Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

Lunedì, Settembre 10th/  2012

– L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –

Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali / Commissione Trilaterale / 666 / Simbologia / Vangelo Secondo Matteo / Gesù Cristo / Forum Ambrosetti / Sacco del Britannia / Debito Illegale / Tradimento dei Trattati / Tradimento della Costituzione / Credit Crunch / Eba / ESM / MES / Inside Job 

Monti-Napolitano: "Italia sulla Buona Strada" 

Il Consiglio di "Qui Europa": Dimettetevi!

Recessione e Commissariamento: le uniche costanti

nel presente e nel futuro dell'Italia targata Monti

Tutte le contraddizioni e le ipocrisie della coppia neoliberal

Monti-Napolitano nei sermoni di Roma, Cernobbio e Bari 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Annus Orribilis                                                                                                                

Roma, Bari, Cernobbio – Il 2012 è stato in assoluto "l'annus horribilis" di quello che una volta (cioè fino al 2011) era noto nel mondo come il Bel Paese: la settima economia del mondo ed il Paese dell'arte, degli inventori, dell'artigianato, del turismo, della moda, del buon cibo, dei santi e dei navigatori! Tutto un bel ricordo ormai! Il 2012, dopo il golpe neo-liberista favorito da Giorgio Napolitano sarà ricordato dai posteri come l'anno della recessione; dei licenziamenti di massa; della svendita del Patrimonio Nazionale; del fallimento e contestuale svendita dei fiori all'occhiello del "Made in Italy" (prima rete d'imprese in Europa e tra le prime al mondo); delle bugie sistematiche; del tradimento della Costituzione e dei Trattati europei; del tradimento del Principio di Sussidiarietà; della rottura del "Patto sociale"; della speculazione legalizzata; dell'usura legalizzata; della distruzione dello "Stato Sociale"; del disprezzo di ogni forma di dignità umana; del tradimento dei capisaldi della nostra tradizione cattolica e della "Rerum Novarum" (principi incarcati benissimo in politici cristiani del calibro di "Giorgio La Pira" che conribuirono a far grande l'Italia); del Debito Illegale; del tradimento della Democrazia; degli scandalosi aumenti record (7) delle accise statali sul carburante; del primato mondiale sulla tassazione, e chi più ne ha più ne metta! Ma alla fine, il messaggio che i nostri governanti (non eletti) hanno voluto far passare nel week-end è stato quello della necessità e della continuità di questo pandemonio artificiale nel nome dell’emergenza e del debito pubblico (debito – ricordiamolo – creato artificiosamente dalle banche al 90%, e dagli stessi politici – figli del "Porcellum" – che oggi occupano ancora le poltroncine rosse del Parlamento, per il restante 10%).

 Monti-Napolitano – Un'accoppiata vincente                                                        

Dunque, per ora, avanti tutta con la menzogna liberista! Almeno fino a quando Eni, Enel e Finmeccanica e le altre società controllate dallo stato, non saranno state gettate nel calderone della speculazione. Nel fine settimana (Venerdì, Sabato e Domenica) abbiamo assistito, in tal senso, ad una serie infinita di prove verbali propagandistiche di più alta scuola, protese a mistificare come non mai la realtà dei fatti, malgrado il palesarsi di impietosi numeri ed indici recessivi. Protagonisti sempre loro! Gli artefici del colpo di stato iberista che ha distrutto l'Italia – uno dei paesi più robusti e ricchi al mondo – nonché le famiglie italiane oneste e lavoratrici, milioni delle quali ridotte sul lastrico. Chi sono? Semplice! I "già denunciati" professor Mario Monti e "l'ex-comunista" (convertitosi al neoliberismo più selvaggio e bieco) Giorgio Napolitano.

 Il miglior modo per inaugurare la "Fiera del Levante"                                      

Ma esaminiamo nel dettaglio i passaggi più significativi dei loro contraddittori e folli sermoni neoliberisti. ''Condivido alcune critiche rivolte all'azione di governo, anzì le condividerei se non avessi presente la drammaticità della sfida che avevamo da affrontare''. Così – mettendo le "mani avanti" – il professor Monti ha inaugurato la 76ma Fiera del Levante a Bari. "Molte cose fatte – ha detto – hanno sofferto di angustia, ma prese insieme hanno permesso di evitare che l'Italia avesse un tracollo, forse per lungo tempo irreversibile, e con essa l'Europa". Ma evidentemente il professore ha dimenticato di far cenno al fatto che neppure un anno fa l'Italia aveva 100 miliardi di euro in meno di debito pubblico, e godeva di un avanzo primario invidiabile. Come invidiabile era il debito privato delle imprese: 40 miliardi di euro contro gli 8000 miliardi di euro delle imprese francesi. Paese, quest'ultimo, al contrario dell'Italia, stranamente  fatto salvo dalle grinfie degli speculatori. Ma dopo quello del debito, il secondo alibi di Monti – ormai si sà – è quello dell'evasione fiscale: quella che lo stesso ha osato definire una "guerra di civiltà". Dimenticando forse – da sedicente cattolico –  che la stessa dottrina cattolica dei dottori della Chiesa (San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Leone XIII, ecc..) non riconosce la validità, la legittimità e la legalità di forme di tassazione iniqua che superano addirittura il 10% del reddito del capo-famiglia. Percentuale giunta oggi al 60-70% del reddito, considerando anche lo scandalo dei 7 successivi aumenti record delle accide statali sul carburante: un fenomeno che probabilmente neppure Hitler nella sua follia avrebbe mai attuato per i suoi stessi connazionali! Per il liberista Mario Monti, tuttavia, "gli sforzi in programma non sono stati fatti nella misura necessaria per decenni". Pertanto – si giustifica – "il Governo ha dovuto concentrare il loro avvio in poco tempo". Ma sapete a partire da quale anno il debito pubblico iniziò a scoppiare? Dal 1981! L'anno in cui iniziò la collaborazione del giovane Mario Monti con i governi italiani. In quell'anno furono sdoganati i titoli di stato come strumenti di reperimento dei fondi statali. Da allora in poi crebbe progressivamente il ruolo della speculazione bancaria, culminato con l'approvazione dell'art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma la memoria di "Super-Mario" è davvero corta! Complice evidentemente l'età!

 Le contraddizioni sui Giovani: "i nemici del sistema"                                        

Altra perla, poi, quella sui giovani. "I giovani – ha sostenuto – sono la componente più largamente inutilizzata e demoralizzata del capitale umano del Paese, specialmente al Sud". Da tempo – ha poi continuato l'ipocrita Monti – ricevono incentivi incoerenti e segnali di disattenzione. (…) E'  maturata in molti giovani la sensazione di non potercela fare con i propri mezzi". Ciò spingerebbe i giovani a cercare vie traverse e raccomandazioni.  Ma la verità è che la recessione – da lui stesso ingenerata – ha inevitabilmente esasperato le condizioni di vita dei giovani – specie al Sud – spingendoli a volte, inutile negarlo, verso le lusinghe della criminalità e del malaffare. Lo dicono i dati ufficiali, secondo i quali i reati e gli stessi suicidi sono in perenne aumento. Un aumento anche questo da record!

 Recessione e Commissariamento: i veri obiettivi del governo?                     

"La ripresa non si vede dai numeri ma l'Italia è ripartita. (…) Spesso mi domandano, dopo oltre quattro anni di crisi economica internazionale, quando arriverà la ripresa. E' vero, rispondo ai miei interlocutori, la ripresa oggi non la si vede nei numeri ancora, salvo qualche barlume, ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo, (?) è veramente dentro di noi ed ed è una cosa che è alla portata del nostro Paese. (?) L'Italia da questo punto di vista è già ripartita – ha poi aggiunto con innegabile faccia tosta – ma non bisogna però prendere queste considerazioni come bollettini di un istituto di statistica o di un istituto di studi congiunturali. (…) Un anno fa – ha ricordato il professore  amico dell'FMI e dei poteri forti ed occulti – non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti (?) da una crisi finanziaria com'è avvenuto al di là del mare, in Grecia. Quest'anno questa prospettiva si è decisamente allontanata, siamo tra i Paesi che contribuiscono a spingere l'Europa verso l'essere una vera Europa. Adesso – ha aggiunto – l'impegno comune di Governo, imprese, parti sociali è quello di creare le condizioni per un nuovo sviluppo economico che si poggia però su basi più solide, rompendo questa gabbia di austerità che ha avvolto la nostra economia, se sapremo muoverci in stretta intesa tra i livelli di governo, se praticheremo bene quel principio di partenariato che l'Unione europea vuole assai pragmatico , se i giovani si convinceranno di questo percorso, e vi contribuiranno individualmente e collettivamente, allora il viaggio faticoso della rinascita dell'Italia può davvero dirsi cominciato a partire dal Sud , a partire da questa terra di Puglia". In sintesi: siamo in recessione, migliaia di aziende sono fallite, milioni di Italiani hanno perso il lavoro per sempre, ma era tutto previsto! Infatti a detta dell'impresentabile Monti, ciò farebbe parte della "misteriosa" strada per la crescita!

 Mario Monti – L'uomo sbagliato al momento sbagliato                                     

Ma già il meglio di sé l'ex (?) boss per l'Europa della "Trilateral Commission"(la celeberrima super-loggia mondialista, con logo un triplice "6" stilizzato: secondo molti studiosi di settore, simbolo biblico dell'Anticristo) lo aveva dato venerdì, nel corso dell’incontro tenutosi con le imprese a Palazzo Chigi. "L’Italia si troverà presto al di fuori della crisi, ed è tutto merito mio", ha  blaterato nell'occasione il professore, col pensiero probabilmente rivolto alle elezioni politiche del 2013. "Certo la ripresa non si vede – ha ammesso – ma essa è dentro di noi". Ma – come detto – dappertutto è un'ecatombe di imprese che falliscono grazie al credit-crunch, al cuneo fiscale, alla concorrenza sleale ed incontrastata delle imprese cinesi. Ciò mentre le banche, chiusi i rubinetti del credito, ormai si sono trasformate esclusivamente in società dedide agli espropri ed alla speculazione, mediante l'acquisto di titoli di stato, in "aste" false.  Complici l'Europarlamento (che ha avallato tale iniquo status quo, contribuendo a "cristallizzarlo" in nome della "democrazia" con la ratifica dell'innalzamento delle riserve di riserva patromoniale delle banche: già per altro piuttosto elevati con gli accordi di Basilea 3); l'Eba (l'Autorità Bancaria Europea, guidata da un altro italiano,  Andrea Enria); e gli assurdi accordi di Basilea 3  che – come non tutti sanno – hanno  blindato tali coefficienti, contribuendo a condannare di fatto migliaia di piccole imprese – assorbite da multinazionali e gruppi bancari – alla legge del "Credit Crunch". 

 Sulla strada del Commissariamento                                                                          

Senza scordare che la cura Monti, finora, come detto, è servita solo a svendere irrimediabilmente – e imperdonabilmente – il patromonio nazionale e le robuste e gloriose aziende italiane, che il mondo ci invidiava. Forse – a quanto pare – troppo! Con il "Cavaliere Mascarato", poi,  il rapporto Debito Pubblico / Pil toccava quota 120,1%. Oggi tocca quota 123,2%. Trend, tra l'altro, in costante aumento, per la gioia delle banche d'affari e degli avvoltoi della finanza. Ma dopo il danno la beffa! Oggi oltretutto, e lo si è capito molto bene sempre nel fine settimana dal discorso di Mario Draghi, il nostro Paese rischia il commissariamento! Quindi ciò vuol dire che a dettar legge in un prossio futuro non sarà più la politica italiana (quello ormai non lo fa in maniera evidente da più di un anno, dall'invio di quella famosa "letterina" della BCE "Draghi-Trichet" del 2011). In realtà, quindi – smentendo clamorosamente le insensate e folli parole del professore – il sistema Italia in Europa non conta più nulla! Infatti è erroneo confondere l'Italia intesa come "Mario Monti" – che dell'Italia e della democrazia è inubbiamente oggi il principale nemico – con l'Italia intesa come "Forza Lavoro", "Forza-Paese" o "Sistema-Paese". 

 Come può Satana scacciare Satana?                                                                          

Fesserie a profusione, dunque, dinnanzi ad una "selezionata" platea applaudente! L'aggettivo "selezionata" è d'obbligo! Altrimenti non si spiega come a non poterne più di Monti – in base ai dati raccolti in mesi di ricerche ed analisi dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – siano oggi la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori (e non solo), dei disoccupati e dei giovani dimenticati, mentre Rai, Mediaset, La7, Sky e compagnia bella finiscano sempre per diffondere immagini del professore che offre le sue impeccabili prove verbali tra tripudi di applausi e trombe squillanti! Evidentemente c'è qualcosa che non torna! Specie adesso che qualcuno parla addirittura di un Monti Bis. Vedi ad esempio, le ultime dichiarazioni da Firenze di Matteo Renzi – il "cosiddetto rottamatore" – che nelle scorse ore ha reso noto che in caso di una sua elezione sarebbe "pronto a fare un passo indietro cedendo il posto al professore !" Roba da matti! Ma l'esercito (o la setta) dei neoliberisti, non sta a guardare neanche al di fuori dei confini nazionali, e da Washington a Londra, da Berlino a Francoforte e Bruxelles  è partito un coro unanime in favore dell'investitura  del "Salvatore Monti" a Palazzo Chigi anche dop il 2013. L'unico, secondo Obama, Merkel, Cameron, Barroso, Moody's e compagnia bella – anche se non si sa in base a quale misterioso criterio – ad esser capace di far ripartire l’economia italiana (dopo averla affossata) tenendo sotto controllo il livello dello spread. E' Curioso, tuttavia, notare come dietro a questi burattini parlanti ci siano uomini vicini a lobbies, banche e multinazionali. Uomini che ne popolano all'inverosimile i rispettivi gabinetti di governo ed i consigli di amministrazone. "Come può Satana essere contro Satana!" Lo dice Gesù, Nostro Signore, in un celebre brano del Vangelo di Matteo (Mt 12, 25-26)!  "Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se Satana scaccia Satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno?". Penso, francamente, che nessuna metafora poteva essere più calzante! 

 L'Italia nel mirino dei privatizzatori del "Britannia"                                             

Ma d'altronde il celeberrimo "Sacco del Britannia" sotto la regia inglese – avviato nel 1992 – ed il piano mondialista dei falchi della Goldman, dovranno pur avere un obiettivo finale! Ed in tal senso emblematiche ed eloquenti sono state le ultime dichiarazioni di Knight Winke – anglosassone azionista Eni con un risicatissimo 2% – secondo il quale "per Wall Street e la City  le privatizzazioni sono più importanti della riduzione del debito pubblico". Molto significativo, inoltre, il tenore delle trame intessute da Goldman Sachs e dalle altre banche d'affari con la stessa Authoriy di controllo voluta da Obama sul sistema bancario Usa, all'indomani dello scandalo Lehman Brothers (come denunciato nel celebre film inchiesta Usa, "Inside Job"). Va ricordato, in tal senso, come una delle banche che più ha speculato al ribasso contro i nostri Btp (così come accaduto con il caso Lehman Brothers) sia stata proprio la Goldman Sachs. La stessa banca d'affari della quale Mario Monti è ancora oggi interlocutore affezionato. Come d'altronde lo furono altri europiesti (e neoliberisti doc) come Mario Draghi e  Romano Prodi. Uomini Goldman – tra i più prestogiosi di sempre –  a tutti gli effetti.

 Napolitano – L'assurdo monologo del Presidente golpista                                 

Sulle stesse imbarazzanti frequenze l'ultimo intervento di Giorgio Napolitano a Cernobbio. "La situazione sta migliorando, ma non bisogna farsi troppe illusioni, perché molto resta da fare per far uscire il Paese dalla crisi. E in questo contesto il Quirinale intende vigilare affinché, a prescindere dall'esito del voto, l'Italia prosegua nel solco tracciato in Europa dal governo Monti per mettere definitivamente l'Italia in sicurezza". Giorgio Napolitano, ha scelto la prestigiossa platea del Forum Ambrosetti per prendere per l'ennesima volta posizione a favore della "sua creatura", del suo "amato figlioccio". E il suo intervento ha tutta l'aria di una campagna elettorale dal retrogusto neoliberal, in aperta convergenza, dunque, verso un "Monti-bis".  Secondo il nobile Re Giorgio, infatti, il suo "professore", "sostenuto dal senso di resposabilità dei principali partiti, è riuscito a tenere fede agli impegni, contribuendo al superamento della crisi del debito (?). Grazie a questi sforzi – ha ribadito – l'Italia ha riguadagnato credibilità internazionale e sui mercati. Ma, certo – nota il Presidente –  la strada è ancora lunga, non bisogna farsi illusioni perché molto resta da fare". 

 Monti e la campana elettorale di Napolitano                                                           

Secondo Napolitano, dunque, in vista delle elezioni del prossimo aprile 2013, le forze politiche dovrebbero "riformare la legge elettorale, dando maggiore governabilità al sistema". E questo con o sensa Monti, l'importante è seguire la sua strada. Magari – ci sembra di leggere tra le righe – cercando di prendere tutte le più adeguate precauzioni verso ipotetiche ( e non improbabili ) vittorie di partiti contrari al disegno neoliberista dei seguaci di Monti (Vedi Movimento 5 Stelle). Ma per Re Giorgio, non ci sarà problema! Per il padrino della Seconda-Repubblica bisogna confidare "sulla maturità delle nostre opinioni pubbliche". Purché il tutto si uniformi – ovviamente – ai diktat imposti da Monti, dall'eurocasta e dalle lobbies bancarie (chiamate con l'appellativo più digeribile di "mercati"). In tal senso per l'anglofono Napolitano "gioverebbe – infatti – un pò di self restraint (o self-control) per non generare confusione e incertezze tali da ripercuotersi sui mercati". Cioè cari Italiani, per uscire dalla crisi (da loro stessi creata e favorita) secondo Napolitano bisognerebbe: 1) Annullare sempre più il Principio di Sussidiarietà: principio, ricordiamolo, che riconosce il primato delle istanze e necessità dei cittadini su quelle – evidentemente – dei mercati;  2) Accettare la dittatura totalitaristica dell'Esm e del Fiscal Compact; 3) Evitare populismi e continuare a restare nell'euro-gabbia, come la Grecia; 4) Formare – con o senza Monti – al più presto gli Stati Uniti d'Europa. E Napolitano, ciò lo dice chiaramente quando asserisce che  bisogna muoversi verso "una vera e propria unione politica". Alla luce di questi insensati sermoni, chiaro e lineare è invece il consiglio che noi di "Qui Europa" ci sentiamo di dare ai nostri carissimi ed amati presidenti: "Per cortesia, Dimettetevi!"

Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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