“De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

Venerdì, Marzo 16th/ 2012

Bce / Crisi Ue / Stime Pil / Ribasso / Responsabilità / Eurozona / Tecnocrati / Draghi

"De-crescita" 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

Caro “Super-Mario”, la responsabilità è anche tua!

Francoforte – Nelle ultime ore l’Eurotower  ha calcolato al ribasso le stime sul Pil dell'eurozona per il 2012, misuratore economico cui variazione attesa sarebbe compresa tra il -0,5% e lo 0,3%. Quindi un’ulteriore flessione rispetto alle precedenti rilevazioni che vedevano il Pil, nello stesso anno, tra lo 0,5% e il +1%. Per “Super-Mario Draghi” si tratta comunque di aspettative tutto sommato ottimistiche – alla luce di quanto sta accadendo in Europa – forse anche troppo! “Tale flessione” – si legge nel comunicato mensile – sarebbe giustificata  infatti dalla “diminuzione della domanda estera, dagli elevati prezzi del petrolio, dalle misure di risanamento delle finanze pubbliche e – a quanto pare per la Bce non in maniera determinante – dalle condizioni di offerta del credito lievemente – termine alquanto paradossale – più restrittive”. "Le prospettive economiche – continua il bollettino – dovrebbero essere sostenute dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine, molto contenuti nell'area dell'euro, e da tutte le misure adottate a sostegno del buon funzionamento del settore finanziario dell'area . Di seguito, tuttavia, Francoforte riconosce il fatto che il processo di risanamento dei bilanci “continui a frenare la dinamica di fondo della crescita",  senza nascondere la probabile propagazione dell’ira del – consentiteci l’aforisma – “dio-mercato” (ancora a quanto pare adirato per il debito sovrano) all'economia reale dell'area euro, con “contestuali ed ulteriori rincari delle materie prime”. Insomma, un disastro! Peccato che nel pandemonio il board della Bce ometta di indicare: 1) la malsana volontà della politica europea nel gestire al meglio la situazione, partendo proprio dal cuore del problema. Ometta cioè di ricordare che – ignorando, tra l’altro, le tensioni sociali sempre maggiori – l’Ue dovrebbe frenare una volta per tutte, e con tutti i mezzi possibili, le agenzie di rating – come noto controllate in gran parte da grandi multunazionali, che attraverso propri rappresentanti ne occupano i posti migliori nei consigli di amministrazione –  permettendo loro – su via libera della stessa politica – di giudicare al di sopra della sovranità statale, e di ridicolizzare le costituzioni degli stati europei, nonché la dignità degli stessi cittadini europei, con il benestare di molti presidenti; 2) Far rinsavire l’Eba dall’imporre coefficienti bancari di riserva patrimoniale troppo alti, addirittura oltre i limiti già consistenti di “Basilea 3”, alimentando gli alibi del credit-crunch; 3) Far rinsavire Barroso dall’adottare – come annunciato nei giorni scorsi – una proposta legislativa – sempre in linea con Basilea 3 – incentrata su “migliori requisiti di capitale” e “Capital Requirements Regulation” (maggiori requisiti prudenziali) per gli istituti di credito e finanziari dell’Ue; 4) Le responsabilità della stessa Bce e dei tecnocrati poco vigili – a partire dall’inizio della scorse estate – sulle politiche monetarie dell’Ue: rei di aver celato o sottovalutato per troppo tempo il problema del deficit nazionale (tirato magicamente fuori dal cilindro del Governo italiano e dell'Ue, dopo la bocciatura dei referendum sulle privatizzazioni in Italia e dopo il tardivo,  quanto fastidioso, regalo della "letterina-diktat" prenatalizia targata Bce) e di aver lasciato la formazione dei tassi di interesse in balia dei mercati e di operatori e speculatori finanziari e bancari (senza scordare, tra l'altro, il fenomeno altamente deviante dei “depositi over-night” – vedi articolo in “Qui Europa” del 6/3/2012); 5) La grave responsabilità del Consiglio Ue: reo di aver limitando incomprensibilmente il deficit-spending con il deleterio e recessivo “fiscal compact”: l’unica arma, quella dell’investimento a debito, per creare vera crescita economica, senza svendere il paese nelle mani dei soliti noti, sperando nel “miracolo dei poteri forti” o delle iper-privatizzazioni, che già molto male hanno fatto – negli Usa a partire dalla vampiresca “Reaganomics”, fino all’Europa – passando per l’ormai ex Bel-Paese, smontato a pezzi e “svenduto” all’offerente più furbo. E questo Mario Draghi lo sa bene! Farebbe meglio ad inserirlo nelle note nei prossimi comunicati Bce sul Pil. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

 

DeliciousDiggGoogleStumbleuponRedditTechnoratiYahooBloggerMyspaceRSS
ICO APPDavide Veraldi logo

3 Responses to “De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

  1. jilbab bayi 27 Maggio 2012 at 07:43

    Thanks for some other excellent post. Where else may just anybody get that type of information in such a perfect approach of writing? I’ve a presentation next week, and I am on the look for such information.

  2. Sergio Basile 17 Maggio 2012 at 14:42

    Un saluto dalla redazione di Qui Europa a tutta la Germania! A presto Cornelia!!

  3. Cornelia Shike 17 Maggio 2012 at 14:37

    I simply want to say I’m beginner to weblog and definitely liked this web site. More than likely I’m likely to bookmark your site . You amazingly come with remarkable article content. Kudos for revealing your web-site.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login

Share This Post

DeliciousDiggGoogleStumbleuponRedditTechnoratiYahooBloggerMyspaceRSS

Archivio Qui Europa