La vergogna mondialista continua: Sanzioni Ue alla Siria per il 7°anno

Martedì, 29 maggio/ 2018

di Sergio Basile  -

 Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Siria, Sanzioni, Unione europea, strategia mondialista    

La vergogna mondialista continua – Sanzioni Ue

alla Siria per il 7° anno

Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?

L'Unione europea ha rinnovato le sue sanzioni economiche contro la

Siria per il settimo anno consecutivo, infierendo su un popolo

dilaniato dalla guerra e dalla fame

 

 

di Sergio Basile

SANZIONI UE CONTRO LA SIRIA PER IL 7° ANNO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Sanzioni Siria – La vergogna mondialista          

Bruxelles - di Sergio Basile - L'Ue nelle scorse ore ha rinnovato, per il settimo anno consecutivo, le sue sanzioni contro la Siria e il Consiglio Ue ha aggiornato nel suo elenco "nero"  le informazioni sensibili relative a "soggetti particolari", reputati "a rischio democrazia", e ad entità giuridiche da tempo sotto osservazione. La lista ora comprende 259 persone e 67 entità  poste sotto divieto di espatrio e blocco dei beni. I nuovi soggetti aggiunti alla lista sarebbero stati individuati, secondo Bruxelles, per il loro ruolo nell'uso di "armi chimiche", come è avvenuto per le 4 persone inserite all'elenco delle sanzioni in data 19 marzo 2018.

                           Nella giornata di ieri, 28 maggio 2018,

il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano

                                   fino al 1 ° giugno 2019.

"Data la repressione in atto sulla popolazione civile – si legge nel comunicato ufficiale dell'Unione - l'UE ha deciso di mantenere le sue misure restrittive nei confronti del regime siriano e dei suoi sostenitori, in linea con la strategia dell'UE sulla Siria". Più in generale, le sanzioni attualmente in vigore contro la Siria includono un embargo petrolifero, restrizioni su alcuni investimenti, il congelamento dei beni della banca centrale siriana detenuti nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologia che – secondo il consiglio Ue – "potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e su apparecchiature e tecnologia per il monitoraggio o l'intercettazione di comunicazioni Internet o telefoniche". Ma questi beni e strumenti di prima necessità non sono utilizzati, così come avviene in Occidente e nel resto del mondo, anche dalla gente comune? Da anziani, donne e bambini? A Bruxelles queste banali domande non se le pongono da lunghi anni.. secoli! Come mai?

 Il massimo dell'ipocrisia                                    

Malgrado l'ennesimo pesantissimo crimine mondialista palesato contro la dignità del popolo siriano (vera vittima delle sanzioni) il massimo dell'ipocrisia "giuridica" emerge dalla seconda parte del comunicato del Consiglio europeo:

                "L'UE rimane impegnata a trovare una soluzione politica

                           duratura e credibile al conflitto in Siria,

come definito nella risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

                            e nel comunicato di Ginevra del 2012.

        Come indicato nella strategia UE sulla Siria adottata nell'aprile 2017, 

           e riaffermato nella conclusione del Consiglio del 16 aprile 2018.

L'Unione europea ritiene che non vi può essere alcuna soluzione militare al conflitto

         e sostiene con forza il lavoro dell'inviato speciale delle Nazioni Unite".

 La testimonianza delle suore trappiste siriane      

Come hanno ricordato in più sedi le suore trappiste di siriane, vere apostole di pace e giustizia nella martoriata Siria, l'Ue nella sua "strategica azione in difesa del popolo siriano" sembra non capire che

                       «La speranza non si uccide solo con il fucile,

                                 ma anche con le sanzioni».

Le misure rinnovate, privano l'intero popolo, per l'ennesima volta, della propria dignità e del necessario per vivere, costringendolo in condizioni sovraumane di miseria e sofferenza. Insomma una guerra mascherata e altrettato sanguinosa – che si accompagna impietosamente alla vera guerra di aggressione militare - che va avanti da sette infiniti anni. Ecco di seguito, molto interessante e degna di nota, la risposta delle suore all'ennesima criminosa ingerenza europiesta:

    "Si sa benissimo che queste misure non colpiscono affatto chi è al potere.

               Le sanzioni colpiscono la gente, ed in modo durissimo…

Niente materie prime per lavorare, niente medicinali, anche per le malattie gravi

    Tutto carissimo, i prezzi degli alimenti sono arrivati a dieci volte tanto…

     Senza lavoro, in un paese in guerra, dilaga la violenza, la delinquenza,

           il contrabbando, la corruzione, la speculazione, l’insicurezza.

          Questi, sono i frutti delle sanzioni.. La gente non ne può più".

 Tutto ciò è davvero senza senso…                         

Continuano le suore: “E' proprio questo che si vuole con le sanzioni: esasperare la gente perché faccia pressione sul governo. Benissimo? E chi lo vuole? .. Otto anni di sofferenza della gente, anni di vita tirata con i denti… Provate a immaginare quanti sono otto anni per un bambino in crescita? Quanto importanti? E’ possibile pensare di usare anni di sofferenza della gente per ottenere un risultato politico, strategico? mascherandolo poi come il bene vero della gente stessa? No, non è proprio possibile. E se non sappiamo trovare altri strumenti, allora siamo veramente  indegni di chiamarci "paesi civili".. (cioè, paesi che dovrebbero avere a cuore le sorti del popolo!!!!)  E poi si continuano a mandare soldi, aiuti.. E di questo, va detto con sincerità, qui tutti sono davvero grati, perché l’Occidente sa essere davvero molto generoso. Voi stessi che leggete, sì, tante volte avete aperto il cuore". 

"Ma non è assurdo? Non sarebbe meglio creare lavoro, creare opportunità ?

         Fermare le speculazioni che aumentano a dismisura i costi?

                  Far ripartire la vita, ed investire in progetti? "

                               (suore trappiste siriane)

 L'amara verità                                                       

Alla luce dell'ennesimo comunicato europeo sulla "necessità e bonta" delle sanzioni contro il "regime (popolo) siriano" e sulla scorta dello sfogo delle suore trappiste, impegnate in prima linea in difesa dei più deboli, per missione e vocazione, possiamo concludere amaramente che

         il reale obiettivo del mondialismo europeista incarnato dal Consiglio,

                      e dalle menti oscure che ne orientano la mano

            è quello di disintegrare il popolo siriano e non quello di aiutarlo.

         Popolo in gran parte reo – fino a prova contraria – di essere cristiano

o, comunque, non fanatico o allineato a quel movimento globale, pseudo-religioso,

  che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria,

                a trazione giudaico-massonica e a avocazione anti-cristiana.

Ormai quasi tutti i paesi arabi e mediorientali sono stati asserviti alla causa mondialista,

       inutile nascondersi dietro inutili e ridicoli comunicati "politiamente corretti".

                   La realtà dei fatti è ciò che conta, e i fatti "parlano chiaro".

              Le chiacchiere e i "buoni" propositi di facciata dell'Ue stanno a zero!

 Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?    

Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace da anni. Nessuno osa uscire dai solchi filo-atlantisti e l'inversione della realtà, anche sulla questione siriana, è totale: passano gli anni dall'inizio dell'aggressione militare - sono 8 – si rinnovano le sanzioni – sono 7 – ma tutto procede secondo copione. Se non bastasse la politica monetaria avallata dall'Ue contro 530 milioni di europei; se non bastassero le leggi contro la famiglia naturale e le politiche al lavoro; se non bastasse l'aver rinunciato forzatamente alle nostre sovranità (politiche, alimentari, monetarie, finanziarie, agricole, biologiche, mediche, ecc..) questa esposta, potrebbe essere la prova regina per convincere anche gli europeisti più illusi del totale fallimento del progetto Ue: un piano mondialista nato contro l'uomo, la sua anima e la sua dignità. Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?

 Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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