’assemblea, che si pronuncerà sulla questione nel prossimo aprile 2012. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Pil 2012: Italia in recessione. L’Ue lo dà in ribasso dell’1,3%

    Pil 2012: Italia in recessione. L’Ue lo dà in ribasso dell’1,3%

    Giovedì, Febbraio 23th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Economia / Pil / Stime 2012 / Recessione / Olli Rehn / Mario Monti

    Pil 2012 – Ufficiale! Italia in recessione.

    L’Ue lo dà in ribasso dell’1,3%

    L’Italia non è uscita dal “cono d’ombra”!

    Scoppia anche l’inflazione

    Bruxelles – Pil al ribasso dell’1,3% e inflazione record al 2,9%. Sono le pessime stime della Commissione Ue per il 2012, rese note nelle scorse ore dal Commissario agli Affari
 Economici
e  Monetari, Olli Rehn. L’alto funzionario ha parlato di “lieve recessione tecnica”, ma l’espressione ci pare francamente eufemistica e ben più subdola di quanto qualcuno vorrebbe farci credere. Dunque le ultime esternazioni di Bruxelles stridono, e non poco, con i trionfalistici proclami che una settimana orsono Mario Monti sosteneva al Parlamento Europeo. “L’Italia è ormai uscita dal cono d’ombra”: dichiarava fiero il premier tecnico. Ma a quale cono facesse riferimento l’ex presidente della Bocconi, non si è ben capito!  Secondo Rehn “le misure di austerity – tanto care allo stesso Monti ed alla Merkel – nel 2013 riporteranno il debito a un livello sostenibile”. Ma sappiamo benissimo che la pazzia dei mercati e dello spread renderà tutto vano, impoverendo sempre più le classi medio-basse: sprofondate senza riparo nel celeberrimo “cono d’ombra montiano”. Così, mentre a San Remo e nelle radio spopola la canzone di protesta sociale di Emma Garrone – che chiede al premier “come fare a mangiare” – a diventare insostenibile, intanto, è diventato – e lo sarà ancor di più – non il “debito sovrano”, ma piuttosto il quotidiano degli Italiani. Ma questo sembra importare poco ai maniaci del mercato!  Mario Monti,  al termine dell’incontro con il Primo ministro spagnolo “semi-tecnico” Mariano Rajoy,  ha commentato per niente sorpreso la notizia, anzi nelle sue parole si è letta una lieve vena di compiacimento : “non occorre una nuova manovra –  ha dichiarato – perchè nel pacchetto Salva-Italia abbiamo tenuto conto di una previsione molto precauzionale sul Pil”. Bontà Sua! 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • La “lauretta” nella Repubblica della sfiga

    La “lauretta” nella Repubblica della sfiga

    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012

    Italia / Università / Istruzione / Laurea / Perdita valore legale / Martone / Monti 

    La “lauretta” nella Repubblica della sfiga

    In pericolo il valore legale della laurea

    Roma Nelle scorse è giunto il monito da parte della VII commissione al Senato sui dubbi relativi alle “minacce di annullamento” del valore legale della laurea, successiva – tra l’altro – alla gravissima e clamorosa gaffe del viceministro “tecnico” al Lavoro Michel Martone (foto) che lo scorso 24 gennaio ha bollato senza mezze misure come “sfigati” coloro i quali si laureano dopo i 28 anni di età. Secondo la commissione medesima, quella perpetrata dal governo Monti sarebbe – in effetti – un’ennesima ingerenza: il tentativo antistorico di imporre “un modello liberista anglo-americano, in una realtà come quella Italiana che ha una forte tradizione statalista”. Malgrado tutto il Thatcheriano premier Mario Monti ha dichiarato in merito l’avvio di una pubblica consultazione sul sito del Miur. Propenso, tuttavia, a dare attuazione alla suddetta abolizione che probabilmente spetterebbe ad un governo politico, diretta espressione della volontà popolare. Infatti secondo Mario Monti (Dalle pagine de “La Repubblica”) “l’abolizione del valore legale del titolo di studio poggerà tutta sul sistema di valutazione delle università che sta mettendo a punto il Ministro Profumo”. Speriamo che non annullino anche la laurea del Premier: anche se in effetti i tecnici nominati dall’alto non dovrebbero correre pericoli di sorta. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Crisi Ue: Fitch vuole uccidere la Grecia

    Crisi Ue: Fitch vuole uccidere la Grecia

    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012

    – di Sergio Basile 

    Commissione Ue / Grecia / Rating /  Default / Fitch / Golpe 

    Crisi Ue: Fitch vuole uccidere la Grecia

    Ennesimo  declassamento. La sovranità?

    Una foto sbiadita

    Bruxelles, Atene, New York – Dopo   il Via libera dell’Eurogruppo d’oltreoceano è arrivato puntuale il solito declassamento ad hoc di Fitch. Fin dalle prime luci dell’alba il rating della Grecia è infatti passato come per magia da C a CCC. Roba da matti! Ma l’agenzia ha rincarato la dose – onde e vitare eventuali incomprensioni – con una sorta di diktat che impone ai cugini ionici di aprire al capitale privato. Come a dire: “le svendite sono obbligate! Accorrete gente!” C’è chi parla addirittura di default controllato dalle multinazionali. Ipotesi non assurda, considerando che le care e benevole agenzie di reting sono di fatto controllate da multinazionali private, che fanno il bello ed il cattivo tempo nei rispettivi consigli di amministrazione non solo di Fitch, ma di Moody’s e S&P. Tuto sotto l’indifferenza della politica Usa e Ue. Complimenti vivissimi! Un vero golpe mondiale legalizzato ed autorizzato dalla politica, che in tempi non sospetti demandò alle agenzie medesime – prima impegnate solo a mettere il voto alle sole aziende – di emettere giudizi, più o meno parziali, sugli staterelli sovrani. Oggi nani di plastica disseminati qua e la  nei lussuosi giardini del capitalismo mondiale. Che Dio salvi la Grecia

    Sergio Basile