I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

Martedì, Maggio 29th /  2012

- di Silvia Laporta –

Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / Banksters / Silvia Laporta / Europa 

Spagna – Bankia sull'orlo del fallimento?

I mercati minacciano Madrid: Rajoy non sa

dir di no alla casta bancaria

Madrid – Il terzo istituto bancario spagnolo, Bankia, sarebbe ancora assetato di fondi: quel che si dice un pozzo senza fondo! Dopo il recente stanziamento di circa 23,5 miliardi di euro per evitare la bancarotta , il premier Spagnolo Mariano Rajoy, da solo, chiede aiuto all’Unione europea e di nuovo bussa alla Banca Centrale Europea di Mario Draghi. La richiesta del premier è quella di sostenere un  Paese in piena crisi di liquidità, dopo aver rivisto i conti del 2011 e annunciato una perdita relativa di esercizio di circa 3 miliardi di euro e i rendimenti sui titoli decennali del debito, ieri saliti sopra il 6.5% ai massimi dell’introduzione della moneta unica, con lo spread  a 511 punti base. L’ammontare complessivo delle perdite del sistema spagnolo è stato  quantificato nei giorni scorsi dall’International Institute of Finance (IIF) in circa 220 miliardi di euro, un quarto dell’intero Pil nazionale. Una cifra che, se la crisi dovesse acuirsi, potrà essere coperta solo grazie a un intervento dall’esterno tramite un salvataggio orchestrato dagli organismi internazionali e l’Unione europea. Ma questo, ovviamento è quel che passa radio-Debtocracy.  Qual'è la verita? Difficile scoprirlo.

  Sos: aiutiamo le "povere banche" a non aiutarci!  

Bisognerebbe, infatti, passare ai raggi "x" le carte dell'istituto iberico. Intanto c'è – come sempre – da fidarsi e da aprire i portafogli. Bankia è un caso a se e non ha nulla a che vedere con la tenuta del paese e con l’allargarsi dello spread nei confronti della Germania”  ha detto – in un lapidario commento – Rajoy durante una conferenza stampa con gli investitori. “ Siamo stati costretti a intervenire su Bankia, l’alternativa era il fallimento e non possiamo permettere che le Banche falliscano perché farebbero cadere anche il paese. Stiamo definendo i dettagli del sostegno che daremo ma posso assicurare che l’intervento del Governo non avrà ripercussione sul deficit del bilancio pubblico” e quindi sugli obiettivi di risanamento concordati da Bruxelles.

  Debtocracy – Anche a Madrid, il solito rischio rotto  

Madrid – secondo la casta – si èsarebbe infatti impegnata a ridurre il disavanzo dal 8,9% al 5,3%, entro l’anno, ma per evitare il fallimento e soprattutto il contagio verso gli altri istituti di credito spagnoli  rimasti invischiati nella bolla immobiliare esplosa nel 2007 e che rischia ora di trascinare la Spagna nel baratro, saranno necessari ben altri fondi pubblici. Il problema  però, quello che "radio-debtocracy" cela e si guarda bene dal chiarire ai cittadini spagnoli, e che così facendo, evitando cioè scrupolosamente di mandare al diavolo – una volta per tutte – le "improponibili ed inique" agenzie di rating, il debito non può far altro che rigenerarsi. Basterebbe dichiarare fuori giorco Fitch, standard & Poor's e Moody's per risolvere tutti i problemi, o comunque gran parte di essi. Ma la via maestra che la casta dei banchieri ha indicato ai suoi fedeli burattini, evidentemente è ben diversa.

  La "triste e desolata" via maestra di Rajoy  

Infatti il leader Rajoy, il conservatore Re di Madrid, non nasconde di essere “molto favorevole” alla possibilità che il prossimo Esm, (la nuova arma di distruzione di massa dell'Ue, per intenderci) il fondo di "salvataggio europeo" (che fantasia questi banksters), possa fornire aiuti direttamente alle entità finanziarie e non solo agli stati. La Spagna chiede all’Unione “una risposta chiara in difesa dell’euro (moneta unica che, come sappiamo benissimo, è uno dei fattori di co-destabilizzazione di tutto l'euro-sistema: o dell'euro-gabbia, che dir si voglia)  e ribadisce la necessità che la Bce “sostenga il debito dei paesi membri”. "Infatti – continua il premier amico dei banchieri – con uno spread di 500 punti base è molto difficile riuscire a finanziarsi. Dobbiamo risolvere il problema del finanziamento e della sostenibilità del debito di Paesi che, con le riforme e i sacrifici, dimostrano di comportarsi come si deve” .

  Il solito alibi della bolla speculativa, ormai non regge  

Ieri Bankia ha chiuso a 1,36 euro,(in calo del 13,38%) ma gli analisti preannunciano che scenderà ancora: per Deutsche Bank fino a 0,50, per Nomura anche fino a 0,30 euro. Il settore immobiliare, dopo 10 anni di bolla speculativa, è crollato. Ma sappiamo che questo non è il fulcro del problema, come radio-debtocracy continua a propagandare. Anche, se evidentemente, tutte le banche che avevano accumulato un esplosione sul mattone superiore a 320 miliardi di euro,(un terzo del Pil nazionale) si sono ritrovate fuori di 180 miliardi di euro, che potrebbero sfiorare i 260 miliardi nel 2013. Ma dire ciò, senza ammettere che con lo spread il debito di autorigenera vuol dire mentire e dissimulare la verità.

  30 miliardi per continuare a "restare in crisi"  

Il governo spagnolo sta valutando l’iniezione di contante tramite il conferimento di titoli di Stato o Bond emessi dal Frob, il fondo di ristrutturazione ordinaria bancaria. Questa operazione non dovrebbe avere nell’immediato degli effetti sul bilancio statale. Ma saranno sicuramente necessari ben altri capitali pubblici! Si prevede infatti, contro le previsioni ottimistiche del premier spagnolo, che altri istituti bancari avranno presto bisogno di sostegni: CatalunyaCaxia, NovacaixaGalicia e Banco de Venecia, secondo indiscrezioni, avrebbero bisogno di circa 30 miliardi di euro per restare a galla. Un consiglio: cambiate favola!

Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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